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GIUSTIZIA SPORTIVA

Lazio, multato Sarri per le dichiarazioni contro gli arbitri post Napoli

Multa per Maurizio Sarri. A seguito dell’accordo di patteggiamento raggiunto dalle parti, il tecnico della Lazio, è stato sanzionato con un’ammenda di 4.000 euro. Per responsabilità oggettiva è stata sanzionata con un’ammenda di 4.000 euro anche la Lazio. Lo comunica la Figc. Lo scorso 3 settembre il tecnico biancoceleste ha violato gli art.4 comma 1 e 23 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva nonché l’art. 37 del Regolamento del Settore Tecnico per aver espresso in occasione delle interviste rilasciate al termine del match Lazio-Napoli, valido per la quinta giornata del campionato di Serie A, giudizi lesivi del prestigio e della reputazione sia del direttore di gara, Simone Sozza, sia dell’istituzione arbitrale nel suo complesso intesa.

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DICHIARAZIONI

100 anni di Maestrelli, Lotito sul Flaminio: “Ci tengo a giocare lì, ma le condizioni attuali…” (VIDEO)

Claudio Lotito, in Campidoglio, tocca anche l’argomento Stadio Flaminio, in compagnia di Alessandro Onorato: “Sono stato io a lanciare l’idea del Flaminio. Io posso sembrare una persona poco romantica e senza pathos, ma in realtà anche io ci tengo tanto al fatto che la Lazio giochi al Flaminio. Averlo come nostra casa è una cosa che rievoca la nostra storia e le nostre radici. Le condizioni attuali sono complicate (riferimento ai 13.000 posti attuali, alle coperture, ndr.) io sto lavorando per vedere cosa posso fare realmente“.

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FORMELLO

FORMELLO – Un giorno di riposo concesso da Sarri: occhi puntati su Casale

La Lazio tornerà ad allenarsi sabato, a poco più di 48 ore dal match contro la Fiorentina in programma lunedì alle 20.45. La Viola ieri sera ha giocato e vinto in Scozia, contro gli Hearts, per 0-3. E’ tornato al gol Luka Jovic, bellissima la mezza rovesciata di Kouame. Sarri ritroverà il gruppo quasi al completo, ma resta il dubbio Casale. Gli accertamenti svolti in Paideia sono stati confortanti, ma la sua convocazione resta in forte dubbio. E’ – comunque – una settimana importante per lui. Se non dovesse farcela per Firenze, potrebbe invece recuperare per la gara interna contro lo Sturm Graz.

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RASSEGNA STAMPA

Oddi ricorda Maestrelli. “Siamo ancora uniti. Lo vado a trovare una volta a settimana a Prima Porta”

Un punto di riferimento. Anche adesso che non c’è più. Tommaso Maestrelli è stato più di un allenatore per i suoi giocatori. “Ha fatto crescere tutti umanamente, per questo è stato così ammirato”, racconta Giancarlo Oddi, che con lui ha vinto lo scudetto del 1974. “Eravamo una squadra piena di caratteri forti e ribelli. Senza di lui non avremmo mai trionfato. Una volta in allenamento ci fu uno scontro fra Wilson e Frustalupi che vennero alle mani: molti avrebbero interrotto la partitella mandando tutti negli spogliatoi, lui invece fischiò fallo, come se non fosse successo nulla. Aveva normalizzato l’episodio di tensione, sdrammatizzando, ma dando a tutti l’occasione di sfogarsi in campo”. Oddi si sente ancora talmente legato a Maestrelli che lo va a trovare a Prima Porta “una volta a settimana. E se salto una visita ne faccio due ravvicinate”.
Qual è il suo primo ricordo di Maestrelli?
“Cercai quindi il confronto con lui perché giocavo poco. Mi disse che dovevo meritarmi la maglia. Mi fece capire che dipendeva da me, ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a un uomo di spessore. Infatti siamo ancora tutti legati a lui”.
Chinaglia e Wilson riposano perfino nella sua Cappella…
“Parlo proprio di questo. Lui è stato un secondo padre per tutti noi. Erano anni difficili, con tensione, ma lui invitava tutti a casa sua, ci trattava come membri della famiglia. Tutti, nessuno escluso. Si preoccupava per noi, occupandosi pure dei problemi extra-calcistici. Sembrava una persona mite, ma aveva carattere: durante una contestazione andò da solo a parlare coi tifosi difendendoci a spada tratta”.
Grande gestore quindi, ma tatticamente che allenatore era?
“Eccezionale. Eravamo convinti che l’Olanda, che in quegli anni passò alla storia per il calcio totale, aveva preso spunto da noi. Maestrelli fece giocare Petrelli, di piede sinistro, a destra, facendo il contrario con Martini che fra l’altro non voleva fare il terzino. Gigi più volte chiese a Maestrelli di tornare a centrocampo, e lui gli rispondeva di sì, ma dopo qualche secondo di silenzio gli diceva . Non lo ha più spostato”.
Come avete vissuto il periodo della malattia?
“Saputo che stava male perdemmo 5-1 in casa col Torino. Eravamo svuotati. Wilson in campo non sapeva nemmeno quanto stessimo”.
Quale giocatore della Lazio attuale vedrebbe con Maestrelli?
“Sarri è bravissimo e sta facendo bene. Ma tutti si troverebbero bene con Maestrelli. Pure oggi che il mondo è cambiato”.

Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Massimo Maestrelli ricorda papà Tommaso. “Disse che avremmo vinto lo scudetto subito dopo lo scandalo di Napoli”

Insieme. A distanza di anni. Smentendo clamorosamente Eraclito e il suo Panta rei. Perché tutto scorre, tutto cambia, tranne l’amore per la Lazio del 1974. Una leggenda viva, proprio come il sentimento di chi l’ha vista crescere e tramandare. Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso, ha deciso di fare un regalo speciale per quello che sarebbe stato il centesimo compleanno del padre. Un simbolo che racchiuda tutto, senza riassumere la storia, ma contenendola. “Ho fatto fare una panchina con forma ellittica – spiega -. La porteremo da lui a Prima Porta. C’è incisa la formazione di quella Lazio. Sarebbe stato un compleanno speciale per papà e ho deciso di fargli un regalo. Per me è come se babbo fosse qui”. In realtà Tommaso Maestrelli c’è per ogni laziale. Di lui si parla ogni giorno nelle radio romane, di lui si canta a ogni gara. “Su c’è il Maestro, che ci sta a guarda’”. Perché Eraclito aveva ragione: non si può entrare due volte nello stesso fiume. Eppure, quasi 50 anni dopo, si vive la Lazio del 1974 sempre con lo stesso amore.

L’esperienza di Maestrelli con la Lazio cominciò dopo la retrocessione col Foggia…
“Perse all’ultima giornata quello che di fatto era uno spareggio con il Varese di Liedholm. In un telegramma Fraizzoli, all’epoca presidente dell’Inter, disse a papà che riteneva inspiegabile la retrocessione del Foggia e che la sua stima per lui restava immutata. Quell’estate arrivarono le offerte di Roma, Fiorentina e Lazio”.
Perché accettò i biancocelesti?
“La Lazio era in B ed essendo appena retrocesso col Foggia riteneva giusto ripartire dal basso. Aveva solo un dubbio”.
Quale?
“Roma, perché pericolosa. Erano gli anni di piombo, erano frequenti i rapimenti e lui aveva paura per noi, ma mamma lo convinse. Arrivati a Roma la famiglia si allargò in fretta. Papà portava sempre i giocatori a casa. E non solo loro: tutti erano incuriositi da quella Lazio. Capitava che chiamassero a casa Giovanni Leone, l’allora presidente della Repubblica o Edoardo De Filippo”.
Degli anni alla Lazio cosa ricorda?
“Ottenuta la promozione in A papà guidò il pullman da Bari verso Roma. Era un messaggio alla squadra. Al primo anno in A sfiorò lo scudetto, l’ultima giornata fu uno scandalo. A Napoli non aprirono i cancelli e il pullman della Lazio venne preso a sassate. La Roma perse con la Juve. Noi passammo la giornata a casa di Liborio Liguori, amico di famiglia, che all’epoca giocava coi giallorossi. Quando tornò non ci guardò in faccia, chiudendosi in stanza. Secondo molti quel giorno la Roma si scansò. Papà tornò da Napoli con uno scudetto di tessuto e ci disse che lo avremmo cucito presto sulle maglie della Lazio. Quando venne stilato il calendario notò che la prima giornata si sarebbe giocata nel giorno del suo compleanno e l’ultima nel giorno del compleanno mio e di mio fratello”.
E lo scudetto arrivò davvero…
“Al fischio finale di Lazio-Foggia la vita gli passò davanti agli occhi. Aveva rischiato di morire a Superga, non prese quel volo per una fatalità, scampò la morte anche in guerra. Girammo Roma fino a notte fonda e ci ritrovammo a casa a mangiare insieme a Chinaglia alle 4 di mattina”.
Con lui Maestrelli aveva il rapporto migliore?
“Sì. Lo abbiamo messo nella stessa Cappella di papà perché è giusto che riposino per sempre insieme. Recentemente si è tristemente ma romanticamente aggiunto Wilson”.
Con Liedholm che rapporto aveva?
“Si passavano un giorno e si scambiavano sempre gli auguri. Si stimavano sinceramente. Anche dopo quel Varese-Foggia”.
Come vive l’amore dei laziali per suo padre?
“Cresce ogni anno ed è significativo perché il tempo di solito attenua i sentimenti. L’inno per papà mi emoziona ogni volta. I miei figli, uno l’ho chiamato Tommaso, cantano che su c’è nonno che ci sta guardando”.
Cosa si augura per la Lazio di oggi?
“Questo centenario va sfruttato per ottenere risultati importanti. Sarebbe bello se la Lazio vincesse qualcosa di grande e si ricollegasse ai 100 anni di papà. Sarri è affascinato da quella Lazio”.
Lei crede?
“Molto. Vedo un segno perfino nelle morti. Scompare papà e poco dopo Re Cecconi. Anni fa è successo lo stesso con mio fratello e Chinaglia. In pochi giorni quest’anno sono morti Wilson e mia sorella. La mia famiglia è legata alla Lazio in tutto e per tutto, non è un caso”.

Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Nove anni dopo la Lazio pareggia 0-0 in una trasferta europea

Nove anni dopo la Lazio torna a pareggiare 0-0 una trasferta europea. Prima della gara di Graz, non capitava dal 24 ottobre 2013 (contro l’Apollon Limassol). In panchina c’era Petkovic. Dopo di lui Reja, Pioli e Inzaghi, prima di Sarri. Da quel pareggio a Cipro la Lazio ha invece curiosamente ottenuto tre volte lo 0-0 nelle partite europee giocate all’Olimpico (con Trabzonspor, Marsiglia e Galatasaray). Nelle ultime nove partite del girone di Europa League ben tre volte la Lazio non ha nè segnato nè preso gol. In questa stagione è invece la seconda volta che una partita della Lazio finisce a reti inviolate: è successo a Torino col Toro. 

Corriere della Sera

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Bene a livello mentale, male tecnicamente. Dobbiamo adeguarci ai ritmi europei…” (AUDIO)

La Lazio pareggia 0-0 contro lo Sturm Graz e sale a 4 punti nel girone. Una prestazione che soddisfa del tutto Maurizio Sarri che però vede il bicchiere mezzo pieno: “A livello mentale non abbiamo sbagliato; abbiamo subìto qualcosa, ma c’eravamo e con tutti i palloni che abbiamo perso non avremmo portato a casa il risultato. Nel secondo tempo si poteva anche vincere. Qualche pallone l’abbiamo perso sull’aggressività ma qualcuno in maniera banale per colpe nostre. Squadra non pronta per le tre competizioni? E’ un riferimento alla cilindrata mentale della squadra. I 2000 possono giocare una volta a settimana, per giocare due volte a settimana bisogna avere un 4000”, le sue parole ai microfoni di Sky Sport.

In Europa si gioca un altro calcio?
“Questa competizione ora è di livello più alto e poi in Europa i ritmi sono elevati e l’aggressività forte. Bisogna adeguarsi”

Si aspettava qualcosa in più da Milinkovic?
“Quando si gioca così tanto che a volte la serata sporca capita. Quando ho visto che non era la serata ideale ho preferito preservarlo”.

Dopo il fischio finale di Sturm Graz-Lazio, il mister biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di Lazio Style Cannel, 233 Sky:

“Questo è un pareggio che va accolto positivamente perché stasera abbiamo perso tanti palloni nella nostra metà campo, sollecitando molto la difesa. Così a livello difensivo abbiamo fatto bene, purtroppo però ci è mancata la qualità, come dimostrano i numerosi errori tecnici commessi. Sicuramente ha influito anche l’intensità degli avversari ed il campo non al meglio, ma qualche pallone lo abbiamo perso in modo banale.

Il nostro è un girone difficile, in Italia abbiamo una valutazione sbagliata degli altri campionati che magari possono sembrare secondari. Ora pensiamo prima alla Fiorentina e poi alle prossime due gare casalinghe in Europa League che saranno molto importanti per la classifica del girone”.

