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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate sulle parole di Fabiani: “Rimangono tanti interrogativi. Pedro-Castrovilli, scelte collegate” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a Radiosei

Le dichiarazioni del DS Fabiani

“Ci sono tante contraddizioni fra fatti e parole, a partite dalla questione Basic e Akpa Akpro. E’ come se la Lazio volesse dei ‘regali’ sul mercato (vedi Folorunsho) ma poi non sia certo disposta a farli. Le domande che sono state fatte a Fabiani sono tutti i punti interrogativi che avevo e che sono rimasti anche dopo le risposte. Posso capire le difficoltà da parte di Fabiani nel rispondere, per esempio su Cataldi non si è voluto esporre particolarmente. la situazione l’abbiamo raccontata durante l’estate, poi è ovvio che il giocatore abbia messo la firma sul trasferimento, ma c’è un pregresso che l’ha portato a questa scelta. Molti punti interrogativi rimangono, insomma”.

“Non ho visto un’ostentazione da parte di Fabiani, ma una ricerca di spiegazioni senza allargarsi troppo nei retroscena. Nella risposta su Pedro, la mia interpretazione è: ‘non vogliamo scontentare un senatore, piuttosto mettiamo da parte Castrovilli’. Poi sui 2002-03 visionati, bisogna andare a fondo: Zeljkovic è stato l’unico visionato, che si poteva prendere. Perché non è stato preso? Perché per Rovella bisognerà pagare 17 milioni e c’era il timore di svalutarlo. E’ una motivazione economica insomma, che venga detto chiaro e tondo o meno, mi sembra palese”.

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FORMELLO

FORMELLO – Lazio, ecco (quasi) tutti i nazionali: Gila sfida Patric, dubbi a destra

Qui Formello, a tre giorni da Lazio-Hellas Verona. La doppia seduta prevista per oggi è stata spostata a domani, stamattina è andata in scena l’unica seduta di lavoro della giornata. Buone notizie per Baroni, che ha potuto lavorare con gran parte dei giocatori che hanno preso parte agli impegni con le proprie nazionali. Assenti solo Castellanos, Hysaj e Dele-Basiru. Per loro tre, il rientro è previsto per la prima seduta di domani. Zaccagni ha svolto lavoro differenziato: è stato impiegato solo per pochi minuti nella gara dell’Italia contro Israele. In campo Marusic (il più utilizzato), Guendouzi, Isaksen e Mandas.

Prove tattiche che sono l’antipasto per il lavoro di domani, suddiviso in due sedute. Gila regolarmente in campo, ormai l’infortunio (il secondo della sua tormentata estate) è alle spalle. Sfida spagnola con Patric per una maglia da titolare al fianco di Romagnoli. A centrocampo pochi dubbi, così come in attacco. In entrambi i reparti dovrebbero essere replicate le scelte fatte contro il Milan. L’unico dubbio è a destra, dove Isaksen insidia Noslin e Tchaouna. Marusic in ballottaggio con Lazzari.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – De Cosmi: “Con il Verona sarà gara complicata, ecco perché…” (AUDIO)

ROBERTO DE COSMI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“I numeri dicono che la Lazio a centrocampo potrebbe essere corta, poi ci sono le caratteristiche dei singoli che possono adattarsi e plasmarsi nelle situazioni. Il primo gol con il Milan, nasce da Guendouzi che si va a prendere la palla tra i due difensori. Baroni è molto pratico e diretto, aspetti che vanno a valorizzare quello che il club gli ha messo a disposizione. Il discorso di Dele-Bashiru tra i mediani può essere preso in considerazione, così come è evidente che Castrovilli ha delle qualità che devono tornare utili. Ora non so cosa potrà essere con il Verona. E’ una squadra diversa rispetto al Milan, occorrerà qualcosa che permetta di muovere la palla in modo più veloce per attaccare quegli spazi che non vorranno concedere. Sarà una gara molto complicata”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, si gioca con le parole per non dire tutta la verità. Fabiani su Gigot? Così lo si espone a…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Dia è un giocatore molto interessante, farà il titolare, si vede che è un giocatore vero. Su Gigot non posso esprimermi, non lo conosco, posso pensare che sia un giocatore forte fisicamente e bravo nel gioco aereo. Probabilmente un po’ lento, non molto veloce. Questa sarebbe stata la comunicazione giusta, parlare di due campioni del mondo come termine di paragone, significa esporlo a critiche dopo i primi errori. Fabiani poteva semplicemente descrivere le sue caratteristiche tecniche senza fare nomi scomodi.

