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Fifa: Da luglio nuove regole per i prestiti

Posticipata causa Covid, la riforma dei prestiti a livello internazionale decisa dalla Fifa è in rampa di lancio.

Questi i punti principali:

  • Il prestito avrà una durata minima rappresentata dall’intervallo tra due periodi di registrazione. Avrà anche la durata massima di un anno
  • Divieto di sub-prestito di un giocatore professionista già in prestito a un club terzo
  • Il numero di prestiti per stagione tra gli stessi club sarà limitato: durante una stagione un club può dare in prestito e/o ricevere in prestito al massimo tre professionisti da/a uno stesso club
  • Limitazione al numero totale di prestiti di un club per stagione.

Andando nello specifico, dal 1 luglio 2022 al 30 giugno 2023 un club potrà avere al massimo otto giocatori presi in prestito e otto ceduti in prestito durante una stagione.

Dal 1 luglio 2023 al 30 giugno 2024 il numero di giocatori presi o ceduti in prestito per stagione scende a sette.

Dal 1 luglio 2024 si arriva a sei.

I calciatori under 21 anche se professionisti saranno esentati da queste limitazioni.

A livello nazionale, le federazioni affiliate alla FIFA (e dunque anche alla Figc) avranno tre anni per attuare regole per un sistema di prestiti in linea con i principi stabiliti dalla Fifa.

Alessio Buzzanca

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Venezia e Salernitana: allarme Covid, le gare con Inter e Napoli ad alto rischio

L’ultimo giro di tamponi non è stato molto felice per Salernitana e Venezia che si trovano a dover gestire un’emergenza vera e propria.

I Lagunari infatti lamentano ben 14 positivi (di cui otto calciatori) nel gruppo squadra ai quali si è aggiunto da poco il positivo numero 15. I Veneti non hanno comunicato se si tratti di giocatore. In caso affermativo i contagiati salirebbero a nove, numero che – secondo il nuovo protocollo – farebbe scattare lo stop automatico alla partita contro l’Inter.

I Granata tramite il sito ufficiale fanno sapere che è stato raggiunto il numero di 9 calciatori positivi. In questo caso Napoli-Salernitana sarebbe automaticamente rinviata come da protocollo.

Alessio Buzzanca

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Lazio-Atalanta, Leiva torna titolare dopo 3 mesi in Serie A

Domani sarà già vigilia: Lazio-Atalanta è alle porte. Maurizio Sarri prepara i suoi, nonostante le innumerevoli assenze. Pedro, Basic e – verosimilmente – Zaccagni saranno out per infortunio. Stesso discorso per Acerbi, lungodegente, che potrebbe rivedere il campo per la sfida contro il Porto. Il tecnico di Figline Valdarno sta disegnando la sua formazione, con scelte obbligate. Patric affiancherà Luiz Felipe in difesa – a meno di un clamoroso ripescaggio per Vavro – in attacco potrebbe ‘adattare’ Lazzari e a centrocampo, affiderà la manovra a Lucas Leiva. Il brasiliano non scende in campo dal 1′ dalla gara contro il Verona – al Bentegodi – ma ha giocato praticamente tutte le partite in Europa League (Marsiglia, Lokomotiv e Galatasaray). Sarri lo ha schierato martedì contro l’Udinese, poi l’ha sostituito con Cataldi dopo il primo tempo. Il modo migliore per fargli mettere minuti nelle gambe, per prepararlo in vista di un match fisico e ad alti ritmi come quello contro i bergamaschi. Le chiavi del centrocampo a Lucas quindi, con la consapevolezza di avere risorse estremamente limitate in panchina.

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Nuovo protocollo Figc-Covid: stop ai blocchi selvaggi delle ASL

Con nove giocatori positivi al Covid, la squadra verrà bloccata e non potrà disputare la partita. Fino a otto giocatori positivi, si deve giocare.

La Figc di concerto con il Cts (Comitato tecnico scientifico) ha infatti stabilito che la rosa va considerata per tutti di 25 calciatori e su quel numero va calcolato il 35% di positivi.

Le ASL non potranno più arbitrariamente bloccare le squadre, ma lo potranno fare esclusivamente alla nona positività contemporanea accertata.

L’accordo è stato ufficializzato dalla circolare del Ministero della salute.

