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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Taylor e Maldini: il processo avviato da Sarri inizia a dare i frutti

L’allenatore ci sta lavorando e loro stanno rispondendo alle indicazioni.

Almeno il mercato due giocatori pronti come voleva Maurizio Sarri li ha regalati. Come evidenzia Il Messaggero, Taylor e Maldini crescono dentro la Lazio: a Torino la loro prestazione è stata quasi perfetta. Ma si vede a occhio nudo che il processo avviato dal Comandante inizia a dare i frutti.

L’olandese, si legge, anche se con qualche pausa dentro il match, ha fatto il suo confermando quanto di buono si è detto fino al momento. Una prestazione convincente, fatta di molta qualità ma anche e soprattutto di quantità con degli interventi in fase difensiva da sottolineare.

Daniel, invece, conclude il quotidiano, ha scippato il pallone a Locatelli e ha mandato in porta Pedro per il gol del vantaggio. Ha preso le misure a Bremer (quel fallo al limite dell’area era netto dopo il tunnel al brasiliano) e farà il centravanti fino al termine della stagione. Mau lo sta provando lì e non ha nessuna intenzione di cambiargli posizione: l’obiettivo è farlo esplodere in maniera definitiva.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio squadra vera, Sarri può essere orgoglioso. Più di questo non si può chiedere” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Vanno fatti grandi complimenti alla Lazio per la prestazione sfoderata ieri contro la Juventus. Dal punto di vista dell’atteggiamento continuo a vedere una squadra vera. Per come si combatte palla su palla, Sarri può essere orgoglioso. Ho visto giocatori appena arrivati come Taylor e Maldini già in crescita. Provstgaard mi è piaciuto molto, non era semplice per lui. Tutto questo contro una squadra in forma come la Juventus. Finalmente ho visto un Tavares davvero molto calato nella parte. Non tanto nella posizione, ma nella concentrazione nella propria area di rigore. Se questo è Tavares si aprono altri scenari. La Lazio mi è piaciuta molto.

Maldini ha iniziato a capire cosa deve fare in quel ruolo. Combattere, giocare in funzione degli altri. La sua posizione ideale è quella di seconda punta, ha bisogno di poter svariare. Nel 4-3-3 quella possibilità non ce l’ha, ma da prima punta può essere meno vincolato alla fase di non possesso rispetto ad altri ruoli.

Vedo più gruppo che adesso piuttosto che nella Lazio di Milinkovic, Luis Alberto e gli altri. Tanti applausi a questi ragazzi, viste le condizioni e le qualità generali difficilmente è possibile fare più di questo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri oltre le etichette ed i limiti: il massimo in piena tempesta

Stava per fargli un altro scherzetto, stavolta è riuscito a metà. Eppure sono amici, si stimano, si confidano, hanno le stesse radici tosco-empolesi, ma Sarri quando incrocia Spalletti non resiste, gliene combina sempre una. Nell’anno dello scudetto del Napoli andò al Maradona, piazzò il suo tir biancoceleste davanti all’area e portò a casa i tre punti con il gol di Vecino. Ieri c’è andato vicino, nella stessa identica maniera. È finita due a due e la Juve, come quel Napoli, in casa stava volando. Viene da sorridere a pensare che Sarri è definito nel cosmo calcistico come uno che si incatena ai suoi dogmi, ai principi, a idee che non mutano, senza deroghe, senza concessioni, un allenatore che ama giocare, rischiare e osare. E allora il Sarri di ieri come lo vogliamo catalogare? Meglio lasciar perdere le etichette, l’unica definizione corretta è “realista”.

