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STATISTICHE

Lazio, la terza miglior partenza della gestione Lotito

Quattro vittorie, due pareggi e una sconfitta. Un computo di 14 punti come non si vedeva da cinque stagioni. Solo altre due volte durante la gestione Lotito il club capitolino è partito con oltre due punti di media dopo sette giornate. In primis nella stagione 2010/11 con Reja e 16 punti conquistati. L’ultimo caso, appunto, è stato la stagione 2017/18. Sulla panchina biancoceleste c’era Simone Inzaghi che nelle prime sette gare come Reja aveva accumulato 16 punti scaturiti da cinque vittorie, un pareggio e una sconfitta. Quell’anno la Lazio perse la Champions League all’ultima giornata con l’Inter per un colpo di testa di Vecino, ora in biancoceleste. L’obiettivo di questa stagione resta il quarto posto, ma di certo Sarri spera in un epilogo differente. Ilmessaggero.it

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, prime manovre per il rinnovo

Manovre per il futuro di Milinkovic. Il Corriere dello Sport oggi fa il punto della situazione in casa Lazio, con Lotito che vorrebbe prolungare il contratto del Sergente oltre il 2024 e il procuratore Mateja Kezman che invece aspetta il mondiale per mettere in vetrina il suo gioiello.

Attualmente il serbo guadagno 3,2 milioni, in base all’ultimo prolungamento firmato nel 2019. L’agente del classe ’95 in estate ha mal digerito le esose pretese economiche del patron biancoceleste per trattare un’eventuale cessione. Ora però sa di avere il coltello dalla parte del manico, a poco meno di due anni dalla scadenza e il palcoscenico di Qatar 2022 è un’occasione ghiotta. Il club capitolino, dal canto suo, vuole evitare a tutti i costi di perdere a zero il cartellino del calciatore. Ancor più dopo che ha già versato ulteriori 9 milioni di euro al Genk, per eliminare la clausola della percentuale su una futura rivendita. Per questi motivi, suggerisce sempre il quotidiano, molto presto il tema diventerà molto caldo, anche considerando il prossimo stop al campionato per quasi due mesi.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Parolo: “Basta paragoni col Napoli, questa è la Lazio di Sarri. Il ‘germe’? Vi spiego cosa intendeva…”(AUDIO)

Marco Parolo, centrocampista della Lazio dal 2014 al 2021, con oltre 210 presenze e 27 reti, ai microfoni di ‘NMM’

“Racconto calcio con passione e divertimento. Ho voglia di trasmettere agli altri ciò che ho vissuto sul campo, la mia esperienza. Commentare i tuoi ex compagni all’inizio è difficile, perché tendi più ad esaltare che a criticare. Col tempo capisci che essere trasparente è la chiave, con le giuste spiegazioni, anche degli errori dei vecchi compagni”.

IDENTITA’ DELLA LAZIO

Secondo me questo è il Sarri della Lazio. Basta paragoni con il Napoli. Con l’arrivo di Vecino ha avuto un giocatore di grande equilibrio che ti permette di avere una risorsa in panchina come Luis Alberto. Devono crescere i giovani Cancellieri e Marcos Antonio, Sarri sta facendo ciò che può, ma adesso vedo la Lazio di Sarri con l’uruguayano in campo per una questione di equilibrio. E’ ovvio soffrire con le ‘big’, perché hanno grande intensità e fisico. Nel gioco di Sarri ci sono dei punti attaccabili. Penso alla partita di Kvara in Lazio-Napoli, è stato bravissimo a metterli a nudo. La Lazio ha perso male in Danimarca, ma bisogna mettersi in testa che alcune partite si possono perdere. C’è tempo per rimediare ad un errore grosso. Giocando ogni 3 giorni devi mettere in preventivo dei passi falsi, perché giocano tutti e si alternano. Si lavora oggi per avere tutti sullo stesso livello domani”.

DIFESA E GIOVANI

La Lazio concede poco, in questa stagione. Provedel e Romagnoli sono giocatori intelligenti e di esperienza e sono finiti in un reparto già migliorato dal primo anno di Sarri. Penso a Marusic e Lazzari, oltre a Patric, che hanno fatto grandi passi avanti. Cataldi stesso è cresciuto molto nelle letture difensive. Marcos Antonio deve crescere. Una volta che entrerà nel contesto vedrà alcune lacune coperte dalla conoscenza del sistema. Ha ancora troppi istinti che prevalgono sulla ragione, in campo. Quando hai i giovani devi mettere in preventivo qualche errore”.

