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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Non vorrei che la squadra privilegiasse Champions rispetto al campionato” (AUDIO)

Si parla molto di Ciro Immobile, GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Si parla molto di Ciro Immobile, c’è una grande passione per un grande goleador. Se ne dicono tante, giusto chiedersi come comportarsi nei panni di Sarri. Le strade sono due, concedergli a volte un turno di riposo per dare spazio anche Castellanos o insistere con lui anche in questo momento in cui gli impegni sono ravvicinati.

Zaccagni e Romagnoli non sono al meglio, ma non hanno veri e propri problemi di natura clinica. Sono affaticamenti naturali in una fase del calendario molto serrato.

La storia di Castellanos è complessa perché i bonus scattano con estrema facilità e il prezzo a cui è stato pagato è piuttosto alto. Indubbiamente non sono arrivati i ‘piani A’ di Sarri, ma comunque sono stati presi giocatori concordati. Rovella ne è un esempio: lui era la prima scelta con Ricci. E’ vero che non è arrivato Zielinski, ma se siamo sbilanciati a centrocampo ora, figuriamoci con il polacco.

Kamada è un giocatore che è sempre piaciuto all’allenatore toscano. E’ indubbiamente un mercato più della società che di Sarri, ma c’è stato comunque il suo avallo. Come – ci ritorno – c’era stato l’avallo anche degli acquisti dello scorso anno, ma tant’è…

Certo, dovremmo chiederci come mai quel primo tempo ottimo contro l’Atletico Madrid. Ci sono stati più stimoli? Non avere la stessa applicazione mentale in campionato di quella vista in Champions sarebbe frutto di una valutazione totalmente errata. So che a Formello hanno lavorato più sul punto di vista mentale che tattico in vista della partita di domani. Ma alla fine è il campo il giudice supremo”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Lazio, è tempo di dare una scossa e tornare ad essere squadra. Il Toro ti costringe…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’ “E’ tempo di una scossa”

“La Lazio deve tornare ad essere squadra, come abbiamo fatto per tutta la scorsa stagione. Sappiamo quali sono le difficoltà quando incontri il Torino, che ti costringe ad alzare il pallone perché marcano a uomo e sono aggressivi. Ma se alzi il pallone, ti snaturi e fai una cosa che la Lazio non sa fare. La Lazio predilige giocare da dietro a due tocchi e con palla a terra. Il problema dell’uscita dal basso contro la pressione del Torino si deve risolvere con maggiore movimento senza palla. Se la Lazio continua a giocare come ha fatto fino ad oggi è dura, se continuano a giocare solo chiedendo la palla sui piedi è complicato. Ci sono ancora tante partite, ma dobbiamo dare una scossa al campionato perché stiamo perdendo tanti punti.

Sarri deve pensare a mandare in campo la squadra migliore, ma deve pensare anche alle priorità della società e al fatto che sono stati spesi tanti milioni per Castellanos. Sono stati fatti acquisti importanti ed è compito dell’allenatore metterli in campo prima possibile. In allenamento puoi far vedere cose buone o meno buone, ma senza il vaglio della partita, è impossibile dare giudizi su un calciatore. Ora ci sono tre partite in una settimana e quindi Sarri dovrà dare chance a tutti, anche ai nuovi arrivati. Poi sta a lui stabilire chi. Sarebbe strano, laddove dovesse riposare Immobile, fosse scelto per fare la punta centrale Felipe Anderson. Castellanos è stato acquistato proprio per questo, non credo che un giocatore pagato così tanto possa essere emarginato in questo modo. Capisco che possa esserci qualche giocatore affaticato, ma se non ci sono infortuni, l’ossatura deve giocare sempre. Non si possono cambiare otto giocatori da una partita all’altra. Uno come Romagnoli dovrebbe giocare sempre.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Psicologia e tattica, Sarri analizza la Lazio: “Guardatevi dentro”. Il segnale di Immobile…

Confronto e lezione video ieri a Formello per la Lazio di Maurizio Sarri. Il tecnico biancoceleste ha lavorato più sulla testa dei calciatori che sui principi tattici avendo pochissimo tempo a disposizione.

