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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gattuso vuole puntare su Rovella. Ma ora è lui ad avere pensieri d’addio: il confronto con il tecnico

Il centrocampista non è certo della permanenza: la situazione.

Il calvario è finito, ma il futuro di Rovella non è più così certo. Non è la Lazio a rimetterlo in discussione, ma lui stesso nei primi colloqui con Gattuso. Se un anno fa, infatti, Nicolò si sarebbe incatenato a Formello, adesso, riporta Il Messaggero, la chiamata di una big potrebbe tentarlo. Lo ha detto espressamente a Rino, che lo stima dai tempi della Nazionale e teme ancora di perderlo. Il tecnico gli ha promesso di farne un punto fermo della sua nuova Lazio. Chissà se basterà a scacciare i suoi pensieri d’addio. Di certo, ora Rovella va coccolato dopo una stagione da incubo. Il brusco stop a settembre 2025, l’inutile terapia conservativa per curare la pubalgia, poi l’intervento, la riabilitazione, il rientro e la nuova frattura scomposta della clavicola rimediata nella caduta all’Unipol Domus, dopo uno scontro col cagliaritano Ze Pedro. Nicolò ha persino recuperato in anticipo per giocare la Coppa Italia e il finale di campionato, non ha trovato nessuna consolazione con la Lazio, e ora sta riflettendo. C’era già rimasto male la scorsa estate, quando Lotito pensava di venderlo all’Inter a 45-50 milioni (o di inserirlo in uno scambio con Frattesi, tornato guarda caso di moda a gennaio), prima di scoprire il blocco del mercato estivo.

Non più a cifre da capogiro ma il baratto e la telenovela, si legge, potrebbero tornare di moda, se l’Inter dovesse decidere di rinunciare a Calhanoglu. I tormenti fisici di Rovella non hanno infatti mai intaccato il gradimento di Chivu. Nicolò invece si illude, almeno per il momento, pensando che Sarri possa chiamarlo nella sua nuova avventura a Bergamo. Mau si era goduto i «numeri da Jorginho» contro il Verona, ma ha altri antichi pupilli (vedi Ricci) per l’Atalanta in cabina di comando. Ci sono ancora interessi dalla Premier, l’agente Riso farà presto un punto con Lotito, che ancora non ha smesso di pagare il suo assistito e Pellegrini (scatta ora la terza rata dei 21 milioni del riscatto obbligatorio dalla Juventus). Dopo una stagione così sarebbe il peggior frangente per far cassa con il 24enne e dover trovare poi anche un sostituto, ma nulla va escluso.

Gattuso, conclude il quotidiano, prega perché nessuno bussi alla porta della Lazio perché punta su Rovella play, Cataldi e Patric sono solo alternative in quel ruolo. Oltretutto Nicolò potrebbe dare il meglio, come con Guendouzi nel 2024, se Rino confermasse pian piano la sua idea di tornare al 4-2-3-1.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri di nuovo senza regista: col Pisa Basic vertice basso

Da inizio stagione in regia è stato un susseguirsi di infortuni.

Tre su tre fuori, salvo sorprese o recuperi che avrebbero poco senso vista l’importanza (inesistente) della prossima partita. L’unica consolazione, amarissima, è che ormai non c’è più niente in ballo. Rovella squalificato (un turno e 10.000 euro di multa), Cataldi e Patric infortunati. Basic in preallarme, dovrebbe, riporta il Corriere dello Sport, toccare a lui contro il Pisa per mancanza di alternative. Il croato vertice basso del centrocampo, quindi. A parte Belahyane, mai preso in considerazione, non ci sono altre soluzioni. Una vera maledizione, iniziata a settembre e praticamente mai interrotta. Più giornate out che in campo, in regia è stato un susseguirsi di infortuni trascinati e improvvisi, problemi tornati a bussare e altri fortuiti. Sabato l’ennesima gara con le pedine contate o giocatori da adattare.

