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Lazio, Fabiani a ruota libera: “Dimissioni, mercato, contestazione, Romagnoli e Lotito. Ecco la situazione…” (AUDIO)

La seconda parte dell’intervento del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Maldini, Przyborel e Motta:

“Ho quasi 65 anni, lo faccio per passione e non per un discorso economico. Il presidente mi ha detto di adeguare il contratto, in C prendono più di me, posso dire di farlo per amore e dedizione. E non prendo per in giro nessuno. Basta fare i capopopoli, i tifosi capiscono. Il popolo è vulnerabile, ti lascia quando si accorge che lo stai prendendo in giro. Spero che il messaggio arrivi all’esterno e all’interno. Nessuno sfrutterà la Lazio finché ci sarò qui io”.

La dimensione vera della Lazio – “La costituzione ci consente di manifestare in piazza, massimo rispetto. Per avere delle ambizioni bisogna avere delle basi solide, che non sono sul denaro. Oggi potrei bearmi delle plusvalenze, ma non funziona così. Castellanos l’ho venduto a 30 ma l’ho pagato 15, così come Guendouzi. Ci sono gli ammortamenti e tutto un meccanismo che ci si porta dietro da anni. Non tutte le responsabilità sono su Lotito, se mi devo incazzare con lui lo faccio, ma non mi ha mai imposto nulla. Sta all’onestà di chi lavora agire per il bene superiore, cioè della Lazio. I soldi non ce li siamo messi in tasca, abbiamo ancora delle quote da pagare. Le basi solide per partire da zero queste sono le azioni necessarie. L’Atalanta ha fatto 600 milioni di plusvalenze partendo da zero, il Como grazie a un programma sui giovani si sta togliendo delle soddisfazioni. Questo è quello che ho inteso fare io in accordo con tutti. I periodi passano, la storia va avanti. Per ricostruire ci vuole tempo, anche per privarsi di un giocatore. Abbiamo fatto una plusvalenze reale, ma per cosa? Tutto quello che si sta facendo e per creare delle basi solide durature nel tempo. Con l’avvento di questi fondi non si capisce nulla. La Lazio oggi gode di ottima salute dal punto di vista economico. Non voglio parlare di numeri di altre squadre, mi viene da rabbrividire. Lo scorso anno questi stessi giocatori sono arrivati primi nel girone in Europa o no? L’ultima di campionato competevano per l’Europa o no? Poi perdi con il Lecce e rimani fuori, il bello del calcio è anche questo. Baroni giocava in un certo modo, c’è stata un’interruzione. Torniamo su Sarri, stimato tanto da me e Lotito. È un allenatore importante che ha il suo credo, devi rimescolare un po’ di situazioni. Ci vuole del tempo per dargli giocatori funzionali. Il mercato non è come al supermercato, ci sono delle complessità. C’è chi viene, chi è disposto. C’è tutto un studio, questo è programmare. Dei giocatori li abbiamo bloccati, come Noslin, Tavares, Rovella. Ci sono anche calciatori che stanno qui da anni e che hanno un contratto, quando si dicono le cose bisogna farlo con dati oggettivi. C’è gente che non sa come funziona una società. Il tifoso vuole sognare, ha ragione. Riportiamo tutti su un binario di tranquillità e trasparenza, se volete vi faccio vedere i contratti di Romagnoli firmati. Avevo fatto una forzatura andando anche contro il comunicato, mi prendo io la responsabilità. Se l’operazione non è andata in porto non è colpa di qualcuno, ne risponderanno davanti a un magistrato. Il tempo dei telegrafi e dei fax è finito, bastava una firma. Gli fa onore a Romagnoli, non c’è stata nessuna scazzottata, ci sono sorrisi, si divertono. Questa vicenda fa onore solo a Romagnoli”.

