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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Condizione fisica precaria, serve un pizzico d’incoscienza. Pedro? Fenomeno assoluto” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Condizione fisica precaria, serve un pizzico d’incoscienza. Pedro? Fenomeno assoluto”

“Condizione fisica precaria, serve un pizzico d’incoscienza. Pedro? Fenomeno assoluto”. Bruno Giordano a Radiosei: “Il secondo tempo di ieri è imbarazzante. Tutti nelle proprie posizioni cercando di portar via il punto. Emblematico il fatto che Provedel stesse perdendo tempo. Buon per noi che nel finale, siamo riusciti a confezionare bene l’azione del gol. Recupero alto e gran gol di Pedro. Risultato importantissimo, ma non si vede ancora la luce in questo tunnel. Io vedo una condizione fisica abbastanza precaria, più che l’atteggiamento. La competizione dovrebbe darti motivazioni extra, per questo credo sia un calo fisico. Palleggiare sperando che passi questo momento particolare. La Lazio vorrebbe fare altre cose, ma le gambe non girano. Si fa fatica così a fare metri in avanti se poi soffri il ritorno in difesa. Felipe? Il suo errore racconta di un giocatore sfiduciato, ne aveva fatto uno anche pochi minuti prima. La libertà mentale ti permette anche di fare giocate migliori. Abbiamo sempre rimproverato a Felipe di non essere continuo, anche se la scorsa stagione sembrava aver trovato veramente continuità. A Napoli abbiamo visto qualcosa. Ora bisogna andare su giocatori liberi di testa, tipo Isaksen. Serve anche un pizzico d’incoscienza. Pedro? Un fenomeno. Klose e Pedro sono due campioni assoluti. E’ vero che non ti da più i 90′, ma aveva fatto un gran gol anche col Milan. Una prodezza in controtempo per Hart. Parliamo di giocatori assoluti”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Non ho visto differenze di motivazioni, ma la stessa Lazio del campionato. Con l’Atalanta…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Non ho visto differenze di motivazioni, ma la stessa Lazio del campionato. Con l’Atalanta…”

“Non ho visto differenze di motivazioni, ma la stessa Lazio del campionato. Con l’Atalanta…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Onestamente non sono d’accordo con Sarri quando parla di motivazioni, almeno per quanto riguarda la gara di ieri. Con l’Atletico invece, abbiamo visto una squadra veramente sopra le righe sotto il punto di vista dell’impegno. Ieri ho rivisto la stessa Lazio del campionato, solo che con un risultato diverso. Il merito è di averci creduto fino in fondo. Sarri evidentemente vuole mandare un messaggio alla squadra. C’è una dialettica interna su questo argomento. Atlanta? Ieri Sarri pensava di mettere Pedro dall’inizio, non escludo per possa fare lo stesso (partire con Zaccagni) anche domenica. Luis Alberto me lo aspetto titolare con Rovella e Guendouzi. Sono curioso di capire se giocherà Patric, che ieri per me ha fatto una buona gara. Felipe? difficile tenerlo fuori, anche se non ruba l’occhio, ma quando si accende ti fa vincere le partite. E’ fondamentale recuperarlo. Pedro è entrato bene anche a San Siro, dimostrando di essere in palla. Tornerà Marusic dal 1′”.

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DICHIARAZIONI

Conferenza Sarri: “Appagamento inconscio in A, motivati in Champions. Alcuni pensano siamo una squadra d’Eccellenza” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri dopo la vittoria con il Celtic: “Appagamento e motivazione”

Erano vent’anni che la Lazio non vinceva in Champions League fuori casa…

“Dopo vent’anni abbiamo fatto secondo posto, dopo vent’anni rivinciamo in Champions in trasferta, ma se leggi i commenti di alcuni tifosi sembra una squadra dell’eccellenza. Rialzare la testa dopo alcuni momenti non è assolutamente semplice. Siamo stati tosti e determinati e alla fine siamo stati anche premiati”.

Crede che fino a questo momento i giudizi dati sulla stagione della Lazio siano ingenerosi per quanto fatto?

