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Milan-Lazio, una difesa con la valigia in mano: 4 su 5 in scadenza

Reina; Hysaj, Luiz Felipe, Patric e Marusic. Questa la difesa schierata ieri – nel quarto di finale di Coppa Italia – da Sarri. C’è una curiosità riguardo a 4 dei 5 protagonisti – in negativo – del crollo contro il Milan. Eccezion fatta per Hysaj, arrivato la scorsa estate, ufficialmente tutto il resto della retroguardia si svincolerà al termine della stagione corrente. E se è vero che – da mesi – si parla di un rinnovo prossimo, o già siglato da Marusic, è anche vero che non sono arrivate comunicazioni ufficiali a riguardo. Reina ha una clausola a suo favore in caso di ingresso in Europa, ma viste le recenti prestazioni probabile che si facciano alte valutazioni. Patric piace in spagna (Valencia su tutte) e non ci sono stati finora movimenti concreti per avvicinarsi al secondo rinnovo con i biancocelesti. Luiz Felipe – infine – è l’uomo più chiacchierato. Ottimismo, pessimismo: le sensazioni si sono rincorse ma di firme neanche l’ombra. Per Sarri la consapevolezza di dover ricostruire – quasi – un intero reparto, in un mercato estivo che vede costretta la Lazio ad operare in maniera decisamente più attiva sul mercato.

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Stadi verso capienza al 75% dal 1 marzo. Impianti al chiuso al 60%

Si profila la riapertura degli stadi a capienze più ampie, con gradualità a partire dal 75% fino al 100%. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, e la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali «stanno lavorando – informa una nota – congiuntamente ad un percorso graduale che prevede la riapertura a capienza massima degli impianti sportivi all’aperto ed al chiuso. Si lavora ad un primo allargamento, a partire dal 1° marzo, che porterà al 75% ed al 60% il limite delle capienze rispettivamente all’aperto ed al chiuso. Per poi proseguire con riaperture complete qualora la situazione epidemiologica continuasse il trend di calo».

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Milan-Lazio, i precedenti: regna l’equilibrio

La Lazio si presenta a Milano dopo la bella e convincente vittoria la Fiorentina (3-0) e hanno vinto tre delle ultime quattro partite giocate, considerando anche l’1-0 contro l’Udinese agli ottavi di finale di Coppa Italia. I rossoneri hanno invece hanno avuto bisogno dei tempi supplementari per superare il turno precedente ed avere la meglio sul Genoa. Per Milan e Lazio sarà la 21ª sfida in Coppa Italia.

Il bilancio fino a questo momento è molto equilibrato: nove successi dei rossoneri, otto vittorie dei biancocelesti e due pareggi. L’ultimo (doppio) confronto tra i due club nella competizione risale alla semifinale della stagione 2018/19: dopo lo 0-0 nel match d’andata all’Olimpico, la Lazio sbancò San Siro per 1-0 grazie al gol di Joaquin Correa nella ripresa. L’anno prima, sempre in semifinale, fu invece il Milan a passare il turno vincendo ai calci di rigore dopo un doppio 0-0: decisivo l’errore finale dal dischetto di Luiz Felipe. Nelle ultime quattro sfide di Coppa Italia sono arrivati tre pareggi e un successo della Lazio.

Considerando anche l’1-0 per i biancocelesti a San Siro il 27 gennaio 2015, il Milan non ha mai vinto negli ultimi cinque scontri diretti nella competizione. Quella vittoria della Lazio fu però ininfluente, visto che il Diavolo aveva vinto 3-1 il match d’andata all’Olimpico: gol di Robinho, Seedorf e Ibrahimovic dopo il vantaggio di Cissé. Considerando anche il precedente del 2001/02 (5-3 complessivo per il Milan tra andata e ritorno), i rossoneri hanno sempre avuto la meglio contro la Lazio ai quarti di finale di Coppa Italia.

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Sarri, hai un “nuovo” Luis Alberto: così il “Mago” si è ripreso la Lazio

Il “nuovo” Luis Alberto somiglia molto a quello “antico”, anche se attorno tanto è cambiato. Non i compagni di squadra che sono più o meno gli stessi. Ma il contesto nel quale lui e loro devono muoversi, quello sì. Lo spagnolo ha fatto parecchia fatica ad adattarsi alla nuova realtà voluta da Maurizio Sarri, ma dopo sei mesi vissuti pericolosamente in bilico tra campo e panchina, il centrocampista andaluso sembra finalmente tornato sui suoi migliori livelli, gli stessi che nei felici anni inzaghiani gli erano valsi il soprannome di Mago.Video Player is loading.

