L’attaccante della Lazio Mattia Zaccagni ha parlato da Coverciano a margine del convegno ‘Il calciomercato ai tempi dell’intelligenza artificiale’: “Negli ultimi 5-6 anni la tecnologia nel calcio ha fatto passi in avanti, basti pensare che ora se vuoi comprare un calciatore anche dal Sudamerica lo puoi fare in 5 minuti. L’intelligenza artificiale bisogna saperla usare nel modo giusto. Per i tifosi c’è molto più contatto con i social, quindi puoi stare più vicino alla squadra attraverso un social”.
Cosa si prova ad entrare a Coverciano? “E’ sempre un’emozione… Spero di esserci anche fra qualche giorno”.
L’arrivo di Tudor alla Lazio? “Sono cambiate un po’ di cose, logico che quando c’è un cambio allenatore c’è sempre quella scossa iniziale. Siamo arrivati in Europa League e siamo felici di aver rimesso in piedi una stagione non felicissima”.
Tutto può ancora accadere, in Serie A, a novanta minuti dalla fine del campionato. In attesa delle due gare del lunedì, manca appena una giornata al triplice fischio. Potrebbero essere addirittura nove le squadre qualificate alle prossime coppe europee e sei potrebbero giocare la Champions League.
Rincorsa Champions League: che può accadere?
In questo momento sono già certe le cinque squadre che andranno in Champions: Inter, Milan, Juventus, Bologna e Atalanta. C’è ancora speranza per la Roma. Se l’Atalanta dovesse vincere l’Europa League (mercoledì la finale a Dublino contro il Bayer Leverkusen) e concludere il proprio campionato al quinto posto, allora la squadra di De Rossi, sesta, conquisterebbe il pass per l’Europa dei grandi.
Viceversa, qualora l’Atalanta dovesse perdere la finale o dovesse vincerla ma arrivare tra le prime quattro in campionato, la Roma sesta andrebbe a giocare l’Europa League. E la Lazio? Ha tre punti in meno della Roma, ha perso il duello nei due derby e dunque non ha più chance per la Champions: comunque vada, il prossimo anno giocherà in Europa League (manca un punto per la matematica).
Lotta all’Europa e alla Conference: che succede?
In coda al treno Europa, la Fiorentina è ottava e aspetta la finale di Conference League in programma contro l’Olympiakos il 29 maggio. In caso di vittoria, per i viola si aprirebbero le porte dell’Europa League e il nono posto, ora occupato dal Torino di Juric, varrebbe la qualificazione in Conference League.
In caso di sconfitta per la Fiorentina, invece, in Conference andrebbe l’ottava in classifica che al momento è sempre la Fiorentina (54) che a fine campionato dovrà anche recuperare la gara con la Fiorentina. Torino (53) e Napoli (52) però inseguono e dunque per la Conference tutto può ancora accadere.
Il tecnico della Lazio Igor Tudor in conferenza stampa dopo la gara contro l’Inter:
Occasione persa per la Lazio? “Non c’è niente di perso, oggi c’è tanto di guadagnato”.
Forse siete mancati nelle ripartenze? “Oggi si è perso poco, se si può dire. Faccio i complimenti ai ragazzi, poi un po’ di rammarico ci sta. Eravamo 1-0 e mancava poco alla fine, c’è un po’ di rammarico, perché venire qui e giocare contro una squadra che gioca un calcio tra i 2-3 migliori in Europa è tanta roba”.
Kamada in formato internazionale, molto bene anche Rovella. Ci punta? “Di solito non commento le prestazioni individuali, ha giocato molto bene. Venire qui e giocare bene devi avere la lucidità di essere bravo. Lui ha cose interessanti, deve e può crescere: è una cosa che mi piace molto. Noi stiamo lavorando forte, anche in palestra, dal primo giorno. Poi vedremo: i giocatori decidono sempre dove arrivano”.