“Penso di sì. Abbiamo la grande responsabilità di aver fallito le prime due partite, poi ce la siamo giocata alla pari con tutti. Abbiamo perso a Torino e a Milano, ma sono due stadi in cui ci sta di perdere. Poi uno guarda la classifica ed è preoccupante, ma non ce ne importa un granché: non è un problema. Voi siete liberissimi di scrivere tutto quello che ritenete giusto: non è una polemica. I cambi sono stati fatti quando ho visto la squadra flettere fisicamente. Ho pensato di togliere Luis non perché stesse facendo male ma perché ha accumulato più minuti di tutti e si è cercato di salvaguardargli gli ultimi minuti che potevano essere pesanti”.

L’emozione dopo il gol di Pedro…

“Al bar ti avrei detto… ma qui non si può dire. Te la dico dopo quando siamo da soli (ride, ndr)”.

Sul gruppo…

“Questo è un gruppo anche bello da allenare. Il gruppo deve ritrovare certe cose che in campionato ha perso e che in Champions ha ritrovato. La vecchia guardia sta rendendo meno: il tutto può avvenire dal momento inconscio, appagamento dopo lo scorso anno. Poi in queste partite ritrovano la motivazione. Dobbiamo ritrovarle anche in campionato perché la classifica non ci sta bene”.

Cosa ti è piaciuto e cosa no?

“Dopo aver preso il gol abbiamo preso in mano la partita fino al 60’. Non mi è piaciuto che negli ultimi 20 minuti abbiamo avuto un po’ di paura a giocare palla da dietro”.

Castellanos esclude rivedere Felipe davanti?

“Al momento abbiamo bisogno di Felipe per vie esterne. Ha una grande qualità: quando fa grandi partite offensive ve ne accorgete tutti, ma lui fa anche grandi partite a livello difensivo. E quando è uscito oggi siamo andati un po’ in difficoltà. Poi in caso di bisogno lo useremo anche al centro dell’attacco”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Felice per la vittoria, ma molte cose ancora non vanno. Per me 4-3-1-2 sarebbe modulo perfetto” (AUDIO)

La vittoria ci voleva, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“La vittoria ci voleva. Forse sarebbe stato più giusto il pareggio e ho sentito troppi commenti polemici. Bisognerebbe godersi queste vittorie contro una squadra che corre a tremila, finalmente fuori casa e invece si cerca sempre la polemica. Sono contento tra l’altro per Pedro su cui si sono dette molte cose e ne aveva bisogno.

Sarà interessante vedere al prossimo turno Celtic-Atletico Madrid per capire il reale valore della squadra scozzese. Secondo me sono molto sottovalutati e tatticamente sono molto preparati e organizzati. Il risultato di quella partita darà il reale valore della vittoria della Lazio di ieri. Non voglio guardare le classifiche adesso, ma contro il Feyenoord ci giocheremo il passaggio del turno. Gli olandesi sono una squadra molto molto forte, hanno ridicolizzato l’Ajax e hanno giocato benissimo contro l’Atletico non meritando la sconfitta.

Dobbiamo lavorare su questo risultato perché ci sono molte cose che non vanno e che soprattutto in campionato potrebbero costarti caro. Rimango dell’idea che questa squadra col 4-3-1-2 sarebbe perfetta perché sarebbe il modulo giusto per sfruttare le caratteristiche dei nostri centrocampisti, soprattutto dei nuovi acquisti. Va soprattutto tolto Luis Alberto dalla posizione di mezzala dove si sfinisce in un lavoro difensivo che assorbe buona parte delle sue caratteristiche. Stessa cosa per Immobile”.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Guendouzi decisivo: “Vittoria di mentalità, ora spingiamo in campionato”

Bell’ingresso in campo ieri sera al Celtic Park per Matteo Guendouzi. Il centrocampista francese della Lazio, buttato dentro da Sarri a metà ripresa al posto di Luis Alberto, ha infatti fornito l’assist vincente per il gol partita realizzato da Pedro. Al termine della partita ha parlato ai microfoni della UEFA: “Siamo contenti perché stasera abbiamo ottenuto un buon risultato. È meglio quando ottieni una vittoria del genere perché dimostra che hai una mentalità forte. Penso che forse abbiamo meritato i tre punti, abbiamo giocato contro una squadra molto forte in uno stadio difficile. Sappiamo che dobbiamo continuare a lavorare perché non abbiamo iniziato bene in Serie A, ma ora stiamo andando bene in Champions League, quindi ora sappiamo che dobbiamo spingere anche per andare avanti nel girone”.

