La coincidenza può agevolarlo. Castellanos torna in Spagna, è stato protagonista l’anno scorso con il Girona (oggi miracolosamente primo nella Liga). Tredici gol in trentacinque presenze, era stato il suo score. Non era riuscito a colpire l’Atletico tra andata e ritorno. Sono nella storia i quattro colpi rifilati al Real Madrid il 25 aprile scorso (l’ultimo a farcela, nel dicembre 1947, era stato il basco Esteban Echeverría Olabarrieta dell’Oviedo). Non è stata solo gloria. Poche settimane prima, a Barcellona, Castellanos s’era divorato un’occasionissima davanti a Ter Stegen. Il compagno Tsygankov era tutto solo, l’argentino non lo servì. Lasciò il Camp Nou in lacrime, il Girona avrebbe potuto sbancarlo per la prima volta, finì 0-0. Taty passò anche lì come “sciagurato Egidio”, lo contestarono così fortemente che fu costretto a chiudere i profili social. Questo per dire che Castellanos sa cos’è la paura, la disperazione, la rivincita. Ha sempre reagito. Nella Lazio, il ruolo di vice Ciro, implica molti limiti, molte responsabilità. Ci tiene il Taty a far vedere cosa può fare. Il gol all’Atalanta sembrava averlo lanciato in orbita, è rimasto l’unico. Lo riporta il Corriere dello Sport
Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi in trasferta contro l’Atletico Madrid (ore 21:00). Portieri: Magro, Provedel, Sepe; Difensori: Casale, Dutu, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Pellegrini; Centrocampisti: Cataldi, Guendouzi, Kamada, Luis Alberto, Vecino; Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Immobile, Pedro, Zaccagni.
Per il match Lazio – Inter in programma domenica alle h. 20.45 è stato designato a dirigerlo Fabio Maresca di Napoli.
Questo l’elenco completo: Arbitro: Maresca Assistenti: Passeri – Garzelli IV uomo: Rapuano VAR: Di Paolo AVAR: Gariglio
Maresca ha nella Lazio la squadra nettamente più arbitrata in A (23 direzioni), a seguire la Roma con 17.
Delle 23 partite, il bilancio è di 12 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte di cui 22 in Serie A e 1 in Coppa Italia. Ultimo dei quali disastroso lo scorso 16 settembre: la sconfitta per 3 a 1 a Torino contro la Juve con il primo gol dei bianconeri palesemente irregolare per fallo non ravvisato su Immobile e la rimessa laterale non concessa.
Nelle ultime quattro partite arbitrate da Maresca, per la Lazio sono arrivate due sconfitte (entrambe contro la Juve ed entrambe con polemiche) e due pareggi con Lecce e Bologna.
A sinistra dovrebbe giocare Hysaj, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Da quello che so a sinistra dovrebbe giocare Hysaj e a destra uno tra Lazzari o Marusic che a Verona ha giocato poco perché ha avuto quel problema all’occhio. Davanti il ballottaggio lo dovrebbe vincere Castellanos che partirà dal primo minuto con accanto Zaccagni e Felipe Anderson.
Riguardo alle dichiarazioni di Sarri sull’ambiente, c’è da dire che l’allenatore della Lazio talvolta parla a scoppio ritardato, come fece anche per il mercato non soddisfacente. Probabilmente questa conferenza non contribuisce a mantenere l’unità dell’ambiente di cui ci sarebbe bisogno.
Non penso che Sarri seriamente pensi che arrivare agli ottavi in questo girone possa essere definito un miracolo.
L’Inter quest’anno ha fatto la scelta opposta a quella dello scorso anno perché vogliono assolutamente vincere lo scudetto. Infatti ieri i nerazzurri hanno lasciato in panca Lautaro e Bastoni dando un messaggio chiaro. Anche loro evidentemente non riescono a restare ad alti livelli su due competizioni di grande livello.
Se la Lazio dovesse passare come prima nel girone, sarebbero parecchie le squadre potenzialmente abbordabili. Se dovessimo passare secondi, al di là della Real Sociedad che sembra più alla portata, mi piacerebbe incontrare l’Arsenal anche per il gusto della sfida contro una squadra inglese”.
