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CALCIOMERCATO

Chiesa verso il ritorno in Italia: per la Lazio possibile solo in caso…

Come riportato nell’edizione di oggi del Messaggero, la Lazio rimane interessata al profilo di Federico Chiesa, ma i biancocelesti affonderebbero il colpo soltanto in caso di cessione di Mattia Zaccagni. Per questo motivo, nonostante l’approvazione di Maurizio Sarri per l’arrivo del classe 1997, l’operazione non sembra destinata a concretizzarsi. Sull’esterno del Liverpool infatti è forte l’interesse del Napoli, che al momento sarebbe in pole position per assicurarsi le prestazioni del giocatore. Giocatore che dal canto suo vorrebbe tornare in Italia per provare a rientrare nel giro della Nazionale, anche a patto di ridursi l’ingaggio da 7, 5 milioni che percepisce in Inghilterra.

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APPROFONDIMENTI

“La pelota siempre al diez”: Luis Alberto e la sua avventura a Roma sulle montagne russe

Luis Alberto all’Al-Duhail, finisce un’era in casa Lazio. Inizia l’avventura di Luis lontano da Roma. Su Instagram ha postato le immagini dei suoi otto anni in biancoceleste: “Grazie di tutto”, il suo saluto. Poi il comunicato della Lazio: “La S.S. Lazio informa di aver ceduto definitivamente il calciatore Luis Alberto Romero Alconchel, con effetti dalla stagione sportiva 2024/2025, al club Al-Duhail affiliato alla federazione del Qatar”.

Quando il 31 agosto del 2016 la Lazio ufficializzò l’acquisto di Luis Alberto, a titolo definitivo dal Liverpool per circa 5 milioni di euro, non si registrarono particolari sussulti. Anzi il colpo last minute dei biancocelesti passò sotto silenzio. Lo spagnolo veniva da due stagioni in prestito in patria. La prima anonima, con 2 gol in 20 presenze totali con la maglia del Malaga, la seconda ha visto lo spagnolo segnare 6 reti in 31 presenze con il Deportivo la Coruna.

In Inghilterra, al momento della cessione di Luis Alberto, i tabloid evidenziavano come alla fine il club di Anfield non ci avesse rimesso più di tanto, avendo incassato soltanto 3 milioni in meno rispetto a quelli sborsati nell’estate del 2013 per prelevarlo dal Siviglia.

Il Liverpool non ha aspettato Luis Alberto, la Lazio, e Inzaghi, invece si. Il fantasista, passato nel volgere di pochi mesi da mera comparsa a indispensabile trascinatore tecnico. Uno di quei giocatori per cui vale la pena pagare il prezzo del biglietto. Un ambientamento comunque complicatissimo, durato molto più del dovuto con allegata crisi psicologica ” A febbraio avevo pensato di lasciare il calcio , ma ho lavorato sulla mia testa, anche con il mio mental coach, e adesso non voglio fermarmi più”. La forza di Luis è stata indubbiamente la versatilità. Nasce trequartista, ma con la possibilità di giocare esterno offensivo, mezzala, seconda punta e nei momenti di emergenza anche centrocampista centrale.

Repertorio tecnico di prim’ordine, intelligenza tattica, visione di gioco, maestria nel dispensare assist e vizio del gol. Alla Lazio ha vissuto i momenti migliori della sua carriera, scaldando il cuori dei tifosi biancocelesti.

307 presenze, 52 gol e 79 assist, due Supercoppe e due Coppe Italia con la maglia biancoceleste. Con Simone Inzaghi l’apice. L’attuale allenatore dell’Inter sapeva come prenderlo e difenderlo.

Da mezz’ala nel 4-3-3 di Sarri ha giocato con una continuità mai avuta prima. Con Tudor invece è arrivato subito allo scontro, tanto da chiedere la cessione pubblicamente. Il rimpianto più grande del centrocampista spagnolo, quello di non aver giocato neanche un minuto nell’ultima gara con la maglia biancoceleste davanti ai propri tifosi. Forse anche quello di non aver mai segnato in Champions.

