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Vecino, il titolare aggiunto per Sarri: lunedì le visite

Lunedì le visite, martedì l’abbraccio con Sarri e il primo allenamento a Formello. Matias Vecino è in arrivo è già sa cosa deve fare. In primis garantire a Mau la “garra charrua” uruguaiana, anche ‘affidabilità fisica dopo un’annata di impedimenti all’Inter (fisici e non). Dev’essere un titolare in più, una mezzala pronta per l’uso, per dare grinta e fisicità quando occorrerà. Deve farsi perdonare dai laziali quel Golden Goal segnato il 20 maggio 2018 con i nerazzurri all’Olimpico. Fu il 2-3 che annientò il sogno Champions della Lazio. A Lotito quello scherzetto costò una quarantina di milioni. Matias Vecino s’aggiungerà a Luis Alberto (se rimarrà), Milinkovic e Basic. E’ la batteria di mezzali agli ordini di Sarri. Mau vede Vecino solo interno, numericamente ha preso il posto lasciato libero da Akpa Akpro, che la Lazio conta prima o noi di piazzare all’estero. Si sta allenando a Formello con Acerbi.

L’uruguaiano è stato allenato da Mau all’Empoli nel 2014-15, qualche anno dopo ne ha parlato così: «Sarri è una persona molto speciale, mi ha insegnato tantissimo, parlavamo di tutto. Dopo Cagliari ho fatto un passo avanti molto importante. Mi ha sempre dato fiducia, fin dal primo giorno, facendomi giocare e migliorandomi sia tatticamente che difensivamente. E’ uno che parla chiaro. Ha grande carisma, con due parole ti colpisce dentro. A volte può anche far male, mi faceva arrabbiare quando a caldo dopo la partita mi diceva tutto in faccia però poi capisci che lo sta facendo per migliorarti. Mi diceva “ti devi preoccupare quando un allenatore non ti dice nulla”». Corriere dello Sport

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Attacco fermo, Lotito: “Mertens-Belotti, cavolate”

Chissà se più avanti ci sarà spazio per un altro colpo in mediana, ma ora dipende davvero da chi uscirà. «La nostre priorità sono un difensore e un terzino. Una volta chiusi, si vedrà. Anzi, vedremo quanto sarà rimasto in cassa», assicura Monchi, ds del Siviglia, dopo i 60 milioni incassati per Koundé dal Barcellona. Luis Alberto tornerebbe di corsa a casa, ma Lotito pretende almeno 25 milioni (il 30% va al Liverpool) per lasciarlo andare e far entrare Ilic, già bloccato a 13 milioni (più 2 di bonus) col Verona. Milinkovic e Hysaj liberebbero Zielinski, Emerson Palmieri o addirittura Udogie sulla fascia sinistra. Lotito però è già soddisfatto così del suo mercato, e precisa: «Io non ho mai attaccato i Friedkin, ho solo risposto a una domanda su Dybala. Belotti? Come Mertens, una cavolata. Ribadisco, abbiamo preso Cancellieri e non abbiamo bisogno di un altro attaccante in rosa». Al massimo, se serve un altro vice-Immobile, Provedel ha iniziato la carriera come punta. Ma serve una svolta. Il Messaggero

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Sarri esamina la Lazio: oggi con il Qatar per farsi perdonare

Intanto, oggi Luis Maximiano ha l’occasione del riscatto insieme a tutta la Lazio. Già, perché se il portiere è sembrato a tratti incerto, mercoledì scorso, Casale e Romagnoli lo hanno difeso peggio, il centrocampo non ha fatto filtro, l’attacco – Immobile a parte – è stato confusionario. Nell’amichevole contro il Qatar, Sarri vuole vedere tutt’altro piglio. Ha strigliato la squadra nello spogliatoio dopo l’ultimo ko, non gli è andato giù l’atteggiamento superficiale e presuntuoso. Ora si aspetta delle risposte nel piccolo stadio del SAK 1914 nei pressi di Salisburgo, prima del ritorno a Formello e, soprattutto, a poco più di due settimane dall’esordio in campionato all’Olimpico: superata finalmente ieri quota 20 mila abbonamenti, un risultato migliore del 2019, che può migliorare entro l’8 agosto. Il Messaggero

