Ieri ha svolto il primo vero allenamento tattico con Maurizio Sarri. La sua avventura alla Lazio è iniziata, ora per Luca Pellegrini c’è il primo obiettivo da centrare: convincere Sarri dal punto di vista dei movimenti difensivi in una parte di stagione in cui si gioca a ripetizione e tempo per addestrare latita. E’ stato lo stesso tecnico toscano, dopo il match di Coppa Italia con la Juventus, a sottolineare le difficoltà di inserimento in corso d’opera nei suoi meccanismi difensivi: “L’adattamento è più semplice con centrocampisti ed attaccanti“, diceva Sarri due giorni fa. Lo conosce bene tecnicamente, ma prima di sganciarlo ha bisogno di plasmarlo nei suoi schemi, nella sua filosofia. La fase di non possesso è vitale per i principi di gioco di Sarri (ed i risultati a distanza di tempo si sono visti), ogni ingranaggio deve connettersi con tutte le componenti. Ne sa qualcosa Nicolò Casale che ha avuto bisogno di un paio di mesi prima di esser elanciato definitivamente al fianco di Romagnoli. Con una differenza non da poco: l’ex Hellas ha avuto anche l’intera estate per apprendere dettami e sincronismi.