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Isaksen fa per due: “Mi sembra un sogno”

Fuori due, dentro uno. Rispetto alla passata stagione la Lazio si è rifatta il look in attacco. Specie sulle fasce. Luka Romero si è svincolato, accasandosi al Milan, Matteo Cancellieri andrà invece in prestito (con diritto di riscatto) all’Empoli. Al loro posto è arrivato il solo Gustav Isaksen. Può sembrare un paradosso, ma a Formello sono convinti di essersi comunque rinforzati. Anzi: sono convinti di essersi strutturati meglio. Vero infatti che sugli esterni Sarri ha a disposizione un giocatore in meno (anche se Felipe Anderson, con l’arrivo di Castellanos al centro, probabilmente verrà utilizzato esclusivamente sulla fascia e non come alternativa di Immobile come è invece accaduto nell’ultima stagione), ma è anche vero che il tecnico ha dimostrato di fidarsi poco di Cancellieri e Romero. Spesso, troppo spesso per essere un caso, con la Lazio in svantaggio invece di inserire loro due cambiava i terzini, anteponendo la vivacità e la spinta di Lazzari e Pellegrini alle doti offensive di Cancellieri e Romero. L’attaccante preso dal Verona, infatti, ha totalizzato appena 602 minuti in tutto il 2022-23, di cui solo 237 in Serie A. Perfino meno lo spazio riservato a Romero: 276 minuti totali, 148 in A. In pratica Isaksen dovrà totalizzare appena 879 minuti (e 237 in A) per essere utilizzato più dei suoi due predecessori. Nella sua prima annata in Italia il danese dovrà essere l’asso nella manica di Sarri, il giocatore che, entrando a gara in corsa, può portare gol e assist. Deve inoltre consentire ai compagni di rifiatare più di quanto fatto nell’ultima stagione. Isaksen, che ieri insieme a Kamada ha svolto il primo allenamento con i nuovi compagni, si sta già inserendo in città: martedì era a cena con Rasmus Kristensen, suo connazionale acquistato recentemente dalla Roma. I due erano a Testaccio, al ristorante Da Felice, dove, a fine luglio, ha mangiato anche Zielinski quando la trattativa con la Lazio era calda. Isaksen, intanto, ieri ha parlato ai canali ufficiali del Midtjylland, club dal quale i biancocelesti lo hanno presto (per 12 milioni più 4 di bonus): “Ho sempre avuto in squadra giocatori più bravi di me, che segnavano più gol e che avevano la capacità di mettere dentro la palla. Ho avuto Morten Rasmussen come allenatore (del reparto offensivo ndr), che mi ha inculcato nella testa l’importanza di farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Ho imparato da chi ne sapeva di più e questo è un buon consiglio che posso trasmettere: imparare sempre da chi è più bravo. È un consiglio che mi porto dietro anche ora che arrivo in un club dove ci sono giocatori con molta più esperienza di me. Ora vado in un club fantastico, con grandi tifosi, con uno stadio bellissimo e con tradizione. Sono contento, mi sembra tutto surreale”. Già domenica, nell’amichevole col Latina, dovrebbe esordire. La Lazio ci crede. Al punto che ha deciso di lasciar partire due giocatori e di sostituirli solo con lui.

Elmar Bergonzini

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Bernardeschi: “Sarri ha idee di gioco concrete”. E sul ritorno in Italia…

Sebbene non ci sia alcuna conferma su un’eventuale trattativa, nelle scorse settimane alcuni organi d’informazione hanno accostato alla Lazio il nome di Federico Bernardeschi, attualmente in forza al Toronto FC, in Canada. Il calciatore è stato intervistato oggi da La Gazzetta dello Sport. “Aggiungo la Lazio: Sarri ha idee di gioco concrete, dà una sua impronta e porta avanti un progetto. L’anno scorso ha ottenuto grandi risultati”, ha affermato Bernardeschi parlando delle squadre pretendenti allo scudetto.

