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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Piscedda: “Per formare giocatori servono strutture pubbliche. Dei presidenti non mi fido” (AUDIO)

Oriundi, Massimo Piscedda a ‘SVB’

“Gli oriundi non sono un errore, ma sono la certificazione del fallimento dei settori giovanili italiani. E’ paradossale che tu vada a cercare fuori ciò che si può trovare tranquillamente in casa se lo si vuole. Oriundi come Jorginho ed Emerson non è possibile che non si riesca a farli venire su dai settori giovanili.

In paesi come l’Argentina si sfornano ancora giovani perché è diverso il contesto sociale: lì si gioca ancora per strada ed è la strada l’inizio della carriera di quasi tutti questi giocatori. Da noi no.

In Italia ci vogliono infrastrutture e ci vuole gente che invece di rubare i soldi, li fa fruttare. Basterebbe fare strutture comunali, magari gestite dalla scuole pubbliche dove i ragazzi possono giocare e crescere e mettersi in mostra.

Il problema è che non si investe in queste cose e in più non si gioca più per strada.

Dal punto di vista regolamentare ormai non si può più fare nulla per i settori giovanili perché bisognerebbe resettare tutto e fare scelte impopolari che sarebbero avversate da tutti. Ormai i buoi sono scappati.

Ciò che si può fare è trovare gente preparata a cui affidare ciecamente tutto il settore giovanile, ma in pochi lo fanno.

Immaginate che in Olanda squadre come l’Ajax investono 20 milioni di euro l’anno per il settore giovanile. Le cose non vengono su per caso. L’obiettivo dovrebbe essere semplicemente quello di creare giocatori che poi possono essere usati per la prima squadra o venduti per fare soldi. In serie A non si arriva a spendere nemmeno 10 milioni per i settori giovanili, figuriamoci 20…”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Mercato e cessioni vanno decise ora. Lo stallo Tare-Sarri va risolto da Lotito al più presto” (AUDIO)

GIANNI BEZZI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Bezzi a Radiosei: “Il derby è stata una partita giocata con grande intelligenza, preparata benissimo da Sarri. Ottima reazione della squadra dopo l’uscita dalla Conference, che ha dimostrato che quando c’è da sfoderare la prestazione importante contro una big, lo fa sempre. Purtroppo a volte ci accendiamo a intermittenza.

La Roma l’ha messa sul piano dell’aggressività e noi li abbiamo respinti colpo su colpo. Dobbiamo trovare però continuità e Monza è la prova del nove per capire se la sosta ci abbia danneggiato e se la consapevolezza di essere dentro la Champions a tutti gli effetti, può darci pressioni pericolose.

Attualmente ho una sola preoccupazione: la situazione interna alla Lazio relativamente al futuro di Tare, è un problema ulteriore. Già la Lazio è sempre stata lenta con rinnovi, cessioni e mercato, con questo stallo rischia di diventare un problema vero. Mercato e rinnovi vanno decisi adesso, non dopo Pasqua, a giugno o non so quando. Bisogna darsi una mossa e darsi una prospettiva futura. Rimandare sempre, in una situazione di incertezza come quella di adesso è un problema. Lotito stesso dovrebbe dare un segnale importante su quale sia la direzione del club”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Ciro è tornato: oggi ultimo giorno di protocollo e domani in gruppo” (AUDIO)

Giulio Cardone a ‘QUELLI CHE…’ su Ciro Immobile

Ciro sta tornando alla grande. Oggi è l’ultimo giorno di protocollo programmato per recuperarlo al meglio e che lui sta rispettando al meglio agli ordini dei preparatori atletici. Se oggi tutto va bene, Ciro domani si unirà al gruppo per iniziare a lavorare con la squadra e preparare il match di domenica alle 15 al Brianteo.

Marusic domenica sarà squalificato, Hysaj va atteso al ritorno dalla Nazionale, ma se sta bene sarà lui in campo. Ci potrebbe essere un ballottaggio Lazzari/Pellegrini, ma con il primo strafavorito. Ha delle chance, ma Lazzari se fosse scavalcato anche da Luca Pellegrini non sarebbe facile per lui digerire una cosa del genere. Ecco perché per me i terzini saranno Hysaj e Lazzari salvo problemi fisici.