“Anno zero? Sono punti di vista. È il campo che giudicherà. Ho un grande rapporto con Guendouzi, il giorno dopo è diventato un discepolo di Maria Goretti. Dentro la Lazio si fa buttare fuori, fa come gli pare. Quella non è obiettività. Guendouzi è andato via perché l’ha deciso e voluto lui, io non trattengo nessuno così come Romagnoli. Non ho messo sul mercato Castellanos, lui mi ha detto di andare via. Se poi c’è stata un po’ di abilità di fare qualche milioncino, sono stati reinvestiti. Ci sono state parecchie interruzioni, ma bisogna vedere chi ha spinto l’interruttore. Io avevo puntato su Baroni, aveva due anni di contratto. Mai discusso con lui, prima della partita con il Lecce a bordo piscina mi comunica la sua volontà di andare via. Quello che si dice e che si può dire lascia il tempo che trova. I fatti documentati sono questi. Si deve ripartire, quante volte succederà. A volte ci sono delle esigenze. Sono andato da Sarri a prenderlo. Lui dopo la partita contro l’Udinese, per problematiche famigliari serie, non ce l’ha fatta e ha fatto un passo indietro. Il primo allenatore contattato è stato Sarri, so perfettamente che bisogna costruire una squadra per lui, ma ci vuole pazienza, verrà fatto. Ha un contratto di tre anni, firmati. Se li merita tutti. Bisogna avere pazienza e fiducia. Rompere un giocattolo ci vuole poco, costruirlo di più.

40mila firme sulla petizione – “Saremmo arroganti a chiuderci qui. Petizioni e non petizioni, la costituzione ci garantisce di manifestare in piazza, di dissentire. Bisogna anche avere un grado di capire fino in fondo le cose come stanno. Fare autocritica, dobbiamo essere i primi. Mi verrebbe da dire che se le regole ce lo consentono, di promuovere una sorta di class action con tutti, sederci di fronte a un tavolo e discutere delle problematiche reali per un confronto costruttivo, non distruttivo. Noi abbiamo anche regole stringenti a livello federale, tutto viene strumentalizzato. Forse è arrivato il momento di sederci e discutere di questo malessere non malessere, non tutto può essere ascrivibile a Fabiani. Ognuno di noi si deve prendere un po’ di responsabilità per il bene superiore che è la Lazio in quanto società importante, che ha migliaia di cuori pulsanti. Questo è quello che farò con un po’ più di tempo libero”.

C’è un risultato sportivo negativo che la spingerebbe a dimettersi? “La Serie A l’ho fatta anche a Messina, sono arrivato ottavo e non era il Real Madrid. Comunque il campionato l’ho lasciato perché non avevo più stimoli. Il mio lavoro non lo deve valutare nessuno se non io, devo essere apposto con la mia coscienza. Tolto Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e pochi altri, non c’era gran che a livello di patrimonio di giocatori. Se per il lavoro fatto giorno e notte, togliendo tempo alla mia famiglia, Transfermarkt attesta il valore della rosa sui 250-300 milioni, vorrà dire qualcosa? Verrò giudicato per quello, quello mi dirà se la strada è giusta, sul progetto che mi inizia a dare delle basi solide. Qui bisogna dare stabilità e sono abituato a programmare. La mia carriera dice che ho preso società fallite, retrocesse e riportate in alto. Questo è stato sempre il mio credo calcistico. Quando potevo rimanere al Messina in A, potevo divertirmi, prendere soldi. Ma non sono fatto così. Io sono un uomo del popolo, vengo dal nulla. Non mi ha regalato niente nessuno, non ci sono presidenti che mi dicono quello che devo fare. L’appello a tutti voi è di portare tutto sui giusti binari. A volte l’istituto delle scuse potrebbe essere molto importante, se qualcuno lo conosce. Io sì”.

Cosa ha spinto Sarri a dire che alla Lazio sembra sempre l’anno zero? Cosa spinge Baroni ad andare via e passare al Torino? “Con Baroni all’Ancona, tanti anni fa, c’ero io e gli avevo dato una panchina. L’abbiamo incontrato tante volte, avevo pensato di fare un progetto con lui, e non avevo torto, c’era già il Baronismo. Poi si è rotto qualcosa. Non so i motivi per cui è andato via, prima del Lecce mi ha comunicato l’addio. Mi ha chiesto di non dirlo a nessuno perché non l’aveva comunicato ai collaboratori. Quindi io sono ripartito, non l’ho trattenuto. Tutto quello che è negativo non sempre è da assegnare alla società. Ora stiamo ripartendo con Sarri. Serviva uno come Raspadori? Abbiamo preso Maldini. Loftus-Cheek? Io non l’ho fatto saltare, nemmeno Samardzic. Io sono andato dai carabinieri per difendere la Lazio e i suoi tifosi, voi tutti. Non si dica che non siamo andati sui giocatori. Fare mercato ora è diventato impossibile, le cose si riescono a fare solo mantenendo il segreto perché ci sono gruppi che si inseriscono nelle trattative. Ma questo è un altro tema”.

