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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, serve uno spirito diverso. L’Atletico dimostra che è una questione di…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Ci si aspettava una vittoria con il Monza, la classifica è quella che è, i problemi sono tanti. C’è un problema di squadra, di compattezza, serve uno spirito diverso e maggiore equilibrio. La cosa che più mi preoccupa sono le tante palle gol che vengono concesse agli avversari e sinceramente non è possibile che ci sia una differenza così importante di rendimento e concentrazione tra la gara di Champions con l’Atletico Madrid e quella di campionato con il Monza. Perché abbiamo visto quella mezzora così importante, intensa e coraggiosa con gli spagnoli, mentre poi contro la squadra di Palladino c’è stata quella prestazione? Il pressing alto è fondamentale, se vuoi farlo devi interpretarlo con convinzione, tempi, spirito e organizzazione. La differenza tra i due match dimostra che quel tipo di atteggiamento è ancora nelle corde di questa squadra.

Spirito diverso e Lotito-Sarri

Se Lotito ha una qualità è quella di non aver mai preteso di fare la formazione o cose del genere. Il presidente dopo la partita commenta con i suoi modi quanto è accaduto. Tra le cose che ha detto a caldo c’è anche il suo dubbio sul mancato utilizzo di Castellanos. Ovviamente non era una sottolineatura su Immobile, magari riteneva si potesse chiudere la gara con due punte come accaduto anche in altre circostanze. Ci può stare da parte del proprietario del club, poi ieri a Formello so che i toni erano già tornati più morbidi”.

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RASSEGNA STAMPA

Crisi di rigetto o appagamento, Lotito ordina il (mini)ritiro obbligatorio: “Spetta a Sarri risolvere la situazione”

Crisi di rigetto o di appagamento. È sparita, la Lazio, e nessuno riesce a spiegarsi il motivo. Allora è giusto interrogarsi a fondo, rinchiusi nel proprio eremo. Così Lotito ordina il ritiro obbligatorio (di solito facoltativo) e la squadra stavolta lo accoglie in silenzio. Scatterà domani a pranzo, è il terzo dell’era Sarri, portò a due vittorie contro la Fiorentina a ottobre 2021 e nel derby a marzo scorso. Dopodomani sera col rognoso Torino bisognerà ritrovare il primo successo all’Olimpico a ogni costo: 4 punti (a +1 dal terzultimo posto) dopo 5 giornate non si vedevano dal 2001, unico precedente dal 1994. Un inizio da incubo, che rischia di minare l’intero campionato, se non si volta pagina subito. Così anche Sarri si vede costretto a cancellare oggi il giorno di riposo, previsto di solito per recuperare le energie fra un impegno ravvicinato e l’altro. Persino Maurizio è confuso e spiazzato da quanto sta succedendo: «Sembra di essere tornati due anni indietro», l’analisi in una mattinata di confronti incrociati e serrati fra allenatore, staff, squadra e società a Formello.

CRISI ED INVOLUZIONE

Ieri nel quartier generale c’era anche Lotito, più lucido rispetto alla sera prima in cui era furioso. Dopo il punto strappato al Monza per miracolo, il patron era sceso negli spogliatoi ad attendere la squadra impegnata ancora a chiedere scusa sotto la Curva al triplice fischio: «Svegliatevi, basta con questo atteggiamento». Ma tutti hanno sentito soprattutto le sue urla contro il tecnico: «Dovevi mettere Castellanos…». È un errore però delegittimare Mau, in questo momento. Oltretutto i nuovi lanciati (Guendouzi e Isaksen) non hanno cambiato il volto spento della Lazio. Non è questo il problema, anzi così si rischia pure di bruciare un mercato, arrivato in ritardo e impossibilitato a integrarsi in un’ossatura al collasso: «É difficile comprendere l’involuzione dei vecchi – le parole preoccupate di Sarri – a meno che l’anno scorso non abbiano fatto il 105%». Già, il timore è che tanti abbiano dato tutto, ora si stanno salvando solo Provedel e Luis Alberto.

