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Lazio, oggi inizia il derby: conto alla rovescia per Taty e Rovella

Dopo lo scarico di lunedì e il giorno di riposo di ieri, nella giornata di oggi la Lazio di Maurizio Sarri tornerà a lavorare nel centro sportivo di Formello e tutti gli occhi saranno puntati su Nicolò Rovella e Taty Castellanos. Il regista ex Monza e Juve non era al meglio prima della sfida contro il Sassuolo, match giocato per poco meno di 40 minuti da Rovella che è stato costretto a chiedere il cambio prima dell’intervallo. Il classe 2001 si è fermato in tempo, l’affaticamento accusato in nazionale non è peggiorato ma le sue condizioni sono da monitorare. Possibile che non svolga l’intera seduta con la squadra già oggi, ma una sua presenza nel derby di domenica non è da escludere. Da valutare l’entità del problema, visto che già in passato Rovella ha avuto problemi di pubalgia e la sensazione a Reggio Emilia è che il problema fosse proprio in quella zona. 

Lazio, attesa per le condizioni di Castellanos

È durata circa 15 minuti in più invece la partita di Taty Castellanos, anche lui costretto ad alzare bandiera bianca al Mapei Stadium. L’attaccante argentino aveva accusato la scorsa settimana un fastidio alla coscia sinistra, Sarri ha preferito schierarlo dall’inizio e l’ex Girona dopo un’ora ha dovuto chiedere il cambio. Come nel caso di Rovella la sensazione è che l’argentino si sia fermato in tempo, ma la sua presenza nel derby non è scontata. In caso di doppio forfait pronti rispettivamente Cataldi e Dia, con Sarri che però cercherà in tutti i modi di recuperare sia Rovella che Castellanos. Altro punto interrogativo su Matias Vecino, l’uruguaiano clinicamente è recuperato da oltre una settimana ma continua a sentire fastidio e per questo potrebbe saltare anche il derby di domenica. Tmw.com

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Lazio mai pericolosa: staffetta Taty-Dia inconsistente

Ancora Castellanos titolare ma la prova di ieri non è stata neanche minimamente simile a quella messa in campo contro il Verona.

Taty dal 1′, come già accaduto contro Como ed Hellas, Dia pronto a dargli il cambio. Una staffetta però inconsistente, sottolinea il Corriere dello Sport. Il Taty si è mosso lontano dall’area di rigore per trovare respiro. Mai protagonista negli ultimi 16 metri, Idzes e Muharemovic l’hanno controllato chiudendo gli spazi e annullando le speranze dell’intero reparto offensivo. Davanti non ha funzionato niente. Castellanos e Dia non hanno convinto, prosegue il quotidiano, hanno pagato anche le conseguenze di una squadra appannata e senza troppe idee dalla metà campo in su. Non deve comunque essere un alibi. Finora i due centravanti hanno vissuto una sola serata di gloria da quando è scattata la preparazione atletica. 

Entrambi a secco per tutta l’estate, con il Verona l’unica occasione in cui hanno brillato ed esultato. La scorsa stagione, con il 4-2-3-1 di Baroni, si dividevano equamente le responsabilità in attacco. Quest’anno, conclude il quotidiano, sono diventati alternativi, ma l’avvicendamento nel secondo tempo non ha portato a nessun tipo di miglioramento. Compito della squadra servirli meglio. Un loro dovere mettersi nelle condizioni di non sparire dal campo e dai tabellini dei marcatori troppo a lungo.

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Lazio, Taty alla ricerca del bis: è il momento del salto definitivo

Autore di un’ottima prova col Verona, Castellanos vuole ripetersi contro il Sassuolo

Ha lavorato a Formello in questi giorni e vuole dare seguito alla prestazione fatta all’Olimpico contro l’Hellas: Castellanos, sottolinea Il Messaggero, vuole il bis contro il Sassuolo domenica pomeriggio
a Reggio Emilia e poi il primo acuto in un derby contro la Roma.

Solo due volte il Taty ha firmato due reti consecutive dal suo
sbarco in Serie A: l’anno scorso contro Milan ed Hellas alla terza e quarta giornata, poi a febbraio contro Cagliari e Monza,
prima dell’infortunio col Napoli e la lunga astinenza, con la sola eccezione della magia di Genova. Un digiuno proseguito
tutta l’estate sino al debutto al Sinigaglia, complice un gol annullato per il fuorigioco di una spalla. Sfortuna scacciata con una prestazione divina. Ma ora che la via sotto porta è di nuovo tracciata, c’è la controprova di continuità, un esame a oltranza.

