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Lazio-Empoli tra passato e futuro: antivigilia con conferenza per Tudor

“Il tecnico biancoceleste Igor Tudor interverrà in conferenza stampa nell’antivigilia di Lazio-Empoli domani, venerdì 10 maggio 2024, alle ore 15:00 presso la sala stampa del Centro Sportivo di Formello”. Così il club biancoceleste attraverso i propri canali ufficiali fissa l’appuntamento che aprirà un week-end importante: ci sono da omaggiare gli eroi del primo scudetto e da blindare il piazzamento in Europa League battendo un Empoli a caccia di punti salvezza. Un tuffo nel passato ed un presente importante per il futuro.

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Tudor in conferenza: “Molto deluso, ho chiaro cosa devo fare. Zaccagni? Espulsione nell’aria…” (AUDIO)

La conferenza stampa di Igor Tudor dopo il pareggio di Monza:

Tudor, a fine partita c’è stato un quarto d’ora di confronto tra tifosi e squadra. Cosa è emerso?

“Non so cosa è successo, non posso commentare. Quando saprò cosa è successo allora commenterò. Posso commentare solo i fatti.

La sostituzione di Zaccagni?

Aveva un giallo e mezzo, era nervoso. Poteva essere espulso e non sarebbe stato uno scandalo. Ha scelto di non espellerlo ma era nell’aria.

Casale?

Devo fare un’analisi profonda, questa è stata la prestazione che mi è piaciuta meno. Il Monza è una squadra tosta, prendiamoci il punto perché non meritavamo la vittoria e ci prepariamo per il rush finale”.

Perché non avete difeso meglio dopo il 2-1?

“Nel calcio può succedere di tutto. Una finale di Champions League è stata ribaltata in tre minuti. Questo è il calcio, mi interessa la prestazione. Il campionato non si decide in una gara, ne mancano solo tre”.

Felipe Anderson perché non è stato sostituito?

“Tanti giocatori sottotono, ho fatto cambi ma ho tolto i meno peggio. Varie ragioni, ma devo analizzare bene. Dovevamo fare meglio.

Arbitraggio?

“Abbiamo subito tanti gialli, ma non posso giudicare ora. Abbiamo faticato in fase difensiva e in fase di possesso. Sono molto deluso ma ho chiaro su cosa devo fare”.

Si aspettava questo percorso di Palladino con il Monza?

“Il Monza sta bene in campo e ha giocatori di buon livello. Palladino è un ragazzo intelligente, ha una base per fare un buon percorso di allenatore”.

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FORMELLO

Tudor: “Andiamo forte fino alla fine. Obiettivi? D’accordo con Sarri, manca obiettività sul giudizio della rosa. A Rovella manca solo qualche chilo, su Taty-Ciro…” (AUDIO)

Alla vigilia della trasferta di Monza, il tecnico della Lazio Igor Tudor presenta il match in conferenza stampa:

Che Lazio vuole vedere domani a Monza?
“Sarà una partita difficile come tutte in Serie A. Meno partite rimangono e più sono importanti, ognuno lotta per i suoi obiettivi e noi dovremo preparare la partita al massimo per fare il nostro meglio”.

Zaccagni è recuperato a tempo pieno?
“Zaccagni ha fatto mezz’ora nell’ultima gara, vedremo oggi come preparare la sfida di domani. È un giocatore importante, viene da un periodo problematico con gli ultimi infortuni, mancano poche gare e dobbiamo essere bravi a capire come utilizzarlo se dall’inizio o dalla panchina”.

Come ti regolerai con il rientro di Provedel?
“Provedel non è recuperato, ha fatto 2-3 allenamenti con noi e uno che sta fuori due mesi è un grande dubbio anche solo portarlo in panchina, non per fare concorrenza per giocare”.

Si può sognare la Champions o l’obiettivo è l’Europa League?
“Non so dove possiamo arrivare, noi possiamo fare un pronostico solo sulle nostre prestazioni. Questo è il nostro unico obiettivo, fare grandi prestazioni a cominciare da sabato. Poi i punti e i calcoli sono importanti, però come ho ribadito tante volte facciamo il nostro meglio poi calcoleremo i numeri alla fine. Fino all’ultima giornata non si saprà”.

