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CALCIOMERCATO

Zaccagni, l’agente si allinea a Lotito: “Nessuna fretta per il rinnovo, ne parleremo quando ci sarà la possibilità”

Nel corso della Palermo Football Conference ha preso la parola anche l’agente Mario Giuffredi: “Di Lorenzo è l’esempio di chi viene dalla gavetta e arriva a grandissimi traguardi. Per un napoletano come me che è cresciuto seguendo la squadra per la sua città, non può esserci gratificazione professionale migliore”

SU GARCIA – “Io mi limito a parlare dei miei giocatri. Sono scelte che spettano al club. Io parlo dei miei assistiti, chi di dovere farà le scelte giuste per il Napoli”.

RINNOVO ZACCAGNI – “Zaccagni è molto legato alla Lazio, ha ancora un anno e mezzo di contratto, non abbiamo fretta di rinnovare. E’ stato chiamato in Nazionale, fa bene da diversi anni, quando ci sarà la possibilità di rinnovare, ne parleremo. Oggi siamo estremamente sereni e tranquilli, per noi non è un argomento prioritario”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Bravo Sarri a motivare chi subentra. Ora la Lazio a centrocampo ha sei titolari per tre ruoli” (AUDIO)

Solo Marusic, Hysaj e Vecino in nazionale, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Per la Lazio è molto importante che siano andati via con le Nazionali solo Marusic, Hysaj e Vecino. Si è parlato troppo poco di questo, ma la Lazio ha iniziato la partita contro l’Atalanta con un centrocampo e finito con altri tre giocatori senza che ci sia stata una minima flessione di resa.

E’ vero che c’è un problema sui terzini e sono convinto che Sarri lavorerà molto sulla difesa in questa pausa, però onestamente non vedo Pellegrini così inferiore a giocatori come Parisi che è sulla bocca di tutti.

Tra l’altro Marusic sarà chiamato durante la sosta del campionato a un altro tour de force con la sua Nazionale e non so in che condizioni tornerà perché le sta giocando tutte.

Tempo fa ci eravamo chiesti quale potesse essere il centrocampo titolare, ma credo che la cosa importante non sia questa, ma sia avere giocatori tutti di ottimo livello. E’ vero che ormai si gioca in 16, ma conta anche l’attitudine e la voglia con cui entrano quelli che partono dalla panchina. Gasperini ad esempio si è lamentato di Lookman proprio per come è sceso in campo da riserva. Invece ad esempio Cataldi che da una stagione all’altra diventato la seconda/terza scelta, quando entra lo fa con grande foga e voglia. Di questo bisogna fare i complimenti a Sarri per come riesce a motivare il gruppo”.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Reja: “Finalmente ho rivisto la Lazio di Sarri. Come si fa a criticarlo?” (AUDIO)

EDY REJA in collegamento a ‘NMM’!

“Mi fa piacere intervenire a Radiosei nel giorno del mio compleanno. La cosa importante è che la Lazio abbia vinto e convinto contro l’Atalanta. Dal punto di vista affettivo c’è sempre un occhio di riguardo nei confronti di questi colori e sono felice di aver rivisto una bella squadra. Non capisco come si faccia a criticare un tecnico come Sarri, non so come la pensate voi ma è davvero bravo. Con l’Atalanta ho visto una prestazione grande ed anche una Lizo diversa. Più verticale, non so poi se il tecnico l’ha preparata così. Prima non la riconoscevo, non era quella giusta, non era la Lazio di Sarri. I miei ricordi sono tanti, il derby vinto con il gol di Klose non si può dimenticare. Per me fu una liberazione, ero reduce da quattro derby persi. E’ stato uno dei momenti più belli della mia carriera”.

