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‘QUELLI CHE…’ – Insegno: “Lazio, ci devono dare la possibilità di sognare. A Baroni andavano fatti ponti d’oro, invece…” (AUDIO)

PINO INSEGNO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Io ho conosciuto molto bene Marco Baroni, lavoro nella comunicazione da anni. A lui ho fatto i miei complimenti, ho trovato una persona straordinaria, che soffre ancora per aver abbandonato quella panchina. A lui andavano fatto i ponti d’oro e quando a gennaio chiede un aiuto sul mercato, glielo devi dare.

Noi non vogliamo vincere la Coppa dei campioni, però vogliamo sognare: la Lazio è nostra, è dei tifosi; è un cuore che va alimentato, ci devono dare la possibilità di sognare.

Qui la comunicazione non c’è, tu non puoi far fuori un uomo come Baroni che ha fatto benissimo. Lo hanno allontanato: lui ha fatto di una squadra un gruppo, non è stata fortuna. Il tutto non avendo grandi leader, con Zaccagni bravissimo ma in calando. Lo scorso anno con tre competizioni siamo arrivati dove siamo arrivati, quest’anno con una gara a settimana la squadra gli si poteva lasciare a Baroni.

Perché chi va via non ci saluta più? Nedved? Beppe Signori, gli hanno rubato 10 anni di vita sportivo: riprendilo, riportalo a Roma”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Coraggio, spettacolo e risultati: così si riporta entusiasmo. E sull’obiettivo stagionale…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La Lazio non si è qualificata per l’Europa ma ha fatto bene fino all’ultimo; quest’anno l’obiettivo è fare qualcosa in più, mi aspetto che con Sarri e questa rosa si faccia meglio.

Il target è lottare fino all’ultimo per le prime 4 posizioni. Se il tecnico non reputa questo gruppo pronto, deve intervenire.

Patric e Gila terzini? All’occorrenza sì.

Se è vero che alcuni giocatori della Lazio hanno mercato, e si parla anche di 30 milioni, devono essere lasciati andare.

Coraggio, spettacolo e risultati: così si riporta entusiasmo. Altrimenti si dovrebbe passare da un buon mercato, ma sappiamo che non può accadere”.

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‘SVB’ – Oddi: “Servono almeno due innesti, tutto dipenderà dalla società” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Dobbiamo aspettare a quello che succederà, io mi aspetto qualcosa da parte la società: so delle problematiche che ha il club, ma questa squadra va rinforzata.

Nella passata stagione questa rosa ci ha fatto vedere buone cose, ma siamo arrivati settimi.

I tifosi sono amareggiati, bisogna vedere come si comporterà la società. Dipende tutto da Lotito e dal direttore sportivo. Riprendere Sarri era la miglior mossa possibile e credo abbia voluto garanzie. 

Ad ogni modo, a breve il mercato entrerà nel vivo: io cerco di essere sempre positivo. Aspetto fiducioso che intervenga la società, per migliorare la passata stagione servono un paio di innesti di livello”.

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Lazio, buone notizie da Patric: riabilitazione completata, con Sarri confida nel rilancio

Ha concluso la stagione anzitempo e ora vuole riprendersi la Lazio: Patric vuole tornare protagonista con Sarri.

Prima le terapie conservative per alleviare il dolore, poi l’operazione: Patric fino a dicembre ha giocato con il fastidio alla caviglia ma poi si è dovuto arrendere all’intervento che lo ha tenuto fuori per la parte restante della stagione.

La “nuova” Lazio di Sarri ripartirà dai senatori e lo spagnolo confida nel tecnico toscano per rilanciarsi. Come ripota il Corriere dello Sport, il difensore sta completando la riabilitazione cominciata ad aprile. Con il toscano Patric ha avuto una “seconda vita” da centrale nella difesa a 4 e spera di potersi ripetere con buone prestazioni. Tra i due inoltre anche grande feeling e rispetto, come testimoniato dalle parole dell’uno verso l’altro e dalla “lettera” di saluto che il difensore scrisse sui social quando Sarri decise di dimettersi.