Domani conta solo vincere? Come sta gestendo la staffetta Immobile-Castellanos?
“Unico risultato per noi la vittoria è una tua opinione, sulla staffetta Immobile-Castellanos vedremo oggi, sono tutti e due possibili titolari anche se questa parola conta fino a un certo punto. Penso che è una crudeltà del calcio che bisogna sempre riconfermarsi, dopo 2-3 partite si può perdere il posto e questa è una cosa brutta, ma anche bella del calcio. La Lazio è arrivata seconda l’anno scorso ma in pochi se lo ricordano, questo vale anche per i giocatori”.

Questa rosa poteva avere una classifica più importante?
“Quello che ho capito in questi 45 giorni qui a Roma è che c’è una grande passione e una grande appartenenza di chi ama questo club, penso però che essendo obiettivo ed essendo arrivato da poco c’è poca obiettività quando si fa comparazione delle rose. In Serie A ci sono 20 squadre e bisogna essere obiettivi nell’analisi della qualità della rosa, al 70/80% la qualità della rosa incide, il resto lo fa l’allenatore e la società. La qualità della rosa è fondamentale, io vedo che nel mondo Lazio manca obiettività nel capire la valutazione giusta quando si parla delle rose. Vedendo anche le prime conferenze di Sarri, lui provava a far capire questa cosa alla gente. Però quando c’è tanto amore, c’è meno obiettività. Un allenatore e un club devono essere sempre obiettivi e giusti, quando si carica qualcosa che non è collegato con l’obiettività non si fa una cosa giusta. Se mi viene chiesto di vincere i 100 metri ma so di essere tra gli ultimi non si fa una cosa giusta, poi è giusto caricare l’ambiente e creare delle aspettative superiori per avere quella spinta in più. Bisogna però mantenere l’obiettività, altrimenti non si fa il bene del club. Ieri ho visto un ragazzo di 27/28 anni, un tifoso della Lazio che mi ha chiesto lo scudetto. Abbiamo parlato di questo tema, lui la vive con cuore ed è giusto così, ma poi ci vuole anche obiettività”.

Un suo pensiero su Palladino?
“Lo conosco da bambino, lui era un primavera quando io ero alla Juventus e lo conosco. È sempre stato un ragazzo sveglio e curioso che si interessava a tutto, ha iniziato da poco questa carriera che è bella e affascinante. Sta facendo bene il suo percorso, domani mi aspetto una gara super difficile, loro sono ben organizzati con ottime qualità in fase offensiva. Dovremo fare una gara seria e sul pezzo”.

Dal suo punto di vista che valore ha questa rosa?
“Non mi esprimo su quello, qualsiasi cosa dico creerebbe polemica. So dove va collocata la rosa della Lazio, per me è molto chiaro. L’obiettivo è sempre quello di fare meglio rispetto alla posizione dove si dovrebbe stare. Chiaramente la Lazio non era da secondo posto lo scorso anno, poi l’obiettivo personale di ogni allenatore è sempre quello di tirare fuori il massimo dalla rosa. Poi ci sono le altre squadre che magari fanno meno bene, ci sono sempre quelle dinamiche in un campionato. Se ogni squadra fa quello che deve 99,9% della classifica si sa a inizio anno. La bellezza del calcio invece è l’imprevedibilità che può fregare la gente e va oltre l’obiettività”.

Quanto le darebbe fastidio se Atalanta-Fiorentina venisse recuperata a fine campionato?
“Giocare a fine campionato non è una cosa né giusta, né regolare. Nel calcio italiano c’è tanto da migliorare su queste cose, io capisco che il calendario è complicato ma bisogna migliorare sulla regolarità di queste partite e nei modi di organizzare questi recuperi”.