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RASSEGNA STAMPA

Rotazioni e sostituzioni, così Sarri ha cambiato la Lazio

Sarri modernista e retrivo

Modernista e retrivo. È i l paradosso su cui Maurizio Sarri si è sempre impigliato. Modernista perché sarrista, retrivo per alcune metodiche rigorose e fuori moda calcistica. Ma il Sarri di oggi in parte è da riedizione aggiornata. Per scelta o necessità, dopo l’addio di Milinkovic e un mercato condiviso ma non condotto, nelle prime dieci giornate ha puntato su un centrocampo variabile. L’anno scorso giocavano quasi sempre Milinkovic, Cataldi e Luis Alberto. Oggi giocano tutti, i minutaggi sono misurati. Il Sarri di Napoli diceva « con 18 uomini si può fare un colpo di Stato e prendere il potere » , giustificando il poco turnover. Quest’anno, dall’odissea iniziale, è riemerso sposando il turnover come mai prima e sfruttando i 5 cambi 8 volte su 10 partite, fino all’anno scorso li usava con limitazione. Il 29 giugno 2020, da allenatore della Juve, Mau diceva «i 5 cambi sono da maneggiare con cura. Un’esperienza nuova, a rischio cazzata… Ma è anche stimolante, avremo conoscenze da sfruttare negli anni successivi » . Turnover e cambi l’hanno salvato con Celtic e Atalanta. Mau, il 27 agosto, dopo due ko spiegava: «Io come organizzatore sono uno dei più forti d’Italia, come inserimento ho i tempi più lunghi d’Italia». Sarri alterna, Sarri cambia, Sarri accelera. Dev’essergli costato, ma non potendo cambiare il mondo del calcio è cambiato un po’ lui.

Turnover e cambi. E’ un altro Sarri perché l’alternanza tra giocatori è stata garantita di più di partita in partita e sfruttando le 5 sostituzioni. M au ha iniziato a cambiare dopo la sosta di settembre. Sfidata la Juve, ha affrontato l’Atletico Madrid cambiando tre uomini: dentro Patric, Pellegrini e Vecino al posto di Casale, Hysaj e Cataldi. Quattro cambi contro il Monza: ecco Hysaj, Guendouzi, Cataldi e Isaksen al posto di Pellegrini, Kamada, Vecino e Felipe Anderson. Dal Monza al Torino, quattro giorni dopo. Cinque cambi per sfidare i granata: Lazzari, Casale, Vecino, Rovella e Felipe Anderson per Hysaj, Patric, Guendouzi, Cataldi e Isaksen. Dal Toro al Milan, tutto in tre giorni. A San Siro si sono visti Hysaj, Guendouzi e Castellanos per Lazzari, Vecino e Immobile. Sarri ha rivoluzionato la Lazio contro il Celtic in Champions: Lazzari, Patric, Kamada, Vecino e Immobile per Marusic, Casale, Guendouzi, Rovella e Castellanos. Altri cinque cambi contro l’Atalanta: Marusic, Casale, Guendouzi, Rovella, Castellanos per Lazzari, Patric, Kamada, Vecino e Immobile. Le sostituzioni. Il turnover più ampio è stato concatenato ai cinque cambi. Sarri era sempre stato restio, tranne alcune eccezioni, a rivoluzionare la squadra in corsa. L’anno scorso aveva la scusa della panchina corta e meno quotata. Quest’anno, senza più scuse, si è comunque organizzato diversamente. Cinque cambi in corsa li ha fatti a Lecce, 4 con il Genoa. Cinque a Napoli, con la Juve, con l’Atletico, con il Monza, 4 con il Torino, 5 con il Milan, 5 con il Celtic, 5 con l’Atalanta. Non fa più prigionieri. 