Forte allarme sicurezza per la partita, ALBERTO ABBATE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“La situazione a Madrid è tranquilla. C’è un forte allarme sicurezza per la partita e c’è un dispositivo di polizia imponente schierato proprio per questo motivo.
In questo preciso istante è in corso una riunione tecnica tra Sarri e Martusciello per decidere la formazione. Per me c’è un grosso ballottaggio Lazzari-Pellegrini in vista del match contro l’Inter di domenica sera.
A centrocampo Guendouzi e Luis Alberto con Vecino o Cataldi e davanti altro ballottaggio tra Immobile e Castellanos con Anderson e Zaccagni.
In parte condivido quanto detto ieri in conferenza da Sarri relativamente a una parte dei media che creano aspettative assurde e che quindi generano insoddisfazione nei tifosi anche se non si sta facendo così male.
Vorrei però onestà intellettuale da Sarri nel dire che chi ha detto che non c’era sorpresa per aver raggiunto il secondo posto è stato il direttore sportivo Tare che a fine della scorsa stagione disse che il secondo posto era normale fine di un percorso.
Sono d’accoro con Sarri e definire miracolo il secondo posto dello scorso anno, ma onestamente l’ottavo di finale in questa stagione in cui nel girone la seconda migliore è il Feyenoord, per me non è un miracolo.
Se dovessimo arrivare secondi, le avversarie che si possono pescare al sorteggio sono terribili. Eccetto la Real Sociedad che sembra la più abbordabile, prenderei l’Arsenal anche per il fascino della sfida”.
Peccato che Patric sia stato costretto a rimanere a Roma con a febbre, ma in difesa ci sarà comunque uno spagnolo. Mario Gila è nato a Barcellona e cresciuto calcisticamente prima all’Espanyol e poi nel Real Madrid, dunque stasera per lui sarà una sorta di derby.
Chi l’avrebbe mai detto per uno che fino a poche settimane fa sembrava completamente fuori dal progetto e pronto a partire a gennaio. Certo, stasera con Casale dovrà affrontare un attacco supersonico che ha segnato 15 gol in questa Champions, per questo sarà fondamentale la scelta dei terzini. Pellegrini insidia Lazzari, ma è difficile rinunciare all’uomo più in forma del momento. Vecino dovrebbe tornare in regia accanto a Guendouzi e Luis Alberto. Nel tridente sembrano favoriti Zaccagni e Felipe Anderson, con un altro spagnolo, Pedro, pronto a subentrare. Davanti tocca a Castellanos, che si è consacrato con la maglia del Girona in Liga. Il Messaggero
Una vittoria, otto sconfitte. Si scrive Spagna, si legge incubo per la Lazio che è uscita quasi sempre con le ossa rotte dalle trasferte nel paese iberico. Lo sottolinea Il Messaggero ripercorrendo i 9 precedenti con 8 sconfitte (2 con il Real Madrid, poi Siviglia, Barcellona, Villarreal, Valencia, Tenerife e Atletico).L’unica vittoria risale quasi a 30 anni fa, al Vicente Calderon nel 1997-1998, con gol di Jugovic in Coppa Uefa. E c’è un altro dato che terrorizza la Lazio: l’Atletico vince in casa da 19 partite consecutive, se arriva a 20 fa segnare un nuovo record. Insomma, servirà un’impresa per la squadra di Sarri, già qualificata ma con il sogno di vincere e arrivare prima nel girone.
Un’impresa al limite dell’impossibile. La Lazio, già matematicamente qualificata agli ottavi con un turno di anticipo, questa sera si giocherà la possibilità di chiudere il girone al primo posto, evitando così un sorteggio da incubo nella prossimo urna a Nyon. Per farlo, però, va fatta la storia. Servirà vincere – neanche il pareggio – al Wanda Metropolitano, tana dell’Atletico Madrid di Simeone. Dove i biancorossi di Spagna non perdono da 19 partite: se domani dovesse collezionare la 20esima, sarebbe un nuovo record per il club.
