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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone (Vicedir. Rai1): “Incredulo dal derby, impallinati da una squadra senza gioco” (AUDIO)

Il vicedirettore di Rai1 ANGELO MELLONE in collegamento a ‘NMM’!

“Resiste ancora l’incredulità dopo la sconfitta nel derby. Neanche rabbia, sono basito per il modo in cui la Lazio l’ha giocato. Il secondo tempo è stato anche peggio, il plastico della sterilità. Credo che anche i tifosi della Roma fossero sorpresi dal modo in cui tutto fosse semplice. Zero reazione, zero proteste, atteggiamento inspiegabile visto il momento che ha accompagnato la squadra alla gara. Ci siamo fatti impallinare e prendere in giro da una squadra che non ha un gioco. Il secondo attacco del campionato non ha fatto neanche un tiro in porta. Continuo a restare basito, giocare così in un contesto emotivo del genere non ha spiegazioni. Gare simili la Lazio ne ha giocate, ma nella parte iniziale quanto tutto ancora doveva essere costruito”

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GIUDICE SPORTIVO

Squalifiche: Pedro out con il Sassuolo, multa per la Roma

In serie A, sono nove i calciatori squalificati dal Giudice sportivo (tutti per una giornata) a seguito delle gare dell’ultimo turno. Notizie non buone per Luciano Spalletti, che perde in un solo colpo Osimhen e Rrhamani per l’importante sfida di Bergamo contro l’Atalanta. La Juve che ospiterà l’Inter nel big-match, dovrà fare a meno di Luca Pellegrini, mentre la Lazio non avrà Pedro per la sfida casalinga al Sassuolo. Gli altri squalificati sono: Ostigard del Genoa, Henry del Venezia, Pablo Marì dell’Udinese, Parisi dell’Empoli e Pobega del Torino. Un turno di squalifica al tecnico del Venezia Paolo Zanetti per “aver pronunciato un’espressione blasfema al 10′ del secondo tempo”, comminata dopo la segnalazione della Procura federale, “acquisite ed esaminate le relative immagini televisive, di piena garanzia tecnica e documentale”. Tra le società , ammende a Napoli (5.000 euro), Atalanta e Roma (2.000 euro). Due turni al collaboratore tecnico del Cagliari Claudio Nitti e una al preparatore atletico della società sarda Giuseppe Pondrelli. Infine, ammenda di 5.000 euro con diffida a Edoardo De Laurentiis (Napoli): “per avere, al termine del primo tempo, entrando indebitamente nel recinto di giuoco non essendo inserito nella distinta di gara, rivolto una critica irrispettosa al Direttore di gara; recidivo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Centrocampo vera incognita del prossimo mercato…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La vera incognita del prossimo mercato della Lazio riguarda il centrocampo. Se la difesa va rifondata, i portieri andranno via a scadenza e l’attacco mantenuto, c’è invece una situazione ibrida per il settore mediano. Lì dipenderà da quanto accadrà sul mercato e dalle possibilità che avrà il club dal punto di vista economico. Non si può escludere una rivoluzione anche in questa zona visto che Leiva è a scadenza e saranno valutate offerte per gli altri. Questo preoccupa, perché anche la prossima stagione potrebbe diventare di costruzione forzata. Basic è uno dei classici giocatori che si fatica a capirli se gioca poco. Il croato era stato scelto dal Napoli in caso di cessione di Fabian Ruiz. Questa va sottolineato, dimostra anche una qualità riconosciuta”.