Cosa vuole vedere in più rispetto alla scorsa partita?
“Ogni partita è una battaglia a sé, tu lavori sempre uguale sulle cose che vuoi migliorare e che vuoi aggiungere. È bella la solidità difensiva, abbiamo lavorato molto più sull’attacco, quasi un 80% sull’attacco e un 20% sulla difesa. Eppure la cosa che stiamo facendo meglio è proprio questa fase difensiva, dove serve cuore e voglia di non subire gol. Ci sono state partite difficili come quella col Verona, saranno solo partite difficili da qui alla fine”.

Zaccagni può crescere in fase realizzativa?
“È un giocatore che ha fatto tanti gol anche negli anni scorsi, poi è chiaro che se giochi vicino alla porta puoi essere più decisivo. Nell’ambito della gestione di una rosa devi far giocare i migliori, mantenendo il giusto equilibrio anche se il nostro obiettivo è essere offensivi e fare gol. Zaccagni ha qualità importanti, chi salta l’uomo manca in questo calcio e avere giocatori con queste qualità è importante”.

Come sta Rovella? Può giocare titolare da qui a fine campionato?
“Rove ha fatto un campionato interessante vedendo le partite in cui non c’ero io, ha avuto poi un infortunio importante con la pubalgia che lo ha rallentato. È un giocatore che mi piace perché capisce di calcio, è intelligente. Ha bisogno di mettere su qualche chilo, ci stiamo lavorando. Lui è volenteroso, vuole capire e gli ho fatto un discorso perché ci sono giocatori che stanno facendo bene e quando succede è difficile cambiare. Bisogna avere pazienza e sfruttare l’occasione”.

Cosa manca per trovare più continuità in zona gol?
“Non so cosa manca, mi metto a lavorare e credo siano anche annate che nascono così. Noi ci siamo messi a lavorare, abbiamo anche fatto qualche gol in queste sette gare, poi quello che conta sempre è creare opportunità, questo è il fattore più importante per un allenatore. Si lavora per permettere alla squadra di creare occasioni da gol, penso siamo sulla strada giusta, manca poco. C’è gente che ha gol nel DNA, sono convinto che in queste quattro gare tutti i giocatori offensivi daranno una mano”.

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Palladino: “Tudor bravo, cinico e concreto. Carboni out, Mota e Caprari ok”

Raffaele Palladino, tecnico del Monza, ha presentato il match di sabato alle 18.00 contro la Lazio in conferenza stampa: “Rispetto alla partita d’andata c’è stato un girone e oggi alla Lazio c’è un nuovo allenatore. Quel Monza fece molto bene all’Olimpico ma adesso serve pensare alla gara di sabato. Igor Tudor è un allenatore molto bravo, rispetto alla passata gestione è più cinico e concreto. Ho avuto la fortuna di condividere lo spogliatoio con lui a Torino nella Juventus e sono contento di affrontarlo. I nostri infortunati? Non mi piace pensare a chi non ho e non ho avuto a disposizione, ne abbiamo persi tanti per strada ma fa parte del gioco. Credo ci siano mancati tanto ma chi li ha sostituiti hanno fatto benissimo”.

“Il calcio sarebbe più bello senza infortuni ma non può essere così. La mia esperienza mi ha condizionato molto, non sono riuscito ad esprimere tutto quello che volevo. Tuttavia penso sempre positivamente e dagli infortuni bisogna uscirne ancora più forti. Andrea Carboni non è convocato ed è una grande perdita. Machin e Ciurria sono fuori mentre Vignato andrà a giocare con la Primavera. Caprari sta bene, è convocato, ma gli manca un po’ il ritmo gara. Mota Carvalho e Izzo invece sono recuperati”.

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Tudor: “Provedel non è ancora recuperato. Forse nemmeno in panchina”

Tudor: “Solo 2 allenamenti in gruppo per Provedel. Troppo pochi per giocare”

L’allenatore della Lazio Igor Tudor ha preso parola a Formello per la conferenza stampa di presentazione del match di domani pomeriggio tra Monza e Lazio. Sul tema del portiere e dell’eventuale utilizzo fin dal primo minuto di Provedel, il mister croato ha voluto togliere ogni dubbio: “Provedel non è recuperato. Ha fatto 2-3 allenamenti con noi e uno che sta fuori due mesi è un grande dubbio anche solo portarlo in panchina, non per fare concorrenza per giocare”.

