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ARBITRI

Primo gol Juve, palla dentro o fuori? La moviola di Dazn: “Non uscito completamente”

L’ex arbitro Luca Marelli ha commentato ai microfoni di DAZN l’episodio che ha portato al vantaggio della Juventus sulla Lazio. Nello specifico dubbio che il pallone, al momento del controllo di McKennie, abbia superato la linea di fallo laterale. Per la cronaca questa decisione ha portato la Lazio a scegliere il silenzio stampa a fine partita: “Quel che è stato valutato è il controllo di McKennie sul pallone al limite della linea laterale.

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DICHIARAZIONI

Juventus-Lazio, club in silenzio stampa dopo il match

La Lazio è in silenzio stampa. DAZN parla di animi agitati nello spogliatoio e visto il nervosismo, la società ha preferito non far parlare i suoi tesserati nel post partita. Probabilmente, l’episodio di McKennie (palla dentro, o palla fuori dal campo) in occasione del primo gol, può aver influito sulla scelta del club.  L’unico fotogramma preso dall’immagine dell’azione non chiarisce perfettamente se il pallone sia uscito o meno. Il Var, durante il match, ha dato comunque l’ok.

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SERIE A

Stadium, ancora una sentenza: Vlahovic piega una Lazio troppo fragile

Ancora una sentenza lo Stadium. 3 sconfitte nelle prime 4 partite. Inizio horror per la Lazio, che viene superata allo Stadium da una Juventus cinica e aggressiva. Per la quarta partita consecutiva, i biancocelesti confermano una passività all’approccio delle partite spesso letale. Anche oggi, Vlahovic colpisce dopo soli 10′ e spiana la strada al raddoppio di Chiesa. Gol in fotocopia, praticamente, con quelli presi al Via del Mare. E’ una Lazio estremamente debole, lo è la sua fase difensiva in generale. Reparti scollati, poco filtro a centrocampo e avversari che banchettano su una linea difensiva spesso schiacciata e ferma. Il contrario insomma, rispetto alla Lazio della scorsa stagione. Un passo indietro che costa caro, costa punti e mette i biancocelesti nelle condizioni di dover già rincorrere (-7 dalla Juventus). Note a margine: esordio per Rovella, Luis Alberto (migliore fra i suoi) regala una flebile speranza, subito spazzata via dalla doppietta del serbo. Martedì Simeone e la necessità di resettarsi il prima possibile.

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SERIE A

Juventus-Lazio 3-1, il tabellino

JUVENTUS-LAZIO 3-1

Marcatori: 10, 67` Vlahovic (J), 26` Chiesa (J), 65` Luis Alberto (L)

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny; Gatti, Bremer, Danilo; McKennie (71` Weah), Miretti (59` Fagioli), Locatelli, Rabiot, Kostic (59` Cambiaso); Chiesa (83` Milik), Vlahovic (83` Kean).

A disp.: Pinsoglio, Perin, Alex Sandro, Rugani, Yildiz, Iling-Junior, Nicolussi.

All.: Massimiliano Allegri

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj (46` Pellegrini); Kamada (78` Guendouzi), Cataldi (46` Rovella), Luis Alberto; Felipe Anderson (69` Pedro), Immobile (69` Castellanos), Zaccagni.

A disp.: Sepe, Mandas, Lazzari, Patric, Gila, Vecino, Isaksen.

All.: Maurizio Sarri

 Arbitro: Fabio Maresca (sez. di Napoli)

Assistenti: Baccini – Pagliardini

IV Ufficiale: Ayroldi

V.A.R.: Irrati

A.V.A.R.: Maggioni

NOTE. Ammoniti: 8` Miretti (J), 17` Bremer (J), 61` Gatti (J), 77` Cambiaso (J), 82` Vlahovic (J), 84` Pellegrini (L)

Recupero: 2` pt, 6` st.

Serie A TIM | 4ª giornata

Sabato 16 settembre 2023, ore 15:00

Allianz Stadium, Torino

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DICHIARAZIONI

Pre-match Juventus-Lazio, Sarri: “Dobbiamo trovare continuità, mi aspetto…”

Maurizio Sarri nel pre-match di Juventus-Lazio ai microfoni di Dazn:

 “Le settimane delle nazionali sono sempre settimane particolari, ci siamo dedicati ad alcuni giocatori nuovi, per la preparazione della gara è stato fatto qualcosa l’ultimo giorno utile, sono settimane difficili. In questo momento dobbiamo trovare una dimensione e dare un minimo di continuità, poi penseremo alle prossime partite. Mi aspetto la stessa squadra che ho visto nell’ultima gara a livello di umiltà e di applicazione. Emozioni nel tornare all’Allianz? Non più di tanto, io l’emozione la provo a Napoli, qui ci sono stato solo una stagione di cui la metà a parte chiuse, ho molte meno emozioni qui rispetto a Napoli”.