A Monza dovranno essere in forma Zaccagni e Anderson sulle fasce perché ci sarà da lavorare molto per servire al meglio Immobile. All’andata facemmo una enorme fatica e non sappiamo nemmeno noi come abbiamo fatto a vincere. Venivamo da un derby vinto, ma molto dispendioso. Questa volta veniamo da due settimane di riposo seppur non per tutti.

L’unica cosa che mi manca è un gol decisivo nel recupero, per il resto credo che abbiamo recuperato i punti persi male con Samp ed Empoli”.

Alessio Buzzanca

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APPROFONDIMENTI

Levante: la RFEF gli assegna lo scudetto del 1937. La Figc cosa aspetta a fare altrettanto con la Lazio?

La Federazione spagnola ha assegnato il titolo Levante per il campionato vinto nel 1937.

Levante. Nel 1937 nonostante la guerra civile, nei territori spagnoli ancora non controllati dal regime franchista, si disputò ugualmente un campionato di calcio. La Copa de la España libre – come fu battezzato il torneo – venne vinta il 18 luglio 1937 dal Levante, ma il titolo non venne mai riconosciuto.

O almeno non fino a due giorni fa: sabato 25 marzo, dopo una lunga battaglia con la Federcalcio spagnola, il club di Valencia si è visto riconoscere ufficialmente quello che ad oggi è diventato il primo e unico titolo della sua storia.

In Italia la Lazio sta provando da anni a veder ripristinata la verità relativa al titolo di Campione d’Italia 1914-1915, ma senza risultati.

La Figc nonostante il parere positivo del famoso collegio dei saggi, è totalmente immobile e sorda di fronte alla caterva di prove inoppugnabili che mettono la Lazio sullo stesso piano del Genoa a cui lo scudetto del 1915 è stato ufficialmente assegnato. A questo punto le strade percorribili dovrebbero essere due: o revocare lo scudetto al Genoa e lasciarlo non assegnato, o dare l’ex aequo alla Lazio che all’interruzione di campionati a causa della guerra era nella stessa identica situazione del Genoa rispetto allo scudetto.

Gravina è evidentemente troppo impegnato ad ascoltare cori allo stadio…

Alessio Buzzanca

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‘SVB’ – Piscedda: “Zaccagni non si è comportato bene in Nazionale. Lo avrei tenuto un anno e mezzo fuori” (AUDIO)

Massimo Piscedda a ‘SVB’ sulla Nazionale

“Secondo me la Nazionale doveva divertire un po’ di più. Quella vista ieri non è la squadra titolare. Per me Chiesa, Berardi e Immobile sono i titolari, così come Barella, Tonali, Di Lorenzo, Romagnoli… ottimi giocatori, ma non fenomeni. Questi siamo.

Zaccagni non si è comportato bene in Nazionale, ma sono certo che Mancini lo richiamerà. Se capitava con me, per come sono fatto io, rimaneva un anno e mezzo a casa. Mancini è più buono.

Ha ragione Alberto Rimedio: nelle movenze Retegui mi ricorda Immobile. Non ha grande qualità nel controllo e nel dribbling, ma ha temperamento, attacca la profondità e ha fiuto del gol. Poi per carità gli auguro di fare la metà della carriera di Ciro e già sarebbe tantissimo. Ieri di certo non era un test probante, vediamo il futuro. Non affrettiamo giudizi dopo appena due partite in Nazionale. Inutile fare paragoni perché è solo all’inizio. Ad esempio in prospettiva vedo più Colombo del Lecce in Nazionale che Retegui. Spero anzi che gli italiani non oriundi diventino più forti di Retegui perché non stiamo parlando di un top player.