Ci sono delle problematiche che nascono da errori che paghi. Penso ad Hysaj, Akpa e Basic fuori lista, ma anche al rinnovo automatico fatto scattare per Pedro. Non si possono far pagare questi errori ai tifosi, anche perché poi i soldi per fare altro sul mercato non ci sono.

I soldi di Greenwood in altre operazioni? Lotito ci dice che bisogna stare molto attenti al momento economiche che la Lazio sta vivendo, allora cosa sarebbe accaduto se avesse investito tutti quei soldi per l’inglese. L’impressione è che si stia giocando un po’ con le parole per non dire tutta la verità“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “L’intenzione è stata quella di costruire una Lazio da battaglia. Sul confronto Gigot-Cannavaro/Gentile…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Della conferenza stampa di Fabiani mi rimane la sensazione che ci sia stata la volontà di costruire una squadra muscolare e di battaglia. Molte delle scelte fatte portano lì, alla costruzione di una squadra più pratica e con più cattiveria agonistica. Poi c’è stato quel paragone tra Gigot e la coppia Cannavaro-Gentile, qualcuno ha trasecolato, ma credo sia chiaro che fosse un riferimento al temperamento e le caratteristiche del giocatore. Intendeva parlare di uno stopper vecchio stile, un mastino della difesa.

Sicuramente la Lazio ha provato a trovare a rescindere il contratto di Hysaj, ma chi ha un contratto fino al 2026 a quasi 3 milioni di euro a stagione, è difficile trovare soluzioni. Tra Arabia, Turchia ed altri paesi, è abbastanza incredibile non sia stata trovata una soluzione. Non è che parliamo di un top, ma è un nazionale albanese. Trovo abbastanza triste anche quello che è stato detto su Akpa e Basic. Accetto il discorso che chi vuole il croato debba pagare lo stipendio, ma che venga trattenuto per avere delle soluzioni in emergenza, mi lascia perplesso”.

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DICHIARAZIONI

Fabiani a ruota libera: “Greenwood, Castrovilli, Casale e Immobile. Tutto sull’estate della Lazio” E il paragone eccellente per Gigot… (AUDIO)

Il DS Fabiani al termine delle due presentazioni, ha risposto alle domande dei cronisti presenti in sala stampa

l’addio di Immobile

“Ci siamo sentiti pochi giorni fa. Lui che è un campione in campo e fuori, ha deciso di cambiare aria e nessuno di noi lo ha ostacolato. Anzi, lo abbiamo anche favorito, per rispetto dell’uomo”.

Greenwood

“Avevamo offerto 24 milioni di sterline, forse non era nei suoi piani la Lazio. Dico sempre che gli affari migliori sono quelli che non si fanno”.

Pedro

“Pedro un campione, un uomo-spogliatoio, un ragazzo che durante gli allenamenti e non solo è il faro per la crescita di questi ragazzi. Abbiamo tanti giocatori ed un campione: Pedro”.

Castrovilli

“Castrovilli lo abbiamo preso sapendo che veniva da due stagione tribolate, lo abbiamo valutato da cima a fondo con i medici e abbiamo pensato che sarebbe meglio utilizzarlo in campionato. È una scelta semplice, ragionata con lo staff tecnico. Decisone accettata dal calciatore”.

Tare

“Ogni dirigente ha un suo metodo. Igli ne aveva uno, io un altro. I tempi cambiano. Questo per dire che gli esuberi, se le trattive non vanno come si deve, restano in gruppo e si allenano”.

Le parole di Basic

“L’intervista di Basic mi ha lasciato basito. Io devo tutelare gli interessi della Lazio. E anche dei tifosi che si abbonano. Se vogliono un calciatore, almeno lo stipendio lo devono pagare”.