Per tenersi il posto fisso e ripagare la fiducia, conclude il quotidiano, l’ex Girona deve dare tutto nella prossima trasferta e sbloccarsi
nella stracittadina. Il tris d’oro è solo il primo obiettivo, ma sarebbe già un record italiano per l’argentino. A 26 anni è il momento del salto definitivo.

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DICHIARAZIONI

Lazio, la notte del Taty: “Nessuno ci considera, ma siamo forti. Assist con rabona? Anche in allenamento” (AUDIO)

Al termine della partita il Taty Castellanos ha parlato ai microfoni di Dazn dopo la vittoria della Lazio contro il Verona che lo ha visto protagonista con rete e assist.

“Sono molto felice per la prestazione. Abbiamo lavorato tanto in settimana. Dobbiamo continuare così e non fermarci adesso. Assist? Lo faccio anche in allenamento (ride, ndr) sono felice non solo per me ma anche per i miei compagni? Assist più bello del campionato? Non lo so è ancora presto. Classifica? Stimolo tanto anche perché nessuno ci considera ma noi siamo forti e dobbiamo puntare all’Europa il prossimo anno”.

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Lazio, tempo scaduto per Taty: ora Sarri vuole segnali concreti. E arriva la multa per il rosso

Il rosso di sabato non gli costerà la presenza a Como, ma solo una multa dal Giudice sportivo: il Taty Castellanos sarà a disposizione per l’esordio in campionato, aspettando le decisioni di Sarri. Il tecnico, scrive oggi il Corriere dello Sport – Stadio, deve decidere se ripartire con l’argentino o se dare una chance a Dia. 

Li ha alternati anche a Rieti, per quanto la staffetta sia stata sfalsata dal rosso. E’ partito Taty, espulso al 32’. Dia è entrato a inizio secondo tempo e ha servito l’assist del raddoppio a Pedrito. Nessuno dei due centravanti ha colpito nel precampionato, appaiati nella classifica del digiuno. L’argentino non riesce a fare breccia nel Comandante, contrariato da certe reazioni. Si giocherà il posto a Como in settimana, dovrà dare segnali forti o rischia di perdere il credito guadagnato dalla scorsa positiva stagione. 

E’ stato al centro di voci di mercato provenienti dal Flamengo e dallo Zenit San Pietroburgo, subito smorzate dalla Lazio, che non può cedere l’argentino perché il blocco del mercato non consente sostituzioni. Taty non sembra tipo che si fa condizionare, ha sempre espresso la voglia di restare, sempre che non abbia cambiato idea, pubblicamente non ha mai dato segnali di insofferenza.

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Lazio, Sarri alla ricerca del gol: Dia e Taty, le gerarchie potrebbero cambiare

Allarme gol in casa Lazio: la difesa appare solita, davanti c’è da fare qualcosa.

Pochi gol, ma soprattutto poche le occasioni create: Sarri riparte dalla difesa, che effettivamente già appare piuttosto solida, ma ancora non ha avuto risposte davanti.

La squadra crea poco, le punte sono isolate. Contro la Primavera, ricorda il Corriere della Sera, hanno segnato Pedro, Cancellieri e Basic, con l’Avellino, neo-promosso in B, il gol è arrivato solo su rigore (calciato da Guendouzi). Nessuno è invece riuscito a segnare contro il Fenerbahce.

Domani, contro il Galatasaray il reparto offensivo sarò sotto osservazione, al punto che il tecnico sta pensando anche di cambiare modulo e passare dal 4-3-3 al 4-2-3-1, proprio come fece Baroni un anno fa.

Specie Castellanos preoccupa, si legge; in queste prime partite sembra isolato e si sta innervosendo. In campo sbraccia, sbuffa, discute. Sente la pressione, benché si tratti di amichevoli. Ora, conclude il quotidiano, Taty rischia di farsi superare nelle gerarchie da Dia, che già domani col Gala potrebbe soffiargli il posto.