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Lazio, 30 giocatori in rosa e un solo under 22: obbligatorie 7 uscite

Mercato bloccato, esuberi da piazzare. La Lazio deve lavorare prima alle uscite, che tra l’altro restano obbligatorie per poi poter pensare a qualsiasi altro movimento.

Sono quattro i calciatori che rientreranno dal prestito e, come riporta il Corriere dello Sport, Kamenovic, resterà fuori rosa, Cancellieri ha mercato in Serie A (lo ha chiesto il Cagliari), Fares si può sistemare in Grecia e poi c’è da valutare il destino di Cataldi (è un prodotto del vivaio, non intaserebbe la lista).

Al momento la Lazio ha in rosa 30 calciatori, un solo under 22 che è Belahyane, e Sarri punta a sfoltire il gruppo; considerando anche che non ci saranno le competizioni europee da giocare, il tecnico vorrà lavorare con, più o meno, 23 calciatori.

Come sottolinea il quotidiano, la vera criticità riguarda gli over: sono disponibili, per ogni club, 17 slot. La Lazio ne ha 20 lasciando Provedel, Romagnoli, Rovella e Zaccagni in quota “italiani”. Serve cederne, altrimenti alla conclusione del mercato diventerebbero esuberi. Il primo in uscita è Basic, rischiano Tchaouna e Noslin ma la decisione spetterà all’allenatore dopo un’attenta valutazione da fare durante il ritiro.

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Lazio, serve il nuovo Luis Alberto. E’ caccia alla mezzala sinistra: la lista

Sarri cerca una mezzala sinistra, un calciatore tecnico e in grado di aiutare con qualche marcatura.

Al momento nessuna mossa è stata effettuata sul mercato: la Lazio dovrà vendere prima di provare ad acquistare. Intanto il tecnico toscano e la società baincoceleste studiano i profili più adatti alla “nuova” Lazio. Tra le priorità c’è sicuramente quella di portare a Roma una mezzala sinistra.

Come riporta Il Messaggero, la richiesta del Comandante non cambia: alla Lazio formato 2025-26 serve disperatamente un numero 10 stile Luis Alberto, ma con maggiore disponibilità al sacrificio in fase difensiva. Come mezzala sinistra al momento c’è solo Dele-Bashiru, che tra l’altro sarà tra gli osservati speciali da inizio ritiro.

Tuttavia, vincolati ad una cessione illustre come quella di Rovella ci sono diversi nome che la Lazio sta prendendo in considerazione per il centrocampo: il sogno, si legge, è Frattesi. Nel frattempo a Formello si continuano a monitorare molti altri profili giovani dall’estero: in primis Sulc, affrontato in Europa League contro il Viktoria Plzen, mentre in Francia piace El Aynaoui del Lens. Al capitolo baby talenti invece spicca Nypan; classe 2006 appena acquistato dal Manchester City, ma che potrebbe essere girato in prestito per farsi le ossa. È dello stesso anno Miller del Motherwell, finito nei taccuini di Fabiani assieme a Rigg, 2007 del Sunderland.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Voglio vedere una squadra con fame e coraggio, Sarri è il garante” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Lo scorso anno la Lazio ha iniziato un percorso importante, lasciando partire diversi big e ripartendo con un progetto; ha fatto bene in questa stagione e io vorrei continuare questo cammino.

A me interessa che la Lazio possa competere ancora a grandi livelli. Si parla tanto di idee, usiamole bene. E, in tutto questo, l’allenatore deve essere il garante: ha dichiarato cose importanti, è forte, bravo, quindi si può permettere di dire e fare determinate cose. Io voglio vedere di nuovo la squadra che lotta, entusiasma. Voglio vedere una squadra con fame, idee, coraggio, che non vive sulle mosse dell’avversario.

Non esiste il paragone Lazio-Napoli, la rosa ha un valore totalmente diverso. Serve un esame di coscienza, le colpe non possono sempre essere degli altri. Poi De Laurentiis ha grandi meriti ma anche Lotito ne ha fino ad un certo punto. La Lazio è stata brava solo fino ad un certo punto, poi no”.