Romagnoli, rinunciare a un trasferimento per qualche mensilità – “Il principio gli fa onore, non se ha rifiutato. Ci sono prove documentate dell’addio di Romagnoli, lui per principio non ha accettato il trasferimento per tre stipendi. Non gliel’ho imposto. Vecino ad esempio è andato via e ha preso fino all’ultimo giorno. Chi stava facendo l’operazione, non noi, ci dice che quello che rinuncia qui lo prende dall’altra parte, speriamo che mi stia sentendo Raiola, da un milione e mezzo di prestito lo porto a un milione, significa che avete parlato con Romagnoli e non gli avete detto nulla, avete sbagliato voi. Quando faccio le cose le faccio sempre con cognizione di causa. Mandas è venuto da me e piangeva, i procuratori gli hanno detto di rinunciare alle mensilità e lui è andato via senza prendere gli ultimi mesi di stipendio. I procuratori hanno rinunciato anche alla commissione. Da qui a dire che è tutta colpa della Lazio… le cose non stanno così. Fatevi dare dei documenti a supporto”.

Romagnoli centrato “Centralissimo, ha capito perché è un ragazzo estremamente intelligente. Ci abbiamo parlato, la delusione in lui traspariva. Lui mi dice: ?Io questa cosa non la sapevo?. Io credo in lui. Si è allenato anche durante i giorni di riposo. Alessio è un professionista serio, poi la formazione non la faccio io.

Sarri anche dopo giugno – “Me lo auguro, altrimenti sarei un folle. Io lo chiamo ‘toscanaccio’, ridiamo insieme, il mister ha la battuta facile, bisogna saperlo decodificare. Io so che lui è attaccato alla società, ai calciatori, ai tifosi. Poi è un brontolone, ma guai se non lo fosse. Significherebbe per lui non avere più stimoli. Giusto che ci solleciti. Lui viene dai campi di strada come me, sa che a volte le operazioni vanno in porto e a volte noi. Lui è una garanzia per tutti i tifosi. Lasciamo perdere le battute. Ho sentito Conte dire: ‘Lo faccio per passione e non per soldi’. Lui è un altro burlone, di una bontà illimitata. A volta non conta ciò che dice, ma ciò che uno pensa. Io sono convinto che lui voglia onorare e dare continuità al progetto che abbiamo detto essere all’anno zero.

Merato – “Non penso che la Lazio si sia indebolita. Penso che abbia preso ottimi elementi; è il 64esimo mercato che faccio, qualche operazione c’è sempre che non va purtroppo in porto. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter (Frattesi, ndr), la Lazio poteva sostenere un prestito con diritto, poi ogni società fa le sue strategie. L’importante è non fare marchette. Qua non si fanno. Si prendono solo giocatori funzionali. Poi lo dirà il campo. Qualsiasi cosa fatta, è stata fatta in buona fede”.

Basic – “Lui e Marusic sono stati convocati dal sottoscritto. Marusic ha accettato e firmato seduta stante, il secondo ha preso un po’ di giorni per valutare le condizioni. Nel frattempo si prendono anche altri impegni, per cui si è andati avanti con altri. Per me non è un problema, al pari di Pedro e Vecino l’anno scorso. Quando sarà il momento vedremo se è nelle condizioni di rinnovare con la Lazio o meno. Quando parlo di esigenze, parlo di una visione totale di numeri. Mi sembra stia giocando con continuità”.

