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APPROFONDIMENTI

Lazio, Vecino ad un anno dalla scadenza, futuro da (ri)scrivere

Vecino è sempre stato molto concreto, si è confermato tale anche domenica, al termine della partita con l’Empoli: “Se siamo settimi è perché non meritiamo di più – ha detto -. Il campo non mente mai”. Nel pomeriggio è poi andato all’Auditorium della Musica a rendere omaggio alla squadra del 1974. Ha il contratto in scadenza nel 2025, il suo futuro però è un’incognita. Ha un ottimo rapporto con il presidente Lotito e sa che al momento la società ha altri pensieri (bisognerà innanzitutto capire a quale manifestazione europea parteciperà la squadra nella prossima stagione, poi andranno risolte le questioni legate a Luis Alberto e Immobile). Nel corso dell’estate però pure la sua posizione andrà chiarita. O rinnoverà, oppure si guarderà intorno. Lui è sereno. E da domenica è anche il miglior marcatore.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, exploit Vecino: il bomber della stagione (senza rigori). E dalla panchina fa la differenza…

Vecino è il nuovo marcatore principe della stagione della Lazio. La media realizzativa del centrocampista laziale è impressionante. L’uruguaiano ha infatti segnato sette gol fra campionato e Champions League. Un dato sbalorditivo, anche perché, senza considerare i rigori, è il miglior marcatore biancoceleste nella stagione. Ha superato Immobile, che è a quota 11 (5 su rigore), sta anche avanti a Zaccagni (6, uno su rigore) e tutti gli altri. Il suo apporto è determinante.

Sei gol per Matias Vecino in questo campionato, tanti quanti ne aveva messi insieme sommando i precedenti quattro tornei di Serie A (dal 2019/20 al 2022/23).

Quattro gol da subentrato (su sei) per Vecino in questo campionato, solo Viola del Cagliari (5) ha fatto meglio tra i centrocampisti.

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DICHIARAZIONI

Lazio, sempre Vecino: “Siamo nella posizione che meritiamo. A San Siro sperando nella Champions”

Ancora Vecino, sempre Vecino, per la sesta volta in questo campionato. Al termine del match è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel: “Una squadra difficile, complicata che si sta giocando la salvezza, faceva un caldo pazzesco ed era un po’ che non giocavamo in queste condizioni, l’importante è fare tre punti e non aver preso gol, anche se abbiamo sofferto un po’. Sicuramente l’ultima mezz’ora una partita così, si spacca la partita, ci sono più spazi, cerco di farmi trovare sempre pronto, a volte ci vengono facili le opportunità per segnare altre volte no, ma l’importante ora è vincere le partite. Il campo non mente mai, se siamo in questa posizione siamo quel che abbiamo dimostrato, potevamo far meglio prima, adesso siamo vicini, ma l’Atalanta deve recuperare una partita. Quando commetti errori è normale resti indietro”.

Matias Vecino è intervenuto anche ai microfoni di Dazn nel post partita di Lazio – Empoli: “Oggi era una bella festa per i nostri tifosi, gli volevamo regalare una vittoria. L’Empoli è una squadra tosta, siamo contenti di aver vinto anche soffrendo. Segnare gol che portano punti è importante, cerco di mettermi sempre a disposizione e di dare il mio contributo. Sono contento di aver segnato così tanto. Tudor ha una grande forza emotiva, mi ha caricato. lo ero concentrato soprattutto sulle palle inattive.
L’Inter? Sarà bello tornare a San Siro, hanno fatto un camponato straordinario e hanno meritato di vincere lo Scudetto. Noi però dobbiamo fare la nostra partita per provare a entrare in Champions League, anche se sappiamo che sarà difficile. I ragazzi del ’74 erano molto emozionati ed è stato emozionante anche per noi. Si sono meritati tutti questi applausi”.

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SERIE A

Patric e Vecino piegano l’Empoli: Europa aritmetica per la prossima stagione. All’Olimpico festa e brividi per gli eroi del ’74 (FOTO)

