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RASSEGNA STAMPA

Lazio, destino Tavares: quel blocco dal sapore di svolta

Il destino un giocatore, a volte, è appeso a un filo, a una porta che si chiude un istante prima del suo passaggio. È la storia di Nuno Tavares alla Lazio, un racconto di “sliding doors” che ha trasformato un addio quasi certo in una permanenza forzata, e ora potenzialmente trionfale. Data la scarsa compatibilità iniziale con lo stile di gioco del “Comandante” Sarri, la sua cessione sembrava l’unica conclusione logica.

La società biancoceleste si era mossa d’anticipo, quasi programmando la sua partenza. A fine maggio, la Lazio aveva esercitato il riscatto dall’Arsenal non tanto per blindare il giocatore, quanto per posizionarlo strategicamente sul mercato, pronta ad ascoltare offerte durante la mini-finestra di mercato (1-10 giugno) legata al Mondiale per Club. L’intuizione si rivelò corretta: l’Al-Hilal, spazientito dai tentennamenti per Theo Hernández, si fece avanti con un’offerta concreta da 35 milioni di euro.

Da Formello, però, arrivò un “no” che sorprese molti. Rifiutare una cifra simile per un giocatore in cima alla lista delle partenze sembrava una scelta clamorosa. La verità, tuttavia, risiedeva in un ostacolo insormontabile: il blocco del mercato imposto dalla Covisoc. Il muro eretto dal presidente Lotito a quel punto non era più una scelta, ma una necessità. Perdere un terzino sinistro del calibro di Tavares, capace di fare la differenza in Serie A (già 8 assist nelle prime dieci giornate della scorsa stagione), senza la possibilità di acquistare un sostituto, sarebbe stato un dramma sportivo. Lo riporta Il Messaggero.

Così, l’interesse manifestato a più riprese da top club come Inter, Juventus e Milan — con i rossoneri in pressing a maggio prima di virare su altri obiettivi come Estupiñán — è evaporato di fronte a una porta chiusa non dalla Lazio, ma dalle contingenze. Quel blocco ha cambiato tutto, costringendo il club e il giocatore a un nuovo inizio che, oggi, profuma di seconda occasione.

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SOCIAL

Lazio, altro spoiler? Il web svela la terza maglia della nuova stagione… (FT)

In casa Lazio, con il mercato bloccato, l’attenzione dei tifosi si concentra su uno degli appuntamenti più attesi della stagione: la presentazione delle nuove maglie. Dopo aver già svelato due delle tre divise previste, la società e lo sponsor tecnico Mizuno sembrano pronti a completare il quadro. Nelle ultime ore, infatti, sul web circolata un’immagine che anticiperebbe il design della terza maglia: protagonista è un elegante blu scuro, accompagnato dal ritorno dell’aquila vintage, già apparsa sulla divisa celebrativa per i 125 anni del club.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, test di fuoco in casa Gala: altra prova generale per Provstgaard

Galatasaray-Lazio sarà un test ancora più probante rispetto a quello con il Fenerbahce. I biancocelesti affronteranno una squadra forte, rodata e piena di entusiasmo. Sarà una prova di fuoco quella di Istanbul, con Sarri che si sta togliendo tutti i dubbi in vista dell’inizio del campionato.

Come riporta il Corriere dello Sport stamane, quella contro i turchi sarà una partita che fornirà già indicazioni importanti. “Solo il Gala” è lo slogan che è diventato virale tra i tifosi turchi dopo le parole di Osimhen al suo arrivo in aeroporto, mentre i biancocelesti lo hanno fatto loro per dirottare tutte le energie e le attenzioni di questo momento sul match contro i campioni di Turchia.

Sarà una sfida difficile, in un ambiente che si preannuncia infuocato, e Sarri in partenza si affiderà al 4-3-3. Vista l’assenza di Romagnoli in campionato per le prime due giornate (squalifica), il mister sembra orientato a rischierare ancora una volta la coppia centrale formata da Gila e Provstgaard. Entrambi stanno convincendo, ma Romagnoli resta una pedina centrale nei piani del tecnico.

Il centrale danese ha ricevuto parole di stima, elogio e considerazione da parte di mister Sarri, e questo sicuramente gli ha dato ancora più fiducia e stimolo per fare bene.

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SETTORE GIOVANILE

Lazio, da Ledesma a Lombardi: tutti i tecnici del settore giovanile

Tramite un comunicato ufficiale, la Lazio ha svelato chi saranno gli allenatori del settore giovanile. Ecco la nota del club. “La S.S. Lazio rende noto l`organigramma degli allenatori del Settore Giovanile per la stagione 2025/2026”:

-UNDER 18

Fabrizio Perrotti

-UNDER 17

Cristian Daniel Ledesma

-UNDER 16

Cristiano Lombardi

-UNDER 15

Alessio Fazi

-UNDER 14

Nazionali: Valerio Gualdaroni

Regionali: Edoardo Ragaini.