IMMBOILE

“Avevamo una routine, eravamo compagni di stanza. Consiglio? Ha raggiunto una maturità tale che può fregarsene di quello che lo circonda. L’ho notato nell’intervista che abbiamo realizzato con lui. Ciro ha i numeri dalla sua parte, la gente può parlare, ma alla fine contano solo i numeri. Lo vedo molto sereno. Immobile problema della Nazionale anche no, meno male che c’è lui, in Nazionale.

FINE CARRIERA

Ho smesso al momento giusto, levandomi la soddisfazione di giocare e segnare in Champions. Ho finito contento di aver chiuso alla Lazio, di un percorso fatto raggiungendo l’apice del mio livello calcistico. Quando ti rendi conto di aver raggiunto il tuo limite, sai di aver dato tutto quello che potevi dare. Una volta smesso, l’affetto del popolo laziale è stato fondamentale per farmi capire che quella fosse la scelta giusta. Ho tanta serenità al riguardo”.

IL ‘GERME’ DI SARRI

Alla Lazio quando c’è qualcuno che vuole andar via, legittimamente, è difficile pensare che il giocatore risposi il progetto. Milinkovic non ha mai fatto dichiarazioni del tipo ‘voglio andare via’. Lui ha sposato il progetto, è il prototipo del giocatore che sta bene a Roma. L’ambiente tende ad esaltare i giocatori, questo lo sappiamo”.

LA LAZIO

“Volevo apparire nelle foto con le Coppe in mano, il mio obiettivo era vincere, fin da quando ho messo piede a Formello e ho visto la bacheca. Cercavo sempre di mettermi vicino al capitano per entrare nella foto dopo le finali vinte (ride, ndr). Finisci nella gigantografia a Formello, e sei nella storia”.

RITORNO

Impossibile, non sarei professionale perché ho un legame troppo forte con i miei ex compagni”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “La scelta di Sarri e l’ambizione di Immobile, così la Lazio vuole crescere” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Quello che è cambiato rispetto agli altri anni, a parte la stagione in cui la Lazio lottò per lo scudetto a discapito dell’Europa League, è il miglioramento della rosa. La Lazio ha pagato tantissimo la pandemia, è un club che si autogestisce che soffre particolarmente la contrazione dei ricavi. Poi se prendi Sarri è chiaro che vuoi avviare un progetto di crescita diverso. Questa stagione è iniziata con delle incognite preoccupanti, poi piano piano si stanno diradando. Immobile ieri dalla nazionale non ha detto che sogna lo scudetto, ma che per mentalità è giusto avere sempre motivazioni ed ambizioni massime. Tre anni fa la Lazio stava vincendo lo scudetto anche in virtù del fallimento di alcune big. La Lazio per puntare al massimo ha bisogno di un’alchimia particolare che possa mescolarsi con altri fattori”.

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RASSEGNA STAMPA

La crescita nei numeri: Patric è diventato leader difensivo

Patric è rinato con la cura Sarri. Come riporta Il Corriere dello Sport edizione romana, il difensore, dopo le difficoltà nella linea a 3 di Simone Inzaghi, si è imposto come leader della difesa a 4 della Lazio di Maurizio Sarri.

I numeri certificano una crescita esponenziale. Lo spagnolo è infatti al quarto posto nella classifica di passaggi riusciti in campionato (428), alle spalle di Kim (437), Skriniar (476) e Bremer (476). Per quanto riguarda la rosa della Lazio, Patric  è primo sia per quanto riguarda i palloni giocati (486) che quelli recuperati (46). Terzo giocatore per contrasti (10), dietro Milinkovic e Felipe Anderson, e quarto per duelli aerei vinti. Non ha ancora saltato una partita in Serie A e con Romagnoli forma la coppia centrale della seconda miglior difesa del torneo a pari merito col Napoli (5 gol subiti).