Sul possibile interesse nei suoi confronti da parte di diversi club italiani, l’ex giocatore di Fiorentina e Juventus è stato chiaro: “Mi fa piacere ricevere attenzioni, se ci sarà la possibilità di rientrare io e la società decideremo insieme”.

Macino puro, Bernardeschi può essere impiegato sia come esterno d’attacco che come trequartista. Ha notevoli doti fisiche ed è abile nel dribbling e nei calci piazzati. Dopo dieci anni nelle giovanili della Fiorentina, nel 2013/2014 è passato al Crotone, in cui ha totalizzato 38 presenze e 12 gol. Poi il ritorno a Firenze: tre stagioni in maglia viola, con cui ha giocato 72 partite segnando 14 reti. Nell’estate del 2017 è stato acquistato dalla Juventus, dove rimane per cinque stagioni, in cui fa registrare 134 presenze e 8 gol. In bianconero ha conquistato tre scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Nel 2021 con la maglia della Nazionale ha vinto i Campionati Europei (le presenze totali con gli Azzurri sono 39, i gol 36). Nella scorsa stagione è stato ceduto al Toronto FC.

“Lo scorso campionato – ha dichiarato Bernardeschi alla Gazzetta in merito alla sua esperienza in Mls – sono partito molto bene, con 8 gol e 4 assist in 13 gare. Quest’anno stiamo attraversando una fase di transizione e di difficoltà, sono cambiate tante cose, compreso l’allenatore e stiamo costruendo per la prossima stagione. Ci vuole pazienza”.

Andrea Pranovi

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Lazio, Basic dopo l’Aston Villa: “Voglio restare qui”

Netta sconfitta per la Lazio nell’amichevole di ieri sera in terra inglese. Gli uomini di Sarri escono battuti dal Bescot Stadium per tre a zero. Dopo un rigore parato da Provedel, la squadra biancoceleste ha subito il vantaggio dei Villans, siglato da Watkins. Al 55′ è arrivato il raddopppio firmato McGinn e nel finale Revan ha fissato il punteggio sul tre a zero. Al termine dell’incontro il centrocampista laziale Toma Basic è intervenuto in mixed zone: “Era molto complicato, sappiamo che l’Aston Villa inizia tra 20 giorni la stagione, hanno più fisicità di noi in questo momento, ma non dobbiamo essere tristi e nervosi, dobbiamo imparare su quanto successo. Dobbiamo crescere su altre cose che il mister vuole, dobbiamo stare uniti”.

“Cosa ci ha detto Sarri? Non ci ha detto niente, domani parliamo”, ha dichiarato il croato. “Abbiamo iniziato bene la partita – ha aggiunto – ma abbiamo visto che poi in ogni ritiro è sempre così. Le gambe sono stanche, è una cosa su cui possiamo migliorare per il Girona, c’è tempo. Assenze Milinkovic e Luis Alberto? Difficile da dire, siamo qui, lavoriamo ogni giorno, penso che troveremo comunque il nostro calcio. Sono un po’ stanco ma sono qui a disposizione e penso di poter crescere se seguo la squadra. Tutti insieme”. Sul suo futuro Basic è stato chiaro: “Se voglio restare qui? Sì,certo”.

Quello di ieri sera è stato il quinto test precampionato per la formazione di mister Sarri, dopo le quattro amichevoli disputate nel corso del ritiro di Auronzo di Cadore. L’esordio ha visto la Lazio superare l’Auronzo per 16 a 0. Nel secondo match i biancocelesti hanno avuto la meglio con un 5 a 0 sul Primorje. Successi anche contro la Triestina e l’NK Bravo, battute rispettivamente 2 a 0 e 3 a 0.

