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‘SVB’ – Lazio, Ballotta: “Bene Motta, ma adesso viene il bello. Lotito? O fa un passo indietro o uno avanti” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA in collegamento a ‘SVB’

“Gravina? Era giunta l’ora di cambiare, questa è solo l’ultima delle disgrazie sportive. Oltre alle mancate qualificazioni, non siamo più stati protagonisti. Dovevamo guardarci dentro, non siamo più l’Italia, ora serve una svolta importante. C’è da rifare tutto. Nei confronti delle squadre che ci hanno eliminato eravamo sicuramente, col nome, superiori però in campo non si è vista questa differenza. Qualcosa va fatto, serve una svolta e ripartire ma stiamo perdendo tempo.

Motta? Sono contento per lui, è entrato in una situazione delicata. Cominciare male sarebbe stato condizionante, soprattutto conoscendo la piazza di Roma. Invece è partito bene, il morale è altissimo e ha dimostrato di essere all’altezza. Il bello viene adesso, da qui alla fine, con l’aiuto dei compagni che già si è visto. Caratteristiche e qualità? A questa età devi migliorare su tutto, ma se è in A ha delle doti ovviamente.

Per il portiere la concentrazione conta. Basta vedere Provedel lo scorso anno; ne aveva poca e magari era condizionato da problemi esterni. Indubbiamente, comunque, prima ci vogliono le qualità. Motta a Reggio non aveva fatto vedere chissà cosa, ma per ora non possiamo che parlarne bene.

Lazio-Parma? Dopo la sosta può cambiare tutto. La Lazio arriva da tre vittorie, il Parma da un ko, Lazio quindi a mille e Parma calante. La premessa comunque è che la Lazio dovrebbe fare meglio.

Un consiglio a Lotito? Secondo me gliene hanno dati, anche tanti, ma lui va avanti per la sua strada. La situazione è da chiarire, non conviene a nessuno e va cambiata. O fa un passo indietro o uno avanti, questa è una situazione assurda, una decisione la deve prendere, un cambiamento ci deve essere”.

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‘NMM’ – Ballotta: “Motta ha superato l’esame ma a gennaio non avrei ceduto Mandas” – (AUDIO)

L’ex portiere di Parma e Lazio, campione d’Italia con i biancocelesti nel 2000, Marco Ballotta, è intervenuto oggi pomeriggio a Radiosei per commentare la stagione della Lazio, con un focus particolare su Motta.

“Noi “Figli delle stelle” ? Sqaudra importante, tanto che poi in molti sono diventati alelnatori. Chi fa quel passo vuol dire che già in campo c’era qualcosa di importante”.

“Con quei nomi che quella Lazio fosse forte era scontato. Un paio di campionati non li abbiamo vinto, poi abbiamo vinto scudetti e coppe. Il rammarico è il 5-2 con il Valencia in Coppa Campioni. La buttammo via all’andata. Questa la vorrei rigiocare, ero in campo. Rigiocandola andrebbe diversamente: quella Lazio non poteva prendere due gol in contropiede. Avremmo dovuto comprare prima el pjoco Lopez”.

“Noi eravamo più forti del Valencia, poi quella partita nacque male ma abbiamo fatto comunque qualcosa di importante. Giudizio su Motta? L’ho visto giocare poco. E’ presto per capire a che livello può essere. Sono conteneto per lui perché lo hanno buttato dentro. L’importante era che partisse bene, spero che abbia superato la tensione del debutto. Devo ancora dimostrare molto ma l’importante era partire bene. Ha fatto un buon debutto, ora serve continuità ed equilibrio giusto per giocare tante gare. Serve anche l’aiuto dei compagni”.

“Pregi e difetti? Deve migliorare tutto, avendo solo 21 anni. Sicuramente se lo hanno scelto avranno visto qualcosa di buono. Se rinunci a Mandas vuol dire che credi a Motta. Non ho capito la scelta di mandare Mandas in prestito, anche se lì ora non gioca. Plusvalenza con il greco? Se non gioca diventa difficile. Io se fossi Mandas vorrei giocare, vedremo se a giugno verrà riscattato o tornerà. Il fatto è che non condivido la scelta di cedere un portiere a gennaio”.

