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CHAMPIONS LEAGUE

Lazio-Celtic, i convocati di Sarri: Provedel il lista

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi in casa contro il Celtic (ore 18:45).

Portieri: Magro, Provedel, Sepe;

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Ruggeri;

Centrocampisti: Cataldi, Guendouzi, Kamada, Luis Alberto, Rovella;

Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Immobile, Isaksen, Pedro.

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CHAMPIONS LEAGUE

Lazio-Celtic, probabili formazioni

Le probabili formazioni di Lazio-Celtic

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Patric, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Pedro. Allenatore: Sarri.

A disposizione: Sepe, Magro, Hysaj, Ruggeri, Pellegrini, Rovella, Kamada, Basic, Isaksen, Castellanos.

CELTIC (4-3-3): Hart; A. Johnston, Carter-Vickers, Scales, Taylor; McGregor, O’Riley, Tumbull; Forrest, Furuhashi, Yang. Allenatore: Rodgers.

A disposizione: Bain, Lagerbielke, Ralston, Phillips, Iwata, Bernardo, Welsh, Holm, M. Johnston, Oh.

ARBITRO: Umut Meler (Turchia).

ASSISTENTI: Eyisoy-Ersoy. 

IV UFFICIALE: Kardesler.

VAR: Ulusoy.

ASS. VAR: Dankert (Germania).

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RASSEGNA STAMPA

Febbre Provedel, Sepe in pre-allarme. E Lotito congela i rinnovi

Provedel è a letto con la febbre. E’ in dubbio, ieri non si è allenato per una tonsillite e la sera la temperatura era di 39 gradi. Se non dovesse farcela, ci sarà Sepe. Mandas non è in lista Uefa, Magro sarà il terzo. Ivan vuole scendere in campo debilitato pur di riscattarsi dopo Salerno. Il Manchester United sta seriamente pensando di ingaggiarlo per sostituire Onana l’anno prossimo: Lotito chiederà 35 milioni a giugno, ma gli aveva promesso il rinnovo. Rinnovo, però, congelato insieme agli altri (Romagnoli, Casale, Immobile, Zaccagni e Felipe), a maggior ragione dopo la prestazione di sabato. Il Messaggero

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CHAMPIONS LEAGUE

Lazio-Celtic, Sarri: “Intervento tosto del club, ora la risposta in campo. Quando sei meno cattivo dell’avversario inutile parlare di tattica” (AUDIO)

Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, in conferenza stampa alla vigilia di Lazio-Celtic: “Soddisfatto per intervento del club”

Che segnali ha ricevuto dalla squadra dopo la sconfitta di Salerno?
“Non voglio avere segnali ora, ma domani. Abbiamo perso una partita per superficialità, per mancanza di determinazione, in maniera brutta. Quindi la squadra deve rispondere non a parole, ma sul campo”.

C’è stato l’intervento del club?
“L’ha fatto il direttore, in maniera bella tosta. Di questo sono contento, ce n’era bisogno secondo me”.

Chiedi qualcosa di più alla vecchia guardia?
“Ormai non c’è più vecchia guardia e nuovi. Bisogna resettare. È inutile parlare di tattica, quando una squadra entra in campo meno cattiva dell’altra non vince. La tattica può aiutare, ma non basta”.

La Lazio in attacco è prevedibile. Sta pensando a qualche accorgimento tattico?
“Il Barcellona ha dominato dieci anni giocando sempre allo stesso modo. Questi sono discorsi da bar che non mi interessano”.

Aveva visto segnali preoccupanti già nel ritiro?
“Il ritiro è stato fatto su buoni livelli. Dopo è cambiato qualcosa, durante l’estate l’atmosfera era di ottimo livello”.

Sul Celtic:
“Ha discrete qualità tecniche, gioca a un ritmo molto alto. Non è una squadra semplice da affrontare. Le due sconfitte in trasferta sono state condizionate da una doppia inferiorità numerica. Sarà una partita complicata domani”.

Da Pioli a Inzaghi, sono 10 anni che la Lazio fatica con le piccole. Non si risolve il problema della mentalità…
“Dipende da duemila fattori la mentalità, non solo dalle parole dell’allenatore. Molto probabilmente a livello ambientale qualcosa trasmette poco, qui c’è il problema visto che sono cambiati giocatori e allenatori”.

