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CALCIOMERCATO

UFFICIALE – Motta è un nuovo portiere della Lazio: la nota del club (FT)

Edoardo Motta in biancoceleste a titolo definitivo: il comunicato della società.

Dopo le visite mediche di ieri e il primo allenamento svolto con i nuovi compagni, oggi la Lazio ha ufficializzato il suo arrivo: Motta è un nuovo calciatore biancoceleste.

“La S.S. Lazio – si legge nella notta – comunica di aver acquisito definitivamente i diritti del contratto sportivo del calciatore Edoardo Motta, proveniente dall’Associazione Calcio Reggiana 1919”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, ultima settimana per la mezzala: sul taccuino Boychev. Bela e Dele sul mercato, grana Tavares

Ancora pochi giorni per puntellare la rosa: le ultime.

Mezzala cercasi. La Lazio in questa ultima settimana di mercato vuole un altro centrocampista, uno simile a Guendouzi. La prima offerta per Tim Iroegbunan è stata rifiutata dall’Everton ma, riporta Il Messaggero, si farà un altro tentativo.

Rimane, si legge, sul taccuino di Fabiani pure Marto Boychev, giovanissimo bulgaro ma fisicamente già pronto. In uscita c’è Tavares, ormai fuori dal progetto, che pare diventata una grana. Belahyane invece non è del tutto convinto di tornare a Verona: Torino, Nizza e qualche club turco alla finestra. Occhio al Sunderland, oltre il Nottingham Forest, su Dele-Bashiru. Se dovesse uscire Romagnoli occhio a Leite dell’Union Berlino. Sullo sfondo Ranieri, Doekhi e Kike Salas.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la particolarità di Maldini: il debutto è quasi sempre speciale per lui, il motivo

Il nuovo arrivo in campo venerdì? Il dato dell’esordio è confortante.

Ieri l’arrivo a Roma, oggi le visite mediche: Daniel Maldini è pronto per la sua avventura alla Lazio. È il quarto acquisto in questa sessione di mercato invernale dopo Taylor, Ratkov e il portiere Motta. Alla fine, sottolinea Il Messaggero, Fabiani ha preso quello che possiamo considerare uno dei suoi pupilli, come svelato da oltre un anno e mezzo: operazione in prestito con diritto di riscatto per un totale di 14 milioni. A Bergamo il figlio di Paolo non avrebbe avuto più spazio dopo l’arrivo di Raspadori, questo sì indicato da Maurizio Sarri, come il piano b Giovane. Il Comandante all’inizio di gennaio quando ancora credeva di avere parola sulle trattative (le imposta la società e lui non vuole responsabilità) aveva specificato di gradire un elemento con caratteristiche diverse. Praticamente si ritrova con due uomini offensivi che forse conciliano poco con la sua idea di calcio e Daniel, per questo motivo, prima di prendere il volo che da Milano (accompagnato in aeroporto dai genitori) lo ha portato nella Capitale ha chiesto delle rassicurazioni. Ed è stato accontentato. Se merita, gioca. Senza nessun vincolo preventivo.


Ala destra nelle giovanili del Milan, poi con Pioli ha fatto il centravanti. Il falso nove. Seconda punta o trequartista a destra con Gotti allo Spezia e con Andreazzoli all’Empoli (ha giocato con Cancellieri), a sinistra, quindi “a piede invertito” al Monza. Gasperini invece lo scorso anno a Bergamo lo ha utilizzato quando non aveva Scamacca lì davanti. Polifunzionale il 25enne che ha debuttato in nazionale con Luciano Spalletti in Germania. È un po’ come Noslin, che dove lo metti sta, anche se si spera in casa Lazio possa avere un impatto diverso rispetto all’olandese che poche volte ha fatto stropicciare gli occhi. Ovvio che ora TJ rischia di essere ceduto: su di lui si è mosso il Torino ma ora c’è il sorpasso del Monaco (contatti in corso). Il Brentford insiste su Cancellieri, occhio alle offerte dalla Premier anche per Dia e Isaksen. L’attacco è sul mercato.