“Più facile con lo stadio vuoto per Motta? Magari per lui non cambia molto, anche perché venendo dalla serie B certi gli stadi nn erano grandi. Per lui è sempre un debutto a livello emotivo, ha passato l’esame positivamente”.

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‘9 GENNAIO’ – Ballotta: “Lazio, Sarri sta facendo e tirando fuori il massimo. Provedel tornato, ma Mandas non va perso” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA in collegamento a ‘NMM’

La Lazio è migliorata molto, l’atteggiamento è diverso. Nonostante tutto si inizia a vedere la mano di Sarri, un atteggiamento bello anche dal punto di vista fisico. C’è ancora lo spazio per rimadiare e risalire la classifica. La Lazio, ora, inizia a dar fastidio a tante. E’ importante ottenere il massimo con quello che si ha, poi se c’è la possibilità di interventi mirati per migliorare la qualità sul mercato ben venga. Per il momento, noto un miglioramento consistente da parte di chi c’è. Noto motivazione, carica, voglia e questo fa ben sperare. Questo è importante, bisogna solo sbagliare il meno possibile e puntare in eventuali passi falsi delle altre.

A Sarri, viste le prospettive e il blocco di mercato, bisogna riconoscere il proprio operato. E’ rimasto lì a testa bassa, sta facendo il massimo che può fare. Qualche piccola polemica, da parte sua, c’è stata, ma poi ha fatto parlare il campo. Poi è chiaro che si può sempre migliorare.

Stiamo rivedendo la stessa Lazio per concetti del primo Sarri. La ritrovata solidità difensiva parte anche da Provedel. C’è maggiore intesa e sicurezza difensiva. Poi, piano piano, si aggiunge il resto. Forse, davanti, manca qualcosa dal punto di vista offensivo. Provedel, il vero Provedel è tornato. Si è liberato, ha sfruttato l’intesa e la fiducia dello staff.

Mandas? Intanto la Lazio non deve perderlo. Può andare a giocare, a fare esperienza in prestito per poi ritrovarlo successivamente ancora più pronto. Vanno bene gli allenamenti, ma un giovane per crescere deve giocare. E’ presto per dire se ha un futuro da grande squadra, anche per questo il farsi le ossa giocando è importante per avere maggiori certezze su questo.

I tifosi vanno avanti tifando la maglia, le contestazioni ci sono e fanno parte del gioco, ma loro hanno dimostrato di dare sempre supporto per maglia e color. Ormai sono più di 20 anni con Lotito presidente, alti e bassi ci sono sempre stati”.

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‘9 GENNAIO’ – Ballotta: “Lazio, partenza ad handicap. Ora serve calma e puntare sulle prestazioni” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La maggiore soddisfazione che ho avuto nella Lazio è dericata dall’intesa con Erikkson. Aveva piena fiducia nei miei confronti, anche quando non giocavo ascoltava i mie consigli. La fiducia è la cosa più importante che possa esserci. Poi tutto è legato ai successi e le nostre vittorie sono partite dal 3-0 di Coppa Italia con il Napoli. Da quella competizione è maturato un po’ tutto. Se non avessimo vinto la Coppa Italia le cose sarebbe potute andare in modo diverso.

La Lazio di oggi, come squadra, l’unica cosa che può fare per uscire velocemente da questo momento è tornare a fare risultati. Serve calma per poi ripartire mentalmente, puntare sulle prestazioni per far saltare fuori tutti i valori. Qualcosa hanno fatto vedere, ma non sono ancora apposto. E’ normale che ora manchi tranquillità, la classifica inizia a pesare, è come se stessi partendo da un handicap”.