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Lotito: “Dimissioni Sarri? Tutto falso, stiamo lavorando”

“Sarri si vuole dimettere? Ma basta. Ma che scemenze, è tutto totalmente falso, ha capito? Falso, totalmente, tutto falso, stiamo lavorando….“. Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ai microfoni di tag24.it, in riposta alla domanda sul futuro del tecnico toscano infastidito dallo stallo del mercato biancoceleste

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DICHIARAZIONI ESCLUSIVE

‘SVB’ – Grigioni e l’amore interrotto: “Addio dalla Lazio me lo aspettavo”. Su Provedel e Maximiano… (AUDIO)

Gli eroi leggendari, scrisse qualcuno, vestono lunghi mantelli, ai portieri invece bastano un paio di guanti per esaltarsi. Salti prodigiosi, nemici immaginari, palloni sparati a velocità impressionanti da neutralizzare prima con la forza del pensiero e poi con l’esplosività delle gambe. Concetti elaborati e trasmessi sino alla noia nei suoi lunghi allenamenti per 18 anni. Fra Auronzo e Formello per garantire alla Lazio dei guardiani di prim’ordine. Questo è stato il mestiere svolto da Mr. Adalberto Grigioni per un lungo tratto della sua carriera. “Cosa è per me la Lazio? – Spiega su RadioSei a SeiVolteBuongiorno – 18 anni, 870 partite. Una vita, mi ha fatto crescere come professionista e come uomo. Sono ultra felice di aver avuto questa esperienza e di averla fatta con la Lazio. Per me la Lazio è particolare, dà sensazioni speciali sia dall’interno sia all’esterno con i tifosi”. La voce nasconde con difficoltà l’emozione. Un velo di amarezza accompagna l’epilogo del suo rapporto alla Lazio. “Addio? Io me l’aspettavo e non me l’aspettavo. – afferma Grigioni – Mi è dispiaciuto perché avrei voluto fare la Champions League, l’ultima che ho fatto è stata con Inzaghi dopo la pandemia. Il presidente mi ha detto che non mi rinnovava il contratto, mi ha accennato qualcosa anche Fabiani. Ho resettato tutto completamente”.

I MIGLIORI:


“A livello tecnico mi ha colpito Peruzzi. Quando sono arrivato io era più da mantenerlo. È stato il migliore, non solo nella Lazio. In senso assoluto. La sfida è stata Muslera, un impatto terribile. Ho fatto l’allenatore papà”.

I PORTIERI DI OGGI:


“Provedel e Maximiano? Ivan è molto tempo che gli facevo la corte, con lui parlavo spesso quando ci incontravamo. Non avevo dubbi perché lui è freddo e determinato, molto sicuro di sé stesso. Venire a giocare da La Spezia alla Lazio, partite di livello, non è facile. Tecnicamente si migliora, le partite della Lazio sono diverse rispetto a quelle delle squadre in cui ha giocato. Su Maximiano ho buone sensazioni e continuo ad averne. Lui soffre il giocare poco. Ha vissuto un momento di difficoltà, quest’anno potrebbe essere diverso…”.

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Immobile, Lotito: “Nessuna proposta ricevuta, Ciro non è in vendita”

Il Presidente della Lazio Claudio Lotito, contattato dal Corriere dello Sport, ha smentito l’offerta per Ciro Immobile: “La Lazio non ha messo in vendita Immobile e non ha ricevuto alcuna proposta”. Smentita di rito? La cosa certa è che sono ore importanti per capire quale sarà il futuro dell’attaccante della Lazio.