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DICHIARAZIONI

Provedel para tutto e pensa positivo: “Fatta fatica, ma siamo solidi ed ora ne abbiamo due all’Olimpico” (AUDIO)

Nel post partita di Sturm Graz-Lazio, il portiere biancoceleste Ivan Provedel è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:

“Se pensiamo ai nostri ultimi risultati europei il bicchiere è mezzo vuoto, però per quello che stiamo facendo è mezzo pieno. In Danimarca avevamo sbagliato l’approccio senza riuscire a riprenderci, ci servirà da lezione per il resto della stagione. Oggi abbiamo fatto un po’ di fatica, ma non è facile vincere qui. Lo Sturm Graz pressa e gioca con ritmi alti, hanno speso molte energie.

Non abbiamo vinto per degli episodi sfortunati, ora però avremo due partite da sfruttare in casa. Stiamo diventando poi sempre più solidi e questo è importante. Ora siamo a 4 punti, con due partite in casa da giocare al meglio dove cercheremo di fare il massimo, visto che contro di noi tutti danno qualcosa in più per vincere. Prima però penseremo alla partita di lunedì contro la Fiorentina: sarà una gara difficile, ma faremo di tutto per vincere”.

Ivan Provedel, portiere della Lazio, ha parlato a SKY. “È un punto che si può vedere in molti modi. Non hai fatto gol e non l’hai preso, hai pareggiato in un campo difficile, loro avevano un ritmo alto. Abbiamo fatto un po’ più fatica del previsto. Qualcosa gli abbiamo concesso più per meriti loro che errori nostri”.

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DICHIARAZIONI

Sturm-Lazio, Cataldi: “Non è un buon risultato, ma bravi a tenere mentalmente e a non subire gol” (AUDIO)

Danilo Cataldi, centrocampista della Lazio, ha parlato a SKY dopo il pareggio esterno con lo Sturm Graz: “Sicuramente non è un buon risultato, abbiamo fatto una brutta figura in Danimarca e ci servivano i tre punti. La cosa positiva è non avere subito gol, tra una settimana c’è un’altra volta l’Europa. Ora c’è Firenze”.

Al termine di Sturm Graz-Lazio, il centrocampista biancoceleste Danilo Cataldi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:

“Questo pareggio  non ci soddisfa perché volevamo i tre punti. Una vittoria sarebbe stata importante, contro una squadra aggressiva che marca a uomo e pressa molto. Anche il campo non era al meglio, abbiamo concesso alcune occasioni solo per nostri errori, ma ci teniamo il punto e tra una settimana, quando giocheremo in casa, vedremo dove saremo in classifica.

Importante non aver subito gol ancora una volta, anche se avremmo dovuto sfruttare meglio le occasioni. Non è un girone facile come si pensava, giocare in Europa non è mai scontato contro nessuno. Siamo stati bravi a tenere anche a livello mentale, a differenza della Danimarca dove non siamo riusciti a riprenderci. Adesso recuperiamo le energie e poi pensiamo alla Fiorentina, una partita molto difficile”.

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EUROPA LEAGUE

Sturm Graz-Lazio 0-0, il tabellino

STURM GRAZ-LAZIO 0-0

STURM GRAZ (4-3-1-2): Siebenhandl; Gazibegovic, Affengruber, Wuthrich, Dante; Hierlander (76′ Ljubic) , Stankovic, Prass (84′ Ingolitsch), Horvat (70′ Kiteishvili); Ajeti (76′ Sarkaria), Boving (70′ Fuseini).

A disp.: Maric, Schutzenauer, Borkovic, Jantscher, Oroz, Schnegg, Wels.

All.: Christian Ilzer

LAZIO (4-3-3): Provedel; Hysaj, Gila (74′ Patric), Romagnoli, Marusic (46′ Lazzari); Milinkovic (63′ Vecino), Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson (46′ Zaccagni), Immobile, Pedro (72′ Cancellieri).

A disp.: Maximiano, Magro, Radu, Marcos Antonio, Basic, Romero.

All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Benoît Bastien (FRA).

Assistenti: Hicham Zakrani (FRA) – Aurélien Berthomieu (FRA)

IV uomo: Jérémie Pignard (FRA)

V.A.R.: Rob Dieperink (NED)

A.V.A.R.: Ingmar Oostrom (NED)

NOTE. Ammoniti: 23′ Ilzer (S), 25′ Cataldi (L), 34′ Hierlander (S), 35′ Gazibegovic (S), 88′ Patric (L), 90′ Siebenhandl (S), 90’+5′ Kiteishvili (S).

Espulsi: 81′ Gazibegovic per doppia ammonizione (S)

Recupero: 5′ st.

UEFA Europa League | Gruppo F, 3 ª giornata

Giovedì 6 ottobre 2022, ore 18:45

Stadion Graz Liebenau, Graz (AUT)