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Funerale D’Amico, Lotito: “Ha fatto la storia della Lazio, esempio per il futuro” (VIDEO)

Al termine dei funerali di Vincenzo D’Amico, il presidente Lotito ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti: “Una grave perdita. Stiamo parlando una persona che ha fatto la storia del nostro club, entrato nel cuore dei nostri tifosi. È stato un punto di riferimento e questo è un momento di grande tristezza. Ho sentito il dovere e l’obbligo di essere presente per testimoniare che la nostra storia non viene mai dispersa e dimenticata. Rimarrà anche per il futuro, per l’esempio e per i comportamenti di attaccamento ai nostri colori biancocelesti. Stiamo predisponendo una serie di attività per vedere che tipo di iniziative intraprendere. Ancora possibili bandiere di questo genere? Io penso di sì. Si tratta di impostare un ragionamento e un atteggiamento nei confronti dei tesserati diverso da quello che è solo legato alla prestazione sportiva basato sulla remunerazione. Dobbiamo entrare nel cuore e nella testa di questa gente attraverso i valori dello sport, che prevedono anche e soprattutto l’attaccamento alla maglia e al club, per il quale combattono sul campo non solo per gli interessi materiali ma per l’orgoglio all’appartenenza e soprattutto testimoniare anche i valori del club al quale appartengono”.

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Funerale D’Amico, Cataldi: “Rappresentava la lazialità, grande uomo e classe incredibile” (VIDEO)

All’uscita dalla chiesa dopo i funerali di Vincenzo D’Amico ha parlato il centrocampista della Lazio Danilo Cataldi che ha omaggiato il “Capitano” biancoceceleste: “In una giornata così l’affetto che c’è stato per quest’uomo lo vedete da questa piazza gremita. è stato un grande uomo e un grande laziale. Ho chiesto a Maurizio Manzini com’era Vincenzo D’Amico  e mi ha detto che non lo ha mai visto una volta serio. Ciò testimonia quanto era scherzoso e in campo si faceva rispettare e aveva una classe incredibile. Purtroppo non ho potuto vederlo dal vivo. Per me rappresentava la lazialità”.

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Provedel: “Obiettivo passare il turno in Champions. Voglio godermi ogni singolo momento”

Ivan Provedel, ai microfoni di SkySport, ha rilasciato alcune battute durante la presentazione del GP d’Austria di Formula 1. Appassionato di motori, il portiere biancoceleste ha fatto riferimento anche a gli obiettivi della prossima stagione con la Lazio: “Se dovessimo affrontare il Real Madrid sarebbe bellissimo. La Champions League – prosegue Provedel – è questa, parliamo di una partita, si gioca come tutte. L’obiettivo sarà quello di passare il turno in Champions League. Mi voglio divertire, godermi in ogni singolo momento. È il modo per fare del proprio meglio. I numeri si guardano, perché alla fine i numeri parlano di risultati. Puoi non piacere a qualcuno, ma parlano i punti che fai”.

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Sarri, passione ciclismo: “Fulminato da Moser. Ecco cosa faccio la notte…” (VIDEO)

“La mia era una famiglia di ciclisti: babbo, nonno, zii. Era una famiglia in cui si mangiava pane e ciclismo, l’anomalia per me è stata il calcio, non il ciclismo”Maurizio Sarri parla della passione per il ciclismo. Il suo vero amore, prima del calcio, è la bici. A Eurosport racconta la sua gioventù su due ruote: “Secondo me ero un buon ciclista e un giocatore di calcio mediocre, ma avere alle spalle una famiglia di ciclisti mi pesava un po’, sentivo la responsabilità di dover vincere, anche se loro non mi hanno mai fatto pressione. Poi avevo tutti gli amici che giocavano a calcio e ho cominciato anche io, ma la grande passione per il ciclismo è rimasta”.

Sarri e il mito Moser

“Il mio primo ricordo del ciclismo è un Giro vinto da Gimondi all’ultima tappa su Anquetil, mi sembra. Anche se poi la passione vera, la fulminata, me l’ha data Francesco Moser. Quando giocavo a calcio, calcolavo le ammonizioni per farmi squalificare quando c’era la Parigi-Roubaix con lui. Moser lo seguivo con una passione enorme. L’ho conosciuto in Versilia. Era una mattina, lui era ai primi anni di professionismo e stava recuperando dopo un’operazione alle tonsille mi sembra, io andavo in bici e lo vidi passare con la maglia della Filotex (la prima squadra Pro di Moser ndr). Lo conoscevo perché l’avevo seguito già da dilettante, quando era alla “Bottegone” (squadra dilettantistica toscana ndr), mio padre mi diceva: “Guarda che lì hanno un ragazzo molto forte” e quindi andavamo a vedere alcune sue gare da dilettante qui in Valdarno”.

