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La Lazio riparte dalla difesa: è il reparto che verrà toccato meno. In uscita Hysaj…

La Lazio in vista della prossima stagione ripartirà dalla difesa. Questa la certezza. Il reparto arretrato dei biancocelesti, rispetto a un anno fa, ha convinto meno: dai 30 gol incassati nel 2022-23 è passato infatti ai 39 dell’ultima edizione della serie A. Eppure appena quattro squadre (Inter, Juventus, Bologna e Torino) hanno incassato meno di Romagnoli e compagni. Il calo fino al settimo posto in classifica, insomma, non è dovuto a questo. Ecco perché il reparto che meno verrà toccato in estate sarà proprio quello arretrato. Baroni ieri durante la riunione con Fabiani ha ribadito il desiderio che arrivi un terzino (Cabal, che lui ha allenato a Verona, è un’opzione) e ha avallato l’eventuale cessione di Hysaj. Lotito ha un buon rapporto con il presidente dei gialloblù Setti, che per motivi di bilancio vorrebbe fare alcune operazioni in uscita entro fine mese, ma per la Lazio il difensore non è una priorità. Al centro, invece, solo conferme: Romagnoli, Gila, Patric e Casale sono tutti confermati. Il direttore sportivo Fabiani ha più volte spiegato che la società non intende blindare nessuno, che tutti, di fronte a una buona offerta, sono cedibili. Ma c’è l’intenzione di ripartire da quel quartetto di fronte a Provedel e Mandas. Dopo anni in cui la difesa faticava, da un paio di stagioni è invece il punto forte della Lazio. E quello dal quale si intende ripartire per dare continuità.

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Lazio, con l’addio di tanti big servirà un nuovo equilibrio

Uno dei compiti del nuovo allenatore della Lazio Marco Baroni in vista della prossima stagione sarà quello di creare una nuova armonia nello spogliatoio. Nell’ultimo anno il presidente Claudio Lotito e il direttore sportivo Angelo Fabiani hanno più volte lanciato frecciate ai giocatori della rosa, colpevoli, a loro dire, di aver anteposto i propri interessi personali a quelli della squadra. Negli ultimi 12 mesi hanno lasciato Formello alcuni calciatori importanti all’interno dello spogliatoio (Radu, Milinkovic, Felipe Anderson, Luis Alberto…). Gente che a Roma è rimasta a lungo, che nel gruppo squadra aveva peso. Senza tener conto dell’apporto tecnico che tali figure garantivano. I loro addii lasciano anche un buco carismatico. Dovranno essere responsabilizzati alcuni giovani, che nella stagione appena terminata non sono emersi (come per esempio Isaksen o Rovella), ma dovranno assumere un ruolo ancor più centrale calciatori come Marusic (che con Immobile e Cataldi che non sono sicuri del posto spesso indosserà la fascia da capitano) e Romagnoli.

Il difensore ex Milan, durante l’anno, anche a causa di un infortunio al polpaccio che lo ha tenuto fuori da novembre a gennaio, raramente ha parlato nei momenti di difficoltà. Ha fatto rumore più che altro il suo atteggiamento quando, a marzo, ha polemizzato con il presidente per il ritiro deciso dalla società. Ora il club si aspetta che diventi più leader. Al Milan, d’altronde, era capitano non a caso. A Formello si aspettano tanto anche da Guendouzi, sempre che resti (lui sogna di tornare in Premier League), ma qualche nuova personalità all’interno dello spogliatoio dovrà emergere. L’ambiente appiattito e la squadra intorpidita di cui ha parlato Sarri hanno bisogno di una scossa. Patric in tal senso negli anni ha scalato le gerarchie e in più di un’occasione è andato controcorrente, tirando anche pubblicamente le orecchie ai compagni, ma non può essere l’unico. In una società con pochi dirigenti come quella biancoceleste, è ancor importante che ci siano persone di personalità fra i calciatori. Qualcuno in grado di responsabilizzare il gruppo. Anche per evitare che con i primi risultati negativi si appiattisca nuovamente tutta la rosa.