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SPECIALE 14 MAGGIO – Ballotta: “Unico, inaspettato ed il compleanno di mia madre. Anche grazie al Giubileo e Collina. Tutto nacque da…” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA ai microfoni di Radioseilazio ricorda lo Scudetto del 14 Maggio 200:

“Sono trascorsi 25 anni ma sembra ieri. Fu un traguardo che ci si poteva aspettare ma non arrivava. E’ successo in un modo inaspettato, dovendo aspettare la ripresa della gara della Juventus a Perugia. Si pensava a massimo ad uno spareggio, ma il gol della Juventus non è mai arrivato e da lì sono partiti i festeggiamenti. Fu un epilogo da film, magari fu il Giubileo a darci una mano dall’alto (ride, ndr). L’arbitro Collina fu molto bravo, dopo la pioggia del primo tempo, a non interrompere la partita di Perugia. Poi da parte loro ci furono tanti alibi e scusanti, in realtà la gara è stata persa per loro responsabilità. Per noi fu una doppia fatica, dopo il successo con la Reggina, è stato come aver giocato a distanza un’altra gara. C’è chi come è l’ha vissuta nello spogliatoio, chi era andato in tribuna, dove andai io successivamente per festeggiare. Non penso che nella storia del calcio sia mai accaduta una cosa del genere. Tutto molto strano ma bello (ride, ndr). Al gol di Calori ci siamo abbracciati forte, non ricordo neanche con chi. Sono volati gavettoni, poi i ricordi indelebili riguardano la festa in pullman nel cuore di Roma. Tre giorni dopo, poi, con tanto di tinta blu in testa, ci siamo presentati a Milano battendo l’Inter in finale di Coppa Italia. Questo per dire che squadra di campioni avevamo.

La partita più importante fu la vittoria di Torino con la Juventus, quando accorciando in classifica e mettemmo davvero pressione ai bianconeri. Noi dovevamo fare solo il nostro dovere da quel momento in poi. Abbiamo fatto il massimo, in quell’occasione è bastato per riuscire nell’intento. Era nelle loro mani, è passato nelle nostre.

Al Dell’Alpi giocai dall’inizio in virtù dell’infortunio di Marchegiani. La parata su Del Piero non fu un miracolo, ma una bella parata. Ho fatto il mio dovere in una gara in cui abbiamo corso solo un paio di rischi. Da lì la convinzione di potercela fare e così è stato.

Ce lo siamo meritati, ma tutto è nato dalla vittoria in Coppa Italia contro il Milan dalla stagione 1997-98. Anche in quell’occasione fu un trionfo anche nel modo in cui rimontammo. Senza quel successo sarebbero potute cambiare tante cose, magari alcuni giocatori non sarebbero rimasti ed altri non sarebbero arrivati.

Il rapporto con Marchegiani? Buonissimo, ma ero anche consapevole che non ero solo in vice. Mi sono ritagliato i miei spazi e quando ho giocato ho dato quello che dovevo dare. Quando si vincono trofei così importanti è il contesto di squadra che è importante.

Il 14 maggio è anche il compleanno di mia madre. E’ una coincidenza fantastica e molto significativa per me. Una soddisfazione ed un regalo che ho fatto anche a lei.

Eriksson e Mihajlovic sono stati due compagni di viaggio importanti. Con Sven c’era un grande rapporto di fiducia, tanto che ho notato che teneva in considerazione anche i miei consigli. C’era un rapporto che è andato avanti per soli tre anni, anche se lui mi fece prendere il patentino di allenatore con la prospettiva di incontrarci nuovamente in panchina. Sinisa era una persona splendida, un lottatore che non si dava mai per vinto. Cosa che ha dimostrato anche nella malattia”.

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‘NMM’ – Ballotta: “Bologna e Lazio si somigliano, sarà gara aperta. Provedel? Mandas è uno stimolo…” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA IN COLLEGAMENTO A ‘NMM’

Marco Ballotta su Bologna Lazio :”Il Bologna sta ripercorrendo lo scorso anno, contro ogni aspettativa, anche quella dei tifosi. Con l’addio di Motta ci si aspettava un Bologna diverso, e invece la risposta è stata fragorosa e sorprendente. La squadra è giovane, gioca in fiducia, ha dei pezzi pregiati. Secondo me sono ancor più bravi a campo aperto, forse soffrono con le squadre chiuse per caratteristiche, ma se lasci spazio ti mettono seriamente in difficoltà. Per certi versi Lazio e Bologna sono squadre simili. La Champions è stato un premio per ciò che è stato fatto la scorsa stagione e ha dato sicurezza al gruppo”.