Il derby a Roma è molto importante, la corsa Champions è più accesa per la rivalità cittadina. Da quando è venuto a Roma, ha capito cos’è il derby? “La rivalità è bella, mi piace. Però posso rispondere come ho risposto ieri in conferenza stampa: ci sono 38 giornate, tre punti, un punto. Le classifiche si fanno così, poi i derby sono belli a livello mentale, di peso specifico, ma non di punti perché sono uguali. Io accetto questa cosa, ma non dovevo capire niente. Lo sapevo anche da fuori, ho poco da aggiungere. Non ha senso farmi questa domanda, non è vero quello che dice perché siamo all’ottava gara in campionato e quella è solo una. Ce ne sono altre sette… Senza le une non c’è l’altra cosa”.
Ieri ha parlato di distanze, per esempio facendo riferimento all’allenatore precedente. In campo si è vista una squadra ben ordinata e con le distanze giuste. “Lei ha visto bene, l’abbiamo preparata in questo modo, un po’ più attento in questa compattezza qua. Se vai con l’Inter e ti aprono col loro portiere non vedi palla, ti arrivano in porta in cinque secondi. Sono i più forti al mondo in questo, volevamo essere compatti e l’abbiamo preparata così. Penso che l’hanno interpretata bene, questo mi è piaciuto: c’è un po’ di rammarico ma ci sta il pareggio”.
Pareggio frustrante, vista la natura dei gol: in futuro si cercheranno difensori con più stazza a livello aereo? Ha qualche rimpianto per i cambi finali? “Non ho rimpianti, non sono frustrato. Sono felicissimo e orgoglioso, di giocatori alti vedremo col direttore, ci metteremo a discutere come è giusto che sia. C’è una partita da giocare, c’è da vedere cosa fanno gli altri. Faremo questa analisi con calma e poi le darò risposta”.
Si aspettava di più da Luis Alberto e Felipe Anderson? Gila fuori perché? “Gila non ce la faceva, ha chiesto lui il cambio ed era il quinto. Luis e Felipe sono entrati perché volevamo avere un po’ più di controllo, loro spingevano forte e non siamo riusciti a tenere troppo la palla. È normale che l’Inter spinga, sono a casa loro, è naturale. L’idea era quella, però non siamo riusciti. Ma va bene lo stesso”.
L’Atalanta dà, l’Atalanta toglie. La squadra di Gasperini che ieri ha vinto lo scontro diretto con la Roma e conquistato quasi matematicamente la qualificazione alla prossima Champions League è ora arbitro della contesa e deciderà anche se alla prossima Champions League arriveranno cinque o sei squadre italiane.
Per spiegare ciò bisogna innanzitutto chiarire qual è la situazione regolamentare: l’Italia grazie al Ranking UEFA annuale ha conquistato il diritto di portare cinque squadre alla prossima Champions League. Inter, Milan, Juventus e Bologna hanno già staccato il pass e la quinta, come detto, dovrebbe essere l’Atalanta che adesso è praticamente cerca del quinto posto, ma ha anche la finale di Europa League come strada per assicurarsi matematicamente la qualificazione alla massima competizione continentale.
Dovesse l’Atalanta vincere la finale di Europa League e chiudere la stagione al quinto posto, andrebbe in Champions anche la sesta in classifica della Serie A 2023/24, ovvero una tra Roma e Lazio. Ma il regolamento cambia qualora l’Atalanta – e adesso è scenario molto credibile – dovesse chiudere la stagione al quarto o al terzo posto: a quel punto, anche in caso di vittoria della Dea a Dublino, il sesto posto non servirebbe più per la qualificazione alla prossima Champions League.
LA CLASSIFICA 3) Bologna 67 punti 4) Juventus 67 punti 5) Atalanta 63 punti 6) Roma 60 punti 7) Lazio 59 punti
Un fine settimana tutt’altro che positivo quello appena vissuto dalla Lazio. Il pareggio subito nel finale all’U-Power Stadium di Monza chiude le porte alla rimonta Champions inseguita nelle ultime settimane. Il 2-2 in Brianza ha messo in luce tutti i difetti di una squadra che Igor Tudor sta riportando in linea di galleggiamento a livello di classifica. Una solidità difensiva spesso ballerina e una discontinuità di rendimento che di fatto ha escluso la Lazio dalla corsa Champions. E il rammarico aumenta visti i risultati delle altre, soprattutto il pareggio di ieri sera tra Roma e Juventus.
