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Lazio, acquisti paralizzati: urge liquidità al bilancio per rientrare nei parametri. La situazione

Situazione economica da rivedere e da sistemare: il mercato della Lazio è bloccato.

Vista la situazione economica in cui si trova la Lazio, Rovella potrebbe finire sul mercato. Sarebbe una pedina fondamentale per sbloccare i movimenti dei biancocelesti. E questa possibile cessione, sottolinea Il Messaggero, sarebbe solo un inizio, prima di altre cessioni o di un’eventuale ricapitalizzazione promessa da Lotito.

Servono, si legge, tanti soldi infatti per far rientrare i tre paletti (indice di liquidità, indicatore di indebitamento e del costo del lavoro allargato) che in questo frangente paralizzano altri acquisti da parte della Lazio. Se dovessero entrare 50 milioni per Rovella, potrebbero bastare le uscite di altri esuberi (Tchaouna a un passo dal Burnley per 14 milioni più bonus a titolo definitivo, ma l’addio dovrebbe consumarsi a luglio) e la mano al portafoglio di Lotito per poter andare ad esaudire le richieste di Sarri dove ritiene più debole l’organico. Senza gli introiti Uefa o altri ricavi, urge liquidità al bilancio della Lazio. L’altra chiave del mercato resta Castellanos.

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Lazio, Sarri blinda i big e sfoltisce la rosa: chi resta e chi può partire

Sarri ha accettato rifidandosi di Lotito e Fabiani, convinto dalle buone volontà, mettendo in conto le difficoltà che potrebbero verificarsi. Sarà una stagione senza Coppe, di 38 partite secche più la Coppa Italia. L’idea della società è ridurre la rosa a 19 elementi, forse pochini, la squadra di oggi è composta da 24 giocatori con il terzo portiere Furlanetto. Provedel e Mandas gli altri portieri.Difensori: Gila, Romagnoli, Gigot, Provstgaard, Patric, Marusic, Lazzari, Tavares, Pellegrini, Hysaj. I centrocampisti: Rovella, Belahyane, Guendouzi, Vecino, Dele-Bashiru. Gli attaccanti: Isaksen, Zaccagni, Pedro, Dia, Taty, Noslin senza contare Tchaouna già in uscita.

I conti bisogna farli con i vincoli Figc e Uefa (spese entro il 70% dei ricavi), con i riscatti di Rovella e Pellegrini più gli acquisti dell’anno scorso da chiudere quest’anno (poco meno di 40 milioni), con il bilancio (dopo otto anni senza soldi europei). Fabiani batte su un punto da giorni: i big restano tutti. Non dà spazio a dubbi, è certo di riuscire a confermare tutti i top della Lazio e di respingere eventuali offerte. Il secondo punto: scremare la rosa. Il mercato verrà contemplato in base alle possibilità che si riscontreranno e alle effettive permanenze. Non parte nessuno, assicurano. Ma se dovesse concretizzarsi un’uscita tra i big si procederà ad un rimpiazzo di pari valore. È tra i patti chiusi con il Comandante.

Prima le uscite, vecchio refrain. Nella lista non ci sono solo esuberi. Va valutata la posizione di Patric, in piena riabilitazione dopo l’operazione alla caviglia. La Lazio conta di blindare Gila e Romagnoli, di confermare Gigot e di puntare su Provstgaard. Vecino è spazientito, va convinto a restare. Sperava di ricevere segnali sul rinnovo già a maggio. Ci sarà en confronto. Va piazzato Basic, incredibilmente inserito in lista campionato a fine mercato. È in uscita Tchaouna, può andare al PSV Eindhoven, si tratta sul prestito, tra diritto e obbiligo di riscatto. Ibrahimovic non sarà riscattato, tornerà al Bayern Monaco, l’acquisto pesava per 8 milioni. Poi ci sono i rientri dai prestiti, una squadra intera. Corriere dello Sport

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Lazio, il club punta su Sarri per trattenere i big: senatori disposti a rimanere

Ore di attesa in casa Lazio: c’è mister Baroni da salutare e il nuovo tecnico da accogliere. Qualora il ritorno di Sarri si concretizzasse, diverse situazioni potrebbero cambiare anche in termini di partenza ed arrivi.

