Categorie
CALCIOMERCATO

Inserimento per Lo Celso: la situazione

La Lazio tenta l’inserimento per Giovani Lo Celso. Mancino, classe 1996: è la mezzala del Tottenham e l’ultima stagione è stato un perno del Villarreal, a cui era stato ceduto in prestito. Villarreal, che anche adesso è in pole nella negoziazione di un nuovo prestito in vista della prossima stagione. In Italia, anche la Fiorentina ha mostrato un serio interesse, mentre il Napoli sembra essersi defilato. Paratici chiede almeno 17-18 milioni per il diritto/obbligo di riscatto. Il club londinese ha praticamente completato il centrocampo, sono aperti all’ipotesi prestito da settimane. La Lazio sonda in terreno, l’operazione è complicata, ma non impossibile. Il destino del centrocampista argentino è legato a quello di Ilic e – quindi – anche a quello di Luis Alberto. Sull’altro lato del campo, dall’Inghilterra parlano di un’offerta imminente per Milinkovic-Savic (circa 57 milioni di sterline) da parte del Manchester United, che sta definendo anche l’operazione Rabiot.

Categorie
FORMELLO

PRESENTAZIONE – Gila: “Alla Lazio con ambizione e voglia di imparare. Volevo Sarri!”

Il difensore biancoceleste Mario Gila è intervenuto in occasione della sua presentazione ufficiale con la Lazio presso il Centro Sportivo di Formello:

“Quella con il Real Madrid è stata un’esperienza bella, formativa. Sono qui alla Lazio con ambizione per dimostrare il mio valore e ripagare la fiducia che mi è stata concessa. Con Ancelotti non ho parlato del mio passaggio in biancoceleste, venire qui è stata una mia decisione. Volevo anche lavorare con Sarri, sono sicuro che crescerò con questa maglia così importante. 

La tattica mi ha convinto a scegliere la Serie A, in Spagna forse manca un po’ questo aspetto. Nesta è uno dei miei modelli: in più ha fatto la storia di questo club, è un riferimento per tutti noi centrali. Da fuori ho sempre visto un bell’ambiente qui, sono stato accolto benissimo, non ho sentito gli spagnoli in rosa prima di venire qui ma sono stati importanti anche loro per la mia scelta.

Sono qui per crescere, imparare e maturare: questo mi motiva molto. Passare dal Castilla alla Lazio è un grande salto che mi motiva. Allenarsi con la prima squadra del Real Madrid non è da tutti, ti insegna la cultura del lavoro e della vittoria. Sono un difensore fisico e veloce, che con Sarri può crescere, soprattutto sotto l’aspetto tattico”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri: “Piacere e divertimento, ma ora diventiamo squadra vera. Luis vuole il Siviglia, Acerbi essere ceduto. Con Tare normale dialettica”

«Ne fumo settanta, ottanta ‘l giorno, tre pacchetti mi vanno tutti». Maurizio Sarri in una smorfia complice: capisce di avermi turbato. Poi mi sorride. «Ho fatto gli esami un paio di mesi fa, con tanto di liquido di contrasto, è tutto a posto».
In effetti sembra in gran forma. Eccoci uno di fronte all’altro in un’insolita one to one. Mi godo il gioco di riflessi fra ieri e oggi, contagiato dalla sua affabilità e da una serenità quasi complice. Perde qualche minuto per elencare le bellezze del nuovo centro sportivo, Formelloland: il Lazio Lab, l’enorme palestra, i cinque campi al piano superiore. «Di sotto è un po’ claustrofobico, ma ugualmente fantastico, se ripassi ti porto in giro e te lo mostro. Questa è la sala dei video, alle cinque e mezza s’analizza insieme il Valladolid, giochiamo sabato. Loro alzano immediatamente gli esterni difensivi, i centrali si allargano e i due centrocampisti fanno questo movimento (lo illustra con le dita), uno si abbassa e l’altro si mette dietro, si scambiano spesso la posizione. Non sarà semplice attaccarli con il nostro 4-3-3». 