Ha pensato alle dimissioni? – “Stai dicendo che tutto questo disastro l’ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l’ha creata Fabiani. Quando parli devi pesare le parole. Una volta siamo arrivati settimi e non siamo arrivati in Europa, un’altra volta sì. Alcuni giocatori, come Hysaj, non l’ha portati Fabiani. Fabiani ha preso Gigot. Così passa un messaggio che non è corretto. Se mi devo prendere le mie responsabilità, me le prendo. Dal mio avvento la Lazio è passata da 0 euro a 300 di parco giocatori. Se vai su Transfermarkt vedi cosa ha fatto la Primavera e la Women. Fatevele spiegare bene le cose”.

Fuori dal mondo Lazio c’è un caos incredibile: c’è un motivo per cui si è arrivati a questo? “Ho un ruolo ben preciso. Forse è giunto il momento di abbassare tutti i toni, è arrivato il momento di fare una class action e parlare. Anche con i tifosi. Non si può dire che qui c’è chi ha ragione assoluta e uno che ha torto. A me dispiace che questi ragazzi senza i tifosi ma non voglio entrare in questo meccanismo, ne sto fuori. Mi farò promotore con Lotito. Penso che c’è tutta la volontà di arrivare a una soluzione, non so quale possa essere”.

Consigli a Lotito? “Questa situazione non piace a nessuno, nemmeno a Lotito. Ho chiesto aiuto, cerchiamo di ricompattare, a partire da me. Se c’è un punto d’incontro”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani: “Preso Pedraza, accordo con Leite e la verità su Romagnoli”. Poi lo sfogo contro Piscedda, Moggi e Raiola… (AUDIO)

Le parole del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Maldini, Przyborel e Motta (prima parte):

“Per quanto riguarda il mercato in entrata c’è già l’accordo chiuso con Pedraza per giugno. Diogo Leite è un giocatore che abbiamo seguito, purtroppo c’è stato questo infortunio che lo terrà fuori per 6-7 settimane. C’è un accordo con il suo avvocato, vedremo se poi vorrà legarsi alla Lazio come

E’ giunto il momento di abbassare un po’ tutti i toni e mi riferisco anche al sottoscritto. Si è venuto a creare un clima non bello. Per la verità si respira all’esterno del nostro ambito lavorativo. Non è vero che all’interno di ci siamo discussioni o violenze di vario genere. Come parte tecnica abbiamo fatto un blocco, ci siamo isolati per quello che dobbiamo fare. Ognuno per la propria parte deve riportare tutto su binari sereni. Non nascondo che, probabilmente, ci abbiamo messo anche del nostro.

Romagnoli? Ne ho sentiti di tutti i colori, per difendere la Lazio mi riserverò anche di adire alle vie legali. Ogni singolo tifoso non deve avere la percezione che non si opera per il bene della Lazio. Giorno e notte, non ci sono stato quando un mio nipote si è tolto un rene per superare un brutto male. Il tempo dirà se ho operato al meglio, ma certamente chi verrà dopo di me si ritroverà delle basi solide. Roba che non ho trovato io. Ho dovuto rifondare tutto, dalla femminile al settore giovanile. Non voglio farmi bello perchè ho fatto 50-60 milioni di plusvamenze per giocatori che sono stati pagati la metà. Non sono un tipo che va al guinzaglio del presidente, ho sempre imposto le mie idee. Mi dispiace quando mi vengono a dire che Piscedda ritiene la categoria dei maggiordomi. Lo farei volentieri perchè sono umile, cosa che non è lui. Cosa pensavate che io fossi il servo sciocco dei procuratori? Io sono al servizio della Lazio, prendere o lasciare. Sono disposto caro Massimo o caro Luciano Moggi, di fare un confronto pubblico. Troppo facile parlare senza contraddittorio. A questi cantastorie dico di chiamarmi se vogliono un confronto pubblico. A Moggi dico che un libro non si scrive con le cazzate, ma con la verità. A Massimo dico di non fare il capopopolo, di non imbrogliare la gente. Ringrazio Romagnoli che è stato l’unico ad usare il buon senso. Non ha rifiutato il trasferimento perchè non sapeva, ma perchè ha fatto delle considerazioni. Se l’ha fatto per un’operazione di principio gli fa ancora più onore. Alcuni signori risponderanno davanti ad un magistrato, Raiola compreso, se fossero al conrrente delle condizioni. Questi soggetti, finchè ci sono io, non passeranno. Non avranno vita facile.

