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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Mi chiedo se la Lazio abbia davvero la fame per centrare la Champions. Immobile si sente responsabile…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La Lazio deve continuare a credere di poter arrivare tra le prime quattro. Nei rapporti di forza con l’Atalanta non dobbiamo dimenticare anche la grande prova della squadra di Sarri all’andata. Quel giorno la Lazio ha vinto benissimo senza che gli avversari si mangiassero due gol clamorosi come quelli di Ciro all’Olimpico. Questa squadra ha un mix di difetti, il principale è quello della ferocia, di mordere le partite. La prima cosa che vorrei che la Lazio cambiasse è il veleno, la fame. Quello che mi chiedo è se questo gruppo ce l’abbia nella propria anima. A prescindere dalle diatribe interne al club, quello che conta è che la squadra abbia quel tipo di atteggiamento e predisposizione”.

Momento delicato per Immobile

“Per come è andata la partita e per come è caratterialmente, Immobile si è sentito responsabile della sconfitta. Sappiamo come è, esagera anche in questo (sorride, ndr). Sa che quando lui non segna la squadra va in difficoltà, ma non è giusto che venga considerato il responsabile della situazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Crisi Lazio, Piscedda: “Se Sarri è integralista, i giocatori devono…” (AUDIO)

La Lazio si incaglia e perde di nuovo terreno. Il capitombolo con l’Atalanta ancora brucia. L’analisi della sconfitta coinvolge anche Massimo Piscedda che bacchetta la squadra: “Ancora con gli allenatori? Sono i giocatori a fare la differenza e a vincere le partite. – ha dichiarato nella trasmissione SeiVolteBuomgiorno – E’ vero che quando le squadre avversarie pressano più alte, occorre cambiare atteggiamento e sfruttare di più la profondità, con le verticalizzazioni, ma non è sempre semplice”. L’obiettivo è trovare soluzioni a questo momento no, che dura già da qualche gara. 9 punti in 7 partie, non è certo un ruolino da Champions, anzi sa quasi di cammino salvezza. “A chi sta trovare le soluzioni? – prosegue Piscedda – a Sarri certo, ma se i giocatori in campo vedono che il calcio interpretato nello spartito non va, devono prendersi la responsabilità di cambiare atteggiamento, al di là di ciò che impartisce il tecnico. Ho avuto anche io allenatori integralisti in carriera, per questo vi dico che la responsabilità è sempre dei calciatori”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, non è solo un calo ma un limite

Non è solo un calo. Perché gli scivoloni sono troppi e frequenti. La Lazio ha trovato continuità, ma nella discontinuità. Dopo l’undicesima giornata di campionato, quando la squadra di Maurizio Sarri vinse a Bergamo, sono arrivati appena 15 punti in 11 partite. In seguito al successo in casa dell’Atalanta i biancocelesti erano terzi in classifica, indipendentemente dalla penalizzazione della Juve, ora sarebbero settimi. Il calo è dovuto a diversi fattori, intanto la difesa: nelle prime 11 giornate in ben sette occasioni Romagnoli e compagni avevano mantenuto la porta inviolata, nelle successive 11 è successo appena quattro volte. Stanno inoltre mancando i gol di Immobile: il capitano della Lazio era arrivato a quota sei gol (e tre assist) nelle prime 11 di Serie A, bottino che, limitato dagli infortuni, ha incrementato solo di una rete (senza passaggi decisivi) nelle successive 11 partite. Il calo della squadra è stato netto: 24 punti conquistati nelle prime 11, appena 15 in quelle successive. Sta inoltre mancando l’apporto di metà degli acquisti fatti in estate (e curiosamente quelli più costosi): se Provedel e Romagnoli sono riusciti a inserirsi subito in squadra e Casale all’undicesima giornata già aveva cominciato a dare un contributo (ne aveva giocate quattro da titolare), i vari Maximiano, Gila, Marcos Antonio e Cancellieri giocano poco, quasi per nulla. Le energie dei titolari inevitabilmente calano nel corso dell’anno, non averne di fresche da immettere è un limite non di poco conto. La Lazio è la squadra ad aver utilizzato meno giocatori fra le 98 che compongono i maggiori campionati europei, Sarri, inoltre, sostituisce poco (meno di tutte le avversarie per la Champions). Anche questo incide. Ed è il motivo per il quale quello della Lazio non è solo un calo, ma un limite.

Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il solito vizio di sparare sul pianista

Il momento peggiore delle gestione Sarri. Un’involuzione inattesa subito dopo la recita contro il Milan che aveva illuso tutti. Invece, la Lazio si è svuotata quella notte dopo aver asfaltato i campioni d’Italia. Due settimane per passare dal paradiso sarriano all’inferno di un fallimento totale. Subito un chiarimento: Sarri, che pure qualche errore lo sta facendo nella gestione complessiva della rosa, non è il problema ma la soluzione dello stesso. Certo, sicuramente è sbagliato continuare a dare alibi alla squadra con quelle dichiarazioni sulla Champions. Basta con «miracolo» o «sogno», un posto tra i primi quattro è un obiettivo, un traguardo da inseguire con tutte le forze. Nessuno alla fine farà una colpa al tecnico se non si raggiungesse, però la squadra ci deve provare anche perché le dirette concorrenti non brillano finora per continuità. Pur con tante stecche, la classifica è ancora corta, si può ripartire. Da cosa? Dal sarrismo, da quei concetti svaniti nel 2023 con qualche rara eccezione. La Lazio ritrovi la sua anima intorno al tecnico e il futuro sarà meno nero di quanto appare oggi. Il Tempo

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Persa battaglia, ma la guerra è lunga. Serve brillantezza e condizione. Immobile? Non ha avuto continuità per gli infortuni”

Maurizio Sarri ai microfoni di DAZN

“Abbiamo trovato una squadra forte in grande condizione fisica. Quando sono in queste serate sono problematici per tutti, non solo per noi. Peccato per la palla gol enorme e per la palla per pareggiare nel secondo tempo. Nel momento in cui li stavamo mettendo in difficoltà è arrivato il secondo gol. E’ una battaglia persa, ma la guerra è lunga”.

E’ un momento così, abbiamo perso brillantezza negli interpreti migliori ma ne verremo fuori. Siamo andati in confusione dopo il 2-0, ma siamo stati combattivi. Dispiace aver preso il secondo gol in quel momento, nel finale siamo andati in confusione. Non è che sono estremamente preoccupato, c’è da ritrovare condizione e brillantezza per saltare la prima pressione. Ora possiamo far riposare un attaccante, spero che l’alternanza riporti tutti in condizione”.

“Abbiamo giocato troppo poco su Milinkovic dalle rimesse dal fondo. Loro accettavano il 2 contro 2, sugli sviluppi si mettevano a 5, non era possibile giocare in verticale. Immobile? Sta vivendo le problematiche di un ragazzo che non ha mai avuto continuità per via degli infortuni. Fatica a trovare la condizione fisica”.

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SERIE A

L’Atalanta restituisce il ‘favore’: Zappacosta e Hojlund piegano la Lazio

La Lazio s’arrende all’Atalanta: all’Olimpico i nerazzurri passano 2-0, pareggiando lo scontro diretto. Partita fin da subito su ritmi feroci, con il solito pressing a tutto campo degli ospiti a tarpare le ali alla manovra biancoceleste. Tanti, troppi errori tecnici della Lazio. La Dea trova il vantaggio con la perla di Zappacosta, che con il destro dipinge una traiettoria imparabile per Provedel. Provedel che sarà protagonista di vari salvataggi, visto che nel primo tempo prende ben 6 tiri nello specchio. Per la Lazio il rammarico di un’occasione gigantesta sprecata, anzi una per tempo: prima Immobile ‘scippa’ la palla a Milinkovic, poi lo stesso Ciro non riesce a battere Musso in apertura di ripresa. La resa arriva poco dopo l’ora di gioco, quando Luis Alberto sbaglia un passaggio orizzontale e Lookman serve una palla d’oro all’indemoniato Hojlund. La partita della Lazio finisce lì, è il colpo del KO. L’Atalanta supera la Lazio in classifica e raggiunge Roma e Milan, per i biancocelesti appena 9 punti in 8 partite nel 2023.