Come riportato dal Corriere dello Sport, il Comandante ha individuato, in accordo col DS Fabiani, quello che sembra essere il problema della sua squadra: un blocco mentale legato all’ansia da prestazione. Non solo problemi di campo dunque ma anche altri che afferiscono alla sfera psicologica. Il messaggio al gruppo è stato chiaro: «Ora guardatevi dentro». Ci fosse una sola ragione, interverrebbe. La verità è che si tratta di un calo generalizzato. Serve equilibrio. Fabiani è un normalizzatore a Formello, di solito abituata a narrazioni spinte e altalene di umori, figlie di aspettative esagerate in seno allo stesso club, non solo in riferimento alla piazza, per tradizione inquieta. Un piccolo vantaggio c’è: le analisi di allenatore e diesse collimano. Cercano tranquillità. Se ne esce con il lavoro, un po’ alla volta, portando in condizione e addestrando i nuovi acquisti, cercando di ragionare e di recuperare l’entusiasmo perduto, quello che nella passata stagione permetteva alla Lazio di difendere in blocco e di correre in sincronia

”Testa, tattica e Ciro, le mosse di Sarri per uscire dalla crisi”. Repubblica analizza la giornata di ieri, quella dei confronti, della Lazio, che domani sera all’Olimpico ospiterà il Torino. Lotito e Sarri hanno chiarito dopo lo sfogo post Monza, il tecnico non è in discussione. E anche tra di loro i giocatori hanno avuto dei confronti, per “curare l’aspetto mentale”.

Il tecnico poi ieri ha lavorato dal punto di vista tattico, rivedendo gli errori col Monza. Come Palladino, anche Juric gioca col 3-4-2-1 (ma marca a uomo): la Lazio dovrà evitare di lasciare spazio ai trequartisti. Luis Alberto e Immobile si sono messi i panni da leader e Ciro, per il bene della Lazio, ha detto di essere pronto a farsi da parte. Non accadrà perché Sarri punta su di lui.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, tante domande senza riposta: l’unica soluzione è ritrovare le proprie certezze

Involuta, irriconoscibile. Impossibile da spiegare. La terza Lazio di Sarri ha fatto vedere la peggior versione di sé stessa. Doveva essere l’annata del definitivo salto, si è trasformata in una caduta nel vuoto. Nessuna certezza, solo un mare di domande senza risposta. Perché la squadra prende così tanti gol? Perché fa così fatica a segnare? Perché sbaglia l’approccio? Perché le migliori prestazioni sono arrivate contro avversarie di alto livello? Non è un problema di punti. O meglio, non solo. Il tecnico si è detto preoccupato da un lato, ma non vuole sentire drammi. La soluzione, almeno per ora, sembra essere quella di tornare all’antico. Zero rivoluzioni, si va con i soliti noti, cercando risposte vere alle domande. Più l’inevitabile novità a centrocampo. Tornerà Kamada, partito sempre titolare prima del Monza e rimasto in panchina 90′ sabato scorso. Completeranno il centrocampo Luis Alberto, intoccabile, e uno tra Cataldi e Vecino: leggermente in vantaggio l’uruguaiano per caratteristiche visto l’avversario. In difesa, davanti a Provedel, probabile il ritorno di Casale, da valutare invece Romagnoli uscito affaticato dal match contro la formazione di Palladino. Sulle fasce ballottaggio aperto con Marusic e Pellegrini favoriti.

Davanti certi di una maglia Immobile e Felipe Anderson, possibile turno di riposo per Zaccagni a vantaggio di Pedro. Nell’ultima conferenza stampa, rigorosamente nel post partita, Sarri ha confermato che Isaksen e Guendouzi non sono pronti per partire dall’inizio. E proprio riguardo l’acquisto del centrocampista francese, ieri il direttore sportivo Fabiani ha raccontato come è andato in porto l’ultimo affare del mercato estivo: «Mi chiama una mattina il presidente Lotito e mi dice: “Lo conosci Guendouzi?”. Gli rispondo “certo, ma non lo prenderemo mai”. Facciamo i passaggi istituzionali, ne parlo anche con Sarri. Ci siamo tuffati sulla trattativa, che non è stata poi così semplice. Mettere d’accordo più società non è stato facile: non ci sono solo Lazio e Marsiglia, ma c’è la società che fa capo al procuratore, la società che fa capo al giocatore. Mettere d’accordo tutti non è mai facile. La volontà del calciatore ha fatto la differenza e questo va sottolineato». Il tempo

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, si ricomincia da Kamada

Kamada indica la strada”. Il Messaggero oggi parla del centrocampista giapponese che domani, col Torino, tornerà titolare. “L’ex Francoforte ha stregato Sarri grazie a personalità e intelligenza tattica. È l’unico nuovo acquisto di cui Sarri si fida”. Ruba meno l’occhio, Kamada, ma a centrocampo dà equilibrio e con i suoi inserimenti, in una Lazio che attacca poco lo spazio, sono fondamentali.

È un giocatore atipico, Kamada, ma con una personalità e un’intelligenza calcistica fuori dal normale. In estate è stato sedotto e abbandonato da Atletico, Milan e Inter, alla fine l’ha spuntata la Lazio. Pesa sul giapponese l’eredità di Milinkovic, ma il paragone non va fatto. “Sono cambiate le caratteristiche della Lazio e Sarri lo ripete sempre alla squadra: Kamada va sfruttato più e meglio”.