Alessio Buzzanca

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Nuovo Presidente della Repubblica: Istruzioni per l’uso

Lunedì 24 gennaio dalle 15 avrà inizio la chiama per l’elezione del tredicesimo Presidente della Repubblica italiana. Da recenti sondaggi, solo una minoranza di italiani conosce la procedura che porterà al Quirinale il nuovo capo di Stato e dunque avanti col Bignami. Il Presidente rimane in carica per sette anni e viene eletto dalle due Camere (Senato + Camera dei Deputati) in seduta comune e dunque a Montecitorio, sede della Camera dei Deputati e presiedute dal presidente della Camera Roberto Fico. Al suo fianco siederà la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati. Ai 315 senatori e 630 deputati, vanno aggiunti i senatori a vita (che attualmente sono sei: Napolitano, Monti, Segre, Cattaneo, Rubbia e Piano) e i 58 delegati eletti dai Consigli regionali (tre per ogni regione, tranne la Valle d’Aosta che ne ha uno) nella misura di due per la maggioranza e uno per l’opposizione. Per un totale attuale di 1.009 grandi elettori.

Fino all’emergenza Covid si svolgevano due chiame (votazioni con chiamata nominale) al giorno o al massimo una il primo giorno e due i successivi. In epoca di pandemia, vista la durata imponente delle operazioni dovuta alla sanificazione e al distanziamento a turni, ci sarà un solo voto al giorno e si comincerà alle 15 di lunedì 24 gennaio.

Per le prime tre votazioni (e dunque sino a mercoledì 26 gennaio compreso) servirà la maggioranza dei due terzi dei voti (673) per eleggere il Presidente. Cosa in questo momento altamente improbabile vista la poca convergenza su un nome “forte”. Dalla quarta chiama, dunque da giovedì 27 gennaio, si comincerà a fare sul serio perché servirà la maggioranza assoluta (505). La data di scadenza esatta del mandato del presidente Mattarella è fissata per giovedì 3 febbraio 2022. Se per quella data non dovesse esserci ancora un nome, Mattarella continuerà in prorogatio a vestire la carica di Capo di Stato sino a elezione valida.

L’accesso all’Aula di Montecitorio, consentito solo se in possesso di Green pass “base”, avverrà dal lato sinistro dell’emiciclo con un massimo di 50 grandi elettori alla volta. Si voterà per fasce orarie, in ordine alfabetico, a partire dai senatori a vita, poi senatori, deputati e delegati regionali. Dunque la prima a essere chiamata sarà la scienziata Elena Cattaneo.

Un po’ di storia: il primo Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento fu Luigi Einaudi il 12 maggio del 1948. Enrico De Nicola ebbe la carica di Capo provvisorio dello Stato che gli venne conferita dall’Assemblea costituente il 28 giugno 1946. Con l’entrata in vigore della Costituzione (1 gennaio 1948) assunse – ai sensi delle disposizioni transitorie della stessa Carta – il titolo di Presidente della repubblica sino alla prima elezione Parlamentare (quella appunto di Einaudi) avvenuta il 12 maggio del 1948 e dunque per meno di quattro mesi e mezzo. Tutti i Presidenti da Einaudi in poi sono rimasti in carica per sette anni con l’eccezione di Antonio Segni che nel dicembre del 1964 si dimise dopo appena due anni e mezzo di mandato perché colto da trombosi cerebrale e Francesco Cossiga che si dimise il 28 aprile del 1992 a causa del terremoto elettorale del 5 aprile 1992, tre mesi prima della scadenza naturale del 3 luglio 1992.

Alessio Buzzanca

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Lazio e Binance: NFT for dummies