Qualcosa è cambiato nelle ultime settimane. Innanzitutto nel giocatore che si è sensibilmente avvicinato alle idee del tecnico e a ciò che gli chiedeva. Ma è cambiato qualcosa anche nell’allenatore, che ha derogato a certi rigidi principi per meglio assecondare le caratteristiche di alcuni giocatori. La Lazio oggi ha un baricentro più basso rispetto a quello inizialmente imposto da Sarri. Non disdegna atteggiamenti di attesa, li alterna ai principi classici del calcio sarrista. È un mix tra la versione più integrale del gioco che propugna il tecnico toscano e una sana dose di realismo tattico. In questo mix Luis Alberto è tornato se stesso. Ha colto al volo la mano che gli è stata tesa ed ha ricominciato a giocare da Mago. Rispolverando i suoi colpi migliori, le genialate di cui è capace. Ma fornendo anche un più robusto contributo alla fase difensiva, come gli chiede dall’inizio della stagione il tecnico. A Firenze, sabato scorso, lo spagnolo è stato il terzo giocatore della Lazio per chilometri percorsi dopo Milinkovic e Immobile. Un segno evidente che, adesso, Luis non si limita a ricamare, ma corre anche. Gazzetta.it

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La più bella e completa Lazio nel momento peggiore: la squadra sta con Sarri!

Giovedì, mentre Sarri ha offerto il pranzo alla squadra al centro di Roma, più di 500 tifosi hanno circondato Formello per protestare contro la società per il deludente mercato invernale. Non il clima più adatto per preparare la trasferta di Firenze per lo scontro diretto contro i viola, che non perdevano in casa da otto partite. E invece, nel momento più grigio, la Lazio tira fuori dal cilindro una delle più belle prestazioni della stagione: la migliore per caratura dell’avversario, qualità di gioco, efficacia (24 gol da inizio dicembre, nessuno ha fatto meglio) e solidità difensiva (4° partita consecutiva con la porta inviolata).

«Così si gioca», urlava ieri sera Sarri in panchina sul doppio vantaggio. Manovra fluida, con coraggio di partire dal basso. Giro-palla veloce, verticalizzazioni, sovrapposizioni e inserimenti. Attenzione e concentrazione in fase di non possesso, da sempre il punto debole della Lazio. Una sola la pecca, un difetto da limare che già in passato aveva fatto arrabbiare il tecnico: le tante, troppe, occasioni non sfruttate ( almeno 6 nitide ieri nel primo tempo).

Nella ripresa Immobile, Milinkovic e compagni poi si sono rifatti, vincendo uno scontro diretto fondamentale per la stagione della Lazio. Può essere uno spartiacque importante il 3-0 del Franchi, sicuramente è un segnale inequivocabile – se qualcuno lo mettesse in dubbio – di come lo spogliatoio sia con Sarri e creda nel lavoro del Comandante. Che adesso non vuole fare polemiche con la società per il mercato, ma pensare solo al campo in un mese in cui la Lazio si gioca tutto. La resa dei conti più avanti. Tuttomercatoweb.com

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Sarri, resa dei conti rinviata: ora a protezione della squadra per un Febbraio da dentro o fuori

Mentre la tempesta ambientale si abbatte sulla Lazio, con i tifosi tornati a protestare contro il duo Lotito-Tare, Maurizio Sarri – anche lui non contento del mercato di gennaio – decide di proteggere la sua squadra. “Se è vero che sono scontento? Non cado nelle trappole, ho 63 anni. Il mercato è chiuso, stop, è inutile parlarne. Qualsiasi tipo di discorso si può ritorcere contro la squadra: dobbiamo andare avanti e fare meglio con questi giocatori”, ha detto ieri Sarri in una conferenza stampa molto attesa, con i tifosi che volevano capire lo stato d’animo del tecnico dopo giorni complicati. È amareggiato e deluso, su questo non ci piove. L’ha fatto capire anche parlando dei nuovi acquisti: “Sono onesto, Cabral non lo conosco. Kamenovic? Deve risolvere pratiche burocratiche”.