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Vecino, c’è una Champions da farti perdonare

“Quel colpo di testa, vedendolo di nuovo, fa ancora male”. Commenta così un tifoso della Lazio ricordando la testata vincente di Matias Vecino in quel Lazio-Inter di maggio 2018 che è valso un posto Champions. Ai biancocelesti serve un solo punto per confermarsi quarti in classifica e volare nella grande Europa. Autogol di Perisic, pareggio di D’Ambrosio alla mezz’ora. Lazio avanti con Felipe Anderson prima dell’intervallo. Negli ultimi venti minuti succede il ribaltone: gol Icardi, colpo di testa vincente di Vecino all’81′. L’Inter mette la freccia, fa il sorpasso e vola in Champions, Lazio clamorosamente in Europa League da quinta senza aver sfruttato l’occasione. Prestigio e non solo: al bilancio nerazzurro quel gol di Vecino vale circa 40 milioni di euro.

Vecino e i gol contro la Lazio

Pesantissima la rete da Champions con la maglia dell’Inter. Ma non solo. Vecino ha segnato pure una doppietta alla Lazio nella stagione 2015/2016 quando veste la maglia della Fiorentina. Sempre all’Olimpico: apre e chiude le marcature nel 4-2 finale. Ora per lui inizierà tutta un’altra storia. A Roma sogna di far felice i tifosi, questa volta segnando per loro. Il classe ’91 percepirà 2 milioni l’anno più bonus: affare in dirittura d’arrivo, si attende solo l’appuntamento in Paideia per le visite mediche. Corriere dello Sport

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La rivoluzione di Sarri, ora c’è spazio solo per chi è devoto…

Alla Lazio c’è ancora un problema di codici e di pensiero unico, si soffre la pressione alta dell’avversario. Sarri vuole corsa e filtro a centrocampo, ha strigliato lo spogliatoio anche per un atteggiamento superficiale e presuntuoso, che aveva intravisto nei black out dello scorso campionato. Poi però lui stesso aveva avvertito tutti che, rifondando la squadra, si rischiava di ripetere un anno zero. I nuovi devono imparare, ma Maurizio li vuole devoti al suo credo. Non a caso ha tagliato chi talvolta ha remato contro, e ora spera di raggiungere Simone Inzaghi all’Inter al più presto. Alla Lazio c’è ancora un problema di codici e di pensiero unico, si soffre la pressione alta dell’avversario. Sarri vuole corsa e filtro a centrocampo, ha strigliato lo spogliatoio anche per un atteggiamento superficiale e presuntuoso, che aveva intravisto nei black out dello scorso campionato. Poi però lui stesso aveva avvertito tutti che, rifondando la squadra, si rischiava di ripetere un anno zero. I nuovi devono imparare, ma Maurizio li vuole devoti al suo credo. Non a caso ha tagliato chi talvolta ha remato contro, e ora spera di raggiungere Simone Inzaghi all’Inter al più presto: «Non c’è una questione Acerbi. È un ragazzo perbene, serio e affidabile – assicura tuttavia Lotito – e l’esclusione è soltanto tecnica, non per il contrasto con il tifo». Alla rivoluzione in campo pensa Maurizio, ai quadri dirigenziali ha già pensato il patron. A proposito: dopo il suo ingresso, Fabiani studia già nuove figure per il suo staff del prossimo anno. Il Messaggero

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Lotito, Provedel e le commissioni: “Non dipende più da me, lo sto aspettando”

Su Provedel va sciolto l’ultimo nodo: «Non dipende più da me, io sto aspettando», chiosa Lotito. Che ha trovato l’accordo con lo Spezia a 2,5 milioni, ma ora pretende che l’entourage del portiere rinunci a buona parte della commissione da un milione di euro. 

