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Lazio, ora un mese di fuoco con le big. E a centrocampo è davvero dura per Baroni…

E ora per la Lazio si fa complicata. Non solo per il calendario che nel giro di un mese porrà davanti alla squadra di Baroni due volte il Napoli, l’Inter e l’Atalanta, non solo per il momento difficile da un punto di vista psicologico, dopo il pareggio contro il Ludogorets e la sconfitta contro il Parma, ma anche per l’assenza di calciatori a disposizione del tecnico. In sede di mercato spesso – soprattutto dopo la partenza di Danilo Cataldi – si è parlato nell’ambiente laziale della mancanza di uomini in quel reparto, con Castrovilli una scommessa senza paracadute. Oggi il problema torna quanto mai attuale. Baroni lo aveva nascosto sotto al tappeto, schierando Dia titolare sulla trequarti, un’intuizione che ha ripagato e che dà ancora più valore al lavoro svolto dal mister, ma che questa volta rischia di non bastare.

CONTRO IL NAPOLI SENZA CENTROCAMPO – La Lazio affronterà il Napoli in Coppa Italia con tre centrocampisti contati, come avvenuto già nella sfida del Tardini. Rovella, Guendouzi e Dele-Bashiru saranno le uniche armi a disposizione di Baroni, alla quale si potrebbe aggiungere Di Tommaso dalla Primavera, oltre ai fuori lista – impiegabili in coppa – Akpa Akpro, Basic e Andre Anderson. Il modulo obbligato è il 4-2-3-1, magari lasciando fuori Guendouzi e schierando Dele-Bashiru, o viceversa in base alle loro condizioni e, soprattutto, in vista del campionato quando l’8 dicembre sarà la Lazio a volare a Napoli in condizioni ancora più drastiche. Vecino resterà fuori altri dieci giorni, almeno, Castrovilli dovrebbe tornare a disposizione per l’Ajax, come riporta Il Corriere dello Sport, dopo l’operazione al menisco, Dia ha una caviglia molto gonfia che rischia di tenerlo fuori anche contro i partenopei e, come se non bastasse, Rovella era in diffida e l’ammonizione di ieri ha fatto scattare la squalifica in vista di domenica. 

SCELTE OBBLIGATE – Al Maradona la Lazio si presenterà con due centrocampisti a disposizione: Guendouzi e Dele-Bashiru, con il nigeriano che andrà riadattato nel ruolo di mediano a centrocampo e uno tra Pedro – il favorito -, Zaccagni e Noslin chiamato a sacrificarsi sulla trequarti e giocare quindi fuori posizione per ovviare alle assenze di giocatori adattabili in quel reparto di campo. Una situazione complicatissima che costringerà Baroni a preparare ancor più nel dettaglio due impegni sulla carta complicatissimi e che diventano proibitivi con una rosa ridotta all’osso. Tornano a galla, così, le perplessità estive: i dubbi intorno a delle scelte in sede di mercato, che oggi lasciano dei buchi in una squadra che a gennaio ha necessità urgente di essere rinforzata, anche numericamente, dall’arrivo di un centrocampista. La Lazio ha iniziato la stagione con 5 centrocampisti per 6 ruoli, oggi lo paga. Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Baroni riparte dal centrocampo: Guendo-Rovella-Vecino per restare lassù

Un reparto che molti vorrebbero avere con la stessa duttilità di Baroni. Il centrocampo anche col Bologna sarà la zona fondamentale dove la Lazio giocherá maggiormente la sua partita. Il tecnico è orientato a confermare il terzetto visto a Monza con Guendouzi e Rovella affiancati da Vecino, che si muoverà da pendolo con la trequarti. Lo riporta il Corriere dello Sport, anche complice della non idilliaca condizione degli attaccanti tra acciacchi e nazionali, Baroni punterà ancora sui suoi scudieri nella zona nevralgica del campo.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Col Bologna esame importante. Centrocampo a 3? Ecco perché Baroni vuole Vecino in campo…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste alla vigilia della gara casalinga della Lazio contro il Bologna:

Con l’eventuale 4-3-3 davanti cambia poco; questa scelta significa che nella fase di non possesso non si vuole dare spazio agli avversari, io la leggo così.

Dopo la sosta ci possono essere sorprese per quanto riguarda atteggiamento e applicazioni e Vecino garantisce leadership, oltre a possedere corsa e fisicità. Credo che Baroni voglia mettere una squadra più corta, più equilibrata, almeno all’inizio. Nella transizione bisogna essere meno palleggiatori, si deve verticalizzare.

Casale? Non mi piace, non mi aveva convinto neanche a Roma. Ndoye assenza pesante per loro; è veloce, bravo.

Castellanos? Caratterialmente mi piace molto, trasmette voglia di giocare, fame. E’ un attaccante che ha tutti i requisiti per far vedere come si deve svolgere il ruolo, sia tecnicamente che caratterialmente. Ogni tecnico vorrebbe avere un calciatore così davanti. Si mette a disposizione della squadra.

