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APPROFONDIMENTI

Pellegrini, inserimento graduale: ora la missione è convincere Sarri tatticamente

Ieri ha svolto il primo vero allenamento tattico con Maurizio Sarri. La sua avventura alla Lazio è iniziata, ora per Luca Pellegrini c’è il primo obiettivo da centrare: convincere Sarri dal punto di vista dei movimenti difensivi in una parte di stagione in cui si gioca a ripetizione e tempo per addestrare latita. E’ stato lo stesso tecnico toscano, dopo il match di Coppa Italia con la Juventus, a sottolineare le difficoltà di inserimento in corso d’opera nei suoi meccanismi difensivi: “L’adattamento è più semplice con centrocampisti ed attaccanti“, diceva Sarri due giorni fa. Lo conosce bene tecnicamente, ma prima di sganciarlo ha bisogno di plasmarlo nei suoi schemi, nella sua filosofia. La fase di non possesso è vitale per i principi di gioco di Sarri (ed i risultati a distanza di tempo si sono visti), ogni ingranaggio deve connettersi con tutte le componenti. Ne sa qualcosa Nicolò Casale che ha avuto bisogno di un paio di mesi prima di esser elanciato definitivamente al fianco di Romagnoli. Con una differenza non da poco: l’ex Hellas ha avuto anche l’intera estate per apprendere dettami e sincronismi.

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RASSEGNA STAMPA

Flaminio, la replica di Onorato: “Lotito sa bene che i vincoli possono essere superati…”

L’assessore allo Sport del Comune di Roma Alessandro Onorato ha replicato alle parole rilasciate nei giorni scorsi da Claudio Lotito, presidente della Lazio, in merito allo stadio Flaminio. Ecco, qui di seguito, le sue dichiarazioni al Corriere dello Sport.

Stadio Flaminio, Onorato replica a Lotito

“E’ normale che la Lazio debba avere uno stadio di 45mila posti con la copertura. E infatti poteva presentare un progetto. Il senatore Lotito sa benissimo che l’emendamento “sblocca stadi” del Decreto Semplificazioni fa in modo che determinati vincoli possono essere superati. Sta utilizzando come scusa il parere della soprintendenza di febbraio su un altro progetto di valorizzazione del Flaminio, che nulla ha a che vedere con quello dello stadio biancoceleste. Cita il parere della soprintendenza che lo ostacolerebbe, senza però considerare lo “sblocca stadi” che permette di superare i vincoli per stadi destinati a competizioni internazionali”. 

“Porta chiusa? Questo lo ha detto lui. Noi abbiamo aspettato la proposta della Lazio per rispetto della società e dei tifosi. Abbiamo garantito tutta la collaborazione e vogliamo continuare a farlo. Il presidente non si nasconda dietro problemi che non ci sono. Al Franchi sono stati superati i vincoli e quello stadio è stato fatto dallo stesso architetto, ben 40 anni prima del Flaminio”.

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Maximiano, ora rischia anche la Conference

Secondo il Corriere dello sport, lunedì alle 18:30 in Hellas Verona – Lazio, sarà nuovamente Ivan Provedel a difendere la porta biancoceleste. Sarri è deciso a schierare il portiere friulano dopo la mezza frittata di Maximiano a Torino, che rischia di compromettere l’alternanza fra i due anche nel breve futuro.

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RASSEGNA STAMPA

Immobile decisivo per la Champions

Una forma da ritrovare al più presto per tornare ad incidere. Infatti, come riportato da Il Messaggero, Immobile da quando gioca con la Lazio mai aveva inciso così poco. Il capitano biancoceleste ha segnato soltanto 7 reti in campionato (8 considerando l’Europa League), andando a siglare il 20% delle reti laziali. Una percentuale troppo bassa per uno abituato a trascinare la squadra. Serviranno infatti le sue reti per arrivare in Champions League, chissà che la caccia non possa ripartire già lunedì a Verona.

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RASSEGNA STAMPA

Rinnovo Milinkovic, avanti adagio

Secondo la Gazzetta dello Sport sarebbero stati riavviati i contatti fra la Lazio e Mateja Kezman per il rinnovo di Milinkovic. Dopo le parole di Tare prima della Juventus il club resta fiducioso, con Lotito pronto a mettere sul piatto 5 milioni di euro all’anno per il serbo. La trattativa resta tuttavia complessa

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DICHIARAZIONI

Scaloni: “Un futuro migliore per Romero”

Lionel Scaloni promuove Luka Romero. Il ct argentino, celebrato dalla Federazione delle Isole Baleari per la vittoria della coppa del mondo con l’Argentina in Qatar, ha parlato anche del talento biancoceleste. Queste le sue parole: “Luka Romero? Ha già lavorato con noi. È un giocatore forte con un futuro migliore”.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Delio Rossi: “Sarri ha un gioco codificato, se è in serata no, la Lazio non ha tante soluzioni offensive” (AUDIO)

“A me non manca la partita della domenica, mi manca la quotidianità: allenare, programmare… giusto o sbagliato che sia è quello che so fare.