Pellegrini ha dovuto attendere un mese e passa per esordire con la Lazio. Arrivato il 31 gennaio scorso, Sarri l’ha fatto debuttare il 2 aprile in campionato contro il Monza, da subentrato. Prima ancora aveva salvaguardato Casale per un mese: l’aveva lanciato a Verona l’11 settembre, la Serie A era iniziata il 14 agosto. Si sa, fa fatica Mau a inserire i difensori nel suo impianto di gioco, soprattutto se arrivano a gennaio (è il caso di Pellegrini). Quest’anno ha accelerato gli inserimenti anche se si è trattato di centrocampisti e attaccanti. Lo ha fatto per necessità, trovatosi scoperto ad inizio mercato. E anche per favorire ricambi attraverso turnover e sostituzioni. Hanno giocato tutti i nuovi acquisti ad eccezione di Sepe e Mandas, secondo e terzo portiere. Kamada ha esordito subito da titolare contro il Lecce. Guendouzi, arrivato a Roma il 31 agosto, ha esordito in corsa a Napoli il 2 settembre. Rovella avrebbe seguito lo stesso percorso se non fosse stato per lo stiramento accusato a luglio contro la Juve, ha costretto Sarri a lanciarlo solo a Torino contro la Juve (16 settembre). Castellanos è salito a due presenze da titolare su 8 partite giocate, sfruttando gli acciacchi di Ciro. Ma Sarri lo aveva lanciato sempre nei finali di ogni partita di A tranne che con il Monza. Isaksen ha esordito a Lecce, gli era stato concesso di giocare metà secondo tempo. E contro il Monza, alla quinta giornata, ha giocato titolare. Sarri ha accelerato gli inserimenti per recuperare il tempo perso dalla società in estate. In ritiro ha avuto solo Castellanos il 24 luglio e il 28 luglio sono state levate le tende. Modernista e retrivo, appunto.  Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Dal Sassuolo al derby, altro tour de force alle porte: deve essere quello della svolta definitiva

L’attuale sosta per le Nazionali servirà alla Lazio di Maurizio Sarri di recuperare le energie in vista di un nuovo tour de force tra campionato e Champions League.

Si comincia il 21 ottobre sul campo del Sassuolo, per poi affrontare il 25 ottobre il Feyenoord in trasferta in Champions. Si ritorna poi in Serie A dove il 29 ottobre gli uomini di Sarri ospiteranno la Fiorentina all’Olimpico. Infine gli ultimi tre impegni contro Bologna, ancora Feyenoord e il derby di Roma del 12 novembre prima di un’altra sosta.

Come riportato dal Corriere dello Sport, la Lazio giocherà una partita ogni 3.6 giorni: nel periodo appena concluso la media era di 3.14 giorni. Sarri vuole migliorare la media punti che al momento si attesta sugli 1.57 a partita.

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RASSEGNA STAMPA

Sarri contro la squalifica: spinge per il ricorso

Maurizio Sarri e la Lazio meditano il ricorso sulla squalifica del tecnico. Che nel secondo tempo di domenica contro l’Atalanta è stato espulso da Orsato per qualche parola di troppo. Sarri nel post gara si è giustificano spiegando che non aveva usato parole offensive, al contrario di quanto riportato dall’arbitro.Adesso Sarri sarà costretto a guardare dalla tribuna Sassuolo-Lazio di sabato 21 agosto. A meno che la società farà – e vincerà – il ricorso.

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NAZIONALI

Zaccagni, Spalletti non lo depenna ancora dalla lista: spiraglio Wembley

Il Corriere dello Sport di oggi spiega perché Mattia Zaccagni non è stato ancora depennato dalla lista dei convocati nonostante l’infortunio con cui è arrivato in ritiro dopo il successo della Lazio contro l’Atalanta: i contatti tra biancocelesti e staff azzurri sono quotidiani, ma la distorsione alla caviglia destra di certo lo terrà fuori per la sfida a Malta.