In mezzo alla tempesta di Formello, con una squadra che il mercato di gennaio ha indebolito, senza Zaccagni, senza Pellegrini, senza Basic per tutto il secondo tempo e fra l’altro anche senza tifosi, ma vogliamo andare a Torino e mettersi a giocare? Vogliamo davvero sfidare la Juve a tu per tu? Non scherziamo, dai. Difesa e ripartenza, questa partita ha preparato il comandante, come un allenatore che sa fare tutto, che lavora sui limiti e sulle difficoltà della sua squadra. Perché il calcio non è uno solo. Ecco, a proposito di calcio a Torino erano stati quarantasei minuti e ventitré secondi di niente. In Inghilterra la domenica era impazzita nel pomeriggio con lo spettacolo di Liverpool-Manchester City, un delirio. La domenica italiana aspettava la sera Juve-Lazio per accendersi e invece di calcio spettacolo, di emozioni, di occasioni, per quei 46 minuti e mezzo, proprio niente.

Una mosceria. Ma al 46′ e qualche secondo, pieno recupero del primo tempo, Daniel Maldini si è ricordato che è figlio di un milanista, anzi, “del” milanista, ha rubato la palla a Locatelli (un ex milanista), l’ha messa sul piede di Pedro e da lì è finita in rete. Intervallo, rientro in campo, un altro centinaio di secondi e due a zero della Lazio. Gol splendido di Isaksen, di destro. In quella manciata di minuti la squadra di Sarri era andata oltre ogni immaginazione. Come la squadra di Spalletti, ma in senso opposto. La Juve non poteva continuare così e infatti è iniziato l’arrembaggio. Lazio schiacciata, bianconeri in assedio. Con un particolare: fioccavano le occasioni per la Juve (alla fine si conteranno 34 tiri a 9 per Spalletti), ma la Lazio non si dimenticava di ripartire. Prima e dopo il gol di McKennie, la squadra di Sarri ha avuto la possibilità di segnare il 3-0 e poi, per due volte, il 3-1. Erano occasioni clamorose. La Juve ha pareggiato al sesto minuto di recupero del secondo tempo. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Lazio, conferenza Sarri: “Magari scarsi, ma con grande carattere. Bel segnale da Tavares. Infortuni? Solo Basic…”(AUDIO)

Maurizio Sarri ha analizzato in conferenza stampa il 2-2 con la Juventus:


“Il morale della squadra l’hai visto in campo perché questa squadra lavora con difficoltà enormi ma non ha mai mollato. A noi possono dirci che siamo scarsi ma non che non abbiamo carattere. Io non parlerei tanto dei singoli ma della prestazione tosta da squadra. Il rammarico non è per il 2-2 della Juve, perchè ci poteva stare, ma il vero rammarico è per le occasioni sbagliate nel finale. Ho visto una bella prova di tutti e un altro rammarico è stato quello di non poter alzare i centimetri nella nostra area di rigore. Io ho visto una bella partita di Nuno Tavares questo è un bel segnale

Come stanno gli infortunati?
“Quando Nuno ha avuto i crampi volevo mettere Romagnoli o spostare Provstgaard per avere un saltatore in più. Basic può essere quello con problemi più grandi, invece gli altri solo crampi”.

È soddisfatto della prestazione in difesa? Maldini può fare la mezzala?
“Per Maldini stiamo lavorando sul ruolo di attaccante. Ha caratteristiche tecniche per fare ogni ruolo. A livello di resistenza, per fare il centrocampista dovrebbe crescere molto”.

La miglior prestazione della stagione?
“Per me lo spezzone migliore della stagione è la prima mezz’ora contro la Fiorentina, e non abbiamo neanche vinto. Sulla storia della Coppa Italia sembra che sia rimasta dentro solo la Lazio e sette squadre di serie B. La realtà è che ci sono le squadre più forti d’Italia. È presuntuoso pensare di andare a vincere, perché andremo a giocare a Bologna contro una squadra forte. È un’opportunità da analizzare turno dopo turno. Se arriviamo a fine stagione con la convinzione che con un paio di ritocchi la squadra possa essere più competitiva, sarebbe già un successo. Però sono soddisfatto dello spirito di questo gruppo, ha attraversato mille difficoltà senza mollare”

