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SERIE A

Anticipi e posticipi: con il Venezia di lunedì, derby alle 18,00

La Lega di Serie A ha reso noto gli anticipi e i posticipi della 29ª giornata e 30ª giornata della Serie A TIM 2021/2022.

Ecco il calendario completo della Lazio:

29ª GIORNATA

Lazio-Venezia, lunedì 14 marzo 2022 alle ore 20:45

30ª GIORNATA

Roma-Lazio, domenica 20 marzo 2022 alle ore 18:00

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Capodaglio: “Momento in cui non ti perdonano nessun errore. Hysaj la delusione della stagione”

FRANCO CAPODAGLIO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sono ancora molto arrabbiato per la sconfitta di ieri, difficile da accettare quando vedi una squadra che sta crescendo davvero e che spreca l’impossibile nel primo tempo. C’è rabbia anche per la dinamica con la quale è maturata la sconfitta. E’ un momento in cui non ti perdonano nessun errore, che puntualmente viene commesso sempre dagli stessi. C’è mancanza di freddezza sotto porta, cerco di guardare il lato positivo. La squadra sta facendo bene dal punto di vista del gioco e confido in un finale di stagione importante, anche grazie ad un calendario meno fitto di impegni. Hysaj? La delusione più grossa della stagione”

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ALTRE

De Zerbi e gli italiani dello Shakhtar lasciano Kiev: sono al sicuro fuori dall’Ucraina

Roberto De Zerbi e i componenti dello staff dello Shaktar Donetsk hanno finalmente lasciato Kiev e sono in un luogo sicuro. Dopo giorni di ansia per le sorti dell’ex allenatore del Sassuolo, ieri sera è arrivata la notizia che il gruppo aveva lasciato la capitale (erano bloccati in un hotel quando c’è stato l’attacco militare della Russia) e sono diretti al confine. De Zerbi è in contatto con il presidente della Figc, Gabriele Gravina, che ha fatto da tramite con la Uefa determinante per questa operazione, come per altre degli ultimi giorni.

LA FUGA IN TRENO

De Zerbi si è prima assicurato di aver messo in sicurezza i suoi calciatori brasiliani, e poi assieme al suo staff formato dall’allenatore in seconda Davide Possanzini e dai collaboratori Michele Cavalli e Giorgio Bianchi, oltre che dal direttore sportivo Carlo Nicolini, è partito in treno da Kiev verso Leopoli, per poi raggiungere l’Ungheria e far rientro in aereo finalmente in Italia. “In queste ore, il presidente Ceferin si sta attivando in prima persona per aiutare tantissime persone del nostro mondo dimostrando di essere un grande leader – ha dichiarato ieri il presidente della Figc Gravina -. La situazione è critica, nella speranza che si arrivi presto ad un cessate il fuoco, ci siamo comunque attivati per poter riabbracciare quanto prima in Italia Roberto De Zerbi e il suo staff con cui sono in contatto costante”.

LA PAURA

De Zerbi e la sua squadra sono atterrati giovedì a Kiev mentre tornavano a casa da un ritiro in Turchia e volevano recarsi a Kharkov, nell’Ucraina orientale, per la trasferta contro il Metalist. La ripresa del campionato dopo la pausa invernale è stata sospesa a tempo indeterminato a causa dell’attacco russo all’Ucraina. De Zerbi, in carica dalla scorsa estate, aveva denunciato esplosioni da Kiev. I 13 brasiliani che giocano per lo Shakhtar sono partiti sabato per la Romania con le loro famiglie. Lo Shakhtar ha sede nella regione ucraina orientale del Donbass, ma non può giocare partite casalinghe a Donetsk da quasi otto anni a causa della guerra in corso nella regione. La Donbass Arena, costruita per l’Europeo 2012 è stata gravemente danneggiata. Da allora lo Shakhtar ha giocato a Leopoli, Kharkiv e, più recentemente, a Kiev

Gazzetta.it

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APPROFONDIMENTI

Lazio, i cambi spostano gli equilibri: Sarri ne ha pochi

Dopo l’uscita dalle coppe, la Lazio cade in casa con il Napoli. A nulla serve il gol capolavoro di Pedro, la squadra di Sarri deve arrendersi alla magia di Fabian Ruiz.

