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RASSEGNA STAMPA

Lazio, 16 infortuni da luglio: per Sarri ed il suo staff mai un calvario simile

A Bergamo l’ennesimo infortunio: il calvario in casa Lazio non finisce.


Con lo stop di Cancellieri, sottolinea Il Messaggero, salgono a sedici gli infortuni da luglio, nove sono muscolari, in poco più di tre mesi e mezzo. Davide Losi, ormai al fianco di Sarri dal 2015 a Napoli, giura di aver predisposto la stessa preparazione dell’ultimo decennio, mai aveva affrontato un simile calvario, oltretutto con una sola competizione di mezzo. Basta tornare indietro. Il primo anno sotto il Vesuvio, si legge, passa liscio, se non per l’operazione al ginocchio di Grassi e la distorsione alla caviglia di Gabbiadini (un mese out). Nel 2016/17, annata Champions, una lesione al bicipite femorale per Albiol (ottobre-novembre) e lo stiramento al collaterale per Koulibaly (dicembre/gennaio). Per Tonelli e Chiriches fastidi al ginocchio. A Milik fa crac il crociato con ripercussioni nell’anno successivo. Si annovera solo una lesione per Chiriches al bicipite femorale nella stagione 2017/18 (a febbraio). Al Chelsea neanche si vedono i quattro acciacchi muscolari (Drinkwater, Marcos Alonso, Morata) più quelli a fine Premier (Palmieri e Rudiger), sopperiti da un organico vastissimo. Alla Juve solo Douglas Costa ha continui problemi muscolari alla coscia, De Sciglio e Chiellini finiscono dopo ko (adduttore e polpaccio). Demiral si rompe il crociato. Nel primo anno di Lazio (2021) Lazzari salta due mesi fra stiramenti al polpaccio (se lo trascina anche adesso), coscia e pube, Zaccagni salta i primi due mesi per fastidi alla coscia e al malleolo, Acerbi perde 11 gare per uno stiramento alla coscia (dicembre/febbraio). Nel 2022/23, a parte Radu a fine carriera e alle prese con la fascite plantare, Immobile salta 12 gare dall’inizio per vecchie cicatrici, che tornano anche l’anno successivo. Sarri lascia Formello a marzo con i ko muscolari di Romagnoli (novembre), Casale (ottobre) e Rovella, alle prese col solito tormento pubico.


Problemi pregressi e nuovi, conclude il quotidiano, possono anche essere legati a diverse visioni mediche interne (al dottor Rodia si è aggiunto Leo, trascinato da Fabiani da Salerno), a fughe per curarsi altrove, e poi ci sono anche gli anni che passano. Ovviamente il discorso non vale per i giovani Cancellieri, Taty e Dele-Bashiru, ma la Lazio ha la terza età media (27,8) dei calciatori scesi in campo, dopo Inter (27,9) e Napoli (28.3), che hanno però una rosa più ampia e giocano anche la Champions. Alla vigilia dell’Atalanta è stato chiesto a Sarri se i guai possano ricondursi anche ai terreni rizollati o all’estate passata a Formello, invece che al fresco di Auronzo: «É improbabile che c’entri il ritiro fatto qui. Con i due campi abbiamo avuto un problema circa dieci giorni fa, ma ora sono di buon livello. In quei dieci giorni qualcosa può aver inciso. Alcuni erano diventati difficilmente praticabili, ma sono state comunque difficoltà momentanee che succedono a tante squadre. È difficile fare un’attenta valutazione con conferme certe su un motivo o un altro».

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Marchetti: “Lazio, ora giochi con un’anima. Sarri? Già tanto che è rimasto, quello che dice va accettato” (AUDIO)

FEDERICO MARCHETTI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Io arrivavo dal Cagliari che ambiva alla salvezza e a Roma con la Lazio è cambiato tutto in termini di pressioni. Ivan Provedel ha fatto un inizio molto importante, poi ha avuto delle vicissitudini ed ora faccio il tifo per lui affinchè torni ai suoi livelli, determinanti per la squadra. Ora sente la fiducia del mister, per qualsiasi portiere questo è determinante. Per Sarri è il titolare e questo gli ha dato una grossa mano. Poi, più giochi e più hai l’opportunità di migliorarti ed il resto lo sta dimostrando partita dopo partita. La parata su Lookman è stata determinata da un grande istinto. Il sistema difensivo di Sarri sta influendo? Se hai una difesa solida che si muove a memoria il lavoro è agevolato. Gli interventi in un contesto organizzato sono più puliti.

