“La dichiarazione d’amore da parte di Sarri verso la Lazio era scontata, è stata fatta in modo sincero e credo che la sua scelta sia stata dettata proprio da un gesto d’amore. La questione mezzala è già uno snodo interessante, certonon è una bella premessa per un rapporto che riparte dire che già è pronto ad arrabbiarsi sul mercato. Le disponibilità economiche non sono eccelse, le richieste di Sarri ci sono, bisogna capire quale sarà la sintesi tra le due cose. Importante anche quello che ha detto sulla difesa e sul centrocampo. Bisognerà vedere se anche sui nomi la Lazio saprà accontentarlo. Il tema è quanto chiederà giocatori raggiungibili per le risorse del club. Magari lui proporrà dei nomi che per la Lazio non sono raggiungibili.
Ieri Sarri ha detto che a centrocampo la Lazio è corta e, visto che in realtà a livello numerico ce ne sono sette, viene da pensare che qualcuno a lui non piace”.
A Castiglion della Pescaia Angelo Peruzzi ha fatto visita al tecnico della Lazio Maurizio Sarri.
Quella di Angelo Peruzzi è una figura che i tifosi della Lazio non dimenticano: prima portiere poi club manager; ha ormai salutato la Lazio ma i sostenitori biancocelesti non hanno mai smesso di sognare il suo ritorno.
Si parla spesso di un volto di spicco, con competenza ed esperienza, da reinserire nello spogliatoio laziale e la visita che ieri Peruzzi ha fatto a Sarri in occasione della due giorni organizzata dal tecnico toscano a Castiglione della Pescaia con lezioni teoriche sul Sarrismo e allenamenti in campo, ha riacceso le speranze dei tifosi.
Peruzzi si è presentato a pranzo dal tecnico, è sembrata più una sorpresa che un appuntamento: fatto sta che i due hanno parlato qualche minuto, toni distesi e sorrisi tra loro; un’ulteriore conferma della stima che li lega.
Lasciando la sede del pranzo Peruzzi, tra un sorriso e l’altro, a domanda sul suo possibile ritorno nella Capitale ha smorzato un po’ l’entusiasmo dei laziali: “Non penso di tornare“, ha spiegato a RadioSei. Frase di circostanza o verità? I tifosi comunque ci sperano.
Un “clinic” non solo per insegnare tatticamente qualcosa, ma anche per descrivere quello che sarà il nuovo progetto della Lazio. A Castiglione della Pescaia Maurizio Sarri si è concesso anche alla stampa e ha spiegato chiaramente quello che dovrà essere il progetto biancoceleste. L’obiettivo sarà entrare in Europa, qualsiasi essa sia, e soprattutto ringiovanire la rosa partendo dal centrocampo, reparto dove la Lazio è numericamente corta. Difficile seguire la pista Loftus-Cheek visto il ragionamento di Sarri, più probabile un ritorno di fiamma per Fazzini che lascerà Empoli in estate. Si partirà da lì e da un altro concetto fondamentale espresso da Sarri “se dovesse arrivare un difensore, deve arrivare prima del ritiro”. Serve tempo per apprendere i concetti difensivi di Sarri e quel tempo c’è solo durante il ritiro.
Non potrà essere la stessa Lazio che Maurizio Sarri si ritrovò nel 2021 tra le mani, lo sa anche il Comandante che ha spiegato come il ritorno sia “un discorso di affetto”. Legami costruiti dentro Formello e con i tifosi, pronti a seguire il Sarri 2.0 con curiosità. La stessa che nutre il tecnico toscano per Tavares “È un giocatori forte ma anarchico, se riusciamo a inquadrarlo diventerà fortissimo”. Parole di stima per Rovella “Gli manca ancora un po’ di palleggio, ma è molto forte” e soprattutto per Dele-Bashiru “ho chiesto a persone esterne alla Lazio, mi hanno detto che ha qualità”. Tuttomercatoweb.com
Papà Gianluca insieme alla figlia Ginevra in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Veniamo allo stadio ogni domenica, facciamo quasi 200 km partendo da vicino Jesi”, ha esordito Gianluca, che si è spostato da Roma ormai diversi anni fa.