A Formello puntano anche molto su Castellanos (seguito dal Girona, con Lotito che però non vuole venderlo per meno di 20 milioni), che però ha sofferto il dualismo con Immobile e che dovrà accettare quel col nuovo centravanti (favorito Noslin del Verona). Proprio per questo pure gli innesti del mercato dovranno portare personalità. Starà poi a Baroni creare un nuovo equilibrio interno.

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Lazio, obiettivo abbattimento dei costi: tagliati gli ingaggi top

La Lazio ha sprecato una grandissima occasione. Nella stagione appena terminata la Lazio aveva un monte ingaggi di poco inferiore agli 80 milioni (lordi, bonus esclusi), la seconda più alta della gestione Lotito dopo quella, anche in quel caso sfruttando la partecipazione in Champions League, del 2020-21. I quattro giocatori offensivi più pagati della rosa sono stati Ciro Immobile, Luis Alberto (7,4 milioni a testa), Daichi Kamada (4,7) e Felipe Anderson (2,8), per un totale di 22,3 milioni spesi. Insieme hanno però totalizzato appena 23 gol. Troppo poco. Non un caso che, tranne il capitano biancoceleste, abbiano tutti già lasciato Formello. Luis Alberto, che aveva rinnovato a inizio stagione con tanto di aumento, è passato all’Al Duhail, in Qatar, Felipe Anderson al Palmeiras in Brasile e Kamada al Crystal Palace in Inghilterra. I giocatori sui quali i biancocelesti avevano puntato maggiormente, in un’annata così importante, non hanno reso, in base agli investimenti, tanto quanto la società si aspettava. Il ridimensionamento passa proprio da qui, dal loro taglio.

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Lazio, i centrocampisti da anni assicurano sempre meno gol

La Lazio in appena un anno ha perso due centrocampisti che hanno fatto la storia del club: prima Milinkovic, che con 69 gol è il più prolifico di sempre, ora Luis Alberto, che inseguiva il serbo a quota 52. Entrambi sono rimasti a Roma per 8 anni, totalizzando in media 8,6 reti a stagione il serbo e 6,5 il Mago. Questo senza contare gli assist sfornati. Prima di lasciare la Lazio il tecnico Igor Tudor aveva chiesto giocatori che potessero aiutare la squadra ad aumentare la pericolosità sotto porta. I numeri, d’altronde, contano. Non un caso che per gran parte del campionato appena terminato si sia parlato di quanto pesasse l’assenza di Milinkovic in tal senso. Con l’addio di Luis Alberto è difficile immaginare che la situazione possa migliorare. Nel 2020-21 la Lazio ha finito il campionato con 20 gol dei centrocampisti, confermandosi nel torneo successivo. I biancocelesti sono poi scesi a 19 nel 2022-23 (l’ultimo con entrambi in rosa), chiudendo con 16 centri nel 2023-24.

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Lazio, con Luis Alberto e Milinkovic ha perso 121 gol in un anno

Luis Alberto è andato in Qatar, all’Al Duhail. La Lazio così un anno dopo l’addio di Milinkovic, perde 121 gol complessivi. Sono i due centrocampisti che in assoluto hanno segnato di più con i biancocelesti. Sta alla società ora riuscire a fare in modo che il centrocampo riesca a dare un contributo in fase offensiva. Perché la Lazio, altrimenti, rischia di abbassare ulteriormente la propria quota gol. Resta informato sulla Lazio seguendo il sito Radiosei.it.

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“La pelota siempre al diez”: Luis Alberto e la sua avventura a Roma sulle montagne russe

Luis Alberto all’Al-Duhail, finisce un’era in casa Lazio. Inizia l’avventura di Luis lontano da Roma. Su Instagram ha postato le immagini dei suoi otto anni in biancoceleste: “Grazie di tutto”, il suo saluto. Poi il comunicato della Lazio: “La S.S. Lazio informa di aver ceduto definitivamente il calciatore Luis Alberto Romero Alconchel, con effetti dalla stagione sportiva 2024/2025, al club Al-Duhail affiliato alla federazione del Qatar”.