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AMICHEVOLI

Lazio, ora il Galatasaray di Osimhen: all’Ali Sami Yen sarà una bolgia

La Lazio sfiderà il Galatasaray nel secondo appuntamento turco, sabato 2 agosto alle ore 20.00. La prima uscita, contro il Fenerbahce, è costata una sconfitta, per cui ora i ragazzi di Sarri cercheranno di invertire la tendenza nel match contro Osimhen e compagni. L’atmosfera sarà infuocata. Gli spalti dello stadio Ali Sami Yen saranno completamente gremiti. Questo è quanto raccontano dalla Turchia e molto probabilmente questa sarà l’atmosfera che accoglierà i biancocelesti nella seconda uscita in terra turca. Più che un’amichevole, sembra l’anticipazione di una sfida di coppa.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, bene dietro e male avanti. Soffre l’assenza di un ‘dieci’, Rovella certezza anche per Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Pensavo che la Lazio avrebbe avuto molto più problemi contro la squadra di Mourinho ed in quell’ambiente così caldo. Ho visto spirito di gruppo, capacità di reggere l’urto, tono agonistico. Dal punto di vista tecnico-tattico è la classica situazione da bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Bene nell’organizzazione difensiva, male nella fase offensiva. La Lazio soffre tanto l’assenza di un numero dieci, un rifinitore che inventa la giocata, ma anche di un’ala che salti l’uomo alla Felipe Anderson.

Cancellieri ieri è andato molto male. Lui come velocità ed esplosività muscolare è giocatore interessante, ma a livello tattico, in termini di personalità e nell’efficacia fa molta fatica. Il titolare in quel ruolo è Isaksen, lo abbiamo capito ancor di più vedendo l’ex Parma. Il destino di quella fascia vedrà uno staffetta tra Isaksen e Pedro, è inevitabile.

Il tema del giorno riguarda quanto Rovella faccia fatica con il sistema di Sarri. Io confuto tutto, pur ammettendo che Cataldi ha caratteristiche ideali per questo modo di giocare, lui deve giocare, si parte da lui titolare. Poi il resto riguarda anche la sua crescita nell’interpretazione del ruolo. Quello che ho saputo è che, a prescindere dal ruolo, Rovella con Sarri giocherà sempre. Che sia da vertice basso o da mezzala, anche il progetto del tecnico toscano parte da lui. Questa non è una grande squadra, ma una buona squadra che ha bisogno di certezze. Rovella è uno di queste.

Tavares ieri alti e bassi, ma comunque sia segnali importanti. Ho visto bene anche Gila e Provstgaard, mentre Zaccagni si sta impegando a ritrovare la migliore condizione atletica. Bene, nelle circostanze in cui è stato chiamato in causa, Provedel“.

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AMICHEVOLI APPROFONDIMENTI

Lazio con applicazione, sterilità e carenze: non solo Dele, il centrocampo non crea e fatica sotto pressione. La qualità solo da Tavares e Zac

Premessa doverosa, il Fenerbahçe sta per giocarsi il suo destino Champions con il Feyenoord. È nettamente avanti nelle certezze e nella condizione. Si nota bene lo scarto durante il monologo dei primi 20’ dei turchi: la Lazio è passiva, pressa poco e male, la difesa resta bassa, c’è più attenzione alle mansioni piuttosto che a reagire, a scuotersi. Lavora tanto in fase di non possesso, ma il vero problema è la difficoltà a trovare uscite pulite dalla pressione collettiva dei padroni di casa. Questione di smarcamento dei centrocampisti, ma anche di qualitá nella gestione del pallone. È il punto debole di una mediana che corre tanto ma non brilla per tecnica. La stessa che servirebbe per sfruttare meglio il tentativo di riscatto della seconda parte di prima frazione. Ci sono più spazi, la manovra migliora, ma negli ultimi 30 metri si fa piatta. Scolastica. Pochi spunti, invenzioni, combinazioni orizzontali. Se non fosse per l’asse di sinistra Tavares-Zaccagni che accelera, duetta, crea presupposti, sarebbe notte fonda. Non basta: Cancellieri dall’altra parte è macchinoso (non salta mai l’uomo) Lazzari impreciso. Taty nervoso, non è mai in condizione di guardare la porta. Svaria, aiuta il centrocampo a trovare l’appoggio, poi peró Dele-Bashiru non arriva mai con i tempi giusti a riempire l’area. Spaesato il nigeriano, raramente nella posizione giusta. Evanescente lui, già determinanti nei recuperi, invece, Gila e Guendouzi. Aiuta anche a reggere l’urto la ritrovata serenità tra i pali di Provedel. Alla fine è più lui che imposta che Rovella. Si va diretti in avanti per aggirare il pressing di chi fa la gara. 

