Boulaye Dia si presenta in conferenza stampa, nel centro sportivo di Formello
L’introduzione del DS Fabiani
“Conosciamo le sue qualità, lo seguivamo da tempo. La Lazio, contrariamente a quanto si è detto, è stata sempre la sua priorità”.
Parola a Dia
“Chiedo scusa se parlo in francese, il mio italiano non è perfetto. Sono contento di essere alla Lazio, grazie al DS, ci abbiamo messo un po’ di tempo ma alla fine sono contento di com’è andata a finire la trattativa”.
Come hai trovato la squadra? Giocare in tandem?
“La squadra è molto forte, ci sono tanti giocatori di qualità. Posso muovermi io dietro al Taty o il contrario, mi muovo tra le linee e do una mano nella ricerca della profondità”.
Tanti grandi attaccanti nella storia della Lazio, cosa significa questo nuovo capitolo della tua carriera?
“Si conosce la grandezza della Lazio, per tutti è uno step importante per migliorare. Qui si gioca contro le squadre migliori. Conta fare tanti gol, un attaccante si giudica da questo, dobbiamo fare del nostro meglio senza pensare a chi è stato qui prima di noi”.
A quanti gol puoi arrivare? E quanto è stato difficile l’ultimo anno a Salerno?
“Mettere un obiettivo alla stagione significa porre un limite, a Salerno non avevo detto ‘quest’anno ne segno 16“, ma ho pensato a farne il più possibile. Segnare all’Olimpico è stata una grande emozione, ma non sento pressioni. Tutti devono caricarsi le proprie responsabilità. Qui si pensa a vincere, ho notato l’intensità degli allenamenti. La concorrenza farà bene. Non sento il peso di essere un giocatore importante, lo siamo tutti, abbiamo tutti delle responsabilità. Il gol alla Roma è stato bello, ma è stato spiacevole perché in quell’occasione mi sono anche infortunato. La Salernitana è stata una tappa nuova nella mia carriera, poi un momento duro, non sento di dovermi rimproverare niente”.
L’esordio dal 1′ col Milan
“Mi aspettavo di essere decisivo, sì. Mi preparo per questo, perché quindi aspettare? Meglio farlo subito. Ero lì in attesa, impaziente, ma sapevo che qualcosa stesse succedendo”.
Baroni ha parlato di equilibrio per potersi permettere le due punte
“Giocare con due attaccanti significa avere una soluzione in più per segnare, è importante. Non conta chi segna, posso segnare io, il Taty o i centrocampisti. Naturalmente come ha detto Baroni devo impegnarmi anche nella fase difensiva per dare una mano”.