Dobbiamo essere tutti coerenti, la Lazio è di tutti, è un patrimonio della città. Al presidente Lotito dico che a causa della sua generosità i suoi collaboratori gli hanno raccontato verità diverse dalla realtà”.

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Lazio, Maldini si presenta: “Qui per la mia svolta e per fare la punta”. Fabiani: “L’oggetto dei miei desideri” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo attaccante della Lazio Daniel Maldini.

Fabiani: L’oggetto dei miei desideri, più che mio, del mio collaboratore Bianchi. Lo seguivamo da Monza. Michele Franco mi ha parlato bene di lui: ha doti straordinarie, è un ragazzo serissimo Mi ha detto: ‘Quando Daniel capirà quanto è forte, non ce ne sarà per nessuno’. Mi auguro che qui maturerà la convinzione di essere un top per togliersi tante soddisfazioni. Ha straordinarie qualità. Può giocare da esterno, da falso 9 e con Sarri troverà un allenatore che metterà in risalto le sue caratteristiche. Tanti altri tecnici con cui ha giocato non si addicevano alle sue caratteristiche. Daniel è un giocatore di calcio vero, ha una tecnica straordinaria“.

Maldini – Il primo pensiero è super positivo. Mi sono subito trovato bene, a casa. I compagni sono stati subito come una seconda famiglia, conoscevo già qualcuno. Non vedo l’ora di allenarmi, giocare, e farvi vedere quello che posso fare“.

Ruolo – Ho parlato subito con Sarri, mi ha espresso le sue idee. Al momento il mio ruolo è questo, sono contento. Cosa abbastanza nuova per me ma sono contento di aiutare la squadra“.

Salto di qualità – Non credo manchi convinzione, magari è una questione legata a chi crede in te fino in fondo. Spero solo di riuscire a fare vedere cosa posso fare. La continuità è importante per un giocatore e spero di trovarla“.

Ambiente giusto per esplodere –Penso sia il momento giusto e anche la piazza giusta. Come detto: le sensazioni sono positive“.

Obiettivo personale – Non è ho uno personale, penso alla squadra. Poi gol e assit arriveranno“.

Pressione – Credo ci sia in ogni ruolo. Ovvio che l’attaccante scende in campo per fare gol, ma se poi trova gli assist per i compagni va bene lo stesso“.

Obiettivo squadra – “Ne abbiamo parlato ma pensiamo partita dopo partita. Ora giocheremo tanto in pochi giorni, guardiamo alla prossima e non tanto oltre“.

Rovella – Mi ha sempre parlato in maniera fantastica della Lazio, si è innamorato subito e me l’ha trasmessa questa sensazione. Appena arrivi capisci, la storia, i tifosi e tutto. Ovviamente vorremmo che i nostri tifosi fossero con noi sempre“.

L’arrivo –La Lazio mi ha voluto subito, mi ha cercato ad inziio mercato“.

I consigli in famiglia – I soliti di un papà ad un figlio. Non c’è niente di straordinario. Ovviamente anche lui mi dici il suo pensiero, poi decido io. Sono abituato alla questione del cognome e sono sereno“.

Il mese di gennaio –Questione lunga ma l’importante è che io sia arrivato. In queste settimane Rovella mi ha sempre spinto a venire, mi detto cose positive della società“.

Futuro –Sinceramente il mio obiettivo personale è pensare a ora, fare bene, trovare continuità e poi vedremo. Voglio essere il più pronto e competitivo possibile“.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Romagnoli a disposizione: ora Sarri valuta l’impiego tra Juventus e Bologna

Maurizio Sarri valuta con attenzione le mosse da compiere in vista della sfida di domenica contro la Juventus, dovendo fare i conti soprattutto con le difficoltà nel reparto difensivo. Le principali criticità riguardano le corsie laterali: Pellegrini non sarà della partita per squalifica, mentre Lazzari è fermo a causa di uno stiramento muscolare. Entrambi salteranno la gara contro la Juventus, aprendo così le porte al rientro da titolare di Nuno Tavares, che non gioca dal primo minuto da oltre un mese, dall’ultima apparizione contro il Bologna.