La storia in questione riguarda in modo particolare sua figlia Ginevra, lazialissima, che all’esame di terza media ha deciso di portare come argomento principale la Lazio: “Ho scelto questo tema anche perché ho letto il libro di Guido, poi è la mia passione e sono riuscita a fare i collegamenti con il momento storico e politico del ‘900. Quello che mi ha colpito di più di questa squadra? Che è nata grazie a 9 giovani atleti, poi il simbolo di Olympia, la sua nascita, e mi piace la Curva Nord”.
“Nella mia classe sono tutti juventini e c’è un napoletano – aggiunge Ginevra -. Siamo 20 in tutto”. Una passione, quella per la Lazio, ereditata dal padre, che fin da piccolissimo andava allo stadio: Chinaglia, -9, ogni aneddoto è impresso nella mente di tutta la famiglia.
Poi chiaramente le strade di padre e figlia si separano sugli idoli: “I miei sono stati Milinkovic, Luis Alberto e Immobile, ora è Zaccagni”, la risposta di Ginevra; papà Gianluca invece rivela: “Il mio mito da piccolo era Chinaglia, poi anche Giordano; ultimante Signori e pure Roberto Mancini”.
Clinic Maurizio Sarri, l’incontro con i cronisti al seguito: “Il mio ritorno alla Lazio è un discorso di affetto, a livello materiale è difficile pensare di poter fare meglio di un secondo posto. Mercato? Avrò le stesse pretese e le stesse incazzature di sempre, sarebbe grave non fosse così. Obiettivo? Tornare in Europa, fa comodo avere la settimana tipo per allenarsi, ma fa piacere anche giocare in Europa. Vediamo se riusciamo un po’ a ringiovanire”.
Maurizio Sarri sul mercato: “La prossima settimana rivedró il direttore Fabiani, lui mi proporrà dei nomi ed io degli altri. A centrocampo siamo corti…” Poi su Tavares, Isaksen e Dele-Bashiru: “Molti addetti ai lavori non della Lazio me ne parlano bene, vediamo di riportarlo nei tre di centrocampo”.
ORE 14,00 – Maurizio Sarri sui portieri e derby: “Prematuro fare una scelta ora. Sono due portieri forti e se la giocano, poi se a gennaio uno dei due è scontento si valuta sul mercato. Se inizio a pensare al derby ora svengo. Partita bella e devastante”
Mister Maurizio Sarri, intervistato in esclusiva da TMW a Castiglione della Pescaia presso la Valletta Beach Club per tenere un “clinic” di specializzazione dedicato ad allenatori (professionisti e non), addetti ai lavori del mondo del pallone e appassionati, ha spiegato il suo ritorno alla Lazio, ripercorso la sua carriera in panchina e commentato l’attualità del calcio italiano.
Di seguito le sue dichiarazioni, a partire dai rumors sulla Fiorentina dopo l’addio di Palladino: “Un contatto molto blando c’è stato, ma solo quando io avevo già firmato con la Lazio. Ho attraversato un momento molto difficile quest’anno dal punto di vista di problemi familiari, personali e anche calcistici per certi versi, ma ho avuto un sostegno straordinario, incredibile e commovente dalla tifoseria della Fiorentina. Questo me lo porterò sempre nel cuore. Sapere che hanno addirittura attaccato delle mie foto in giro per la città è una cosa bellissima. Sarò sempre riconoscente ai tifosi della Fiorentina, devo ringraziare il popolo viola”.
Sul ritorno alla Lazio: “Tornare alla Lazio è come tornare a casa, ritrovo un popolo che mi ha voluto bene. Non è stata una scelta furba, perché torno in un posto dove sono arrivato secondo, ma è stata una scelta da un punto di vista di sentimenti estremamente facile”.