Sarri e il rapporto con il ciclismo

“Io le corse spesso me le riguardo la notte, perché la sfortuna è che ad aprile, che è il mese delle classiche, comincia a essere il mese decisivo per le stagioni calcistiche. Maggio non ne parliamo neanche. Quindi azzero telefonino, non guardo nulla e alle nove, alle dieci, quando stacco definitivamente dal mio lavoro, mi rilasso e mi guardo tutta la tappa o tutta la corsa. Noi alla Lazio abbiamo una serie di fisioterapisti che sono grandi appassionati di ciclismo, quindi quando sono lì a lavorare, a fare massaggi, guardano anche le corse, il giorno dell’ultimo Giro delle Fiandre, io ero a fare la doccia dopo la partita, loro sono venuti vicino alla doccia, dove mi stavo lavando e allora gli ho detto: “Via tutti, non mi dite nulla, sennò vi do una testata sul setto nasale” (ride ndr)”.

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Pedro: “La Lazio è ciò che cerco. Mourinho? Ecco in cosa mi ha deluso quando ero alla Roma”

Si avvicina il 30 giugno e allo stesso tempo anche la fine dell’attuale accordo tra la Lazio e Pedro. Il futuro dello spagnolo – che ha già cominciato ad allenarsi per la prossima stagione a Tenerife – al momento è ancora in dubbio. Lotito gli ha offerto altri due anni a poco più di 2 milioni di euro ottenendo la promessa di restare da parte dell’esterno canario, ma ad oggi non ci sono ancora novità. A Formello sono convinti che Pedro resterà, ma non va sottovalutato il pressing dei milioni dell’Arabia Saudita.

Lazio, le parole di Pedro. Deluso da Mou

Nel frattempo l’ex Barcellona è tornato a parlare e lo ha fatto ad ABC, ma concentrandosi perlopiù sull’esperienza agli ordini di Mourinho: «Ha preso la decisione di mandarmi via. Quello che mi ha deluso è che ho provato a parlargli per scoprire il motivo, volevo me lo dicesse in faccia, non siamo bambini, e lui non ha voluto. Anche il club non me lo ha permesso, è stato un po’ strano».

Poi sulla differenza tra Mou e Guardiola: «Non so se siano yin e yang.Sono diversi. Guardiola è il numero uno, un perfezionista. Mourinho ha altri metodi. Se devo sceglierne uno, sapete già chi prendo. Sto con Pep, senza nessun tipo di problema, lo dico. È il miglior allenatore che ho avuto, quello con cui ho imparato a capire il calcio, quello che mi ha fatto crescere di più come calciatore e come persona».

Infine ancora sulla Roma e poi sulla Lazio: «Non credo i problemi alla Roma fossero con Mou. Era stato lui a volermi al Chelsea. È vero che abbiamo avuto un brutto anno, lui è stato esonerato a Natale. Ma in quei sei mesi insieme non ho avuto problemi con lui. Invece alla Roma ha preso questa decisione. Ho accettato questa scelta. Non ho pianto, non sono morto, non sono andato in depressione. Al contrario, mi ha reso più forte e mi ha fatto vedere un altro lato del calcio. Ho un club, la Lazio, che fa per me, si adatta a ciò che cerco».

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Lotito: “Berardi? Le soluzioni tecniche prescindono dai nomi”

Claudio Lotito è stato intercettato da alcuni cronisti fuori dal Senato e ha rilasciato alcune battute circa il nome di Domenico Berardi. Da tempo infatti il giocatore del Sassuolo è accostato alla Lazio. “Berardi? È un obiettivo che ti sei posto te (rivolgendosi a un giornalista, ndr.), non che mi sono posto io. Il mio è quello di rinforzare la squadra. Le scelte vengono fatte di concerto con l’allenatore e con il direttore per trovare la soluzione migliore per rendere più forte la squadra. Non sono i nomi, sono le soluzioni tecniche che devono essere trovate. E le soluzioni tecniche prescindono dai nomi“, ha dichiarato il patron laziale.

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Lotito: “Lotteremo per le posizioni di vertice, il rafforzamento della rosa proseguirà”

“Lotteremo per le posizioni di vertice, il rafforzamento della rosa proseguirà”. L’editoriale di fine stagione del Presidente della Lazio, Claudio Lotito.

Cari tifosi biancocelesti,

siamo arrivati al termine di una stagione che non ho difficoltà a definire straordinaria e che ci ha meritatamente portato alla partecipazione alla prossima Champions League. Alla fine di un campionato ricco di prestazioni esaltanti e di grandi vittorie, la squadra si è piazzata al secondo posto, dopo il Napoli Campione d’Italia: una posizione pienamente meritata, che abbiamo raggiunto con una fortissima determinazione e con tutte le nostre forze, attraverso un grande lavoro di squadra di giocatori, staff e dirigenti e con il pieno merito della guida tecnica di Maurizio Sarri.