Arriva Maldini e, conclude il quotidiano, ha una particolarità: segna quasi sempre (e solo) al debutto e contro club che faranno parte della sua vita. Ad esempio: il primo gol con la maglia dell’Under 17 del Milan lo ha fatto contro la Lazio. All’esordio in prima squadra ha esultato contro lo Spezia e, quando è andato in Liguria, il sigillo lo ha centrato contro i rossoneri di papà Paolo. Corsi e ricorsi storici. Il computo totale dei suoi gol è 13, dei quali 7 nelle prime uscite con la nuova maglia. Magari Sarri leggendo queste statistiche contro il Genoa venerdì sera lo manderà in campo dall’inizio per sfruttare la situazione.

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TIFOSI

Lazio, rischio deserto Olimpico con il Genoa: il dato dei biglietti venduti

«Assenti anche residenti in Liguria e ultras genoani (attesi in 30): ieri i biglietti staccati non superavano le 200 unità». Così recita l’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “Per il Lazio-Genoa solo 200 biglietti venduti. Lo stadio rischia di essere deserto”. 

Un Olimpico deserto quello che si prepara ad accogliere la sfida tra Lazio e Genoa in programma venerdì 30 gennaio alle ore 20:45. Una decisione del tifo organizzato per protesta nei confronti della gestione societaria e per gli ultimi risultati, che non è escluso possa estendersi per le prossime partite.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, papà Romagnoli in un cul-de-sac: (solo) nel suo caso il placet di Sarri fa la differenza

Salvare il soldato Romagnoli non è facile. Lotito l’ha stoppato, ora solo Sarri può provare a liberarlo. Lo stesso Sarri che ha definito Alessio «irrinunciabile» costringendo Lotito a bloccare la sua partenza per il Qatar. Romagnoli è finito in un cul-de-sac, fino a ieri non aveva via d’uscita. In mattinata s’è fiondato a Formello per parlare con Sarri, per ribadirgli la volontà di partire. Non si sono registrate nuove posizioni da parte dell’allenatoreLotito si è esposto pubblicamente e non è tipo da retromarcia. Sembra possa riconsiderare la questione solo se Sarri uscirà allo scoperto e dirà che Romagnoli può partire autosmentendosi. Tutte ipotesi improbabili conoscendo i personaggi. Già nell’incontro di venerdì il presidente aveva detto ad Alessio di parlare con Sarri per ottenere il via. Alessio pensava di averlo incassato. La sparata di Mau a Lecce l’ha svantaggiato. Lotito, ascoltate le interviste del tecnico, in piena notte ha deciso di intervenire. Vale la pena ricordarle: «Romagnoli è irrinunciabile – aveva detto Sarri – può arrivare anche un sostituto fortissimo, ma ci vorrà tempo per acquisire la capacità di essere dentro al mio modo di difendere. Prenderemo più gol nei prossimi due-tre mesi. Spero in una serena salvezza». Lotito domenica a pranzo ha fatto uscire il comunicato che ha stoppato Alessio, l’avrebbe fatto senza interpellare né il giocatore né i suoi manager.

Romagnoli dopo aver parlato con Sarri ieri ha pranzato con la squadra, nel pomeriggio non si è allenato, l’appuntamento era fissato alle 15, ha avuto un permesso per assistere alla nascita del suo primogenito, avvenuta nel tardo pomeriggio. Le ultime 48 ore sono state agrodolci. Ha la strada sbarrata. Lotito era stato chiaro con lui singolarmente e successivamente nello spogliatoio durante il confronto di venerdì, ogni cessione doveva avere l’avallo dell’allenatore. Sarri, stando a quanto detto a Lecce, il benestare non l’ha mai dato. E’ una telenovela a puntate, oggi ci sarà un aggiornamento. La squadra si allenerà di mattina e di pomeriggio, Romagnoli è atteso a Formello. Non è più solo una storia legata a Lotito e Sarri, in ballo c’è l’Al-Sadd. Non è disposto ad aspettare all’infinito. Chiedeva una risposta per oggi, può dare altre 24 ore di tempo. Mancini aspettava Romagnoli, rischia di averlo perso prima di abbracciarlo. E Alessio, quei 18 milioni che avrebbe guadagnato in tre anni, li sta vedendo andare in fumo. Come proseguirà la sua storia laziale lo dirà il tempo. Ha una doppia responsabilità essendo un simbolo del popolo e avendo un contratto fino al 2027. Dovrà ricaricarsi. Un incentivo può arrivare dalla società, se deciderà di fare uno sforzo per portarlo al rinnovo. Romagnoli forse ha sottovalutato la contrapposizione Lotito-Sarri pensando di esserne fuori, accelerando l’addio. I saluti sotto la Curva dei laziali a Lecce, lo scambio di affettuosità sui social con la società, quelle parole «peccato sia finita così» pronunciate nei corridoi del Via del mare, sono scene avvenute mentre Sarri sfidava Lotito in diretta tv. Alessio lo ha capito dopo. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Rovella out anche contro il Genoa: programma un’altra ripartenza