Partiamo bene. Maurizio, quale la squadra che ha espresso il calcio più vicino alle tue idee? 
«L’ultimo Napoli, quello dell’ultimo anno intendo. Giocava il calcio che avevo in mente, un calcio di coinvolgimento totale. Ma anche nelle stagioni di Empoli avevo ricevuto dai ragazzi quello che volevo. Al Chelsea e alla Juve sono stato troppo poco per poter incidere in maniera pesante. E poi oggi è più difficile, più il tempo passa e più si afferma l’individualismo, e non solo nel calcio. È un cambiamento generazionale, non mi piace e impone degli adattamenti. Anch’io sono cambiato, in parte mi sono adeguato». 
 
Oggi non puoi non soddisfare alcune mie curiosità, chiarire alcuni passaggi della tua carriera. Partiamo dai contrasti con Chiellini nelle prime settimane alla Juve. 
«Nella fase iniziale non ce ne furono. Se ricordo bene, nella prima partita Chiellini giocò e segnò pure. E due giorni prima della seconda, col Napoli, si ruppe i crociati. Era una Juve giunta a fine ciclo e io me ne accorsi subito». 
 
Aveva Ronaldo. 
«Ho il rimpianto di non averlo potuto allenare da giovane. Ho trovato un giocatore che si era affermato attraverso un certo calcio ed era diventato un’icona mondiale. La squadra doveva adattarsi a lui, non il contrario. Con me segnò 33 gol in campionato e quattro in coppa e insomma non è mai semplice convincere un campione con fatturati del genere a cambiare percorso».
 
Il tuo percorso. 
«A me piace un calcio in cui tutti si mettono al servizio del collettivo per sviluppare un gioco in cui i movimenti, tanto quelli difensivi quanto quelli offensivi, non prevedono esenzioni di alcun tipo». 
 
Ti dobbiamo alcuni termini che sono diventati di uso comune. Prima di Sarri la difesa non “scappava” all’indietro. 
Sorride stringendo gli occhi. «Anche l’introduzione del drone in allenamento mi dovete». 
 
Giusto, a Empoli. 
«Fu davvero casuale. Da due mesi si girava sul tetto della tribuna per inquadrare la linea difensiva e verificare gli allineamenti dei quattro. Ma a un certo punto l’osservazione risultava in diagonale e quindi imperfetta, imprecisa, inutile. Un amico di Accardi, che possedeva la licenza per l’impiego dei droni, ci disse che sarebbe stato facile per lui fornire il servizio ideale… ed era esattamente quello che volevo. Oggi i droni li usano tutti: ai ragazzi puoi mostrare le immagini dall’alto e intervenire per correggere chi ha fatto il movimento sbagliato, ritardato o anticipato». 
 
Sei considerato tra i pochi allenatori in grado di migliorare i calciatori, un altro è Conte. 
«Abbiamo filosofie diverse però, al di là della bravura di Antonio, quello che fa la differenza è sempre la disponibilità dei ragazzi, la fame, la voglia di perfezionarsi. Con i “non arrivati” è più facile. In carriera il più veloce a comprendere quello che chiedevo è stato Albiol, difensore di livello superiore. In pochissimo tempo capì tutto, al punto che io potevo anche starmene a casa, l’allenamento avrebbe potuto dirigerlo lui». 
 
Hai cambiato anche la sostanza tattica di Mertens. 
«Avevamo tre esterni d’attacco per due posti, la grande qualità di Lorenzo e l’equilibrio che garantiva Callejòn erano imprescindibili, così Mertens trovava poco spazio. A Bergamo, in dieci contro undici, tolsi Higuaìn e misi Dries centrale. Venti minuti mostruosi, prese due rigori, insomma li fece impazzire. L’anno dopo, quando persi Milik durante la sosta della nazionale – si ruppe i crociati – decisi di riproporlo in quella posizione». 
 
Maurizio, cosa rappresenta la Lazio per te, oggi? 
«Qui sto bene, mi piace l’ambiente, ho la possibilità di esprimermi e soprattutto di divertirmi. Anch’io sono cambiato, ora il lavoro mi deve procurare divertimento, è cambiato il mio sentimento nei confronti del calcio. Mi piace anche la gente laziale, da fuori mi ero fatto un’idea completamente diversa, sbagliata. Il 99 per cento del popolo laziale è formato da famiglie, da giovani. E lavorare in un club che non appartiene a un fondo ma a una famiglia, mi dà gusto. Allo stesso tempo mi rendo conto delle difficoltà economiche che si possono incontrare, minori risorse, certo». 
 