Sull’altra fascia, come riportato da Il Messaggero, toccherà a Marusic stringere i denti e garantire continuità, con Hysaj come unica alternativa disponibile a gara in corso. Il terzino albanese, rientrato nella lista dopo il mercato invernale, sarà una risorsa utilizzabile fino al termine della stagione, offrendo a Sarri una soluzione in più in un momento di emergenza.

I maggiori interrogativi, però, restano al centro della difesa. Mario Gila sembra destinato a partire dal primo minuto senza particolari incertezze, mentre il nodo riguarda il suo partner di reparto. Contro il Genoa è stato impiegato Provstgaard, anche perché Romagnoli non si era allenato regolarmente durante la settimana, complice una situazione di mercato che lo aveva visto vicino alla partenza prima del naufragio della trattativa con l’Al Sadd. Ora, però, il difensore è tornato pienamente a disposizione e si è rimesso al lavoro con il gruppo: Sarri sta seriamente considerando l’ipotesi di rilanciarlo dal primo minuto.

Una scelta che rappresenterebbe un segnale importante anche in vista dei prossimi impegni. Come evidenziato dal quotidiano, le valutazioni del tecnico tengono conto anche della sfida di Coppa Italia contro il Bologna, in programma l’11 febbraio e considerata una priorità a Formello. In questo quadro, non sono escluse rotazioni mirate, soprattutto in difesa. A rendere più semplice la gestione delle scelte potrebbe arrivare il recupero di Patric, tornato ad allenarsi e ormai vicino al rientro tra i disponibili.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, riabilitato Gigot: ecco quando tornerà a disposizione di Sarri

Il francese non si è mai visto in stagione ma a breve tornerà con i compagni.

Chiusa la sessione invernale di mercato, nella lista Serie A è rientrato anche Samuel Gigot. Il francese, praticamente mai visto da vicino da Sarri, sarà una risorsa in più per la difesa. Il tecnico, sottolinea il Corriere dello Sport, lo aveva escluso dal progetto tecnico in estate, non lo considerava adatto al suo tipo di calcio. Poi l’ex Marsiglia si era operato alla caviglia, la riabilitazione sta proseguendo ancora oggi.

Entro un mese, conclude il quotidiano, dovrebbe tornare abile e arruolato, proverà a dare il suo contributo nella parte finale della stagione. Questo è quello che si augura la società, che con il suo recupero completo proverà a venderlo nella prossima sessione di mercato

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Dele-Bashiru prova a rilanciarsi: vuole convincere Sarri

Partito titolare ad inizio stagione ora il nigeriano vuole convincere (di nuovo) l’allenatore.


Titolare nelle prime giornate, infortunato, tagliato dalla lista, reintegrato, partito per la Coppa d’Africa, rientrato a disposizione e adesso tornato a sperare: Dele-Bashiru, sottolinea il Corriere dello Sport, prova a rilanciarsi al netto dei nuovi acquisti a centrocampo (Taylor e il giovane Przyborek). Ci sono comunque le condizioni per potersi ritagliare un po’ di spazio e soddisfare Sarri più di quanto fatto a inizio campionato. Rovella sta faticando a ritrovare la migliore condizione, Vecino è stato ceduto al al Celta Vigo, anche Belahyane è stato in bilico per tutto il mercato invernale e a prescindere non è mai stato nelle grazie del Comandante.

Le gerarchie in mediana, uscito Guendouzi ed entrato Taylor, si sono stabilizzate nelle ultime settimane: Cataldi in regia con ai lati Basic e l’ex Ajax. Dele-Bashiru è costretto a rincorrere, il periodo travagliato da settembre in poi non l’ha aiutato così come il rendimento del primo mese. Sempre schierato dall’inizio nelle quattro giornate d’apertura, alla terza con il Sassuolo era stato sostituito all’intervallo, alla quarta (il derby) aveva invece rimediato il brutto guaio muscolare che aveva spinto Sarri a depennarlo dai nominativi per la Serie A. Dentro Basic al suo posto, diventato titolare fisso dalla trasferta di Genova.