Sulla Nazionale: “C’è chiaramente qualcosa che non funziona tra il valore della calcio italiano e il rendimento della Nazionale, perché due anni fa siamo arrivati secondi nel ranking UEFA e quest’anno terzi, eppure con la Nazionale abbiamo dei problemi incredibili. C’è qualcosa che non torna, c’è una disconnessione tra il valore delle squadre di club e il rendimento dell’Italia, anche se questa è una cosa che succede anche da altre parti”.
Su Gattuso: “Sono affezionatissimo a Gattuso e gli do solo un consiglio: Gattuso sia Gattuso, anche da commissario tecnico della Nazionale, senza cedere a nessun tipo di compromesso su quello che è il suo modo di fare calcio”.
Ed è proprio in questa cornice che Maurizio Sarri – rispondendo alle domande dei presenti – si sofferma su alcuni dei calciatori che tra pochi giorni andrà direttamente ad allenare: “Nuno Tavares è l’unica incognita della difesa che troverò, è forte ma anarchico, se riusciamo a inquadrarlo diventa fortissimo. Rovella? Avevo detto che dopo 50 partite da vertice basso, sarebbe diventato un top. Gli manca un po’ di palleggio ma è molto forte. Guendouzi è un animale contagioso per chi gli gioca accanto, ha bisogno del guinzaglio perché non riesce a fermarsi al 100%, deve andare oltre”.
Per Sarri è anche l’occasione per tornare brevemente sulla vittoria del Paris Saint-Germainin finale di Champions League contro l’Inter: “Il PSG ha dato una lezione al mondo, ha mandato via i top player, ha abbassato il monte ingaggi comprando dei giovanissimi con cui ha avuto coraggio e ha vinto dove Messi e Neymar non avevano vinto”.
Sullo scudetto del Napoli: “Il mio Napoli non poteva permettersi acquisti di determinati costi, non aveva la possibilità economica di prendere certi giocatori, ora invece può comprare qualsiasi tipo di calciatore. Oggi il Napoli ha creato un meccanismo di crescita nella vittoria che gli può permettere non solo di vincere, ma di creare un ciclo vincente”.
Sul derby con la Roma di Gasperini: “Lo stimo molto, perché ha creato un modello di calcio ed è un allenatore che mi piace. Sarà un bel derby tra persone che si conoscono e si apprezzano”.
Purtroppo, non sempre gli acquisti definiti come “talenti” riescono a stupire veramente. Questo è il caso di due biancocelesti, Loum Tchaouna e Tijjani Noslin, i quali, ad oggi servono per fare cassa.
Inizialmente, il direttore sportivo biancocelesti, Fabiani, affascinato da questi due ragazzi, arrivò a chiudere entrambe le operazioni nel mese di giugno 2024. Queste pretese così alte, però, non sono state rispettate: a causa del loro basso rendimento in campo, Baroni li ha impiegati raramente.
A distanza di un anno dall’arrivo in biancoceleste, l’ex Verona e il classe 2003 potrebbe aiutare la Lazio a fare cassa. In base quanto riportato da Tuttomercatoweb, infatti, il club del PSV Eindhoven sembrerebbe interessato a Noslin, ma la Lazio vorrebbe rientrare nei 15 milioni di euro.
Il club biancoceleste ha deciso di porre la stessa base d’asta anche sul cartellino di Tchaouna, molto richiesto da squadre in Francia e in Belgio.
“Gattuso al momento è la soluzione giusta, perché è un ex calciatore che ha vissuto quelle situazioni quindi può entrare nella testa e nella pancia dei ragazzi. Poi la faccenda non cambia molto, serve tempo e in Nazionale non c’è visto che la squadra si ritrova 4-5 volte l’anno. Ora lui deve fare il selezionatore.
