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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Baroni accoglie Tavares ad Auronzo: “Vedrete quanto è forte”. Oggi primo test

Quarto colpo dritto in ritiro. Finalmente oggi Nuno Tavares sarà sotto le Tre Cime di Lavaredo, conoscerà i compagni e assisterà alla prima uscita della sua nuova squadra nell’amichevole contro la rappresentativa locale dell’Auronzo alle 18. Ieri il terzino sinistro è sbarcato nella capitale, ha sostenuto gli esami di rito, ha visitato Formello e firmato il contratto da 2 milioni (a salire), che lo legherà sino al 2029 alla Lazio. Era stato raggiunto da giorni l’accordo con l’Arsenal per il prestito con obbligo di riscatto a 5 milioni più il 20% sulla futura rivendita e 4 milioni di bonus, ma giovedì il ds Fabiani ha dovuto sciogliere l’ultimo nodo delle commissioni e sventare l’assalto in extremis del Betis, dopo i tentativi di Napoli, Marsiglia e Torino. Eccolo finalmente il terzino sinistro: «Scoprirete quanto è forte», ha assicurato Baroni in albergo e a diversi tifosi con cui ha avuto già qualche contatto. Classe 2000, 184 centimetri d’altezza, esterno di spinta fisico ed esplosivo. Saranno fondamentali i suoi assist sull’out mancino, ma Nuno dovrà riscattare le ultime due stagioni in chiaroscuro.

Ora a sinistra però uno è di troppo: «Non sono finiti i tagli», si è lasciato scappare infatti Lotito, e non si riferiva solo agli esuberi Kamenovic, Fares (già fermo con Andre Anderson), Basic, Akpa e Cancellieri (sondato dal Genoa di Gilardino). A Hysaj è stato dato il cartellino in mano. Pellegrini si è guardato intorno ma, a sentirlo adesso, sembra pronto a rimanere nella squadra che sognava da bambino: «Abbiamo perso tanti giocatori importanti le parole ai canali ufficiali ma ci sono ancora colonne portanti nello spogliatoio. Chi è rimasto dovrà così sentirsi ancora più responsabile verso chi è appena arrivato. Baroni ci sta già facendo spingere tanto, cosa posso dargli lo dirò in privato». Il Messaggero

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 3 – Mattina: Baroni aspetta Tavares e continua con il 4-2-3-1. Dele-Bashiru e Pedro i trequartisti. Altri striscioni di contestazione… (AUDIO)

AURONZO – Terzo giorno di lavoro al campo Zandegiacomo per la squadra di Marco Baroni che domani affronterà la prima amichevole della stagione (ore 18,00 contro l’Auronzo, costo 12 euro).

Incassata la prima brutta notizia – frattura all’alluce del piede sinistro per Gila, sarà out per almeno un mese – è andata in scena questa mattina la prima seduta di giornata. Dopo un breve colloquio con il tecnico tutta la squadra si è spostata sul campo adiacente per iniziare il riscaldamento. La sessione di lavoro è stata suddivisa in una prima parte di lavoro tecnico ed una seconda di esercitazioni atletiche.

Dal punto di vista tattico, le indicazioni non cambiano: Baroni continua a lavorare sul 4-2-3-1, non sono mai stati provate varianti fino ad oggi. Dopo aver sperimentato Vecino sulla trequarti campo nelle prime uscite, da ieri Baroni ha iniziato a lavorare in quel ruolo su Dele-Bashiru (al primo allenamento in gruppo, molto sollecitato dallo staff tecnico) e Pedro. In attesa di arrivi dal mercato sono il nigeriano e lo spagnolo i riferimenti alle spalle di Noslin o Castellanos. Vecino, Cataldi, Rovella e Guendouzi si alternano nei due mediani che si muovono davanti una difesa che nelle prossime ore accoglierà anche Tavares. Sarà il giovani Milani a fargli spazio.