Per La Gazzetta dello Sport il tecnico biancoceleste merita 6 in pagella

“La Lazio per lunghi tratti gioca alla pari se non meglio del Napoli. E soprattutto gioca alla Sarri. Nella ripresa però riaffiorano le problematiche difensive. Ha pochi cambi, azzecca quello di Pedro, non gli altri”.

Mezzo voto in più nelle pagelle del Corriere dello Sport:

“Fa la partita per un bel po’, costruisce secondo i propri desideri, poi sente la Lazio sgonfiarsi e può solo aspettarla. Il tempo di rifiatare e ricomincia. E’ una gara che il Napoli gli strappa dalle mani e farà fatica a farsene una ragione, dopo quella prima ora”.

Voto 6 anche su Tuttosport:

“La Lazio parte bene, aggressiva, con gran ritmo. Punito oltremodo dal gol di Ruiz nel finale”.

Tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma (CdS): “Tracce di grande Lazio, ma anche errori clamorosi. Ora Lotito esca dalla stanza buia…”

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

“Credo che il tema sia quello delle ultime partite. Si è vista una splendida Lazio per un’ora, poi ì arrivata una sconfitta che genera mille rimpianti. Questo è il paradosso, siamo qui a raccontare una grande Lazio che non raccoglie i risultati. Si vedono tracce di grande Lazio, ma anche di errori clamorosi come quelli di ieri sera. Non solo quelli sotto porta di Luis Alberto ed Immobile, ma anche quelli in fase difensiva. La sconfitta è anche il risultato di errori tecnici, di singoli come quelli di Patric e di Hysaj dai quali sono nati i gol del Napoli. Ora la Lazio deve guardare avanti, il futuro e chiudere alla società cosa voglia fare con Sarri e che rosa c’è intenzione di consegnare. La Champions era un sogno che poteva nascere ieri, ora resta questo piccolo obiettivo dell’Europa League. E’ davvero il caso di pensare alla prossima stagione, che Lotito esca da questa stanza buia e chiusa rinnovando il contratto di questo allenatore. Luis Alberto? Non è che non è pervenuto, è che ultimamente sta sbagliando molti gol”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Porto e Napoli, due mazzate tremende. Ma lo spogliatoio è certo della strada tracciata”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

“In queste quattro gare, la Lazio ha giocato un buon calcio, ci ha fatto divertire dal punto di vista estetico ma è rimasta senza punti. Il bel gioco deve produrre risultati, dal punto di vista dell’efficacia e delle concretezza si deve crescere. Con una squadra come il Napoli non puoi permetterti di non capitalizzare quando puoi, perché poi ti punisce con delle prodezze balistiche come quelle di Fabian Ruiz. Ha ragione Sarri, lì non puoi andare in tre sulla linea laterale. E’ stata una grande ingenuità, quella palla non deve mai uscire da lì. Per il resto su Osimhen sono stati bravissimi Patric e Luiz Felipe, l’hanno tenuto davvero bene. Lo spogliatoio moralmente è a pezzi. La delusione di ieri si va a sommare a quella con il Porto. Sono state due mazzate tremende. Il gioco di Sarri è divertente per chi lo fa, ma a livello mentale è abbastanza dispendioso. La certezza è che si è capito che la strada è tracciata, non ci sono più dubbi sulla bontà del progetto tecnico”