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Lazio, rebus playmaker: finalmente Sarri può scegliere il regista

Le gerarchie non fisse, fino ad ora sono state modificate strada facendo.

Poche settimane fa Sarri era rimasto senza nemmeno un play. Rovella ha trascorso più tempo ai box che in campo, Cataldi si era fermato contro il Sassuolo per un problema al polpaccio. Vecino ceduto nel mercato di gennaio, Basic frenato dalla lesione muscolare fino alla trasferta di Firenze, Belahyane non è mai entrato nelle grazie del Comandante. È stata necessaria, evidenzia il Corriere dello Sport, un’intuizione, un’invenzione. La scelta è ricaduta su Patric come vertice basso, l’esperimento è talmente riuscito che lo spagnolo è stato schierato titolare anche nella semifinale di ritorno contro l’Atalanta. Risultati soddisfacenti. Adesso va preparata la finale, ogni mossa può risultare decisiva per la sfida del 13 maggio, anche quelle prese per l’antipasto di campionato.

Le gerarchie non sono fisse, finora si sono modificate strada facendo per lo stato di forma individuale, tutto può essere rimescolato all’improvviso. Potrebbero pure dipendere, si legge, dalla gara imminente con l’Inter, che sarà l’ultima prima dei novanta minuti con in palio un trofeo e la qualificazione alle prossime coppe europee. I posti assicurati, viste le prove recenti, sono quelli delle due mezzali, Basic a destra e Taylor a sinistra. Sarri non ha incertezze sugli interni, il punto interrogativo riguarda la maglia in regia, in questo momento senza un vero padrone. Patric, Cataldi e Rovella si contendono lo spazio dopo lunghi periodi di sofferenza.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, film emozionante e Sarri il regista. Lo ‘stellone laziale’…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lo ‘stellone laziale’ interviene nei momenti di difficoltà in soccorso della Lazio. E a Bergamo è arrivato a posare la sua mano sulla Lazio. Ieri film emozionante, dal lieto fine, il regista è Sarri.

La fase difensiva della Lazio inizia a metà campo, più volte Sarri invitava la difesa a salire. C’è un’organizzazione tattica che è il segreto del risultato raggiunto. Con il materiale a disposizione, Sarri ha fatto un miracolo.

Il merito principale di Sarri è quello di aver unito la squadra, aver fatto compattare il gruppo.

Ieri serviva l’impresa, contro l’Inter servirà un miracolo. L’inter non è più forte solo della Lazio, è la squadra più forte del campionato. Tuttavia è importante aver raggiunto la finale, la Lazio così giocherà anche la Supercoppa, poi magari un episodio o un po’ di fortuna, potranno dare una mano”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, da alternativa a certezza: Patric regista è una soluzione concreta

Anche a Firenze lo spagnolo ha offerto una prestazione completa, fatta di corsa, ordine e qualità.

Dopo la prova del Franchi, Patric si candida nuovamente come elemento prezioso per la mediana, magari non dal primo minuto, ma eventualmente a gara in corso. D’altronde, undici anni alla Lazio non sono un caso, sottolinea il Corriere dello Sport. L’ex Barcellona conosce l’ambiente, le richieste di Sarri e, soprattutto, i tempi del gioco.

A Firenze lo ha dimostrato così: è stato, si legge, il giocatore che ha corso più di tutti, ma anche il secondo per passaggi completati (105) e per palloni giocati (117). Con 58 passaggi in avanti, poi, è stato il primo della Lazio per verticalizzazioni, segno di una naturale propensione a cercare subito lo sviluppo offensivo. Non solo gestione, quindi, ma anche coraggio. Una caratteristica fondamentale nel ruolo di regista, soprattutto nel sistema di gioco sarriano. E accanto alla fase di possesso, non è mancato il contributo difensivo. I cinque recuperi completano il quadro di una prestazione equilibrata, in cui Patric ha saputo interpretare entrambe le fasi con lucidità. Non semplice, soprattutto in un ruolo non suo per definizione.