Dopo gli striscioni dei primi due giorni, anche oggi dalla tribuna sono apparsi altri messaggi di contestazione al presidente Lotito (non è previsto il suo arrivo ad Auronzo): “Non sogni ma solite fregnacce” e “Zarate vale quanto Messi”.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 2 – Pomeriggio: squadra divisa in due. Esercizi per la difesa e sui cross

Ad Auronzo di Cadore la Lazio ha terminato anche il secondo giorno di allenamenti. Nel pomeriggio la seduta è cominciata alle 17:55. La squadra ha iniziato con un torello blando, poi i calci piazzati e esercizi per la difesa e i cross. In campo sono pochi i giocatori presenti: Marusic, Romagnoli, Casale, Pellegrini, Fares, Guendouzi, Akpa Akpro, Rovella, Isaksen, Castellanos, Pedro e Saná Fernandes. Dopo circa 30 minuti l’altra metà della squadra è uscita dalla palestra. Si sono quindi visti in campo Noslin, Tchaouna, Dele-Bashiru, Milani, Cataldi, Kamenovic, Patric, Lazzari, Vecino, Basic, Cancellieri e André Anderson che hanno ripetuto gli esercizi svolti prima dai loro compagni. La seconda seduta del secondo giorno è stata quindi blanda. Da domani si ricomincerà a spingere sull’acceleratore.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 2 – Mattina: ecco Dele-Bashiru, ancora 4-2-3-1 e striscioni per Lotito (AUDIO)

AURONZO – Seconda sessione di lavoro per la nuova Lazio di marco Baroni sotto le Tre Cime di Lavaredo. Nel pomeriggio si replica, in mattinata sono arrivate ulteriori conferme di 4-2-3-1. E’ questo il modulo scelto e si evince dalle numerose esercitazioni tecniche andate in scena al campo Zandegiacomo dove dopo una prima parte di lavoro atletico, Baroni ha diviso il gruppo in due parti:

Rossi: Marusic, Casale, Romagnoli, Pellegrini; Rovella, Guendouzi; Isaksen Pedro Sanà Fernandes; Castellanos

Rossi: Marusic, Casale, Romagnoli, Pellegrini; Rovella, Guendouzi; Isaksen Pedro Sanà Fernandes; Castellanos

Rispetto alla sessione di ieri, è tornato a lavorare con il resto del gruppo Tchaouna. Il francese è in aperta concorrenza con Isaksen nel ruolo di esterno destro. Anche questa mattina da trequartista si è mosso Vecino, alternato a Pedro. In quella zona di campo, a breve, sarà testato Dele-Bashiru che, dopo aver risolto i problemi con il visto, ha raggiunto la squadra nella serata di ieri. Oggi per il nigeriano lavoro differenziato ed atletico. Noslin e Castellanos sono le due punte centrali, mentre Gila ancora non è tornato a lavorare con il resto della compagnia.

Da segnalare per la seconda giornata sugli spalti dello Zandegiamoco striscioni di contestazione dei confronti della società: “Il pallone è per tutti, il calcio è per pochi. La Lazio non fa per te… vattene!”

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 1 Primo allenamento: subito 4-2-3-1 per Baroni, Vecino trequartista in attesa di Dele-Bashiru (arriva stasera). Striscione per Lotito…

Primo giorno di ritiro ad Auronzo di Cadore per la Lazio, che inizia a prendere confidenza con il nuovo allenatore Marco Baroni, nella stagione che vedrà l’addio di tre pilastri come Ciro Immobile, Luis Alberto e Felipe Anderson. Clima un po’ teso sulle tribune, con i tifosi biancocelesti che hanno esposto due striscioni allo Zandegiacomo. Il primo con la scritta “Nulla contro Baroni, tutto contro Lotito” e il secondo con una formazione con undici Lotito e Lotito allenatore.