Ci saranno molti cambi con il Bologna?
“Vediamo, perché non siamo in un momento dove possiamo cambiare 7/8 giocatori. Questa sera è entrato Patric che si sta allenando da 4 giorni con noi”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Rammarico per le occasioni sprecate, non per il pari. I ragazzi sono indistruggibili” (AUDIO)

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri a Dazn ha commentato il 2-2 in casa della Juventus:

“Sul 2-0 la sensazione che fosse fatta non c’era, mancava tanto tempo e la Juve attaccava con vigore. Se c’è il rammarico è per la palla del 3-1, poi che potessero pareggiare era evidente. Più che il gol del 2-2, il rammarico è per le 2-3 occasioni sprecate.

Quando fai un punto in questo stadio è sempre un risultato positivo, è chiaro che un pizzico di rammarico ci rimane ma mi porto la consapevolezza che questi ragazzi sono difficilmente distruttibili, stanno reagendo a tutto e non hanno mai piegato la testa di fronte alle difficoltà. Dal punto di vista morale mi dà soddisfazione.

Dentro il gruppo squadra non c’è un clima negativo. I ragazzi si allenano bene, con passione. Poi è chiaro che giocare con l’Olimpico vuoto è stata una brutta sensazione, ci piacerebbe che gli attriti tra società e popolo laziale finissero, noi abbiamo troppo bisogno dei tifosi. Ma ciò che c’è fuori non ha niente a che vedere con ciò che ha in mente la squadra”.

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SERIE A

Juventus-Lazio, formazioni ufficiali: Provstgaard e Tavares dal 1′

Le formazioni ufficiali di Juventus-Lazio, posticipo serale della 24^ giornata in programma domenica 8 Febbraio all’Allianz Stadium:

JUVENTUS (3-4-2-1) – Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Koopmeiners; Cabal, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Mckennie, Yildiz; David.

LAZIO (4-3-3) – Provedel; Marusic, Provstgaard, Gila, Nuno Tavares; Taylor, Cataldi, Basic; Isaksen, Pedro, Maldini.

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SERIE A

Juventus-Lazio, probabili formazioni

Juventus-Lazio, match valido per la 24ª giornata di Serie A 2025/26, si giocherà allo stadio Allianz Stadium di Torino domenica 8 febbraio alle ore 20:45. Parziale in equilibrio nelle ultime otto sfide di Serie A tra Juventus e Lazio, con tre vittorie a testa e due pareggi – i bianconeri avevano vinto ben 12 delle 15 precedenti gare contro i biancocelesti nella competizione (1N, 2P).

Probabili formazioni

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Koopmeiers; McKennie, Locatelli, Thuram; Cambiaso; Miretti Yldiz; David. All. Spalletti.

Squalificati: nessuno

Indisponibili: Milik, Vlahovic

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Basic, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Pedro. All. Sarri.

Squalificati: Pellegrini

Indisponibili: Gigot, Patric, Zaccagni

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Ora squadra meno pronta. Si può andare avanti insieme, ma mi piacerebbe sognare. ‘Toscanaccio’? Dico quello che penso” – (AUDIO)

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri alla vigilia del match con la Juventus:

Io non parlo di mercato, mi concentro solo sulla squadra e sulle partite. Sapete benissimo come la penso, quella di prima era una squadra più pronta e questa è invece una squadra più giovane e deve crescere. Forse solo l’inserimento di Taylor sarà più breve. Futuro? C’è un contratto in essere, se non succedono cose si andrà avanti. Io sono come i tifosi, a me piacerebbe sognare. Questo ora non lo si può fare, e mi dispiace. Ci possono dire che siamo scarsi ma nessuno può dire che non abbiamo affrontato le situazioni. Io non sono una delle persone che hanno l’ossessione della vittoria, ma del sogno sì. Vorrei una squadra che mi facesse sognare, vediamo a fine anno le condizioni. In questo momento l’obiettivo è far crescere i ragazzi che sono arrivati”.