Una Lazio che sfiora le vette, proprio come la nostra aquila, simbolo della Roma Imperiale. Come sempre dimenticata dai grandi commentatori di inizio anno, quelli delle puntate facili e delle griglie scontate, la Lazio si è collocata indiscutibilmente tra le “big”, grazie ad un Campionato giocato sempre a testa alta.

Durante la stagione sportiva, la squadra è riuscita a “mettere in fila” almeno una volta tutte le grandi squadre, che potevano contare peraltro su altri budget di partenza rispetto al nostro. La vittoria con l’Inter di inizio campionato, la grande affermazione di Bergamo, il trionfo in casa col Milan, la vittoria di cuore a Roma con la Juventus, la solida prova contro il Napoli lanciato verso il titolo…e ovviamente i due derby vinti che hanno sancito la supremazia nella Capitale, con affermazioni indiscutibili nel gioco e nel risultato.

Le nuove sfide

Questa Lazio sa emozionare e la sfida è solo iniziata. Ora dobbiamo rimanere tra le grandi, dimostrare che questo progetto è partito. Il rafforzamento della rosa ha dato i suoi frutti e proseguirà senza incertezze. Altrettanto posso dire di quello societario, con l’obiettivo di strutturare tutti i settori della Lazio in una dimensione europea.
Il settore giovanile sta tornando ai livelli attesi: la Primavera, meritatamente promossa nella massima serie, giocherà per effetto del piazzamento in Champions della prima squadra la prestigiosa Youth League.

La Lazio anche in questi mesi non ha fatto mancare la sua attenzione alle iniziative sociali, in linea con i suoi valori: non ultima, quella per i donatori di midollo osseo nel nome dell’indimenticabile Sinisa Mihajlovic. Abbiamo festeggiato tante ricorrenze insieme, come una grande famiglia. Il 26 maggio, per esempio, a dieci anni dalla Coppa Italia più importante, un Olimpico pieno di amore e di generazioni laziali ha salutato gli eroi del passato recente. Celebrato il giocatore più presente della storia biancoceleste, il nostro Stefan Radu, in una cerimonia emozionante per tutti.

La chiosa

Ci proiettiamo quindi subito alla prossima stagione, con coraggio e fiducia. Sarà una grande annata, ancora sotto la guida di Maurizio Sarri. Abbiamo aperto ieri la campagna abbonamenti “Essere Laziali” e speriamo di registrare tanto entusiasmo da parte vostra. Mi piacerebbe vedervi al fianco della squadra sin dal ritiro di Auronzo. Giocheremo sempre per vincere, lotteremo per le posizioni di vertice.
E, soprattutto, giocheremo la Champions, tifosi laziali.


Buona estate a tutti voi.

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Dionisi realista su Berardi e Frattesi: “Se avranno opportunità migliori…”

Nel corso di una lunga intervista concessa a SassuoloNews.net, il tecnico neroverde Alessio Dionisi parla così del campionato disputato dalla sua squadra: “Se devo fare una media tra andata e ritorno dico che abbiamo fatto un buon percorso. Se devo dare un voto non lo so, dallo te. Io direi un 7,5 di incoraggiamento per raggiungere l’8, chissà, nei prossimi due anni”.

Sulla cessione di Berardi e Frattesi:
“Sarebbe un azzardo però l’anno scorso che percentuale abbiamo perso di gol? Nessuno lo ha detto ma abbiamo perso il 50% dei gol: Scamacca 16, Raspadori 10, Traoré 7.

Domenico è giusto che venga sempre chiacchierato perché è il giocatore più importante, è il simbolo di questa squadra, ma al tempo stesso è da vedere. Io spero di riallenarlo come per certi aspetti spero Davide ma se avranno un’opportunità migliore e sia loro che la società acquirente e la società Sassuolo saranno convinti non mi opporrei, sarebbe controproducente opporsi, ma a quel punto sarebbe controproducente leggere il paragone con il Sassuolo precedente perché lo sarebbe per i giocatori e per un eventuale campionato altalenante, sarebbe controproducente per me dire che il paragone è quello con l’anno scorso. Vedremo quanta continuità di motivazioni riusciremo a dare, io spero tanta”.


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Frattesi sceglie: “Resto in Italia, voglio gioco e centrocampo a tre…”

[…] E dal ritiro azzurro, il 23enne Frattesi lancia segnali interessanti: «La mia type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea è restare in Serie A ancora un po’ prima di andare all’estero. Nella mia scelta sarà decisiva la tattica: è meglio un centrocampo a tre dove serve una mezzala. E una squadra che fa bel gioco». Indirettamente confermato il feeling con Sarri. Ieri Lotito al Tg5: «Ho preso la Lazio perché me lo chiese Berlusconi da premier». Frattesi sceglie. La Repubblica