Alle ore 18 si svolgerà la seconda amichevol del ritiro estivo della Lazio. Dopo la vittoria per 23-0 contro l’Auronzo la scorsa domenica, allo Zandegiacomo arriverà il Trapani.
Baroni punterà di nuovo sul 4-2-3-1. Il tecnico infatti, ha provato questa formazione durante le prove tattiche.
In porta inizierà Provedel. La difesa a quattro sarà composta da Tavares, Romagnoli, Casale e Lazzari. In mediana spazio a Vecino e Rovella. Sulla trequarti, invece, si muoveranno Isaksen, Guendouzi (al centro) e Tchaouna. Unica punta Castellanos
AURONZO – Scocca la prima settimana di ritiro per la nuova Lazio di Marco Baroni che, dopo la doppia seduta di ieri, è tornata a lavorare questa mattina presso il campo ‘Zandegiacomo’ (Gila unico out). Domani alle 18,00 andrà in scena la seconda uscita estiva contro il Trapani (anche su Dazn) ed è verosimile pensare che sarà l’occasione anche per vedere all’opera una variante della Lazio andata in scena in questa prima fase.
Oggi, infatti, dal punto di vista tattico, c’è stato uno spartiacque che ha un legame molto anche con le ultime mosse di mercato – Castrovilli ad un passo- : non c’è solo il 4-2-3-1 nella testa di Baroni, ma anche la soluzione con il vertice basso, il 4-3-3: stessi principi di calcio (aggressione alta, verticalità immediata una volta recuperata palla), ma una disposizione diversa in particolare del centrocampo. L’arrivo prossimo di Castrovilli chiude il gioco delle coppie: che sia mezzala offensiva o trequartista, Dele-Bashiru avrà un alter-ego (dalle caratteristiche diverse); Vecino e Guendouzi sono le mezzali di corsa ed inserimento; Rovella e Cataldi i registi. In sei per tre maglie, con Pedro prima alternativa a Zaccagni (ferie e lavoro a Formello) per il ruolo di ala sinistra; Isaksen-Tchaouna per la destra; Noslin-Castellanos per il ruolo di prima punta. Una Lazio che ricorda molto quella di Sarri, nella speranza che il mercato possa concedere un altro tassello per alzare il livello.
Ecco il 4-3-3 testato oggi da Baroni in una delle due formazioni:
Celesti (4-3-3): Marusic, Casale, Romagnoli, Tavares; Guendouzi Rovella, Vecino; Isaksen Castellanos Tchaouna. Dele-Bashiru è subentrato in corso d’opera nell’altra formazione (4-2-3-1).
Lunga intervista di Patric al Corriere dello Sport. Il difensore della Lazio, impegnato con i compagni nel ritiro di Auronzo di Cadore, a toccato diversi temi, a partire dal nuovo tecnico e dagli obiettivi per la prossima stagione: “Questo ritiro lo sto vivendo in modo intenso, forse uno dei più duri. Faticoso sul momento, ma è benzina per le gambe. Le sensazioni con il nuovo allenatore sono molto buone, mi piacciono gli allenamenti e il suo atteggiamento. Ci darà soddisfazioni. Ma è appena arrivato, devo ancora conoscerlo bene. I nuovi acquisti invece mi stanno sorprendendo per atteggiamento e umiltà. Noi più vecchietti ci mettiamo poco a capire se una persona ha dentro la voglia di crescere. Si può accettare l’errore in campo, non l’atteggiamento sbagliato. Loro hanno fame e ascoltano i consigli. Questo fa piacere”.
OBIETTIVI – “Devo essere onesto, i cambiamenti quest’anno sono grandi. È andato via pure Felipe Anderson, che ci dava tanto anche quando non brillava. Pipe, Ciro e Luis, erano tre nomi importanti. Rimaniamo positivi e ambiziosi, abbiamo fame e stiamo lavorando forte, però serve pazienza. Roma non è una piazza facile, è giusto comunque essere esigenti, non possiamo mica fermarci. Siamo noi grandi a doverci prendere le responsabilità. Ai nuovi serve un po’ di respiro“.
