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La migliore Lazio con i peggiori risultati: paradosso e rimpianti con la zona Champions che scivola via

Dopo aver ‘perso’ 3-4 mesi di campionato – per ovvi motivi visto il cambio in panchina – la Lazio contro il Napoli aveva l’occasione di poter tornare in scia nella corsa Champions. Non di affiancare le altre concorrenti, avanti nel percorso e nei punti, ma almeno di farsi vedere negli specchietti. Invece i gol di Insigne e Fabian Ruiz (a tempo scaduto) rovinano le ambizioni della Lazio e la costringono a non sognare troppo in grande. La Juventus 4° è a +7, la Champions è un miraggio: addio, al prossimo anno. 

La consolazione per Sarri è la prestazione della squadra, sempre più in crescita e in empatia con le sue idee. In calo nella ripresa, i biancocelesti hanno dominato nel primo tempo, sfiorando il gol in almeno 4 occasioni nitide. Una partenza sprint che avrebbe meritato un parziale diverso dello 0-0 dell’intervallo: Immobile è stranamente impreciso, Milinkovic non trova l’angolo giusto e Luis Alberto sbaglia la mira da pochi passi. Solo il neo entrato Pedro trova il gol del momentaneo 1-1 con uno spettacolare tiro al volo di sinistro da fuori area. 

Come contro il Porto, la Lazio esce dal campo tra gli applausi. Consapevole di aver giocato bene e di essere sulla strada giusta, sì, ma con nulla in tasca: senza qualificazione agli ottavi d’Europa League e senza punti contro il Napoli. Serve qualcosa in più, è evidente. Tuttomercatoweb.com

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Lazio-Napoli, i numeri: ai partenopei otto delle ultime dieci gare contro la Lazio

La Lazio è la squadra contro cui il Napoli ha vinto più sfide in Serie A: 52 in 131 precedenti; 41 pareggi e 38 successi dei biancocelesti completano il quadro. Più nel dettaglio, i partenopei hanno ottenuto otto successi nelle ultime 10 gare (2P) contro i biancocelesti in campionato, segnando ben 27 reti e subendone soltanto 10 nel periodo.

La Lazio ha vinto le ultime due sfide casalinghe contro il Napoli in campionato, senza subire alcun gol, dopo che aveva registrato sei sconfitte interne di fila contro i partenopei incassando 2.7 reti di media.

La Lazio ha perso soltanto una delle ultime 25 partite interne di campionato (19V, 5N): 0-2, contro la Juventus, lo scorso novembre.

Nel 2022, il Napoli è sia la squadra che ha guadagnato più punti (15 in 7 gare) in Serie A, sia quella che ha subito meno reti (solo quattro).

Il Napoli arriva a questa sfida da due pareggi di fila, entrambi per 1-1, in campionato contro Inter e Cagliari; i partenopei potrebbero registrare tre pareggi consecutivi in Serie A per la prima volta dal dicembre 2014.

Napoli (84%) e Lazio (82%) sono le due squadre con la percentuale di passaggi riusciti più alta nella metà campo avversaria in questa stagione di Serie A.

Maurizio Sarri ha vinto il 69% (79/114) delle gare alla guida del Napoli in campionato: record per un allenatore nella storia del club partenopeo in Serie A.

Ciro Immobile ha preso parte a nove gol (sei reti e tre assist) nelle sue ultime nove sfide di campionato contro il Napoli– il classe ’90 (19 reti nel 2021/22) potrebbe tagliare il traguardo dei 20 gol per la sesta stagione diversa in Serie A: solo Giuseppe Meazza e Gunnar Nordahl hanno fatto meglio (sette entrambi) nella storia del torneo.

Lorenzo Insigne ha segnato sette reti contro la Lazio in Serie A: solo contro la Fiorentina ha realizzato più marcature (nove) nel torneo. Il fantasista partenopeo è ancora alla ricerca sia di un gol su azione che di una rete in trasferta in questo campionato.