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RASSEGNA STAMPA

Soldi dell’autofinanziamento finiti proprio con un tecnico top: Lotito al bivio epocale

La sconfitta nel derby, la nona in questo campionato e la quinta senza dare segni di esistenza in campo (Milan, Bologna, Verona, Napoli e – appunto – Roma), oltre alle immediate eliminazioni dalla Coppa Italia (altro ko contro Pioli senza alcun tentativo di entrare in competizione) e dall’Europa League (firmata più dal Galatasaray, in picchiata nel campionato turco, che dal Porto dell’ex Conceicao), impongono un’attenta riflessione su quello che sta accadendo nella Lazio senza che il presidente Lotito e i suoi principali collaboratori lancino un segnale, se non altro in difesa del club e del suo allenatore, Maurizio Sarri. Il mutismo biancoceleste è stato assordante anche dopo la clamorosa “smanacciata” con cui Ibanez ha quasi rotto il naso a Milinkovic Savic in piena area: un eventuale rigore, subito dopo l’1-0 di Abraham, avrebbe forse rivitalizzato una squadra completamente assente anche quando avrebbe dovuto alzare il livello delle proteste, mentre Sergej perdeva sangue dal naso e chiedeva il sostegno dei medici. Un dettaglio, certo, in un derby straperso davanti a Mou, ma capace di far capire quanto la Lazio, intesa come entità e non come squadra, sia completamente lontana dalle normali attività di gestione.

Se Lotito si vanta, nel corso della sua estenuante battaglia con il presidente federale Gravina, di aver favorito l’elezione del suo candidato, Lorenzo Casini, alla presidenza della Lega, i tifosi e, forse, lo stesso Sarri, si aspetterebbero qualcosa di diverso a sostegno della Lazio. Magari un mercato più intelligente e competitivo di quello realizzato a gennaio, quando sono stati acquistati due giocatori poco graditi al tecnico (Kamenovic, mai utilizzato, e Cabral, una comparsata a Udine), oppure una difesa degli interessi della squadra dopo il derby, per quel fallo da rigore su Milinkovic; oppure ancora prima, quando il calendario aveva costretto i biancocelesti a giocare alle 12.30 della domenica dopo una partita di Europa League di giovedì notte, salvo essere dirottata al lunedì sera (contro il Venezia) quando dalla Coppa erano già stati sbattuti fuori. La sensazione è che il presidente viaggi da quasi un anno su un percorso diverso da quello della Lazio e, soprattutto, di Maurizio Sarri, che con grande ambizione aveva scelto per sostituire Simone Inzaghi. Abituato a gestire tutto con il fai da te, vivendo alla giornata e senza fare alcuna programmazione, Lotito sembra essere arrivato ad un bivio epocale perché proprio nel momento in cui si è affidato ad un allenatore top, ha finito i soldi dell’autofinanziamento, tanto da essere stato costretto a combattere con l’indice di liquidità prima ad agosto e poi a gennaio. Per dirla molto semplicemente, non c’è più cassa in grado di sostenere una gestione ambiziosa a causa delle operazioni, assolutamente nefaste, realizzate nei mercati precedenti (almeno due) dal ds Tare, che secondo alcune indiscrezioni starebbe addirittura firmando un nuovo contratto pluriennale. Inutile, poi, ricordare quanti giocatori se ne andranno a parametro zero (tra cui titolari come Luiz Felipe e Strakosha) perché il club non li ha accontentati e quanti sono stati prima acquistati a caro prezzo e dopo piazzati in prestito in giro per l’Europa senza alcun futuro: rientreranno tutti a Formello, molti anche con una retrocessione sul groppone, e diventeranno di nuovo esuberi pesantissimi dal punto di vista economico.

Sarri, che sta cercando faticosamente di trasformare una squadra poco adatta alle sue idee (l’anno scorso di questi tempi la Lazio aveva 55 punti e una partita da recuperare, mentre adesso ne ha solo 49 e le rivali per l’Europa sono aumentate), ha bisogno di essere sostenuto in tutto e per tutto. O ci credi o non ci credi, questo deve capire Lotito, che nella cena di Natale sventolò davanti alla squadra un nuovo contratto per Mau che non esisteva e di cui non ha più parlato, almeno fino ad oggi. Tanto da far riflettere Sarri sull’ipotesi di una separazione alla fine della stagione: con che garanzie può ripartire il tecnico, se nemmeno la dolorosa e inevitabile cessione di Milinkovic Savic al miglior offerente potrà sanare i conti, garantendo l’iscrizione al campionato ma anche un mercato di alto livello? Non c’è più solo una questione tecnica da affrontare, quindi vendere talenti come il serbo, Luis Alberto e forse lo stesso Zaccagni per sostituirli con giocatori altrettanto bravi, ma anche economica: se Lotito non può supportare Sarri, lo liberi il prima possibile, per il bene di Mau e della stessa Lazio, che di fronte a un ridimensionamento non può più insistere su un allenatore così esigente.

