Numeri, numeri e ancora numeri. Che non fanno altro che dimostrare che Ciro Immobile è, e sarà, un attaccante leggendario. Con le due reti di Salerno la punta biancoceleste, che ieri ha compiuto 33 anni, è arrivato a quota 191 gol in Serie A, diventando l’ottavo miglior marcatore della storia del campionato. Davanti a lui solo i magnifici 7 in grado di farne più di 200. Ma non finisce qui: perché se si contassero solo i 159 gol che ha realizzato in A da quando è alla Lazio, sarebbe comunque nella top 20, davanti a Luca Toni (157), Gigi Riva, Filippo Inzaghi, Roberto Mancini (tutti 156), Zlatan Ibrahimovic (155), Hernan Crespo (153), Christian Vieri, (142), Vincenzo Montella (141), Andriy Shevchenko (127) e David Trezeguet (123). Con una media di 0,65 gol a partita da quando è in A, solo Nordahl, dal 1929 in poi, fra i primi 35 marcatori della storia del nostro campionato, ha segnato con una frequenza maggiore. E inoltre i suoi gol sono spesso pesanti: in ben 60 occasioni è stato lui a segnare l’1-0 nelle partite (considerando tutte le competizioni) giocate con la Lazio. Ieri, intervenuto alla radio ufficiale del club, Immobile ha raccontato le emozioni che sta vivendo. “Noi della Lazio abbiamo una storia importante, tanti giocatori hanno fatto cose grandiose, ora li ricordiamo – ha detto -. Quando smetterò, spero più tardi possibile, ci si ricorderà pure di me. Qui c’è un grande attaccamento alla maglia. Oggi nel calcio si cambia spesso squadra, noi siamo una famiglia”. Poi sul campionato e gli obiettivi di squadra e personali: “La classifica è corta, non ci siamo abbattuti dopo la sconfitta con l’Atalanta, ora non ci dobbiamo esaltare. Mi mancano 83 gol a Piola (in realtà sono 99 calcolando i 16 gol che Piola segnò con la Juventus nel 1945-46). Sono numeri pazzeschi”. Poi un pensiero a Mihajlovic, che ieri avrebbe compiuto 54 anni: “A volte abbiamo festeggiato insieme. Le nostre famiglie erano legate”. Ieri, all’Olimpico, l’ex difensore di Lazio e Roma è stato inserito nel museo presente nell’impianto. Alla presenza della famiglia sono state incorniciate due sue maglie. Una biancoceleste, una giallorossa.
Corriere della Sera