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Confronto Tare-Sarri: il ‘patto’ non è stato rispettato

Il clima a Formello – dopo la chiusura del mercato – non è certo sereno. Sarri è rimasto molto deluso dalla gestione della finestra invernale, dove sono venute meno quelle basi gettate – almeno a parole – per stabilire le nuove linee guida. Se a parole Sarri viene messo al centro del progetto, nei fatti, la Lazio è rimasta fedele a se stessa, lavorando parallelamente coinvolgendo il tecnico praticamente a cose fatte. Tutto al fotofinish, tutto sull’occasione e non sul profilo chiesto dal tecnico. Il Corriere dello Sport racconta di toni alti, di confronti verbali fra Sarri e Tare, nella giornata di ieri. Il tecnico ha chiesto solo di esser aiutato, o meglio, che la società fosse disponibile e predisposta al cambiamento. Non è escluso che possa aver pensato a lasciare la nave, le sue parole prima di Firenze saranno sicuramente importanti. O si mette – veramente – Sarri al comando del progetto o si fa un passo indietro.

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Da Luiz Felipe a Patric: in sei col contratto in scadenza

Radu, Patric, Luiz Felipe, Reina, Strakosha e Lucas Leiva. 6 giocatori – fra quelli attualmente in rosa – in scadenza di contratto a giugno. Radu – verosimilmente – potrebbe lasciare a fine stagione, a meno che non ci sia la voglia (per ora non riscontrata) di regalargli un ultimo anno, un tappeto rosso prima di chiudere la sua avventura a Roma da recordman assoluto. Patric è diventato – per necessità – la prima riserva per Sarri dietro Acerbi e Luiz Felipe. Per lui il rinnovo resta un incognita: il Valencia ha mostrato interesse, quello con la Lazio sarebbe il secondo rinnovo dal suo arrivo nella capitale.

Per Luiz Felipe ancora tutto tace: Sarri vuole trattenerlo, punta su di lui per ricostruire il pacchetto arretrato. Al netto della volontà del tecnico, c’è un patrimonio che rischia di essere buttato via. Le trattative continuano, la fumata bianca non arriva e – da oggi – il giocatore è libero di accordarsi con un altro club, esattamente come gli altri nella lista. Per Reina c’è una clausola per il raggiungimento dell’Europa, un opzione per il rinnovo che la Lazio potrebbe esercitare prendendo un altro portiere (titolare) per Sarri. Già, perché per Strakosha sembra non ci sia margine per discutere. L’albanese non ha digerito la sua gestione negli ultimi due anni, non ha mai – veramente – aperto una discussione. Anche per lui, il danno economico, la mancata monetizzazione sul suo cartellino ha un peso importante.

In ultimo Lucas Leiva: il brasiliano ha dato tanto alla Lazio, ma da due stagioni ha mostrato una – fisiologica – flessione. Per lui il futuro è un ritorno in patria, probabilmente al Gremio, lì dove si mise in mostra prima dello sbarco europeo.

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Cabral e l’incognita infortuni: tutti gli stop

ROMA – Jovane Cabral è il nuovo rinforzo della Lazio. Sarri pronto ad accoglierlo, da capire se il giocatore potrà subito mettersi a disposizione della squadra. Viene da un infortunio che lo ha tenuto fermo da fine novembre a metà gennaio. Rientro in campo lo scorso 22 gennaio giocando gli ultimi 15’ nella partita tra Sporting Lisbona e Braga. Per lui quest’anno 10 presenze, 1 gol e 1 assist in campionato. Mai impiegato a tempo pieno. Jovane, con lo Sporting Lisbona, ha giocato 97 volte collezionando 21 gol e 17 assist. Nella passata stagione in campo per appena 676’ con un totale di 24 gare, 5 reti e 4 assist, in Liga portoghese. Spesso è stato utilizzato come subentrato per spaccare le partite, il rendimento costante è stato sempre il suo tallone d’Achille. Una stagione prima, quella 2019/2020, ha totalizzato solo 16 presenze in campionato: bloccato da due infortuni seri nella prima parte della stagione. Ad oggi, dopo le visite mediche e i primi allenamenti, bisognerà capire lo stato di forma del ragazzo. Un quarto d’ora di gioco dopo 57 giorni di stop: a Formello potrebbe esserci un piano personalizzato pronto per lui. Corrieredellosport.it

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Pedulla: “ Sarri, delusione cocente e riflessioni profonde. Il futuro non è più blindato”