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AURONZO, DAY 2 -Romagnoli: “Sarri maestro della linea difensiva, vogliamo migliorarci. Tifosi fondamentali, emozioni sempre forti”

Dal ritiro di Auronzo parla Alessio Romagnoli: “Sarri maestro della linea difensiva, vogliamo migliorarci. Tifosi fondamentali, emozioni sempre forti”

“Sarri maestro della linea difensiva, vogliamo migliorarci. Tifosi fondamentali, emozioni sempre forti”. Alessio Romagnoli ai microfoni di Lazio Style Channel durante il ritiro di Auronzo di Cadore: “Sto abbastanza bene, ho avuto tanto tempo per riposare e lavorare. Ora saranno giorni intensi, per noi difensori ancora di più. Siamo felici di essere qui, iniziare, sarà una stagione piena di impegni, dobbiamo prepararci a dare il massimo. Cos’è cambiato rispetto allo scorso anno? Ho un anno in più (ride, ndr). Le emozioni sono sempre di più, anzi, ogni anno più forti”.

“Il primo giorno di ritiro subito sulla tattica, mi era capitato quand’ero al Milan con Giampaolo, sono molto simili, veramente due maestri di questa linea. Dobbiamo sempre lavorare per migliorare, il nostro lavoro non dipende solo da noi, l’anno scorso siamo stati facilitati dal lavoro che hanno fatto gli altri. Per poco non siamo stati la miglior difesa del campionato, abbiamo eguagliato il record di clean sheet, vogliamo superarlo”.

“Tifosi fondamentali, come avere un altro uomo in campo. Sappiamo i sacrifici che fanno e siamo contenti che loro ci seguano ogni anno qui ad Auronzo e in ogni partita. Il 13 è un numero che mi porto dietro da molto, sono stato fortunato a trovare una squadra così, ben attrezzata, con un mister forte. Io cerco di far tutto per dare il mio. Non penso di essere io il dominante, siamo tutti fondamentali in questa squadra. Fare una stagione così a livello di numero per il nostro reparto è stato veramente bello. L’obiettivo è migliorarsi sempre, far meglio dello scorso anno. Se abbiamo parlando già di Champions? Sinceramente no, è presto, sappiamo il valore della competizione ma è presto. Pensiamo ad allenarci, mettere benzina e prepararci qui ad Auronzo”.

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Milinkovic, Lotito: “Sarà fatto quanto ci sarà il pagamento. Mi ha chiesto di cambiare aria, se vai in Arabia lo fai per soldi”

Lotito sul passo d’addio su Sergej Milinkovic-Savic. Dall’Arabia spingono per acquistare il forte centrocampista serbo, un’offerta di 40 milioni per la Lazio e ben 20 milioni di euro a stagione per il giocatore, una proposta irrinunciabile. La redazione di Tag24 ha raggiunto il presidente della Lazio, nonché senatore di Forza Italia, proprio per capirne di più. Disponibile e fin troppo sincero, con la telefonata che parte con un “Milinkovic e offerta araba? Io non so nulla“, dice subito il patron laziale che poi aggiunge: “Tutto fatto? No no, non mi risulta sia fatto niente, ne sapete più voi che io. Qualcuno vi racconta le cose, non so se sono frottole o verità. Allo stato non ho firmato nulla”.

Lotito su Milinkovic. “Se vai in Arabia lo fai solo per soldi, per nient’altro”

E fin qui, tutto normale, quando si va nello specifico, il presidente del club biancoceleste si apre e quasi si sfoga, anche perché per lui Sergej Milinkovic-Savic è come se fosse un figlio, e non è una frase buttata tanto lì a caso. “Non so se c’è l’offerta dall’Arabia – prosegue nel suo essere misterioso e mischiare le carte ma poi rivela -, mi hanno detto che c’è e vale molto per il giocatore e meno per la società. Il giocatore ha chiesto di andare via dato che sono 8 anni che è alla Lazio. Non è un problema di rapporti con la società, è un problema di testa. Non era un problema di soldi con noi, voleva cambiare aria”.

Lotito, come al solito, risponde ad altre persone mentre è al telefono, ma l’argomento Milinkovic lo appassiona e prosegue nel suo racconto: “Perché va via? Non so se sia un problema di stimoli, se uno vuole andare in Arabia lo stimolo sono solo i soldi. Ma dovete chiederlo a lui“.