Patric e Vecino, un gol per tempo per avere la meglio sull’Empoli e consolidare il settimo posto e mettere pressione a Roma e Atalanta. La Lazio fa il suo dovere all’Olimpico, nonostante non brilli affatto in una mattinata aperta dalle emozioni per l’omaggio alla Lazio del 1974. La partita appare subito complicata: l’Empoli si chiude bene, i biancocelesti con poca iniziativa e una manovra scontata, senza troppi sbocchi. Spicca Kamada, che continua a dare segnali incoraggianti, certo non Zaccagni che appare un pesce fuor d’acqua sulla trequarti. I toscani si rendono più pericolosi nel primo tempo, ma all’ultima palla Patric trova la zampata vincente da corner. La ripresa non offre un cambio di copione e la Lazio ha ancor più difficoltà nell’uscire palla al piede e trovare la porta di Caprile. Tudor, con un triplo cambio, aggiunge fisicità con Vecino e da un’occasione a Rovella. A Isaksen preferito Pedro ancora una volta. Ma come nel primo tempo, anche nel secondo il gol arriva allo scadere. Vecino s’inserisce e spedisce alle spalle di Caprile con il destro. 3 punti che certificano la matematica presenza nelle competizioni europee la prossima stagione (ad oggi, Conference artimetica) e ultime due in cui giocarsi il tutto per tutto.

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FORMELLO

FORMELLO – La difesa respira, riecco Patric e Casale. Vecino-Guendouzi e Immobile-Taty i ballottaggi

FORMELLO – Allarme difesa rientrato. A tre giorni dall’Empoli, Tudor, che già deve fare a meno di Gila (speranze per Milano), ritrova Casale e Patric che negli ultimi giorni avevano gestisti i rispettivi fastidi fisici. Ora spetta al tecnico croato valutare le condizioni e scegliere il terzetto titolare: sicuro di una maglia lo spagnolo, mentre l’ex Hellas spera di recuperare terreno dopo la panchina di Monza. Hysaj resta in corsa.

L’altro dubbio riguarda la mediana dove Vecino spinge per tornare dall’inizio: con Kamada in pole nelle gerarchie, sembra Guendouzi l’indiziato a giocarsi una maglia con l’uruguaiano. Staccati Rovella e Cataldi.

Poi ci sono le corsie esterne, con Marusic e Zaccagni in nomination, e l’attacco: se Luis Alberto e Felipe Anderson restano in cima alle gerarchie; discorso diverso per Castellanos ed Immobile. Il testa a testa è sempre aperto, ma dopo la rete di Monza, il capitano sembra destinato ad avere l’occasione di confermarsi.

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SERIE A

Lazio-Salernitana, probabili formazioni

Lazio-Salernitana, le probabili formazioni dell’anticipo della trentaduesima giornata di Serie A. Dopo la sconfitta nel derby, Igor Tudor ha avuto una settimana difficile, soprattutto per le tante assenze. Rientrati Lazzari e Rovella, si sono fermati Guendouzi, Immobile e Romagnoli. Per tutti niente di grave, ma gli verrà risparmiata la gara di venerdì sera. Ancora out Zaccagni e Provedel. Tudor ha gli uomini contati dietro, visto il forfait di Romagnoli. A centrocampo, ormai come al solito, i dubbi più importanti. In settimana sono stati provati sia Rovella che Vecino sulla trequarti e questo crea dei ballottaggi. La scelta più logica, stando alle tre partite giocate, è quella che porta dritto a Felipe Anderson-Luis Alberto ma occhio alle sorprese. Marusic verrà confermato a destra con Lazzari pronto a debuttare nella gestione Tudor sulla sinistra (out anche Pellegrini).

Lazio-Salernitana, probabili formazioni

LAZIO (3-4-2-1): Mandas; Patric, Casale, Gila; Marusic, Vecino, Kamada, Lazzari: Felipe Anderson Luis Alberto; Castellanos. All.: Tudor

SALERNITANA (4-2-3-1): Costil; Pierozzi, Manolas, Pirola, Bradaric; Maggiore, Coulibaly; Tchaouna, Candreva, Gomis; Ikwuemesi. All.: Colantuono

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il piano segreto di Tudor per il derby: Casale-Vecino-Kamada-Isaksen. E Luis va verso la panchina

[…] Complici gli infortuni di Zaccagni e Lazzari, Tudor vuole nascondere il suo piano. Felipe rimane a tutta fascia a centrocampo con Marusic, il fisico di Guendouzi e Vecino in mezzo. Anche Casale (nonostante gli ultimi errori) rimane nel terzetto con Romagnoli e Gila, come nel secondo tempo di Torino. Stavolta non sarà un 3-4-2-1 all’arrembaggio: «Dobbiamo essere intelligenti, ma non rinunciare a chi siamo. Farò scelte basate su tutto. I dettagli me li tengo». Il croato cerca di nasconderli in ogni modo: alla vigilia oscura la tv, chiede alla società di proteggerlo e guida la rifinitura nel campo (il Fersini) più lontano. Nella conferenza dà però un indizio su un possibile escluso di lusso e sul suo sostituto: «Luis Alberto vuole palla sui piedi, ma a Torino è stato schierato sulla trequarti alle spalle di Ciro. Kamada è un giocatore completo». E infatti c’è il giapponese, stavolta più avanzato, con Isaksen dietro Immobile (favorito su Castellanos) per provare a risolvere il problema del gol: «Mi interessano entrambe le fasi, ma serve tempo e le statistiche contano sino a un certo punto. Il mio obiettivo è impiantare la mia mentalità vincente nella Lazio, attraverso le partite e ogni allenamento. La qualità sta nella testa, non solo nell’aspetto tecnico». […]  Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Rigore revocato alla Juve: ecco perché la decisione è giusta