I quasi 4 mila tifosi in trasferta partiti da Roma aiuteranno la Lazio, beffata sabato a Verona ma ancora in corsa per il quarto posto. Sarriha sottolineato ieri in conferenza le differenze abissali delle due rose, oggettivamente dalla caratura ben diversa. Senza pressioni, visto il pass già in tasca, i biancocelesti possono però provarci, magari spinti dalla magia del gol di Provedel al 95’ all’andata. Sulla formazione i dubbi sono pochi, riguardano i terzini (Marusic sicuro, poi uno tra Lazzari e Pellegrini) e i componenti del tridente. Pedro e Felipe Anderson si contendono la maglia, mentre Castellanos dovrebbe partire titolare con Immobile pronto a subentrare. Zaccagni, fresco dal gol di tacco a Verona, giocherà a sinistra. A centrocampo con Rovella squalificato Vecino trova il posto in mediana, tra Luis Alberto e Guendouzi.
Maurizio Sarri in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League: “Le partite vanno aggredite. Se non lo fai, le subisci. Vedendo gli allenamenti mi sembrano stimolati, giocare in questo stadio è sempre stimolante. Difficile e stimolante. Spero che i ragazzi abbiano la testa sulla partita e non su altre valutazioni stupide. Il primo posto conta tanto. Spero sia cambiato poco, se non l’errore fatto in 30 secondi a Verona. Avevo la sensazione che avessimo fatto una partita di livello, ho visto i numeri ed è così, sono numeri superiori alla sfida con il Sassuolo. Spero che la squadra ripeti quanto fatto nelle ultime gare. Avere fiducia in Pedro è facile, anche se uno non lo conosce basta leggere il curriculum. Uno dei più vincenti al mondo, ora ha 36 anni e non può garantirci tutte le partite o 90 minuti, ma ha colpi fenomenali. Si allena con lo spirito di un 18enne, è un onore e un piacere allenarlo. Non ho ancora deciso la formazione, sennò domani che faccio tutto il giorno? L’unico sicuro è Gila, poi vediamo. Lì in difesa non abbiamo altre scelte. Sicuramente non farò tante valutazioni sulla prossima gara. Questa sfida ha la sua valenza, è difficile da preparare perché le due squadre sono già qualificate, ma quanto c’è in ballo è gratificante. Le scelte saranno fatte in questo senso, non per l’Inter. Morata? Non è vero che non è andato d’accordo con me. Un giocatore straordinario, grandi qualità tecniche e fisiche, uno dei centravanti più adatti. In quel periodo era nervoso, nn stava più bene a Londra, ne abbiamo parlato anche l’ultima volta che ci siamo visti.
Abbiamo ritrovato un minimo di solidità come l’anno scorso. Nella parte iniziale l’avevamo persa, questo ci ha aiutato nelle ultime partite. A livello difensivo dobbiamo ritrovarci. Luis per noi è importantissimo, è stato fuori pochissime partite, una per squalifica, uno perché acciaccato e quindi ha riposato. Uno per noi molto importante.
Noi abbiamo fatto un miracolo ad andare agli ottavi. Il paragone con l’Atletico non regge, è di una categoria diversa rispetto a noi. Ce la giochiamo lo stesso. L’ambiente laziale è devastante, non a livello di club dove si sta benissimo. Ma com’è contornato, vengono create delle aspettative che sono inarrivabili anche per chi le innesta. Ciò crea frustrazione. Non in me, io ho una certa età e sorvolo, quelli di 20-25 anni fanno più fatica. C’è insoddisfazione perenne, la sponda opposta fanno fuochi d’artificio. Per noi non è naturale andare negli ottavi, negli anni 2000 due volte è successo. Non è un caso essere qui, si è fatto benissimo. L’ambiente ha bisogno di calmarsi, non di incendiarsi. Un ambiente che ha bisogno di diventare logico, quindi più ottimista. Sennò è difficile, se ti aspetti cose astruse. Diventa tutto fuori logo. Il nostro pubblico risponde quasi sempre.