La scelta di Sarri ha sorpreso ma, conclude il quotidiano, non è stata casuale. Non una scoperta figlia dell’improvvisazione, ma un’evoluzione. Nel tempo, lo spagnolo ha ampliato il proprio raggio d’azione, aggiungendo letture e qualità alla sua esperienza difensiva.
Oggi è un giocatore completo, capace di adattarsi alle esigenze della squadra. E in una fase della stagione in cui le rotazioni diventano fondamentali, avere una soluzione in più può fare la differenza. Patric è l’esempio concreto. Impossibile definirlo una semplice riserva d’emergenza. È una risorsa vera.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Futuro Sarri, la Lazio si può permettere di esonerare l’unico collante con i tifosi?” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Basic? Quando si tratta di situazioni legate alla salute dobbiamo andarci cauti. Qualcuno mi dice che questo dolore lo ha e non gli permette di allenarsi bene, altri mi dicono che c’è il ‘mal di pancia’ per il rinnovo. Quando le versioni sono così contrastanti, è difficile fare chiarezza.

Ripeto, a Pedro, Hysaj e Basic non verrà rinnovato il contratto. Da quello che so, non faranno più parte della Lazio.

Patric farà la terza gara da regista, la seconda da titolare; dopo la sosta torna Cataldi. Romagnoli stava molto meglio, non aveva lesioni.

Sarri va via se troverà un’altra squadra, altrimenti può anche restare. A lui tante cose qui piacciono, lo abbiamo visto pure domenica con il saluto ai tifosi. La Lazio potrebbe esonerarlo ma la Lazio si può permettere di esonerare l’unico ‘collante’ con la tifoseria? Ricordiamo poi che l’allenatore lo ha scelto Fabiani quindi credo che lui abbia tutto l’interesse di ‘difenderlo’; resta poi da capire Lotito che scelte farà”.

LEGGI ANCHE: Lazio, Sarri “scudo e spada” ed il legame con i tifosi: è diventato simbolo di resistenza e speranza

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Lazio, dilemma regista contro il Lecce: dubbi su Rovella dal 1′

Out Cataldi per squalifica, Sarri deve nuovamente ridisegnare il centrocampo.

Il tecnico biancoceleste studia le mosse in vista della trasferta di Lecce in programma sabato. Come evidenza il Corriere dello Sport, il dilemma principale del tecnico riguarda la scelta del regista. Rovella ha due spezzoni di gara nelle gambe dopo tre mesi e mezzo di stop, fino alla rifinitura verranno calcolati i rischi di un suo utilizzo dal primo minuto. Avrebbe senso spremerlo prematuramente nel pieno della fase di riatletizzazione? L’interrogativo resta in piedi e nel frattempo si valutano gli altri nomi per il posto davanti alla difesa, il più delicato in mediana. Ogni candidatura porta con sé pericoli dal punto di vista tattico o fisico.

Il neoacquisto Taylor finora è stato impiegato da mezzala, a volte nell’Ajax ha occupato la posizione da vertice basso. Un’altra cosa è farlo in Serie A, appena arrivato. Anche le altre soluzioni, però, non convincono troppo. In stagione Basic l’ha fatto a gara in corso quando si sono accumulati i forfait a centrocampo. Vecino ha rappresentato un’alternativa utile nel primo triennio in biancoceleste del Comandante, ma ora sembra una storia (e una forma) diversa.

Il croato e l’uruguaiano, non convocati per problemi fisici lunedì sera, ieri, si legge, sono tornati in gruppo per la seduta di scarico. Tra le opzioni ci sarebbe Belahyane, impostato da intermedio da Sarri fin dalla preparazione estiva. Qualche segnale è arrivato dal monday night, è stato uno dei pochi a non sfigurare con il Como. La lista dei centrocampisti è completata da Dele-Bashiru, tornato a disposizione dopo la Coppa d’Africa con la Nigeria (terzo posto). Lunedì sera ha trovato posto in panchina entrando nel finale di gara.