Maurizio Sarri esce malissimo da questa sessione di mercato. Si aspettava di più, molto di più: l’indice di liquidità sono tre parole fittizie nella sua testa. L’indice di liquidità a luglio, l’indice di liquidità a gennaio, ma se questo era il problema tanto valeva dirlo… Le sue riflessioni sono profonde e la delusione cocente. Dimissioni? Non escludiamo che gli possa essere balenata quest’idea, ma il rispetto per i suoi calciatori oggi ha la precedenza. Sarri non scende dal treno in corsa, ma non vuole lottare per il settimo o l’ottavo posto, altrimenti avrebbe detto no alla Lazio la scorsa estate.E il suo futuro non è tanto blindato, indipendentemente da un foglio di carta in tasca, da un contratto fino al 2025 o fino al 2030. L’acquisto di Cabral nasce da un’improvvisazione dell’ultimo giorno di mercato: non discutiamo il valore dell’attaccante che arriva dalloSporting Lisbona, ma Sarri – che non impone il mercato e che non l’ha mai fatto – vuole almeno essere coinvolto nelle operazioni in entrata. Anche per capire chi deve allenare, perché poi le responsabilità sono sue.

Il famoso Kamenovic, tesserato al secondo tentativo, non è quel talento che può soddisfare le necessità di un allenatore ambizioso. Era stato chiesto un difensore centrale come Casale per poterci lavorare con qualche mese di anticipo, nulla. L’indice di liquidità. C’è una situazione difficile: il direttore sportivo Tare negli ultimi due anni ci ha preso poco e con i suoi acquisti sbagliati (costosi) ha intasato il normale cammino di un club che dovrebbe crescere. Eppure Tare viene ricordato per i colpi Luis Alberto e Milinkovic-Savic, grandi acquisti ma di una vita fa. Quindi, se è stata fatta una grande diretta un anno fa e le ultime sette sono stati scadenti, pensiamo a quella di un anno fa? Ma dai…

Se ci fosse una schiena dritta, bisognerebbe ricordare Muriqi, Fares, Jony, Escalante, Vavro e potremmo finire domani: l’indice di liquidità si è intasato anche e soprattutto per questo motivo, molta gente costata una tombola é stata ceduta in prestito con diritto di riscatto. Ma nessuno lo dice, silenzio. Qualche critico che bazzica tra radio e giornali ha chiesto a Sarri di cambiare modulo, vorremmo vedere lui se gli dessero una Olivetti o un computer e gli dicessero di fare un grande pezzo in tempi rapidi.

I gattoni sulla tangenziale hanno adepti di tutti i tipi, una bolletta dall’esito scontato. Sarri è arrivato alla Lazio per fare Sarri, è anche normale che adesso le critiche vengano indirizzate su di lui. Il suo grande limite è stato quello di fidarsi perché da sempre non ha mai chiesto investimenti sul mercato, piuttosto un’assistenza minima per svolgere il suo lavoro. Se hai una Maserati e non ti fermi al distributore quando serve, è normale restare a secco sull’autostrada. Sarri è deluso, eppure le considerazioni sul contratto fino al 2025 (“firmiamolo subito”) sono di Lotito che è il numero uno del club. Non hanno perso certo la penna per strada, ma alcune garanzie sono venute meno. E anche se lo avesse firmato, cambierebbe poco.

Guardate quanto ha speso la Roma tra l’estate e ora, in confronto un abisso. Gennaio è scivolato senza un minimo aiuto, Immobile ha un problema al ginocchio e bisogna sperare che non sia una cosa seria. Altrimenti, gioca subito Cabral, oppure Pedro falso nuove, oppure chissà chi come esterno offensivo (magari il magazziniere o il dirigente accompagnatore). Lotito ha parlato di “Sarri uomo di calcio” profondamente innamorato della sua integrità o del suo entusiasmo. Le parole devono essere accompagnate da fatti che non ci sono stati. Forse c’è tempo per rimediare a giugno, ma dovrebbe essere un grande mercato a immagine e somiglianza. Abbiamo detto forse, per Sarri il tempo è scaduto: ora gli chiederanno di vincere a Firenze, poi a Milano in Coppa Italia e poi di passare il turno in Europa League. C’è una sola consolazione, non per Sarri ma per i tifosi della Lazio: almeno non sono stati scaraventati altri 20 milioni sul tavolo e non è stato corso il rischio di prendere un altro Muriqi.