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Lazio, a pranzo scatta il ritiro: scacciare il tabù “bestie nere” per uscire dalla crisi

Via i cattivi pensieri. Da oggi (ore 13) scatta il ritiro per la Lazio, il terzo in tre anni con Sarri. Pranzo, rifinitura, cena e notte a Formello senza tornare a casa come al solito. E non è escluso che possa tornare a farsi sentire Lotito, con la minaccia velata di proseguirlo in caso di ko. Meglio cercare di compattarsi in questo inizio da dimenticare in cui non vanno solo ritrovati gli stimoli della vecchia Lazio. Tra i vari ostacoli lungo il cammino dei biancocelesti ora c’è anche il tour de force tra Serie A e Champions League da non sbagliare come già fatto tra Juventus, Atletico Madrid e Monza, dove sono stati raccolti solo una sconfitta e due pareggi. Risultati che adesso costringono a un’inversione del trend a tutti i costi, anche se il tanto odiato calendario non porgerà l’altra guancia a Sarri. Nel momento più delicato della sua gestione il Comandante affronterà gli avversari più difficili da quando è arrivato nella Capitale. Il primo, il Torino, al momento è l’unica squadra assieme al Lecce a non essere mai caduta contro la Lazio del Comandante (poi c’è il Frosinone, ma non ci ha ancora giocato). L’ultima vittoria con tro i granata è datata 1 novembre 2020. Una volta arrivato Juric, la Lazio ha totalizzato tre pareggi e una sconfitta all’Olimpico lo scorso aprile per 1-0 con il gol del pupillo di Sarri, llic. Basta questo per capire quanto il gioco del Comandante soffra quello del tecnico croato, ma in aggiunta ci sono pure i soli 2 gol realizzati in quattro confronti, un’anomalia per una squadra offensiva come quella di Mau.

RITIRO, DENTRO O FUORI – Archiviato il match di domani sera (ore 20:45), sabato alle 18 ci sarà un’altra bestia nera come il Milan, battuto a gennaio scorso con un netto 4-0, ma inavvicinabile a San Siro tre ko tecnici, 8 gol subiti e nessuno segnato. Dopo la sfida con la squadra di Pioli, la full immersion proseguirà martedì 4 ottobre (ore 21) col primo dentro o fuori in Champions League contro quel Celtic che quattro stagioni fa eliminava la squadra di Inzaghi dal gruppo E di Europa League con due vittorie. In seguito al triplice fischio di Glasgow ci saranno quattro giorni per rifiatare prima di tornare all’Olimpico per un’altra sfida delicata come quella contro l’Atalanta di Gasperini, diventata un cult nelle ultime stagioni. Almeno con i bergamaschi finora lo score è in totale equilibrio tra risultati e differenza reti, ma stavolta, in ballo per Sarri potrebbe esserci tutto. Che il ritiro faccia effetto. Il Messaggero

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ALTRE

Napolitano, Lazio multata per cori durante il minuto di silenzio. Intanto Lotito e una delegazione alla camera ardente

Dopo i cori che hanno disturbato il minuto di silenzio in sua memoria prima di Lazio-Monza (con il resto dell’Olimpico che in questa occasione si è però dissociato dalla Curva Nord) il club biancoceleste non ha fatto mancare la sua presenza alla camera ardente allestita in Senato per Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica emerito (due volte in carica al Quirinale) deceduto all’età di 98 anni e tifoso laziale, come da lui stesso rivelato in passato.

A guidare la delegazione della Lazio il presidente e senatore Claudio Lotito, accompagnato a Palazzo Madama dal direttore sportivo Angelo Fabiani, dal difensore Alessio Romagnoli e dal portiere Ivan Provedel. Il numero uno biancoceleste non ha voluto rilasciare dichiarazioni all’uscita dalla camera ardente ma non ha mancato di lasciare un messaggio sul registro delle condoglianze, come poi hanno fatto anche i due calciatori di Maurizio Sarri. I funerali di Napolitano si svolgeranno in forma laica nella mattina di domani (26 novembre) alla Camera.

I cori e i fischi che in diversi stadi della Serie A hanno disturbato il minuto di silenzio disposto dalla Figc per la scomparsa del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano non sono passati inosservati al giudice sportivo, che ha così preso provvedimenti.

Ecco così che dopo la 5ª giornata di campionato Lazio, Empoli, Fiorentina, Verona e Udinese sono state sanzionate con un’ammenda di 5.000 euro a causa del comportamento dei propri tifosi (“un numero cospicuo” di laziali secondo il giudice, “un numero esiguo” di empolesi e “la totalità” dei sostenitori veronesi mentre è più generica la motivazione riguardante i fiorentini e gli udinesi). Causate dal lancio di oggetti da parte dei propri tifosi invece le ammende comminate a Lecce (4.000 euro), Milan e Salernitana (1.500 euro).