Romagnoli

“Ha avuto cinque giorni di permesso, si sta allenando e lo sta facendo molto bene. O domani o mercoledì va dentro”.

Nuovi acquisti

“Li ho fatti giocare per necessità, o domani o mercoledì Maldini giocherà centravanti. La partita con la Juventus sarà difficilissima, con l’intensità degli ultimi 25 giorni è difficilissima da affrontare. Parliamo di una squadra solida, viene da una sconfitta discutibile e giocare in quello stadio è veramente dura”.

Basic e il rinnovo

“Non partecipando a nessun incontro, non so dire nulla. Sicuramente un giocatore come Basic in una batteria di 4 centrocampisti, ce lo vedo benissimo”.

Sarri su Fabiani

“Avendo la fortuna di non leggere nulla e ascoltare nulla, la vivo con serenità. Le incazzature avvengono per fatti reali, poi nell’ambito lavorativo ci sono anche delle discussioni. Penso siano inevitabili, fare contente sia la parte amministrativa che sportiva è durissima. Ho preso una decisione a inizio anni e vado avanti con quella decisione. Sto cercando soluzioni, alcune si trovano e altre no, la mente mia ora è solo rivolta a quello. La situazione tifosi è pesante perché giocare in un Olimpico con 4mila persone è dura, la speranza è che tornino perché di loro abbiamo bisogno. Sul blocco delle trasferte, poi, è una cosa anticostituzionale: vuol dire che le istituzioni non sanno tenere l’ordine pubblico. Fare dei sogni ora è impossibile, uno si deve adeguare alla realtà. Le battute di Fabiani? Io dico quello che penso, poi posso avere un modo di esprimermi che fa parte della mia toscanità”.

Sarri su Raspadori, Maldini e Przyborek

“Maldini deve fare un percorso, Raspadori invece era molto più abituato a certe situazioni anche di ruolo. Da prima punta Maldini si dovrà ambientare, in ogni caso ha grandi qualità tecniche. Su Przyborek posso dirti che è bravo tecnicamente, ma che possa diventare centrocampista te lo posso dire dopo un percorso lungo. Va completamente costruito come giocatore”.

Sarri su come sta la squadra e Zaccagni

“Nei momenti difficili ci sono sempre dentro delle opportunità. Nei momenti di confusione l’opportunità era di diventare un gruppo più compatto, poi sul piano tecnico e tattico abbiamo perso un po’ di intensità difensiva. Su Zaccagni non lo so, dovrò rifare il controllo, è ancora dolente. Ha avuto un infortunio strano ed era anche abbastanza serio. Bisogna vedere il prossimo controllo”.

Sarri su Tavares e Dele-Bashiru

Dele-Bashiru non sta male ma è chiaro che tra Coppa d’Africa e infortunio è avanzato Basic. Per quanto riguarda Tavares è entrato bene nell’ultima partita e viste le difficoltà una delle prossime due la giocherà”.

Sarri su cosa significa sognare

“Avere una squadra che mi lascia sensazioni importanti, forti. Se questo accade, sogno. Altrimenti no”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani, le dimissioni e l’attacco a Tare: “Stai dicendo che tutto questo disastro l’ho combinato io?” (AUDIO)

Passaggio significativo della conferenza stampa del direttore sportivo Angelo Fabiani è quello riferito alle proprie responsabilità sul momento della Lazio:

“La Serie A l’ho fatta anche a Messina, sono arrivato ottavo e non era il Real Madrid. Comunque il campionato l’ho lasciato perché non avevo più stimoli. Il mio lavoro non lo deve valutare nessuno se non io, devo essere apposto con la mia coscienza. Tolto Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e pochi altri, non c’era gran che a livello di patrimonio di giocatori. Se per il lavoro fatto giorno e notte, togliendo tempo alla mia famiglia, Transfermarkt attesta il valore della rosa sui 250-300 milioni, vorrà dire qualcosa? Verrò giudicato per quello, quello mi dirà se la strada è giusta, sul progetto che mi inizia a dare delle basi solide. Qui bisogna dare stabilità e sono abituato a programmare. La mia carriera dice che ho preso società fallite, retrocesse e riportate in alto. Questo è stato sempre il mio credo calcistico. Quando potevo rimanere al Messina in A, potevo divertirmi, prendere soldi. Ma non sono fatto così. Io sono un uomo del popolo, vengo dal nulla. Non mi ha regalato niente nessuno, non ci sono presidenti che mi dicono quello che devo fare. L’appello a tutti voi è di portare tutto sui giusti binari. A volte l’istituto delle scuse potrebbe essere molto importante, se qualcuno lo conosce. Io sì.

“Stai dicendo che tutto questo disastro l’ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l’ha creata Fabiani. Quando parli devi pesare le parole. Una volta siamo arrivati settimi e non siamo arrivati in Europa, un’altra volta sì. Alcuni giocatori, come Hysaj, non l’ha portati Fabiani. Fabiani ha preso Gigot. Così passa un messaggio che non è corretto. Se mi devo prendere le mie responsabilità, me le prendo. Dal mio avvento la Lazio è passata da 0 euro a 300 di parco giocatori. Se vai su Transfermarkt vedi cosa ha fatto la Primavera e la Women. Fatevele spiegare bene le cose”.

“Non penso che la Lazio si sia indebolita. Penso che abbia preso ottimi elementi; è il 64esimo mercato che faccio, qualche operazione c’è sempre che non va purtroppo in porto. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter (Frattesi, ndr), la Lazio poteva sostenere un prestito con diritto, poi ogni società fa le sue strategie. L’importante è non fare marchette. Qua non si fanno. Si prendono solo giocatori funzionali. Poi lo dirà il campo. Qualsiasi cosa fatta, è stata fatta in buona fede”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani sul futuro di Sarri: “Mi auguro resti, con pazienza verrà costruita una squadra per lui” (AUDIO)

Il direttore sportivo, Angelo Fabiani, sul futuro di Maurizio Sarri a margine della presentazione di Maldini, Motta e Przyborek: “Con lui anche dopo giugno? Me lo auguro, altrimenti sarei un folle. Io lo chiamo ‘toscanaccio’, ridiamo insieme, il mister ha la battuta facile, bisogna saperlo decodificare. Io so che lui è attaccato alla società, ai calciatori, ai tifosi. Poi è un brontolone, ma guai se non lo fosse. Significherebbe per lui non avere più stimoli. Giusto che ci solleciti. Lui viene dai campi di strada come me, sa che a volte le operazioni vanno in porto e a volte noi. Lui è una garanzia per tutti i tifosi. Lasciamo perdere le battute. Ho sentito Conte dire: ‘Lo faccio per passione e non per soldi’. Lui è un altro burlone, di una bontà illimitata. A volte non conta ciò che dice, ma ciò che uno pensa. Io sono convinto che lui voglia onorare e dare continuità al progetto che abbiamo detto essere all’anno zero.

Quello che si dice e che si può dire lascia il tempo che trova. I fatti documentati sono questi. Si deve ripartire, quante volte succederà. A volte ci sono delle esigenze. Sono andato da Sarri a prenderlo. Lui dopo la partita contro l’Udinese, per problematiche famigliari serie, non ce l’ha fatta e ha fatto un passo indietro. Il primo allenatore contattato è stato Sarri, so perfettamente che bisogna costruire una squadra per lui, ma ci vuole pazienza, verrà fatto. Ha un contratto di tre anni, firmati. Se li merita tutti. Bisogna avere pazienza e fiducia. Rompere un giocattolo ci vuole poco, costruirlo di più”.

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