Quando il 31 agosto del 2016 la Lazio ufficializzò l’acquisto di Luis Alberto, a titolo definitivo dal Liverpool per circa 5 milioni di euro, non si registrarono particolari sussulti. Anzi il colpo last minute dei biancocelesti passò sotto silenzio. Lo spagnolo veniva da due stagioni in prestito in patria. La prima anonima, con 2 gol in 20 presenze totali con la maglia del Malaga, la seconda ha visto lo spagnolo segnare 6 reti in 31 presenze con il Deportivo la Coruna.

In Inghilterra, al momento della cessione di Luis Alberto, i tabloid evidenziavano come alla fine il club di Anfield non ci avesse rimesso più di tanto, avendo incassato soltanto 3 milioni in meno rispetto a quelli sborsati nell’estate del 2013 per prelevarlo dal Siviglia.

Il Liverpool non ha aspettato Luis Alberto, la Lazio, e Inzaghi, invece si. Il fantasista, passato nel volgere di pochi mesi da mera comparsa a indispensabile trascinatore tecnico. Uno di quei giocatori per cui vale la pena pagare il prezzo del biglietto. Un ambientamento comunque complicatissimo, durato molto più del dovuto con allegata crisi psicologica ” A febbraio avevo pensato di lasciare il calcio , ma ho lavorato sulla mia testa, anche con il mio mental coach, e adesso non voglio fermarmi più”. La forza di Luis è stata indubbiamente la versatilità. Nasce trequartista, ma con la possibilità di giocare esterno offensivo, mezzala, seconda punta e nei momenti di emergenza anche centrocampista centrale.

Repertorio tecnico di prim’ordine, intelligenza tattica, visione di gioco, maestria nel dispensare assist e vizio del gol. Alla Lazio ha vissuto i momenti migliori della sua carriera, scaldando il cuori dei tifosi biancocelesti.

307 presenze, 52 gol e 79 assist, due Supercoppe e due Coppe Italia con la maglia biancoceleste. Con Simone Inzaghi l’apice. L’attuale allenatore dell’Inter sapeva come prenderlo e difenderlo.

Da mezz’ala nel 4-3-3 di Sarri ha giocato con una continuità mai avuta prima. Con Tudor invece è arrivato subito allo scontro, tanto da chiedere la cessione pubblicamente. Il rimpianto più grande del centrocampista spagnolo, quello di non aver giocato neanche un minuto nell’ultima gara con la maglia biancoceleste davanti ai propri tifosi. Forse anche quello di non aver mai segnato in Champions.

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Lazio, Luis Alberto lascia senza gol all’Olimpico dal febbraio 2023

Luis Alberto e la Lazio, una storia di alti e bassi. Dopo aver rinnovato il proprio contratto con la Lazio a inizio stagione, diventando il giocatore più pagato della rosa (4 milioni a stagione, al pari di Immobile), lo spagnolo, durante l’anno, non è però riuscito a rendere per come il club si aspettava. Per questo la sua cessione, a caldo, sta pesando poco sull’umore (già basso, in realtà…) dei tifosi laziali. Ad aprile, dopo la partita con la Salernitana, il Mago ha più rilasciato un’intervista che ha spiazzato tutti. “Non so quale sia il progetto della Lazio – disse -, ma so che questa è la mia ultima stagione qui. Non voglio più prendere un euro dalla Lazio. Ho già chiesto la rescissione del contratto. Credo che sia arrivato il momento di farmi da parte”. In realtà il direttore sportivo Angelo Fabiani smentì la sua ricostruzione. Fra i due c’era infatti un accordo per discutere del futuro a fine stagione. Troppo forte però il richiamo dei soldi qatarioti. E così Luis Alberto ha deciso di rompere. E la Lazio ha venduto un giocatore, arrivato nel 2016, che in campo spesso ha incantato, ma fuori troppe volte ha creato tensioni. E all’Olimpico non segna dal febbraio del 2023. In biancoceleste chiude con due Supercoppe Italiane (2017 e 2019) e una Coppa Italia (2019).