Serve riaccendere l’interruttore. Questo esame è molto importante. La sfida sarà decisiva per il percorso di crescita: si capisce se si deve lavorare ancora o se si è fatto uno step“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “Lazio, c’è sana concorrenza e gruppo forte. Ma a centrocampo…” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Se dovesse arrivare un centrocampista, non credo che possa creare dei malumori, sappiamo che lì siamo corti, ci deve essere una sana competizione. Se vuoi creare una grande squadra deve esserci della sana competizione. Speriamo che per Castrovilli non sia nulla di grave”.

“Ci sta dando tante soddisfazioni, sta facendo una grandissima stagione sia in campionato che in Europa League. Ad inizio stagione nessuno lo avrebbe mai detto, adesso c’è un gruppo forte in cui c’è una sana competizione, che fa sempre bene. Adesso ci saranno una serie di partita complicate dopo la sosta. A Monza la Lazio ha meritato, anche se c’è stata un po’ di sofferenza, ma ci può stare, questa squadra non molla mai e corre”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, centrocampo da gestire e scelte azzardate alla prova del calendario

Reparto accorciato a fine mercato: Via Cataldi, non sostituito, depennato pure il nome di Castrovilli, fuori dalla lista per l’Europa League. Cinque pedine in campionato, una in meno per le gare internazionali: il centrocampo è il centro dello sforzo maggiore. Una mossa azzardata, solo il campo dirà se la Lazio riuscirà a reggere l’impatto con tutte le competizioni in cui sarà impegnata.

La Serie A, le 8 partite europee del nuovo girone unico, l’esordio in Coppa Italia previsto a inizio dicembre. Baroni dovrà gestire la rosa, le forze da dosare sono soprattutto in mediana. In una situazione simile ogni infortunio rischia di essere pagato caro. Sarebbe meglio prevenire, che preoccuparsi. Si punta tutto sui quattro prescelti: Guendouzi, Rovella, Vecino e Dele-Bashiru. Il nigeriano, tra l’altro, in carriera ha giocato maggiormente mezzala o come trequartista, piuttosto che da centrocampista puro. Gli interrogativi e i timori sono aumentati con la rinuncia a Castrovilli, ora utilizzabile soltanto in Serie A. È rimasto a riposo negli ultimi due giorni, il lavoro differenziato ha seguito l’esclusione dolorosa. Una coincidenza, rassicurano da Formello. Il classe 1997, a maggior ragione, va però inserito nella mini-lista dei calciatori da monitorare durante la sosta. Corriere dello Sport

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Lazio, uomini contati a metà campo. E la scommessa Castrovilli…

Il ds Fabiani era talmente convinto di lui che non lo aveva nemmeno introdotto: «Chi non conosce Castrovilli? Inutile che io dica qualcosa», mentre Baroni non ha mai nascosto la propria ammirazione: «Gaetano ha grande qualità, visione di gioco, ultimo passaggio e può far gol. Sta lavorando forte e sono convinto che a breve sarà al100%». 

Castrovilli, da scommessa a fuori lista

A quanto pare però questo 100% è ancora lontano per la scommessa estiva considerato da molti (anche a Formello) il successore di Luis Alberto, l’ideale per dare qualità al centrocampo nonostante in carriera abbia sempre mostrato caratteristiche differenti rispetto a quelle di un trequartista-fantasista. La Lazio ha fiutato l’affare sperando di ritrovare il Castrovilli pre Euro 2020 e mettendo sul piatto un contratto di un anno con ulteriore opzione biennale in base alla percentuale di presenze e un ingaggio di circa 2 milioni di euro. Tanti buoni propositi congelati, visto che per ora Baroni in campo internazionale gli ha preferito un 37enne fuori ruolo come Pedro, che tra l’altro ieri non si è nemmeno allenato per un fastidio muscolare nonostante finora abbia giocato solo 7 minuti. 

Baroni preferisce Pedro a Castrovilli

In Europa quindi ci sarà un centrocampo ridotto all’osso con Rovella, Guendouzi, Vecino e Dele-Bashiru. Tre della vecchia guardia e un nuovo arrivato che si sta adattando, chiamati a schivare squalifiche, infortuni o semplici raffreddori per essere sempre presenti. Nell’ultima settimana si è passati dalla cessione di Cataldi al mancato arrivo di un sostituto, sino a una scelta con cui si andrà a danneggiare un percorso in Europa League che col nuovo format sarebbe stato molto più accessibile. Alla faccia delle ambizioni. Il Messaggero

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Lazio, il centrocampo del futuro tra la ricerca della fisicità ed il dubbio Guendouzi. Rovella e Cataldi svantaggiati…

