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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Delio Rossi: “Sarri ha un gioco codificato, se è in serata no, la Lazio non ha tante soluzioni offensive” (AUDIO)

“A me non manca la partita della domenica, mi manca la quotidianità: allenare, programmare… giusto o sbagliato che sia è quello che so fare.

Il gioco di Sarri è un gioco codificato. Ogni reparto è legato e se si tengono distanze e brillantezza, si fa il bel gioco. Se manca uno di questi elementi ti devi affidare ai singoli, E nella Lazio non ce ne sono così tanti di giocatori in grado di fare la differenza nell’uno contro uno. Secondo me si affidano un po’ troppo allo spartito.

La Lazio ha migliorato la fase difensiva perché la si cura di più e sono migliorati i giocatori. Forse in attacco non c’è stato lo stesso miglioramento. Se l’avversario si abbassa, sei in una serata meno brillante e non funzionano quelli bravi nell’uno contro uno, ecco che la Lazio fa fatica. E ieri è stata una serata così…

Alla Lazio servirebbe a centrocampo un giocatore con le caratteristiche di gamba e aggressività, ma dipende da ciò che vuole Sarri.

Ripeto, in partite così, bisogna qualche volta andare fuori dagli schemi.

La cilindrata mentale è allenabile? Dipende: ci sono giocatori che hanno bisogno di motivazioni estrinseche che sono il 98% del totale – e quelli non li puoi migliorare – e poi c’è il 2% che gioca sempre al massimo fregandosene di qualsiasi fattore esterno. Ma sono davvero pochi. I calciatori sono strani animali…”

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Romero, il rinnovo slitta: il motivo

Comincia a serpeggiare un pò di malumore in casa Lazio per la vicenda relativa al rinnovo di contratto di Luka Romero. Come riferisce Il Messaggero infatti, nonostante un accordo che sembrava blindato, la firma non è ancora arrivata e potrebbe slittare ancora.

Romero è scontento dello scarso minutaggio concessogli da Sarri in questo inizio di 2023 e per questo avrebbe chiesto un ingaggio più alto di quello precedentemente pattuito (800mila euro). Lotito continua a predicare calma ma il tempo stringe: la situazione va risolta alla svelta.

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NEWS

Pablito Rossi: l’uomo giusto, al momento giusto

Per incidere il proprio nome nella storia servono gesta straordinarie ed eroiche, bisogna saper cogliere l’attimo nel momento decisivo. Ecco perché Paolo Rossi è stato e sempre sarà l’idolo di un’intera generazione di italiani. Perché quel nome comune, anzi comunissimo, in qualche modo ci rappresenta tutti e tutti potevano sognare di essere lui. Perché madre natura non gli ha consegnato un fisico statuario e una tecnica sopraffina. Era Gracile e spigoloso, però non gli mancava la scaltrezza, l’inventiva, il sapersi far trovare al posto giusto al momento giusto.

Lo sa bene Valdir Peres, portiere del Brasile che ne prese tre da Rossi nel quarto di finale del mondiale dell’ottantadue. Fu proprio in Spagna, allo stadio Sarrià di Barcellona, che oggi non esiste più, che il signor Paolo Rossi diventò Pablito. Tre gol contro il grande Brasile di Zico, Falcao, Cerezo e Socrates. Una vittoria inaspettata e storica, che consegnò Rossi e la squadra di Bearzot alla storia del calcio. Ma il meglio doveva ancora venire: Pablito infatti decise anche la semifinale contro la Polonia con una doppietta, portando gli azzurri in finale. Tardelli, Altobelli e, tanto per cambiare Paolo Rossi piegarono la Germania Ovest e portarono a Roma la terza Coppa del Mondo della storia azzurra. La vittoria del Mondiale cambiò il corso degli eventi, l’ordine naturale delle cose. Zoff, Bergomi, Gentile, Scirea, Collovati, Cabrini. Conti, Tardelli, Oriali, Rossi, Graziani. Una filastrocca indimenticabile per un paese che stava uscendo dagli anni di piombo e aveva bisogno di voltare pagina. Fu proprio quel ragazzo di Prato a prendere per mano un intera nazione, a trascinarla con i suoi gol. Con quel 20 sulle spalle ed un sorriso proprio di chi ama la vita. 

Pablito ha vinto letteralmente tutto: Mondiale, Coppa dei Campioni, Supercoppa Europea, Serie A e Pallone d’Oro, ovviamente nel 1982. Ha avuto una carriera calcistica tutt’altro che longeva, ma clamorosamente intensa. Gli anni d’oro di Vicenza, il salto di qualità con la Juventus e il Milan  e infine il Verona. Ma Rossi non aveva dubbi, la maglia azzurra veniva sempre al primo posto. 