Dunque a Monza ancora una volta spazio a Mandas titolare.

Per Provedel l’obiettivo è Lazio-Empoli del 12 maggio.

Alessio Buzzanca

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Ecco il Monza, parla Tudor: domani conferenza della vigilia

Il tecnico biancoceleste Igor Tudor interverrà in conferenza stampa alla vigilia di Monza-Lazio domani, venerdì 3 maggio 2024, alle ore 12:00 presso la sala stampa del Centro Sportivo di Formello. sslazio.it

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Tudor in conferenza: “Orgoglioso, abbiamo creato tanto. Kamada completo, stiamo crescendo in intensità”

Le parole di Tudor in conferenza stampa:

“La vittoria è stata bella, questa era la partita più complicata di tutte, per me è la più bella da quando sono qua. Viene dopo un periodo in cui abbiamo giocato tanto, con tanti acciacchi.

L”abbiamo preparata come una finale, loro sono insidiosi, era una partita in cui non sbagliare niente. Siamo partiti in maniera ottima, si è fatta più complicata dopo che si sono spostati a cinque. Nel secondo tempo abbiamo creato molto, anche prima del gol.

Oggi una grande vittoria. Bisogna andare gara per gara, sbagliando poco, poi tiriamo le somme”.

Spera che Kamada possa restare?

“Ne abbiamo parlato spesso, ha dote importanti, un giocatore completo”.

Sta migliorando l’intensità della squadra?

Quanto vi ha aiutati il fatto che il trio difensivo abbia sempre giocato in anticipo e mai senza scappare?

“Dietro è stata fatta una partita attenta.

L’intensità è importante per noi, stiamo crescendo con gli allenamento e gli uomini dalla panchina l’hanno mantenuta alta, poi ci aiuta anche la qualità dei singoli”.

Ci può spiegare la rivoluzione nel secondo tempo?

“Abbiamo messo sui quinti due giocatori offensivi con Felipe e Zaccagni per spingere di più, con Pedro, Luis Alberto e Castellanos al centro. Una scelta offensiva, loro sono due ragazzi che possono interpretare quel ruolo.

Poi abbiamo fatto gol e per dare equilibrio abbiamo messo Hysaj. Guendouzi e Kamada hanno tenuto botta al centro, Vecino è entrato per dare anche centimetri. Castellanos e Kamada titolari? Per me lo sono tutti e nessuno, il posto si gudagna giorno per giorno, sono loro che decidono chi è titolare”.

A livello di mentalità, questa è una prova importante?

“Quando stai sullo 0-0 devi sempre stare sul pezzo e crederci, i gol che arrivano dopo aver creato tanto mi rendono orgoglioso. Il fatto che la squadra resti sul pezzo vuoldire che si ha mentalità. Siamo in grado di andare alti, ma senza andare troppo avanti. La difesa si fa con cuore e con la testa, non solo con la tattica.

L’aver subito poco deriva anche da questo”.

Quale tasto ha toccato per spingere la squadra a creare così tanto?

“Abbiamo lavorato e basta, rispetto a pima ci sono solo modi di interpretare diversi.

Vogliamo creare con tanti giocatori, a volte ci riusciamo di più, altre meno. Ma questa voglia di attaccare senza perdere nulla dietro c’è. Poi quando si hanno giocatori forti e di qualità si fanno i gol, soprattutto se lo sono negli ultimi 25 metri”.

Come sta gestendo questa staffetta, quasi assente, tra Immobile e Castellanos?

“Non c’è nulla da spiegare. I ragazzi sono grandi professionisti, sono tutti a disposizione.

Ciro ha avuto anche dei problemi al ginocchio, nell’ultima gara Taty ha fatto due gol ed era giusto che giocasse oggi. Mancano poche gare, tutti saranno importanti”.

Le è piaciuto Isaksen? Può fare il quinto?

“Oggi faceva l’ala alta, quello è il suo ruolo. Ha fatto cose buone, ha avuto due o tre palle buone, ma deve ancora crescere, il campionato è difficile, lui è giovane e può crescere tanto ancora”.