Un punto infermeria?
“Zaccagni, Romagnoli e Casale, che migliora, sono fuori. Sta meglio Rovella. Vediamo oggi e poi tiriamo le somme”.

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CHAMPIONS LEAGUE

Lazio-Celtic, Pedro: “Non è Sarri il problema. Dobbiamo fare autocritica e tornare alle origini” (AUDIO)

L’attaccante spagnolo Pedro in conferenza stampa alla vigilia di Lazio-Celtic:

Quali insidie ci saranno domani?
“Sarà difficile, come tutte le partita in Champions. Sono una buona squadra, fisica, forte, giocano bene anche con la palla. Per noi è anche una bella opportunità per riprenderci davanti ai nostri tifosi, speriamo di fare una grande prestazione e ottenere una vittoria”.

Come ti spieghi i motivi di questo calo?
“Non lo so, stiamo lavorando bene ma qualcosa non funziona. Con le squadre meno blasonate non riusciamo a fare una bella partita, non parlo di vittoria, ma di prestazione. Dobbiamo fare autocritica e tornare all’origine, alle cose basiche: correre di più e mettere la voglia. Quando poi non arrivano i risultati, aumenta la pressione e non riesci a stare tranquillo. Non dobbiamo guardare la classifica, anche se ora il margine di errore in campionato ora è basso”.

I tifosi possono essere il dodicesimo uomo in campo?
“Lo sono sempre stati. Sono sempre con noi e ci aiutano ogni partita. Abbiamo parlato con loro anche dopo Salerno. Se stanno al massimo, per noi è come se avessimo un giocatore in più. Mi aspetto questo domani”.

Come ti sei trovato nella tua carriera contro squadre scozzesi?
“Sono molto fisiche e tattiche. Domani non sarà diversamente, sarà lunga e tosta. Il mio gol all’andata è stato speciale, in quello stadio così bello e sotto il settore dei tifosi della Lazio. In Champions è sempre bello fare gol, soprattutto all’ultimo minuto”.

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FORMELLO

FORMELLO – Provedel salta la rifinitura, Isaksen spera ma Pedro resta avanti

Allenamento in corso per la Lazio alla vigilia della sfida contro il Celtic, gara valida per la quinta giornata della fase a gironi di Champions League. Non sono presenti alla seduta odierna Alessio Romagnoli, Nicolò Casale e Mattia Zaccagni, calciatori non in grado di prender parte alla sfida di domani. Assente anche Ivan Provedel (sintomi influenzali) che, però, dovrebbe regolarmente scendere in campo domani. La notizia dell’assenza di Romagnoli, Casale e Zaccagni l’aveva già annunciata Maurizio Sarri nel corso della conferenza stampa di presentazione del match: “Zaccagni è fuori, così come Romagnoli. Casale in miglioramento, ma ancora non è pronto per giocare le partite. Sta meglio Rovella, oggi facciamo l’ultimo allenamento e poi tireremo le somme”.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Patric, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Pedro. A disp.: Sepe, Magro, Hysaj, Ruggeri, Pellegrini, Kamada, Rovella, Isaksen, Castellanos. All.: Sarri. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Lazio, il nulla completo. Ora non si devono fare prigionieri, gioca chi merita. Ma se il club non crede più in Sarri…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’! “Lazio, il nulla più completo”

“L’avevamo detto, la cosa fondamentale era non dover commentare un nulla così completo da ogni punto di vista. Di male in peggio, ora è difficile anche solo fare un’analisi. Va constatato che la Lazio è una squadra che ha incassato 15 reti, mentre la scorsa stagione complessivamente ne ha subiti 30. Va constatato che fa 14 gol con giocatori che possono segnare molto di più. Non credo sia solo una questione tecnico-tattico, mi sembra una squadra piatta, con poco coraggio ed in questo momento personalità. La mia impressione è che fa quello che gli viene detto dal tecnico, ma senza prendersi la responsabilità di provarci. A Salerno, l’unico che si è preso delle responsabilità con due tiri da fuori in 5′ è Guendouzi. Speriamo sempre in qualcosa di diverso, ma nel frattempo le cose stanno peggiorando, ora vedo il nulla. Leggo le dichiarazioni e sembra che tutti siano tornati a pensare all’io e non al noi, non vedo un tutt’uno.