“Calo di forma della Lazio? Ci sono momenti in cui le partite diventano sporche, riuscire a vincerle è da squadre importanti. Lazio e Bologna non hanno individualità fenomenali, i giocatori che vincono le gare da soli. Entrambe devono fare risultato con il gruppo, giocando da squadra. Entrambe stanno facendo grandi cose, non so se sia possibile fare un ulteriore salto di qualità, visto che entrambe giocano per il quarto posto in Serie A. Le due squadre hanno dimostrato di poter stare in alta classifica, meritatamente. Siamo al momento decisivo del campionato, ora conta tantissimo la gestione, la stanchezza accumulata e tutti quei fattori che possono zavorrare un gruppo. Non si può regalare niente”.

Domani la Lazio contro il Bologna non deve snaturarsi, penso che l’aspetto mentale di aver passato il turno possa dare una spinta importante.” Ballotta continua affermando che :”Vincere aiuta a vincere, sei più tranquillo nonostante tu debba fare ‘per forza’ il risultato. Entrambe daranno il 100%, poi ci sta che il Bologna abbia più energie visto che ha avuto la settimana piena per lavorare. Provedel? Il gioco coi piedi è una sua arma, anche se ultimamente non riesce a sfruttarla. Il carattere lo vedi nel momento di difficoltà, Baroni l’ha gestito bene. A volte gli errori li paghi caro, a volte invece passano inosservati. Mandas è un vice stimolante, Ivan sa che ha alle spalle un portiere pronto a subentrare“.

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‘9 GENNAIO’ – Ballotta: “Provedel, momento delicato, è ora che deve dimostrare. Panchina? Dipende se ha ancora la fiducia di tutti…” (AUDIO)

Marco Ballotta in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“L’andamento della Lazio è buonissimo, lo si vede anche dalla posizione in classifica. Il percorso, al netto di qualche battuta a vuoto, è equilibrato e più che dignitoso. Per il quarto posto, vedo la Juventus che sta trovando stabilità. La vittoria contro l’Inter potrebbe per loro essere una scossa importante. Il resto l’ha fatto l’arrivo di Kolo Muani, mentre i problemi veri continua ad averli il Milan. Si nota da alcuni atteggiamenti che c’è qualcosa che non va all’interno. Il povero Conceiçao diventerà matto (ride, ndr). Qualcosa di pesante penso che nello spogliatoio ci sia stato, i giocatori di un certo livello come Hernandez non possono commettere questi errori. Qualcosa non quadra in linea generale, in un gruppo tutti devono avere un comportamento di un certo tipo. I problemi sono importanti, vado al di là del campo.

La stagione di Provedel? Ha abituato troppo bene. Quando è arrivato a colto l’occasione, ha fatto subito benissimo. Poi mantenere quel livello non è facile. Tutti i giocatori li valuto nel momento di difficoltà, quanto riescono a reagire. Quando capita qualche errore inizia l’esame, in particolare in una piazza come quello di Roma. Non so se lui riuscirà a farlo ora che sta attraversando un momento delicato.

Poi ci sta anche la possibilità di dare dei turni di riposo. Deve decidere il tecnico. E’ lui che deve capire se il portiere ha in mano la fiducia di tutti. Se la difesa ha poca fiducia del portiere può generare una sfiducia collettiva pericolosa. Un turno di riposo può essere necessario, ma anche deleterio. Intanto, è importante capire se in lui va tutto bene. Il campione lo vedi in questi momenti. Il portiere quando sbaglia lo sa, è inutile che in campo venga ripreso da compagni di squadra. Se Guendouzi ti si rivolta contro non è un bel segnale. Mandas? Ora da 6,5″.

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‘SVB’ – Ballotta: “Lazio corale, ora tutti dalla parte di Baroni. Mandas dovrebbe giocare, ma per ora è giusto che Provedel…” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA in collegamento a ‘SEI VOLTE BUONGIORNO’!

“Nel giudicare la Lazio serve un po’ di pazienza, i cambiamenti sono stati tanti. Baroni sta lavorando molto bene, ma siamo solo all’inizio della stagione. La mano del tecnico si vede, c’è serenità, c’è coralità e non solo la ricerca di individualità che risolvono la partita. Si vede che c’è un obiettivo comune, la predisposizione a giocare di squadra e questo è un elemento molto importante. Alla fine contano i fatti, è fuori dubbio che Baroni non aveva mai allenatore un club come la Lazio, ma questo comporta anche la motivazione di giocarti al meglio l’occasione. Si sta giocando bene le sue carte, sta dando oltre il massimo di quanto può dare. Ora sono tutti dalla sua parte, come è giusto che sia.