Appena arrivata ad Auronzo, la Lazio ha subito cominciato a lavorare e faticare. Il nuovo tecnico Marco Baroni è stato chiaro: serviranno dedizione e passione. Inizialmente la squadra, divisa in due, ha svolto un esercizio sul possesso palla, a campo ridotto. Poi esercizi sui cross, e una partitella. Il primo gol della stagione lo ha realizzato Isaksen. Poi alcuni giri di campo per scaricare. A fine seduta Romagnoli, Pellegrini e Noslin si sono fermati a firmare autografi e scattare foto con i tifosi. Dal punto di vista tattico da segnalare subito l’utilizzo del 4-2-3-1 con Vecino utilizzato sulla trequarti in attesa dell’arrivo di Dele-Bashiru. Tutti problemi burocratici relativo al visto sono stati risolti e in serata il giocatore, giù ufficializzato dalla Lazio nei giorni scorsi, raggiungerà Auronzo di Cadore, per mettersi a disposizione di Marco Baroni a partire dall’allenamento di domani.

Le due squadre provate:

Rossi: Mandas; Lazzari, Patric, Romagnoli, Pellegrini, Akpa Akpro, Rovella; Pedro, Vecino, Saná Fernandes; Castellanos.

Celesti: Provedel; Marusic, Casale, Kamenovic, Milani; Guendouzi, Cataldi; Isaksen, Basic, Cancellieri; Noslin.

Jolly: Fares.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 1 – I convocati di Baroni

Di seguito la lista dei calciatori convocati dall’allenatore della Lazio Marco Baroni per il ritiro ad Auronzo di Cadore iniziato quest’oggi.

 Provedel, Mandas, Furlanetto, Renzetti, i portieri convocati.

Rispetto al reparto difensivo ci saranno: Lazzari, Marusic, Patric, Romagnoli, Casale, Gila, Kamenovic, Pellegrini, Fares, Milani.


A centrocampo, Guendouzi, Akpa Akpro, Rovella, Cataldi, André Anderson, Vecino, Basic.


Naturalmente in attacco spicca l’assenza di Ciro Immobile. Ormai manca solo l’ufficialità del trasferimento dell’ex capitano biancoceleste al Besiktas.

Isaksen, Tchaouna, Noslin, Castellanos, Pedro, Cancellieri, Saná Fernandes quindi, sono gli attaccanti presenti ad Auronzo.

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Lazio, alla fine i nodi vengono al pettine. Addio Immobile toglie alibi per giustificare problemi interni. Tutto aperto per Greenwood” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“E’ un momento un po’ complicato per la Lazio, credo che il nervosismo dei tifosi che il club ora sta raccogliendo sia per le cose non fatte nell’ultimo anno e mezzo. Le cose buone che la Lazio ora è certa di fare si noteranno eventualmente tra qualche mese. Il punto è che alla fine i nodi alla fine vengono al pettine, ci sono stati troppi alti e bassi nelle ultime stagioni. Mi aggrapperei alle cose positive, ogni volta in cui Lotito è stato contestato c’è stata una reazione positiva”.

Le responsabilità

Milinkovic, Luis Alberto ed Immobile erano tre dei giocatori migliori della serie A, sono stati loro a tenere in alto la Lazio negli ultimi 7-8 anni. Questa è stata la bravura e la fortuna della Lazio. Nel momento in cui Sarri lascia la Lazio c’è stata una sconfitta per tutto il club e per i dirigenti. Con lui la Lazio ha provato ad alzare l’asticella, le sue dimissioni sono state un segnale chiaro.

I cicli si chiudono, ma puntualmente nella società c’è sempre il discorso della meritocrazia che deve essere rispettata, dei senatori che hanno delle pretese. Questo nella Lazio accade più spesso che in altri club. Non credo che esistano degli allenatori che non facciamo giocare chi merita. Se devo pensare che Sarri e Tudor non l’abbiamo fatto mi devo buttare dalla finestra. Le difficoltà nella gestione dell’organico derivano anche dalle scelte che tu hai fatto ed il rinnovo della scorsa estate di Luis Alberto sono un esempio. Se non hai una linea coerente all’interno di un gruppo, in tutti i lavori emergono poi delle dinamiche complicate. Se ti sfuggono di mano delle situazioni, poi paghi le conseguenze. Per tutta una serie di motivi la stagione scorsa è andata così, soprattutto perché la programmazione si è interrotta. La ristrutturazione dei quadri societari non è ancora completa ed ora sta venendo fuori la somma di tutti questi fattori.