Alberto Dalla Palma-Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Lazio, mentalità presuntuosa significa essere una mezza squadra. Chi li ha fatti sentire fenomeni?”

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Nel derby si sono salvati solo i tifosi, per il resto abbiamo visto assenza totale di carattere e capacità di reazione. La parola presunzione non so cosa significhi. Se fosse stato questo il motivo del tracollo del derby significherebbe che abbiamo una mezza squadra. Il rispetto per la forza dell’avversario deve sempre esserci, in caso contrario vorrebbe dire che non hanno capito che cosa sia lo sport. Cosa hanno vinto per essere presuntuosi? Poi non è che ci fosse chissà quale differenza tra le due squadre. Noi siamo belli e splendenti ma siamo fuori da tutti gli obiettivi, gli altri sono brutti e cattivi poi però sono due punti avanti. Questa mentalità è sbagliata. Giusto snobbare il derby se hai una squadra di campioni. La colpa è anche di chi ha fatto sentire questi calciatori dei fenomeni, alla lunga ci hanno creduto”

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RASSEGNA STAMPA

Sarri ha già in mente la sua Lazio, ma Lotito dovrà chiarire se sarà ridimensionamento

“Cosa ci serve per avvicinarci alle prime 4? Leggete la classifica, fate il conto dei punti e vedete quanto siamo distanti… Qualcosa ci manca”. Chiarissimo Maurizio Sarri dopo il derby perso dalla sua Lazio. Il tecnico pensa già al futuro, al mercato, alle scelte che ha in testa. Chiede due nuovi portieri, un titolare e un vice. Gli servono due centrali per ricostruire la difesa e un terzino sinistro. E poi il solito vice Immobile, un nuovo regista e una mezz’ala se partirà un big. La lista è lunga.

Romagnoli in lista, ma bisogna fare i conti

A Formello in estate potrebbe sbarcare Romagnoli a zero. Sarri ha detto sì, ma la trattativa non è chiusa e non è detto che il difensore in uscita dal Milan firmi. La Lazio rimane prigioniera dell’indice di liquidità, negativo per una trentina di milioni. I soldi arrivati dalla cessione di Correa e dagli sponsor (Binance e Mizuno) avrebbero solo attutito il passivo in bilancio. Lotito dovrà essere chiaro con Sarri, se occorrerà o meno un ridimensionamento. Si attende il bilancio semestrale per conoscere i conti. Corrieredellosport.it

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Lotito, prima i conti poi l’incontro: dopo la semestrale la verità sul rinnovo di Sarri

Pausa dal calcio giocato, in casa Lazio c’è fermento negli uffici presidenziali. Il patron Claudio Lotito è pronto a chiudere il bilancio semestrale entro il 31 marzo. Solo a conti fatti incontrerà Maurizio Sarri per parlare di futuro. In ballo c’era il rinnovo, che poi è slittato. Ora la questione è più ingarbugliata: il tecnico chiede garanzie, vuole rilanciare il suo progetto mentre il presidente deve far quadrare i numeri.

Sarri e il rinnovo con la Lazio

Lotito, dopo il comizio di Natale che annunciava il possibile rinnovo dell’allenatore sino al 2025, non ha più ripreso il discorso. Sarri per mesi ha chiesto il rinnovamento della rosa e sarà ancora più determinato a farlo per l’estate. Soprattutto calcolando i giocatori che andranno via in scadenza come Strakosha, Luiz Felipe, Patric e Leiva. Forse Reina senza Europa. Il mercato sarà decisivo per trovare un punto di incontro tra i due. Per l’appuntamento bisognerà chiudere prima il bilancio semestrale. Situazione in divenire, in ballo c’è il futuro della Lazio. Corrieredellosport.it