Il centrocampista non ci sarà neanche venerdì: le sue condizioni.

Dopo il rientro, un altro stop. Rovella non è stato convocato per la trasferta di Lecce e, stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, non ci sarà neanche venerdì sera contro il Genoa all’Olimpico.

 Il regista si è fermato alla vigilia dell’ultimo match per nuovi fastidi riconducibili a un’infiammazione nella zona pubica; nei giorni scorsi, si legge, il centrocampista si è sottoposto a un controllo dal chirurgo che lo ha operato e seguito nel percorso di riabilitazione. Le sue condizioni vengono monitorate quotidianamente: attualmente sta svolgendo fisioterapia e lavoro differenziato.

Rovella è tornato tra i convocati, dopo tre mesi e mezzo di assenza, a Verona, con due brevi spezzoni disputati tra Bentegodi e Olimpico contro il Como, prima del nuovo stop. Una battuta d’arresto che complica ulteriormente il suo percorso. Il suo recupero, conclude il quotidiano, è stato lungo e complesso. Negli ultimi giorni il giocatore ha dovuto rallentare, non riuscendo più a forzare. A Formello si è tornati a predicare massima cautela: la fase di riatletizzazione non è ancora completata

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CALCIOMERCATO

Lazio, Noslin in uscita: trattativa con il Monaco

Il Monaco ha mostrato forte interesse per Tijjani Noslin. Sono infatti in corso i contatti con la Lazio per l’esterno olandese, come raccolto da Sky Sport.

Le parti stanno studiando la formula dell’operazione, e ragionano su un prestito con diritto oppure obbligo di riscatto.

Nel frattempo, dunque, il Monaco mantiene vivo l’interesse per l’ex Verona, i due club continuano a trattare.

Noslin ha giocato 16 partite tra campionato e Coppa Italia, entrando spesso a gara in corso: fin qui due reti e un assist per lui.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, Maldini con Sarri può fare la prima punta. Ecco le sue qualità…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La carriera di Maldini deve ancora iniziare. Ha delle giocate, ha fatto intravedere qualità tecniche ma ancora è poco. Deve migliorarsi. Qui il problema è capire come collocarlo. Non è un esterno d’attacco, né una prima punta; è più un trequarti, una seconda punta. Però lo puoi educare, allenare, a fare la prima punta. Lui è bravo a proteggere, a giocare di prima, a girarsi e calciare. Quindi per me con Sarri potrebbe essere una prima punta.

Nel dribbling e nel tiro in porta può diventare ancora più bravo. A livello tecnico, nello stretto, è più bravo di Isaksen; il danese quando si accende è bravo nella velocità.

Maldini può fare il passaggio chiave e poi è alto ma tecnicamente bravo anche nello stretto”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Romagnoli? Scelta per non indebolire la squadra. Con Sarri un confronto, poi decide il club…”

“Nei momenti di difficoltà emotiva è normale che emergano tensioni. La società c’è, anche quando non fa proclami”. A parlare è Claudio Lotito, presidente della Lazio, raggiunto telefonicamente da RomaToday. Dalle cessioni di Castellanos e Guendouzi al caso Romagnoli che ha tenuto sulle spine tutto il popolo laziale, passando per il rapporto con Sarri e i nuovi innesti, per finire alla violenza ultras. Ecco le parole del numero uno del club capitolino ai nostri microfoni.