La conta delle conte per fissare i punti fermi, la caccia a giocatori fisici per completare centrocampo e trequarti. Tudor sta puntando su Guendouzi (o Vecino) e Kamada. Con lui Cataldi e soprattutto Rovella, i registi di Sarri, si sono trovati svantaggiati. Vuole aggiungere fisicità e i due reparti che ne possono vantare di meno sono facilmente indentificabili. A centrocampo tutto ruota attorno alla posizione del francese, tra i giocatori in bilico per scelta personale. Con Igor è solo tregua. Guendouzi punta gli Europei, punta a sfruttare le ultime tre partite per strappare la chiamata di Deschamps, sa che non è una prima scelta, vuole provarci. Poi valuterà il suo futuro. Per la Lazio, dopo il riscatto dall’OM (18 milioni con i bonus) vale 30 milioni. Se partirà Guendouzi andrà rimpiazzato, se rimarrà si deciderà se aggiungere un colosso in più o soltanto un esterno sinistro a centrocampo. E’ stato proposto il centrale Sissoko dello Strasburgo, 1,93 di altezza, si libera a giugno. Per la fascia mancina balla sempre il nome di Gosens dell’Union Berlino. Vuole lasciare la Germania, è stato proposto ad alcuni club italiani, tra questi la Lazio che lo considera un buon profilo. Nell’ultimo anno con l’Atalanta e nell’anno e mezzo all’Inter è stato frenato da infortuni, con l’Union ha ritrovato continuità. Un profilo alla Tudor è Antonin Barak, 29 anni, 1,90, ex Verona. Igor l’aveva valorizzato a Verona, alla Fiorentina non ha vissuto la stessa avventura. E’ in scadenza nel 2026 e il richiamo dell’allenatore croato potrebbe spingerlo a lasciare Firenze. Tudor lo utilizzava ne 3-4-2-1 nei due trequartisti, per caratteristiche fisiche e tecniche è il prototipo del giocatore type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ ideale.  Corriere dello Sport

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Rompicapo centrocampo, Luis Alberto unico punto fermo

Il tecnico biancoceleste è partito con KamadaCataldi e Luis Alberto. Ci ha giocato contro Lecce e Genoa, li ha confermati a Napoli, quando si è pensato che la crisi fosse solo passeggera. E li ha riproposti con la Juve. Ha iniziato a cambiare in Champions, lanciando Vecino da regista, confermando Kamada e Luis Alberto contro l’Atletico Madrid. Nuova modifica contro il Monza: Guendouzi titolare, Cataldi e Luis Alberto confermati. Contro il Toro è stata la volta di Vecino mezzala, si è registrato anche l’esordio di Rovella da titolare. Luis Alberto non s’è potuto mai muovere dal suo posto. A Milano ecco GuendouziRovella e Luis Alberto. Sarri ha cambiato trio quattro volte su otto partite (Champions compresa). Lo fa perché il calendario lo impone ed è un bene che abbia riscoperto il turnover, era una delle critiche mosse l’anno scorso. Ma non è ancora riuscito a trovare la linea giusta, quella che gli possa garantire equilibrio difensivo e offensività.

Guendouzi pensa di poterlo associare con tutti gli altri centrocampisti in rosa. Kamada lo vede solo con Cataldi se gioca anche Luis Alberto, non con Rovella. In ogni combinazione che comprende il centrocampo c’è sempre stato Luis Alberto. E’ impossibile rinunciarci. E’ il Mago il simbolo tattico della Lazio che cerca l’identità persa. Lo riporta il Corriere dello Sport

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Centrocampo vera incognita del prossimo mercato…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La vera incognita del prossimo mercato della Lazio riguarda il centrocampo. Se la difesa va rifondata, i portieri andranno via a scadenza e l’attacco mantenuto, c’è invece una situazione ibrida per il settore mediano. Lì dipenderà da quanto accadrà sul mercato e dalle possibilità che avrà il club dal punto di vista economico. Non si può escludere una rivoluzione anche in questa zona visto che Leiva è a scadenza e saranno valutate offerte per gli altri. Questo preoccupa, perché anche la prossima stagione potrebbe diventare di costruzione forzata. Basic è uno dei classici giocatori che si fatica a capirli se gioca poco. Il croato era stato scelto dal Napoli in caso di cessione di Fabian Ruiz. Questa va sottolineato, dimostra anche una qualità riconosciuta”.

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Luis Alberto rinato: l’effetto Sarri ora si vede

La Lazio è tornata a macinare punti, ad essere costante, efficace e parte del merito è anche del ritrovato Luis Alberto. Il Mago si è ripreso il centro della scena, il centrocampo ora funziona e distribuisce gol più assist. La sua stagione fin qui è super. Ha preso parte a 11 reti in campionato (quattro reti e sette assist), in 25 presenze ha già eguagliato il bottino dell’intera scorsa stagione (nove reti e due assist in 34 presenze).

La forza del centrocampo

Luis Alberto grande protagonista con Milinkovic e Leiva. Il Sergente rimane l’uomo in più: è il centrocampista che ha preso parte a più gol in campionato (17, con otto reti e nove assist), almeno due in più rispetto a qualsiasi altro collega di reparto. E poi c’è il ritrovato Leiva, che ha festeggiato le cento vittorie con la Lazio. Sabato, contro il Cagliari, ha centrato 8 recuperi. Meglio hanno fatto solo Milinkovic (10) e Acerbi (9). E guai a dire che corre poco: in Sardegna ha vantato il record di velocità media (10,99 chilometri/orari). Sarri applaude, la sua filosofia è stata trasmessa. Corrieredellosport.it