Non aspettatevi una guida tecnica a questo tipo di token, né un manuale di istruzioni per investire, ma in pochissime righe proveremo a rendere comprensibile l’utilizzo dei Non Fungible Token – NFT giustappunto – per i meno addentro. Gli esperti sono avvisati e possono cliccare altrove. La scorsa primavera la casa d’aste inglese Christie’s ha venduto un’opera d’arte nel solo formato digitale (e dunque non tangibile) a quasi 70 milioni di dollari. Un costosissimo NFT che ha fatto balzare all’altare delle cronache questo strumento elettronico. Gli NFT sono token (letteralmente gettoni, come ad esempio le criptovalute) che vengono custoditi in portafogli virtuali. La cosa che li differenzia dai normali token è che non sono fungibili, cioè non sono replicabili né scambiabili alla pari. Ciascuno è unico, irripetibile e “firmato” digitalmente col nome del proprietario. In buona sostanza chiunque acquisti un NFT, acquista un file di cui diventa unico proprietario. Esempi? Un meme, un’opera d’arte, un video, della musica. Gucci ad esempio ha lanciato delle sneakers virtuali che possono essere acquistate e utilizzate come accessorio (sempre virtuale, ma a pagamento) nelle foto, nei selfie o nei video da postare sui social o per vestire i personaggi nei giochi di realtà virtuale. Ovviamente come ogni file anche i NFT sono duplicabili, ma la differenza sta nel fatto che il proprietario del NFT è sempre rintracciabile, e può reclamarne in maniera indubitabile il diritto all’utilizzo esclusivo e remunerato. Persino gli Uffizi di Firenze si sono lanciati in questo mercato e hanno venduto una riproduzione ad elevatissima risoluzione del Tondo Doni di Michelangelo a 70mila euro. Ma sono numerosi i siti come ad esempio Rarible che fungono da mercati virtuali per artisti emergenti. Ovviamente i NFT si acquistano in criptovaluta e non in euro o in dollari. A New York sta per aprire Flyfish club, un sushi restaurant di extra lusso il cui accesso è consentito solo ai titolari di uno dei due livelli di NFT che costano rispettivamente 2,5 o 4,25 Ether (criptovaluta di Ethereum), cioè 7.000 o 12.000 euro circa. In cambio, oltre ad accessi privilegiati alle varie lounge, anche alcune opere d’arte digitali esclusive da poter ostentare. Ovviamente questi NFT sono garantiti da blockchain cioè da registri digitali tenuti insieme da un “cervello” fatto di una moltitudine di computer messi in rete, il cui mostruoso consumo energetico è uno dei punti deboli di questa economia parallela. Anche la Lazio tramite il colosso Binance è entrata in questo mondo ed è già possibile acquistare NFT con video o fotografie dei nostri beniamini. Sono in molti a pensare che a certi livelli di scambio e di cifre si tratti di una bolla speculativa e secondo il Financial Times, la maggior parte dei collezionisti di NFT non è riuscita a guadagnare, anzi nemmeno a recuperare il capitale investito. Non parliamo naturalmente di chi acquisti la foto hi-res del colpo di tacco di Milinkovic contro la Salernitana, ma di investitori da centinaia di migliaia di dollari in opere d’arte. Non si sa se i NFT dureranno e se saranno un grande affare o solo roba da collezionisti e da ricchi annoiati. Ma questo vale per (quasi) tutto il metaverso.

Alessio Buzzanca

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Lazio, ancora un lutto per la famiglia Maestrelli: è morta Tiziana

ll mondo biancoceleste si stringe intorno alla famiglia Maestrelli, colpita da un’altra tragedia. Tiziana, secondogenita di Tommaso,tecnico della Lazio del primo scudetto, è morta in una clinica romana nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 dopo una lunga malattia. Aveva 68 anni. Si tratta del quinto lutto che colpisce direttamente la famiglia del “Maestro”, a partire proprio dalla sua scomparsa prematura ad appena 54 anni nel 1976, due anni dopo la vittoria del titolo. Da quel momento in poi la famiglia Maestrelli è stata colpita da diverse tragedie.

Nel 1999 se ne andò la primogenita a soli 49 anni, per via di un male incurabile. Nel 2011 morì Maurizio, uno dei due gemelli diventato una mascotte per la “Banda Chinaglia”. Insieme al fratello Massimo era solito partecipare agli allenamenti della squadra ed era sempre negli spogliatoi prima delle partite. Anche Maurizio è scomparso prematuramente a 48 anni dopo aver lottato contro la malattia, lasciando la moglie Monia Materazzi (sorella di Marco, ex calciatore dell’Inter e della Nazionale) e i due figli Andrea e Alessio. Nel 2014, fu infine il momento della scomparsa di Lina, la vedova di Tommaso, che si spense a 91 anni. Corrieredellosport.it

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Protocollo, il Cts dà l’ok: stop alle gare con il 35% dei positivi

Il Cts ha dato l’ok al protocollo del calcio sulla base dell’accordo registrato in conferenza Stato-Regioni. In questo momento il documento è ora negli uffici del ministero della Salute che nelle prossime ore promulgherà la nuova circolare che diventerà il testo di riferimento per le Asl nella gestione dei casi di positività negli sport di squadra. È possibile che la circolare diventi operativa già per questo fine settimana.Le nuove regole, prima fra tutte quella che dispone il blocco del gruppo squadra nel caso si superi la soglia del 35 per cento di atleti/calciatori positivi, saranno un’indicazione di fatto tassativa per le autorità sanitarie locali e impedirà che ognuna vada per conto proprio di fronte alla gestione delle emergenze. Nel pacchetto di mischia anti contagio ci sarà pure un rafforzamento del controllo attraverso i tamponi: i contatti “ad alto rischio” del soggetto positivo dovranno sottoporsi a test antigenici ogni giorno e per cinque giorni. Il tutto indipendentemente dalla propria condizione vaccinale. Mentre quelli “a basso rischio” (chi non ha avuto contatti diretti con i giocatori) osserveranno le indicazioni che valgono per tutta la cittadinanza.