Fare il DS

“Di errori se ne possono fare quando si lavora, l’importante è che si migliori. Di cosa sono fiero? Di nulla, sono pagato per fare il mio mestiere. Nella mia vita sono sempre stato abilitato a metterci la faccia e a prendermi le mie responsabilità”.

Mercato di gennaio

“Non c’è un giorno preciso per lavorare. Il mercato è come i soldi: non dorme mai. A volte ci vogliono giorni e mesi, serve mettere tante piccole aziende al giorno d’oggi, entourage, famiglie”.

Casale

“In tempo di guerra il soldato ferito lo devi medicare prima di mandarlo nuovamente al fronte”.

Abbonamenti

“Ringrazio 28.200 volte i tifosi per gli abbonamenti. Questo significa che si va oltre le critiche. Il tifoso laziale non ti abbandona mai nel bene e nel male, per questo li ringrazio ancora”.

Il futuro personale

“Io tra qualche anno smetterò con il calcio e mi piacerebbe fare un dibattito per parlare del ruolo, per spiegare tante cose che non sapete, come io non conosco i segreti del vostro mestiere”.

Il centrocampo

“Va da se che per ognuno che ha giocato meno lo scorso anno, ce n’è uno che ha avuto più spazio. Esiste la lista bloccata. Dal momento in cui devi prendere un over per toglierne un altro diventa difficile. Io credo che la Lazio stia bene così, è coperta in diversi ruoli. Diamo fiducia a Castrovilli, che in carriera ha già fatto diversi ruoli. Dove non eravamo tranquilli, e non lo eravamo neanche lo scorso anno, era il reparto difensivo. Con Gigot abbiamo trovato le caratteristiche che ci servivano. È un incrocio  tra Cannavaro e Gentile, ‘cattivo’ come un aspide”.

Il metodo Lazio

“Il metodo nuovo prevede che il professionista vada a casa, riposi. Io non giro per Roma. Questi ragazzi devono capire come si deve crescere e diventare professionisti. Durante il giorno libero ok, ma durante la settimana serve un comportamento da professionista e chi non lo adotterà con il tempo verrà tagliato fuori.

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STATISTICHE

Lazio-Hellas in numeri: tabù per Baroni, la prima volta di Tchaouna

Alcuni Dati Opta relativi al monday-night della quarta giornata in scena all’Olimpico tra la Lazio e l’Hellas Verona

  • L’Hellas Verona ha vinto solo una delle ultime 16 trasferte contro la Lazio in Serie A (4N, 11P): 2-1 il 12 dicembre 2020, grazie a un’autorete di Manuel Lazzari e ad un gol di Adrien Tameze (Felipe Caicedo per i biancocelesti).
  • La Lazio è rimasta imbattuta in tutte le ultime sette gare casalinghe di campionato tra Igor Tudor (cinque – 4V, 1N) e Marco Baroni (due – 1V, 1N) e l’ultima volta che ha giocato più partite interne consecutive in Serie A senza sconfitte è stata tra dicembre 2020 e novembre 2021 (19 – 17V, 2N).
  • Il tecnico della Lazio Marco Baroni, che lo scorso campionato ha allenato proprio l’Hellas Verona (9V, 11N, 18P), ha perso tutti e tre i precedenti in Serie A contro i gialloblù, senza che le sue squadre siano riuscite a segnare alcun gol.
  • Loum Tchaouna – che ha segnato il suo primo gol in Serie A proprio contro l’Hellas (il 30 dicembre 2023 con la Salernitana) – e Tomás Suslov sono due dei tre più giovani giocatori che hanno realizzato almeno tre reti e servito almeno tre assist dall’inizio dello scorso campionato (tra di loro Matías Soulé).
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RASSEGNA STAMPA

Sgoccioli in azzurro, il pieno nella Lazio: Zaccagni al centro del gioco di Baroni