Ieri un incontro con l’entourage di Sarri, oggi il colloquio con Baroni: sono ore di valutazioni in casa Lazio. Chiaramente dal nuovo tecnico biancoceleste dipenderà pure il mercato, con diversi calciatori pronti anche a rimanere con l’allenatore toscano ed un progetto serio.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, da capitan Zaccagni a Pedro, passando per Romagnoli, Provedel, Rovella e Guendouzi, tutti vedrebbero di buon occhio il ritorno di Sarri.

Trattenere i ‘senatori’ e ripartire con il Comandante sarebbe importante per superare la delusione per la stagione appena conclusa e provare a puntare a traguardi importanti nei prossimi anni.

Dalla scelta che si farà per la panchina della Lazio, dipenderà anche il futuro di alcuni calciatori, sia perché qualcuno è legato a Sarri, sia perché lo stesso tecnico vorrà delle garanzie prima di accettare l’incarico.

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Mercato, Lazio verso la cessione di almeno due big: la situazione

La stagione si è conclusa senza centrare una competizione europea e, dal punto di vista economico, questo inciderà sul mercato estivo.

Sono giorni di valutazioni a Formello. Baroni sta per salutare la Lazio, la società sta provando a riportare a Roma Sarri e nel frattempo diversi altri tecnici vengono accostati al club biancoceleste.

Quello che è certo al momento è che la Lazio dovrà contare su finanze ridotte quest’anno, visto che non avrà gli introiti delle coppe. Sulle base di questo, sottolinea La Gazzetta dello Sport, in casa biancoceleste si profilano le cessioni di almeno due big. I primi indiziati a lasciare la Capitale sembrerebbero essere Matteo Guendouzi eMario Gila.

Il centrocampista francese e il difensore spagnolo risultano tra i nomi più appetibili sul mercato. Guendouzi è nel mirino di club inglesi, Newcastle in pole. La Lazio lo quota sui 40milioni di euro. L’ex Marsiglia ha un contratto fino al 2028. Su Gila il Real Madrid ha mantenuto il 50%sulla rivendita. Il centrale potrebbe rientrare in Liga, ma sulle sue tracce ci sarebbero attenzioni dall’Inghilterra (Wolverhampton e soprattutto Chelsea). Con offerte oltre i 30milioni di euro.

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Lazio, da Provedel a Guendouzi: come cambierebbe la situazione dei big con Sarri

Sarri sì o Sarri no? La società sembra orientata verso il ritorno del tecnico toscano ma l’allenatore ha diverse valutazioni da fare.

In questi giorni sta andando in scena un vero e proprio valzer delle panchine di Serie A. Le prime 7-8 della classe potrebbero tutte cambiare guida tecnica. Conte sembra essere ai saluti con il Napoli, il futuro di Inzaghi si capirà dopo la finale di Champions League, Gasperini potrebbe lasciare Bergamo, Tudor sicuramente non sarà il prossimo allenatore della Juventus, la Roma è in cerca del tecnico, Bologna e Fiorentina stanno valutando il da farsi ed il Milan certamente saluterà Conceicao.

Sulla base di questo, anche Maurizio Sarri sta facendo i suoi calcoli. Sul tecnico toscano non c’è solo l’interesse della Lazio. Quello che è certo però è che con lui in panchina cambierebbe lo scenario in casa biancoceleste.

Al momento diversi big potrebbero lasciare Formello, dopo una stagione deludente. Il ritorno di Sarri, visto che in molti nello spogliatoio già lo conoscono, potrebbe far cambiare idea a più di qualcuno.