Dries Mertens ha preso parte a 13 gol (sei marcature e sette assist) in 14 sfide contro la Lazio in Serie A, inclusa la sua ultima doppietta in campionato (lo scorso novembre): soltanto contro il Bologna ha messo lo zampino in più reti (14) nel torneo

Dati OPTA

Alessio Buzzanca

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Lazio-Porto, assalto agli ottavi: ecco da quanto mancano

ALL-IN COL PORTO

Lo Stadio Olimpico delle grandi occasioni per una gara che può valere la stagione. La Lazio di Maurizio Sarri si gioca la qualificazione agli ottavi di finale di Europa League contro il Porto. Per eliminare i portoghesi, i biancocelesti devono vincere con due gol di scarto. Se – al novantesimo – dovesse essercene solo uno, si andrebbe ai supplementari. Gli ottavi mancano dalla stagione 2017/18, quando la squadra di Simone Inzaghi si confrontò con la Dinamo Kiev, superando gli ucraini nel doppio confronto con un 4-2 di aggregato. 2-2 nella gara d’andata (reti di Felipe Anderson e Immobile) e 0-2 al ritorno, con le marcature di Lucas Leiva e Stefan de Vrij. Reduci dalla spedizion di Kiev: Strakosha, Luiz Felipe, Marusic, Radu, Patric, Leiva, Luis Alberto e – ovviamente – Ciro Immobile.


LA DISFATTA AUSTRIACA


La campagna europea dei biancocelesti terminò alla soglia delle semifinali con la clamorosa sconfitta di Salisburgo: dopo la vittoria a Roma per 4-2, i biancocelesti fecero harakiri in Austria, in quei 5′ di follia in cui gettò al vento la qualificazione. Quattro anni dopo, con Sarri in panchina, la Lazio tenterà la rimonta contro l’ex Sergio Conceicao, per tornare protagonista nella competizione.

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Luis Alberto, numeri a confronto: è un ‘Mago’ da ultimo passaggio

Stagioni a confronto, efficienza al top

I numeri a volte vanno interpretati e spesso sorprendono. Quelli di Luis Alberto, in tal senso, certamente stupiscono. Mettendo a confronto il suo rendimento – in questa stagione – con la scorsa, emergono delle sostanziali differenze che – però – non riducono affatto il suo impatto sulla squadra. Il ‘Mago’ la scorsa stagione ha giocato 40 partite (34 in Serie A, 6 in Champions League). Il bottino è di 9 gol e 4 assist complessivi: lo spagnolo ha partecipato quindi a 13 gol della Lazio. Ovviamente parliamo di un dato già cristallizzato, il prodotto finale della scorsa stagione.

CON SARRI

In quella attuale invece – considerando che mancano ancora 12 partite di Serie A, più una (come minimo) di Europa League – ha già partecipato a 11 gol della Lazio. Sono distribuiti diversamente però: 3 gol e 8 assist (di cui 1 in Europa League). Insomma, per certi versi il Luis Alberto di questa stagione sembra più simile a quello del 2019-20, che totalizzò 10 assist in più rispetto ai gol fatti (7-17). Nonostante un inizio farraginoso, la necessità di trovare un terreno comune con il nuovo tecnico e la difficoltà di affrontare un cambiamento, Luis Alberto sta invertendo la tendenza e i numeri – appunto – sono lì, a confermare il tutto.

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La Champions passa da Roma: Olimpico fattore per il gran finale

Un rush finale tutto da vivere. La Lazio di Maurizio Sarri ha dato risposte positive in campionato: è prima per rendimento nelle ultime 5 partite (11 punti). Terza nelle ultime 10 (18). Nelle ultime 12 partite di Serie A, la Lazio giocherà ben 7 volte in casa, allo stadio Olimpico.

FATTORE OLIMPICO

Finora ha raccolto 25 punti (quarto miglior rendimento in campionato) con 7 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta, con una media di 2,08 punti a partita. Nelle ultime sette in casa, dovrà costruirsi l’opportunità di rimanere agganciata al treno Champions.

