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DICHIARAZIONI

Isaksen: “Vi racconto come ho saputo del trasferimento alla Lazio. Futuro? Mi piacerebbe…”

Gustav Isaksen torna a parlare. L’esterno danese, ai microfoni di  TV Midtvest insieme al suo connazionale Rasmus Kristensen: “I miei amici hanno iniziato a mandarmi articoli da internet che dicevano ‘Isaksen venduto alla Lazio’ e ‘I club si accordano sul prezzo’ e così via. Io non sapevo nulla, così sono andato a letto senza saperlo. La mattina seguente Claus Steinlein è venuto nella mia stanza e mi ha detto che tutto era stato formalizzato”.

“Ci godremo il nostro periodo all’estero per un po’ e poi, ovviamente, torneremo a casa all’ Midtjylland. Mi piacerebbe avere Kristensen come capitano, un giorno”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “La Lazio attende che Seric trovi un club per Tudor. La lista? Ecco le divergenze…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

“La lista di Tudor è di 5 nomi. Non ha chiesto la cessione di Rovella e Isaksen, ma la Lazio per prendere questi giocatori ha bisogno di cedere proprio quei giocatori comprati la scorsa stagione. La Lazio propone a Tudor Dele-Bashiru e il ventenne attaccante Bazdar. Qui una divergenza importante: Tudor vorrebbe un attaccante pronto per fare il titolare, stile Dia, la Lazio no. La Lazio sta procedendo con le sue idee, come aspettasse le dimissioni di Tudor. A proposito di idee, c’è stato un incontro per Bashiru. Seric è a caccia di un club per il suo assistito e la Lazio, credo, confida che questa caccia possa portare qualcosa nel breve. Baroni penso andrà al Monza, non è stato contattato. Allegri rimane un sogno, ha offerte arabe. Sarri e Pioli? Difficile rispondere, Lotito storicamente contrario ai cavalli di ritorno. Vediamo. Guendouzi vuole andare via, non c’è il pressing di Tudor perché ciò accada. Poi vedremo, nel caso in cui Tudor dovesse uscire di scena, se il francese rimarrebbe o meno”.

“Secondo me le parti sono assolutamente d’accordo sul fatto che il tecnico sia in uscita e che stia cercando una nuova squadra. Sul tema, non c’è il gelo. Colpani? Non è mai stato affondato il colpo, il suo nome l’aveva fatto Sarri. Ad oggi, anche Stengs (Feyenoord) è difficile. Non ci sono i soldi per accontentare le esigenze di Tudor. Lo sbaglio eclatante è aver scelto un allenatore che ha idee molto, troppo diverse rispetto a quella che è l’ossatura della squadra. Pedro? Vuole rimanere, ma la Lazio vuole cederlo o risolvere il contratto a tutti i costi. Stesso discorso per Hysaj. Settimana prossima dovrebbe chiudersi invece la vicenda Luis Alberto. La Lazio vorrebbe ripartire dal mercato dello scorso anno. Situazione delicatissima”.

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NEWS

LazioStory – La stagione 2023/24: altalene e scossoni, il finale è un’Europa sofferta