Ora serve ricreare un certo tipo di entusiasmo, per la prossima stagione è stato identificato l’obiettivo di migliorare il settimo posto. Quindi il sesto basterebbe, bisogna farsene una ragione e sperare che si possa costruire una squadra ancora più competitiva.

Immobile addio doloroso

Immobile? Si sono create delle situazioni e delle dinamiche che fanno si che questo epilogo sia il più giusto. Lui ha scelto di andare e nessuno nella Lazio ha fatto in modo che questo non accadesse. Ora meriterebbe di essere ringraziato come deve, c’ha fatto divertire, emozionare, riempire pagine di giornali. I suoi record parlano da soli, è un peccato ed un dolore, ma almeno adesso non ci saranno alibi per giustificare problematiche interne e di spogliatoio“.

Greenwood

“Su Greenwood il Marsiglia è più avanti dal punto di vista della trattativa, ma si sono innescate delle dinamiche che mi fanno pensare che il giocatore possa non voler andare. La Lazio ha delle possibilità concrete di arrivarci, è tutto aperto. Ieri Fabiani ha detto dell’inglese che può anche giocare punta, per questo non mi aspetto che la Lazio vada su uno come Simeone. La cosa importante è dare un segnale, la Lazio deve trovare un giocatore forte, conosciuto, di alto livello e che rinforzi davvero la squadra. Poi c’è necessità di dare un segnale anche allo spogliatoio. Il livello va sempre stimolato ed alzato, se lo abbassi poi non si riescono a replicare certe prestazioni”.

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FORMELLO

Entusiasmo Baroni: “Il mio momento più alto. Voglio coraggio e passione, una Lazio che emozioni. Mercato? Guardo a quello che ho” (AUDIO)

La presentazione del nuovo tecnico della Lazio, Marco Baroni, presso la sala stampa del centro sportivo di Formello:

Come dovrà essere la sua Lazio?
“Noi da subito dobbiamo iniziare a lavorare duramente, so che sto ereditando una squadra che ha cultura del lavoro. Dovremo semplicemente intensificare ancor di più. Uno degli aspetti importanti è legato ai valori, l’ho portato in tutte le mie squadre e per me è fondamentale. Questo fa la differenza nelle piccole cose e questo aspetto si ricongiunge allo spirito laziale, questo lo voglio vedere da subito. Nel calcio non c’è tempo, dobbiamo lavorare immediatamente sulla dedizione, sulla passione e attaccati al lavoro. Quando una squadra va sul campo e dimostra a chi la osserva queste componenti di compattezza, equilibrio, lavoro e qualità il pezzo più importante è stato già fatto”.

Cosa ha provato quando ha ricevuto la chiamata della Lazio?
“Sono felice, è il punto più alto della mia carriera e c’è consapevolezza di questo. C’è voglia di lavorare, di sentire la sfida. Io sono un allenatore che ama le sfide, voglio una squadra pronta ad aggredire, la mia squadra non deve giocare per sé stessa ma per la gente”.

Cosa porta da Verona in questa esperienza a Roma?
“Ho sempre avuto un principio fin da quando giocavo, o vinco o imparo. L’esperienza di Verona è stata bellissima, nella vita hai tanti modi per affrontare una difficoltà, ma per me è un’opportunità. La trasformazione che c’è stata ha rappresentato il momento più bello, ci portiamo dietro un vissuto importante ma sappiamo che qui è tutto diverso. So di dover fare un calcio diverso, c’è qualità, sono andati via giocatori importanti che hanno fatto la storia, ma abbiamo preso giovani ragazzi che dovranno partire con entusiasmo, coraggio ed equilibrio. Voglio che la squadra faccia un calcio che emozioni”.