Su tutti Provedel sarebbe contento di ritrovare l’allenatore dei portieri Massimo Nenci, come anche Romagnoli e Gila, ad esempio, potrebbero restare per lavorare ancora con Sarri. Discorso simile per Rovella e Guendouzi e anche per Marusic, alle prese con il rinnovo di contratto. Inutile infine parlare di Vecino e Pedro che arrivò alla Lazio proprio grazie al tecnico toscano.

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La Lazio fa i conti con la Conference: introiti minimi e necessità di cedere due big

Ad una giornata dalla fine è ancora apertissima la corsa alle zone utili per giocare in Europa il prossimo anno. Al momento la Lazio si troverebbe in Conference League.

Qualora non cambiasse lo scenario, i biancocelesti affronteranno la “terza coppa” e inevitabilmente la società farà delle scelte in base agli introiti minimi che entreranno. Stando poi a quanto riporta Il Messaggero, il club sarà anche costretto a cedere dei big.

Per superare l’indice di liquidità (e non solo), la Lazio, si legge, si è già impegnata per oltre 50 milioni (da versare prima e dopo il 30 giugno) per Rovella, Pellegrini, Nuno Tavares, Belahyane e Provstgaard (su Ibra non c’è l’obbligo). Il Bologna ha già versato 6,5 milioni per Casale, altri 4 arriveranno dalla Fiorentina per Cataldi (potrebbe rientrare anche Marusic nel pacchetto con un ulteriore conguaglio), ma non copriranno certo il buco.

Serviranno, prosegue il quotidiano, due cessioni big per poter rinforzare la rosa in modo adeguato. Guendouzi ha già mostrato perplessità sulla Conference, Gila vuole fare il salto: sono i principali indiziati a dire addio. Ma oltre le motivazioni, conteranno le offerte che arriveranno a Formello e gli stipendi che pesano sul bilancio.

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Lazio, l’Europa per tenere i big: la situazione

La stagione della Lazio è entrata nel vivo: domani i biancocelesti se la vedranno con il Bodo/Glimt nel ritorno dei quarti di finale di Europa League; una competizione che i biancocelesti hanno onorato fin dal primo giorno e che sperano di proseguire nonostante il 2-0 rimediato all’andata.

Al campionato si tornerà a pensare poi per preparare la sfida in trasferta contro il Genoa, in programma lunedì pomeriggio: in questo finale di stagione i capitolini tenteranno il tutto per tutto per rientrare nelle zone alte della classifica.

Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, il futuro della Lazio passerà proprio dall’Europa: conquistarsi un posto nelle coppe diventa la base per contare su risorse in grado di sostenere obiettivi di un certo livello. E anche per cercare di mantenere quelli che stanno diventando i pilastri della squadra di Baroni. Tra gli altri, Rovella è finito nel mirino di diversi club, anche di Premier; discorso simile per Gila. Mandas e Isaksen iniziano a mettersi in mostra. Il finale di campionato servirà anche alla società biancoceleste per fare tutte le valutazioni del caso.

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Il ‘coraggio’ c’è, ma alla Lazio manca sempre ‘l’ultimo step’ con le big: il dato con le prime otto

Baroni lo chiama “ultimo step Champions”, tradotto tatticamente è «qualche piccola fragilità su cui dobbiamo lavorare e lo faremo», numericamente è il salto finale che spetta la Lazio negli scontri diretti. Slalom difficile: Milan fuori, Bologna fuori, Atalanta fuori, Juve in casa e Inter fuori prima di chiudere il campionato a Lecce. È il calendario dei big match da qui alla fine.

La media punti negli scontri ad alta quota deve alzarsi, non basta quella attuale per ipotecare il quarto posto. La Lazio ha vinto a Napoli e contro il Bologna in casa, per il resto solo pareggi contro Milan, Atalanta e Napoli (al ritorno). In più i ko contro Fiorentina (due volte), Juventus e Inter considerando le prime otto in classifica. Su 27 punti ne ha conquistati 9, ne ha lasciati per strada 18. Non che li dovesse conquistare tutti, ma qualcuno in più sì.