Spalletti pensa nell’ottica delle due gare
Spalletti e il giocatore tuttavia si sono lasciati uno spiraglio per la seconda gara, contro l’Inghilterra: il ct non ha fretta e vorrebbe uno tra lui o Chiesa a Wembley, ecco perché ha preso tempo. Discorso simile per Provedel, che soffre per un edema all’anca, ma essendo il quarto portiere azzurro non c’è l’urgenza di spingere sul suo recupero.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Date Supercoppa, la Lazio perde Kamada. Zacc e Provedel, oggi no ufficiale alla nazionale” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Putiferio Napoli per le nuove date”

“Non la Fiorentina, ma solo il Napoli sta mettendo in dubbio la propria partecipazione alla prossima Supercoppa in Arabia. Qualunque squadra abbia in rosa uno come Osimhen ci tiene ad averlo a disposizione in una competizione così importante. Anche la Lazio, con lo slittamento delle date, non avrà Kamada, ma non è possibile ovviamente metterlo a paragone con la punta del Napoli. La decisione dipende dal governo arabo, ci sta che un presidente reagisca così, è una reazione che fa parte del gioco, ma non credo che si arriverà fino in fondo. Non credo che alla fine si metterà contro, la posta in palio a livello economico è importante. Il calendario non doveva essere questo, si doveva giocare dal 4 al 9 gennaio, i conti erano stati fatti anche in virtù della Coppa d’Asia. Era prevedibile che De Laurentiis avesse fatto un putiferio, tutti lo sapevano, vediamo se la cosa rientrerà e se l’obiettivo è quello di ottenere altro.

Le prime due partite pesano tanto nel primo bilancio stagionale, ma nessuno ha avuto il difficile calendario della Lazio. Sono d’accordo nel premiare quanto fatto in Champions con un 6,5 complessivo.

Sono solamente tre i calciatori impegnati con le nazionali, mentre hanno iniziato le cure Provedel e Zaccagni. Il primo per un problema all’anca che l’ha costretto ad infiltrazioni ed all’utilizzo di una protezione, il secondo per una distorsione alla caviglia. Oggi avrebbero dovuto date una risposta definitiva a Spalletti, credo che verrà ufficializzato il no alla Nazionale“.

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GIUDICE SPORTIVO

Sarri squalificato, salta il Sassuolo: “Espressione irriguardosa”

Il Giudice sportivo si è espresso all’indomani dell’ultima giornata di Serie A, l’ottava del massimo campionato. Per Mike Maignan, espulso nel finale di Genoa-Milan, una giornata di squalifica “per essersi reso responsabile di un fallo grave di giuoco”. Un turno di stop anche per Theo Hernandez, ammonito e già diffidato. Entrabi salteranno la Juventus al rientro dalla sosta.

Le altre decisioni del Giudice Sportivo:

– Una giornata a Josep Martinez (Genoa) “per doppia ammonizione per comportamento non regolamentare in campo e per comportamento scorretto nei confronti di un avversario”.

– Una giornata a Maurizio Sarri (Lazio) “per avere, al 40° del secondo tempo, uscendo dall’area tecnica, protestato nei confronti di una decisione arbitrale rivolgendo al Direttore di gara un’espressione irriguardosa”.

– Una giornata a Vincenzo Sicignano (Empoli) “per avere, al 4° del secondo tempo, contestato con veemenza una decisione arbitrale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Primo bilancio? Inizio da incubo, poi calendario folle ma con la Champions il voto è 6,5” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Un giudizio alla prima Lazio stagionale mettendo insieme campionato e coppa? Non è facile dare un voto, sono due rendimenti e due percorsi totalmente diversi. Dieci punti in otto gare sono pochi, è evidente che ci portiamo dietro l’incubo delle prime due sconfitte. Sono state due gare che la Lazio non doveva sbagliare. Sei scivolato su due ostacoli che non dovevano impensierirti. Difficile, per questo, dare una sufficienza al campionato, al netto di un calendario folle, non concepibile per chi è arrivato secondo nella scorsa stagione. E’ assurdo ci siano squadre che non incontrano nessuno a quasi, ed altre che hanno quattro big nelle prime otto. La media si alza sul 6,5 se pensiamo al voto altissimo che merita il percorso Champions. Parliamo di squadre che hanno una grandissima tradizione, superiore alla Lazio in questa competizione. Ora si ripartirà dal Sassuolo, caricato anche dall’intervista di Pep Guardiola che non so perché si è augurato possa essere la squadra di Dionisi a vincere lo Scudetto”.

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