La stagione calcistica 2023-2024 della Lazio parte con un’entusiasmo probabilmente unico nell’era Lotito. La squadra di Sarri si è classificata seconda nella stagione precedente, traguardo più alto nella storia dell’attuale gestione e guadagnandosi l’accesso diretto alla fase a gironi della Champions League. Entusiasmo alle stelle quindi, certificato da un altro record: quello degli abbonamenti. Oltre 30.000 tessere sottoscritte in estate. Il calciomercato procede a rilento. La Lazio, nonostante un budget mai avuto fino ad ora, non interviene immediatamente per venire incontro alle richieste del tecnico. Sarri fa delle richieste ben precise: nomi e cognomi di calciatori che possano alzare il livello immediatamente, per cercare di ripetere la stagione precedente. Berardi, Milik, Zielinski, Frattesi. Una lista costosa, un progetto tecnico ambizioso. Evidentemente il sentore, confermato anche a parole, che la rosa abbia dato anche più del 100% la stagione precedente, è forte. La società ha una visione diversa, quasi diametralmente opposta. La cessione di Milinkovic da il via sostanzialmente alle operazioni. Dentro Castellanos, Isaksen, Kamada, Guendouzi, Rovella e Pellegrini. Alle spalle di Provvedel ecco il giovane Mandas e l’esperto Sepe. Il tecnico non è esattamente il ritratto della soddisfazione. Nella prima conferenza parla di “una rosa con rotazioni migliori, ma nei titolari, lo vedremo”. Più avanti scopriremo che la frattura era ben più evidente di quanto le prime battute potessero far pensare. Pronti via, la Lazio inizia la sua stagione a Lecce: 10/11 della scorsa stagione in campo, mentre Kamada prende il posto di Milinkovic. Se il buongiorno si vede dal mattino, allora la gara del Via del Mare è il più classico degli oscuri presagi. La Lazio perde 2-1 in rimonta, dopo il gol di Immobile, grazie alla rete decisiva di Di Francesco che la settimana successiva scenderà in Serie B. Peggio sarà la seconda partita: la sconfitta in casa contro il Genoa di Gilardino, con il gol di Retegui. Un inizio di stagione sconfortante, soprattutto perché i biancocelesti sembrano aver smarrito completamente tutto ciò che la stagione precedente li aveva portati ad un risultato impensabile. La solidità difensiva è un miraggio, la velocità di trasmissione di palla è diventata una manovra lenta e prevedibile. Mancano le iniziative, a tratti, sembra manchi proprio quell’essere squadra che aveva reso i biancocelesti, un avversario ostico per chiunque, big comprese. Un segnale di risveglio arriva il 2 settembre, con la vittoria contro il Napoli campione d’Italia a domicilio. Delizia di tacco di Luis Alberto, perla di Kamada in campo aperto. Sembra un raggio di sole, il vero inizio del campionato della Lazio. Ci penseranno Vlahovic e Chiesa a spegnere l’entusiasmo, rifilando la terza sconfitta in quattro partite: 3-1 contro la Juventus a Torino, inutile il gol di Luis Alberto.

Arriva la Champions League: la Lazio viene sorteggiata nel girone con Atletico Madrid, Feyenoord e Celtic. Il 19 settembre si comincia: stadio olimpico di Roma gremito, il Cholo Simeone torna con i suoi colchoneros nella città dove vinse lo Scudetto. Sarà un match vibrante, duro. Finalmente una Lazio con carattere e nerbo, nonostante la beffa del gol di Riquelme, su deviazione sfortunata di Kamada. Quello contro l’Atletico è un match che finirà nella storia del calcio. Minuti 94: calcio d’angolo respinto dalla difesa spagnola. Cataldi offre a Luis Alberto, cross in area e poi, il delirio. Una maglia gialla, quella di Ivan Provvedel, fa breccia come una lama di luce. Colpo di testa: gol. Segna il portiere, l’Olimpico esplode in un urlo di gioia misto a incredulità. Primo punto nel girone.
Sarri, categorico, indica la via: “Per noi la champions è una festa, il lavoro è il campionato”. Non c’è la stessa adrenalina nel Lazio-Monza 1-1 (rigore di Immobile), mentre qualche timido segnale arriva dalla vittoria, sempre interna sul Torino per 2-0 (Vecino-Zaccagni). Mazzata sul morale, la solita sconfitta contro il Milan a San Siro. La maledizione continua grazie ai gol di Pulisic e Okafor, entrambi nella ripresa. Quando sente la musichetta però, la Lazio trova nuove energie. Ancora una volta un gol all’ultimo minuto: è Pedro a decidere la gara contro il Celtic a Glasgow, in rimonta, dopo il pari di Matias Vecino. Di slancio, arriva anche la vittoria interna contro l’Atalanta, firmata ancora da Vecino e dal Taty Castellanos, al primo centro in biancoceleste. La sosta per le Nazionali non scalfisce il momento positivo: alla ripresa, la Lazio va a vincere a Reggio Emilia contro il Sassuolo per 2-0. Decidono Felipe Anderson e Luis Alberto. La batosta di Rotterdam contro il Feyenoord (3-1, inutile rigore di Pedro), è seguita dal terzo successo di fila in Serie A: l’1-0 interno contro la Fiorentina, firmato da un rigore di Immobile in pieno recupero. Il 7 novembre la Lazio vendica la sconfitta d’andata contro gli olandesi all’Olimpico. 1-0, ancora Immobile, per riprendere in mano le proprie sorti nel girone. Prima della nuova sosta per le Nazionali, arriva lo scialbo pareggio nel derby d’andata (o-o) in cui si ricorda solo un palo colpito da Luis Alberto.