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DICHIARAZIONI

Pre-match Juventus-Lazio, Rovella: “Spero di esordire oggi. Inizio difficile, ma…”

Niccolò Rovella nel pre Juventus-Lazio, ai microfoni di DAZN: “Quella di oggi è una partita importante per noi, abbiamo iniziato con alcune difficoltà ma ora ci siamo ripresi con la vittoria di Napoli. All’inizio è stato difficile perché venivo da un infortunio e adattarmi agli schemi del mister non è stato facile. Ora mi sento bene, sono entrato bene nel gruppo. Spero oggi di poter esordire, non vedo l’ora di giocare”.

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SERIE A

Juventus-Lazio, formazioni ufficiali: conferma Kamada

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny, Gatti, Bremer, Danilo, McKennie, Miretti, Locatelli, Rabiot, Kostic, Chiesa Vlahovic. A disp.: Pinsoglio, Perin, Alex Sandro, Rugani, Cambiaso, Fagioli, Weah, Nicolussi C., Milik, Yildiz, Iling-Jr., Kean- All.: Allegri.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj; Kamada, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. A disp.: Sepe, Mandas, Lazzari, Gila, Patric, Pellegrini, Guendouzi, Rovella, Vecino, Isaksen, Castellanos, Pedro. All.: Sarri.

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SERIE A

Juventus-Lazio, i convocati di Sarri: out Basic, prima per Mandas

Maurizio Sarri ha convocato 23 calciatori per la partita delle 15 contro la Juventus. Confermata la presenza del nuovo portiere Mandas, alla prima chiamata con i biancocelesti. Forfait invece per Basic, che non figura nell’elenco diramato dal tecnico per la quarta giornata di campionato. Di seguito la lista completa:

Portieri: Sepe, Mandas, Provedel

Difensori: Pellegrini, Patric, Romagnoli, Casale, Hysaj, Gila, Marusic

Centrocampisti: Vecino, Kamada, Guendouzi, Luis Alberto, Lazzari, Cataldi, Rovella

Attaccanti: Felipe Anderson, Immobile, Isaksen, Castellanos, Zaccagni, Pedro

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NEWS

Laziostory – Guendouzi, il riccio ribelle che fa impazzire l’Olimpico

Ci sono uomini che hanno la guerra in testa. Uomini che non sono a loro agio in tempo di pace, che hanno bisogno della sommossa per tirare fuori la loro indole più pura. In questo lato della fila figura certamente Matteo Guendouzi. Calciatore, facica sveglia e occhi nocciola sotto una straripante matassa di ricci castani. E fin dal primo momento, da quando l’aereo privato ha aperto il portellone nell’aereoporto di Ciampino, è scattata la scintilla con il popolo laziale.

Gli inizi

Sarebbe stato l’acquisto perfetto di Arsene Wenger, quando all’Arsenal arrivavano acerbi francesi tutti da costruire. Quando è arrivato Guendouzi, però, Wenger era già andato via e in panchina c’era Emery. Cresciuto nella periferia parigina da genitori emigrati dal Marocco, da bambino guardava con suo padre le partite dell’Arsenal degli invincibili: la classe di Thierry Henry, soprattutto il carisma di Patrick Vieira. C0era già la maglia rossa nel suo destino, solo che lui, ancora non lo sapeva. Emery ci crede tanto, e Guendouzi, in quell’Arsenal un po’ scalcagnato, è una delle note più positive. Ha proprietà tecniche intriganti, una buona condizione di palla e una visione di gioco discreta, anche se acerba. Ma quella guerra in testa, puoi silenziarla per una settimana, non per mesi. Così, ecco il primo un cartellino rosso in Carabao Cup, contro il Blackpool. Si ha la sensazione che riesca con esilarante facilità ad oltrepassare il confine tra tensione agonistica e vera rabbia. I tifosi lo amano: Guendouzi, dopo una bella vittoria nel derby del nord di Londra contro il Tottenham, festeggia per le strade di Londra insieme ai tifosi dell’Arsenal, stringendo i pugni e digrignando i denti. Video che diventano virali. Non lo stesso amore che sembra provare la dirigenza. All’Arsenal cambiano allenatori, ma le cose non girano nel verso giusto. Nel caos, prolifera l’agonismo sfrenato di Matteo, anche un filo infantile a volte. Come nell’occasione in cui commette fallo su Dan Gosling e poi si porta via il pallone, come un bambino che fa finta di non ascoltare i genitori che gli dicono di tornare a casa. Mentre tutti stanno fermi a chiedersi che cosa stia facendo, Gosling lo rincorre a muso duro, lui si gira e lo butta per terra. Preambolo per la chiusura della sua esperienza a Londra.