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SERIE A

Lazio-Atalanta 0-2, il tabellino

Marcatori: 23′ Zappacosta, 65′ Hojlund

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj; Milinkovic, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni.

A disp.: Maximiano, Adamonis, Patric, Lazzari, Pellegrini, Gila, Marcos Antonio, Basic, Vecino, Pedro, Cancellieri, Romero.

All.: Maurizio Sarri

ATALANTA (3-4-3): Musso; Toloi, Djimsiti, Scalvini; Hateboer, De Roon, Koopmeiners, Zappacosta; Ederson, Lookman, Hojlund.

A disp.: Sportiello, Bertini, Okoli, Palomino, Boga, Ruggeri, Vorlicky, Demiral, Zapata, Soppy.

All.: Gian Piero Gasperini

Arbitro: Daniele Orsato (sez. di Schio)

Assistenti: Palermo – Mokhtar

IV ufficiale: Rapuano

V.A.R.: Pairetto

A.V.A.R.: Marini

Serie A TIM | 22ª giornata

Sabato 11 febbraio 2022, ore 20:45

Stadio Olimpico, Roma

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SERIE A

Lazio-Atalanta, i convocati di Sarri

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro l’Atalanta (ore 20:45) allo Stadio Olimpico di Roma.

Portieri: Adamonis, Maximiano, Provedel;

Difensori: Casale, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Cataldi, Luis Alberto, Marcos Antonio, Milinkovic, Vecino;

Attaccanti: Cancellieri, Felipe Anderson, Immobile, Pedro, Romero, Zaccagni.

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SERIE A

Lazio-Atalanta, probabili formazioni

Le probabili formazioni di Lazio-Atalanta

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj; Luis Alberto, Cataldi, Milinkovic-Savic; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. All. Sarri. 

A disp. Maximiano, Adamonis, Patric, Gila, Lazzari, Pellegrini, Marcos Antonio, Vecino, Bertini, Basic, Romero, Cancellieri, Pedro. Indisponibili: Radu. Squalificati: -.

ATALANTA (3-4-3): Musso; Toloi, Djimsiti, Scalvini; Hateboer, De Roon, Koopmeiners, Zappacosta; Boga, Hojlund, Lookman. All. Gasperini. 

A disp. Sportiello, Bertini, Demiral, Palomino, Okoli, Soppy, Ruggeri, Ederson, Zapata, Vorlicky. Indisponibili: Pasalic. Squalificati: Maehle, Muriel.

Arbitro: Orsato della sezione di Schio.
Assistenti: Palermo e Mokhtar.
IV uomo: Rapuano.
Var: Pairetto.
Avar: Marini.

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Non sarà come a Bergamo. Noi affamati, ma gli obiettivi devono essere credibili. Nuovi? Non pronti per gare determinanti” (AUDIO)

Maurizio Sarri presenta Lazio-Atalanta in conferenza stampa, nel centro sportivo di Formello

“Mi aspetto una partita tosta, una gara fatta da una squadra che si rende conto dell’importanza della posta in palio. C’è da togliere certi momenti in cui ci assentiamo durante le partite. La squadra però sta giocando bene, non per qualità, ma per il modo di stare in campo. Certi spezzoni, sempre più brevi, ci stanno levando qualcosa”

“Gasperini? Penso che siamo andati avanti ognuno secondo le proprie convinzioni”