Dele, conclude il quotidiano, ha faticato a livello tattico, non sono bastate le amichevoli estive per completare l’apprendistato. Le prestazioni sono state insufficienti e confusionarie. Da lì il taglio e il percorso tortuoso che ora però deve portare a una svolta.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Sabatini: “Lotito sbaglia le piccole imprese, quelle più grandi nel calcio. Lazio dei tifosi, Sarri il mio rimpianto. Taylor e Maldini…” (AUDIO)

WALTER SABATINI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mesi eroici, un’esperienza pregna quella alla Lazio con Lotito; devo assolutamente ringraziare, come ho sempre fatto, il presidente. In un mio momento complicato, post squalifica dopo un episodio ingiusto e difficilisisimo, mi ha fatto lavorare con lui. È leale e sincero.

Situazione Lazio? In stallo. La Lazio deve ritrovare una dimensione consona alla sua storia; è un momento di passaggio ma mi fido enormemente di Sarri, allenatore importantissimo, serio e molto attaccato al suo lavoro. Non ci sono dubbi sul fatto che il momento sia delicato, si vede da come si esprime la Lazio, ossia in maniera timida e poco sarriana. Questo non dipende solo dalla qualità dei giocatori. Anni fa aveva raggiunto livelli qualitativi alti la Lazio, ora servirebbe un mercato prepotente per tornare a quei livelli ma non conosco le faccende amministrative.

Lotito è il presidente delle grandi imprese e sbaglia sempre le piccole cose, che nel calcio sono grandi. Che la Lazio sia della gente, lo deve sottoscrivere. I club sono dei tifosi, loro fanno la storia dei club, quindi bisogna coinvolgerli, renderli importanti. Ve lo immaginate un grande club senza pubblico? Il Liverpool con lo stadio vuoto lo immaginate? I club sono dei tifosi, emotivamente. Il calcio è di chi lo ama.

Maldini è un giocatore molto forte, ancora alla ricerca di se stesso, anche dal punto di vista del ruolo e forse questa è la sua sciagura calcistica. Tecnicamente è splendido, mi è sempre piaciuto, lo seguivo in Primavera.

Taylor? Quando un giocatore fa più di 150 partite nell’Ajax è forte, il club è selettivo. Ora deve trovare il ritmo, intanto ha trovato il primo gol e non è scontato per un centrocampista. Adesso deve entrare in un clima agonistico diverso.

Sarri è un mio grande rammarico e lui lo sa. Quando allenava vicino Arezzo, dove ero direttore, ho fatto il tragico errore di non prenderlo. Grande rammarico per lui e Bielsa, parlando di allenatori.

Con Lotito il rapporto era meraviglioso ma anche quotidianamente litigioso, litigavamo finché non si addormentava. Però è stata un’esperienza molto bella della mia vita. Lo dico sempre: in una tavolata amichevole è il protagonista, fa ridere tutto. Poi quando si parla di soldi è meno simpatico.

Il player trading è la salvezza dei club. Serve lavorare con il mercato

Alla Lazio ho spinto forte per prendere Kolarov. Muslera ha fatto una carriera importante, ma alla Lazio era giovanissimo, non era pronto. Io c’ero il giorno dei 9 acquisti finali, com’è stato possibile? Lavorando. Zarate avevo detto subito di prenderlo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Frattura Lazio, la società pone l’accento sugli aspetti economici, Sarri ed i tifosi su quelli tecnici. Romagnoli? Allarme arancione…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il tema forte di questi giorni è la chiara divisione di fronti opposti. La società Lazio da una parte, che pone l’accento sulle plusvalenze fatte, quasi 50 milioni con conti un po’ sistemati; dall’altra parte, molto legittimamente, il tifoso laziale che lamenta l’indebolimento della squadra. Con loro Sarri, il passo indietro è netto così come la frattura tra le parti. Il mercato ha allungato le distanze ed alimentato il dibattito.

La gionata di ieri, in tal senso, è stata emblematica. Mente la società ha pubblicato la promozione per Lazio-Atalanta che si giocherà a San Valentino, contestualmente il tifo organizzato ha dato ulteriori linee guida per proseguire la protesta. La giornata di ieri è stata emblematica.

Credo che si stia pensando a qualcosa di diverso per Lazio-Genoa, ma comunuque importante. Così come è stata eclatante quella precedente, ha avuto un riscontro mediatico molto forte. Ha fatto il giro del mondo.