PS: se questo era un metodo per far stancare Sarri, nessun problema. Si è già stancato. E ora si capisce meglio per quale motivo dalla sera alla mattina Inzaghi sia passato da un quasi accordo a una fuga verso l’Inter. Cinque o sei mesi dopo la parola d’ordine era: tesseriamo Kamenovic.

alfredopedulla.com

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Lazio, ‘venduti’ 5 dei 7 acquisti dell’estate 2020

Dei 7 acquisti dell’estate 2020, nessuno fa più parte del progetto Lazio. Forse il solo Reina: (ri)sorpassato da Strakosha nelle gerarchie, ha il contratto in scadenza a giugno ma gli si rinnoverà in modo automatico in caso di qualificazione in Europa. L’altro ancora in rosa, Akpa Akpro, l’anno scorso si era ritagliato un discreto spazio, ma Sarri non lo vede ed è pronto a fare i bagagli in estate. Tutti gli altri, invece, sono andati via o sono in procinto di varcare il cancello di Formello.

Andando in ordine di prezzo troviamo Muriqi, pagato 19,7 milioni dal Fenerbahce e utilizzato solo 1566 minuti in una stagione e mezza, con 2 gol totali. Il kosovaro è stato bocciato da Sarri, non è l’attaccante che vuole. Ed è stato messo sul mercato dalla Lazio, che nella notte spera di chiudere per il suo passaggio al Maiorca in prestito oneroso con diritto di riscatto (tra gli 11-13 milioni di euro)

Poi c’è Fares (circa 9 milioni alla Spal), che ad agosto è andato in prestito al Genoa e nei primi giorni di gennaio, sempre con la stessa formula, al Torino, dove si è subito infortunato al ginocchio: stagione finita. Escalante, preso a parametro zero dall’Eibar, ha fatto le valigie direzione Alaves, di nuovo in Spagna: con Inzaghi era il vice Leiva, Sarri invece l’ha schierato solo per 7 minuti all’esordio a Empoli. A completare il quadro, due giocatori arrivati in prestito: Hoedt e Pereira, che non sono stati riscattati alla fine della scorsa annata.

E pensare che – nonostante il Covid – quella del 2020 doveva essere l’estate del salto di qualità da parte della Lazio, che dopo anni aveva appena raggiunto la qualificazione in Champions, con tutti gli introiti derivanti (minori – va detto – rispetto alle competizioni precedenti). Insomma, non è andato tutto secondo i piani.

Tuttomercatoweb.com/Caponetti

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Il miglior Sergente di sempre

7 reti e 8 assist. Sergej Milinkovic-Savic ha partecipato attivamente a 15 reti della Lazio, finora. “Mi impegno a giocare sempre meglio e a fare di tutto per migliorare rispetto al passato”, diceva il Sergente, “Se è sul podio dei più fonti che ho allenato? Ne ho allenati tanti, ma lui rientra tra questi. Negli ultimi due mesi ha fatto un percorso di concretezza che lo può portare a fare un salto di qualità” ribatteva Sarri. Insomma, un matrimonio che funziona, che migliora il centrocampista a soddisfa il tecnico. Quello di oggi è probabilmente il miglior Milinkovic da quando è sbarcato a Roma. Concreto, applicato e sempre più incisivo in zona gol. Del suo futuro se ne parlerà in estate e il suo procuratore – Mateja Kezman – ha già anticipato qualcosa: “presto sarà il momento di vivere una nuova avventura”. I tifosi, Sarri e la Lazio tutta se lo godrà fino alla fine e lui, come al solito, risponderà presente sul campo.

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Tre giorni al gong, Lazio l’unica ferma al palo: la cessione di Muriqi unica soluzione. A meno che Lotito…

Appena tre giorni alla chiusura del mercato e la Lazio è ancora ferma al palo. Non ha effettuato alcun acquisto, unico club a trovarsi in questa situazione in Serie A insieme con lo Spezia, che ha però il mercato bloccato dalla Fifa a causa di alcune infrazioni commesse nel tesseramento di Under 18. L’immobilismo della Lazio non ha invece giustificazioni, se non quello dell’indice di liquidità in negativo. Che è però uno scoglio superabile. O cedendo qualche giocatore a titolo oneroso oppure immettendo denaro fresco nelle casse societarie. Finora la Lazio non ha fatto né l’una né l’altra operazione. Le cessioni ci sono state, ma sono state tutte realizzate con la formula del prestito gratuito senza obbligo di riscatto (Escalante all’Alavaes, Vavro al Copenaghen e Jordan Lukaku al Vicenza). E anche quelle che stanno maturando in queste ore saranno simili (Durmisi è a un passo dallo Sparta Rotterdam, Jony sta per passare al Gijon, Adekanye al Crotone).