A Baroni basta e avanza questa Lazio, orchestra ben accordata, da perfezionare. Ma ci sono dei difetti di equilibrio che resteranno, il tecnico l’ha messo in conto: «Intensità, manovra di gioco, ricerca del risultato pieno. È importante che la squadra abbia sempre la sua identità e vada alla ricerca della vittoria. Se ci guardiamo indietro nelle gare che abbiamo perso, tranne una, abbiamo sempre creato. La mia squadra deve emozionare, la gente deve vedere la passione dei giocatori che si battono. Noi vogliamo fare questo fino alla fine, lottare, combattere e lavorare»il manifesto di Baroni è questo, l’ha ripetuto dopo il pareggio col Napoli. E ieri, con un post su Instagram, ha ribadito parte dei concetti: «La voglia del coraggio, l’unica orchestra che non smette di suonare, c’mon guys!». La sua orchestra è fatta di martelli pneumatici e di violini, fin dall’inizio della stagione ha lavorato per sublimare il concetto di Lazio combattiva. Non si vedrà mai una Lazio remissiva: «Noi abbiamo una condotta di gara di un certo tipo, non possiamo fare partite attendiste e nel giocare ci assumiamo qualche rischio». Corriere dello Sport

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Lazio, quanto manca all’Olimpico una vittoria con una big!

La Lazio sabato affronterà il Napoli ma per due mesi e mezzo non sono riusciti a vincere una partita casalinga in campionato: appena 2 punti conquistati in quattro gare, il tutto dopo averne vinte 6 delle prime 7 (pareggiando solo contro il Milan a fine agosto). La brusca frenata ha complicato la corsa Champions, rischiando il sorpasso di Juventus e Fiorentina, con Milan e Bologna che ancora devono recuperare una gara. Domenica scorsa, contro il Monza, la Lazio è tornata a trionfare di fronte all’amato pubblico, ma ora è tempo di una big. Come riporta il Corriere della Sera, la Lazio non riesce a battere una big del nostro campionato all’Olimpico da quasi un anno. Contro Milan, Inter, Atalanta e Fiorentina sono solo 2 i punti conquistati (due sconfitte due pareggi). Se consideriamo l’anno solare (2024) in campionato l’unica delle big battuta in casa è la Juventus, a fine dello scorso marzo, con goal di Marušić, all’esordio in panchina di Tudor. 

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Lazio, per Tudor l’esame big

Riecco l’esame big per Tudor, scrive questa mattina Il Messaggero’ presentando il match del Meazza contro l’Inter. In campionato il tecnico croato ha ottenuto praticamente il massimo con le piccole convincendo invece a metà negli scontri diretti: 3 punti agguantati in extremis con la Juventus e il k.o. nel suo primo derby. Ecco perché c’è grande curiosità sull’atteggiamento della sua Lazio contro l’Inter, ma guai a mettere etichette o a guardare troppo indietro: “I punti persi con la Roma? Ci sono 38 partite nel campionato, tiriamo le somme alla fine”. E ancora: “Dopo dieci giornate si danno etichette sbagliate. Abbiamo affrontato Juve e Roma, poi due trasferte difficili come Genoa e Monza e infine tre squadre di medio-bassa classifica (Salernitana, Verona ed Empoli, ndc). Non ci sono pensieri o calcoli questo è il calcio vissuto, poi c’è quello di opinioni e chiacchiere”. Il tecnico croato non accetta i numeri e la sensazione ambientale di una Lazio che ottiene il massimo perlopiù con avversari di livello inferiore, ma di certo l’unico modo a disposizione per ribaltarla sarebbe ottenere 3 punti a San Siro, in casa dei neo campioni d’Italia, nel giorno della festa per la seconda stella sotto le note di Ligabue e Tananai.