Il capofamiglia non è popolarissimo tra la sua gente. L’hanno ribattezzato il “gestore”.
«Non riesco a capire fino in fondo i motivi della sua impopolarità, come l’hai definita. Comunicazione? Possibile. Ma Lotito ha preso la Lazio che era un disastro e bene o male la tiene costantemente tra le prime 5, 6 e in Europa. Pensa, io lo trovo piacevole, è un uomo di spirito ed è uno che ti ascolta». 
 
Il mondo si è fatto un’idea diversa. 
«Lotito avrà mille altri difetti, ma è di rara intelligenza, ha una cura ossessiva dei dettagli e soprattutto sul piano sportivo lascia piena autonomia». 

Allora è Tare che non digerisci. 
«Non ho mai avuto problemi con lui. Possiamo non concordare sulla valutazione di un giocatore o su alcune scelte, ma questo rientra nella normale dialettica di un gruppo di lavoro». 
 
Sul mercato quanto incidi? 
«Se non mi viene chiesto un nome non lo faccio. Illustro le caratteristiche tecniche, i parametri caratteriali della figura che mi serve, e pongo molta attenzione sul dato anagrafico. La stagione scorsa eravamo una delle squadre più vecchie d’Europa, il ricambio era necessario». 
 
Perderai Luis Alberto? 
«Per il secondo anno di seguito ha espresso la volontà di finire la carriera in Spagna. Più che in Spagna in generale, proprio a Siviglia. Non so dirti se l’avrò ancora a inizio settembre. Ragazzo intelligente, gran bel giocatore e carattere, se vuoi, particolare». 
 
E Milinkovic, negli ultimi mesi è cresciuto tanto? 
«Sergej è di livello altissimo, piccoli difetti e potenzialità ancora inesplorate. In alcuni momenti della partita privilegiava l’estetica, la giocata che definisco effimera, a scapito dell’efficacia. Però è vero, nell’ultima parte del campionato ha cercato la funzionalità e ha fatto la differenza». 
 
Ricordo che pochi mesi prima dell’arrivo a Roma, quando ancora ti si immaginava altrove, mi sorprendesti dicendo che secondo te la Lazio aveva vinto meno di quanto avrebbe potuto. Ricordo ancora le tue parole: ha un centravanti che garantisce 30 gol all’anno e il centrocampo più forte d’Italia, il più completo. 
«Il perché l’ho capito dopo». Sorride di nuovo. 

Chiarisci. 
«Le manca l’equilibrio della grande squadra. Tanto quello mentale quanto quello tattico. Nella partita secca poteva e può battere chiunque, il guaio che è molto spesso si fa mancare, si perde. Quello che desidero quest’anno è mostrare una squadra vera e dai primi allenamenti ho ricevuto sensazioni molto positive». 
 
Nella stessa città lavorano gli opposti, tu e Mourinho. 
«A me Mourinho sta anche simpatico. Le differenze dipendono in prevalenza dal punto di partenza, dalle origini. Io sono cresciuto tra i Dilettanti, gente di un altro livello, dove per vincere dovevo incidere tanto, e in modo feroce, per compensare i limiti dei singoli. Mourinho è partito dal Barcellona e ha investito molto sulla qualità dei giocatori. Tra Stia e Barcellona c’è un bel cazzo di differenza… E poi io sono toscano di monte. Come Luciano (Spalletti, nda)». 
 
E Allegri di scoglio, Lippi di sabbia… 
«Anche Mazzarri è di sabbia, siamo brutta gente». 
 
Non ti ho ancora chiesto di Acerbi. 
«Nulla di tecnico, a fine stagione ha espresso il desiderio di cambiare aria e la società cercherà di accontentarlo, per questo sono stati fatti altri programmi». 
 