Però all’inizio di un mese decisivo – in cui la Lazio si giocherà tutto, anche la Coppa Italia e l’Europa League con il playoff con il Porto – Sarri non vuole fare polemiche: la resa dei conti, con un rinnovo non più scontato, è inevitabile ed è stata solo rimandata. Una linea molto apprezzata dai tifosi, che sui social hanno elogiato il Comandante. L’obiettivo alla vigilia di Firenze è isolarsi, compattarsi (come testimoniato dal pranzo offerto giovedì alla squadra dal tecnico) e dare un segnale forte, in una gara delicata per il momento e per la classifica, visto che biancocelesti e viola sono a pari punti al 7° posto. Tuttomercatoweb.com

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Cabral: la prima a Formello da esterno destro

Chiara indicazione al primo allenamento di Jovane Cabral con la Lazio. Si sapeva, non è un centravanti che può ricoprire il ruolo di Ciro Immobile. Sarri lo valuterà in ogni posizione del tridente, ma ieri durante le prove tattiche si è mosso sulla fascia destra. Solo durante la partitella è andato sulla parte opposta, praticamente zona Pedro. Al posto di bomber Ciro schierato, come previsto, Felipe Anderson finto centravanti. Senza novità dal mercato la squadra andrà avanti così. Il brasiliano è diventato così la prima punta di scorta.


Ora Sarri dovrà gestire quattro esterni e un centravanti per tre posti nel tridente. Cabral dovrà riuscire a inserirsi in fretta, garantendo un buon impatto. E così potrebbe rubare spazio a Felipe Anderson, considerando Pedro e Zaccagni titolari sulle ali. Siamo nel campo delle ipotesi, davanti la Lazio avrà tante partite concentrate nel giro di un mese. Toccherà a Sarri fare le valutazioni del caso, giorno dopo giorno, con la speranza che anche Jovane possa diventare grande sotto la sua guida.
Corrieredellosport.it

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Sergej e il ‘tradimento’ fiorentino

La Viola nel destino, o quasi. Quella di sabato non sarà una partita ‘come tutte le altre’ per Sergej Milinkovic-Savic. Il serbo – nell’estate del 2015 – fu protagonista di una situazione al limite del surreale. Quella ‘toccata e fuga’ – prima di firmare con la Lazio – a Firenze non se la sono certo dimenticata, esattamente come il gol siglato al Franchi nel primo confronto, nel 2016. Per Sergej la Fiorentina è la squadra più battuta in carriera (9 vittorie) al pari del Genoa.

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Sarri e la Viola: bilancio positivo

Sarri ritrova la Fiorentina per la tredicesima volta in carriera. Il bilancio per il tecnico toscano è positivo: 2 sconfitte, 5 pareggi e 5 vittorie. L’ultima – nel girone d’andata – arrivata grazie alla magia di Pedro, in un momento delicato della stagione. Seconda volta – dopo la gara d’andata del 27 ottobre – per il confronto fra Sarri e Italiano.

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Tra venti di contestazione e polemiche, la Lazio fa gruppo: Sarri e la squadra a pranzo insieme (VIDEO e FOTO)

A pranzo con Sarri. La Lazio fa gruppo, tra venti di contestazione, polemiche e le scorie di un mercato invernale che hanno indebolito il rapporto del tecnico toscano con il club, la squadra si compatta, prova ad isolarsi, di focalizzare tutte le energie sulla ripresa del campionato, sullo scontro diretto di Firenze e su un ciclo di gare ravvicinate che suona come una sentenza per le aspirazioni stagionali. Sarà un dentro e fuori, in ballo c’è tutto, Coppa Italia ed Europa League comprese. Incognite e processi proseguiranno, ma ora a parlare tornerà ad essere il campo, il rendimento di un gruppo che non può essere condizionato dal contesto, dalla tetra atmosfera che aleggia intorno al centro sportivo di Formello. Conta la prospettiva, certo, ma se è vero che il futuro si costruisce nel presente, il segnale che Sarri ed il suo staff tecnico vogliono lanciare è confortante. C’è piena concentrazione sugli impegni, sul campo, sulla salvaguardia di quanto costruito fino ad oggi, sulla stabilità di un gruppo che oggi si ritroverà al completo intorno ad una tavola imbandita di buoni propositi. Un pranzo da consumare insieme, un patto da rinnovare per andare oltre, per rilanciare.