L’affare si farà, nonostante l’apparente intransigenza di Lotito. Perché Sarri vuole Provedel a ogni costo, sembra orientato a farne il “primo”. Maximiano ha bisogno di ambientarsi ed essere reimpostato. Ecco perché Maurizio, dopo Carnesecchi, avrebbe preferito Vicario, già pronto. È l’unico degli altri sei rinforzi (su Gila, Cancellieri e Marcos Antonio ha dato l’assenso) su cui però non è stato accontentato al 100%. Il Messaggero

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Ecco Vecino e Provedel. Luis Alberto-Siviglia-Ilic, l’incastro per Sarri

Andate a rivedere quell’1-1 spettacolare contro il Cagliari di Zeman del 14 marzo 2015. Sarri vuole ricostruire alla Lazio il suo vecchio Empoli. Ecco intanto Matias Vecino, per cui si stanno limando solo le commissioni con l’agente Lucci. L’uruguaiano non sarà solo un rincalzo, può sfilare il posto a Luis Alberto, che attende il Siviglia ed è ricascato in vecchi atteggiamenti poco graditi. Con la cessione dello spagnolo, Sarri spera di poter abbracciare anche Ilic: è già stato bloccato da Lotito con il Verona a 13 milioni (più 2 di bonus), ma sono tanti per chi ha già speso oltre 50 milioni ed è rientrato solo di 14 con Vavro e Muriqi. Piazzando tutti gli altri esuberi (compreso Acerbi, kiyine solo verso il prestito al Gaziantep) potrebbero racimolarsi – nei piani di Tare – in totale 22 milioni. Pochi per Lotito, che sino a ieri trattava ancora per Provedel 700mila euro di provvigioni: il portiere friulano arriverà, con lo Spezia siamo già allo scambio di documenti. In uscita però occhio sempre a Milinkovic: Kezman è sicuro di presentarsi ad agosto con un’offerta dello United da 50 milioni. Difficile che Lotito li accetti, ma si è da tempo cautelato con De Laurentiis. Con il Napoli torniamo sempre a Empoli: ecco Zielinski, in campo nel secondo tempo di quel mitico match contro il Cagliari. C’era anche Hysaj, ma è l’unico dei suoi fedelissimi che ora il tecnico vorrebbe sostituire con Emerson Palmieri: il Chelsea è disposto a cederlo in prestito con diritto di riscatto a 10 milioni. Il Messaggero

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Lazio, un allarme da far subito rientrare: “Mai più così superficiali”

Cambiano tanti uomini, ma la musica sembra sempre la stessa. Siamo quasi ai nastri della vera ripartenza, così Sarri anticipa la strigliata nello spogliatoio alla prima batosta che non conta: «Mai più un atteggiamento simile. Non andiamo da nessuna parte con questa presunzione e superficialità». Tutti imparino da Immobile, bomber affamato e senza età. Il capitano rimane l’unica certezza. La nuova difesa invece è horror contro il Genoa: in un tempo Casale è colpevole in ogni rete subita, Romagnoli complice e lontanissimo dalla miglior forma. La prima volta della coppia, sognata e ottenuta da Sarri, al momento scoppia. Anche perché, pronti via, il “vecchio” Hysaj è il solito pasticcione sulla fascia sinistra: Coda rileva la sua palla persa in uscita, giocherella di suola in area, e trafigge Maximiano con un diagonale rasoterra. Subito i tifosi lo invocano come vice-Immobile sui social. Ma di Ciro ce n’è solo uno, e ristabilisce la parità con il terzo centro in questa preparazione estiva, quasi cadendo per terra. In realtà, è doppia la perla: Milinkovic lo serve con un filtrante in verticale e lo catapulta in porta. L’ultimo capocannoniere della serie A non sbaglia, è l’unico a salvarsi in questa figuraccia. Perché lo stesso Sergente ha una tecnica sopraffina, ma ancora non ha gamba, eccede con giochi di prestigio e poca sostanza. Così la mediana non regge, Basic non aiuta, Cataldi soffre la pressione avversaria. Sarri non fa in tempo a urlare, che Coda raddoppia su un cross di Ekuban, su cui Casale è un fantasma. Lazzari non ci arriva, Maximiano nemmeno prova a uscire nella sua area piccola. Zero gol nelle prime due amichevoli in 180’, due in 18’ per il Genoa. Se la difesa balla, Immobile a parte, l’attacco non canta: Felipe Anderson ci prova con un tiro al volo a fil di palo e guarda l’erba. Zaccagni corre senza meta e, nonostante sia l’unico a rimanere in campo, non si sblocca nemmeno nella ripresa.