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Guendouzi, occhio all’Aston Villa: gli scenari possibili

Matteo Guendouzi è stato indicato come uno dei punti fermi per la prossima stagione della Lazio. Il ‘problema’ dei rapporti logori con Tudor è stato superato, ma il mercato è aperto e il francese è uno dei pezzi pregiati dei biancocelesti. Arrivato l’estate scorsa a Roma, è tornato immediatamente ad alti livelli, quelli raggiunti in Inghilterra, dopo l’esperienza in Germania e in Francia. Ora, la linea della Lazio è chiara: Guendouzi è uno dei cardini della rosa, ma ovviamente un’offerta importantissima non può passare inosservata.

Attenzione all’Aston Villa. Il club inglese ha chiuso la Premier da quarta in griglia, qualificandosi per la prossima Champions League. Emery ha mostrato un interesse concreto per il centrocampista della Lazio, ma non ha fatto recapitare a Formello nessuna offerta. Almeno, finora. Occhio agli incastri: Douglas Luiz, perno dei Villans, sta per vestire il bianconero della Juventus. Secondo Sky Sport, l’affare prevede 18-20 milioni cash più i cartellini di Mckennie e Ilig Junior.

Trattativa in dirittura d’arrivo e quindi, per Emery (che Guendo lo conosce bene), ulteriori fondi da riversare in un’eventuale offerta alla Lazio. E’ solo uno degli scenari possibili. La Lazio, dal canto suo, ha una posizione di vantaggio. Ce l’ha grazie ad un contratto ancora lungo e perché il giocatore non sta battendo i piedi per lasciare Roma.

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Lazio, da Marusic a Vecino: chi affronta la stagione in scadenza di contratto

Marusic, Vecino, Hysaj, Diego Gonzalez, André Anderson e Pedro, fresco di rinnovo automatico. Questa la lista dei calciatori della Lazio il cui contratto scadrà nel 2025. Il canario e l’albanese sembrano i profili più lontani dalla permanenza, al momento. Pedro potrebbe risolvere il contratto questa estate, oppure essere ceduto previo un minimo indennizzo. La Lazio sta cercando Cabal, terzino sinistro del Verona, che potrebbe affiancare Luca Pellegrini e quindi, scalzare Hysaj. Per la Lazio l’opportunità di monetizzare su un giocatore preso a parametro zero. Stesso discorso, tecnicamente, per Matias Vecino.

La differenza sostanziale è che l’uruguagio ha dimostrato di essere ancora un elemento decisivo, anche nella scorsa stagione e viaggia verso la conferma. Discorso diverso per Diego Gonzalez e André Anderson. Il secondo verosimilmente lascerà la Lazio a parametro zero, mentre per Gonzalez è possibile un rinnovo di contratto con l’ipotesi prestito sullo sfondo. Diego non farà certamente parte della Primavera la prossima stagione.

Ultimo, ma non per importanza, Adam Marusic. Il montenegrino non ha mai perso il posto da titolare, nonostante i cambi di tecnico e di modulo. Non è esclusa l’ipotesi del rinnovo contrattuale. Per lui si era parlato di interessamenti arabi, il giocatore ha mercato, ma per la Lazio la possibilità di portarlo a scadenza non rappresenta un grande danno economico, vista la lunga permanenza a Roma del giocatore (settimo anno).

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Lazio-Baroni, ecco lo staff storico che potrebbe seguirlo

Come riportato dal Corriere dello Sport il tecnico ha dei fedelissimi che dovrebbero accompagnarlo nell’avventura biancoceleste.

Il vice storico di Marco Baroni é Fabrizio del Rosso. Al Verona all’interno dello staff c’erano Nicola Lami collaboratore tecnico, Massimo di Pasquale e Luigi Sassanelli, entrambi preparatori dei portieri e Giovanni De Luca e Federico Di Dio preparatori atletici.

Capiremo nelle prossime ore se saranno questi i nomi che andranno a comporre lo staff di mister Baroni alla Lazio.