Ora devono saltare le gerarchie di titolarità? A volte per riconoscenza un allenatore, dopo aver raggiunto un risultato importante, tende ad affidarsi agli stessi. A volte quando hai la pancia piena è dura ripetersi, anche se non riesco a capire da cosa deriva l’appagamento dei calciatori della Lazio per un secondo posto in un’annata particolare come quella scorsa. Non peso che l’addio di Milinkovic possa determinare tutto questo. Il club se non crede nel tecnico deve intervenire. E’ più importante la storia della Lazio che un contratto in essere che andrebbe onorato anche con un esonero. Viceversa se la società crede ancora nel proprio allenatore, lo stesso non deve fare più prigionieri, chi corre di più va in campo, gli altri no. Ora basta debolezze, ora ci sono alternative, chi non merita non gioca”

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DICHIARAZIONI

Sarri sul futuro: “Resto qui, voglio restare a lungo affrontando i problemi” (AUDIO)

Non solo all’interno della sala stampa di Formello, Maurizio Sarri ha rilasciato dichiarazioni importanti anche ai microfoni di Skysport:

“Noi dello staff abbiamo avuto un confronto e la conclusione è stata che non siamo cambiati, stiamo facendo lo stesso lavoro degli ultimi anni e dobbiamo risolvere una situazione difficile. Io però sono qui per stare per un lungo periodo e in un lungo periodo i momenti difficili vanno affrontati. Lo stato d’animo? Di certo al momento non è dei migliori, la squadra sabato è stata piatta, senza la sensazione di divertirsi in campo”.

“L’approccio mentale, nell’ultima partita è stato scadente. La spiegazione va sulle motivazioni, ma anche questo è un limite. Per noi il campionato è importante allo stesso modo. Domani vediamo, ci giochiamo una partita decisiva, l’atmosfera della Champions tira fuori sempre motivazioni particolari. Se cambierò qualcosa? No, se avessi cambiato ogni volta che stampa e tifosi mi dicevano di cambiare sarei ancora in Eccellenza toscana”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, tutti i numeri del crollo: anche per Sarri è record negativo

Come riportato dal Corriere della Sera, diversi i numeri della Lazio da dimenticare, quelli della Lazio. Nei primi cento giorni di campionato sono zero i gol su azione nelle ultime 4 partite: all’attivo solo due rigori di Immobile contro Fiorentina e Salernitana. 3 gli incontri consecutivi senza un successo (arrivati curiosamente dopo 3 vittorie di fila). Era già capitato altre 4 volte nelle precedenti 2 stagioni, l’ultima tra gennaio e febbraio 2023; con Sarri la Lazio non ha mai fatto peggio. 6 le sconfitte in 13 partite. L’anno scorso il 6° ko (0-1 all’Olimpico col Torino) arrivò solo alla 31ª giornata; e alla fine furono 8 in tutto.

Per Sarri è un record negativo: al massimo aveva perso 5 volte in 13 turni, con l’Empoli, al suo esordio su una panchina di A nel 2014-15. 10 gli anni dopo cui la Lazio ha conquistato appena 17 punti in 13 giornate: era il 2013-14, Petkovic più tardi fu esonerato e Reja chiuse al 9° posto. 10 i punti in meno rispetto allo scorso campionato: la Lazio era 3ª con 27 punti, aveva segnato 25 gol (11 in più) e ne aveva subiti 8 (7 in meno). 10 i gol in meno di 4 attaccanti rispetto alle prime 13 giornate della scorsa stagione: Zaccagni è a -4 (1 contro 5), poi tutti a -2 Immobile (4 contro 6), Felipe Anderson (1 contro 3) e Pedro (0 contro 2). 50 i punti con cui la Lazio chiuderebbe continuando a questa media. Nel 2022-23 il Monza è arrivato 11° con 52.