Dario Cadeddu

03/03/2023

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SOCIAL

Lazio, Immobile volta pagina: “Testa a Verona, non c’è tempo per pensare”

Ciro Immobile ha archiviato oggi la sconfitta subita dalla Lazio contro la Juventus nei quarti di finale di Coppa Italia, invitando la squadra a pensare subito al prossimo impegno del Bentegodi. Questo il testo del messaggio pubblicato dall’attaccante biancoceleste sul proprio profilo social: “Dispiaciuti, ma non c’è tempo di pensare a quello che è stato fatto, guardiamo avanti. Testa a Verona forza ragazzi”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Lazio poco coraggiosa. Sarri? Non sono d’accordo con la sua analisi, troppo facile…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Non c’è stata prestazione. Non condivido l’intervista post partita di Sarri, quando dice che la partita è stata ordinata. Preferisco una partita disordinata in cui faccio tiri in porta però. La gara non c’è stata, la Lazio non ha avuto coraggio di attaccare e loro hanno creato qualche presupposto per metterci in difficoltà. Volevo una prestazione stile Milan, perché l’avversario era in difficoltà. C’è stato un palleggio sterile e la Lazio è mancata negli ultimi 20 metri. Con l’ordine ci fai poco, se non proponi. L’allenatore durante la partita che dice? Dovrebbe dire ai suoi di riempire l’area se è questo che sta mancando in campo. Troppo facile dire che la squadra è stata ordinata e poi davanti sono mancati gli attaccanti. Involuzione offensiva? E’ una squadra che appena viene elogiata il giorno dopo risponde negativamente e che non sa reggere certi ritmi. Si sentono talmente belli che la partita successiva qualcosa ti riporta coi piedi a terra. E’ la storia di Sarri, Inzaghi ecc… Se in giornata può battere chiunque, ma per fare risultati bisogna avere continuità”.

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APPROFONDIMENTI

Hellas Verona-Lazio, numeri e precedenti: Zaffaroni ha sistemato la difesa. Immobile cecchino

Seconda giornata del girone di ritorno. La Lazio di Sarri fa visita all’Hellas, al Bentegodi. Il Verona ha vinto 13 delle 51 sfide in Serie A contro la Lazio, 18 i pareggi e 20 successi laziali. La Lazio non vince entrambe le partire (andata e ritorno) contro il Verona dal 2017/18. Grande equilibrio nelle ultime 14 sfide tra Verona e Lazio in casa degli scaligeri in Serie A: cinque successi a testa e quattro pareggi. Il 24 ottobre 2021 gli scaligeri si imposero per 4-1 con il poker di Simeone. Nel 2023 nessuna squadra ha subito meno gol del Verona in Serie A: 3 in 5 partite come il Napoli. 8 punti raccolti dal 1 gennaio. Quella di lunedì sarà la sfida tra la squadra che ha commesso il maggior numero di falli (Verona, 295) e la seconda che ne ha effettuati di meno (Lazio, 206). Ciro Immobile ha realizzato 10 gol in 11 sfide contro il Verona in Serie A, ma manca dal tabellino dei marcatori negli ultimi tre match di campionato.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “La Lazio ha fatto il ‘compitino’. Romagnoli il migliore, Maximiano errore grave e dalla Premier…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

“La Lazio ha fatto il compitino, è stata ordinata a livello difensivo, ma è mancata di brillantezza a livello offensivo. Poca grinta, che invece avevamo apprezzato contro il Milan. E’ mancata quella oltre alla qualità nelle giocata. Svogliata e senza idee, tanto che si è affidata spesso ai tiri da fuori. L’unica sufficienza va a Romagnoli, nettamente il migliore della Lazio. Sarri ha bisogno di un altro attaccante, lo pensa e lo dice senza troppi problemi. Avrebbe preso volentieri Bonazzoli ma il discorso non è stato approfondito più di tanto perché la società aveva altre idee. Alla fine è arrivato Pellegrini, per altro, le sue dichiarazioni di ieri dicono tantissimo sul giocatore. E’ un ruolo particolare che va allenato, bisogna capire la linea difensiva della Lazio e ci vorrà tempo anche per Luca. Maximiano? L’errore è importante, anche se per me quella su Kostic è una parata di grandissimo livello. Nel gol sbagliano anche altri giocatori, ma quell’uscita non si può fare in una partita di questo livello. La Lazio non ha meritato più della Juve, ovviamente, ma non si può non dire che il suo errore decide la partita. Dalla Premier è arrivata un’offerta del Nottingham Forest di 12 milioni per il portiere portoghese, ma Sarri non voleva rimanere senza secondo portiere e tutto è successo nell’ultimo giorno di mercato”.

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CONFERENCE LEAGUE

UFFICIALE – Lazio, la lista Uefa per la Conference: Pellegrini per Radu

AGGIORNAMENTO ORE 12,20 La S.S. Lazio comunica i giocatori inseriti nella lista UEFA.