Sgoccioli di minuti in azzurro, ora il pieno di Lazio. Zaccagni rientrato alla base, stringe la fascia al braccio e si riprende la copertina. Sosta vissuta lontana da Formello, due impegni con la Nazionale e soltanto l’ingresso nel finale contro Israele. L’intera partita vissuta in panchina con la Francia. Penalizzato dall’assetto tattico scelto da Spalletti, adesso può tornare a esaltarsi grazie al ruolo di primo piano che gli ha affidato Baroni. La posizione ideale in ogni senso. Zaccagni trascinatore, al centro della Lazio ed esterno inamovibile. Responsabilizzato dagli addii pesanti e dalle eredità consegnate. Il 10 che era di Luis Alberto, numero da mago-rifinitore, obbligatoriamente stoccatore, poi i rigori e la spinta come capitano post-Immobile.

La squadra è stata ringiovanita, si ricercano vecchi e nuovi riferimenti di spessore. Zac deve dimostrare di essere all’altezza, non ha paura di caricarsi sulle spalle pressioni e passioni, da riaccendere dopo un’estate vissuta tra critiche e titubanze di mercato. Il posticipo di lunedì lo giocherà da ex, è cresciuto ed esploso con la maglia del Verona. Serve una prova da big, i doveri stagionali comprendono compiti doppi, coinvolgono l’aspetto tecnico e quello carismatico. Possono aumentare le soddisfazioni rispetto alle prime 3 giornate. Un gol all’esordio con il Venezia, trasformando dal dischetto il penalty guadagnato dal Taty. Il timbro del sorpasso dopo lo spavento immediato per il tiro di Andersen. Non ha brillato a Udine, trasferta deludente e indolente per l’intera formazione, cambi in corsa compresi. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Merli: “Laziale per scelta con papà romanista. Lotito? Non cambia” (AUDIO)

L’attore Maurizio Matteo Merli, è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Ecco le parole dell’attore, figlio d’arte, di nota fede laziale:

“E’ un grande piacere intervenire qui, perché sono un ascoltatore della radio; quando posso, mi piace evidenziare la mia fede biancoceleste. Mio padre, Maurizio Merli, era un lupacchiotto ‘acceso’; quando è morto ero piccino, aveva provato a portarmi un paio di volte con lui allo stadio ma non fui molto interessato, nonostante mi piacesse il calcio. Dopo la sua scomparsa la famiglia di mia madre, che è numerosa e tutta laziale, mi ha ‘aiutato’ a scegliere i biancocelesti.

La mia prima partita allo stadio fu un derby, finito 1-1: gol di Gascoigne su assist di Signori, con il commento indimenticabile di Guido De Angelis. Da questo momento sono stato il portabandiera della famiglia per quanto riguarda la Lazio, ero in Nord a fine anni 90, poi con il tempo il lavoro un po’ mi ha impedito di andare allo stadio con frequenza. Il nostro gruppo, che prima era nei Distinti Nord-Ovest, è composto da me, Fabio Gallo, il direttore Angelo Mellone, Carola Ortuso e tutto il figliame; siamo una bella compagnia e ora ci siamo spostati in Tevere. Nonostante i vari impegni, cechiamo di essere presenti.

L’anno scorso è stato strano, è difficile riassumerlo. Anche le scelte hanno stupito, per esempio quella di passare da Sarri ad un tecnico diverso come Tudor. Quello che il tifoso deve metabolizzare è che il modus operandi è della società è questo. Noi andiamo allo stadio animati dal sentimento, dall’euforia che c’era negli anni ’80, quella che ci faceva stare bene tutti insieme; non pensiamo ad altro per non rimanere delusi.