Se non riusciamo a produrre nei settori giovanili calciatori come Emerson, Jorginho o Retegui, vuol dire che stiamo lavorando male perché questi non sono fenomeni. Il fallimento non è vederli giocare in Nazionale, il fallimento è non produrre giocatori almeno di questo livello provenienti dai nostri settori giovanili”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “Derby perfetto. Non siamo caduti nelle provocazioni. Mercato? Terrei solo 14 giocatori” (AUDIO)

Eernesto Calisti a ‘QUELLI CHE…’

Ernesto Calisti a Radiosei: “La Lazio questo derby lo ha vinto dappertutto. Dalla preparazione in settimana alla partita stessa. E anche le provocazioni del loro allenatore hanno sortito l’effetto giusto. Noi siamo rimasti in silenzio e abbiamo aspettato il momento giusto per consumare la vendetta sportiva.

Non ho mai avuto la sensazione che la Roma potesse farci gol. Anche in parità numerica secondo me la Lazio avrebbe vinto il derby e lo ha dimostrato la prima mezz’ora quando eravamo ancora undici contro undici.

Dopo l’espulsione la Roma ci ha provato in tutti i modi a provocarci per ripristinare la parità numerica. Noi abbiamo resistito e siamo stati pazienti, sia dal punto di vista delle emozioni che da quello tattico.

Luis Alberto è stato tatticamente perfetto. Partita fantastica la sua. Ha anche provato la soluzione dalla distanza. Anche il fatto che i tre davanti si siano scambiati continuamente posizione, ha aiutato la Lazio a fare una grande partita perché non hanno dato riferimenti a Smalling e Mancini che se non li hanno, vanno in difficoltà.

Per quanto riguarda Cancellieri, è un calciatore che ha buone prospettive, ma ancora deve formarsi.

Mercato e seconde linee? Abbiamo tredici titolari a cui aggiungere Cancellieri. Tutto il resto faccio fatica a trovare giocatori che possano darci una mano. Per me non ci si può contare e andrebbero ceduti”.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Onorato: “A breve decideremo sul Flaminio. Lazio libera di costruire altrove” (AUDIO)

Stadio Flaminio, l’assessore Alessandro Onorato a ‘QUELLI CHE…’

“Parlando di impianti, è inutile discutere di Flaminio se il progetto non c’è. Il Comune di Roma è pronto ad affiancare e supportare il progetto, a seguire l’iter. Ma se il progetto non c’è, non possiamo parlarne. Ovviamente il presidente Lotito è liberissimo di prendere o non prendere in considerazione il Flaminio, ci mancherebbe. Non vogliamo darlo per forza alla Lazio. Anzi, se Lotito avesse intenzione di farlo altrove, ci dicesse dove e siamo pronti a dare la stessa attenzione che abbiamo dato alla Roma. Lazio e Roma con stadi di proprietà sono un miglioramento importante.

Fare uno stadio non è una passeggiata, ecco perché è giunta l’ora di non parlare del Flaminio tanto per parlarne. Ci sono troppe cose in ballo, troppi problemi da risolvere per banalizzare.

Se la Lazio non mostrerà interesse, troveremo comunque un modo per ristrutturare il Flaminio. Tanto più che lo abbiamo messo tra le opere per i prossimi Europei di calcio. Speriamo ovviamente di andare comunque a dama e di restituire l’impianto alla città e di esserci per vederlo.

In chiusura, fortunatamente al Parco Lenzini la targa è al suo posto e speriamo possa rimanere lì tranquilla per sempre.”

Alessio Buzzanca

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CITTA'

Mario Brega, una targa per commemorare l’attore, grande tifoso laziale

Il Municipio XI di Roma attraverso il sito ufficiale del Comune di Roma fa sapere che sabato 25 marzo alle 16, in via Oderisi da Gubbio 18, verrà scoperta una targa per ricordare l’attore Mario Brega che ha vissuto nel quartiere Marconi fino alla morte, avvenuta nel luglio del 1994. Brega, grande tifoso laziale è diventato una vera icona del cinema brillante e non solo.

A cento anni dalla nascita il Municipio Roma XI ricorda l’attore romano, noto per le interpretazioni nei film di Sergio Leone e Carlo Verdone rimaste impresse nell’immaginario collettivo.