SCORSA STAGIONE – Patric è tornato anche sulle tensioni e le delusioni della passata stagione, spiegando meglio anche alcuni passaggi che lo hanno visto protagonista, come il caso delle sue dichiarazioni prima della gara contro la Salernitana di aprile scorso, quando disse che “chi non sente adatto, deve farsi da parte”. A tal proposito il difensore ha voluto chiarire: “Non mi riferivo certo a Luis Alberto e Immobile, per loro ho solo riconoscenza. Due professionisti, due persone che il mondo Lazio deve ringraziare. Quando ci siamo giocati il pane, sono stati sempre i primi a prendersi le responsabilità. La cosa pesa. Vanno ringraziati e basta, poi tutto ha un inizio e una fine. Meglio lasciarsi prima che dopo. So quanto potessero essere motivati o meno, è arrivato il momento di lasciare e l’hanno fatto. L’anno scorso abbiamo sbagliato 5-6 partite con le piccole e perso punti fondamentali. Sappiamo quanto chiede la piazza, ma se andiamo in profondità l’annata non è stata così disastrosa. Siamo usciti in Coppa Italia per un gol della Juve all’ultimo minuto, abbiamo battuto il Bayern in Champions. In campionato, giustamente, le aspettative erano maggiori. Sono in A le gare di cui dobbiamo rimproverarci”.
LEADERSHIP – “Qui sono cresciuto, sono un figlio dei laziali. Loro lo sentono, io lo sento. Soffriamo e lottiamo insieme, sono passionale e spontaneo. Non riesco a controllarmi, non c’è nulla di preparato. Ma lo ammetto: a volte rivedo le mie reazioni in partita e un po’ mi vergogno. Dietro ogni carriera c’è lo specchio della vita e della personalità fuori dal campo. Io sono orgoglioso del mio percorso. Mi sono allenato sempre più forte. C’è stato un momento in cui dovevo solo stare zitto e pedalare, non ero maturo come persona e si vedeva in partita. La frenesia e la voglia mi portavano a sbagliare. Sono fiero che i tifosi ora credano in me, ho raggiunto un equilibrio nelle prestazioni. Non sono a mio agio a parlare di me. I tifosi hanno capito la persona che sono: non mollo mai, do il 100%, è uno stile di vita. Le bandiere secondo me esistono ancora. Io qui sto alla grande, ho fatto bene gli ultimi anni, ma non penso a nessun record. Provo a dare il massimo ogni stagione. Se un giorno non sarò più utile, me ne andrò subito”.
L’attaccante della Lazio Rodriguez Pedro ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano Il Tempo, svelando alcune importanti novità sul proprio futuro. Lo spagnolo ha un altro anno di contratto con i biancocelesti, ma nonostante ciò si era aperta la possibilità di un suo addio antcipato. Un’opione smentita prorio da Pedro, che si è detto voglioso di affrontare una nuova stagione con la Lazio. “Mi piace stare qui, con i compagni e con i tifosi della Lazio. Questo sarà il mio ultimo anno. Non so se smetterò di giocare a calcio, ma fino a quando starò qui, darò tutto per il gruppo. Se resto non lo so, ma io vorrei stare qui fino alla fine del mio contratto”.
Pedro ha poi parlato del nuovo tecnico biancoceleste Marco Baroni, esprimendosi in merito al suo modo di vedere calcio. “Lui ha un’idea molto chiara. Vuole andare sempre avanti, pressare alto. È un allenatore che gli piace giocare a calcio, muovere la palla veloce e andare al cross. Manca andare in campo e cercare di ottenere i risultati. Perché se non vinci arrivano le critiche, poi la negatività, per questo è importante essere tranquilli. Il problema del gol? Avanti abbiamo giocatori forti, con qualità e dinamismo. Dobbiamo tornare a fare gol anche con gli esterni, essere pericolosi, ci aspettiamo di fare grandi cose per portare la Lazio in alto”.