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Non solo Immobile, Sarri in emergenza e senza cambi

La Lazio in emergenza per la partita contro l’Udinese. Oltre la stanchezza post Europa League, Sarri dovrà fare i conti con i tanti giocatori fuori. Immobile, bloccato dalla febbre, è il primo grande assente. Sta meglio, ma non ci sarà alla Dacia Arena. Vedremo se riuscirà a tornare per il ritorno contro il Porto di giovedì prossimo. Ma oltre al bomber, sono cinque i titolari che non saranno della partita. Al conto vanno calcolati anche Acerbi e Lazzari, fermi per infortuni. Leiva e Luis Alberto sono squalificati.

La panchina corta

Le scelte di formazione sono praticamente forzate. Strakosha tra i pali, Luiz Felipe e Patric centrali, Hysaj e Marusic terzini. Centrocampo con Milinkovic, Cataldi e Basic. Davanti il tridente leggero formato da Felipe, Pedro e Zaccagni. La panchina fa impressione: Kamenovic, Radu, Akpa Apro, André Anderson tra difesa e centrocampo. In avanti ci sono il nuovo Cabral con i baby Raul Moro e Romero. In gruppo rimane anche Floriani Mussolini, sempre più vicino al debutto in Serie A. Corriere dello Sport

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I nuovi numeri di Zaccagni: solo Immobile più decisivo di lui

Con il gol segnato contro il Porto Mattia Zaccagni è arrivato a quota 7 in stagione (comprese le partite giocate con l’Hellas), ai quali si aggiungono 6 assist. In particolare da dicembre Zaccagni è sbocciato: ha infatti segnato 5 gol e servito 5 assist. Solo Immobile, nello stesso lasso di tempo, ha fatto meglio fra i biancocelesti (10 gol e 1 assist). E Zaccagni si sta sempre più ritagliando un ruolo da protagonista.

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Vitinha, dalla sfida con la Lazio agli elogi di Sarri: il regista perfetto per il “Comandante”

Vitinha è l’architetto del Porto, la prima fonte di gioco

Sergio Conceição gli affida il compito più delicato: dare un’impronta, in termini di creatività e organizzazione, al 4-4-2. E’ un regista-mediano, ha tolto il posto a Sergio Oliveira, ceduto a gennaio alla Roma in prestito con diritto di riscatto. Con Pepe, che governa la difesa, è la pedina che incide di più nella squadra di Sergio Conceição: ordine, logica, ritmo, distruzione del pallone, tempi di manovra. Ha ventidue anni, è tornato al Porto nella scorsa estate, dopo che il Wolverhampton aveva provato a riscattarlo a una cifra inferiore rispetto a quella pattuita: dodici milioni. Sergio Conceição gli ha consegnato le chiavi del motore.

IL RUOLO DI JORGE MENDES 

Vitinha è cresciuto allo stadio “do Dragão“, nel vivaio del club di Pinto Da Costa. E’ gestito da Jorge Mendes e ha un contratto in scadenza nel 2024: l’idea dei dirigenti è quella di cederlo a luglio. Vitinha è quel tipo di giocatore che manca alla Lazio di Sarri, rivale del Porto in Europa League. Non è un caso che il tecnico biancoceleste, alla vigilia della sfida di stasera, ne abbia sottolineato il valore, indicandolo come uno dei tesori di Sergio Conceição insieme con Fabio Vieira, ventuno anni, seconda punta. “Sono due giovani di livello e hanno qualità straordinarie”.