SCOLLAMENTO

Manca la solidità di un tempo, la Lazio non sa più difendere, corre a vuoto e torna indietro. Gioca un calcio antico, lento, senza sovrapposizioni e con uno sterile palleggio. E, quando il Mago non scova l’assist immaginifico, costruisce solo fumo. L’augurio è che ci sia “solo” un blocco psicologico, va superato un crollo emotivo: «Dev’essere l’allenatore a risolverlo», ripete Lotito. In questo senso fa ben sperare lo spirito ammirato con l’Atletico. «C’è qualcosa che non va nell’ambiente, dentro», l’ultima frase sibillina di Sarri, che getta però ulteriori ombre inquietanti su Formello. Mau non lo dirà mai, ma forse si è pentito di non aver salutato tutti in trionfo col secondo posto, sopratutto perché non sono arrivati quei Berardi, Zielinski e Ricci, con cui era certo di poter fare subito il salto. Ad agosto è rimasto per amore e rispetto di questo gruppo, che lo aveva commosso per dedizione nelle prime settimane ad Auronzo. Poi è sbarcato Lotito e, fra mancati rinnovi e attriti con il tecnico stesso, qualcosa si è rotto. Chissà se non si stia pagando tutto questo adesso. Forse lo scollamento fra i reparti può essere superato rincollando tutte le parti della Lazio in ritiro a Formello.
Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…” – Paradiso: “Non so dire quali siano i problemi della Lazio. Ottimo organico, ma poca coesione” (AUDIO)

Onestamente non so dirvi… TOMMASO PARADISO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Onestamente non so dirvi cosa possa non andare nella Lazio. Per me la Lazio è forte e quando Luis Alberto dice che è la miglior Lazio in cui abbia mai giocato, ha ragione. Quando Lotito dice a Sarri: “Ti ho dato una Ferrari”, sicuramente dice una iperbole, ma ha ragione.

I nuovi devono ancora integrarsi e mi sembra girino ancora a vuoto. Non è vero che non ci sia voglia, anzi è il contrario: la Lazio corre ma inutilmente. Semmai è una squadra slegata, in cui si pressa non in maniera ordinata e per gli avversari saltare le linee è più facile.

La Lazio è una squadra fortissima se gioca in verticale, se perde queste convinzioni, diventa prevedibile. La solidità difensiva la ritrovi compattando i reparti: se la Lazio perde le distanze è un problema.

Poi quando lo scorso anno passavamo in vantaggio, palleggiavamo, ci abbassavamo, li facevamo scoprire e li infilavamo.

Sabato ho avuto l’impressione che Guendouzi e Isaksen non sapessero cosa fare e dove mettersi non tanto palla al piede, quanto con palla all’avversario. Vagavano per il campo.

Il nostro obiettivo per questa stagione è rimanere in zona Champions League per qualche anno, come hanno fatto Napoli e Atalanta. Ovviamente non possiamo pensare di vincere la Champions, ma solo di fare del nostro meglio. Paradossalmente vedo una Lazio isterica, disordinata e questo è il problema maggiore. Quando vedi il pressing forsennato di Luis Alberto ti chiedi: perché lo fa solo lui?”.

Alessio Buzzanca

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STATISTICHE

Classifiche a confronto: Lazio, Roma e Napoli involute

Classifiche a confronto dopo cinque giornate di Serie A. Rispetto alla scorsa stagione l’Inter capolista e ancora a punteggio pieno ha sei punti in più. Saldo positivo anche per il Milan: +1. Il Napoli campione d’Italia ha tre punti in meno rispetto alla scorsa stagione, mentre il Lecce terzo in classifica è oggi la squadra col confronto migliore: +9. In negativo, spiccano il -7 dell’Udinese, il -5 della Roma e il -4 della Lazio. Ecco il dato delle 20 di Serie A. 

Inter 15 punti (+6 rispetto alla Serie A 2022/23 dopo cinque giornate)
Milan 12 (+1)
Lecce 11 (+9)
Juventus 10 (+1)
Fiorentina 10 (+4)
Atalanta 9 (-4)
Napoli 8 (-3)
Frosinone 8 (in Serie B)
Torino 8 (-2)
Hellas Verona 7 (+2)
Bologna 6 (+3)
Sassuolo 6 (=)
Roma 5 (-5)
Monza 5 (+5)
Lazio 4 (-4)
Genoa 4 (in Serie B)
Salernitana 3 (-3)
Udinese 3 (-7)
Cagliari 2 (in Serie B)
Empoli 0 (-4)

Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Lazio smarrita e disunita, c’è già la lista degli scontenti: Lazzari rischia provvedimenti