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Tudor: “Con il Verona è super importante, non possiamo più sbagliare. Champions? Il club non ha posto obiettivi. Zac dalla panchina” (AUDIO)

Il tecnico della Lazio, Igor Tudor, in conferenza stampa dal centro sportivo di Formello alla vigilia della gara con l’Hellas Verona:

Come ha recuperato la squadra dalla sfida con la Juve?
“Vediamo oggi, abbiamo fatto due giorni di scarico. Abbiamo un giorno di allenamento per preparare una gara super importante, è la gara più difficile perché chiude un ciclo di tante partite in pochi giorni. Non possiamo sbagliare, tutti i punti sono importanti e domani bisogna fare punti”.

Che partita ti aspetti?
“Il Verona è una squadra tosta e sul pezzo, domani per noi sarà super difficile. Per la loro posizione in classifica è importante, in Italia poi le partite sono tutte difficili. Verona è stata una tappa importante per me come le altre che ho vissuto nella mia carriera. In questo lavoro si cresce step by step, ho iniziato ad allenare tredici anni fa e sono cresciuto in ogni mia avventura, fin dall’inizio agli allievi dell’Hajduk Spalato”.

Dopo un mese di Lazio, qual è la difficoltà maggiore e la cosa che la soddisfa di più?
“Non c’è una maggiore difficoltà, le difficoltà sono legate sempre ai pochi giorni di allenamento e alla conoscenza della squadra che ancora manca. Il bello è la disposizione dei giocatori, li ho trovati tutti molto disponibili a non sbagliare nulla. In questo mese in allenamento non si è sbagliato nulla”.

È rimasto sorpreso dal modo di giocare della squadra martedì?
“No, sorpreso no. Di questo mese non rimpiango nulla, ora non posso dire che abbiamo fatto una partitona martedì al contrario della prima vittoria sulla Juve. Tra le due per me è migliore la prima vittoria, fatta con 5-6 allenamenti e senza molti nazionali. Per me era più difficile la prima, ma la cosa importante è sempre la strada che si sta percorrendo. Parliamo di tattica, di numeri, ma la cosa su cui bisogna martellare tutti i giorni è la mentalità, dagli allenamenti agli atteggiamenti in partita”.

Il gol di Cristante riduce le speranze di quinto posto?
“La partita ieri non l’ho vista, in questo momento tutti i punti sono importanti. Non possiamo influire sulle altre partite, è inutile pensarci e perdere energie. Le energie vanno spese per la nostra squadra e le nostre partite”.

Ha qualche rimpianto per la semifinale di andata a Torino?
“Non sono d’accordo su quale partita abbiamo interpretato meglio, ci sono sempre dei rimpianti. Ho rimpianto anche dell’allenamento di ieri, è sempre giusto fare critica e autocritica. Sono consapevole di tutti gli errori fatti in questo mese, mi aiuta a migliorare capire dove si è sbagliato. È come il generale in guerra, bisogna sempre fare un’analisi e capire quello che è successo. Ci sono tante cose che incidono sul rendimento e sul risultato, la chiave è il tempo che utilizziamo per crescere”.

Quali margini di miglioramento può avere Castellanos? Può giocare insieme a Immobile?
“Si possono vedere insieme in un piccolo momento della partita dove bisogna recuperare il risultato, a volte più giocatori che hanno gol nelle gambe aiutano a segnare, ma a volte mettere tutti gli attaccanti non significa essere più pericoloso. Magari se non hai lavorato a questa soluzione non riesci a essere pericoloso”.

Pellegrini è indietro rispetto ai compagni? Può giocare domani?
“Pelle si allena bene, è stato fuori per un infortunio e altri hanno fatto bene mentre lui non c’era. Potrebbe giocare, potrebbe non giocare, ha le stesse chance di tutti gli altri”.

Come vede Zaccagni?
“Zaccagni può fare l’ala larga, può giocare esterno. Come quinto si e no, può fare fatica perché deve sacrificarsi tanto. Può giocare anche dietro la punta, per noi è un giocatore importante e ci è mancato tanto. Ha dimostrato la sua importanza negli anni passati alla Lazio, può darci una mano importante. Non giocherà dall’inizio, ma può entrare dalla panchina”.