Alla cerimonia parteciperanno il sindaco Roberto Gualtieri, il presidente dell’XI Municipio Gianluca Lanzi, l’attore e regista Carlo Verdone e i nipoti dell’attore Brega.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Gagliardini e Gabbiadini non penso siano nel progetto tecnico di Sarri”

Cardone: Gagliardini solo suggestione

“Gagliardini e Gabbiadini sono stati accostati alla Lazio non per reale notizia di mercato, ma per suggestione dovuta al fatto che Sarri vuole giocatori italiani con la maglia della Lazio. Possiamo dire che Gagliardini è un Vecino che non ce l’ha fatta.

Sarri non chiede giocatori come questi. Al limite Gabbiadini potrebbe essere preso in considerazione, ma vanno seguite le indicazioni di Sarri.

So che Lotito incontrerà Sarri a breve proprio per pianificare il mercato, so che Sarri ha già chiesto due centrocampisti di gamba. La cosa principale è capire chi farà il mercato estivo e bisognerebbe saperlo prima possibile. Romagnoli e Felipe Anderson sono due esempi del fatto che Tare e Sarri possono coesistere, ma bisogna prendere una decisione.

Credo sarà molto difficile rivolgersi al mercato italiano per cercare una punta per dare una mano a Immobile. Se persino la Nazionale deve andare a pescare un oriundo argentino per sostituirlo…

Dobbiamo farci una domanda: se la Lazio avesse preso Bonazzoli, avrebbe giocato lui o Felipe Anderson come falso nove? Secondo me avrebbe giocato il brasiliano come attaccante. Poi per carità, ti avrebbe dato un cambio in più soprattutto come ala destra dato che lì ci può giocare. Ma alla fine in mezzo avremmo sempre visto Anderson”.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Calleri: “Papà era orgoglioso dell’affetto dei laziali. Carattere duro, ma gli devo molto” (AUDIO)

Riccardo Calleri a ‘QUELLI CHE…’

Riccardo Calleri a Radiosei: “A papà faceva molto piacere che a Roma fosse ricordato con così tanto affetto. Quando poteva, ritornava nella Capitale e questa cosa lo inorgogliva. Il rapporto tra noi due era lo stesso che lui aveva con gli allenatori (ride). Mi ha insegnato molto a modo suo ed era molto duro di carattere, anche nei rapporti familiari.

In realtà riusciva anche a creare rapporti eccellenti con i giocatori. Ad esempio in qualche contratto di giocatore che fece, se lo prendeva a benvolere si sbagliava e pagava anche di più. Se c’era fiducia, mollava i freni inibitori.

L’idea di Gascoigne nacque per la competenza calcistica di papà. Lui vedeva partite di squadre di tutto il mondo. Per quanto riguarda Thomas Doll, purtroppo aveva problemi fisici e nonostante questi è stato un giocatore straordinario. Se non li avesse avuti sarebbe stato un calciatore di livello mondiale.

Tutte le idee e le follie di mio padre un po’ si confrontavano con Regalia e con mio zio Giorgio e questo alla fine funzionava: era il connubio perfetto di lavoro. Mio padre guardando giocatori in tutto il mondo – così come Regalia – si confrontava e da lì nascevano le idee. Mio zio invece seguiva più gli aspetti tecnici societari.

L’epilogo della storia di mio padre alla Lazio coincide con la malattia e la morte di mio zio. Forse papà non avrebbe lasciato la Lazio se non fosse stato così travagliato quel periodo. Chissà.

Dino Zoff preso dalla Juventus fu un’altra intuizione di papà: aveva appena vinto la Coppa Uefa con la Juve e aveva molte possibilità di trovare squadre di livello, ma papà fu molto convincente e gli fece sposare il progetto Lazio.

Per quanto riguarda la Lazio di oggi non ho messo lo zampino nelle decisioni attuali di mercato. Ma Ciro Immobile per me è un vero campione, probabilmente un po’ sottovalutato”.

Alessio Buzzanca