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Lazio, Taty isolato: poco gioco, Sarri pensa al cambio modulo

Tanto, troppo digiuno. Non si rompe né con Taty né con Dia. Castellanos ha giocato di più, 60 minuti contro il Fenerbahçe. Un eremita in area. Non ha avuto un pallone. L’unico in profondità gliel’ha offerto Cataldi nel secondo tempo, mossa che spesso favoriva Immobile, sventato dal portiere Egribayat in uscita. Per il resto è rimasto sempre isolato, mai supportato dalle mezzali, mai è riuscito a far gioco con le ali né a riceverlo. Tutti lontani, compassati e intorpiditi, colpa dei carichi e dei movimenti non ancora sincronizzati. Taty, come spesso succede, s’è sbattuto a vuoto. Vagante tra reparti scollegati. Non sarà mai un centravanti pietroso, fermo al centro dell’area. E’ sempre mobile, volenteroso, propositivo, animoso, propulsivo quando c’è da garantire la prima pressione. Ma non basta mordere, bisogna colpire. E la Lazio continua a non farlo. I centravanti sono rimasti a secco, di rifornimenti e non solo di gol, contro la Primavera, contro l’Avellino, contro il Fenerbahçe. La spinta è aumentata nella ripresa con i turchi, ma non è bastata. Taty non ha il tremendismo dei centravanti cannoneggianti, è risaputo, ma qualsiasi attaccante in queste condizioni rimarrebbe isolato e desolato.

Manca palleggio, manca costruzione, la fitta trama del sarrismo non è favorita dalla condizione. La conseguenza è che davanti non si punge. L’unica occasione del primo tempo è nata da un lancio di Rovella per Cancellieri, il colpetto di testa non ha fatto paura a Egribayat. Taty non ha mai tirato, si è innervosito per l’atteggiamento dei turchi e dell’arbitro Küçük. Il nervosismo sarà cresciuto aspettando palloni giocabili, non uno che gli abbia permesso di stangare da lontano, di tirare da dentro l’area, di provarci di testa. Scatti, vampate, nulla di utile per essere pericoloso. Sarri sta lavorando sulla stabilità difensiva, ma ha perso pericolosità. Manca il collegamento tra centrocampo e attacco, nel 4-3-3 ha bisogno di una mezzala di costruzione, non c’è. Dele-Bashiru ieri girava a vuoto. Rovella non ha mai avuto il comando del gioco. Guendouzi solo faticatore. Così, davanti, come possono arrivare palloni? Qualcosa in più s’è vista nel secondo tempo, quando è entrato Cataldi, quando è toccato a Pedro, il più effervescente di oggi così com’era stato nel finale dell’anno scorso, quando Dia ha aperto un po’ il gioco abbassandosi sulla trequarti, favorendo sponde e inserimenti. Ma di tiri veri neppure l’ombra.

Lazio, Sarri valuta un cambio di modulo

Sarri riflette sul cambio di modulo, quantomeno per garantirsi un’alternativa. Il 4-3-3 ha dei limiti strutturali senza interventi di mercato, il 4-3-1-2 può consentire al tecnico di inserire un uomo che faccia da collante sulla trequarti. Un 10, Zaccagni o Pedro, che riesca a ricevere il pallone, a trasformarlo in occasioni e assist. Mau ci sta lavorando in allenamento, in partita non ha ancora dato il via all’esperimento, potrebbe farlo al ritorno dalla Turchia. Sabato si giocherà contro il Galatasaray, non c’è tempo per provare. Lo aveva detto Sarri nella conferenza di presentazione: «Per ora stiamo lavorando sul 4-3-3 per non mandare in confusione i calciatori, ma pensiamo anche ad altri sistemi di gioco», la traccia. Il 4-3-3 di oggi è senza luce, il 4-3-1-2 può garantirla a costo di tagliare un’ala. Al momento Isaksen, fermato dalla mononucleosi. Non ce la farà con il Como, deve fare tutta la preparazione. Venti giorni per trovare modulo e gol. Corriere dello Sport

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Lazio, Taty a fatica e rientro Dia: la sfida riparte

Il precampionato proseguirà con le due partite in Turchia contro Fenerbahce e Galatasaray, ma le prime due amichevoli qualche indicazione l’hanno già data. Castellanos fa fatica, nelle prime due uscite è stato servito poco ma risulta ancora avulso nel gioco di Sarri. E’ anche sempre più insofferente, forse perché sente il fiato sul collo di Dia per la titolarità.