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INDISCREZIONI

Lazio, proposto Karius: i dettagli

Secondo l’edizione odierna de ‘Il Messaggero’, alla Lazio è stato proposto Loris Karius. Ex portiere del Liverpool – adesso svincolato – protagonista di uno degli errori più incredibili nella storia della Champions League, in finale contro il Real Madrid. Ha trascorso gli ultimi anni in Turchia (Besiktas) e in Germania (Union Berlino) senza mai ottenere un nuovo contratto. Quello con il Liverpool è scaduto, secondo il quotidiano ci sarebbe il gradimento di Sarri, ma è – ovviamente – una soluzione di ripiego.

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APPROFONDIMENTI

Lucas Leiva al passo d’addio: l’Olimpico pronto a ringraziare il perno della Lazio

A meno di clamorose sorprese, quella di sabato -contro l’Hellas Verona- sarà l’ultima apparizione in maglia biancoceleste per Lucas Leiva. Il centrocampista brasiliano chiuderà il quinquennio romano con la 198esima presenza con la Lazio. I numeri sono interessanti certo, i 4 gol (equamente divisi fra Europa League e Serie A) però non raccontano affatto l’importanza del giocatore. Successore di Lucas Biglia, ma con caratteristiche diametralmente opposte rispetto a quelle dell’argentino. Tatticamente fondamentale per dar vita al centrocampo di Inzaghi, per reggere il ‘peso’ di giocatori offensivi come Milinkovic e Luis Alberto. Solido, carismatico. Maestro nel leggere le linee di passaggio e pulito nel gioco corto. E’ entrato nel cuore dei tifosi della Lazio perché è uno che da tutto, che non si risparmia mai, che non toglie mai la gamba. Probabilmente farà ritorno in Brasile, nel ‘suo’ Gremio, dopo una campagna europea straordinaria. Con i biancocelesti ha vinto tre trofei: due Supercoppa Italiana (2017; 2019) e una Coppa Italia (2017) in cui, fra l’altro, serve l’assist a Milinkovic direttamente da corner. L’Olimpico è pronto a tributargli in giusto saluto, saranno più di 40.000 i laziali presenti per l’ultima partita di Lucas Leiva.

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CALCIOMERCATO

Attacco, fasce da completare: idea Minamino: il Liverpool può liberarlo per 10 milioni

Nel reparto avanzato ma sugli esterni (confermati Zaccagni, Anderson, Pedro e Romero ma ne serve un altro) dall’Inghilterra è arrivata la voce che la Lazio nelle ultime ore si sarebbe mossa sulle tracce dell’esterno del Liverpool Takumi Minamino: il giapponese letale contro la Lazio con la maglia del Salisburgo qualche anno fa, ha compiuto 27 anni lo scorso 16 gennaio. É alto 1,74, è un destro naturale che gioca principalmente come esterno offensivo di sinistra. Nell’ultima stagione ha disputato 24 presenze realizzando 10 gol. Viene valutato 10 milioni e soprattutto ha un ingaggio di 4 milioni che però può essere ammortizzato grazie al Decreto Crescita. Il nuovo sponsor tecnico, l’azienda giapponese Mizuno potrebbe spingere Lotito a puntare su questo giocatore, peraltro molto interessante. Il Tempo

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DICHIARAZIONI

Leiva: “Immobile fra i primi 10 al mondo, Milinkovic come Zlatan”

Lucas Leiva ha rilasciato un intervista al portale ‘The Athletic’. Lazio, Liverpool, Klopp e Inzaghi: Il brasiliano ha toccato più punti, ma partiamo da Ciro Immobile. “E nella lista dei migliori 10 attaccanti del mondo, forse tra i primi cinque. Forse la gente non parla molto di lui, ma qui in Italia è probabilmente considerato il miglior attaccante del campionato. E’ un ‘natural finisher’, uno che sbaglia poco“.