Le note positive: la squadra di Sarri nel complesso tiene botta, è già nel tessuto agonistico delle gare che contano, è applicata ma anche frenata. Un po’ dalle carenze tecniche, ma anche da uno spartito che ancora non va a memoria. La conseguenza: produzione offensiva sterile, poche occasioni da gol costruite, evanescenti tentativi verso la porta avversaria e poca convinzione nel dare intensità e costanza al pressing sui portatori. Un vorrei ancora poco sincronizzato, un ibrido che mantiene la posizione senza ancora una propria inclinazione. 

Non è un caso se in apertura di ripresa, Sarri cambia subito anche due/terzi di centrocampo. Fuori Dele e Rovella, dentro Cataldi e Vecino. C’è più ritmo, maggiore gestione, più recuperi e di conseguenza maggiore controllo della gara. Fino all’errore grave di Guendouzi che gestisce male sotto pressione e regala con un retro passaggio sciagurato l’1-0 ai gialloblu. Capitola nel suo miglior momento e la modalità ci riporta al difetto di inizio focus: la gestione del pallone dei centrocampisti – e non solo – quando l’avversario decide di togliere spazio e tempo di giocata. Tema che si ripropone anche quando c’è da inventare. Non si sfonda mai centralmente, alla fine non resta che girare a largo affidandosi alle corsie esterne. Presenti ma non ispirate. Un tiro in porta in 90’ e diverse possibilità potenziali non finalizzate per mancanze nell’ultimo passaggio sono la logica conseguenza. Ora si resta in Turchia, la prossima contro il Gala di Osimhen sarà ancora più complicata. C’è da lavorare, magari anche di valutare alternative tattiche. Ma alla fine sono i valori in gioco a rendere a concretizzare idee e possibili soluzioni. E neanche a dirlo, mercato e società in tal senso non possono essere d’aiuto.

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Lazio, Taty isolato: poco gioco, Sarri pensa al cambio modulo

Tanto, troppo digiuno. Non si rompe né con Taty né con Dia. Castellanos ha giocato di più, 60 minuti contro il Fenerbahçe. Un eremita in area. Non ha avuto un pallone. L’unico in profondità gliel’ha offerto Cataldi nel secondo tempo, mossa che spesso favoriva Immobile, sventato dal portiere Egribayat in uscita. Per il resto è rimasto sempre isolato, mai supportato dalle mezzali, mai è riuscito a far gioco con le ali né a riceverlo. Tutti lontani, compassati e intorpiditi, colpa dei carichi e dei movimenti non ancora sincronizzati. Taty, come spesso succede, s’è sbattuto a vuoto. Vagante tra reparti scollegati. Non sarà mai un centravanti pietroso, fermo al centro dell’area. E’ sempre mobile, volenteroso, propositivo, animoso, propulsivo quando c’è da garantire la prima pressione. Ma non basta mordere, bisogna colpire. E la Lazio continua a non farlo. I centravanti sono rimasti a secco, di rifornimenti e non solo di gol, contro la Primavera, contro l’Avellino, contro il Fenerbahçe. La spinta è aumentata nella ripresa con i turchi, ma non è bastata. Taty non ha il tremendismo dei centravanti cannoneggianti, è risaputo, ma qualsiasi attaccante in queste condizioni rimarrebbe isolato e desolato.

Manca palleggio, manca costruzione, la fitta trama del sarrismo non è favorita dalla condizione. La conseguenza è che davanti non si punge. L’unica occasione del primo tempo è nata da un lancio di Rovella per Cancellieri, il colpetto di testa non ha fatto paura a Egribayat. Taty non ha mai tirato, si è innervosito per l’atteggiamento dei turchi e dell’arbitro Küçük. Il nervosismo sarà cresciuto aspettando palloni giocabili, non uno che gli abbia permesso di stangare da lontano, di tirare da dentro l’area, di provarci di testa. Scatti, vampate, nulla di utile per essere pericoloso. Sarri sta lavorando sulla stabilità difensiva, ma ha perso pericolosità. Manca il collegamento tra centrocampo e attacco, nel 4-3-3 ha bisogno di una mezzala di costruzione, non c’è. Dele-Bashiru ieri girava a vuoto. Rovella non ha mai avuto il comando del gioco. Guendouzi solo faticatore. Così, davanti, come possono arrivare palloni? Qualcosa in più s’è vista nel secondo tempo, quando è entrato Cataldi, quando è toccato a Pedro, il più effervescente di oggi così com’era stato nel finale dell’anno scorso, quando Dia ha aperto un po’ il gioco abbassandosi sulla trequarti, favorendo sponde e inserimenti. Ma di tiri veri neppure l’ombra.