Il presidente della Lazio conferma anche che ha cercato pure di far rinnovare il contratto al suo pupillo: “Ho cercato fino all’ultimo di tenerlo, ma quando uno mi chiede per un fatto suo e personale di andare via che posso fare? Noi eravamo disponibili a rinnovare il contratto ed incrementarlo. Ho un bel rapporto con lui, ma alla fine il giocatore decide quello che vuole fare nella vita. Lui mi ha telefonato pregandomi di lasciarlo andare“.

“Per ora Sergej andrà in ritiro, fino al pagamento è così…”

Sull’offerta pochi dubbi, anche sulla spiegazione: “Questa offerta non è concretamente arrivata, quando sarà firmato il contratto e sarà fatto il pagamento sarà fatta”. E ancora, ma senza essere perentorio: “Fin quando sarà un tesserato della Lazio andrà in ritiro, quando non lo sarà più andrà dove avrà deciso“.

Infine il presidente Claudio Lotito si lascia andare ad una massima, quasi una verità assoluta, svelando anche l’entità della cifra: “Io non ho parlato di un’offerta giusta, perché se aspettassimo quella giusta non lo cederemmo a quelle cifre. Ho preso un impegno con il ragazzo, che se fosse arrivata un’offerta normale minima per la Lazio poteva andare. L’offerta è più bassa di 50 milioni, un po’ di meno. Questo è un atto di fede che sto facendo nei confronti del calciatore per un impegno che ho assunto”. Tag24.it

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Sarri: “Berardi mi piacerebbe. Punta dipende dall’utilizzo di Felipe. Milinkovic risorsa tecnica e problema societario”. Poi su obiettivi e Lotito… (AUDIO)

Maurizio Sarri ai microfoni di Sportitalia: “Berardi mi piacerebbe”

Fuga in Arabia?

“Io sinceramente qualche offerta l’ho ricevuta da quei paesi lì, per il momento però sto bene alla Lazio. Quindi è inutile parlare di soldi. Se poi tra un paio d’anni non starò più bene alla Lazio o mi finirà il contratto, qualcosa per un anno o due lo si può prendere in considerazione. In questo momento sto bene lì (a Formello, ndr.), a due ore di macchina da casa e quindi non ho motivazioni per prendere in considerazione questa cosa”.

Berardi

“Berardi è un giocatore del Sassuolo. È uno dei calciatori che mi piacerebbe allenare, così come ce ne sono tanti altri. Nel Sassuolo ce ne sono tanti di giocatori che a me sarebbe piaciuto allenare. Per esempio Frattesi, Maxime Lopez è un giocatore che mi intriga. È sempre stata una squadra che per filosofia ha avuto dentro due o tre giocatori che a me piacevano. Se parli di Berardi io devo fare un passo indietro perché ho troppo rispetto del Sassuolo per parlare di Berardi”.

Milinkovic

“È un problema per la società, è chiaro che per me potrebbe essere una risorsa. Dipende tutto da quanto il ragazzo è coinvolto dalla situazione. Un Milinkovic con la testa libera è un giocatore di livello straordinario. È un giocatore che con noi tra gol e assist in due stagioni ha creato una quarantina di situazioni. Quindi si sta parlando di un giocatore straordinario che ora ha una vicenda contrattuale che non so a che conseguenze possa portare. È un problema societario, è una risorsa tecnica, però poi lì si va in una scelta che è puramente societaria”.

Il nuovo attaccante

“Dipende dalle situazioni che sono in divenire. Se noi abbiamo la necessità di tenere sempre Felipe da attaccante esterno è chiaro che deve arrivare un giocatore più pronto. Se noi abbiamo attaccanti esterni in buon numero, è chiaro che possiamo prendere anche un giovane da tirare su e nel frattempo si può utilizzare qualche volta Felipe anche da attaccante centrale, cosa che tra l’altro ha fatto anche bene durante questa stagione. Queste situazioni vanno viste sempre nel complesso della rosa che ti sta venendo fuori”.