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DICHIARAZIONI

Sarri-Lotito, Fabiani: “Caso che non esiste”

In settimana ci sono stati dei botta e risposta tra Sarri e Lotito, ma a calmare le acque ci pensa il ds Fabiani. Prima del match di ieri sera, il ds è intervenuto ai microfoni di Mediaset: “Non c’è da mediare nulla, semmai sono stati estrapolati alcuni concetti espressi in una dialettica calcistica dall’allenatore al termine della gara che si prestavano a qualche situazione interpretativa da parte della stampa ed è venuto fuori un caso che non esiste. Non c’è Sarri contro Lotito o Lotito contro Sarri, nuovi contro vecchi. C’è un gruppo coeso e che vuole fare bene, il nostro Presidente lo conosciamo, è una persona che tiene moltissimo alla squadra e alla propria gente e a volte esterna il disappunto: quando è costruttivo sprona tutti a fare meglio.”

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RASSEGNA STAMPA

95’ fatato, Pedro, i nuovi e l’attesa rimonta: la Lazio di Champions si scuote dal torpore. Ora serve la svolta

Ancora una volta il novantacinquesimo

Novantacinquesimo. Ormai è il minuto del destino fatato della Lazio in Champions. Da Provedel a Pedro, c’è pure un potenziale anagramma dentro, c’è l’ultima capocciata che cambia tutto all’improvviso. Può dare persino una svolta alla stagione della Lazio che, dopo vent’anni, ritrova la vittoria sporca in trasferta, la prima della storia a Glasgow. Serviva un episodio, serviva anche una risposta dai rinforzi dopo le polemiche di San Siro, per ritrovare l’entusiasmo e sfruttare la grande chance di strappare i 3 punti, superare il Feyenoord e volare in cima al girone con l’Atletico a quota 4. Serviva e serve ancora la personalità di quel terribile “vecchietto” di nome Pedro perché i biancocelesti non rimontavano così addirittura da un anno e mezzo, il 30 aprile 2022 (a La Spezia 3-4), da un maledetto svantaggio. 

APPROCCIO PASSIVO

L’abbraccio finale dice tanto del momento di una squadra paralizzata dalla strizza e liberata da Pedro. Poteva partire dall’inizio lo spagnolo, invece Sarri riparte dal solito tridente titolarissimo, con una sorta di ibrido offensivo con Kamada, Vecino e Luis Alberto a centrocampo, e Lazzari a spingere da dietro. L’approccio biancoceleste è però subito intimidito da uno stadio travestito da inferno dal 1892, dalla storia di Glasgow. Anche se il 4-3-3 (4-4-2 in fase di non possesso) di Rodgers non rispecchia certo la tradizione, con il solo capitano scozzese McGregor, tre giapponesi e tanti folletti di ogni parte del mondo. Sono piccoli, non hanno chissà quale tecnica, ma corrono a più non posso. Maeda sguscia su Hysaj e scarica su O’Riley, che intravede Romagnoli fuori posto: Furuhashi scappa alle spalle e trafigge Provedel in uscita con il suo 89esimo timbro. La Lazio reagisce, ma non è lucida, sbaglia troppo. Solo Luis Alberto s’inventa un cucchiaio, ma Immobile è in fuorigioco. È comunque un lampo che riaccende i cambi di campo, porta al primo corner calibrato dal Mago: Romagnoli svetta, Vecino allunga di testa e manda fuori tempo la parata di Hart a fil di palo. La tecnologia certifica che la palla ha oltrepassato la linea, è dentro. Sesto centro dell’uruguagio dal suo sbarco a Formello, il secondo decisivo quest’anno dopo quello in campionato col Torino. Si riapre la partita, ma i biancocelesti escono dal torpore per poco. Ricominciano ad abbassare il ritmo, invece di aggredire un Celtic in difficoltà nella costruzione da dietro. È quasi più forte la paura di tenere le posizioni della voglia di tuffarsi alla ricerca del raddoppio. Zaccagni e Felipe tremano e fanno correre Immobile a vuoto. Il prodotto è un calcio passivo e scolastico. 