È già il momento delle riflessioni per la Lazio dopo l’ennesima prestazione sottotono. La squadra sembra smarrita e soprattutto disunita, sensazione confermata dalle dichiarazioni di Sarri: «Bisogna valutare cosa c’è che non va nel nostro ambiente». Il tecnico ha poi corretto il tiro: «A livello di applicazione i ragazzi ci sono quindi non penso che qualcuno stia remando contro». Eppure col Monza il blocco unico della passata stagione è sembrato un miraggio, per questo lo sfogo dell’allenatore lascia qualche interrogativo. La vera forza della Lazio arrivata seconda in classifica era la capacità di viaggiare tutti verso la stessa direzione, invece dopo le prime sei partite ufficiali di questo 2023-24 la squadra pare divisa in due blocchi. Da una parte c’è chi gioca sempre, dall’altra gli scontenti reduci da poche occasioni. Effettivamente questo è il destino di ogni allenatore, ma se lo scorso anno Sarri era stato un maestro nella gestione del gruppo, ora, oltre al trend di risultati negativi da invertire, ha pure diverse grane individuali da risolvere. Per il terzo anno al Comandante non sta piacendo l’atteggiamento di Lazzari. Il terzino ha mal digerito l’esclusione in Champions, ma era sicuro di avere la sua occasione col Monza. Sarri invece ha schierato di nuovo Marusic e nel finale ha scelto Pellegrini, lasciando l’ex Spal in panchina per la terza gara di fila in Serie A. Una decisione che ha fatto ulteriormente innervosire il terzino, convocato ieri dalla società per qualche atteggiamento fuori posto: il calciatore rischia provvedimenti a lungo termine, se non si ravvederà subito.
Non è un caso Castellanos, ma i 35 minuti da subentrato sono davvero pochi per un giocatore pagato 19 milioni compresi i bonus. E infatti Lotito è furioso con Sarri per lo scarso utilizzo uno che aveva definito un «fenomeno, pagato un botto». Il ds Fabiani ha promesso che si parlerà molto di lui eppure nonostante la forma precaria di Immobile l’argentino non è mai stato preso in considerazione.

MUSI LUNGHI, LUNGA LISTA
Sarri lo vede come un vero e proprio doppione di Ciro, ma il problema è che tatticamente è ancora indietro secondo il tecnico. Non servono ripetizioni invece a Pedro, ma l’esterno tra i dolori alla caviglia e il richiamo di casa è un altro con i mal di pancia, confermati di recente dal presidente del Tenerife, Paulino Rivero: «Vogliamo che Pedro venga e viceversa. Al momento c’è un legame e posso dire che siamo stati in contatto». Lista non finita. Gila è ancora inutilizzato. Chiude la lista Basic, spesso col muso lungo sebbene sapesse da tempo i piani di Sarri per lui, mentre Vecino per ora è stato recuperato dopo che si era accordato col Galatasaray per il poco spazio che gli si prefissava con gli arrivi di Kamada e Guendouzi. Risollevare gli animi di tutti sarà difficile, ma determinante per la «lenta risalita» auspicata da Sarri. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, piove sul bagnato: Zaccagni e Romagnoli a rischio. Pedro con il Toro?

Non rendono come vorrebbero, ma l’impegno è indiscusso. Basta vedere i test del giorno dopo a Formello, che rilevano un affaticamento muscolare altissimo per Patric, Romagnoli e Zaccagni, quasi al limite dello stiramento. Piove sul bagnato a poco più di 48 ore dalla sfida col Torino, che rischia d’essere già un pesante bivio sulla stagione della Lazio. Le condizioni dei tre big invocano precauzione, bisogna già ragionare su un turno di riposo. Tornerà sicuramente dall’inizio Casale, stoppato dopo i pesanti errori con la Juve allo Stadium. Chissà se Gila avrà finalmente la sua chance, sinora non è mai stato utilizzato. Riflessioni a centrocampo, dove tornerà Kamada con Luis Alberto, ma ormai c’è un ballottaggio a tre come vertice basso: Rovella spera d’essere titolare, ma contro Juric potrebbero servire di più i muscoli e i centimetri di Vecino. Stavolta davanti dovrebbe tornare titolare Pedro, sorpassato col Monza da Isaksen per far rifiatare Felipe Anderson, pronto a tornare dall’inizio. Sarri avrà poco tempo per mettere in piedi una formazione in grado di ritrovare il successo e trasformare in applausi i fischi dell’Olimpico. Il turno infrasettimanale e i prezzi alti non richiamano chissà quale cornice di pubblico, ma si spera di raggiungere i quasi 37mila spettatori di sabato. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Sarri e la Lazio svanita: “Solidità, ordine, attacco profondità, mentalità. Ci siamo persi” (AUDIO)

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, è atteso a minuti in sala stampa all’Olimpico per commentare la partita con il Monza, terminata 1-1. 

Ecco le risposte dalla sala stampa:

L’attacco fa fatica: questo è il problema principale?
“Il problema è duplice, abbiamo perso anche la solidità difensiva che avevamo. Siamo meno ordinati. Sicuramente stiamo creando poco in relazione alla mole di gioco che facciamo. La sensazione è che abbiamo smesso di attaccare la porta, gli spazi. Ne stiamo parlando per risolvere la situazione. E poi c’è l’aspetto mentale, tra l’1-0 e l’1-1 abbiamo concesso le chiavi della partita gli avversari. Pensavamo di aver già vinto. Poi abbiamo ricominciato a giocare, ma dobbiamo fare meglio”.

