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Luis Alberto, l’agente conferma il desiderio di separazione: “Non è a suo agio, va trovata soluzione con il club”

Il caso Luis Alberto agita la sosta della Lazio. Lo spagnolo può andare via già a gennaio, come si evince dalle seguenti parole rilasciate dal suo agente Miguel Alfaro, rappresentante dell’agenzia You First, al Corriere dello Sport.

“La situazione di Luis Alberto sarà gestita in base alla logica di quanto sta accadendo. Tutto è rispettabile e giustamente tocca all’allenatore decidere. Ma è anche rispettabile che un giocatore che fa già parte della storia del club, che ha vinto titoli, che ha dato e sta dando tutto ancora per la Lazio, non si senta a suo agio in una situazione come questa. Per questo sia la società che noi vogliamo trovare un modo per non continuare a convivere con una situazione scomoda visto che Luis vuole confermare di avere ancora tanti anni di calcio davanti. Spesso nel calcio i cicli possono finire”.

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Milinkovic diventa padre. E da oggi al via la mostra su Maestrelli

Fiocco rosa in casa Lazio. Dopo Zaccagni, che nei giorni scorsi è diventato papà di Thiago, ieri è toccato a Milinkovic e la compagna Nataljia: è infatti nata Irina. Il sergente ha vissuto l’evento a distanza, stando in ritiro con la nazionale. I suoi compagni di nazionale gli hanno strappato la maglietta, per congratularsi con il neo-papà che, come da tradizione serba, deve essere a petto nudo. Anche a Lazio si è unita agli auguri per Milinkovic, uno dei due giocatori biancocelesti (l’altro è Vecino) impegnato in Qatar.

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Tare: “Fieri dei risultati raggiunti in questi anni. Vogliamo salire di livello”

Orgoglio, e testa bassa. Per continuare a rendere. Senza disconoscere qualche errore. La Lazio ambisce a crescere, anche se, nel caso in cui non cambiasse la strategia societaria, ci vorrà tempo. Anni. Perché il club biancoceleste semina, e spesso raccoglie. Considerando gli ultimi 10 campionati completi la Lazio ha vinto 4 trofei (Coppa Italia nel 2013 e 2019 e Supercoppa nel 2017 e nel 2019), conquistando un titolo in media ogni 71,6 milioni spesi (al fronte di 286,7 milioni investiti). Meno di tutti in Italia. Ovviamente la statistica non tiene conto del valore del trofeo, ma resta significativa. La Juventus, che in queste 10 stagioni ha trionfato 17 volte (compresi 8 scudetti…) è seconda con una media di 87 milioni a titolo. Ultima, fra le sei italiane ad aver vinto, è la Roma, che ha speso circa quattro volte in più rispetto ai biancocelesti. Anche se si considera il costo annuo della rosa, espresso dalla somma del monte ingaggi lordo e la quota di ammortamento dei cartellini (tenendo conto dei bilanci del 2021, pubblici di tutte le società), la Lazio sta intorno ai 135 milioni, l’Inter oltre i 250, la Juve supera i 415. Differenze non riscontrabili dalla classifica attuale. In società sono consapevoli di aver perso alcune opportunità di far cassa (particolarmente importante, considerando che Lotito, a differenza dei fondi che gestiscono i club, non ricapitalizza), motivo per il quale sono certi che Milinkovic non andrà via a zero. Se propedeutici, gli errori sono positivi. “I risultati raggiunti, per i soldi investiti, sono ottimi, ne siamo orgogliosi – spiega il ds biancoceleste Tare -. Ma vogliamo salire di livello. Sarebbe importante entrare in Champions per qualche anno di fila”. Serve consapevolezza. Aver fatto bene negli ultimi 10 anni non vuol dire che si otterranno gli stessi risultati in futuro. Con gli introiti Champions il divario economico dalle altre società può aumentare. Quindi o Lotito aumenterà gli investimenti (come fatto nell’ultima estate), oppure gli errori dovranno esser ridotti al minimo. Vale per le cessioni (è giusto vendere di fronte a offerte congrue) come per gli acquisti. Vavro e Muriqi non hanno reso come da aspettative (in A hanno trovato poco spazio, ma all’estero fanno bene, al punto che il kosovaro in Liga ha segnato meno solo di Lewandowski) e devono essere un monito: se si investono cifre alte, il risultato deve essere certo. Per questo la Lazio è sì orgogliosa dei traguardi raggiunti, ma deve tenere la testa bassa e pedalare.