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Lazio, riecco Cataldi: nuova destinazione o permanenza a Roma? La situazione

Da Colpani a Gudmundsson, passando per Danilo Cataldi: la Fiorentina non riscatta nessuno dei sette prestiti.

Da giovane promessa della Lazio, dopo che ha militato nei settori giovanili biancocelesti, a punto fermo (o quasi) della Fiorentina di Palladino: la scorsa estate Danilo Cataldi ha salutato Formello per approdare a Firenze.

Erano gli ultimi giorni di mercato, il campionato era già iniziato, ed il centrocampista ha fatto la valigia per approdare in Toscana: ora il club viola non sembrerebbe intenzionato a riscattarlo per 4 milioni, quindi Cataldi tornerà, almeno per il momento a Formello.

Non è detto però che il classe ’94 rimanga a Roma, la società capitolina potrebbe valutare altre destinazioni per lui qualora arrivassero offerte.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, Sarri lo aveva rilanciato trovandogli una collocazione da regista, ruolo in cui però non si è mai definitivamente imposto. Ora davanti a lui ci sono Rovella e Belahyane, acquistato a gennaio dal Verona; Cataldi partirebbe da terzo nelle gerarchie. Resta poi tutta da valutare l’ipotesi di un suo utilizzo da mezzala, vice Guendouzi. 

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Lazio, la storia si ripete: la priorità resta sfoltire, ma intanto i profili individuati si accasano…

Mercato fermo per i biancocelesti ma nel frattempo le altre squadre iniziano a muoversi.

Come ogni sessione estiva di mercato che si rispetti, la Lazio dovrà fare i conti con gli esuberi: anche quest’anno, senza cessioni, è impensabile pianificare le entrate. E stavolta però i paletti sono ancora più stringenti. La Lazio, ribadisce Il Messaggero, si ritroverà dal 10 luglio per i test fisici, ad oggi senza volti nuovi a causa dell’indice. La società minimizza e parla di ostacolo risolvibile, ma intanto i profili individuati rischiano di accasarsi altrove. L’attacco è in sovrannumero e Oyarzabal resta una suggestione, in stand-by i discorsi sulla mezzala. Il primo innesto di Sarri sarebbe un terzino da adattare in fretta (in lizza anche Gaaei e Martin). Prima, però, serve sfoltire.

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Lazio, rammarico coppe ma c’è un dato confortante che riguarda l’era Lotito

La stagione ripartirà senza coppe dopo ben 9 anni e la speranza in casa Lazio è che l’annata con una sola gara a settimana possa portare risultati concreti.

Sono anni in cui la Lazio non fa un passo in avanti, eccezion fatta per il secondo posto ottenuto da Sarri, i ricordi più belli sono legate alle coppe vinte quando in panchina c’era Inzaghi. Negli ultimi tempi, sottolinea Il Messaggero, la rosa biancoceleste oscilla tra ottavo e nono posto sia per valore di mercato che per prezzo d’acquisto; superata dal Bologna e agganciata dalla Fiorentina. Delle prime 9 della classe la Lazio è con i viola l’unica squadra senza trofei nell’ultimo lustro, ma anche l’unica a non aver neppure disputato finali (contro le 3 dei toscani).

Tuttavia c’è un dato che ‘conforta’: le 5 stagioni senza Europa dell’era Lotito, si legge, hanno visto la Lazio protagonista e portato in dote qualificazioni europee e percorsi brillanti nella coppa nazionale. L’ultima Lazio impegnata solo in Italia (nell’2016/17) chiuse da quinta e perse in finale di coppa Italia con la Juve (2-0). Proprio come la Lazio di Pioli nel 2015, ko con la Vecchia Signora (2-1) all’ultimo atto ma terza alla fine. Nel 2010-11 la formazione di Reja fini a pari punti con l’Udinese quarta e vide sfumare la Champions per gli scontri diretti. Anche Delio Rossi riuscì – 2 volte – a rendere prolifica l’annata senza impegni infrasettimanali, prima centrando l’approdo in Champions (2006-07), poi conquistando la Coppa Italia contro la Sampdoria nel maggio 2009.