MILINKOVIC


“E’ lo Zlatan Ibrahimovic dei centrocampisti; ha tutto quello che deve avere un top player. È fisicamente molto forte. Nel gioco aereo è determinante, ma anche con la palla è fantastico. Può fare assist e segnare gol. Ha un ottimo tiro ed è un giocatore che migliora ogni anno. Ha tutte le qualità per giocare ai massimi livelli. Di sicuro, è uno dei migliori giocatori con cui ho giocato“.


INZAGHI e KLOPP


“Inzaghi è un grande allenatore. Per me è stato davvero importante. Penso sia stato l’allenatore con cui ho giocato più partite. Gli ultimi quattro anni con lui sono stati probabilmente uno dei momenti migliori della mia carriera. Mi ha dato molta fiducia, abbiamo avuto successo insieme e abbiamo vinto. Klopp? Prima di tutto, è una persona fantastica, un grande uomo, molto onesto. Ho imparato molto nei due anni trascorsi con lui. Ho seguito molti dei consigli che mi ha dato. Appena arrivato al club sentivamo che le cose stavano cambiando e che sarebbero tornati i grandi momenti del Liverpool. Probabilmente il mio tempo al club stava volgendo al termine. Stavo giocando un po’ meno, quindi a volte ero frustrato. Ricordo di aver parlato con lui un giorno e lui disse: ‘Lucas, a volte non posso dire quello che vuoi sentire, sai’. Questa è la frase che ricordo perché a volte è difficile ascoltare qualcosa che non vuoi ma è meglio perché poi ti fa migliorare e rifletterci su. Quindi è qualcosa che porto con me fino ad oggi e come ho detto è stato fantastico lavorare con lui. Il nostro rapporto è ancora molto buono ed è questo che conta alla fine”.

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APPROFONDIMENTI

Vieira, Vitinha ed Evanilson: ecco perché il Porto ha ceduto (bene) a gennaio

Luis Diaz, Jesus ‘Tecatito’ Corona e Sergio Oliveira. Il Porto – nell’ultima finestra di mercato – ha ceduto pezzi importanti della propria rosa, monetizzando (per Diaz e Corona circa 65 milioni di euro) ma anche in prestito (Oliveira alla Roma, con diritto di riscatto). Ma come mai un club di blasone internazionale, reduce da un girone Champions nel quale ha più volte sfiorato la qualificazione, ha deciso di lasciar partire pezzi così pregiati?


La risposta va ricercata nella politica aziendale che – da sempre – contraddistingue il Porto. Non è un caso infatti, che Conceicao abbia avallato il trasferimento dei tre giocatori. ‘ I ‘Dragoes’ rinnovano spesso e volentieri la loro rosa privilegiando la crescita dei loro giovani talenti, anche a discapito di nomi importanti. Tre nomi per chiarire meglio il concetto: Fabio Vieira, Evanilson e Vitinha. Sono questi – di fatto – i tre elementi ad aver preso il posto dei partenti, anche se non caratteristiche leggermente diverse. Il primo è – probabilmente – il giocatore di maggior talento sbocciato dalla primavera del club. Classe 2000, è un trequartista che ama partire da destra ed entrare nel campo. Mancino, ma capace di calciare bene con entrambi i piedi. E’ andato in gol nell’ultima di campionato contro lo Sporting Lisbona. Evanislon invece è un attaccante, scuola Fluminense, che calcia con entrambi i piedi. Classe ’99, è diventato il partner di Taremi ed ha messo a segno in stagione 13 gol in 27 presenze (spesso da subentrante). Ultimo – ma non per qualità – Vitinha. Altro ‘2000, cresciuto nelle giovanili del Porto ma di ritorno dall’esperienza con il Wolverhampton. 28 partite in stagione, è un centrocampista centrale che ha – di fatto – raccolto il testimone di Sergio Oliveira.

Insomma, per il Porto era ‘semplicemente’ arrivato il momento di ‘liberare’ spazio per i suoi talenti, rimanendo fedele al piano societario di cui sopra. La Lazio dunque, affronterà un avversario di alto livello, con giovani forti e motivati che Conceicao – già prima della partenza di Diaz e compagni – aveva già avuto modo di inserire nelle rotazioni.