Nella Lazio di oggi percepisco un po’ di confusione generale. Sono rientato a Roma a maggio ed ho seguito in modo vago le vicissitudini del blocco di mercato con Sarri che era partita da un’idea. Ora vedo una squadra con un’anima, una squadra che gioca senza il salvagente e l’alibi del blocco di mercato. E’ una stagione partita in sordina che può riservare delle belle sorprese se c’è compattezza.

Sarri e le stoccate alla società? E’ normale che se le promesse fatte inizialemente non sono state mantenute, ha tutto il diritto di dire ciò che pensa. Penso che vada accettato, già che è rimasto è tanta roba in virtù delle premesse estive.

Prossimo preparatore dei portieri della Lazio? Mi sto formando, ho preso anni fa l’UEfa B. Ora volevo ampliare il mio bagaglio con la licenza, poi farò anche Uefa A e poi vediamo. Se scocca la scintilla magari mi vedrete alla Lazio in futuro. Tengo le porte aperte, sarebbe un sogno”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Rapporto complicato Sarri-società? Serve chiarezza da entrambe le parti. Ecco quale potrebbe essere la soluzione…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Rapporto Sarri-società? Bisogna partire dal presupposto che non vanno presi in giro i tifosi, l’ambiente. Ci deve essere chiarezza da entrambe le parti, chi ci rimette è solo il tifoso. Quando le situazioni si trascinano, io tendo a sentirmi preso in giro. Occorrono chiarezza, coerenza e intelligenza nell’esporre le cose. Io metto tutti sullo stesso piano: l’allenatore non deve passare per una vittima; o va via o rimane senza polemiche. Ma non solo Sarri, anche Lotito ha rotto: caro presidente, se fai certe cose è giusto che il tecnico si lamenti e le dica ma se Sarri non è contento è altrettanto giusto che se ne vada. Si lamenta ora, poi basta, senza toccare ogni settimana lo stesso tasto. La società raccoglie quello che semina, inutile prendersela per le dichiarazioni che vengono fuori.

Questa situazione si potrebbe risolvere in due modi? O lascia il presidente o rimane dando in mano l’aspetto sportivo, tecnico, alla ‘lazialità’, ossia a personaggi che conoscono l’ambiente, il calcio, per i quali vestire la maglia della Lazio è stato un onore”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, confronto Sarri-Fabiani a Formello: mercato ed infortuni sul tavolo

Maurizio Sarri e il Ds Angelo Fabiani si ritroveranno oggi a Formello, mercoledì 22 ottobre, per un summit nel quale verranno affrontati diversi argomenti, non solo quindi il mercato.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, tra Sarri e il Ds Fabiani – oggi mercoledì 22 ottobre – andrà in scena a Formello un summit importante. I due parleranno di vari argomenti, affronteranno diversi temi tra cui anche quello legato al mercato. Il tecnico toscano ha parlato di “superstiti”, servono quindi rinforzi e serve invertire una tendenza – quella degli infortuni – che da qualche settimana preoccupa e non poco.

Corriere dello Sport: “Questa volta però Sarri non è disposto a mediare, la situazione non lo consente. Vuole carta bianca sul mercato di gennaio, due giocatori almeno devono arrivare: una mezzala e un attaccante. Lotito abbozza un sì claudicante (nomen omen), sa benissimo che i paletti finanziari ed economici non consentiranno grossi strappi. Fabiani abbozza il solito “vedremo” e la sensazione è che questa volta il futuro sia più incerto di quello che uno si possa immaginare”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Testoni: “Lazio, ora si fa quello che si può. Mercato gennaio per capire da che parte si vuole andare” (AUDIO)

EDOARDO TESTONI (Dazn) in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio a Bergamo era partita bene, palleggiando e cercando di imporsi. Poi è stata più una partita difensiva ed è una cosa che va valorizzata perchè si fa quello che si può. Il secondo tempo è stato di sofferenza, resistenza, con un grande Provedel che ha portato ad un punto importante. Nella ripresa ho visto anche più paura una volta conquista palla. Il resto l’ha fatto la stanchezza e le condizioni attuali. Non aver preso gol è la cosa che ti porti via con piacere.