Ora c’è un’armonia di squadra diversa, poi ci sono alcuni singoli, come Dia, che sta sorprendendo in positivo. Ma, ripeto, è globalmente che sta piacendo la Lazio. Castellanos si è un po’ responsabilizzato con la partenza di Immobile. Ora sta rispondendo in maniera giusta, sta dimostrando di poter gestire alcune responsabilità importanti.

Pedro? Quelli di un’altra età servono sempre (ride, ndr). Ma non è scontato che quando hai maggiore caratura tu possa essere sempre positivo per far crescere gli altri. Lui è importante, uno dei pochi che può trasmettere alcuni concetti fondamentali nello spogliatoio.

Provedel escluso da Spalletti? Meriterebbe la Nazionale come anche altri portieri. Il problema del portiere è che numericamente devono esserci pochi. Di Gregorio si è meritato la Juventus dopo due anni eccezionali, ma anche Vicario e Meret meritano di essere considerati. C’è una generazione di portieri con tante possibili soluzioni diverse.

Provedel e Mandas? Oggi non puoi non alternare i giocatori. Il calendario si costringe e chiamare in causa due portieri all’altezza. Loro lo sono, penso che la Lazio stia operando nella maniera giusta. Mandas dovrebbe giocare per fare esperienza, ma al momento penso sia giusto non cambiare le gerarchie. Poi magari a fine stagione uno dei due cambierà squadra”.

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‘NMM’ – Ballotta: “Lazio, si riparte da zero, ad oggi futuro chiaro. Poi su Provedel e Mandas…” (AUDIO)

MARCO BALLOTTA in collegamento a ‘NMM’

“E’ evidente, stando al mercato fatto fino ad oggi, che il livello della Lazio sia più basso dal punto di vista tecnico. E’ una situazione che nell’era Lotito non ricordo, se oggi dovessi parlare di obiettivi reali farei riferimento ad una zona di classica sopra la metà della stessa, ma non tale da ambire a certe posizioni. Va detto, però, che il mercato non è concluso, sinceramente mi aspetto degli innesti che possano alzare la qualità della squadra.

Non è ancora finita, magari può arrivare qualche colpetto, sono convinto possa accadere ancora qualcosa. E’ una ripartenza da zero per adesso, c’è poco da fare, ad oggi si vede chiaramente quello che può essere il futuro della Lazio. La scorsa stagione c’era qualcosa nell’aria che non tornava, si vuole certamente azzerare tutto e ripartire. Poi il Bologna della scorsa stagione insegna che nulla è scritto. Si può anche ripartire con i giovani, ma bisogna essere chiari con tutti, almeno va detto quelli che sono i progetti futuri.

Provedel è il numero uno, Mandas è lì pronto, ha dimostrato di essere all’altezza. La scelta di tenerli entrambi è giusta, le gare sono tante e servono portieri di valore”.

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Lazio, Ballotta racconta il rapporto con Eriksson: “Spesso gli davo consigli”

Quello fra Marco Ballotta e Sven Goran Eriksson, ai tempi della Lazio, è stato un rapporto stretto. Insieme hanno vinto lo scudetto (e il portiere fu decisivo nello scontro diretto con la Juventus) e altri trofei. Ma c’era anche di più. “Sven era un grande gestore – ha detto Ballotta a dotsport.it – Potevamo vincere un po’ di più, ma lui era l’ideale per quella squadra. Avevamo solo nazionali, quindi gestire non era facile. A Eriksson davo una mano in panchina, avevamo un bel rapporto. A volte gli facevo notare delle cose, perché credo che un allenatore, essendo concentrato su alcuni aspetti, possa perdersene altri. Quindi un altro punto di vista era interessante. Aveva una fiducia estrema nei miei confronti. Sentivo la sua fiducia. Oggi quella squadra avrebbe pochi rivali. Già all’epoca eravamo fra i migliori d’Europa, ma oggi secondo me ora il nostro livello sarebbe ancor più alto”.