L’unico trasferimento che potrebbe sbloccare la situazione è quello di Muriqi al Maiorca. Trattativa che sta andando avanti da giorni, ma per la quale non è ancora stata trovata la quadra. La Lazio chiede l’obbligo del riscatto oppure il prestito oneroso con un diritto di riscatto più alto (sui 12-13 milioni) rispetto a quello ipotizzato in caso di obbligo di riscatto (8-9 milioni). Il club spagnolo vuole chiudere per l’attaccante kosovaro, ma sta ragionando e non ha ancora preso una decisione. E così Muriqi, che da un paio di giorni viene dato in partenza per le Baleari, anche questa mattina era a Formello ad allenarsi con i compagni. Segnale inequivocabile che l’accordo tra la Lazio e il club spagnolo non c’è ancora. Gazzetta.it

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Persi 27 punti in tre anni dall’Atalanta: ora è la Lazio che insegue

Tre qualificazioni di fila in Champions. Gasperini insegue il poker. Sarri, invece, ha chiesto rinforzi altrimenti non riuscirà a garantire l’ingresso in Europa League o in Conference. Anche Simone Inzaghi, il suo predecessore, aveva cominciato a perdere colpi nel confronto con l’Atalanta: 27 punti in meno, spalmati nell’arco degli ultimi tre campionati e del 2021/22 in corso. Dimenticate le panchine e gli allenatori. Contano le società. La differenza l’hanno realizzata la famiglia Percassi e il ds Sartori, che pure non avrebbe un rapporto solidissimo, come raccontano gli addetti ai lavori, con Gasp. Resta la sostanza del lavoro, tradotta in risultati e fatturato. L’Atalanta, rispetto alla Lazio, ha speso meglio, ha sbagliato meno, è riuscita ad autofinanziare il mercato cedendo i propri gioielli e reclutandone di nuovi. Così la forbice si è allargata e si è messa nella scia delle grandi in corsa per lo scudetto. A Zingonia sanno fare calcio, come dicono quelli bravi. Prendere nota. Corrieredellosport.it

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Sarri, dita incrociate per Zaccagni e Basic: oggi la rifinitura

Vigilia di Lazio-Atalanta, Sarri può sperare in due recuperi. Il tecnico biancoceleste tornerà a parlare in conferenza stampa oggi, alle ore 14.00, nel centro sportivo di Formello. In seguito darà via all’ultima seduta prima della gara di domani, quella in cui – come riporta il Messaggero – potrebbe ritrovare Basic. Il centrocampista croato è fermo da più di una settimana: per lui si è ipotizzata la positività al Covid, visto che – in assenza di comunicati ufficiali – non ha svolto nessun controllo di rito in Paideia. I controlli invece li ha svolti Pedro, che tornerà a disposizione dopo la sosta. Per Zaccagni filtra ottimismo: ovviamente non è a meglio, ma potrebbe essere a disposizione di Sarri almeno per la panchina. Inutile sottolineare che – qualora dovesse farcela – anche Basic avrebbe un minutaggio estremamente limitato, ma – vista l’emergenza – sarebbe di fatto l’unica mezzala a disposizione dalla panchina.

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Kezman a Formello: Kamenovic ed il rinnovo di Marusic nei colloqui con l’agente

All’interno del Lazio Training Center qualcosa si è mosso. Nel pomeriggio ha raggiunto il quartier generale biancoceleste il procuratore Mateja Kezman.Tanti i temi sui quali discutere con il direttore sportivo Tare e probabilmente anche con il presidente Lotito, quest’oggi a Formello. Si sarà parlato sicuramente della promessa fatta a Dimitrije Kamenovic. Il difensore classe 2000 al momento non è stato ancora tesserato a causa dei problemi con l’indice di liquidità. Servono 3 milioni di euro, l’equivalente del suo cartellino ai tempi del Cukaricki, per sbloccare il suo tesseramento. Un altro tema caldo sarà stato il rinnovo di Adam Marusic. Il montenegrino, in scadenza a giugno 2022, in teoria ha già trovato l’accordo col club capitolino per un prolungamento sino al 2026 a circa 1,5 milioni di euro l’anno. L’accordo va solo formalizzato, ma con l’attesa si potrebbero rischiare ripensamenti. Ilmessaggero.it