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SERIE A

Lazio-Torino, probabili formazioni: tornano Casale e Kamada, Vecino in regia?

Ecco il possibile undici che il tecnico potrebbe mettere in campo all’Olimpico:

Torino (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Schuurs, Buongiorno, Rodriguez; Bellanova, Ricci, Ilic, Lazaro; Tameze, Vlasic; Sanabria. All. Ivan Juric

Lazio (4-3-3): Provedel: Marusic Casale Patric Hysaj; Kamada Vecino Luis Alberto; F. Anderson Immobile Pedro. All. Maurizio Sarri

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RASSEGNA STAMPA

Lotito: “Niente drammi, chiedo umiltà, unione e consapevolezza. Mi fido di Sarri”

“Non c’è spazio per le opinioni”, Lotito sul CorSera

«Non c’è spazio per le opinioni relative al momento che stiamo vivendo – ha spiegato il presidente Claudio Lotito al Corriere della Sera – parlano i risultati. Purtroppo. Bisogna confidare nelle potenzialità della squadra. I ragazzi, tutti insieme, devono ritrovare i meccanismi che ci hanno permesso di arrivare secondi. Perché abbiamo degli obiettivi, serve una svolta».

Obiettivi fine stagione. «Le previsioni non si fanno mai. In campo vanno i giocatori, possono incidere fattori esterni o imponderabili. La squadra però è stata allestita per giocarsela con tutti».

Difficoltà. «Sono passate 5-6 partite, è presto. Dobbiamo migliorare le condizioni della squadra. Sono stati inseriti tanti giocatori nuovi che devono ancora recepire gli automatismi. Alcuni di loro non parlano la lingua. Sono fiducioso perché pure l’anno scorso siamo partiti maluccio, quindi non bisogna drammatizzare. L’importante è che la squadra sia cosciente dei propri mezzi. La consapevolezza è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi».

Immobile. «Non personalizziamo. C’è un tecnico, del quale mi fido, che valuta le prestazioni e individua le soluzioni. Non è un singolo a vincere o perdere, ma il gruppo».

Ritiro. «Dobbiamo ritrovarci e ricreare un clima ancor più positivo e costruttivo. Più i giocatori stanno insieme, più hanno modo di conoscersi e di affinare l’intesa. A maggior ragione quando ci sono tanti nuovi. I ragazzi devono aiutarsi a vicenda. Servono umiltà, determinazione e spirito di gruppo. Ma tutti devono aiutare a creare questo ambiente, anche lo staff tecnico, i magazzinieri, i medici. Tutti».

Acquisti. «Generalmente sono più le trattative che si chiudono nelle ultime settimane di mercato che non nelle prime. Serve tempo per fare le cose nel modo giusto». 

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STATISTICHE

Sarri, con il Torino entra nella top-ten dei tecnici della Lazio

Come riportato dal Corriere della Sera, stasera Sarri entrerà nella top ten degli allenatori laziali in Serie A, con 82 panchine, raggiungendo al 10° posto Viola e Lovati (comprese 10 con Oddi). La classifica è guidata da Inzaghi con 197 partite; seguono Zoff 176, Rossi 152, Sperone 128, Eriksson 115, Lorenzo e Reja 112, Maestrelli 107 e Zeman 86. Come media-punti il Comandante è sul podio (considerando i tecnici con più di 5 partite): 1° Eriksson 1,89, 2° Inzaghi 1,82, 3° il Comandante con 1,75 davanti all’1,71 di Maestrelli.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, senza svolta tutti sotto esame: anche Sarri

Lazio e Sarri, serve la svolta”. Titola così Il Messaggero sulla sfida odierna contro il Torino, una gara crocevia per la stagione dei biancocelesti. Il presidente Lotito dopo il Monza era stato durissimo, le critiche erano per tutti, anche per Sarri, poi ha ripreso lucidità e ieri ha cenato a Formello.“Qualcuno lo sta mal consigliando, il ds Fabiani sta facendo da mediatore”, scrive Il Messaggero: “Ma inutile girarci troppo intorno, anche Sarri è sotto esame. E, nonostante un contratto fino al 2025, si gioca il futuro: è uno dei momenti più delicati dal suo sbarco, vuole riprendersi la sua Lazio”. I giocatori sono con lui, lo hanno ribadito in questi giorni. Fiducia massima nel tecnico, ma serve un risultato.