In questo momento possono convivere la consapevolezza della situazione con l’impegno massimo, poi a gennaio si tireranno delle somme. Bisogna capire da che parte si vuole andare, quanti investimenti sono possibili. Da lì si capirà di più, la seconda parte della stagione deve essere diversa attraverso il mercato di gennaio. Oltre che al recupero degli infortunati. La Lazio non fa le coppe, è evidente che si partiva da un punto in cui sei arrivato dietro tante squadre. Ci sono stati solo i rientri dai prestiti, ma la realtà è quella che abbiamo visto lo scorso anno. La priorità è aggiungere un giocatore a metà campo con un certo tipo di caratteristiche. Castellanos a me piace molto, più che intervenire avanti cercherei un elemento in mezzo al campo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Dovremo abituarci ad una Lazio anni 80. Ma qual è la nostra colpa? Sarri-società? Si sta contendendo…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Daytime Rai) in collegamento a ‘NMM’

“A Bergamo mi è sembrata di vedere una Lazio anni 80, mancava solo Arcadio Spinozzi. Questi siamo con l’aggravvante di una squadra piena di rincalzi. Tutto si può imputare ai giocatore della Lazio tranne che non si stiano impegnando fino allo spasimo. Tutti dietro, tutti e difendere disperatamente, anche un pizzico di fortuna che ti fornisce l’idea di cosa è oggi la Lazio. Credo che dovremmo abituarci, sembra la famosa e rispettabile Lazio dei gemelli Filippini. Poi, magari, non è proprio così, ma siamo avviati ad una stagione senza il brivido della parte iniziale della scorsa stagione. E’ quasi un maramaldeggiare su uno stato di difficoltà e debolezza sullo stato di una squadra che non ha potuto fare mercato. Quello di gennaio sarà un mercato povero, quello che mi chiedo quale male abbiamo fatto. Che colpe dobbiamo pagare?

Sarri-società? Le sue parole sono nel carattere del tecnico, anzi credo si stia anche contendendo molto. Mi sembra molto coerente con il personaggio e con la missione che si è assegnato. Il punto sono i giocatori, non l’allenatore. Ci sta mettendo tanto impegno, ma poco entusiasmo. Non ti dà l’idea di essere felicissimo di dove è, con giocatori che sono in un posto per mancanza di alternativa. Magari a Sarri gli andava di accettare la sfida, ma ora si sta rendendo conto che è davvero tutto troppo complicato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Sarri è al centro del ring, all’angolo ci sono Lotito e Fabiani” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“I colloqui tra Sarri e la società sono importanti ma conta di più capire l’orizzonte. Stiamo andando verso guerra o pace. Sarri è al centro del ring, ha le spalle, e ha la tifoseria, all’angolo ci sono Lotito e Fabiani che incassano: fino a che punto saranno disposti a non reagire?

Fabiani si aspettava di vedere in campo i calciatori che Baroni non impiegava e Sarri impiega poco. Vedi Dele-Bashiru o Noslin, oppure Belahyane. Ed il problema grosso è qui.

Senza che Fabiani aspetta gennaio, glielo dico subito: Sarri vuole un centravanti e una mezzala titolare per rinforzare l’organico.

Record negativo di gol nella settima giornata di Serie A? In alcune partito ok, ci sono squadre che non possono garantire molto dal punto di vista dello spettacolo ma in generale il livello tecnico non è che migliori molto”.

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Lazio, nono infortunio muscolare in tre mesi e mezzo: mai capitato allo staff di Sarri

Periodo pieno di stop per la Lazio, mai successo a Sarri.

Ai già assenti domenica si è unito Cancellieri che si è fermato a Bergamo dopo 20 minuti di gioco. Oggi l’esterno effettuerà gli esami, ma è quasi scontata la lesione al flessore sinistro. Come riporta Il Messaggero, si tratta del sedicesimo infortunio da luglio, il nono muscolare in tre mesi e mezzo. La preparazione di Davide Losi, uomo storico di Sarri, è la stessa da anni e mai si era trovato di fronte a un simile calvario. Ripresa fissata mercoledì pomeriggio, il tecnico farà le sue valutazioni in vista del big match di domenica in programma all’Olimpico contro la Juventus alle 20,45.