Il nuovo tecnico Mikel Arteta, lo mette fuori rosa e così, nell’estate del 2020, finisce in prestito all’Hertha Berlino. In Germania gioca e non gioca, il rapporto con la piazza è freddo, le sue dichiarazioni diventano istituzionali. Una maschera che getta via concedendosi alcune scaramucce non degne di nota, come non degna di nota è quella stagione tedesca. A Matteo serve una svolta, una versa svolta per la sua carriera. L’occasione arriva il 6 luglio 2021, quando firma con il Marsiglia e torna a casa. L’OM in quel momento è nelle mani di Jorge Sampaoli, che a sua volta somatizza molto l’indole della piazza. Lì non cercano di arginarlo: giocatori con pulsioni agonistiche come le sue, sono più che ben accetti. Nel biennio marsigliese gioca tanto, anche con Tudor che subentra proprio al tecnico argentino. Le storie tese non mancano, ma non riescono a mettere in ombra le prestazioni. Il bottino dice: 73 presenze e sei gol, oltre ad una gran quantità di assist. Ora è una mezzala d’inserimento; ha affinato le doti nel pressing e gli piace da morire la sensazione di avere campo da attaccare. Anarchia, fantasia.

Con la Lazio si ‘sfiora’ nella stagione 21-22, nella fase a girone dell’Europa League. Il suo sbarco a Roma l’estate successiva, proprio sul gong (31 agosto 2023) del calciomercato. Una trattativa estenuante, il colpo che Sarri chiedeva per aggiungere al suo centrocampo dinamismo e imprevedibilità, a margine della cessione eccellente di Milinkovic-Savic.

Dario Cadeddu

16/09/2023

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APPROFONDIMENTI

Juve-Lazio è anche Vlahovic contro Immobile: tra crisi, gol e riscatto

Gli schemi, la scienza, l’ingegno, le diagonali, le ripartenze, il gegenpressing. Tutto vero, tutto da affinare, da studiare, perché il calcio oramai è tutt’altro che una cosa semplice. Tutto per arrivare a un risultato, tutto per arrivare a una cosa banale quanto complessa. Il gol. Juventus contro Lazio è la storia di due dei centravanti più chiacchierati del nostro pallone, di quelli decisivi e determinanti nei rispettivi progetti e piani degli allenatori e club. Juventus contro Lazio, oggi antipasto della quarta giornata di campionato della Serie A 2023/2024, è anche e soprattutto Dusan Vlahovic contro Ciro Immobile, la sfida dei grandi numeri 9.

Tra riscatto e conferme
Se diamo un’occhiata all’ultima stagione, non c’è dubbio che Vlahovic debba cercare il riscatto e che Immobile debba confermarsi. Se diamo un’occhiata alle ultime uscite in campionato, la storia è diversa: meglio il serbo, 2 reti e un inizio diametralmente opposto rispetto all’ultimo campionato. 1 gol e qualche rimpianto per l’azzurro, comunque sempre sulla cresta dell’onda. Se guardiamo questa sosta nazionale, Vlahovic ha osservato da vicino, dalla panchina, il Mitrovic show con la Serbia mentre Immobile ha segnato nel deludente pari con la Macedonia ed è stato fuori nella gara dove l’Italia ha fatto meglio, con l’Ucraina.

Tutto ruota attorno a loro
Saranno i due uomini ai quali Allegri e Sarri si aggrapperanno in questa stagione per i gol pesanti e saranno loro oggi al centro dei rispettivi attacchi. Con Chiesa nel 3-5-2 il primo, con Zaccagni e Felipe Anderson nel tridente biancoceleste il secondo. Due giocatori profondamente diversi ma che da anni cercano un posto al sole, ovviamente inteso come la palma di miglior bomber del campionato. Immobile c’è già riuscito, saprà ripetersi ancora? Vlahovic, dal canto suo, lo insegue. Dopo un’annata dura, sembra aver iniziato una storia diversa. Ma siamo solo ai blocchi di partenza, nella corsia dei 9.