Corriere della Sera

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Mancini fa giocare i giovani che non trovano spazio nei club” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Mancini a volte stupisce, è giusto che convochi ragazzi giovani e giovanissimi. Di solito c’è tutta la trafila, lui ha accorciato i tempi portando dei risultati interessanti. Lancia dei messaggi ai club, anche perché sono anni che ci riempiamo la bocca con la classica frase ‘spazio ai giovani’ e lui da l’esempio pratico. Modulo? Mancini sta semplicemente sfruttando il materiale umano a disposizione. I giovani ci sono, mancano solo di un po’ d’esperienza”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Luis Alberto vuole solo il Siviglia. Zielinski prima alternativa a Milinkovic, ma a giugno” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

“Nel caso in cui Milinkovic lasciasse la Lazio in estate, il primo nome di Sarri è Zielinski. Anche lui scadenza 2024, la scorsa estate sarebbe costato circa 30 milioni. Difficile che Sergej lasci Roma a gennaio. Luis Alberto? Il Siviglia è sempre la sua prima opzione, onestamente non credo alla Fiorentina. Non mi risulta abbia aperto ad altre destinazioni”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Cedere Luis Alberto a gennaio in prestito non è una convenienza, ma Lotito vuole assecondare Sarri…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La novità di calciomercato su Luis Alberto riguarda la sua disponibilità a prendere in considerazioni anche club diversi dal Siviglia. Una soluzione, visto il rapporto che intercorre con Sarri, si cercherà di trovarla. Non c’è solo il suo ex club, c’è stato anche un sondaggio della Fiorentina, ma non credo ci siano le condizioni economiche per portarlo avanti. Sono un po’ perplesso su questa situazione, probabilmente da una parte serviva una gestione più oculata, dall’altra serviva un atteggiamento diverso da parte dello spagnolo. Ora sembra che la Lazio sia costretta a cederlo e questo non è il massimo. Le colpe o le mancanze di Luis Alberto certamente sono superiori rispetto a chi è chiamato a gestirle. La Lazio si sta affidando al suo tecnico che ha chiesto la cessione del ragazzo, Lotito ha preso atto. Chiaro che, la convenienza di cederlo in prestito a gennaio non è alta. Vederlo in questo contesto rischierebbe di equivalere a svenderlo, ma la priorità è costruire la squadra in funzione delle indicazioni di Sarri”.

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Infortuni Lazio, ripartenza giusta per Immobile, Patric cura il ginocchio in Spagna

 Già corre, già calcia. Non perde tempo. Tanto non può più perdere partite: la lunga sosta aiuta Sarri a recuperare gli infortunati e dà una mano a Immobile, frenato dai problemi fisici nell’ultimo mese. Finito ai box contro l’Udinese, ha accelerato per rientrare prima del previsto, la brusca frenata è arrivata alla vigilia della sfida con la Juventus. Affaticamento alla coscia destra, come specificato sul comunicato della Lazio il giorno stesso. Ciro, il 16 ottobre, si era fermato per una lesione al bicipite femorale sinistro. Entrambe le gambe hanno risentito degli sforzi accumulati, degli acciacchi riportati fin dallo scorso ritiro con la Nazionale (senza poter giocare). Ieri, alla ripresa degli allenamenti a Formello, si è impegnato in un lavoro differenziato. 

Stop lieve

Protocollo riabilitativo in atto: scarpini ai piedi, corsetta blanda e qualche esercitazione con il pallone. Sono bastati i due giorni di riposo concessi alla rosa da Sarri per riaffacciarsi sul campo. Lui stesso aveva rassicurato sulle sue condizioni: «Sto bene, per fortuna non si è riaperta la vecchia cicatrice, è una cosa abbastanza lieve che mi permette di recuperare in tempo. Ce n’è tanto, pure troppo…», le sue parole a ridosso della Partita per la Pace. Gradualmente aumenterà l’intensità delle sedute, si procederà per step, non c’è bisogno di affannarsi vista la mancanza di impegni ufficiali. Il programma della squadra prevede sgambate a Formello fino a sabato mattina, poi ci saranno 11 giorni di relax prima del nuovo raduno fissato per il 29 novembre. 

Programmi

Al vaglio un mini-ritiro all’estero per dicembre, è stata depennata l’idea della tournée in Argentina, ha perso quota anche l’ipotesi Turchia. Alla fine la Lazio potrebbe decidere di svolgere la seconda preparazione stagionale nel proprio centro sportivo: sarebbe la soluzione più gradita a Sarri. Il tecnico ieri pomeriggio ha lavorato con un gruppo ristretto, deve fare i conti con gli infortuni e le convocazioni delle nazionali. Milinkovic e Vecino sono i due partiti per il Qatar, le amichevoli di questi giorni coinvolgeranno comunque altri 6 giocatori: Hysaj, Cancellieri, Provedel, Gila, Marusic e Adamonis. Oltre a quelle di Immobile, sono sotto osservazione le condizioni di Patric, Lazzari e Zaccagni. 