Portieri:Maximiano, Provedel

Difensori:Casale, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Romagnoli

Centrocampisti:Basic, Cataldi, Luis Alberto, Marcos Antonio, Milinkovic, Vecino

Attaccanti:Felipe Anderson, Cancellieri, Immobile, Pedro, Romero, Zaccagni

RASSEGNA STAMPA – La Lazio avrebbe comunicato nella giornata di ieri la lista UEFA ufficiale dei calciatori selezionati da Maurizio Sarri che saranno convocabili per le sfide di Conference League. L’unico cambio, rispetto alla prima parte di stagione, sarebbe l’esclusione di Radu per far spazio al nuovo arrivato Pellegrini. Di seguito i nomi:

PORTIERI: Maximiano; Provedel

DIFENSORI: Romagnoli, Patric, Gila, Casale, Hysaj, Lazzari, Marusic, Pellegrini

CENTROCAMPISTI: Milinkovic-Savic, Cataldi, Luis Alberto, Vecino, Basic, Marcos Antonio

ATTACCANTI: Immobile, Felipe Anderson, Zaccagni, Luka Romero, Pedro, Cancellieri

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic e il futuro: c’è l’appuntamento per l’ultimo tentativo della Lazio

L ’ultima volta all’Allianz Stadium, domenica 13 novembre, non si era ancora abbattuta la tempesta giudiziario-sportiva sulla Juve, stava per diventare padre e la valigia era pronta per decollare verso il Qatar. Il Mondiale di Milinkovic è stato una delusione o quasi, il mercato invernale si è chiuso, dalla Premier non sono state recapitate proposte irresistibili a Villa San Sebastiano e resta l’interrogativo principale: dare l’addio alla Lazio dopo otto anni o prolungare il contratto? Prima o poi bisognerà trovare una risposta. Lotito e Tare hanno convocato Kezman, il suo agente. L’ex attaccante di Chelsea, Psg e Psv Eindhoven ieri non era a Torino per i quarti di Coppa Italia, ma in Serbia. Nei prossimi giorni tornerà a Roma. L’incontro è stato fissato. Lo attendono i dirigenti della Lazio e l’appuntamento rischia di diventare decisivo per decifrare il futuro. Nell’incertezza, è ovvio, non si potrà andare avanti a lungo. 

Costo in picchiata

Il contratto scade nel 2024 e la prossima estate diventa un bivio, soprattutto in ottica aziendale. Il tempo lavora a favore di Sergej, che può permettersi (in teoria) il lusso di andare via anche tra dodici o diciotto mesi, valutando l’opportunità più affascinante per la propria carriera. La Lazio, in assenza di rinnovo, deve compiere una scelta o commercializzare il cartellino, recuperando soldi per finanziare il progetto futuro, ancora legato a Sarri: Lotito, a un anno dalla scadenza, non potrà mai chiedere 100 milioni e forse neppure 60-70. Dall’Inghilterra, dove pure alimentano il mercato internazionale, non sono arrivate negli ultimi mesi offerte di quello spessore. Kezman ha avuto contatti con Arsenal e Newcastle, ma nessuno si è mai spinto alle cifre pretese dalla Lazio per un centrocampista di quasi 28 anni e con una limitatissima visibilità in Europa. La Juve, che pure rappresentava una destinazione gradita, appartiene ai miraggi del passato e ora ha ben altre urgenze a cui pensare, nonostante l’operazione Pellegrini (prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni) abbia scongelato i rapporti con Lotito.

Ultimo assalto

Il vertice romano servirà per mettere sul tavolo, da una parte e dall’altra, le reali intenzioni. Kezman ha sempre spiegato di voler portare via il giocatore con il consenso della Lazio e attraverso un accordo, non andando via a parametro zero. Sogna un top club nella stagione della maturità di un giocatore che ha frequentato una sola volta la Champions, quando gli stadi erano chiusi per la pandemia. Lotito confida sulla mozione dei sentimenti per trattenere il suo pupillo: Milinkovic alla Lazio è trattato come un re, dalle altre parti diventerebbe uno dei tanti? Sarri, guadagnando l’ingresso nei primi quattro posti, gli darebbe una mano. Sergej, legatissimo alla piazza e con la Champions da giocare, avrebbe il coraggio di chiedere la cessione senza la garanzia di un Real Madrid o un Chelsea o un Bayern Monaco alle costole? Chissà. Lotito prepara l’ultimo assalto. Lui sì, deve riuscire in un miracolo. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Deluso dalla prestazione e sconcertato dalle parole di Sarri” (AUDIO)

Giulio Cardone a ‘QUELLI CHE…’

“Sono deluso dalla prestazione, ma soprattutto preoccupato dal fatto che una volta passati in svantaggio, la Lazio non la riprende mai. Nel secondo tempo sembrava la squadra vista a Lecce: possesso palla e zero tiri in porta. Secondo me la Lazio non ha capito l’occasione: se la Juve avesse preso gol, avrebbe avuto grossi problemi a reagire vista la situazione di confusione a Torino.

Contro Fiorentina e Juventus la Lazio è andata in difficoltà con entrambe nonostante siano due squadre profondamente diverse. Forse l’unica critica che si può muovere alla Lazio è che non ha un piano B nel caso in cui le cose dovessero andare male.

Per me ieri è stata una prestazione brutta contro una Juve modesta. Sarri ha detto che non è insoddisfatto, ma io sono sconcertato da questa cosa”.

Alessio Buzzanca