Cosa pensa del mercato? Cosa manca a questa rosa?
“Non guardo mai a cosa manca, ma a quello che ho. Sono arrivati giocatori giovani, le parole del presidente hanno fatto piacere, questo ringiovanimento è legato al calcio che vogliamo proporre. Metto sempre il giocatore al centro del progetto, il compito mio e dello staff sarà quello di prendere l’atleta e di valorizzare le sue caratteristiche all’interno del collettivo. La parola collettivo è fondamentale, il valore di ogni singolo giocatore non fa mai il valore del collettivo. Lì dovrà esserci la nostra crescita individuale e di squadra”

Avete fissato con la società un obiettivo? Ha intenzione di partire dal 4-3-3 o dal 4-2-3-1?
“Sicuramente l’impianto sarà di una difesa a quattro con doppio esterno, all’interno di questo ci saranno delle possibili variabili. Da lì però non ci spostiamo, poi è chiaro che questo sia solo l’impianto, poi c’è la parte più importante con la squadra che deve avere compattezza, equilibrio e ferocia. Bisogna andare a prendere gli avversari, a me piace un calcio dinamico e di ritmo. È chiaro che parto sempre dalla squadra e dal lavoro per creare un obiettivo, l’obiettivo è quello di migliorare sicuramente il campionato dello scorso anno, abbiamo 47 partite, l’obiettivo primario è quello di farne molte di più. Giocheremo più di 5000 minuti, servirà tutto l’organico, ogni giocatore deve giocare qualsiasi minuto al proprio massimo”.

Cosa possono dare i giocatori che hanno fatto la storia recente della Lazio e che sono rimasti?
“Possono dare tantissimo, non parliamo di senatori. Ho parlato di cultura, questa squadra ha cultura. L’integrazione tra i nuovi sarà fondamentale, ma la cosa primaria è la presenza di giocatori importanti, li ho salutati oggi, ho visto gente vogliosa. A me questo interessa, interessa portare in campo un clima di fiducia e di gioia nel lavoro. Queste sono le cose più importanti, quando ti alleni forte hai il senso del lavoro e del sacrificio, si gioca come ci si allena. Questa è la sfida con la squadra”.

Gasperini ha valorizzato il suo lavoro, ha percepito un cambiamento nei suoi confronti dopo queste parole? Dele-Bashiru può giocare nei tre centrocampisti?
“Mi riconduco alle parole di Gasperini che mi hanno fatto piacere, ma rimaniamo sul senso delle sue parole. Spesso un allenatore viene valutato per un trofeo, ma vince un allenatore e ci sono allenatori che vincono nel loro obiettivo che può essere una salvezza. Questo era il messaggio, poi mi fa piacere perché c’è stima reciproca ma non penso fosse riferito solo al mio nome ma agli allenatori che insieme allo staff, ai giocatori e ai tifosi raggiungono questo obiettivo. Perdonatemi, non vorrei parlare dei singoli giocatori. Abbiamo scelto e valutato dei giocatori per le loro qualità e devo farli entrare nei nostri schemi grazie al lavoro anche dello staff, poi si mette sempre il giocatore al centro. Ci deve essere subito una grande conoscenza per cercare di far esprimere al meglio il singolo giocatore”.

Si aspettava di poter avere un’occasione del genere prima?
“Io non guardo mai indietro, guarda sempre avanti. Di dietro mi porto le esperienza, ciò che è fatto ieri però è già passato. La mia attenzione è rivolta all’oggi, il mio primo e unico pensiero è la Lazio. Poi è chiaro che ognuno si porta dietro un bagaglio esperienziale, ma siamo tutti pronti per questa meravigliosa occasione”.

Come la fa sentire il momento di contestazione della tifoseria nei confronti della società?
“Il sentimento è uno dei valori e degli aspetti in cui credo e a cui sono sempre legato. Il nostro sentimento, quello mio e della squadra deve essere legato ai tifosi. Il primo passo deve farlo la squadra con quei componenti di cui ho parlato prima. Se la squadra suda la maglia, si spende e lotta con coraggio, questo è ciò che tutti vogliono vedere. Ecco perché la mia attenzione è rivolta a quello, al lavoro che dovremo fare insieme alla squadra”.