Forma

Lo spagnolo si curerà in modo individuale in Spagna, martedì aveva postato il dispiacere per i forfait ripetuti (infiammazione al collaterale): «Sono dispiaciuto per l’infortunio, ma sono felice per la grandissima prima parte di stagione della mia squadra! Ci vediamo a gennaio, più forti di prima», ha scritto su Instagram. Zaccagni ha evitato la lesione al polpaccio, Lazzari per lo stesso problema aveva alzato bandiera bianca nel turno infrasettimanale con il Monza. Per entrambi soltanto palestra, non torneranno coi compagni questa settimana, i discorsi sono da rinviare a fine novembre dopo la breve parentesi di vacanza. Per fare numero Sarri ha aggiunto Renzetti (portiere under 17) e Floriani Mussolini (difensore Primavera). Non solo: tra i presenti di ieri anche Fares.  Corriere dello Sport

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Lazio, Ilic piace ancora. Ma…

Pausa Mondiale in corso. L’attenzione è in Qatar ma anche sul calciomercato. In casa Lazio potrebbe muoversi qualcosa a gennaio. Ivan Ilic è rimasto nel mirino del club e in particolare di Maurizio Sarri che spinge per averlo a disposizione nella seconda parte di stagione. Può arrivare a una condizione: la partenza di Luis Alberto. Il classe 2000, impegnato insieme a Milinkovic nella Coppa del Mondo con la Serbia, punta a giocare un grande Mondiale e poi potrebbe pensare di lasciare un Verona ultimo in classifica e con sempre meno spiragli di risalita. Ilic, finito nel mirino di diversi club italiani e non solo, resta in cima alla lista degli obiettivi della Lazio che, nelle ultime ore, avrebbe pensato di inserire Fares nella possibile trattativa. Le settimane post Mondiale potrebbero essere decisive, ma tutto dipende sempre dal Mago.

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Milinkovic, il prezzo resta alto: Lotito crede nel rinnovo

Ok, il prezzo è giusto. La Lazio dovrà ragionare bene sulle strategie di mercato. Perché negli ultimi mesi sono stati persi milioni importanti, e per contrastare il problema legato all’indice di liquidità e immettere soldi freschi nelle casse, potrebbe essere lungimirante decidere di cedere qualche giocatore per poi sfruttare le nuove risorse per ritoccare la squadra. In estate la Lazio ha perso a parametro zero giocatori quali Luiz Felipe e Strakosha, che avrebbero potuto rappresentare anche plusvalenze interessanti. Lasciare arrivare a scadenza anche Milinkovic (il suo contratto dura fino al 30 giugno 2024) è un rischio. Il presidente Lotito dichiara di volere almeno 100 milioni per lui, ma è improbabile ricevere offerte del genere da club italiani (la Juve è interessata e dovrà sostituire Rabiot, che prende circa 7 milioni). All’estero società pronte a spendere quelle cifre non ce ne sono. Un po’ perché Milinkovic, in campo internazionale, non si è mai realmente messo in mostra (solo nel 2016 segnò gol al Galatasaray nelle gare da dentro o fuori), un po’ perché storicamente i 100 milioni chiesti da Lotito sono stati spesi per giocatori di status maggiore. Higuain, per esempio, passò alla Juventus per 90 milioni quando aveva già totalizzato 53 partite in Champions (Milinkovic è a 7) con 12 gol all’attivo. Nel 2013, a 24 anni (vale a dire 3 in meno di Milinkovic), Bale passò al Real per 101 milioni, ma in Champions si era fatto notare con una tripletta all’Inter che aveva appena vinto il triplete. Acuti così Milinkovic non li ha mai avuti. Alcuni calciatori, nel recente passato, sono stati strapagati, finendo per costare più o meno la cifra chiesta da Lotito per il Sergente. Ma anche lì la situazione era diversa: nel 2019 lo United prese Maguire per 87 milioni e nel 2021 il City Grealish per 117. Probabilmente troppo, ma erano giocatori più giovani rispetto a Milinkovic, non vicini alla scadenza, nazionali inglesi e che si spostavano all’interno dello stesso campionato. Il laziale avrebbe l’incognita relativa all’inserimento. Da Formello filtra ottimismo sul rinnovo (il club offrirebbe fino a 5 milioni), mentre si sta stringendo per quelli di Lazzari e Cataldi. Ma al momento la richiesta di Lotito è elevata e si rischia di perderlo a zero. Probabile che il Sergente finisca anche in 1900 History eBook, il nuovo progetto di narrazione della storia biancoceleste in sinergia con il Lazio Museum. Prima però bisognerà dissipare i dubbi sul suo futuro. E capire, eventualmente, qual è il prezzo giusto per lui.