Sta crescendo la squadra a livello di mentalità?
“Ognuno vede la mentalità in maniera diversa, la mentalità fa parte di una cosa che è ancora più importante e parliamo dei valori. Valori che un allenatore vuole trasmettere, a questo si aggiungono aggressività, cattiveria e voglia di fare sempre qualcosa in più. Questi valori sono importanti non solo nel calcio ma in tutti gli sport. I calciatori sono prima di tutto uomini”.

Ha posto la Champions come obiettivo?
“Non ho posto obiettivi di classifica e non lo ha fatto neanche la società. L’obiettivo è quello di far bene tutte le partite, di solito ci sono delle differenze importanti tra le squadre, ma nel finale di stagione si annulla la differenza. Non so se è più facile affrontare il Verona che deve salvarsi o una squadra che lotta per l’Europa”.

Un suo giudizio su Mandas?
“Mandas sta facendo bene, io dico sempre che quando un portiere non fa errori che ti portano a subire gol sta facendo bene. Abbiamo scelto di costruire leggermente meno dal basso per non metterlo in difficoltà e rischiare meno, lui ha risposto sempre molto bene”.

Come interpreta i dati di corsa della squadra?
“I dati vanno interpretati sempre nella miglior maniera possibile, c’è il volume di corsa e poi ci sono i duelli individuali. Nel nostro calcio c’è molto più duello, penso che ci sia anche più intensità rispetto a prima, dove c’era più volume che è altrettanto importante”.

Cosa le è piaciuto di più tatticamente e cosa va perfezionato dopo un mese di Lazio?
“Ci vorrà più tempo per parlarne, dal punto di vista tattico mi è piaciuto tutto, mi è piaciuta l’interpretazione tattica della squadra”.

C’è possibilità di vedere Isaksen qualche minuto in più?
“Felipe lo valuteremo oggi, ieri ha corso con le scarpe da ginnastica, ha subito un colpo ed è un giocatore fondamentale per noi. Isaksen si allena molto bene, è un giocatore sempre concentrato e lo vedremo oggi al lavoro”.

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Hellas, Baroni: “Contro la Lazio bisogna lottare su ogni pallone. Chi ci crede sposta i valori…” (AUDIO)

Il tecnico dell’Hellas Verona, Marco Baroni, è intervenuto ieri in conferenza stampa per presentare la sfida di stasera all’Olimpico contro la Lazio.

“Sono concentrato sulla parte finale del campionato. Capisco che per il percorso fatto si spendano parole, ma alla squadra dico sempre di non guardare alla classifica, al calendario e anche ai giornali, così come dobbiamo fare anche noi. Abbiamo fatto molto, ma non basta ancora. Per raggiungere l’obiettivo serve fare qualcosa di straordinario e bisognerà attingere a tutto, non dovremo lasciare nulla di intentato. Dobbiamo lottare su ogni pallone, Questo è un campionato in cui non si ha possibilità di errore o di pensare ad altro”.

“Baroni: contro la Lazio non potremo essere bassi o rannicchiati ma servirà determinazione. Ogni pallone può essere decisivo. Al di là della tattica, tutto si può decidere su un angolo, una punizione e una rimessa laterale”

“Dawidowicz in campo accanto a Magnani nella linea a quattro? “Pawel sta bene. In questo momento noi dobbiamo fare tutto ciò che è essenziale, non possiamo permetterci di sbagliare nessun pallone. Durante le partite si vivono momenti diversi, alcuni in cui si soffre, altri in cui bisogna crederci sempre di più e affondare il colpo. La squadra deve stare dentro la prestazione, dentro questa type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identità, dentro il ritmo, la corsa, l’attenzione: non possiamo prescindere da questi valori, prepariamo le partite in questo senso”.