La Lega di A ha fatto sua la soluzione in un’assemblea dei club in cui la posizione del presidente Paolo Dal Pino è stata ampiamente condivisa. Insomma, “siamo sulla strada giusta”. Sempreché, ed è la speranza di tutti, le regole predisposte non vengano messe in crisi da un pronunciamento degli scienziati: “Ci auguriamo – dice ancora Dal Pino – che anche il Cts abbracci la nostra visione per uniformare centralmente le decisioni delle Asl ed arrivare nel più breve tempo possibile a un chiaro quadro applicativo”. Cts che però, sondato informalmente, non avrebbe sottolineato grandi criticità. Anche Luigi De Siervo è fiducioso: “Abbiamo trovato un sistema di regole certe – dice l’amministratore delegato della Lega – che consentirà al campionato di concludersi nei tempi prestabiliti, anche perché il calendario è talmente denso che non ci sono pause per recuperare”.

Se il “non più del 35 per cento di positivi per giocare” è la norma chiave, la sua traduzione organizzativa è ancora da definire. Nelle ultime ore si è messo in discussione il tetto dei 25 su cui calcolare la percentuale in serie A. È probabile che la Federcalcio, sarà lei a prendere la decisione, possa alzare leggermente quel limite. In ogni caso, non va fatta confusione: una cosa è la lista sulla quale calcolare il 35 per cento, un’altra la rosa in cui scegliere per esempio in serie A (i 25 più la libertà di utilizzo degli Under 21). Anche il basket deve ancora decidere, la federazione lo farà con i club e le leghe, la cifra balla fra 12 e 14 giocatori. Il volley si è invece attestato sulla sua norma che già risponde alla logica del 35 per cento: con 4 positivi ci si ferma.

L’altro tema ancora da interpretare è quello della sfera di applicazione del protocollo. Fin dove arriverà scendendo giù dal vertice alla base della piramide dell’attività degli sport di squadra? È stata la preoccupazione manifestata dalle federazioni, in particolare dal volley che teme per il suo movimento di base. Nel documento approvato non c’è un limite, ma sarà la stessa circolare del ministero della Salute, con le linee guida del Dipartimento sport, a trovare il punto di confine. Tutto lascia pensare che si restringa il quadro ai campionati nazionali per la difficoltà di applicare test quotidiani per i “contatti ad alto rischio” nell’attività provinciale, regionale o amatoriale.

E qui c’è un altro punto da stabilire: i tempi. Anche su questo la circolare farà chiarezza. Naturalmente, sulle attività di vertice, tutti si augurano che la parte “riduca Asl” resti come garanzia per i campionati. La stretta con l’aumento dei controlli potrebbe avere invece una portata più limitata. Ma alla fine sarà questa maledetta curva epidemiologica a decidere. gazzetta.it

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Caso Jony: il Malaga chiede il risarcimento

In Spagna tiene banco la questione Jony, passato dal Malaga alla Lazio nel 2019 grazie ad una clausola rescissoria non riconosciuta dal club andaluso. Ne è nata una disputa legale che va ancora avanti: ieri in mattinata è avvenuta l’udienza tra il Malaga e il calciatore oggi sempre biancoceleste. A lui sono stati chiesti 12 milioni di euro come risarcimento per la presunta inadempienza contrattuale. La negoziazione, al momento, non è andata a buon fine. Proposti 100mila euro dalla controparte. Serviranno altri venti giorni per definire la questione, che va sottolineato, non riguarda direttamente la Lazio. Jony è oggi un giocatore in uscita da Formello, la sua avventura biancoceleste non è stata esaltante. Cerca fortuna altrove, magari di nuovo in Spagna. Corrieredellosport.it

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Sarri vuole una Lazio ‘italiana’

Parisi, Casale e non solo. Nei piani di Maurizio Sarri c’è una Lazio-azzurra. Puntare su calciatori italiani sembra essere – forse non un diktat – ma sicuramente una linea guida esposta dal tecnico alla dirigenza. Il centrale del Verona e l’esterno dell’Empoli potrebbero essere i primi tasselli per costruire una Lazio tricolore. Giovani, italiani ma soprattutto affamati, desiderosi di affermarsi sul palcoscenico internazionale. Italiani di nascita, ma non solo: il mercato estivo sotto questo aspetto ha dati un’indicazione importante. L’arrivo di Pedro, Zaccagni, Hysaj e la vecchia conoscenza Felipe Anderson, chiariscono ulteriormente il concetto. Sarri vuole aggirare i tempi d’ambientamento, la mancata conoscenza della lingua e tutti quegli aspetti cui si va incontro quando arrivano calciatori dall’estero.