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Demotivazione e mancata reazione, Lotito e Sarri furiosi: ora evitare il contraccolpo

Il clima in casa Lazio è pesante, sicuramente non dei migliori. Dopo il derby perso malamente 3-0, Sarri e Lotito sono furiosi con il gruppo che è sembrato demotivato, ma soprattutto incapace di reagire. L’Europa League resta un obiettivo da centrare a otto partite dal termine del campionato, ma in estate sarà rivoluzione. Il tecnico dovrà decidere il suo futuro, con o senza rinnovo del contratto, però adesso c’è da evitare il contraccolpo di una stracittadina che ha visto i rivali di sempre dominare. A riportarlo è Il Messaggero.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, così non basta più

Il 19 luglio saranno 18 anni di gestione Lotito, giusto farsi delle domande su una delle presidenze più lunghe della storia del club. Premessa d’obbligo: i meriti del numero uno biancoceleste vanno ribaditi. Il bilancio risanato quando solo un visionario sarebbe stato in grado di salvare la società dal fallimento, sei trofei conquistati, altre finali disputate, una presenza stabile in Europa League con qualche fugace apparizione in Champions. Dal punto di vista dei rapporti con i tifosi gli errori iniziali con successive correzioni condite da iniziative straordinarie (maglia bandiera e aquila Olympia su tutte) hanno aperto ferite che alla lunga si stanno rivelando insanabili. Aver tralasciato il settore giovanile, aver perso tanti riferimenti sul territorio della città hanno fatto perdere una percentuale di tifosi e creato una disaffezione preoccupante. Questo è il quadro, al di là delle posizioni tra i lotitiani oltranzisti e gli antilotitiani spesso troppo critici. In mezzo c’è la Lazio e soprattutto il suo futuro perché negli ultimi due anni sembra che l’effetto Lotito si sia perso. Con idee e intuizioni geniali si riusciva a compensare i pochi denari disponibili ma appare chiaro che, senza investimenti, si può vivere a buoni livelli ma non alzare l’asticella. Ora nessuno chiede al presidente Lotito di lottare per lo scudetto però avere l’indice di liquidità bloccato nelle ultime due sessioni di mercato per venti milioni di passivo è un segnale che c’è bisogno di fare di più. La cessione dei big non può essere l’unica via d’uscita per sistemare il bilancio. Oltretutto la Lazio è attesa da una rifondazione a giugno con tanti senatori che andranno in pensione e altri giocatori che hanno scelto di lasciare Roma: senza un aumento di capitale appare un’utopia il miglioramento della squadra. Inutile sperare in aperture di Lotito per l’ingresso di nuovi soci ma i tifosi chiedono a gran voce di rivedere il modo di agire. È necessario rischiare, spendere di più, a costo di indebitarsi come fanno gli altri se non ci si vuole rassegnare a un futuro incerto. Il Tempo

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NAZIONALI NEWS

Italia-Macedonia: stadio esaurito per lo spareggio Mondiale

Sono ufficialmente esauriti i 31mila posti del Renzo Barbera di Palermo, in occasione di Italia-Macedonia del Nord. Dopo la messa a disposizione di ulteriori 5.000 biglietti, dovuti all’aumento di capienza dal 75% al 100%, gli Azzurri vedranno il tutto esaurito per questa gara cruciale, in programma giovedì 24 marzo alle 20.45. Di seguito, il comunicato della FIGC. “Sarà gremito il Renzo Barbera giovedì sera, quando la Nazionale di Roberto Mancini affronterà la Macedonia del Nord nei play off di qualificazione alla Coppa del Mondo 2022. Gli ultimi 5.000 biglietti, messi in vendita oggi a mezzogiorno dopo la deroga che ha consentito di aumentare la capienza dello stadio dal 75 al 100%, sono infatti andati esauriti in poche ore, complici i prezzi popolari (dai 10 euro per le Curve ai 60 euro per la Tribuna Centrale) e le diverse promozioni per famiglie, donne, giovani e Over 65″.