Molte polemiche nella semifinale di andata di Coppa Italia tra Juventus-Lazio per un calcio di rigore concesso e poi revocato alla Juventus per chiaro intervento falloso di Vecino su Cambiaso.

L’OFR (on field review) con cui Massa ha certificato il fuorigioco di Cambiaso ha innescato una serie di polemiche che scaturiscono dalla scarsa conoscenza delle regole interpretative che stabiliscono il confine tra ‘giocata’ e ‘deviazione’. Se un difendente gioca volontariamente il pallone, rimette in gioco il giocatore avversario che si trovasse in posizione di offside. Se invece lo devia o lo tocca involontariamente, questo comportamento non sana la posizione dell’attaccante e che quindi va sanzionata. Dopo anni in cui l’interpretazione su quale comportamento andasse considerato come giocata e quale come deviazione, l’IFAB (International Football Association Board) a partire dalla stagione 2022/2023 ha chiarito in quali casi il comportamento del difendente vada considerato come volontario e in quali involontario.

Il ‘gioco deliberato’ per l’IFAB è quando un giocatore ha il controllo della palla con la possibilità di passarla a un compagno di squadra, di impossessarsene o di respingere la palla.

“Se il passaggio – prosegue l’IFAB – il tentativo di ottenere il possesso o la respinta da parte del giocatore in controllo di palla è impreciso o non riesce, ciò non annulla il fatto che il giocatore abbia ‘deliberatamente giocato’ la palla.

L’IFAB per togliere ogni dubbio passa ad elencare gli indicatori di un giocatore che abbia “giocato deliberatamente” la palla:

  • La palla arriva da lontano e i giocatori la vedono bene
  • La palla non si muove velocemente
  • La direzione della palla non è inaspettata
  • Il giocatore è solo e ha avuto il tempo di coordinare il movimento del proprio corpo
  • Una palla che si muove a terra è più facile da giocare di una palla in aria

Nel caso di Patric di ieri sera, la palla non arrivava da lontano, si muoveva velocemente, Patric era corpo a corpo e a contatto con Vlahovic e la palla era in aria. Quindi addirittura non uno solo degli indicatori era soddisfatto per propendere per giocata e non deviazione involontaria, ma addirittura 4 su 5. E ne sarebbe bastato anche uno solo.

Dispiace che una parte seppur piccola di giornalisti della carta stampata nazionale abbia deciso di fare disinformazione ignorando le linee guida IFAB.

Che il rigore non andasse concesso causa fuorigioco non è opinione, ma fatto.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Vecino: “Per essere perfetti con Tudor serve tempo, ripartiamo dal primo tempo”

Matias Vecino, centrocampista della Lazio, ha parlato ai microfoni di Sky dopo la sconfitta sul campo della Juventus nella semifinale d’andata di Coppa Italia: “È normale che quando arriva un nuovo allenatore voglia mettere le sue idee in campo. Oggi abbiamo fatto un buon primo tempo, ma il gol della Juve ci ha tagliato le gambe. È normale, con il tempo miglioreremo”.

Cosa è cambiato da Sarri a Tudor?
“Sicuramente difendere più a uomo, prima eravamo abituati a difendere a zona. Serve tempo, l’ho visto anche stasera nel primo tempo, abbiamo fatto cose buone”.

Cambiare così tanto vi ha creato un po’ di confusione?
“Per essere perfetti serve tempo. Ci sono state cose positive soprattutto visti i pochi allenamenti, ma abbiamo giocatori adatti per questo nuovo sistema di gioco”.

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FORMELLO

Lazio, Vecino torna prima: Tudor lo attende già a Formello

Un favore inaspettato. Bielsa ha deciso di mandare a casa alcuni giocatori che ha impiegato nel primo dei due impegni dell’Uruguay e che non avrebbe schierato nell’amichevole con la Costa d’Avorio. Questa sua decisone fa sì che Matias Vecino possa tornare prima a Formello. Il centrocampista ex Inter conoscerà quindi il nuovo allenatore Tudor prima di quanto programmato inizialmente. Resta aggiornato su tutte le notizie di casa Lazio seguendo il sito Radiosei.it.