Alla vigilia del match, mi interessa arrivare primo, non interrompere la striscia dell’Atletico. I numeri sono la dimostrazione di quanto questa squadra sia forte, soprattutto in questo stadio. Che era dura lo sapevamo, con questi dati forse è ancora più complicato. Un ambiente che mi piace molto, dovessi scegliere una squadra da allenare sceglierei l’Atletico. Non per togliere il posto a Simeone, anche perché tra poco smetto. Se mi avessero chiesto qualche anno. A livello di palleggio stimo facendo meglio, più velocità di trasmissione di palla. Abbiamo molti dati simili, nell’ultima gara abbiamo fatto un’indice di protezione in area che non avevo mai visto in nessuna squadra. In alcuni aspetti siamo calati, il numero di palloni giocati nell’area avversaria, 40,2, ma creiamo un’occasione in meno a partita e una percentuale incredibilmente inferiore. Queste sono le problematiche da risolvere. Lo sanno tutti perché siamo arrivati secondi, perché 3 squadre italiane erano in corsa in Champions e hanno lasciato una marea di punti per strada. Non avevamo un organico da secondo posto, prima o poi questo lo paghi. Il Celtic non penso sia meglio di noi dal punto di vista tecnico, sul Feyenoord ho dei dubbi. Nel Feyenoord ci sono cinque giocatori che penso entro 2-3 anni giocheranno in Premier League”.
Manuel Lazzari in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League: “È un grande allenatore. Prima ero un quinto di centrocampo, ora sono cambiato completamente. Questo lo devo al mister, ora come squadra facciamo tanto possesso palla. Dal suo arrivo ha cambiato tante cose. Dobbiamo ringraziarlo per il secondo posto dello scorso anno e per il passaggio dei gironi di quest’anno. Griezmann? Abbiamo studiato bene l’Atletico. Lui è un fenomeno, gioca ovunque, però non dobbiamo concentrarci solo su di lui. Hanno tanti giocatori che possono risolvere la partita da soli. Dobbiamo cercare di rimanere in partita il più possibile. Sicuramente come ha detto il mister rispetto all’anno scorso mancano le occasioni, i tiri in porta e la finalizzazione. Dobbiamo lavorarci di più, soprattutto sulla catena di destra abbiamo perso un giocatore fondamenta come Milinkovic. Guendouzi si sta inserendo piano piano, il feeling aumenta di partita in partita. Manca solo una cosa, chiudere le partite. Anche a Verona, aver pareggiato quella partita, se ci penso sembra una cosa incredibile. Loro hanno pareggiato senza aver tirato in porta. Avevamo creato altre 5 o 6 occasioni per chiuderla. Secondo me manca solo questo. A livello di palleggio e velocità di gioco siamo meglio dell’anno scorso. Sono tre anni che lavoro con il mister, siamo andati un po’ a periodi. Cambiare ruolo ci vuole tanto lavoro, non è stato assolutamente facile. Quest’anno mi sento molto meglio, più a mio agio. Ora penso molto più a difendere prima che attaccare, mi concentro più sulla fase difensiva. In allenamento vado sempre a mille all’ora. Arrivo dieci volte sul fondo e azzecco due cross, ma non è facile dopo centro metri di campo arrivare ludici per fare assist”.
“È normale che spero di giocare, così come ogni giocatore. Accetto la scelta del mister, non ha nessuna importanza. L’importante è che la Lazio giochi una buona partita e che se la giochi fino all’ultimo minuto. Tanta gente è focalizzata sul secondo posto dell’anno scorso. Quindi si guarda al posizionamento di quest’anno e si guarda a oggi che siamo un po’ indietro. Ma è ancora tutto aperto, siamo a soli quattro punti dal quarto posto. Non è tutto da buttare, andiamo avanti a testa alta e pensiamo solo alla partita di domani. Sarebbe una spinta davvero grande, qui vincono davvero in pochi. Sappiamo che è una partita davvero complicata, stiamo parlando di una squadra molto forte tecnicamente e fisicamente. Ma se siamo arrivati qui è perché siamo forti anche noi”.