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NEWS

Laziostory – Il Pedro-Derby

26 settembre 2021. Sesta giornata di campionato, è subito derby. La Lazio con 8 punti in classifica, reduce da due deludenti pareggi contro il Cagliari in casa e quello raggiunto in extremis a Torino contro i granata. Primi scricchiolii dopo un inizio quasi impeccabile, con due vittorie nelle prime due giornate. La Gara contro il Milan – persa 2-0 – sembra però aver incrinato le poche certezze acquisite dalla squadra. La Roma invece – con 12 punti in classifica – da l’idea di esser più solida, al netto della sconfitta del bentegodi contro l’hellas. Roma reduce dalla vittoria di misura in casa, contro l’Udinese per 1-0. Si arriva quindi al derby in condizioni diverse, ma non diametralmente opposte. Entrambe le squadre hanno cambiato guida in estate, entrambe sono a caccia di punti nello scontro diretto. Sarri contro Mourinho, il titolo sembra quasi scontato: i toni della vigilia sono però  – quasi sorprendentemente – calmi, all’insegna della sportività. Sarri sceglie  Reina; Marusic, Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto; Pedro, Immobile, Felipe Anderson. Mourinho con: Rui Patricio; Karsdrop, Mancini, Ibanez, Vina; Cristante, Veretout; Zaniolo, Mkhitaryan, El Shaarawy; Abraham. E’ un derby e – come tale – conferma fin dalle prime battute la sua rinomata imprevedibilità. Ed è proprio la Lazio, la squadra che – sulla carta – potrebbe aver più timori di perderla, a cominciare forte. Veloce, pratica, lucida: la prima mezz’ora di gara è uno spettacolo. Il vantaggio arriva già al 10′: Felipe Anderson pennella un cross in area di rigore, Milinkovic si inserisce e supera Rui Patricio con un terzo tempo perfetto. Duro scontro tra i due, ma è 1-0.


Sarri chiede di insistere, di non speculare: detto fatto, al 19′ arriva il raddoppio. Un gol che manda in estasi il pubblico laziale, in una sorta di psicodramma quello giallorosso. Segna proprio Pedro, il giocatore scaricato da Mourihno e – di fatto – regalato alla Lazio. Contropiede perfetto, Immobile si traveste da assist-man e piatto destro chirurgico del canario dal limite dell’area di rigore.


La Roma sbanda, la Lazio – però – non la chiude. Quasi come fosse scritto, come se la sadica legge del derby preveda imprevedibilità. Ibanez la riapre da corner, di testa, con un piazzamento della difesa rivedibile. Distanze accorciate, si va al riposo sul 2-1.
Nella ripresa la Lazio non replica la grande prestazione del primo tempo. I biancocelesti speculano sul minimo vantaggio, assumendosi i rischi del caso. Rischi che vengono ridimensionati dal gol di Felipe Anderson. Il brasiliano sembra mettere in cassaforte il risultato al 18′ del secondo tempo. Ancora contropiede, ancora Immobile che lascia gloria ai compagni. Fuga sulla destra, poi converge al centro e mette Felipe da solo davanti a Rui Patricio. 3-1.


La Roma sembra al tappeto. Ma proprio nel momento in cui tutto sembra definito, l’arbitro Guida di Torre Annunziata prende un abbaglio. Zaniolo si calcia addosso, nei paraggi passa Akpa Akrpo e lui fischia rigore. Veretout lo segna e tutto torna in bilico. Minuti di apnea finale in cui la Lazio – però – mantiene la calma e la porta chiusa. Fondamentale Reina, con una parata – sempre su Zaniolo – che di fatto chiude il match. Derby a Sarri, che porta Olimpia sotto la Curva Nord e si gode la vittoria.

Dario Cadeddu

26/09/2023

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DICHIARAZIONI

La ricetta di Vecino: “Non perdiamo la testa, ritroviamoci come gruppo. Partiamo dalla solidità”

Alla vigilia della gara di campionato tra Lazio e Torino ha parlato ai microfoni della società il centrocampista Matias Vecino che ha analizzato il delicato momento della squadra biancoceleste.