Il gioco di Sarri è un gioco codificato. Ogni reparto è legato e se si tengono distanze e brillantezza, si fa il bel gioco. Se manca uno di questi elementi ti devi affidare ai singoli, E nella Lazio non ce ne sono così tanti di giocatori in grado di fare la differenza nell’uno contro uno. Secondo me si affidano un po’ troppo allo spartito.

La Lazio ha migliorato la fase difensiva perché la si cura di più e sono migliorati i giocatori. Forse in attacco non c’è stato lo stesso miglioramento. Se l’avversario si abbassa, sei in una serata meno brillante e non funzionano quelli bravi nell’uno contro uno, ecco che la Lazio fa fatica. E ieri è stata una serata così…

Alla Lazio servirebbe a centrocampo un giocatore con le caratteristiche di gamba e aggressività, ma dipende da ciò che vuole Sarri.

Ripeto, in partite così, bisogna qualche volta andare fuori dagli schemi.

La cilindrata mentale è allenabile? Dipende: ci sono giocatori che hanno bisogno di motivazioni estrinseche che sono il 98% del totale – e quelli non li puoi migliorare – e poi c’è il 2% che gioca sempre al massimo fregandosene di qualsiasi fattore esterno. Ma sono davvero pochi. I calciatori sono strani animali…”

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Romero, il rinnovo slitta: il motivo

Comincia a serpeggiare un pò di malumore in casa Lazio per la vicenda relativa al rinnovo di contratto di Luka Romero. Come riferisce Il Messaggero infatti, nonostante un accordo che sembrava blindato, la firma non è ancora arrivata e potrebbe slittare ancora.

Romero è scontento dello scarso minutaggio concessogli da Sarri in questo inizio di 2023 e per questo avrebbe chiesto un ingaggio più alto di quello precedentemente pattuito (800mila euro). Lotito continua a predicare calma ma il tempo stringe: la situazione va risolta alla svelta.

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NEWS

Pablito Rossi: l’uomo giusto, al momento giusto

Per incidere il proprio nome nella storia servono gesta straordinarie ed eroiche, bisogna saper cogliere l’attimo nel momento decisivo. Ecco perché Paolo Rossi è stato e sempre sarà l’idolo di un’intera generazione di italiani. Perché quel nome comune, anzi comunissimo, in qualche modo ci rappresenta tutti e tutti potevano sognare di essere lui. Perché madre natura non gli ha consegnato un fisico statuario e una tecnica sopraffina. Era Gracile e spigoloso, però non gli mancava la scaltrezza, l’inventiva, il sapersi far trovare al posto giusto al momento giusto.

Lo sa bene Valdir Peres, portiere del Brasile che ne prese tre da Rossi nel quarto di finale del mondiale dell’ottantadue. Fu proprio in Spagna, allo stadio Sarrià di Barcellona, che oggi non esiste più, che il signor Paolo Rossi diventò Pablito. Tre gol contro il grande Brasile di Zico, Falcao, Cerezo e Socrates. Una vittoria inaspettata e storica, che consegnò Rossi e la squadra di Bearzot alla storia del calcio. Ma il meglio doveva ancora venire: Pablito infatti decise anche la semifinale contro la Polonia con una doppietta, portando gli azzurri in finale. Tardelli, Altobelli e, tanto per cambiare Paolo Rossi piegarono la Germania Ovest e portarono a Roma la terza Coppa del Mondo della storia azzurra. La vittoria del Mondiale cambiò il corso degli eventi, l’ordine naturale delle cose. Zoff, Bergomi, Gentile, Scirea, Collovati, Cabrini. Conti, Tardelli, Oriali, Rossi, Graziani. Una filastrocca indimenticabile per un paese che stava uscendo dagli anni di piombo e aveva bisogno di voltare pagina. Fu proprio quel ragazzo di Prato a prendere per mano un intera nazione, a trascinarla con i suoi gol. Con quel 20 sulle spalle ed un sorriso proprio di chi ama la vita. 

Pablito ha vinto letteralmente tutto: Mondiale, Coppa dei Campioni, Supercoppa Europea, Serie A e Pallone d’Oro, ovviamente nel 1982. Ha avuto una carriera calcistica tutt’altro che longeva, ma clamorosamente intensa. Gli anni d’oro di Vicenza, il salto di qualità con la Juventus e il Milan  e infine il Verona. Ma Rossi non aveva dubbi, la maglia azzurra veniva sempre al primo posto. 

Dario Cadeddu

03/03/2023

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SOCIAL

Lazio, Immobile volta pagina: “Testa a Verona, non c’è tempo per pensare”

Ciro Immobile ha archiviato oggi la sconfitta subita dalla Lazio contro la Juventus nei quarti di finale di Coppa Italia, invitando la squadra a pensare subito al prossimo impegno del Bentegodi. Questo il testo del messaggio pubblicato dall’attaccante biancoceleste sul proprio profilo social: “Dispiaciuti, ma non c’è tempo di pensare a quello che è stato fatto, guardiamo avanti. Testa a Verona forza ragazzi”.