IL PORTOGALLO UNDER 21

Vitinha è nato il 13 febbraio del 2000 a Santo Tirso, è alto un metro e 72, è un destro naturale, ha la fascia di capitano nella nazionale portoghese Under 21 di Rui Jorge. Nel Porto indossa la maglia numero 20. Il suo gemello di reparto, nel 4-4-2, davanti alla difesa, è il colombiano Mateus Uribe, mediano, trent’anni, ex Atletico Nacional ed ex America di Città del Messico, pressing e forza nei contrasti. Vitinha si è fatto apprezzato anche in Champions (sei presenze), prima che il Porto venisse retrocesso in Europa League, arrivando terzo nel girone davanti al Milan. Diciotto partite in campionato, due gol (al Portimonense e all’Arouca), quattro gare e una rete in Coppa del Portogallo. L’esperienza nel Wolverhampton ha aiutato il suo processo di crescita: diciannove partite in Premier, un impatto positivo e un gol in FA Cup contro il Chorley

Corrieredellosport.it

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Lazio, come cambiano le quote senza Immobile. Il Porto ora è favorito

L’assenza di Ciro Immobile sposta. Nella singola partita, e, di conseguenza, anche in ottica qualificazione. Secondo i bookmaker la Lazio era favorita in Europa League per il passaggio del turno, questo almeno fino al forfait del capitano biancoceleste. Fino a mercoledì mattina, infatti, il passaggio del turno della Lazio si poteva giocare a 1,83, quello del Porto valeva invece 1,94 volte la posta. Senza Immobile le quote sono cambiate: ora è favorito il Porto, la cui qualificazione si può ora trovare a 1,85 (è invece salita a 1,87 quella della Lazio). Anche per la partita d’andata sono cambiate le quote: la vittoria del Porto è passata da 2,10 a 1,90, quella della Lazio sale da 3,20 a 3,70.

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Vieira, Vitinha ed Evanilson: ecco perché il Porto ha ceduto (bene) a gennaio

Luis Diaz, Jesus ‘Tecatito’ Corona e Sergio Oliveira. Il Porto – nell’ultima finestra di mercato – ha ceduto pezzi importanti della propria rosa, monetizzando (per Diaz e Corona circa 65 milioni di euro) ma anche in prestito (Oliveira alla Roma, con diritto di riscatto). Ma come mai un club di blasone internazionale, reduce da un girone Champions nel quale ha più volte sfiorato la qualificazione, ha deciso di lasciar partire pezzi così pregiati?


La risposta va ricercata nella politica aziendale che – da sempre – contraddistingue il Porto. Non è un caso infatti, che Conceicao abbia avallato il trasferimento dei tre giocatori. ‘ I ‘Dragoes’ rinnovano spesso e volentieri la loro rosa privilegiando la crescita dei loro giovani talenti, anche a discapito di nomi importanti. Tre nomi per chiarire meglio il concetto: Fabio Vieira, Evanilson e Vitinha. Sono questi – di fatto – i tre elementi ad aver preso il posto dei partenti, anche se non caratteristiche leggermente diverse. Il primo è – probabilmente – il giocatore di maggior talento sbocciato dalla primavera del club. Classe 2000, è un trequartista che ama partire da destra ed entrare nel campo. Mancino, ma capace di calciare bene con entrambi i piedi. E’ andato in gol nell’ultima di campionato contro lo Sporting Lisbona. Evanislon invece è un attaccante, scuola Fluminense, che calcia con entrambi i piedi. Classe ’99, è diventato il partner di Taremi ed ha messo a segno in stagione 13 gol in 27 presenze (spesso da subentrante). Ultimo – ma non per qualità – Vitinha. Altro ‘2000, cresciuto nelle giovanili del Porto ma di ritorno dall’esperienza con il Wolverhampton. 28 partite in stagione, è un centrocampista centrale che ha – di fatto – raccolto il testimone di Sergio Oliveira.

Insomma, per il Porto era ‘semplicemente’ arrivato il momento di ‘liberare’ spazio per i suoi talenti, rimanendo fedele al piano societario di cui sopra. La Lazio dunque, affronterà un avversario di alto livello, con giovani forti e motivati che Conceicao – già prima della partenza di Diaz e compagni – aveva già avuto modo di inserire nelle rotazioni.