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RASSEGNA STAMPA

Sprofondo Lazio, Lotito: “Svolta subito o saltano teste”. Fabiani alla squadra: “Sbaglia chi pensa che Sarri venga esonerato. La melma è per tutti”

Sprofondo Lazio

Sprofondo all’undicesimo posto. Anzi, forse al dodicesimo se, dopo il sorpasso di Monza e Frosinone, stasera a Bologna vincerà persino il Torino. Dopo 13 giornate e miseri 17 punti (come nel 2013/14 ovvero 13 lunghezze in meno dell’anno scorso a un terzo del cammino) il campionato della Lazio è compromesso e, com’è ovvio che sia, il capitombolo di Salerno sta provocando un terremoto in classifica e dentro Formello: «Abbiamo perso una partita undici contro uno (l’ex Candreva, ndr) – tuona Lotito, ancora furioso il giorno dopo – e non si può continuare così. Serve una svolta subito o salteranno delle teste molto presto. Io sto in Molise per un convegno, ma ho dato le indicazioni a Fabiani, che sa cosa fare e ha carta bianca su tutto». E infatti il ds ieri mattina alle 11 ha rinchiuso solo la squadra e Sarri per mezz’ora dentro lo spogliatoio ed è stato molto duro: «Abbiamo perso contro l’ultima in classifica. Ora basta. Se qualcuno pensa che l’allenatore venga sollevato dall’incarico si sbaglia, la melma la mangiamo tutti insieme adesso. Me compreso». La società è furiosa con tutti, non vuole più alibi per nessuno, né per i giocatori né per il tecnico.

APPARENTI CONTRADDIZIONI
In appena tre settimane Sarri è passato dal «voglio chiudere la carriera qui» al «se il problema sono io, parlo con Lotito e me ne vado». Ovviamente sono entrambi messaggi forzati – o provocazioni disperate, fate voi – di Mau per provare a scuotere l’ambiente e tutta la Lazio. La realtà è ché il club non ha intenzione di esonerarlo (con oltre dieci milioni lordi a bilancio) e l’allenatore non vuole dimettersi e mollare la barca adesso. Si spera ancora di poter rivalutare, di comune accordo, il matrimonio fino al 2025 a giugno, a meno che la situazione non precipiti del tutto, con Tudor e la suggestione Scaloni sempre sullo sfondo. I prossimi risultati ora rappresentano ancora di più uno spartiacque decisivo. Non solo contro il Celtic Glasgow, perché paradossalmente il volto sinora positivo nella vetrina Champions fa ancora più arrabbiare Lotito, ma soprattutto contro il Cagliari sabato alle 18. Ripristinati oggi e venerdì il ritiro della vigilia obbligatorio.

CONFRONTO DI SQUADRA
Sei sconfitte in 13 gare sono un oltraggio. È la peggior partenza nella carriera di Sarri, che non riesce più a dare una scossa e a cambiar spartito. Appena 2 tiri nello specchio all’Arechi e 2 gol (entrambi su rigore di Immobile) nelle ultime 4 gare, la porta ormai è un miraggio. Ieri c’è stato un confronto tecnico anche fra i giocatori, che si dichiarano al fianco di Maurizio e si sono ripromessi di cementarsi con le vecchie cene di gruppo. Gli esterni (da Felipe a Zaccagni, passando per Pedro, sotto processo) sostengono che la manovra è prevedibile e, di conseguenza, su di loro c’è sempre un raddoppio e un muro in attacco. Tutto lo spogliatoio ora ritiene che in estate sia stata sottovalutata la partenza di Milinkovic, sia sulle palle alte che a livello fisico. Eppure l’addio di un solo top player non può giustificare questo crollo psicologico, già avvenuto periodicamente nell’ultimo decennio: la Lazio ha subito l’ennesima rimonta (8 punti persi da situazioni di vantaggio) e, quando va sotto, non si rialza in nessun modo. È come se molti abbiano considerato il secondo posto dell’anno scorso uno scudetto, se lo siano cuciti al petto e, senza rinforzi per fare meglio, abbiano appeso gli scarpini al chiodo dentro un’oasi serena di lavoro a tempo indeterminato. Forse un ciclo è finito, la rivoluzione non è stata fatta in estate, andrà fatta a giugno. Con un mercato più deciso e non più ostaggio del passato, sia pure glorioso. Altrimenti non si supererà mai un problema di mentalità atavico. Il Messaggero