“Margini di miglioramento? Questa è una squadra che dal punto di vista dell’ evoluzione ti lascia soddisfatto. Rispetto alla scorsa stagione c’è un’applicazione diversa, ma resta la frustrazione per non riuscire a fare il salto di qualità. I margini ci sono, bisogna andare a cercarli già da domani. Sarà una partita tremenda, sono difficilissimi da affrontare. Come dice Guardiola, è come andare dal dentista

“Basic non ha giocato poco, M. Antonio ha bisogno di essere inserito in una linea che lo supporti. Ha grandi qualità di palleggio, poi chiaramente ha delle caratteristiche per cui deve essere aiutato. Gli altri non sono ancora pronti per partite determinanti, ma sono in evoluzione, vediamo quando saranno pronti”

L’Atalanta se sta bene è fortissima, hanno un parco attaccanti di livello elevatissimo. Il loro modo di giocare è tremendo se sono in condizione, quando scendono diventano normali. Siamo fuori strada se prendiamo ad esempio la gara d’andata. Loro hanno fatto una gara nromale, noi super. Domani li troveremo super”

“Vecino? A Verona era una gara particolare, c’era da andare a battagliare fisicamente. In quel contesto può fare il mediano, in altri no. Quando conduciamo la partita abbiamo giocatori più adatti”

Gli obiettivi devono essere credibili. Non siamo fra le prime quattro per stipendi e fatturato. Non abbiamo questa responsabilità, una cosa sono gli obiettivi credibili altra sono i sogni. Hanno voglia e fame, lo vedo tutti i giorni, non sempre lo dimostriamo perché abbiamo qualche limite, ma l’applicazione c’è”

“Cataldi? Ha preso un colpo, ieri differenziato oggi proveremo a rimetterlo in gruppo”

“La scorsa stagione l’Atalanta era in difficoltà d’organico, non mi aspetto affatto quel tipo di approccio domani”

“Noi andiamo poco alla conclusione rispetto alla mole di gioco, è una caratteristica. Questa è una squadra che va a concludere solo in situazioni pericolosissime, non tiriamo tanto dai 25-30 metri”.

Noi stiamo facendo una stagione in cui non abbiamo potuto fare affidamento sul miglior Immobile. Diventa difficile trovare una condizione accettabile senza continuità, con lui al 100% avremmo segnato di più”.

“Lazzari? Col Verona era gara sporca, non era il contesto giusto per lui. Dipende dal momento dei giocatori, quando stanno bene, ora per qualche partita è finito in panchina anche per la buona condizione degli altri. Domani dipende da cosa schiererà l’Atalanta, vediamo cosa viene fuori dalla loro rifinitura”.

“Paragonare Lazio e Atalanta? C’è un gap dovuto al fatto che loto hanno fatto la Champions per tre anni. Questo ha portato i nerazzurri a migliorare fatturato e mercato”

Milinkovic? Lo vedo bene, molto applicato, secondo me ha giocato bene anche a Verona. Più verticalizzazioni che palle perse, dato importantissimo. Se a voi piace di più tacco e punta, a me piace più questo. E’ molto focalizzato sulla squadra

“Scontro diretto? Io un punto in classifica lo ritengo ininfluente. Le squadre si sono equivalse, la gara ci deve dare grandi motivazioni. Non possiamo vedere il rischio ma l’opportunità, anche se non è definitiva”

Gol ad inizio ripresa? Ne abbiamo parlato tanto, forse è ora di smetterla se no lo inneschiamo noi il meccanismo inverso. La squadra è consapevole, vediamo se fare un allenamento con l’intervallo (ride, ndr)”.

“Felipe è entrato bene l’altra sera, l’ho visto entrare con buona gamba. Aveva bisogno di riposare un po’, ma è a posto”

Palle inattive? Segniamo più sulle conseguenze, ma non sono contento del rendimento sulle palle da fermo. Possiamo fare di più, abbiamo centimetri e fisicità con qualcuno che fa partire bene la palla. E’ un aspetto in cui abbiamo possibilità di migliorare“.