Sta per cominciare… 
(Mi anticipa) «Una stagione folle, cinquanta giorni di sosta non si erano mai visti, mi aspetto risultati imprevedibili». 
 
Quindi l’Inter e la Juve potrebbero anche non partire favorite. 
«La Juve era forte anche l’anno scorso, l’Inter la consideravo la principale candidata allo scudetto, però il mercato della Roma le fa cambiare gli obiettivi. Wijnaldum, Belotti, Dybala. Il Wijnaldum di Liverpool un giocatore fortissimo e Dybala con me è stato eccezionale. Il Milan può rivincere se conserva lo spirito della stagione passata, aveva una voglia feroce di imporsi e due tre giocatori che quando ripartono…». 
 
Hernandez e Leao, immagino. 
«Quelli fanno male sul serio». 
 
Cosa ti è rimasto dell’esperienza con De Laurentiis? 
«Una forma di affetto e gratitudine, mi ha concesso l’opportunità di misurarmi con il grande calcio ed era quello che volevo provare. Poi, certo, lavorarci insieme non è semplice». 
 
Ti aspettavi la partenza di Koulibaly? 
«Koulibaly ha un potenziale mostruoso, alla fine va in un calcio di altissimo livello». 
 
Ti riconosci nell’immagine che ti hanno cucito addosso? 
«Per niente, ma m’importa ’na sega. Sono molto diverso da come vengo descritto, per anni ho svolto un altro lavoro e non ho assorbito la superficialità del calcio. Sognavo di allenare una grande squadra e ci sono riuscito non una, ma più volte. A 63 anni non penso più alla carriera e i soldi sono meno importanti, mi sono evoluto: voglio il piacere, il divertimento e la Lazio può darmeli. Lavoro per creare una squadra vera, 25 giocatori che pensano allo stesso modo, per certi versi antistorica: il gioco del calcio per sua natura è collettivo e invece anche voi della stampa l’avete trasformato nel paradiso dell’individualità. Quand’ero ragazzo, leggendo i giornali la presentazione della partita era Milan-Inter o Juve-Roma, non Lukaku-Leao o Vlahovic-Abraham… Paradossalmente è stato uno sport individuale come il ciclismo a trasformarsi in collettivo. Io ho una passione immensa per il ciclismo, l’altra sera all’una e mezza di notte mi sono guardato la classica di San Sebastian, me l’ero persa. Nasco moseriano e sai perché? Da under 21 lui correva in Toscana con la Bottegone Pistoia. L’ho subito eletto a idolo e ho avuto la soddisfazione di vederlo campione».  Corriere dello Sport

Categorie
FORMELLO

PRESENTAZIONE – Cancellieri: “Guero, il ritorno a Roma, il derby e tanta voglia di imparare. Da esterno a punta? Nessuna paura…” (AUDIO)

Insieme a Casale, alle 16 nella sala stampa di Formello la Lazio presenterà un altro nuovo acquisto, Cancellieri, l’estero arrivato sempre dal Verona in prestito con diritto di riscatto per 7 milioni più bonus.

Inizia la conferenza stampa con la presentazione di Tare: “Sono molto contento di presentare questo colpo. Cancellieri lo abbiamo seguito da parecchi anni, è un acquisto che la società ha fatto per puntare sul futuro. Ha caratteristiche importanti che possono, con il lavoro del nostro allenatore, farlo diventare un giocatore importante per la Lazio e per la Nazionale. Non dobbiamo alzare troppo le aspettative, vista la giovane età, ma dobbiamo essere bravi, anche i tifosi, a dargli il tempo per crescere e aiutarli nei momenti di difficoltà”.

Prende parola Cancellieri: “Per me è stata quasi una sorpresa tornare a casa mia, a Roma. È anche uno stimolo in più per dimostrare in una squadra come questa di poter fare bene. Spero di ripetere quanto fatto a Verona”.

Hai ricordato più volte Guerini, eri tanto amico di Daniel: è destino che tu sia qui?
“È un ragionamento che ho fatto anche con la sua famiglia. Non so se è destino, ma è una cosa che ci lega, ci conoscevamo da tanto tempo”. 