Il ritorno al gol dopo quasi tre mesi di Ciro Immobilein Serie A è forse l’unica nota positiva della trasferta di Monza. Un gol da bomber opportunista come il capitano biancoceleste non trovava da tempo. Non segnava dal match di Cagliari di metà febbraio in campionato, tre giorni prima dell’impresa dell’Olimpico contro il Bayern Monaco nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. A tre giornate dalla fine, l’obiettivo adesso è difendere quantomeno il posto in Europa League e saranno importanti anche i gol di Immobile. Tuttomercatoweb.com
The UEFA Europa League football cup is displayed prior to the draw for the round of 32 of the UEFA Europa League football tournament at the UEFA headquarters in Nyon on December 17, 2018. (Photo by Fabrice COFFRINI / AFP) (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)
Un tifoso dell’Atalanta presente ieri al Velodrome, è stato arrestato a Marsiglia su indicazione del Prefetto della città francese perché in occasione della gara d’andata delle semifinali di Europa League è stato visto e filmato sugli spalti mentre faceva il saluto nazista con il braccio teso e mimava una scimmia. Le immagini, subito diventate virali sul web, hanno portato all’arresto di una sola persona, come confermato dallo stesso Prefetto di Marsiglia: “L’autore è stato fermato, posto in stato di fermo e comparirà davanti al giudice”. Anche il sindaco di Marsiglia Benoit Payan si è espresso sull’accaduto: “Condanno in modo netto il comportamento di qualche tifoso italiano durante OM-Atalanta – si legge sul suo profilo X ufficiale – è intollerabile e indegno. Non c’è spazio per il razzismo in un uno stadio, né fuori”. Mentre il presidente del Consiglio regionale Renaud Muselier, ha poi aggiunto: “L’Uefa e la giustizia devono mostrarsi implacabili di fronte a comportamenti del genere, Marsiglia e la regione Sud combatteranno sempre il razzismo, da ovunque arrivi!”.
Ora si attende risposta ufficiale da parte dell’Atalanta sull’accaduto.
La domanda che occorre porsi è perché in Italia tolleriamo che decine di persone negli stadi e fuori siano libere di fare il saluto fascista senza subire alcuna conseguenza se non quelle risibili, inutili e draconiane da parte della giustizia sportiva?
L’Italia l’anno prossimo, grazie al ranking europeo, avrà cinque squadre in Champions League, a scalare la sesta classificata andrebbe in Europa League, insieme alla vincitrice della Coppa Italia, mentre la settima prenderebbe parte alla Conference League. Questo gruppo di potenziali 8 squadre in Europa, che vede interessata anche la Lazio, potrebbe subire variazioni in virtù di diverse situazioni.
In particolare, se una tra Roma e Atalanta vincesse l’Europa League, senza arrivare tra le prime cinque in campionato, porterebbe a sei il numero di italiane partecipanti al massimo trofeo continentale. Riavvolgendo il nastro, senza il bonus del ranking, il plotone tricolore sarebbe stato così composto: 4 formazioni in Champions, 2 in Europa League, 1 in Conference League. Come detto, grazie ai risultati in Europa la truppa sale a otto squadre, che salirebbero a 9 nell’ipotesi illustrata su Roma e Atalanta vincitrici dell’Europa League.
Chi si qualifica in Europa League?
Grazie al bonus, la sesta in classifica accede all’Europa League, insieme con la vincitrice della Coppa Italia, se quest’ultima però non si è qualificata in Europa tramite il campionato (arrivando tra le prime sei appunto), o diversamente ci arrivasse vincendo la Conference League. Il caso è quello della Fiorentina, attualmente in corsa sia nel trofeo nazionale sia nella terza coppa continentale. C’è l’ipotesi che potrebbe riguardare la Lazio: se la squadra che alza la Coppa Italia chiudesse il campionato tra le prime sei, allora la 7ª in campionato finirebbe in Europa League.
Con il bonus, salvo altre situazioni specifiche, la settima in campionato si qualificherebbe alla Conference League. Ma se la settima dovesse anche vincere la Coppa Italia, accedendo così all’Europa League, allora a disputare la Conference sarebbe l’ottava in classifica. Come noto, la sola partecipazione alla finale di Coppa Italia non dà alcun diritto in termini di partecipazione alle coppe.