Torreira?

“L’ho visto che benissimo alla Sampdoria, l’ho visto bene alla Fiorentina. È un giocatore che in Italia ha fatto bene”. 

Rivalità con Mourinho?

“Io personalmente non la sento. L’ho sempre detto, a me è una persona che rimane anche simpatica. Nelle rare volte che ci ho parlato è una persona intelligente: in un Chelsea-Manchester United è successo anche qualcosa di cui si poteva approfittare e non l’ha fatto. Per questo io c’ho grande rispetto per lui”.

Commento sul calendario: alla terza il Napoli, alla quarta la Juve…

“Menomale che siamo arrivati secondi, altrimenti ci avrebbero fatto giocare in deroga contro il Real Madrid. Calendario pesantissimo per quanto ci riguarda. Nelle prime otto partite affrontiamo quattro grandi squadre”.

Però voi siete arrivati secondi…

“Noi siamo arrivati secondi perché abbiamo fatto bene, però non possiamo negare che siamo andati sull’onda di squadre che hanno fatto meno di quello che potevano fare. E su questo non possiamo fare conto anche in futuro”.

E il prossimo anno come sarà?

“Se io dovessi parlare da un punto di vista egoistico, faccio secondo posto con la Lazio devo dare le dimissioni. Perché la possibilità di fare meglio è davvero difficile”.

Ma non ci hai pensato?

“Non ci ho pensato perché mi trovo in un ambiente in cui sto bene e mi piacerebbe andare avanti. Però bisogna avere tutti la consapevolezza che ripetersi sarà estremamente difficile. Sicuramente il nostro obiettivo è quello di rimanere in Champions, quindi dobbiamo avere la testa alle prime quattro posizioni, ma con la consapevolezza che è difficilissimo. Mi piacerebbe ma è difficile”.

Quante volte senti Lotito?

“Dipende dai momenti. Quando ha meno impegni politici lo sento spesso, momenti in cui come in questo periodo deve mettere insieme elezioni in Molise per il suo partito, deve mettere insieme partecipazioni continue alle riunioni per i diritti televisivi, è normale che lo senti meno”.

Quindi ti piacerebbe fare il manager. Oppure ti fidi del tuo team di lavoro, Fabiani e Picchioni?

“Io mi fido di tutti, ma noi siamo una società in cui la figura del presidente è importante. Se lui fosse presente in maniera sistematica per noi sarebbe importante”.

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“Per Berardi vogliono oltre 30 milioni”, Carnevali risponde a Lotito: “Parli con me, non con i giornali…”

Al termine dell’incontro con l’Inter per Frattesi, l’ad del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha lanciato una frecciatina al presidente della Lazio, Claudio Lotito: “L’ho visto due giorni fa e non mi ha detto niente. Se ci sono comunicazioni spero me le faccia direttamente e non attraverso i giornali. Frattesi? È fatta, ha firmato poco fa. Siamo contenti e non è stata facile. La trattativa è stata lunga e c’erano varie società, ma con l’Inter si è chiusa nel modo migliore, sia per noi che per il giocatore, che ha sempre avuto una preferenza per il club nerazzurro”.

LEGGI ANCHE: Lotito confessa: “Vorrei prendere Berardi, ma il Sassuolo spara oltre 30 milioni”

Il nome caldo dell’estate biancoceleste rimane quello di Domenico Berardi. E’ la richiesta numero uno di mister Sarri, che lo accoglierebbe volentieri nella sua Lazioversione Champions League. Per questo motivo, molti degli sforzi del presidente Lotito sono rivolti proprio al numero dieci neroverde e al dialogo con il Sassuolo. Una trattativa però non facile, come confermato proprio dallo stesso numero uno biancoceleste, intercettato sulle colonne de Il Messaggero.