Come ti trovi da centravanti? Non può essere limitante in chiave azzurra? 
“Imparare un altro ruolo, in una squadra come questa, non mi fa paura. Anche perché davanti ho un giocatore come Immobile e posso solo ispirarmi a lui. Per me è un’opportunità importante. Il mio rapporto col gol? Da esterno si trova sempre il gol, è molto diverso da fare la punta centrale”

Ilic è veramente così forte?
“È un giovane di grande talento, lo vedo un giocatore molto forte”. 

Hai l’etichetta di vice Immobile: ti pesa? Cosa stai rubando con gli occhi a Ciro?
“Tutto, per come si muove lui è un ruolo a parte. Io devo essere pronto, non mi spaventa giocare da punta. Avrò il mio tempo per farlo in maniera giusta”. 

Hai vestito anche la maglia della Roma, cosa rappresenterà il derby per te?
“Ho fatto i primi 10 anni alla Roma, non ha niente a che vedere con quello che sto vivendo adesso. Sicuramente il derby è una partita a sé, la sentirò anche io in modo particolare. La giocherò da giocatore della Lazio”.

Categorie
FORMELLO

PRESENTAZIONE – Casale: “La Lazio e Sarri, sono al top. Deve crescere in tutto ed adattarmi al nuovo modo di difendere. Sogno l’Italia” (AUDIO)

Prima di riprendere i lavori in campo dopo due giorni liberi, alle 16 la Lazio a Formello presenterà Nicolò Casale, difensore acquistato dal Verona in un’operazione da 10 milioni di euro totali. 

Parla il ds Tare: “Buongiorno, apriamo questa nuova presentazione degli acquisti con Casale, un giocatore che è stato acclamato tutta la stagione passata dai tifosi, dai media e dal nostro allenatore, che aveva grande considerazione su di lui. La società ha accolto la richiesta con entusiasmo e quello che ha dimostrato il ragazzo in questa prima parte di stagione conferma le aspettative. Con il Verona ha fatto molto bene, speriamo che possa ripetersi alla Lazio con obiettivi maggiori”.

Prende parola Casale: “L’ultima partita di campionato ho giocato contro la Lazio, sapevo dell’interesse ma non sapevo nulla della trattativa. Ero concentrato sulla partita, poi mi sono trovato qui e sono molto felice. Nonostante le voci, volevo fortemente venire qui. È un bel salto la Lazio, fino a due stagioni fa giocavo in B. Sono un jolly? L’anno scorso ho ricoperto tutti i ruoli della difesa, ho fatto anche il quinto adattandomi. Con Sarri cambia il modulo e devo adattarmi molto velocemente, ma con questi compagni e questo grande allenatore sarà tutto più semplice”.

Quanto ti sta aiutando Sarri a passare dalla difesa a 3 a quella a 4? E la Nazionale è un obiettivo?
“C’è differenza, soprattutto se prima l’allenatore aveva idee completamente diverse. Forse riesco ad assimilare più velocemente quello che vuole Sarri perché prima ho giocato con Dionisi a 4. La Nazionale è un sogno di ogni calciatore”.

Con Sarri il riferimento per i difensori è la palla…
“L’anno scorso dovevo marcare a uomo a tutto campo, adesso è tutto l’opposto. Però siamo in ritiro e vogliamo migliorare, voglio farmi trovare pronto. Sarri mi ha voluto fortemente, ha spinto molto per il trasferimento. Ho fatto un pensiero al passato a quanti grandi difensori siano cresciuti con lui in panchina”. 

Ad Auronzo hai trovato tanti tifosi: che effetto ti ha fatto?
“Sapevo che era una piazza molto calorosa, ma è stata un’emozione indescrivibile trovare così tanti tifosi lontano da Roma”. 