Come riporta Il Messaggero, forse l’argentino ha già fiutato il fiato sul collo di Dia per la titolarità nel prossimo campionato. Ed è per questo che il Taty è insofferente, nervoso, al punto di parlare con il Flamengo e iniziare a flirtare in questa sessione di calciomercato. Vuole riprendersi la Nazionale, ma con la panchina l’operazione diventerebbe assai ardua.

Sarri sta cercando di inventarsi un modulo per sopperire all’assenza di Luis Alberto. Resta concreta l’idea di sperimentare altri moduli, oltre il 4-3-3, ovvero il 4-3-1-2, il 4-2-3-1 o 4-3-2-1. In tal senso, non è un caso che Sarri a Formello abbia detto a Zaccagni di provarlo trequartista, dove potrebbe risplendere anche il neo-trentottenne Pedro.

Intanto, dopo otto giorni passati ai box a seguito di un colpo alla caviglia, Dia torna in campo. Questa mattina il senegalese è atteso a Formello e, una volta superato il provino, volerà con la squadra in direzione Turchia. Sarri si augura nel reintegro dell’ex Salernitana perché in lui crede molto, moltissimo. Lo ritiene un attaccante intelligente, scaltro e capace in area di rigore, con una progressione devastante e in grado di legare il gioco, soprattutto quello offensivo. La scorsa stagione, con Baroni, ha messo a segno 12 reti in 48 partite, ma muovendo sempre da trequartista nel 4-2-3-1 baroniano. Con Sarri, invece, il senegalese verrà avanzato. Giocherà più avanti e quindi le occasioni di fare più gol aumenteranno considerevolmente. 

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Lazio, mal di gol attaccanti: Sarri studia la soluzione

La Lazio segna poco, e lo scorso campionato lo ha già provato. I biancocelesti fanno fatica a segnare, in area di rigore gli attaccanti producono poco e i gol sono quelli che sono. Per questo Maurizio Sarri è a lavoro per invertire la tendenza e aumentare la capacità realizzativa dei suoi attaccanti.

Come riporta Il Messaggero stamattina, la Lazio segna poco. Si tratta di un mal di gol che va avanti da tempo, e non si riesce a sbloccare. Il Comandante sta cercando d’inventarsi un antidoto per sopperire all’assenza di un Mago e adattarsi alle caratteristiche di un organico poco in linea col suo calcio. 

I biancocelesti devono tornare a occupare l’area per fare gol. Se non si segna, non si vincono le partita. Sembra un assioma molto semplice e scontato, ma nel calcio diventa tutto. Castellanos non sarà mai un cecchino e il ritorno di Dia non potrà risolvere tutti i problemi offensivi della Lazio. Ma per questa ragione, in questa situazione ancor di più, rinunciare a uno dei due sarebbe impossibile. In attesa, poi, del mercato di gennaio.

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Lazio, Castellanos vs Dia: sfida aperta. Sarri aspetta i primi gol, c’è posto solo per uno

Nel nuovo 4-3-3 del Comandante Maurizio Sarri non ci potrà essere spazio per entrambi: Valentin Castellanos e Boulaye Diasi giocheranno già a partire dal ritiro a Formello le proprie carte per convincere il tecnico di essere la prima scelta davanti. L’impressione è che l’argentino parta leggermente favorito nella competizione rispetto al senegalese

Sparano a salve Castellanos e Dia. Come riportato infatti dall’edizione di oggi del Corriere dello Sport, sia il Taty che l’ex Salernitana sono rimasti a secco nell’amichevole contro la Primavera. L’argentino ha colpito un palo su un colpo di testa, per poi venir sostituito all’intervallo in una staffetta già concordata e prevista. Boulaye Dia, entrato al suo posto ha legato meglio il gioco, mettendo in luce tutte le sue qualità, ma non ha avuto occasione di mettere la propria firma sulla gara. Nessuno dei due dunque si è portato in vantaggio sull’altro per ottenere una maglia da titolare, soltanto uno troverà spazio da titolare nel tridente biancoceleste, i numeri della scorsa stagione dovranno migliorare, Mau ha bisogno del suo bomber.