La ripresa inizia nel peggiore dei modi: la Lazio perde a Salerno 2-1, anche qui in rimonta dopo un rigore di Immobile. Una sconfitta che lascerà il segno, uno dei punti più bassi dell’intera stagione calcistica. La Champions si conferma essere una medicina quando le cose non girano: a soli tre giorni dalla cocente delusione campana, arriva il 2-0 interno contro il Celtic (doppietta di Immobile) che garantisce alla Lazio l’accesso agli ottavi di finale europei. Segue a ruota un 1-0 interno, certamente non memorabile, contro il Cagliari di Ranieri. Decide Pedro in apertura, così come decide (in una gara estremamente simile) Guendouzi Lazio-Genoa di Coppa Italia, 72 ore dopo). Fra le tante occasioni perse per riguadagnare terreno in classifica, impossibile non menzionare la sfida seguente: Hellas Verona-Lazio, che finisce 1-1 nonostante segnali di ripresa da parte dei biancocelesti sotto il punto di vista del gioco. Zaccagni, poi annullato il possibile gol vittoria di Casale. Dopo la gara di Madrid che chiude il girone (2-0 Atletico, Lazio in campo solo per dovere di firma) arriva la delusione interna contro l’Inter. Primo tempo ben giocato dai biancocelesti, che si buttano via grazie ad un errore marchiano di Marusic che manda in porta Lautaro Martinez. Le ultime gare dell’anno solare portano due vittorie convincenti. La Lazio passa al Castellani di Empoli 2-0 (Guendouzi-Zaccagni) e supera all’Olimpico il Frosinone per 3-1 (Castellanos, Isaksen e Patric). Anche il nuovo anno inizia bene: Pellegrini e Vecino stendono l’Udinese in trasferta e Felipe Anderson piega il Lecce in casa, nella prima gara del girone di ritorno. In mezzo, arriva anche la vittoria nel derby di Coppa Italia, nei quarti di Finale. 10 gennaio, Stadio Olimpico. E’ ancora Zaccagni a decidere la stracittadina, stavolta grazie a un calcio di rigore. Sarri si conferma fine intenditore dei derby: in quasi tre anni di Lazio, 4 vittorie un pareggio e una sconfitta. Dopo il Lecce, la Lazio vola a Ryad per sfidare l’Inter nel nuovo formato della Supercoppa Italiana. E’ una gara senza storia: i nerazzurri vincono in scioltezza 3-0, Lazio non pervenuta. La marcia in campionato riprende il 28 gennaio contro il Napoli. Il pareggio interno per 0-0, contro un avversario decimato da infortuni e squalifiche, non fa altro che inasprire quella che è una discesa da parte degli uomini di Sarri. Discesa confermata dalla batosta di Bergamo (3-1 contro l’Atalanta, inutile il rigore di Immobile) ed ennesima prestazione sottotono. A dare un po’ di respiro è la vittoria esterna contro il Cagliari: 3-1 firmato da Immobile e Felipe Anderson, prima della notte, probabilmente più bella della stagione.

14 febbraio, San Valentino. All’Olimpico arriva il Bayern Monaco, già affrontato nel 2021. Di fronte a circa 60.000 spettatori, la Lazio tira fuori una prestazione maiuscola nonostante la chiara differenza di valori in campo. Decide Immobile, con un calcio di rigore. Sembra assurdo, ma c’è anche spazio per quel pizzico di rammarico per non aver infierito, al termine del match. Una grande notte, un sussulto d’orgoglio della squadra e di una piazza insoddisfatta della stagione altalenante. Il Bologna di Thiago Motta sbanca l’Olimpico la domenica successiva grazie a Zirkzee, rendendo vano il gol di Isaksen per il momentaneo vantaggio. La vittoria di Torino contro i granata per 2-0 (Guendozui e Cataldi), è una pia illusione di rimettere definitivamente in piedi la classifica. Nelle tre settimane seguenti, arriva la resa. Prima una scoccante trasferta di Firenze, dove la Lazio viene messa alle corde. Stretto alla viola il 2-1 finale, con l’ennesima rimonta subita dalla Lazio dopo il gol di Luis Alberto. Poi, un Lazio-Milan 0-1 (Okafor) in cui l’arbitro Di Bello di Brindisi diventa tristemente protagonista con scelte scellerate. Così, il 3-0 netto del Bayern nella gara di ritorno chiude la parentesi Europea della Lazio. Soprattutto, la resa contro l’Udinese (1-2 all’Olimpico) porta Sarri a presentare le dimissioni la mattina dopo. E’ la fine di un percorso iniziato poco meno di tre anni prima, fra veleni, presunti tradimenti e un nervosismo latente che coinvolge la società e i giocatori. Lazio nel caos. Matrusciello, vice del tecnico toscano, guida i ragazzi solo per Frosinone-Lazio 2-3 (Zaccagni, doppietta di Castellanos) prima di lasciare l redini a Igor Tudor. E’ un drastico cambiamento, sotto tutti i punti di vista. Il tecnico croato propone un calcio di aggressione feroce, uomo su uomo, che lascia presagire ad uno stravolgimento della rosa l’estate successiva. Firma un biennale a 2,5 milioni, con opzione per il terzo anno. Il calendario certo non sorride al nuovo arrivato. La prima gara è contro la Juventus in campionato. Decide Marusic, dopo una prestazione convincente del gruppo, grazie ad un colpo di testa allo scadere.