In cosa ti senti di migliorare?
“Su tutto, quello che hai fatto non basta mai nel calcio. Devi sempre guardare avanti, devo crescere tanto in tutto”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Provedel sbotta: “Voglio la Lazio, lo Spezia ha promesso di liberarmi”

Non alza i guantoni, para i tiri mancini, Provedel lotta già per Sarri: «Voglio andare via, da un mese mi dicono domani», ci risponde al telefono, il portiere friulano, avvilito in serata perché ancora non riesce a liberarsi. È tornato in pressing sullo Spezia, che aveva dato l’ok alla Lazio a 2,5 milioni e ora smentisce pure quei patti. Sembrano tutte scuse, anche se da allora è passata una settimana per trovare l’intesa fra l’agente Rava e Lotito sulle commissioni, sbloccate solo l’altro ieri. Ivan era felice, pronto a prendere il primo volo per la capitale per fare gli esami, ma qui ecco un nuovo colpo di scena con i liguri. In Riviera i telefonini dei dirigenti sono tutti staccati, nessuno risponde più al club capitolino perché la verità è che manca un sostituto di Provedel, non c’è l’intesa per Dragowkski: l’estremo difensore polacco chiede lo stesso ingaggio della Fiorentina, che a sua volta pretende almeno due milioni. Sarà poco più della metà, il tesoretto che lo Spezia incasserà realmente dalla Lazio per Provedel, dal momento che il 50% spetterà all’Empoli. Insomma, si complicano i piani, ma non possono sconvolgere le ambizioni di un portiere – comunque in scadenza nel 2023 – che aveva ricevuto la promessa di essere “svincolato”, entro il primo agosto, per vestire i colori biancocelesti. I tempi sono più che maturi, per questo Ivan ieri pomeriggio è tornato a parlare con il ds Pecini: «L’ho chiamato al telefono perché non c’era al campo di allenamento e gli ho ribadito la mia volontà di andare via. La Lazio è la mia grande occasione a 28 anni». Ora il portiere usa la diplomazia, ma vuole essere accontentato, lo ha ribadito ieri a pranzo a Porto Mirabello anche ai compagni: «Non so quando, spero presto, ma voglio raggiungere Sarri». Pure Maurizio aspetta Provedel, non vuole fare a meno delle sui guantoni e della sua abilità coi piedi, ma ora questa telenovela sta diventando estenuante per tutti. Per questo Ivan teme che la Lazio possa virare definitamente su Terracciano, Sportiello o persino su Silvestri. I nomi rimasti sono sempre quelli, inutile puntare su altri profili esteri.

Già Luis Maximiano è un punto interrogativo. In ritiro Sarri e il suo staff hanno capito che avrà bisogno di un maggior adattamento, bisogna lavorarci tanto. È fondamentale Provedel come ottavo colpo, lo Spezia non può mettersi di traverso, sapendo di perderlo a gennaio. Lotito è furioso per il comportamento del club ligure, che in passato aveva aiutato: ieri lo ha ribadito alla mostra con Cozzoli e Nepi all’Olimpico. Il patron avrebbe già mollato se non avesse voluto accontentare Sarri, che lo ha invocato a ogni costo per sviluppare da dietro il suo gioco. Provedel non sarà un semplice “secondo”, anzi sarà il primo in Serie A, forse con Luis Maximiano portiere di coppa, perché un investimento da oltre 10 milioni non può essere certo accantonato in un angolo. Ecco perché, sfumato Carnesecchi, Maurizio avrebbe preferito il più costoso (13 milioni) Vicario, già rodato nel campionato italiano. Oppure sarebbe tornato sul preferito Kepa, con cui aveva lavorato al Chelsea, in prestito. Il nodo dello spagnolo sembrava lo stipendio, ora l’allenatore è arrabbiato dopo aver saputo che i blues ne pagheranno al Napoli il 75%. Il Messaggero

Categorie
RITIRO ESTIVO

Lazio-Qatar 0-0: dominio sterile e ritardo confermato. Immobile ancora male dal dischetto, Pedro il migliore

HCS Arena-Nonntal, Salisburgo. Lazio-Qatar 0-0

LAZIO (4-3-3): Maximiano; Lazzari (62′ Radu), Gila (72′ Kamenovic), Romagnoli (62′ Casale), Marusic (62′ Hysaj); Milinkovic, Cataldi (46′ Marcos Antonio), Basic (46′ Luis Alberto); F. Anderson (67′ Romero), Immobile (67′ Cancellieri), Pedro (46′ Zaccagni).