In quattro giorni, conclude il quotidiano, Sarri deve scegliere e assortire il centrocampo a causa dello stop forzato di Cataldi, titolare negli ultimi 8 turni di campionato. Dalla decisione sul regista dipenderanno le altre due mosse per comporre il terzetto. È un ballottaggio allargato in cui entrano tutti in gioco.

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SERIE A

Lazio, Belahyane avanza: bocciato da regista ma ha stupito Sarri da mezzala

Il marocchino si è messo in mostra ieri: Sarri non lo vede da regista ma può lavorare sul calciatore.

Ha fatto il suo ingresso al minuto 78 di Lazio-Hellas Verona e 5′ dopo ha fornito l’assist a Dia per il definitovo 4-0: Reda Belahyane ha trovato spazio con Sarri e ora conta di conquistare la fiducia del tecnico.

Poco impiegato lo scorso anno, il centrocampista ha rallentato il lavoro estivo a causa di un acciacco fisico ma ora è a completa disposizione e ieri Sarri ha deciso di farlo entrare al posto di Dele-Bashiru. Il marocchino si è fatto trovare pronto e a proposito di ciò che può dare il calciatore, il tecnico toscano in conferenza stampa è stato chiaro: “Mi aspettavo un giocatore più lento invece ha discrete accelerazioni soprattutto sui 20 metri. Al momento è troppo confusionario per fare il centrocampista centrale. Mi ha sorpreso perché a livello di inserimento non è male“. 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Belahyane vuole diventare un “regista sarrista”: le gerarchie del tecnico

L’allenatore toscano inizia a studiare la nuova Lazio che da lunedì vedrà lavorare a Formello.

Appurato che il mercato non si farà, Sarri pensa a valorizzare il gruppo a disposizione. In attesa di vederci chiaro nei prossimi giorni quando comincerà la preparazione, il tecnico studia soprattutto i calciatori che non ha avuto nella sua precedente esperienza a Roma.

Tra questi c’è Belahyane e, stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, il marocchino vuole dimostrare a Sarri che può diventare un “regista sarrista”. Ha movimenti rapidi, è capace di strappi in conduzione, di colpi in verticale, anche d’esterno, sa muoversi nel traffico ed è davvero aggressivo come dice. Soprattutto sfrontato.

Belahyane, si legge, si troverà davanti Rovella e in una stagione dove si giocheranno 38 partite più la Coppa Italia non sarà facile superarlo. Alle spalle potrebbe avere anche Cataldi, diventato regista con Sarri, utile stavolta da vice Guendouzi, da mezzala.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Liverani: “Belahyane promosso, la Lazio mi ha stupito. E sulla trasferta di Cagliari…” (AUDIO)

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NMM’

Belahyane mi piace, devo dire che la Lazio mi ha stupito: non pensavo la scelta ricadesse su di lui, sono stati bravi. È un giocatore di valore assoluto, un 2004, forte, che ha personalità. Vederlo in una grande squadra come la Lazio ci farà capire come gestirà il salto. Lui ti dà l’opportunità di giocare con un play vero; il cambio modulo che ha fatto qualche volta Baroni, con lui, avrebbe più geometrie. Nel centrocampo dei biancocelesti si inserisce molto bene, promosso.

Il centrocampo della Lazio? Quando stanno tutti bene ti danno numerose scelte.

Provstgaard lo conosco pochissimo, avrà sicuramente bisogno di un po’ di ambientamento.

Cagliari-Lazio? Gara dal grande peso. Tranne Juventus e Fiorentina si sono fermate tutte: è un’occasione, ha un valore molto alto. Sono tre punti importanti. Questa è una sfida che mette pressione alla Lazio. Oggi la vittoria serve anche per la classifica, si potrà essere anche meno belli ma serviranno i tre punti. Per stare ai piani alti bisogna vincere anche le partite sporche. E’ una sfida particolare, a Cagliari le gare vanno chiuse“.