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RASSEGNA STAMPA

Sarri c’è, Lotito lanci un segnale

La Lazio? Possiamo definirla la grande incompiuta di questo campionato, soprattutto dopo un’ora di grande calcio contro il Napoli: conquista il campo, metro dopo metro, lo chiude nella propria area a sbaglia almeno tre gol, prima con Luis Alberto, poi con Immobile e ancora con Felipe Anderson. Palleggia che è una meraviglia, ritrova all’improvviso tutte le qualità di cui è in possesso da anni e aggiunge la capacità di aggredire che le ha regalato Sarri: ma non riesce a entrare nella partita fino in fondo, non riesce a dominarla e a conquistarla, proprio come era accaduto qualche giorno fa contro il Porto, sempre al termine di una gara dove aveva messo in ginocchio l’avversaria prima di cedere inevitabilmente il passo. Le manca sempre qualcosa, o davanti o dietro, sono dettagli ma sempre decisivi. E così emergono i difetti dei singoli, quando la mente si annebbia e le gambe non tengono: così Patric, che resta sempre Patric anche se ha difeso alla grande contro Osimhen per un’ora, regala al Napoli il pallone dell’1-0 di Insigne, autore di uno dei suoi tiri capolavoro; così Hysaj, che resta sempre Hysaj, riconsegna agli azzurri l’ultimo pallone della contesa senza la capacità tecnica di gestirlo per aspettare il fischio finale e festeggiare almeno il punto che avrebbe consentito alla Lazio di restare a galla e di sognare qualche cosa di bello. La squadra, invece, ha perso all’ultimo secondo, costretta in casa sua ad assistere al sogno scudetto del Napoli, così come era caduta a Milano nei quarti di Coppa e giovedì nei playoff di Europa League, perché il pareggio rappresentava il timbro sull’eliminazione.

È il momento dell’amarezza, perché la Lazio sente di non aver meritato questa sconfitta, soprattutto dopo il fantastico gol di Pedro, il settimo in campionato della sua carriera biancoceleste. Ci sono molteplici rimpianti, quelli legati ai gol sbagliati in avvio e quelli legati al carattere con cui ha recuperato il pareggio mentre stava per crollare sotto i colpi di Insigne, di Fabian Ruiz, di Osimhen. Ma è anche il momento, questo, in cui il presidente Lotito deve decidere che cosa fare del club e, soprattutto, di Sarri, a cui aveva annunciato il rinnovo di altri due anni nel corso della cena di Natale, il 14 dicembre scorso. Lo voleva fortificare, quella sera, davanti a giocatori ribelli e ancora poco convinti del progetto, ma poi si è fermato, come sempre, combattuto talmente tanto su quale strada scegliere da tornare indietro, nascosto nei suoi silenzi. Mau voleva un difensore centrale a gennaio e anche un vice Immobile e non è stato accontentato, anzi, se fosse mai stato possibile, il presidente è riuscito con i suoi collaboratori a impoverire la rosa biancoceleste. Un segnale di rottura, quello? Una doppia incomprensione dopo un mercato estivo più che mai positivo?

Lotito risponda, almeno a Sarri, su cosa accadrà tra qualche settimana: avanti con lui, oppure no? È questo il momento, lo ripetiamo, di costruire il futuro biancoceleste: mancano solo undici partite alla fine di una stagione tormentata e per adesso deludente, eppure la Lazio, dopo mesi di studio e di applicazione, sembra finalmente aver intuito, a differenza della società, che cosa desidera Mau. Che ha bisogno di una rosa competitiva e di alternative all’altezza, in grado di compensare la stanchezza fisica e mentale dei giocatori che sono indispensabili ma non d’acciaio: sono necessarie idee e servono nuovi investimenti, oltre che la consegna del famoso contratto sventolato a dicembre e mai consegnato al tecnico toscano. In definitiva: o a Sarri ci credi e lo segui o Sarri lo devi mollare. Lotito, per una volta, scelga un percorso, possibilmente chiaro e competitivo, perché forse il motivo per cui molti giocatori se ne stanno andando a parametro zero – alcuni importanti come Strakosha Luiz Felipe – è proprio questo: non tutti hanno voglia di vivere alla giornata, senza programmi e senza ambizioni. Alberto Dalla Palma – Corriere dello Sport