A disp.: Adamonis, Furlanetto, Patric, Bertini, Kiyine, Moro. All.: Maurizio Sarri

QATAR (5-3-2): Yousof; Correia, Tarek, Boualem, Homam, Abdelkarim; Moustafa, Boudiaf, Thaimn; Ali, Afif.

A disp.: H. Ahmed, Bassam, M. Mohammed, A. Mohammed, Musaab, Ismail, Ab. Ahmed, Abdelrahman, Mohamed, Jassem, Al. Ahmed, Yusuf, Osamah, Abdelaziz, Meshaal, Salah, Assim. All.: Felix Sanchez

Arbitro: Andreas Gruber (Austria); Assistenti: Marcinko – Kaps

PRIMO TEMPO

9’ – Calcio di rigore sbagliato da Ciro Immobile! Destro ad incrociare sul palo. Il penalty era nato da una verticale di Cataldi per il taglio di F. Andersono travolto da dietro dal portiere Yousof

20’ – Dopo un approccio non perfetto in fase difensiva e recupero palla, Lazio padrona del campo: sta uscendo il tasso tecnico biancoceleste e la spinta esterna di Lazzari. Impreciso Felipe e buona pressione sul possesso qatarino. Lazio-Qatar 0-0

26’ – Super Yousof! Triplo intervento del portiere del Qatar: prima su Punizione dal limite di Milinkovic, poi su Immobile ed infine su una girata in bello stile di Pedro. Grande parata all’incrocio dei pali! Lazio-Qatar 0-0

30’ – Pressione totale e corale della Lazio, difesa altissima e forcing biancoceleste (per ora sterile).

33’ – Pedro vs Yousof! Ancora super il portiere del Qatar che con un grande riflesso nega allo spagnolo il destro a giro vincente (assist Basic).

46’ – – FINE PRIMO TEMPO, LAZIO-QATAR 0-0: non è caduta la resistenza del Qatar alla pressione costante della squadra di Sarri che ha dato vita ad una sorta di esercitazione attacco contro difesa: rigore fallito da Immobile, poi protagonista assoluto il portiere Yousof due volte su Pedro e su una punizione di Milinkovic. Pedro il più brillate.

SECONDO TEMPO

INIZIO SECONDO TEMPO – Sarri ne cambia tre: inserisce M. Antonio per Cataldi, Zaccagni per Pedro, Luis Alberto per Basic

52’ – Subito Lazio vicino al vantaggio con pallonetto di Milinkovic da posizione defilata su imbucata di Immobile. Palla alta sopra la traversa. Lazio-Qatar 0-0

59’ – Riecco l’asse Luis Alberto-Immobile: attacco alla porta del bomber, verticalizzazione del Mago e destro ad incrociare deviato sul più bello in angolo. Lazio-Qatar 0-0

64’ – Stessa tendenza del primo tempo, Lazio padrona del campo (ma con meno intensità) con Milinkovic che sta fungendo con i suoi tagli da attaccante aggiunto. Ma ancora senza gol.

79’ – M. Antonio cerca di prendere per mano la manovra, ma le linee di passaggio concesse dal Qatar sono poche. Poco spazio per entrare in profondità, tanto palleggio e pochi sbocchi. Romero intraprendente, Cancellieri poco coinvolto, Zaccagni ancora non ispirato.

85’ – Occasione dal limite per Luis Alberto che raccoglie un errore in uscita del Qatar ma vanifica con mira sballata. Lazio-Qatar 0-0

FINE PARTITA, LAZIO-QATAR 0-0 – Finisce con un pareggio opaco a reti bianche il mini ritiro austro-tedesco della Lazio che contro il Qatar lascia la sensazione di aver fatto passi in avanti in coralità, ritmo (ma ancora blando), recupero palla, distanze tra i reparti, ma senza quella velocità di manovra utile per superare il fortino di una nazionale onestamente povera di contenuti tecnici. Ritardo (anche atletico) confermato seppur con lievi miglioramenti a 15 giorni dall’esordio con il Bologna. Prossimo step con il Valladolid il 6 Agosto 

Categorie
RITIRO ESTIVO

Lazio-Qatar, formazioni ufficiali: Gila con Romagnoli, Cataldi-Basic ancora dall’inizio

LAZIO (4-3-3): Maximiano; Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic; Milinkovic, Cataldi, Basic; F. Anderson, Immobile, Pedro.