Sarri? Belle dichiarazioni, devono poi essere supportate dai fatti. Serve che faccia dei nomi sul mercato e che sia contento di coloro che arriveranno. Questa è un’occasione per entrambe le parti: la società vuole un allenatore bravo, un addestratore, uno che migliori la rosa; a lui è tornata la possibilità di allenare a grandi livello. Le parole al momento spostano poco.
L’importante è che arrivino giocatori subito e importanti, in grado di alzare il livello perché ce n’è bisogno.
Dele-Bashiru ha qualità, ha bisogno di continuità. Sarri lo vuole mezzala? Credo abbia la gamba per poterlo fare. Ha buona qualità, bel tiro da fuori”.
Durante la giornata trascorsa a Castiglione della Pescaglia, mister Sarri ha rilasciato più interviste ai giornalisti presenti. Tanti argomenti toccati tra cui quello di Nuno Tavares. Il mister si è detto pronto a lavorare con un calciatore forte ma allo stesso tempo anarchico dal punto di vista tattico.
Nell’ultima stagione con Baroni il portoghese ha vissuto di alti e bassi. Ad inizio stagione si è ammirato un Tavares devastante sotto il punto di vista atletico e non solo. Nella seconda parte di stagione tutto l’opposto. La Lazio punta nelle qualità del calciatore è convita che con Sarri possa definitivamente sbocciare, diventare terzino non solo “anarchico”. Per questo motivo la società ha rifiutato qualche settimana fa una proposta da 35 milioni di euro. Corriere dello Sport.
Il futuro di Patric nella Lazio è ancora tutto da stabilire. Il difensore è reduce da una stagione difficilissima, tormentata e piena di infortuni. Da un punto di vista personale, quella appena trascorsa per lo spagnolo ha rappresentato la peggiore stagione in carriera. Ora però si guarda in avanti e Sarri è tornato sulla panchina biancoceleste. Il rapporto con l’allenatore toscano è a dir poco eccellente e per il Comandante Patric rappresenterebbe la terza via dopo Gila e Romagnoli.
Il lavoro da fare sarà tanto e faticoso, rimettere in moto un corpo che è stato fermo quasi un anno non è semplice, ma la volontà di provarci c’è. Sarri lo testerà a Formello e solo in seguito verranno prese decisioni sul suo futuro. Se Gigot può essere sacrificato e sacrificabile, Patric rappresenta una figura importante per Sarri.
Un vice Kean da fregarsi le mani: la Fiorentina punta in alto nello scegliere un alter ego del centravanti da venticinque gol alla prima stagione in maglia viola e, siccome le vie del mercato sono infinite e per questo non tracciabili, potrebbe diventare sostituto (provvisorio) a tutti gli effetti se la clausola da cinquantadue milioni non venisse annullata con il rinnovo a cifre adeguate e alla fine portasse via Moise da Firenze. Ciro Immobile: ecco quanto va su con i pensieri il club di Commisso per il vice Kean. O Edin Dzeko oppure Fotis Ioannidis, oppure ancora Cristian Shpendi se non fosse l’ex bomber della Lazio.
Ma intanto la Fiorentina ci sta provando con l’ex Lazio, consapevole di un paio di ostacoli affatto semplici da superare. Uno riguarda la concorrenza del Milan che a sua volta è forte sull’attaccante napoletano e prova ne sia la visita a Casa Milan nei giorni scorsi da parte di Sommella, agente del calciatore. Il secondo è rappresentato dai contorni economici dell’operazione: Immobile ha ancora due anni di contratto con il Besiktas (41 presenze complessive e 19 gol, di cui 15 nella Super Lig) a sei milioni a stagione, però il club turco potrebbe concedergli una sorta di “scivolo” per anticiparne la chiusura a questa estate e consentirgli di tornare in Italia. La società di Commisso ha già messo un biennale consistente sul piatto per cercare di battere il Milan nella corsa al centravanti autore di ben 201 gol in Serie A: un tentativo l’ha già fatto e un altro lo farà a breve non appena avrà la sponda del Besiktas a condizioni favorevoli per tutti. Corriere dello Sport