Juventus che la Lazio incontra nel turno infrasettimanale successivo, per l’andata delle semifinali di Coppa Italia. I biancocelesti tengono bene il campo fino all’uno-due terribile firmato Chiesa e Vlahovic, che inclina il discorso qualificazione verso i bianconeri. Ad attendere Tudor, alla terza panchina, il derby. Torna a vincere la Roma dopo un lungo digiuno, grazie al colpo di testa di Mancini. La stagione è allo sbando, serve un miracolo per raggiungere il quinto posto che vale la qualificazione in Champions League. I biancocelesti confezionano due vittorie nelle successive due partite. Prima si sbarazzano della già retrocessa Salernitana per 4-1 (doppietta di Felipe Anderson, Vecino e Isaksen) e poi superano il Genoa a Marassi grazie al centro di Luis Alberto. L’ennesima beffa della stagione arriva il 23 aprile, nella gara di ritorno contro la Juventus, in Coppa Italia. La Lazio riesce a rimettere l’aggregato in equilibrio grazie alla doppietta dell’insospettabile Castellanos, ma poi viene gelata dall’inserimento di Milik, che manda in finale Allegri. Ultima, pesante sconfitta della stagione. Mancano 4 gare al termine e la speranza di raggiungere il quinto posto è timida, ma viva. Si riparte grazie al gol decisivo di Zaccagni in Lazio-Verona 1-0, in quella che forse è la miglior prova di squadra della Lazio di Tudor). Poi arriva l’ennesima doccia fredda, quella di Djuric in un Monza-Lazio 2-2. Enorme occasione sprecata per raggiungere la Roma, concorrente diretta per quell’ultima speranza adesso legata al sesto posto, in caso di vittoria in finale di Europa League dell’Atalanta. Speranze quasi del tutto appassite. Il 12 maggio, in una giornata indimenticabile in cui i tifosi  festeggiano commossi i 50 anni dal primo Scudetto, la Lazio supera l’Empoli 2-0 (Patric-Vecino). Canada illude i biancocelesti a San Siro, ma l’Inter Campione d’Italia rimonta con Dumfries. Il punto necessario per assicurarsi un piazzamento nella prossima Europa League la Lazio l’ottiene contro il retrocesso Sassuolo, in casa, il 26 maggio.

Dal secondo al settimo posto nel giro di 12 mesi. Un ridimensionamento che si spiega attraverso tanti fattori che hanno contribuito a realizzarlo. In primis l’aver sopravvalutato il traguardo della stagione precedente, con la pia illusione che questo potesse magicamente ripetersi. Di conseguenza, un mercato che non ha migliorato i titolari e il loro rendimento. Alcuni numeri: per la prima volta da quando veste la maglia della Lazio, Ciro Immobile, autentico trascinatore dei biancocelesti, è sceso sotto la doppia cifra in Serie A. Tutti i nuovi acquisti messi insieme, hanno portato solo 15 gol ad una vecchia guarda il cui rendimento è sceso drasticamente. Oltre a Immobile infatti, si contano solo 5 gol da Luis Alberto, 7 da Zaccagni e appena 5 da Felipe Anderson. Poi ci sono i malumori, da parte del tecnico e del gruppo squadra, che hanno spento lentamente quella fame, quello spirito che invece era diventato un manifesto della stagione passata. Contratti rinnovati che hanno fatto discutere (su tutti, quello di Luis Alberto) soprattutto chi militava in una lista d’attesa già dalla scorsa estate. Ben 13 punti in meno raccolti; 11 gol in meno fatti, 9 in più quelli subiti. Un percorso Europeo di cui andar fieri, avendo oltretutto preservato l’imbattibilità all’Olimpico e un cammino in Coppa Italia terminato con una beffa alle soglie della finale. In Supercoppa invece, una delusione cocente. Le somme alla fine le tira Igor Tudor, subentrato a Maurizio Sarri. Il tecnico croato dura solo 79 giorni sulla panchina biancoceleste. Attriti con lo spogliatoio certo, ma soprattutto una richiesta netta di rivoluzione, sul mercato, che la società non era in grado di garantire. Sarà il secondo tecnico a dimettersi, in una singola stagione.