Come si esce da questa situazione?

“Prima di tutto credo che si debbano analizzare i problemi e poi metterci mano ma sempre con la testa. Abbiamo iniziato male ma abbiamo tutto il tempo per recuperare, domani grande opportunità. Senza perdere la testa. Dobbiamo ritrovarci come gruppo e come squadra, ritrovare solidità che lo scorso anno ci ha contraddistinto”.

Confronto con il tecnico?

“Si parla sempre anche quando le cose vanno bene, sempre si può migliorare. Quando le cose non vanno bene si dà più spazio al dialogo, ma è una cosa normale per risolvere questi problemi”

Arriva il Torino

“Il Torino sappiamo che è difficile da affrontare per tutti, ogni anno. Ha un allenatore bravo e giocatori forti, ma se siamo una squadra corta e solida sarà molto importante anche vincere i duelli perché sono una squadra fisica”

Utilizzo in campo?

“Ho fatto tanto ruoli nella mia carriera, a sesso mi sento meglio davanti alla difesa. Però il mister sa che sono a disposizione, l’importante è che la Lazio vinca”

250 presenze in serie A

“L’importante è vincere. Sono tanti anni che sono in Italia, fa piacere leggere questi numeri. Non avrei mai immaginato tutto questo in squadre così importanti, lo sognavo. Sono contento e spero di farne altri”

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DICHIARAZIONI

Lotito e la crisi della Lazio: “Se pensano di fare da soli… Ora intervengo io”

Il pareggio con il Monza, i fischi dei tifosi, i 4 punti in 5 partite. Momento delicato in casa Lazio dopo un inizio di stagione che nessuno si aspettava. Pochi, pochissimi i punti in classifica e brutte prestazioni. La squadra arrivata seconda nella passata annata appare come un lontano ricordo. E così patron Claudio Lotito è intervenuto per frenare la crisi. Confronto con i giocatori e con l’allenatore per dare la svolta. “La situazione della Lazio? “Io sono come un padre di famiglia. L’obiettivo deve essere comune. È chiaro che se qualcuno pensa che si possa fare da soli, interviene il presidente della squadra”, le parole del numero uno biancoceleste a margine delle esequie di stato del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Con il Torino, ancora in casa, l’occasione per iniziare un nuovo campionato. Di errori non ne sono più ammessi.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Venturin: “Lazio, mi auguro sia un problema fisico. La partenza di Milinkovic pesa. Serve un po’ di sana paura…” (AUDIO)

Giorgio Venturin, doppio ex di Lazio-Torino, in collegamento a Radiosei

Giorgio, ci risiamo: la solita mancanza di continuità per la Lazio

“Arrivati a questo punto del campionato, la Lazio sembra un po’ altalenante. Ho letto le parole di Sarri che ha evidenziato come sia complicato il doppio impegno Champions-campionato. Evidentemente c’è questo problema, ma la realtà è che la stagione è partita male dall’inizio. E’ ancora presto, è un campionato ancora molto da decifrare, diciamo che l’unica che sta viaggiando come deve è l’Inter. Perdere punti con squadre come Lecce, Genoa e Monza fa riflettere. E’ un inizio complicato, la continuità è quella caratteristica delle grandi squadre ed in questo momento la Lazio non ce l’ha. Quello che va capito è se c’è un problema di natura mentale o se è una questione fisica. Fosse questa la spiegazione sarebbe solo questione di tempo, da un certo punto di vista me lo auguro. Non vorrei che molto dipendesse dalla partenza di Milinkovic che ha abbassato il livello di questa squadra. A livello tattico non credo che Sarri possa fare delle grandi variazioni sul tema. Prima della scorsa stagione, qualche problemi era venuto fuori, si diceva che i giocatori avessero dei problemi a recepire. Ma ora è passato del tempo”.

