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CALCIOMERCATO

Vitinha, il sogno di Sarri per la regia in orbita top-club europei

Quello di Vitinha è il nome caldo per il la regia della Lazio. Il calciatore portoghese è attualmente in forza al Porto ma secondo quanto riferito dal quotidiano lusitano Record sarebbe finito nel mirino anche del Bayern Monaco, con i bavaresi che ora sarebbero addirittura in pole. Con Lucas Leiva in scadenza e con la valigia pronta, davanti alla difesa rimarrebbe solo Cataldi, per questo a Maurizio Sarri servirà un volto nuovo.


Lazio-Vitinha, ostacoli e speranze


Messosi in mostra nella doppia sfida di Europa League contro i biancocelesti, il 22enne viene valutato 25 milioni di euro, una cifra piuttosto elevata che potrebbe già costituire un problema per le casse della Lazio. L’entrata prepotente del Bayern Monaco, poi, secondo Record, potrebbe rendere la trattativa per portarlo nella Capitale ancora più complessa. Ma non sarebbe finita qui, perché sempre secondo le fonti del quotidiano portoghese, Vitinha è osservato speciale anche in Premier League. La Lazio, insomma, dovrebbe cercare di accelerare per accontentare Sarri e regalargli in sede di mercato l’uomo davanti alla difesa, la mente e la regia della Lazio del futuro. Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Sarri ed il play ideale: Vitinha e Lopez i preferiti

Capitolo regista del futuro, ruolo chiave per il 4-3-3 ed i principi di gioco di Sarri. Affronta il tema “Il Messaggero” che sottolinea come a gennaio il tecnico sia tornato invano alla carica col nome di Ricci (finito poi dall’Empoli al Torino), più abbordabile dello juventino Arthur, per lo stipendio fuori portata. Adesso per il prossimo mercato ci sono altri due pupilli nella lista: il 24enne francese Maxime Lopez del Sassuolo, ma soprattutto il 22enne del Porto Vitinha. Per entrambi è però di 20 milioni la richiesta minima, anche se sul secondo il riscatto dal Wolverhampton e l’intermediazione dell’agente-amico Mendes possono facilitare la trattativa. 

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APPROFONDIMENTI

Vitinha, dalla sfida con la Lazio agli elogi di Sarri: il regista perfetto per il “Comandante”

Vitinha è l’architetto del Porto, la prima fonte di gioco

Sergio Conceição gli affida il compito più delicato: dare un’impronta, in termini di creatività e organizzazione, al 4-4-2. E’ un regista-mediano, ha tolto il posto a Sergio Oliveira, ceduto a gennaio alla Roma in prestito con diritto di riscatto. Con Pepe, che governa la difesa, è la pedina che incide di più nella squadra di Sergio Conceição: ordine, logica, ritmo, distruzione del pallone, tempi di manovra. Ha ventidue anni, è tornato al Porto nella scorsa estate, dopo che il Wolverhampton aveva provato a riscattarlo a una cifra inferiore rispetto a quella pattuita: dodici milioni. Sergio Conceição gli ha consegnato le chiavi del motore.

IL RUOLO DI JORGE MENDES 

Vitinha è cresciuto allo stadio “do Dragão“, nel vivaio del club di Pinto Da Costa. E’ gestito da Jorge Mendes e ha un contratto in scadenza nel 2024: l’idea dei dirigenti è quella di cederlo a luglio. Vitinha è quel tipo di giocatore che manca alla Lazio di Sarri, rivale del Porto in Europa League. Non è un caso che il tecnico biancoceleste, alla vigilia della sfida di stasera, ne abbia sottolineato il valore, indicandolo come uno dei tesori di Sergio Conceição insieme con Fabio Vieira, ventuno anni, seconda punta. “Sono due giovani di livello e hanno qualità straordinarie”.

IL PORTOGALLO UNDER 21

Vitinha è nato il 13 febbraio del 2000 a Santo Tirso, è alto un metro e 72, è un destro naturale, ha la fascia di capitano nella nazionale portoghese Under 21 di Rui Jorge. Nel Porto indossa la maglia numero 20. Il suo gemello di reparto, nel 4-4-2, davanti alla difesa, è il colombiano Mateus Uribe, mediano, trent’anni, ex Atletico Nacional ed ex America di Città del Messico, pressing e forza nei contrasti. Vitinha si è fatto apprezzato anche in Champions (sei presenze), prima che il Porto venisse retrocesso in Europa League, arrivando terzo nel girone davanti al Milan. Diciotto partite in campionato, due gol (al Portimonense e all’Arouca), quattro gare e una rete in Coppa del Portogallo. L’esperienza nel Wolverhampton ha aiutato il suo processo di crescita: diciannove partite in Premier, un impatto positivo e un gol in FA Cup contro il Chorley

Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Vieira, Vitinha ed Evanilson: ecco perché il Porto ha ceduto (bene) a gennaio

Luis Diaz, Jesus ‘Tecatito’ Corona e Sergio Oliveira. Il Porto – nell’ultima finestra di mercato – ha ceduto pezzi importanti della propria rosa, monetizzando (per Diaz e Corona circa 65 milioni di euro) ma anche in prestito (Oliveira alla Roma, con diritto di riscatto). Ma come mai un club di blasone internazionale, reduce da un girone Champions nel quale ha più volte sfiorato la qualificazione, ha deciso di lasciar partire pezzi così pregiati?


La risposta va ricercata nella politica aziendale che – da sempre – contraddistingue il Porto. Non è un caso infatti, che Conceicao abbia avallato il trasferimento dei tre giocatori. ‘ I ‘Dragoes’ rinnovano spesso e volentieri la loro rosa privilegiando la crescita dei loro giovani talenti, anche a discapito di nomi importanti. Tre nomi per chiarire meglio il concetto: Fabio Vieira, Evanilson e Vitinha. Sono questi – di fatto – i tre elementi ad aver preso il posto dei partenti, anche se non caratteristiche leggermente diverse. Il primo è – probabilmente – il giocatore di maggior talento sbocciato dalla primavera del club. Classe 2000, è un trequartista che ama partire da destra ed entrare nel campo. Mancino, ma capace di calciare bene con entrambi i piedi. E’ andato in gol nell’ultima di campionato contro lo Sporting Lisbona. Evanislon invece è un attaccante, scuola Fluminense, che calcia con entrambi i piedi. Classe ’99, è diventato il partner di Taremi ed ha messo a segno in stagione 13 gol in 27 presenze (spesso da subentrante). Ultimo – ma non per qualità – Vitinha. Altro ‘2000, cresciuto nelle giovanili del Porto ma di ritorno dall’esperienza con il Wolverhampton. 28 partite in stagione, è un centrocampista centrale che ha – di fatto – raccolto il testimone di Sergio Oliveira.

Insomma, per il Porto era ‘semplicemente’ arrivato il momento di ‘liberare’ spazio per i suoi talenti, rimanendo fedele al piano societario di cui sopra. La Lazio dunque, affronterà un avversario di alto livello, con giovani forti e motivati che Conceicao – già prima della partenza di Diaz e compagni – aveva già avuto modo di inserire nelle rotazioni.