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APPROFONDIMENTI

La migliore Lazio con i peggiori risultati: paradosso e rimpianti con la zona Champions che scivola via

Dopo aver ‘perso’ 3-4 mesi di campionato – per ovvi motivi visto il cambio in panchina – la Lazio contro il Napoli aveva l’occasione di poter tornare in scia nella corsa Champions. Non di affiancare le altre concorrenti, avanti nel percorso e nei punti, ma almeno di farsi vedere negli specchietti. Invece i gol di Insigne e Fabian Ruiz (a tempo scaduto) rovinano le ambizioni della Lazio e la costringono a non sognare troppo in grande. La Juventus 4° è a +7, la Champions è un miraggio: addio, al prossimo anno. 

La consolazione per Sarri è la prestazione della squadra, sempre più in crescita e in empatia con le sue idee. In calo nella ripresa, i biancocelesti hanno dominato nel primo tempo, sfiorando il gol in almeno 4 occasioni nitide. Una partenza sprint che avrebbe meritato un parziale diverso dello 0-0 dell’intervallo: Immobile è stranamente impreciso, Milinkovic non trova l’angolo giusto e Luis Alberto sbaglia la mira da pochi passi. Solo il neo entrato Pedro trova il gol del momentaneo 1-1 con uno spettacolare tiro al volo di sinistro da fuori area. 

Come contro il Porto, la Lazio esce dal campo tra gli applausi. Consapevole di aver giocato bene e di essere sulla strada giusta, sì, ma con nulla in tasca: senza qualificazione agli ottavi d’Europa League e senza punti contro il Napoli. Serve qualcosa in più, è evidente. Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Resta calda la pista Romagnoli, Sarri insiste per Casale. Cataldi stop, rischio lesione

E’ tornato anche Acerbi in campo, anche se accolto con polemica dalla Curva; dal resto dello stadio, però, solo applausi. Adesso una settimana di pausa prima del Cagliari sabato sera. Oggi Cataldi si sottoporrà agli esami strumentali per valutare l’entità dell’infortunio, si teme una lesione di primo grado. Per quel che riguarda il mercato, resta molto calda la pista Romagnoli al posto di Luiz Felipe, che non rinnoverà. Oltre al centrale rossonero, Sarri ha chiesto anche Casale. Strakosha, invece, potrebbe rinnovareper evitare di perderlo a zero. La Repubblica

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DICHIARAZIONI NEWS

Sarri: “Ingenuità grossa ha rovinato una gara giocata più che alla pari. Tre mesi fa con il Napoli era ingiocabile…” (AUDIO)

Le parole di Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta dell’Olimpico contro il Napoli. “E’ stata una partita, abbiamo fatto il primo tempo tutto noi. L’abbiamo ripresa, poi un’ingenuità ci è costata la partita triplicando un giocatore in fascia e ci siamo fatti trovare messi male dietro. Tre mesi fa il Napoli per noi era ingiocabile, oggi invece abbiamo giocato più che alla pari tirando più in porta. Stasera abbiamo preso dei rischi, abbiamo messo Luis Alberto centrale ma era un rischio calcolato. Ingenuità grossa quella del gol a cinquanta secondi dalla fine, ci rimane questo forte rammarico”.

I numeri peggiori nei dribbling subito, si è dato una spiegazione?
“Dribbling subiti in ogni zona del campo, non parliamo solo di difensori. Un po’ per caratteristiche individuale di questi ragazzi”.

Che piega sta prendendo la vostra stagione?
“L’obiettivo è quello di fare il meglio possibile, di ricominciare a leggere meglio le situazioni così da trasformare le prestazioni in risultati”.

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