CAMBI DECISIVI IN VISTA DEL NOVANTACINQUESIMO

La Lazio resta intrappolata nel momento negativo, pensa troppo e non si accorge di quanto il Celtic sia modesto. Sarri non cambia nulla, dà comunque fiducia agli stessi 11 nel secondo tempo. Eppure manca ancora la cattiveria, un approccio diverso, un movimento. Dopo un lungo e sterile palleggio, finalmente c’è l’azione che potrebbe sbloccare gambe e cervello, ma Felipe aspetta e – tutto solo – sciupa un’incredibile palla gol. L’indiavolato Maeda scappa invece a Hysaj, Patric salva tutto al centro. Kamada è fuori dall’incontro, nervoso, e regala una punizione in seconda a Hatate su cui Provedel deve allungarsi all’angolino. Rodgers inserisce muscoli, Sarri cerca dinamismo: ecco Guendouzi e Isaksen per Anderson e uno spremuto Luis Alberto. Kamada torna nella sua posizione preferita, a sinistra, e trova il primo tiro comunque innocuo. Dentro allora anche Castellanos, ma la rovesciata è solo un inutile gesto da circo. I biancocelesti rischiano ancora il capitombolo, Romagnoli si lancia in una chiusura rischiosa in tackle da ultimo uomo. Poi il Var salva Lazzari dall’ennesimo sbaglio: l’ecuadoregno Palma è tutto solo in area, la mette dentro, ma per fortuna l’assist di Maeda è in off-side, il gol annullato. Forse è meglio accontentarsi di un punto, i cambi mostrano l’orgoglio e dicono no. Isaksen sgomma, Guedouzi crossa al bacio e Pedro scaglia l’ultima pietra all’improvviso. Anzi no, al novantacinquesimo, meraviglioso destino, jackpot pazzesco. Il Messaggero

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Pedro is back: “Notte speciale, vittoria pesante” (AUDIO)

Provedel contro l’Atletico, Pedro contro il Celtic. Lo spagnolo è l’uomo del destino e soprattutto la sua rete ha regalato alla Lazio la prima vittoria in Champions League. Al termine del match ecco le sue parole ai microfoni di Mediaset: “Per me questa è una notte speciale, soprattutto un altro gol importante, abbiamo meritato la vittoria, siamo tutti contenti. Questa è una vittoria molto pesante per noi”.

Ascolta integralmente il suo intervento in zona mista:

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Vecino suona la carica: “Vincere così ci voleva. Ora manteniamo questa marcia” (AUDIO)

Nel post partita di Celtic – LazioMatias Vecino, autore del gol dell’1-1, ha commentato così ai microfoni di Mediaset la bella vittoria della squadra biancoceleste: “Una sfida emozionante fino alla fine. Siamo stati bravi a rimanere concentrati e a saperla ribaltare. Il gol è stato il giusto premio. Speriamo di mantenere questa marcia giusta e di estendere il rendimento con continuità anche in campionato perché siamo ancora in corsa per lottare per i primi posti. Abbiamo fatto una nuona partita, quandi so vince sale il morale, ci voleva una vittoria così. Ora pensiamo all’Atalanta”.

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Romagnoli: “Colpo che conta tanto, dobbiamo tornare ai nostri livelli”

Alessio Romagnoli, difensore della Lazio, è intervenuto ai microfoni di Mediaset Infinity dopo il successo per 2-1 in casa del Celtic: “Conta tanto, tanto. Sapevamo che fosse una partita difficilissima su un campo difficile, ci tenevamo a vincere per fare un passo avanti nel girone ed è fondamentale anche per il campionato, sappiamo di non essere partiti bene, ma dobbiamo tornare ai nostri livelli”.

Oggi abbiamo visto anche qualche sbandamento.
“Ogni partita si soffre, è normale. Loro sono veloci e molto tecnici, non era facile. Siamo molto forti, dobbiamo ritrovare quello che avevamo anno scorso e che un po’ ci è mancato in campionato, ma abbiamo tutta la voglia e il tempo di recuperare”.