La Lazio sembra involuta. Perché?
“È difficile dare una spiegazione di questo tipo. A livello di applicazione i ragazzi ci sono anche, altrimenti non puoi giocare bene nei primi 70 metri. È qualcosa di diverso che ci frena. Il pressing oggi? Non puoi pressare se sei passivo. Oggi poi eravamo anche troppo bassi”.

Ci confermi che tutti stiano remando nella stessa direzione?
“Posso essere sincero? Mi sembra una domanda del cazz*. Perché se fosse vero, nessuno te lo direbbe. Comunque la sensazione non è questa”. 

Lei è preoccupato?
“No ma sono attento per capire i motivi del nostro calo. Quando entri in un momento negativo, con i risultati che non arrivano, risalire è possibile ma bisogna avere la consapevolezza che cii vorranno mesi. Quindi non servono ansie inutili e drammi ogni partita. Martedì non ho visto una squadra morta, oggi nel secondo tempo neanche”.

Contro le squadre più forti la Lazio rende meglio… 
“Ci può essere l’aspetto mentale che ti comporta una maggiore attenzione, ma anche un discorso tattico contro avversari che vogliono fare la partita”. 

Qual è la medicina?
“I nuovi hanno bisogno di tempo per entrare nel nostro meccanismo tattico. È difficile comprendere questa involuzione a livello mentale, a meno che la squadra l’anno scorso ha dato il 105% e non ha più nulla”.

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APPROFONDIMENTI

Quattro punti in cinque giornate: non accadeva dal 2001

Inizio disastroso della Lazio in campionato. Lo confermano i dati OPTA: quattro punti dopo cinque giornate rappresentano per la Lazio la peggior partenza dopo cinque match disputati in una singola stagione di SerieA nell’era dei tre punti a vittoria (dal 1994/95), al pari dell’annata 2001/02.

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DICHIARAZIONI

Cataldi: “Facciamo fatica a ricaricarci. Dobbiamo metterci in testa che è iniziato un altro campionato”

Nel post partita di LazioMonza, il giocatore biancoceleste Danilo Cataldi ha parlato ai microfoni di Lazio Style Radio: “Non siamo la stessa squadra è scesa a Napoli, dobbiamo cambiare, fare qualcosa in più e metterci in testa che è iniziato un nuovo campionato. Martedì con l’Atletico abbiamo visto che possiamo giocare alla pari con le grandi squadre, facciamo fatica a ricaricarci mentalmente, pensavamo di aver superato questo problema ma non è così. Dobbiamo ricompattarci perché mercoledì c’è già un’altra partita.Ci sta mancando qualcosa e dobbiamo trovarlo. Sicuramente giocare subito aiuta, siamo una squadra di uomini. Tra tre giorni c’è un’altra partita e dobbiamo affrontarla nel migliore dei modi contro una squadra che ci ha sempre messo in difficoltà come il Torino“.

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Da questo momento non se ne esce velocemente. Creiamo poco, c’è ansia da prestazione. Guendo e Isaksen non pronti” (AUDIO)

Maurizio Sarri analizza la sfida al temrine del match. Le dichiarazioni a SkySport: “dopo il vantaggio siamo stati passivi. Nel secondo tempo la gara si è aperta, abbiamo mancato alcune occasioni. È un memento in cui non ci vengono bene tante cose, ma è impensabile uscirne in manier secca e veloce. Dobbiamo fare di più. La priorità è far risultato pieno, in qualsiasi modo, ci toglierebbe l’ansia che abbiamo in questo momento. Creiamo poco, in fase difensiva qualche segnale lo stiamo dando ma non siamo gli stessi della scorsa stagione. La speranza era – prosegue Sarri a SkySport – trovare slancio dopo martedì, la partita di oggi era a rischio. Monza bravo nel palleggio, ma per come s’era messa, dovevamo fare meglio. Ogni squadra ha certe caratteristiche, incaponirsi solo sulla bellezza del gioco sarebbe un suicidio. In certi contesti ti vengono fuori squadre spettacolari, in altri no. Ora stiamo ricercando semplicemente l’organizzazione. Non sempre è possibile fare un calcio spettacolare, ma oggi siamo poco pericolosi rispetto all mole di gioco che produce. I nuovi? Sono ragazzi non pronti tatticamente per giocare con noi. Per esserlo, devono anche giocare. Secondo me il grande problema dopo le partite di coppa è il recupero di energie mentali, nervose. Non è semplice ritrovare la stessa carica, ma non deve essere un alibi. Abbiamo fatto di tutto per andare in Champions, non possiamo buttare le partite che vengono dopo”.

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