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APPROFONDIMENTI RADIOSEI

Sarri-squadra, allineamento nel ridimensionamento: c’è una Lazio umile e realista ed un’altra che simula benessere e non può dare certezze

Umiltà, sofferenza, essenzialità ed un punto in classifica strappato ad un avversario tristemente più forte. Un passo in avanti che non cambia la sostanza, ma consegna almeno una storia da raccontare all’interno di una stagione svuotata da contenuti ed aspirazioni. Una storia di resilienza, di una squadra povera di qualità e forza d’urto, ma improvvisamente ricca di carattere e predisposizione a calarsi in una parte provinciale e battagliera. Tutto quello che ha sempre predicato Sarri dall’inizio di una stagione viziata dalla crisi di un club che, nel frattempo, non ha mai smesso di descrivere se stesso, i propri metodi e soprattutto i fatti come se nulla fosse accaduto (ed accadrà). Bergamo ed in particolare l’ultima mezzora di gioco della New Balance Arena (a proposito di sponsor e ricavi) è l’esemplificazione, la traduzione in campo dello slogan del tecnico toscano: “Sarà una stagione di sofferenza e difficoltà. Non solo io posso aver pazienza“. Un richiamo alla realtà precoce ed azzeccato che inizialmente si era scontrato con la presunzione di essere migliori di ciò che si dimostra. Ora i pianeti si sono allineati. E meno male, perchè la faccenda diventa pericolosa se non si entra nell’ottica di parametrare se stessi, il proprio modo di concepirsi e di giocare alle carenze della propria dimensione. Perchè ad oggi non ci sono mezzi alternativi per imprese particolari o svolte. Per chi scende in campo c’è solo l’opportunità di farsi voler bene dalla propria gente. Da chi non crede più alle favole ed ha gli occhi per giudicare il livello tecnico generale di una squadra che ha ereditato le reazioni a catena delle “sviste” altrui. Difficile da mandar giù, è il manifesto del ridimensionamento. Impossibile da accettare perchè è forte la percezione che non sia solo una fase di mezzo. E’ la prospettiva che spaventa, non tanto una stagione senza un vero e proprio obiettivo da raggiungere.

Siamo a fine ottobre e Sarri, dopo la fregatura di giugno, non sa ancora se potrà pianificare un mercato di gennaio che, con o senza vincoli, sarà povero e senza guizzi reali di rilancio tecnico. Difficile da incassare, ma almeno c’è una Lazio che allena e gioca che lotta con realismo in attesa di tempi migliori; poi c’è l’altra, l’artefice di tanta modestia che gira intorno al punto, non ammette responsabilità, simula benessere e si chiede ancora se il proprio tecnico abbia la necessità di un aiuto. La verità è che Sarri le sue valutazioni di mecato le ha già fatte in tempi non sospetti. Ancor prima di venire a conoscenza dei blocchi o di mettere la propria immagine sulla peggior partenza dell’era Lotito. Ora, il cruccio di Sarri è un altro: capire se le “prese per il culo” sono finite o se deve preparsi al secondo atto in inverno.

DB Radiosei

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Lazio, prime tensioni Sarri-società: dopo il bluff ora il tecnico chiede chiarezza e potere decisionale

Maurizio Sarri sta iniziando a perdere la pazienza. Il tecnico toscano sta cercando di tenere in piedi una situazione difficile, complessa, sportivamente e non solo. Affiorano le prime tensioni con la società, ma ora Mau vuole pieni poteri e soprattutto chiarezza per il mercato di gennaio.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, Maurizio Sarri sta iniziando a scalpitare, ad alzare il livello di pressione e con la società starebbero affiorando le prime evidenti tensioni. Il tecnico toscano, inutile a dirsi, aspetta acquisti per il mercato di gennaio ed è ancora piccato per quel che è successo durante l’estate. La società crede che l’organico sia competitivo e certamente non è contenta delle frecciate del mister lanciate durante il weekend.

Sarà, però, soltanto Lotito a sbrogliare la matassa. Possiamo credere davvero che concederà carta bianca a Sarri? Glielo aveva assicurato prima dell’addio di Tare, glielo ha garantito anche dopo il bluff estivo. Il dato empirico è che non gli ha mai dato carta bianca sapendo che i costi, con Sarri a gestire il mercato, lieviterebbero e di non poco. Lotito è abile a giocare con le parole, ma ora la situazione è diversa. Il mister è rimasto nonostante i tanti problemi, e a gennaio si aspetta un passo evidente verso di lui. 

Il mister vuole una mezzala e un attaccante. Basic, da esubero a titolare, da solo non basta. Dele-Bashiru non si sa se e quando lo reintegrerà, ha bisogno quindi di un giocatore di corsa e qualità. In attacco aggiungerebbe Insigne, altro fronte aperto tra lui e il Ds Fabiani. Queste sono le richieste base, anche se Mau cambierebbe volentieri anche Castellanos e Tavares. Da un lato della barricata c’è Sarri, obbligato a fare punti, e dall’altra ci sono Lotito e Fabiani obbligati a fare plusvalenze.