Da doppio ex, raccontaci il momento dei ‘Granata’

“Il Torino è la classifica squadra che ti fa giocare male, sono rogliosi, hanno buonissimi giocatori in mezzo al campo ed hanno preso Zapata che se sta bene è forte. Anche a loro manca sempre qualcosa per fare il salto di qualità. Sarà dura, è una partita che va affrontata con un po’ di sana paura che può aumentare l’attenzione. E’ un momento delicato, il Torino può determinare molto sul momento ed il futuro. Rovella? Io onestamente lo vedo ancora poco come regista puro in un centrocampo a tre, credo sia più mediano per un centrocampo a due. E’ giovane, può specializzarsi, ma per il momento credo che il vertice basso più affidabile sia ancora Cataldi”.

Dario Cadeddu

26/09/2023

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SETTORE GIOVANILE

Primavera, bis Lazio sul Cosenza

LAZIO-COSENZA 2-0
Marcatori: 2Cappelli, 76 Yordanov

LAZIO – Renzetti, Petta, Yordanov, Dutu, Serra (53Farcomeni), Bigotti (69 Napolitano), Marini, Cappelli (86Tredicine), Urbano (53 Sulejmani), Zazza (53` Ruggeri), Nazzaro
A disp.: Martinelli, Bordon, Milani, Ferrari, Marinaj, Gelli.
All.: Stefano Sanderra

COSENZA – Castelnuovo, Bonofiglio (86Zilli), De Salvo (63 Attanasio), Occhiuto, Contiero (46Klavins), Bellotti (46 Barone), Armari, Di Porto, Musella, Touadi, Violante (63` Pignataro).
A disp.: Sicilia, Mammolito,, Basile, Federico, Essengue.
All.: Antonio Gatto


Arbitro: Maria Marotta (sez. Sapri)
Assistenti: Daljit Singh – Gian Marco Cardinali
NOTE. Ammoniti: 39′ De Salvo (C), 58′ Nazzaro (L), 74′ Marini (L), 77′ Attanasio (C)
Recupero: 1′ pt, 5′ st.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Acquisti condivisi da Sarri? No, messo spalle al muro. Voleva prevenire appagamento” (AUDIO)

Approccio sbagliato, ALBERTO ABBATE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio continua a entrare in campo con un approccio sbagliato. Prendere 5 gol nei primi tempi è piuttosto indicativo di questo.

Questo può essere frutto dell’approccio più aggressivo delle avversarie che ti conoscono, ma anche di come scendi in campo. Se il Monza, il Lecce e il Genoa aggrediscono la Lazio, dovrebbe essere un vantaggio per la Lazio. Come si può pensare che queste squadre possano mettere in difficoltà la Lazio? Infatti contro l’Atletico c’è stato l’approccio giusto al di là del gol fortunoso che gli spagnoli hanno trovato. Evidentemente è una cosa di stimoli.

Bisogna andare oltre Milinkovic per due motivi: il problema principale della Lazio è la fase difensiva, alla quale Milinkovic ha sempre partecipato poco e male, perdendo palloni con i suoi tacchi e punte. C’è un problema di rodaggio con Kamada e Guendouzi in fase di possesso palla perché il serbo faceva da fionda per l’ala e per la punta, Cosa che adesso ancora non funziona. I due nuovi sono semplicemente diversi e hanno bisogno di armonizzarsi con la squadra.

Persino nei risultati brutti che stanno arrivando, ha comunque ragione Sarri. Abbiamo invocato per un mese Guendouzi, quando Sarri lo ha messo in campo, ci siamo accorti che non ci sono miglioramenti. Adesso abbiamo iniziato la tiritera con Castellanos. Ma se Sarri lo vede in allenamento ogni giorno, ne saprà più di noi?

Ho sentito parlare di avallo di Sarri sugli acquisti, ma è follia. Se insiste per un mese per Milik e salta, poi Sanabria e salta, poi Berardi e salta, quando ti propongono Isaksen, lo devi accettare oppure dimetterti. Un conto è avere una scelta e un conto è essere stato messo con le spalle al muro. Secondo me è stato un ottimo mercato in prospettiva, ma non è ciò che chiedeva Sarri, cioè giocatori pronti all’uso. Il rischio di appagamento c’era e andava stimolata la competizione con dei titolari e non allargando la rosa. Sarri non cercava giocatori su cui perdere tempo per addestrarli, ma pronti all’uso come Zielinski”.

Alessio Buzzanca