“La Lazio? Affrontiamo un avversario complicato per tanti aspetti, una squadra centrata che ha grande qualità. Dobbiamo far una partita di grandissimo spessore. Dovremo essere pronti a reggere l’urto dell’avversario, a ripartire, anche a fare la partita se ce ne sarà la necessità. Su campi come quello dell’Olimpico non si può stare bassi, rannicchiati nella propria metà campo. Dovremo essere forti nei duelli, nella determinazione”.

“L’importanza del pubblico? Contro l’Udinese al Bentegodi ho percepito un’energia che la squadra ha saputo creare, ma che il pubblico ha alimentato. La gente che crede sposta, sposta i valori e le situazioni. Noi dobbiamo far vedere che questa squadra è pronta a tutto pur di dare il massimo all’interno della prestazione”.

“Il centrocampo incide sempre tantissimo, è il fulcro del gioco, è il reparto che dà equilibrio. I cambi che sono stati fatti lo scorso sabato non sono stati fatti a caso, l’avevamo preparata così. Avremmo avuto bisogno di energie importanti e chi è entrato ha fatto bene. Questi sono ragazzi che mi stanno mettendo in difficoltà perché meritano tutti di giocare, e questo è fondamentale per noi”.

Gianluca La Penna

Foto: Hellasverona.it

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Tudor in conferenza: “Battuta la Juve due volte su tre, spinta per il finale. In estate i profili giusti per il mio calcio”. Poi su Castellanos… (AUDIO)

Al termine della gara con la Juventus, Igor Tudor parla anche in conferenza stampa:


Come giudica l’impatto dei suoi cambi?
“La squadra è mentalizzata dal primo giorno, è un bel gruppo che ha voglia di fare. Posso dire che tutta la squadra ha il comportamento giusto, anche quelli che entrano. Tutti ci alleniamo allo stesso modo, i cinque cambi sono importanti e possono cambiare la gara”. 

Si aspettava un calo nei minuti finali?
“Dall’altra parte c’era una squadra con una fisicità di livello mondiale. Ci abbiamo provato con i cambi, c’erano 3-4 giocatori con problemi muscolari perché in questo periodo stiamo spingendo tanto. La strada è questa, ci vuole la mentalità giusta in attacco e in difesa, purtroppo non è bastato. Ora ci prepariamo al meglio per sabato”. 

È preoccupato per il rush finale dopo questa amarezza?
“Può influire positivamente, solo in positivo perché i ragazzi erano molto dispiaciuti. Dall’altra parte c’era grande orgoglio, abbiamo giocato contro una grande squadra tre volte e l’abbiamo battuta due volte. È più una spinta positiva”.

Che spunti può dare questo finale di stagione per il futuro?
“L’obiettivo è fare il meglio ogni partita, ci manca un mese poi ci sarà la preparazione del prossimo anno. Dovremo vedere i profili giusti per un certo tipo di calcio, questa squadra era costruita per giocare in un modo diverso. In tanti stanno facendo bene anche con questo sistema di gioco, poi sicuramente si migliorerà. Penso che servano giocatori con più gamba”. 

Ci può spiegare il cambio Vecino-Felipe Anderson?
“Doveva uscire già all’intervallo, ha stretto i denti ma poi ho dovuto sostituirlo”. 

Si sta creando un feeling tra lei e la squadra?
“Lo ripeto dal primo giorno, ogni allenamento io esco dal campo felice. Non stanno sbagliando niente i ragazzi, si crea un rapporto e questo piace anche ai ragazzi. Io ne sono ancor più contento, se hai voglia di fare certe cose è giusto andare in quella direzione ma devi anche adattarti ai giocatori, questo compromesso mi sta facendo felice”. 

Si è schiacciata troppo la squadra in area?
“Forse dall’altra parte hanno anche accelerato, bisogna anche considerare gli avversari”. 

Castellanos è la notizia migliore di questa sera. Ci ha parlato? 
“Abbiamo parlato come detto anche nei giorni scorsi, è un ragazzo meraviglioso che a volte sente troppo il peso del gol. È generoso, ha movimenti e ha gol nelle gambe. Sono felice per lui e contento per i gol di oggi, l’attaccante vive per il gol. L’ho tolto per scelta tecnica”. 

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