L’ipotesi più ardua: 10 italiane nelle Coppe
Oltre alle ipotesi raccontate, il gruppone potrebbe salire a 10 squadre se la Fiorentina vincesse la Conference, finendo in serie A dal nono punto in giù. Questa la formazione: 6 squadre in Champions (5 più la vincente dell’Europa League con Roma e Atalanta che arrivano dal sesto posto in giù), tre in Europa League (6ª e 7ª in Serie A più la Fiorentina), 1 in Conference League (8ª classificata).
Per chiarezza e sintesi, vi riportiamo anche lo schema pubblicato dal Corriere dello Sport.
CHAMPIONS 5 squadre via campionato Le prime 5 della classifica (Inter già aritmeticamente sicura del posto)
+1 squadra vincendo eventualmente l’Europa League, ma solo se Roma o Atalanta alzassero la Coppa senza arrivare tra le prime cinque in serie A.
EUROPA LEAGUE 1 La squadra che vince la Coppa Italia 1 La squadra sesta in campionato
L’Italia perde 1 posto se chi vince l’Europa League si è già qualificato all’EL 2024-25 attraverso campionato o Coppa Italia. Dunque se: la Roma vince l’Europa League e chiude al 6° posto l’Atalanta vince l’Europa League e chiude al 6° posto (in EL solo la vincitrice della Coppa Italia) l’Atalanta vince l’Europa League e la Coppa Italia.
L’ultima ipotesi prevede un altro team in Europa League se la Fiorentina vincesse la Conference League, ma i gigliati non devono né vincere la Coppa Italia né qualificarsi all’Europa League arrivando sesta.
CONFERENCE Di base la 7ª in classifica si qualifica alla Conference, diversamente la terza competizione europea sarebbe ad appannaggio della meglio piazzata fuori dalle altre due coppe. Infine, se la Fiorentina vincesse la Conference ma si qualificasse in Conference via campionato, a quel punto farebbe l’Europa League e l’Italia non sarebbe rappresentata nella terza coppa.
Oltre a provare a conquistare la finale di Coppa Italia (martedì il ritorno contro la Juventus, all’andata ko per 2-0), la Lazio di Igor Tudor deve cercare di chiudere il campionato con la qualificazione ad un coppa europea. Come sottolinea Il Messaggero, tale traguardo viene centrato consecutivamente dalla formazione biancoceleste dalla stagione 2017/18. Il calendario, almeno sulla carta, dà una mano a Immobile e compagni. Considerando le squadre tra il quarto e il decimo posto infatti il club capitolino è quello che di fronte si ritroverà meno scontri diretti o con le prime tre. Classifica alla mano, a Bologna e Roma spetterà la conclusione più complicata. La Lazio, invece, ha come unica partita in cui partirà sfavorita quella della penultima giornata contro l’Inter (con ogni probabilità già col tricolore sul petto). Tutti gli altri avversari invece fanno parte (almeno per ora) della seconda metà della graduatoria. Genoa e Monza, entrambe in trasferta, saranno le gare più ostiche, mentre in casa arriveranno in ordine Verona, Empoli e Sassuolo: tre club in piena lotta salvezza.
Dopo le prime due gare d’andata dei quarti di finale di Champions League (oggi Atletico-Borussia e PSG-Barcellona), è tempo di aggiornare il Ranking Uefa stagionale. Ricordiamo che le prime due nazioni in classifica avranno un posto in più per la prossima Champions. Dopo l’eliminazione di Inter, Lazio e Napoli, l’Italia non ha più squadre nelle fasi finali della Champions, ma rimane comunque al primo posto. Inseguono ancora Germania e Inghilterra. Di seguito la classifica completa con – tra parentesi – il numero di squadre ancora in gara.
Dopo la sconfitta nella semifinale di andata di Coppa Italia contro la Juve allo Stadium, per la Lazio di Igor Tudor è tempo di pensare al derby del 6 aprile contro la Roma. Come riportato dal Corriere dello Sport, c’è grande attesa tra i tifosi biancocelesti in vista di una gara molto importante per tenere aperte le residue speranze di acciuffare un posto in Europa nella prossima stagione. Al momento sono circa 16mila i tagliandi acquistati dai tifosi biancocelesti nel settore ospiti.