Corriere della Sera

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Lazio, il Mondiale ti serve: infortuni, programma e test per non staccare la spina

Il discorso Mondiale capovolto. Sarri si è scagliato duramente contro l’organizzazione del prima rassegna continentale d’inverno, che ha spremuto i calendari da agosto e, ancor di più, nell’ultimo mese e mezzo. Dopo il ko dello Stadium, con il quarto posto comunque nel cassetto, alla fine ha benedetto questo stop: «Avendo giocato così tante gare, credo che la sosta possa solo fare bene a tutti. Siamo pieni di infortuni e acciacchi, le squadre sono stanche e hanno bisogno di recuperare e tirare il fiato». Da ieri si tirano invece le somme della prima parte di stagione a Formello. E così sarà sino a dopodomani, quando la Lazio romperà le righe e, dopo 10 giorni di ferie (20-30 novembre), si ritroverà ancora nel centro sportivo. Andranno direttamente in vacanza i 6 nazionali (Hysaj, Cancellieri, Provedel, Gila, Marusic e Adamonis) impegnati nelle amichevoli in cui è stato risparmiato Immobile, che prosegue invece a parte nella capitale la sua corsa contro l’ultimo affaticamento. Questa lunga pausa servirà per riabbracciare il bomber, ma anche Patric (già in Spagna a curare il ginocchio: «Mi dispiace per l’infortunio, ci rivediamo a gennaio»), Lazzari (nessuna lesione al polpaccio, già differenziato) e Zaccagni, diventato ieri papà di Thiago. 

PROGRAMMA

Nessuno dei degenti tornerà a forzare prima d’inizio dicembre, ma tutto il gruppo sarà tirato a lucido per la prima trasferta di Lecce del 4 gennaio. Sarri e il suo staff hanno studiato a giugno il richiamo di preparazione che riporterà la squadra al top della forma nel nuovo anno. Si spingerà sull’acceleratore in ritiro, sempre più probabile dal 12 al 23 dicembre a Formello stesso. E chissà che già non ci siano al fotofinish Milinkovic e Vecino. Al momento per entrambi è certo il trittico di gare del girone dal 24 novembre al 2 dicembre (per il serbo, Brasile, Camerun e Svizzera; Corea del Sud, Portogallo e Ghana per l’uruguagio). Sergej e l’ex interista saranno gli unici due biancocelesti a non avere un attimo di respiro, sono fra i giocatori più utilizzati da Sarri sinora (oltre 1000’ in campo), ma non giocano certo in Nazionali destinate ad arrivare in Qatar – salvo sorprese – sino in fondo. Nessun’altra delle prime sette big della Serie A oltretutto ha un numero così esiguo di giocatori (11 la Juve, 7 Inter, Milan e Napoli, 4 Atalanta e Roma) impegnati nel torneo. Finalmente a riposo Provedel (1882’), Felipe Anderson (1662’), Marusic (1638’), Romagnoli (1538’), Zaccagni (1341’) e Cataldi (1284’), scottati dall’ultimo ciclo di fuoco. 

TEST PSICOLOGICO

Vai a vedere che alla fine questo “maledetto” Mondiale non possa rivelarsi davvero un vantaggio. Perché Sarri ha dimostrato di essere un autentico maestro quando ha avuto tempo e ha potuto lavorare con continuità con la rosa quasi al completo. I risultati sono sempre arrivati, anche se Maurizio non riesce a vedere oltre l’orizzonte, dopo questo stop forzato: «Chi sarà capace di uscire meglio dalla sosta, è difficile dirlo. Penso che tutti ci siamo rifatti a vedere quello che fanno in Bundesliga nella pausa invernale, ma per noi sarà un esperimento». La problematica maggiore sarà tenere alta la tensione e attivo il cervello, dovrà essere costante la voglia di tornare a giocare calcio. È più un test psicologico, perché rispetto all’estate non ci saranno chissà quali nuovi carichi di lavoro, non si ricomincia da capo. Deve volare la Lazio, nel nuovo anno, alla conquista della Champions: «Il nostro obiettivo», è già il veleno di capitan Ciro. Senza l’Italia, il suo riscatto col mondo. Il Messaggero