Ai microfoni di Lazio Style Channel, al termine della seduta di allenamento di questa mattina, è intervenuto Matias Vecino.
Il centrocampista uruguaiano si è ritenuto soddisfatto del lavoro svolto fin qui ad Auronzo: “Stiamo facendo un bel lavoro, è normale andare più forte del solito in questo periodo. Stiamo conoscendo il mister e i nuovi compagni. Ogni anno si riparte con entusiasmo e voglia, bisogna arrivare pronti all’inizio del campionato che è quello che conta. Il mister e il suo staff ne approfittano per toccare tutti i punti di un giocatore, come la parte fisica e tattica. Giocare amichevoli anche è importante per mettere minuti nelle gambe.
I nuovi alcuni li conoscevamo, altri meno. È importante stare qua tutti insieme per far sì che sia più veloce il loro adattamento. Facciamo un po’ di tutto, poi andremo nello specifico. L’importante è trovare la condizione dal punto di vista fisico. Il resto arriverà. Tanti gol? Non lo so, cerco di mettermi al centro della squadra. Se arrivano i gol è meglio, ma puntiamo ai nostri obiettivi di squadra. L’anno scorso le partite più belle sono state in Champions, e anche il derby di Coppa Italia contro la Roma. In campionato qualcuna, anche se molto meno. Io trequartista? Non lo so, è una domanda per il mister. Io preferisco giocare nei due in mezzo
Inserimenti? Cerco di approfittare degli spazi e di partire più da dietro per sorprendere i difensori. Baroni è molto sereno, umile, con grande carica. Trasmettere idee concrete, ci sta trasmettendo grande energia e noi cerchiamo di aiutarlo. Sui calci piazzati a volte conta la struttura e il tempo. L’importante però è lavorare bene e avere chiari i concetti. Quando ho avuto un problema al ginocchio sono stato fuori un anno, ho avuto due anni difficili anche con la pandemia. Mi sono caricato a livello mentale e fisico. Ora sono tranquillo e sereno.“
AURONZO – Il rientro di Pellegrini, l’arrivo in ritiro del giovane Ruggeri al posto di Kamenovic (novità di mercato?) e le consuete manovre di 4-2-3-1: dopo il pomeriggio di ieri libero, ricomincia da queste notizie la preparazione della Lazio di Marco Baroni sotto le Tre Cime di Lavaredo. Il terzino mancino ha superato il problema rimediato nel corso della prima amichevole con l’Auronzo e da oggi è in aperta concorrenza con il portoghese Tavares che già da ieri mattina ha iniziato a lavorare con il resto del gruppo. Il capitano della Primavera, invece, sarà chiamato a rimpiazzare nelle prove l’infortunato Gila, nel frattempo, infatti, è Basic a muoversi da centrale di difesa. Il croato è fuori dal progetto tecnico, si aspettano offerte convincenti per lui.
Dopo circa mezzora di palestra, la squadra ha lavorato dal punto di vista tecnico e tattico, con tanto di partitella a campo ridotto alla quale non hanno inizialmente partecipato Fares, Milani, Saná Fernandes, Ruggeri, ed André Anderson. Da segnalare la prima volta di Loum Tchaouna a sinistra con Isaksen a destra nella stessa formazione; Dele Bashiru sempre da trequartista (Akpa dalla parte opposta)
Alberto Abbate a Radiosei: “Greenwood? Siamo in attesa. L’intermediario si sta incontrando con la Lazio a Roma.
Bisogna anticipare il Napoli, il club che più spaventa. Il club partenopeo è bloccato finché non riuscirà a cedere determinati giocatori.
Non ho dubbi sul fatto che Greenwood esploda ancor di più, in riferimento a questo la Lazio ha proposto una clausola di rivendita, il Napoli no.
Lotito pensa che il club campano non arrivi all’offerta di 30 milioni al Manchester, pensa sia un’azione di disturbo come quella fatta dalla Juventus. L’ultimatum per oggi della Lazio è vero ma credo sia puramente strategia.