A disp.: Adamonis, Furlanetto, Patric, Casale, Radu, Kamenovic, Hysaj, Marcos Antonio, Bertini, Kiyine, Luis Alberto, Zaccagni, Cancellieri, Moro, Romero.

All.: Maurizio Sarri

QATAR (5-3-2): Yousof; Correia, Tarek, Boualem, Homam, Abdelkarim; Moustafa, Boudiaf, Thaimn; Ali, Afif.

A disp.: H. Ahmed, Bassam, M. Mohammed, A. Mohammed, Musaab, Ismail, Ab. Ahmed, Abdelrahman, Mohamed, Jassem, Al. Ahmed, Yusuf, Osamah, Abdelaziz, Meshaal, Salah, Assim.

All.: Felix Sanchez

Arbitro: Andreas Gruber (Austria)

Assistenti: Marcinko – Kaps

Amichevole pre-campionato 

Sabato 30 luglio 2022, ore 18:00

HCS Arena-Nonntal, Salisburgo

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Vecino, il titolare aggiunto per Sarri: lunedì le visite

Lunedì le visite, martedì l’abbraccio con Sarri e il primo allenamento a Formello. Matias Vecino è in arrivo è già sa cosa deve fare. In primis garantire a Mau la “garra charrua” uruguaiana, anche ‘affidabilità fisica dopo un’annata di impedimenti all’Inter (fisici e non). Dev’essere un titolare in più, una mezzala pronta per l’uso, per dare grinta e fisicità quando occorrerà. Deve farsi perdonare dai laziali quel Golden Goal segnato il 20 maggio 2018 con i nerazzurri all’Olimpico. Fu il 2-3 che annientò il sogno Champions della Lazio. A Lotito quello scherzetto costò una quarantina di milioni. Matias Vecino s’aggiungerà a Luis Alberto (se rimarrà), Milinkovic e Basic. E’ la batteria di mezzali agli ordini di Sarri. Mau vede Vecino solo interno, numericamente ha preso il posto lasciato libero da Akpa Akpro, che la Lazio conta prima o noi di piazzare all’estero. Si sta allenando a Formello con Acerbi.

L’uruguaiano è stato allenato da Mau all’Empoli nel 2014-15, qualche anno dopo ne ha parlato così: «Sarri è una persona molto speciale, mi ha insegnato tantissimo, parlavamo di tutto. Dopo Cagliari ho fatto un passo avanti molto importante. Mi ha sempre dato fiducia, fin dal primo giorno, facendomi giocare e migliorandomi sia tatticamente che difensivamente. E’ uno che parla chiaro. Ha grande carisma, con due parole ti colpisce dentro. A volte può anche far male, mi faceva arrabbiare quando a caldo dopo la partita mi diceva tutto in faccia però poi capisci che lo sta facendo per migliorarti. Mi diceva “ti devi preoccupare quando un allenatore non ti dice nulla”». Corriere dello Sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri esamina la Lazio: oggi con il Qatar per farsi perdonare

Intanto, oggi Luis Maximiano ha l’occasione del riscatto insieme a tutta la Lazio. Già, perché se il portiere è sembrato a tratti incerto, mercoledì scorso, Casale e Romagnoli lo hanno difeso peggio, il centrocampo non ha fatto filtro, l’attacco – Immobile a parte – è stato confusionario. Nell’amichevole contro il Qatar, Sarri vuole vedere tutt’altro piglio. Ha strigliato la squadra nello spogliatoio dopo l’ultimo ko, non gli è andato giù l’atteggiamento superficiale e presuntuoso. Ora si aspetta delle risposte nel piccolo stadio del SAK 1914 nei pressi di Salisburgo, prima del ritorno a Formello e, soprattutto, a poco più di due settimane dall’esordio in campionato all’Olimpico: superata finalmente ieri quota 20 mila abbonamenti, un risultato migliore del 2019, che può migliorare entro l’8 agosto. Il Messaggero