Le due dimissioni di Sarri e Tudor in pochi mesi l’hanno fatta riflettere?
“No, ho grande rispetto per chi ha lavorato qui, principalmente professionale. Sono però momenti e storie diverse, sono convinto della mia scelta, questi problemi non li ho mai avuti e non li avrò neanche quest’anno. Tutti insieme dovremo cercare di lavorare sul coinvolgimento di tutte le componenti, non si raggiungono obiettivi se non siamo tutti insieme e questo è l’aspetto più importante su cui lavoreremo”.

È opportuno avere un’altra figura tra lei e la società per gestire lo spogliatoio?
“No, io non vedo queste problematiche. Qui c’è un gruppo di lavoro forte, un gruppo di ragazzi che ha voglia. Io ricorderò la fortuna che abbiamo, ricorderò ogni giorno che quello che spendiamo in campo è una fortuna. Quando ci sono tutte le componenti di cui ho parlato prima io non vedo altre problematiche. Questo aspetto non mi mette timore, sono certo di questo”.

Ha fatto delle richieste primarie a livello di mercato? Ha dichiarato dei giocatori incedibili?
“Il coinvolgimento è stato totale, dall’inizio. Sono arrivato nel momento giusto quando c’erano da fare delle situazioni le abbiamo analizzate insieme. C’è stato un coinvolgimento totale da parte del presidente e del direttore, sono state fatte delle uscite che ha spiegato il presidente. Noi non mandiamo via nessuno, ma serve quello che ho elencato prima. Dobbiamo avere giocatori che hanno il sentimento, la voglia e la determinazione per affrontare un’annata che vogliamo rendere importante. Ho delle coppie in ogni ruolo e non vedo l’ora di lavorare con i ragazzi”.

Ci può presentare il suo staff? Greenwood può alzare l’asticella?
“Il valore del giocatore lo conosciamo, so che è un giocatore bravo che può giocare sull’esterno. Di questa situazione non voglio parlare, non voglio parlare di singoli e di situazioni di mercato. Qui ho portato dei collaboratori, il mio secondo Del Rosso, due preparatori atletici, un collaboratore e due match analyst. Poi abbiamo trovato qua Viotti e Lamberti con cui ho già parlato, due ragazzi giovani cui ho trasmesso la mia energia. Siamo uno staff a porta aperta, chi lavora forte dalla mattina alla sera trova l’ambiente ideale. Chi ha meno voglia ha un problema, ma non è questo il caso”.

C’è stato un contatto con Maurizio Sarri?
“C’è stata una telefonata ma solo di saluti. Con Maurizio c’è stima, quando ero già stato annunciato ci siamo sentiti. Ci siamo incrociati nei campionati di C2, c’è stima professionale e un buon rapporto umano. Anche io ho molta stima del suo lavoro”.

Che Lazio dobbiamo aspettarci sotto la guida Baroni?
“Conosco benissimo la storia della Lazio, io voglio un calcio aggressivo. Ho studiato la squadra e ho guardato quanto fatto lo scorso anno, a me non piace molto attendere e per questo andremo a lavorare con la squadra. Io parto sempre da quello di cui ha bisogno la squadra per fare risultato. Ho in testa un calcio da fare, studiando ogni singolo componente credo si possa mettere in atto”.

Ha parlato di una difesa a 4 e di due esterni, può pensare alla doppia punta?
“A me piace giocare con i due esterni e la difesa a quattro, vi ho dato un impianto. All’interno di questo ci possono essere delle variabili anche a seconda della partita, non sono ingessato in un sistema di gioco. Contro la Lazio con il Verona siamo partiti a 4 ma avevamo delle difficoltà e ci siamo messi a specchio con la difesa a tre. È chiaro che poi vado a leggere la partita, in un calcio dinamico non creo un modello dal quale non si può uscire. Tendenzialmente l’impianto su cui costruire è quello, poi vedremo le varianti”.