Romagnoli? Ha un affaticamento, spero che oggi torni ad allenarsi perchè la Lazio ne ha bisogno. Chiaro che un po’ puzza di bruciato, ma va detto che tutto questo si sposa con l’esigenza di averlo più per la Coppa Italia con il Bologna che con la Juventus. Diciamo che siamo passati dall’allarme rosso a quello arancione. Il club è ancora molto arrabbiato per le dichiarazioni dell’agente, la speranza è che tutto possa rientrare”.

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Lazio, Sarri alla scoperta di Przyborek: sfruttare la duttilità per cambiare il suo ruolo

Arrivato da poco, il polacco lavora per entrare nelle rotazioni del tecnico.

Sarri ha iniziato a sfogliare un nuovo libro bianco, un altro di quelli che non erano previsti o richiesti nel programma iniziale. È quello intitolato Adrian Przyborek, il talentino polacco subito finito sotto la lente d’ingrandimento dell’allenatore. Non per curiosità folkloristica, ma per necessità tecnica. Dal momento che dal mercato non sono arrivati i giocatori per i ruoli in cui c’era necessità, Mau, evidenzia il Corriere dello Sport, dovrà “scoprire” quelli che gli sono stati messi a disposizione per provare a fare di necessità virtù. Ecco allora che per il 19enne si apre uno spiraglio iniziale sul centrosinistra, immaginandolo come possibile prima alternativa a Taylor.

Il suo habitat naturale, in realtà, è più avanzato: trequartista, ala offensiva, seconda punta. È lì che ha costruito il suo calcio, ispirandosi ai suoi idoli, cercando sempre l’uno contro uno, la giocata verticale, il cambio di ritmo. Nel corso della sua giovanissima carriera, però, ha già indossato molti abiti diversi, compresi esterno di centrocampo e mezzala di qualità. Una duttilità, si legge, che può diventare una risorsa preziosa per Sarri, costretto ancora una volta a reinventare il suo scacchiere. Il tecnico ieri ha iniziato a studiarlo da vicino. È l’ennesimo libro da scrivere, con la consapevolezza che per
Przyborek la scommessa doppia: tecnica e culturale. Perché il salto non è solo di ruolo, ma di contesto, di ritmo, di letture.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Lazio, squadra indebolita, popolo stanco e società smentita dal mercato” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La situazione della Lazio mi addolora. Dopo uno stop di sei mesi, sul campo la Lazio è stata indebolita. Scorpiremo i giovani che sono stati presi, mi auguro che nel tempo capiremo siano stati acquisti indovinati. Lotito è travolo dal dissenso dell’assoluta maggioranza, i giocatori chiedono di essere ceduti per assenza di ambizione del club, il tecnico disorientato ed un rapporto con il club compromesso. Al di là del mercato e delle valutazioni tecniche, la cosa fondamentale è il quadro generale. Le operazioni di gennaio dimostrano il contrario di ciò che sostiene Lotito, ossia che il club non ha necessità di soldi. Questa è una stagione buttata dall’inizio e la squadra di oggi è meno forte di quella del girone d’andata.

Guendouzi era l’unico giocatore di livello internazionale. Quando lui accettò di venire alla Lazio stava scappando da Marsiglia ed era stato accostato anche a club di livello superiore della Lazio. Poi certi giocatori devi anche saperli tenere. Soprattutto se hai un tecnico come Sarri che indicava come poter costuire nell’anno di transizione. L’anno di transizione è già finito. Quando tu provi a mettere su una base e poi devi ricominciare da capo c’è poco da fare. Il mercato è totalmente insufficiente, anche perchè giocatori come Ratkov hanno poi bisogno di tempo. Maldini è l’operazione migliore, quando prendi un italiano non sbagli mai, anche perchè ancora non ti sei impegnato economicamente. Spalletti ne parla benissimo, stessa cosa Buffon, Nesta e Galliani. Gli manca solo un po’ di personalità ed un tecnico che lo inquadri.

Il popolo della Lazio si è stancato, non si sente rappresentato. Se ricominci sempre subentra rassegnazione”.