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RASSEGNA STAMPA

Zacc, la Lazio la sua nazionale

Deluso per l’Italia, soddisfatto per la Lazio, felice per la vita privata. Non sono bastate le ottime prestazioni con la Lazio per strappare una convocazione dal ct ManciniSarri ha apprezzato la sua disponibilità nel momento del bisogno, come ha fatto a Cremona, raggiungendo i compagni anche con un infortunio appena lasciato alle spalle. Zaccagni si è integrato ormai negli schemi del mister strappando un posto da titolare a Pedro, penalizzato dai continui stop fisici. Il numero 20 della Lazio è molto partecipe anche in fase difensiva, è divenuto un punto fermo dei biancocelesti. La mancata convocazione in Nazionale gli permetterà di recuperare al meglio dal leggero infortunio rimediato in campionato, così da farsi trovare pronto alla ripresa. Il Tempo

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RASSEGNA STAMPA

Lazzari verso il terzo forfait, Patric non al meglio

Lazzari ha rimediato una lesione di primo grado al bicipite della coscia destra, difficilmente verrà rischiato al rientro della sosta contro lo Spezia. Dopo due giorni di riposo, ieri a Formello è iniziata la ripresa: Casale è affaticato e Patric non è al meglio. Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Roma graziata dai cartellini gialli? Per la Gazzetta si tratta di furbizia

“La Roma si è fatta furba” titola l’edizione online della Gazzetta dello sport. Furba perché gli arbitri nonostante i 67 falli commessi, hanno rifilato ai giocatori giallorossi solo 7 ammonizioni. Una ammonizione ogni 10 falli commessi. Inutile dire che a far la figura della supercattiva della Serie A sia la Lazio con 20 ammonizioni, ma con soli 64 falli commessi. Torino e Atalanta, professioniste del randello facile hanno rispettivamente collezionato 20 e 19 ammonizioni, ma al cospetto di 98 e 95 falli commessi.

Di questa classifica degli orrori arbitrali, la Gazzetta con a capo i due romanisti doc Di Caro e Barigelli, dà una personalissima spiegazione: “Merito anche degli insegnamenti di Mourinho, che ha fatto capire ai suoi giocatori come essere più furbi in campo e meno plateali”. Più furbi. Come a dire che gli altri sono tutti sciocchi a non farsi beffe degli arbitri, menando senza farsi vedere. E chissà che gioia abbia invaso l’Aia con Rocchi e Trentalange in testa, nello scoprire dalla Gazzetta che una squadra prenda meno gialli perché è furba nel commettere fallo.

In epoca VAR, non si possono più avere sudditanze psicologiche arbitrali negli episodi clou della partita, poiché gol, rigori ed espulsioni vengono radiografati e analizzati. Ma se volessimo pensar male, potremmo riflettere sul fatto che i gialli – giocando ogni 3 giorni – orientano l’andamento stagionale di una squadra: più ne prendi e più la formazione diventa obbligata. Ma siamo persone per bene e la dietrologia non è il nostro forte. Pensate se la Roma fosse stata al posto della Lazio in questa classifica: Barigelli & Co avrebbero gridato al complotto, ricordando che la Roma è “scomoda ar Palazzo” ed arrivando a evocare lo spauracchio di tutti i giornalisti sportivi: il gol di Turone, che – ricordiamolo – era bono.

A questo punto per Sarri e i suoi uomini la via è tracciata: ripetizioni di furbizia da Mourinho e il giallo sparisce. Effetto candeggina.

Alessio Buzzanca

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INFERMERIA

Lazzari, stop confermato: “Lesione di primo grado al bicipite della coscia destra”

Lo staff medico della S.S. Lazio comunica che il calciatore Manuel Lazzari è stato sottoposto in data odierna, presso Paideia International Hospital, ad esami clinici e strumentali che hanno confermato il quadro di lesione di primo grado a carico del bicipite della coscia destra.

Il calciatore continuerà pertanto le cure specifiche del caso e verrà sottoposto a monitoraggio clinico e strumentale nei prossimi giorni per quantizzare i tempi di recupero.

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NEWS

Gol ‘italiani’: Lazio prima in Serie A

 La Lazio è prima in una speciale classifica. I biancocelesti hanno portato più gol ‘italiani’, finora in Serie A. Merito ovviamente di Immoble (5) e di Zaccagni (1). 6 gol, quindi il 50% delle reti realizzate finora. Luis Alberto e Pedro (2) e uno a testa per F. Anderson e Milinkvoic.

La Lazio precede il Sassuolo, l’Empoli, la Cremonese. Ultimo in classifica il Milan di Pioli, con ancora nessun gol siglato da giocatori italiani.