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FORMELLO

Lazio, Lotito presenta Baroni: “Doveva essere panchina d’oro per i risultati ottenuti. La Lazio si riorganizza, non si ridimensiona. Giocherà solo chi merita” (AUDIO)

A margine della conferenza stampa di presentazione di Marco Baroni, il presidente Claudio Lotito presenta il nuovo tecnico:

“La Lazio non sta facendo alcun ridimensionamento, ma una riorganizzazione, privilegiando il merito e la professionalità. La scelta di Baroni è una scelta pesata, voluta. Il calcio è cambiato e si basa su forza fisica e corsa. Una volta c’erano le bandiere e ora non ci sono più. Forse io sono stato l’ultimo a cercare di tenere dei punti di riferimento, ma ora il calcio attuale privilegia gli interessi economici.

Siamo voluti ripartire da una logica basata sulla professionalità, un allenatore che non corre dietro alle teorie, ma alla pratica. Che fa giocare chi merita e non chi ha il nome o la fama. Lo scorso anno la mancata applicazione di queste cose ha fatto sì che due allenatori se ne siano andati. Allenatori che non hanno avuto nulla da ridire con la società.

Va premiato il merito e non il passato e la carriera.

Vogliamo una squadra propositiva, affamata, che faccia spettacolo.

La stagione passata la Lazio non ha fallito, perché la Lazio ha perso partite contro squadre meno attrezzate. Quindi vuol dire che mancava testa e applicazione da parte dei giocatori.

Noi vogliamo riportare al centro del progetto la Lazio.

Non mi interessa la commistione tra tifosi e giocatori e tifosi e stampa. In campo andrà solo chi merita

Noi siamo convinti della qualità dei giocatori che abbiamo preso e siamo certi che il campo lo dimostrerà.

Nel calcio di giocatori e direttori ce ne sono a bizzeffe. Sono i presidenti che mancano, quelli che ci mettono la faccia.

Per Baroni parlano i risultati: doveva essere panchina d’oro perché se l’è guadagnata col Lecce e col Verona. Non ha avuto l’opportunità di dimostrarlo a grandi livelli. Ora avrà questa opportunità.

La Lazio sul mercato farà quello che deve fare per allestire una squadra competitiva, ma lo era anche l’anno scorso. Purtroppo ciò che è mancato è stata la testa.

Mi è spiaciuto molto per Felipe Anderson, ma ha fatto una scelta di vita ed è voluto tornare al suo paese natale nonostante gli avessimo fatto una proposta molto vantaggiosa”.

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Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Addio Immobile? Ci deve essere accordo tra tutte le parti. E se arrivassero…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “La filosofia che gioca il migliore, chi dimostra di più deve valere sempre. Non credo valga solo per Baroni.

Bene che il tecnico parta con l’80% della rosa. Mi sembra che ci sia concentrati più sulla forza che sulla tecnica in conferenza.

Sarà una quadra più fisica, con una mentalità diversa. Penso che Greenwood non arriverà. Poi ci sarà da assumersi le proprie responabilità.

Credo arriverà un terzino sinistro e un attaccante nel caso uscisse uno tra Immobile e Castellanos.

Se Immobile dovesse uscire vuol dire che si sarà trovata una quadra tra le varie parti in causa. Credo che un altro acquisto in attacco debba essere fatto.

Ciro magari ha voglia di giocare, potrebbe essere questo il motivo di una sua possibile cessione.

Castellanos un buon giocatore ma non un goleador. Dia e Pinamonti potrebbero essere i sostituti.

La storia ci dice che la la Lazio se la gioca per il quinto o sesto posto. Poi capita ogni tanto di andare in Champions League.

Difficilmente nel calcio si ammettono le proprie colpe. Questo vale per la dirigenza come per i giocatori e gli allenatori. Si cerca sempre di scaricare le varie colpe.

Normale che in mancanza di risultati positivi si pensi a cambiare alcuni giocatori in rosa.”

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