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FORMELLO

FORMELLO – E’ già Torino: Sarri gestisce gli acciaccati e pensa alle scelte anti-Juric

FORMELLO – Tutti in campo, niente riposo. Maurizio Sarri ha cancellato il giorno di relax concesso per oggi alla sua Lazio: allenamento pomeridiano e domani la rifinitura per preparare al meglio la partita contro il Torino. Un match da non sbagliare, servono ritrovare vittoria e fiducia. Il tecnico tra giocatori fuori fase e altri che non riescono ad incidere proverà a cambiare qualcosa.

Lazio, la possibile formazione con il Torino

In difesa potrebbe rivedersi Casale dal primo minuti accanto a Romagnoli. Nelle ultime due titolare è stato Patric. Sulle fasce Lazzari spera in una maglia, in panchina per tre gare di fila in campionato. Marusic però è favorito e sulla fascia sinistra c’è Pellegrini al posto di Hysaj. A centrocampo Kamada (titolare fisso prima di Lazio-Monza per cinque partite), rientra, Guendouzi in panchina. Cataldi e Luis Alberto a fargli compagnia. L’attacco, reparto inceppato, dovrebbe essere composto dal tridente Felipe Anderson, Immobile e Zaccagni. Isaksen titolare con il Monza non ha fatto bene. Spera Castellanos, ma Ciro sembra ancora il favorito.

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ARBITRI

Lazio-Torino, arbitra Fabbri: i precedenti

Lazio-Torino, gara valida per la VI giornata del campionato di Serie A TIM, in programma mercoledì 27 settembre 2023 alle ore 20:45 allo stadio Olimpico di Roma, sarà diretta da Michael Fabbri (sez. di Ravenna).

Assistenti: Di Gioia – D’Ascanio

IV Ufficiale: Prontera

V.A.R.: Chiffi

A.V.A.R.: Di Vuolo

Il fischietto romagnolo ha già diretto i biancocelesti in 13 occasioni: il bilancio di quest’ultime sorride ai biancocelesti. In 9 circostanze infatti la Lazio ha ottenuto i tre punti, mentre in 3 è uscita sconfitta. Un pareggio completa lo score. Non arbitra la Lazio dal 3-1 interno contro l’Inter dello scorso campionato. 

Fabbri ha inoltre già diretto un Lazio-Torino, terminato 0-0 nel maggio 2021. Sono invece 15 i precedenti con i granata: 4 vittorie, 7 pareggi e 4 k.o. il bilancio complessivo.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Cruciani: “Isaksen non mi convince. Situazione seria e prossime partite complicate” (AUDIO)

Poco o nulla eccetto Napoli, GIUSEPPE CRUCIANI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Una squadra che fa poco o nulla fino qui eccetto per Napoli e il colpo di testa di Provedel, non può essere commentata.

La situazione è figlia di questa estate: credo ci sia stata poca sintonia e pochi momenti di colloquio tra presidente, squadra e allenatore. Situazione di poca chiarezza, in cui i giocatori nuovi non si sa bene da chi siano stati scelti. Tutta questa poca chiarezza secondo me si è riverberata sul gruppo. Onestamente altre spiegazioni non ne ho.

La Lazio ha Torino, Milan, Celtic e Atalanta prima della pausa, cioè quattro partite molto complesse. La Lazio dal punto di vista tecnico non è cambiata: i giocatori sono più o meno gli stessi. Ciò che è cambiato è l’anima. Bisogna stare attenti perché se la situazione peggiora, poi diventa difficile uscirne. Non dico la lotta per non retrocedere, però… C’è il problema Immobile che sembra in china discendente… sembra. Poi ci ha abituato ad improvvise resurrezioni.

Immobile aveva bisogno di un giocatore pronto come riserva. Uno che provenisse dal nostro campionato e condiviso da Sarri, non imposto dall’allenatore. Sarri voleva Sanabria, ma è arrivato Castellanos. Si sa che se non sei un giocatore pronto, con Sarri ci metti sempre un po’ prima di entrare in campo.

Io sono Lotitiano di ferro. Penso che la Lazio debba affidarsi al presidente e alla sue intuizioni e anche ai suoi errori. Certo, questo Isaksen non sembra un granché. Il Guendouzi visto a Napoli sembrava straordinario, poi si è perso. Bisogna aspettare i nuovi, ma con l’eccezione di Isaksen perché pagare 15 milioni un giocatore che viene dal Midtjylland, onestamente lascia perplessi. Non mi sembra il grado di fare il titolare in con la Lazio.

La Lazio quest’anno mi fa annoiare “.

Alessio Buzzanca