DISTANZA FRA I REPARTI 

Cambiano gli interpreti, rimane un buco al centro. Sarri cambia praticamente tutto l’undici iniziale, ma è ancora più imbufalito. C’è poco filtro, poche idee, poco possesso. Praticamente non c’è traccia del suo credo. Ancora troppe distanze fra un reparto e l’altro. In difesa entrano Marusic, Gila, Kemenovic e Radu. A centrocampo Kiyine, Marcos Antonio e Luis Alberto, più volte indispettito col playmaker brasiliano. Davanti Cancellieri e Luka Romero sull’esterno. È sempre dietro il reietto del secondo tempo: sfortunato, Kamenovic, prima si vede passare sotto le gambe il siluro da fuori area di Coda, poi procura col braccio il rigore (trasformato da Gudmudsson) in un disperato tentativo di recupero. Non esistono però nemmeno le parate di Maximiano: nei primi test ad Auronzo, lo spilungone portoghese non era mai stato impegnato, col Genoa – specie nelle palle basse – è sempre in ritardo. Lo staff di Sarri lo aveva lasciato intuire, ora c’è un primo verdetto: su questo portiere bisogna ancora lavorarci tanto. In realtà, su tutta la nuova Lazio, che conserva i vizi dell’anno scorso: corner sbagliati, attacchi confusionari e sterili anche nel finale, dopo l’ingresso di Raul Moro. Il Genoa vince con un 1-4 sciolto, perché corre il doppio e meglio. Per carità, i biancocelesti sono imballati dai carichi di lavoro, i muscoli pesano come un macigno, ma è un altro l’allarme da far rientrare subito. A Sarri non va giù la tigna mai messa in campo, lo spauracchio dei vecchi black out emersi in diverse partite “facili” dell’ultimo torneo. Oggi il tecnico tornerà ad affrontare il discorso, farà un altro lavaggio del cervello. Perché il tempo rimasto è tiranno: mancano poco più di due settimane dall’inizio del campionato. Il Messaggero

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Maxi-Provedel, rivoluzione completata: ora decide il campo

La Lazio, nella giornata di ieri, ha messo a referto l’accelerata decisiva per portare in biancoceleste Ivan Provedel. Con lo Spezia è tutto definito, si attende solamente che i liguri ufficializzino il colpo DragowskiSarri avrà così a disposizione la sua coppia di portieri che, come riportato da La Gazzetta dello Sport, partiranno alla pari e si giocheranno il posto partita dopo partita. 

Non ci sarà un titolare o un vice, sarà il campo a decidere chi dei due meriterà di difendere la porta della LazioProvedel ha più esperienza in Serie A, mentre Maximiano è più giovane e non si è mai affacciato al nostro campionato. È chiaro, però, che a lungo andare dovrebbe essere il portoghese a diventare il “numero 1”. Un dualismo per la porta che, nelle idee di Sarri, farà bene a entrambi i portieri.

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Udogie, cifre troppo alte per il desiderio di Sarri

Venti milioni. Questa la risposta arrivata alla Lazio dall’Udinese per Udogie, 19enne terzino sinistro molto apprezzato da Sarri. Lo scrive il Corriere dello Sport, che riporta anche il pensiero di Lotito, secondo cui il prezzo sparato dal club friulano è troppo alto. Udogie rimane in lista, bisognerà vedere come evolverà il mercato laziale. Intanto l’Udinese si è tutelata acquistando un altro difensore sinistro, Ebosse dell’Angers.