Caso Romagnoli, Presidente, non è stato un clamoroso dietrofront?

No. È stata una decisione meditata. La Lazio ha valutato con attenzione tutti gli elementi economici, tecnici e ambientali e ha scelto di non indebolire la squadra. Nel calcio di oggi non è affatto scontato, e crediamo sia una scelta di responsabilità. Alessio è un professionista sotto contratto ed è un punto di riferimento per questa squadra. La società ha ritenuto che, in questo momento, la sua permanenza fosse fondamentale per il gruppo. Le dinamiche personali si gestiscono internamente, nel rispetto reciproco e dei ruoli. Il bilancio non si tutela solo vendendo. A volte si tutela mantenendo la solidità sportiva. La Lazio non fa scelte di corto respiro che rischiano di compromettere la stagione.

Quindi non c’è una squadra in svendita come pensano tanti tifosi?

No. Non c’è alcuna squadra in svendita. La Lazio ha fatto valutazioni ponderate, tenendo conto degli aspetti economici e tecnici, scegliendo consapevolmente di non indebolire il gruppo e, soprattutto, di non mortificare le qualità di chi fa parte di questa squadra, che tra molte difficoltà è arrivata fino a questo punto. È una scelta di responsabilità, non di dismissione.

C’è uno scontro aperto con Sarri?

No. C’è un confronto, che è una cosa diversa. La Lazio ascolta il proprio allenatore e poi decide assumendosi la responsabilità delle scelte. Trattenere Romagnoli è un segnale chiaro di attenzione al progetto tecnico, non il contrario. Finita la distrazione del mercato, sono sicuro che ci sarà una serenità diversa e, come ho già detto altre volte, il campo tornerà protagonista.

La squadra sembra disorientata, Zaccagni ha parlato di solitudine…

Nei momenti di difficoltà emotiva è normale che emergano tensioni. La società c’è, anche quando non fa proclami. Le risposte più forti arrivano con le decisioni, non con le parole. In meno di trenta giorni stiamo affrontando una sessione di mercato che avremmo dovuto fare in estate: sono arrivati Motta e Maldini e il mercato chiuderà il 2 febbraio.

Gli episodi di violenza ultras danneggiano l’immagine del Club?

Sono episodi gravissimi che danneggiano prima di tutto la Lazio. Proprio per questo il Club li condanna senza attenuanti e collabora attivamente con le autorità competenti. La Lazio è altro rispetto a chi usa il calcio come pretesto per la violenza: un fenomeno che non riguarda solo il nostro Club, ma l’intero calcio italiano. Quanto accaduto non riflette il vero spirito del tifoso laziale, che anche nei momenti di contestazione continua, in tanti modi, a stare accanto alla squadra e alla Società”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Madini se la gioca: scommessa di qualità nelle mani di Sarri

Daniel Maldini è pronto a iniziare la sua nuova avventura con la Lazio. Il centrocampista offensivo è arrivato nella capitale nella serata di ieri e oggi svolgerà le visite mediche prima della firma sul contratto. Un’operazione fortemente voluta dalla dirigenza biancoceleste, che vede nel classe 2001 un profilo ideale per rinforzare la rosa con qualità, duttilità e margini di crescita importanti.

Maurizio Sarri ha dato il suo via libera all’operazione, convinto di poter valorizzare Maldini nel suo sistema di gioco. Il tecnico apprezza la capacità del giocatore di muoversi tra le linee, legare il centrocampo all’attacco e garantire soluzioni diverse sulla trequarti. Per Maldini si tratta di una grande occasione: la Lazio rappresenta il contesto giusto per consacrarsi definitivamente in Serie A.

Formula e prospettive

L’accordo prevede un investimento complessivo significativo, con riscatto fissato a 14 milioni di euro che scatterebbe in caso di qualificazione europea. Un segnale chiaro della fiducia del club nel progetto tecnico e nel valore del calciatore. Maldini arriva con l’obiettivo di ritagliarsi spazio, crescere e dimostrare continuità, dopo stagioni altalenanti ma ricche di spunti.