Lazio, Sarri valuta un cambio di modulo

Sarri riflette sul cambio di modulo, quantomeno per garantirsi un’alternativa. Il 4-3-3 ha dei limiti strutturali senza interventi di mercato, il 4-3-1-2 può consentire al tecnico di inserire un uomo che faccia da collante sulla trequarti. Un 10, Zaccagni o Pedro, che riesca a ricevere il pallone, a trasformarlo in occasioni e assist. Mau ci sta lavorando in allenamento, in partita non ha ancora dato il via all’esperimento, potrebbe farlo al ritorno dalla Turchia. Sabato si giocherà contro il Galatasaray, non c’è tempo per provare. Lo aveva detto Sarri nella conferenza di presentazione: «Per ora stiamo lavorando sul 4-3-3 per non mandare in confusione i calciatori, ma pensiamo anche ad altri sistemi di gioco», la traccia. Il 4-3-3 di oggi è senza luce, il 4-3-1-2 può garantirla a costo di tagliare un’ala. Al momento Isaksen, fermato dalla mononucleosi. Non ce la farà con il Como, deve fare tutta la preparazione. Venti giorni per trovare modulo e gol. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Lazio, Dele-Bashiru: “Nelle mani di Sarri per migliorare e fare grandi cose”

Sconfitta in amichevole con il Fenerbahçe per la Lazio di Maurizio Sarri. Ai microfoni di Lazio Style Channel, il centrocampista biancoceleste Fisayo Dele-Bashiru ha commentato il risultato del match: “È stata una partita non facile contro una squadra complicata, è stato un buon modo per mettere minuti nelle gambe e poter migliorare negli allenamenti”. 

Come va con Sarri?
“Le sensazioni sono positive, lo conoscevo ma so che continuando a seguirlo nel lavoro, potrò fare grandi cose”. 

Cosa senti di poter dare nella prossima stagione?
“Voglio migliorare ogni giorno e aiutare la Lazio a conquistare la Champions, ma anche nel crescere in zona gol”. 

Zaccagni ha detto che punta tanto su di te…
“Lo spero che vada così come ha detto, ora ci sono le amichevoli, un passo alla volta. Vogliamo fare una grande stagione”.

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CURIOSITA'

L’esperimento del Burnley: la sfida con la Lazio trasmessa in realtà virtuale

I tifosi del Burnley potranno prendere posto allo stadio Turf Moor per l’amichevole del prossimo fine settimana contro la Lazio, ma senza lasciare le proprie case. Il club neopromosso in Premier League sta infatti per diventare il primo al mondo a trasmettere una partita in realtà virtuale, permettendo ai fan di indossare un visore che li trasporterà direttamente nell’East Lancashire, ovunque si trovino nel mondo. 

Come riportato dal Daily Mail, in una mossa che secondo alcuni potrebbe rivoluzionare il modo di guardare il calcio, i Clarets hanno collaborato con gli esperti di VR di Rezzil per presentare quella che definiscono «una trasmissione immersiva in realtà virtuale, unica nel suo genere», dell’incontro di sabato con i giganti italiani. 

Chi desidera seguire l’azione ma non può recarsi allo stadio potrà indossare un visore VR. Poco prima del calcio d’inizio riceverà quindi il proprio «posto» con una vista panoramica dello stadio. L’offerta include anche la telecronaca in diretta e l’audio dello stadio, in quella che gli organizzatori descrivono come «un ambiente VR monoutente, progettato per una visione focalizzata e senza interruzioni» che «porta l’energia del Turf Moor direttamente nelle case di tutto il mondo». 

Il Burnley afferma che l’iniziativa colloca il club «all’avanguardia nel coinvolgimento dei tifosi e nell’innovazione digitale nel calcio, dimostrando l’impegno della società nell’abbracciare le tecnologie emergenti che migliorano l’esperienza dei sostenitori del gioco più bello del mondo». Il presidente Alan Pace ha aggiunto: «Riflette il nostro approccio lungimirante al coinvolgimento dei tifosi e il nostro impegno verso i sostenitori a livello globale. La nostra missione è offrire le migliori esperienze ai tifosi e, grazie all’ingresso nel mondo della realtà virtuale, possono avvicinarsi al gioco più che mai». 

Chi desidera guardare in VR la partita con inizio alle 15:00 avrà bisogno di un visore Meta Quest e dell’app Premier League Player. «Siamo entusiasti di collaborare con il Burnley FC e la Premier League Player per offrire ai tifosi un’esperienza calcistica davvero di nuova generazione», ha dichiarato Andy Etches, cofondatore di Rezzil. 

«La nostra tecnologia è da tempo utilizzata dagli atleti d’élite per affinare le prestazioni, e ora stiamo impiegando quella stessa tecnologia per metterla a disposizione dei tifosi. È un nuovo modo di guardare il calcio: è come avere un posto sugli spalti». Calcioefinanza.it