Baroni mi piace, anche se ero scettico come tutti. La squadra alla stadio attuale è mediocre, i giocatori arrivati devono dimsotrare. Abbiamo perso tanta, tanta qualità. La partenza di Cataldi è una ferita, al di là del tasso tecnico. Ora abbiamo molti portatori di palla, Danilo è il regista del secondo posto di Sarri. Detto ciò, ho tanta fiducia nei giovami. Le parole di Fabiani non sono nuove, come gli interventi di Lotito. Uso un termine cinematografico, penso che sia un ‘cliché’, qualcosa di visto e rivisto. Non ci interessano neanche più le risposte che dà il presidente, tanto non corrispondono mai a verità. Con lo scudetto sfiorato abbiamo avuto una grande occasione, non ho visto poi la volontà della società di programmare in una certa maniera”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Per entrare in Europa servono almeno 60 gol. Isaksen? Lo metterei dal 1′ col Verona” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste:

“Le parole di Fabiani dimostrano che la società continua ad andare sulla sua strada: si è aperto un nuovo ciclo, hanno puntato su dei calciatori che hanno grandissima qualità secondo loro; Dia è importante, è un calciatore quasi completo, poi bisogna vedere come si ambienta ma è un grande colpo. L’altro messaggio del direttore è che non si compra tanto per, ma si cercano profili funzionali. Io credo che manchi ancora qualcosa a centrocampo, ora servono idee e lavoro con Baroni. Il ds non ha detto niente di nuovo.

Obiettivi? Non facciamo proclami, vediamo come cresce questa squadra. Io ho fiducia. E’ un gruppo affiatato, poi il coraggio, l’entusiasmo e i risultati faranno la differenza. Mi piacerebbe che la Lazio diventasse l’intrusa tra quelle che lottano per la Champions. L’obiettivo immediato è comunque il Verona. Dopo la sosta ci sono sempre sorprese, la Lazio ha dimostrato dei limiti di approccio e Baroni deve puntare il dito qui. L’atteggiamento dovrà essere come quello di una finale di Champions. Il risultato e la prestazione diventano una medicina importante per una squadra che ha cambiato e deve trovare identità.

Gigot? Nelle interviste tutti dimostrano spregiudicatezza, poi dobbiamo vederlo in campo. Dia mi sembra abbia leadership. Il centrale francese voglio vederlo, ne parla molto bene Fabiani ma le chiacchiere se le porta via il tempo, va visto. Basta guardarlo in una partita.

Gila terzino? Bisogna capire cosa si cerca in quel ruolo. Può essere una soluzione a destra. Tuttavia Marusic è il giocatore più europeo che abbiamo come fisicità e ritmo. Gila può essere un buon prospetto, è più aggressivo, più marcatore.

Per quanto riguarda l’approccio, si intuisce solo allenando il gruppo se i calciatori sono attenti e pronti. Secondo me, l’allenamento dice come si arriverà alla partita. La gara è un esame, bisogna vedere come studi. Nel pre-partita poi molto dipende da chi hai in squadra: se si arriva con il cellulare io mi arrabbio e anche il comportamento tenuto sul pullman può fare la differenza

Calciatori-simobolo di leadership? Guendouzi può essere tra questi, ma in campo non deve lamentarsi e criticare, mi sembra troppo esibizionista; può piacere alla gente ma non al gruppo questo modo di fare. Al di là dei singoli però serve grande coraggio. L’atteggiamento deve essere quello di Castellanos. Mi aspetto di più da Zaccagni, spero si liberi un po’ da questa responsabilità da capitano, è devastante nell’1 contro 1 e deve tornare ad esserlo. Deve tornare ad essere più libero di mente, può essere il nostro fuoriclasse.

Noslin, Tcahouna e Isaksen? Va scelto chi è pronto. Noslin e Tchaouna in questo momento potrebbero essere alle prese con una responsabilità più grande di loro. Magari durante la gara possono fare meglio.

Baroni guarderà sia gli allenamenti che l’aspetto mentale. Sul fatto che Noslin possa esserci dal 1′ mi vengono dei dubbi perché è la sua ex squadra. Ma davanti la rosa mette a disposizione più scelte.

Per entrare in Europa servono 60-70 gol: Zaccagni può farne una decina, Dia mettiamo 15, Vecino 5-6 li può segnare, Gila e Romagnoli magari 2-3 a testa. Prima la Lazio tirava poco in porta, ora il dato è migliorato. L’allenatore col Milan ha dato un segnale importante, mettendo quattro attaccanti, come a dire ‘pensiamo noi a fare la partita. Col Verona io metterei Isaksen dal 1””.