Dario Cadeddu.

02/06/2024

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “No al gioco di Kamada, ma l’errore è stato fatto l’estate scorsa…”

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “Non ci sarei stato al gioco di Kamada. A me il giocatore piace, ma quando vengono a crearsi certe dinamiche, è giusto mettere paletti. Gli errori del passato devono essere insegnamento (vedi Luis Alberto). L’esperienza ti porta a sbagliare il meno possibile. Tudor deve capire che la società ha fatto il possibile col giapponese. Ci sono delle dinamiche che la società non può digerire. Bisogna parlare chiaro, non dare adito a chiacchiere sul futuro del tecnico croato. Per la Lazio è un danno ovviamente, perché adesso deve andare a prendere il suo sostituto, che difficilmente sarà uno svincolato. Kamada resta un giocatore sostituibile, non parliamo certo di Maradona. Il vero errore con Kamada è stato fatto 12 mesi fa”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, effetto Kamada: Sartori sonda Tudor, riflessioni in corso

L’addio di Kamada ha lasciato scorie. Nelle ultime ore, proprio a margine della mancata permanenza del giapponese, si sono intensificati i contatti fra Tudor e la Lazio. Malesseri che iniziano a prender forma, con il tecnico amareggiato. Tudor voleva ripartire proprio dal centrocampista per costruire la ‘sua’ Lazio. Nel caso in cui i malesseri dovessero portare ad una prematura separazione, attenzione al nome di Vincenzo Italiano. Secondo Alfredo Pedullà, potrebbe concretizzarsi anche un incastro con il Bologna. Il club felsineo infatti, orfano di Thiago Motta, è a caccia del nuovo tecnico. Sartori sta valutando anche la pista Tudor.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Kamada, Tudor deluso ma niente rottura. Luis Alberto? Lotito irremovibile sulle pendenze, ma…” (AUDIO)

Alberto Abbate a ‘NMM’

Alberto Abbate a Radiosei: “E’ grave ciò che è successo. Tutta questa storia è triste. Il problema non è chi ha ragione e chi ha torto, ma come è stata gestita la vicenda. Tudor continua a monitorare gli eventi, è rimasto deluso dalla mancata permanenza di Kamada, ma non c’è nessuna svolta drastica rispetto al suo addio. C’è senz’altro un altro centrocampista in entrata, vista l’uscita di Kamada. In questo momento restano tutti gli altri centrocampisti, poi – come ha detto Fabiani – Guendouzi parte solo in caso di offerta importante”.

Luis Alberto, ballano spicci, differenze minime. Per il bene di tutti la situazione dovrebbe chiudersi nelle prossime ore. Spero che non si giochi ulteriormente d’azzardo, ecco. Lotito vuole che lo spagnolo rinunci a dei soldi che deve ancora prendere dalla Lazio per accettare un’offerta inferiore alle sue aspettative. Pedro? Trattative in corso per risolvere il contratto. Lui non ha nessuna intenzione di rinunciare al prossimo anno di contratto nel caso in cui non trovasse una squadra pronta a rilevare il suo cartellino. Fabiani non avrebbe mai voluto rinnovare il contratto di Felipe Anderson o Luis Alberto, la volontà era di Lotito“.

Amrabat? La reputo una trattativa impossibile visto l’ingaggio del giocatore”.

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DICHIARAZIONI

Lotito tuona: “Calciatori troppo attaccati al denaro, chiedono aumenti in continuazione. Klose invece…”

Claudio Lotito, presidente della Lazio, ai microfoni di Dot Sport: “Il mercato del calcio non è quello di una volta. I giocatori spesso sono attaccati ai contratti lunghi che firmano e non pensano più a confermarsi di stagione in stagione. Un tempo i giocatori si accontentavano, ora chiedono sempre di più e difficilmente rinunciano a qualcosa. Come si ottengono risultati, tutto sembra dovuto. Esistono quattro categorie: normali, buoni, ottimi e campioni”.