Il Marsiglia ha chiuso da giorni con il Manchester, il problema però è ambientale. Il giocatore sta tenendo aperte tutte le opzioni. De Zerbi lo chiama continuamente, il club francese è arrivato ad offrire quasi 5 milioni di euro a stagione al calciatore.
Infermeria abbastanza vuota a parteGila. Pellegrini un po’ affaticato mentre Rovella ha recuperato. Ritmi molto alti in allenamento: Pedro è sempre il migliore. Si è mosso molto bene Castellanos, mentre trovo sempre anonimo Isaksen, mi piacerebbe vedergli il sangue negli occhi.
Ho visto molto bene i nuovi nel secondo tempo. Soprattutto Tchaouna e Noslin, ancora da capire Dele-Bashiru, senza dubbio ha una ‘gamba’ importante.”
Bellingham junior? Ricordiamoci che la Serie B inglese non è come quella italiana, da lì escono giocatori incredibili. Il costo del cartellino del giocatore si aggira attorno ai 15 milioni.
Sicuramente è stato sondato, lo era stato già a gennaio, ma non ho la certezza sia lui il famoso ‘mister x’.
Ruolo diverso da Greenwood, giocatore più simile a Samardzic. Baronicapirà in base ai prossimi acquisti come giocare. Nel caso arrivasse Bellingham si virerebbe su un 4:3:3 e non più 4:2:3:1.
Uscita Isaksen? Non la escludo. La Lazio non è convinto di cedere il giocatore, anche pensando ai vantaggi del decreto crescita.
Pedro non sembra voler andar via, mentre sono state rifiutate delle offerte di poco più di 15 milioni per Castellanos”.
AURONZO – Quinto giorno di ritiro, archiviati le 23 reti siglate alla rappresentativa locale nel primo test di ieri, la squadra di Baroni è tornata questa mattina a lavorare sul campo ‘Zandegiacomo’ (il pomeriggio sarà di riposo). Subito in gruppo il portoghese Nuno Tavares, sbarcato ieri in ritiro e subito testato a sinistra in una delle due linee di difesa. Dalla parte opposta si è mosso il giovane Milani, complice l’assenza di Pellegrini alle prese con una sessione di fisioterapia con tanto di scarpe da ginnastica. A proposito di mancini, ai box Fares e Kamenovic.
Allarme rientrato, invece, per Rovella che nell’amichevole di ieri ha lasciato il campo dopo mezzora di gioca. Un colpo alla caviglia prontamente smaltito. Ecco la composizione delle due squadre che si sono cimentate in esercitazioni tecniche e partitelle a campo ridotto sempre seguendo la traccia del 4-2-3-1.
Sirene arabe per Pedro. Lo spagnolo, che nelle scorse settimane era entrato nel mirino del Como e di alcune squadre spagnole, ha recentemente ammesso di voler rimanere alla Lazio, ma nel mercato tutto può cambiare da un momento all’altro. Come riporta Il Messaggero, sul numero nove biancoceleste sarebbe piombato l’interesse dell’Al Qadsiah. La pista araba, secondo il quotidiano, andrà monitorata nelle prossime settimane, con la Lazio che sotto traccia si augura che il calciatore possa accettare per completare il discorso tagli di ingaggi pesanti: “Io non caccio nessuno, ha ancora un anno e non ha fatto un passo indietro”
Silenziosissimo e soddisfatto, Marco Baroni, nel primo test della sua nuova Lazio. Ha osservato solo i movimenti e l’affiatamento, dopo aver fatto già un lungo discorso nella sgambata mattutina con la squadra messa a cerchio: «Dobbiamo lavorare sul gruppo! lo non ero il più forte nelle squadre in cui ho giocato, ma mi ci facevano sentire. Qui dentro voglio questa mentalità. Ognuno di noi deve aiutare il proprio compagno, fare una corsa in più per lui. Anche nei momenti di difficoltà, facciamolo sentire il più forte e combattiamo per lui fino all’ultimo respiro». Applauso dei giocatori, poi quello dei 700 tifosi (12 euro il prezzo del biglietto) per un po’ di ottimismo sparso al tramonto. Il Messaggero