Klose, uno che ha fatto la storia del calcio, prendeva la metà di quelli che guadagnano i calciatori attuali. Pensava a lavorare, non a chiedere aumenti in continuazione. Le nuove generazioni di calciatori sono troppo attaccate al denaro”.

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DICHIARAZIONI

Vecino conferma: “Tornerò in Uruguay, ma ora c’è la Lazio”

Matias Vecino, ai microfoni del portale uruguaiano ‘AUFTV’, ha rilasciato un’intervista a chiusura della sua stagione. ‘Mate’ ha chiuso con la ‘Celeste’ dopo la gara con i Paesi Baschi. Nonostante la ‘corte’ da parte di Marcelo Bielsa (CT della Nazionale), Vecino ha confermato la sua decisione. I cicli passano, i giovani avanzano. Cosa c’è, allora, nel futuro del centrocampista biancoceleste? “Ora è il momento di dare priorità alla mia famiglia. Il mio progetto di vita è tornare in Uruguay. Oggi non lo so, perché i miei figli crescono, invecchiano e hanno i loro amici qui. Per ora la mia idea è continuare in Italia, perché ci sentiamo a casa. E al momento non guardo oltre il contratto con la Lazio

Radiosei

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Kamada, Lazio in attesa dopo stretta di mano. Luis Alberto? Ecco cosa gli ha chiesto Lotito…” (AUDIO)

Alberto Abbate a ‘NMM’

Alberto Abbate a Radiosei: “Siamo in attesa della mezzanotte perché ancora non è stata esercitata l’opzione unilaterale da parte di Kamada. La Lazio si dice tranquilla, sostiene che il giocatore le abbia comunicato che eserciterà questa clausola. Kamada in questo momento è in Giappone, speriamo che vada tutto per il meglio. Nella sostanza l’accordo verbale c’è, si sono stretti la mano martedì sera per un triennale“.

“Luis Alberto, questione delicata. Lotito sta tirando tantissimo la corda, ha rifiutato 11 milioni, ma l’Al-Duhail non vuole andare oltre e minaccia di tirarsi indietro. Strategie delle parti, Lotito sta chiedendo allo spagnolo di rinunciare a delle pendenze che ha con il club. In soldoni, la cifra offerta non lo soddisfa e allora, chiede al giocatore di rinunciare ad alcuni bonus da riscuotere per arrivare a dama. L’entourage lavora diplomaticamente per agevolare la situazione. Mi auguro che questo braccio di ferro non porti a esiti negativi”.

Per Tudor Hysaj è sul mercato, non Lazzari e neanche Pellegrini. Esattamente come non ha chiesto la cessione di Guendouzi. Greenwood? A Lotito non è andata giù com’è finita in estate. C’è stato un sondaggio, nulla di più per ora. Il giocatore piace, ha tante pretendenti”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Manfredonia: “Di Bartolomei, il problema dei calciatori è il percorso dopo il ritiro. Tudor a gamba tesa, ora rivoluzione” (AUDIO)

Lionello Manfredonia, da ex di Lazio e Roma, ai microfoni di Radiosei

Lionello, Di Bartolomei è una figura trasversare per il calcio italiano e capitolino. Raccontaci di lui

“Di Bartolomei era una grande giocatore, di tecnica e di applicazione. In campo era un vero leader. Aveva certamente un carattere introverso e avevamo due stili di vita diversi, ma non ho mai avuto impressione che avesse qualche fragilità, anzi tutt’altro. Il problema dei calciatori arriva sempre dopo il ritiro. Quando si spengono i riflettori c’è chi la prende bene e chi non riesce a trovare il proprio equilibrio e il proprio percorso. Agostino voleva tirare su una scuola calcio, ma per diversi motivi non ci riuscì”.

Per la Lazio un cambio burrascoso di panchina, ora affidata a Tudor

“Andando alla Lazio attuale, sono contento di Tudor, ma quello che penso è che adesso Lotito deve assecondare le sue richieste tecniche e iniziare una piccola rivoluzione che possa portare la Lazio a salire in classifica. Il tecnico è intervenuto a gamba tesa nelle scelte, soprattutto sui calciatori più rappresentativi. Questo può creare anche dei dissapori, ma in un momento del genere è importante riattaccare la corrente, anche a costo di farlo in modo brusco. Ora è necessario riprendere il cammino, fare punti cercando di sfruttare un calendario abbastanza favorevole. L’obiettivo è sicuramente giocare in Europa la prossima stagione”.

Dario Cadeddu

30/04/2024