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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, Lotito non cederà se non costretto da forze supreme…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In questi giorni le notizie sulla Lazio sono poche. Mi ha sorpreso la prima pagina del Corriere dello Sport, la notizia del giorno è la manifestazione di ieri. È una cosa che non succede tutti i giorni e non mi sembra che in altre tifoserie accada. Mi ha sorpreso vedere in prima pagina il titolo su Romagnoli, non c’è una riga sulla manifestazione. Ciò mi fa capire che c’è la volontà di tamponare e non di risolvere.

Credo che il presidente sia ancora deciso ad andare avanti, non lascerà mai la Lazio se non costretto da forze supreme. Lui guida la società non per i soldi, ma per l’immagine, non è un aspetto economico. Castellanos? Una trattativa estiva, ma non credo andrà in porto”.

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ESCLUSIVE PROGETTO STADIO

Stadio Flaminio: nuovi contatti col Campidoglio per perfezionare le carte

La Lazio e lo Stadio Flaminio. Un matrimonio che i due promessi sposi, Claudio Lotito e il Campidoglio vorrebbero celebrare il prima possibile.

La montagna da scalare per il club capitolino resta comunque alta, ferma restando la volontà di Roberto Gualtieri di andare a dama. Il primo cittadino infatti ha tutti motivi per centrare l’obiettivo stadio. Tra un anno inizierà la campagna per le elezioni a sindaco, Gualtieri vorrebbe sbandierare lo stadio a Pietralata e il nuovo Flaminio.

Al momento a Palazzo Senatorio attendono l’integrazione delle carte per poter incardinare la Conferenza Servizi Preliminare (CSP) presso gli uffici competenti. La Lazio però non sta a guardare.

Nelle ultime ore infatti i responsabili del progetto Lazio si sono confrontati con alcuni addetti ai lavori “tecnici” del Campidoglio per ottimizzare le carte da presentare. Si tratti di confronti abituali in questi casi. Il fine, ovviamente, resta quello di offrire una documentazione inattaccabile dagli uffici competenti.

Le parti dovrebbero rivedersi prima di luglio, sperando che il plico definitivo venga presentato e vidimato prima di agosto. Lo scopo è appunto quello di poter “attivare” la CSP. Proprio quest’ultima infatti, come avvenuto per la Roma Nuoto, dovrà stabilire se tecnicamente il progetto Flaminio-Lazio sia compatibile con le normative vigenti.

La CSP potrà pronunciare quindi un no secco o un sì con prescrizioni (impossibile immaginare un sì senza prescrizione, ndr). Una volta ottenuto l’assenso ed effettuate le eventuali modifiche per superare le prescrizioni, la giunta dovrà deliberare sull’eventuale pubblico interesse. Provvedimento che poi andrebbe vidimato dal Consiglio Comunale.

GLP

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PROGETTO STADIO RASSEGNA STAMPA

Lazio-Flaminio, la conferenza dei servizi tarda ad arrivare: stallo su mobilità e viabilità

Next stop, Flaminio. Non è l’annuncio della prossima fermata della metropolitana, ma il piano della Lazio per il nuovo stadio. Al momento si sta vivendo una fase interlocutoria, fatta di rinvii, lungaggini burocratiche e problematiche dovute alla necessità di coordinare numerose agende/parti coinvolte. L’apertura della conferenza dei servizi, però, è proprio lì dietro l’angolo. Continuano a lavorare, i tecnici del club biancoceleste, per presentare al Comune di Roma un progetto “senza macchia” e capace di diventare operativo da subito o quasi.

È trascorso poco più di un mese dall’ultimo incontro pubblico, quello avvenuto durante la cena commemorativa dei 25 anni del secondo scudetto. Era il 15 maggio (il campionato era ancora in corso) e nella Casina di Macchia Madama il presidente Lotito aveva incontrato il deputato democratico Claudio Mancini, molto vicino al sindaco Gualtieri, e l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma, Alessandro Onorato. In quell’occasione c’era stata una lunga chiacchierata e, ovviamente, si era parlato pure dell’iter in corso per la riqualificazione dello stadio Flaminio, progettato da Nervi per le Olimpiadi del 1960. Un sogno sul quale il patron della Lazio sta lavorando da anni, ma che mai come negli ultimi mesi ha visto passi avanti sostanziali. La tanto attesa conferenza dei servizi, pur senza indicazioni ufficiali, sarebbe dovuta partire al più tardi nei primi giorni di giugno. Tuttavia, c’è ancora una fase di stallo, dovuta principalmente alla complicazione che nasce a livello burocratico quando ci sono da mettere d’accordo più protagonisti. Ad ogni modo, il club biancoceleste sta proseguendo con le sue valutazioni tecniche e con le migliorie da apportare al piano originario, in modo tale da rispondere in modo efficiente a tutte le prerogative che saranno richieste dalla varie sovrintendenze in sede di valutazione. Ad oggi, la situazione non ha subito variazioni significative rispetto a un mese fa, con il solo tassello di mobilità e viabilità che riscontra ancora qualche “difetto” da sistemare (si parla di collegamenti, parcheggi, trasporti pubblici e compatibilità urbanistica). La strategia è sempre la stessa: prima di presentare formalmente il proprio progetto, Lotito vuole avere il minor margine di rischio rifiuto possibile. Un parere negativo ricevuto in modo informale prevede una tempistica di sistemazione relativamente breve, un altro ricevuto in via ufficiale ne richiederebbe una molto più lunga. L’obiettivo, comunque, rimane sempre quello di far tornare la Lazio nella sua casa. E al tempo stesso dare nuovamente una vita al Flaminio, oggi abbandonato e al pari di un rudere. Per questo si sta lavorando per trovare soluzioni condivise anche con l’amministrazione, così da offrire una struttura che non solo sappia offrire un valore aggiunto al club, ma anche a tutto il quartiere. È il sogno di Lotito e di praticamente tutti i laziali. Corriere dello Sport

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PROGETTO STADIO

Flaminio, Onorato: “Nuovo stadio? Sta alla Lazio andare avanti, Lotito chiaro”

Alessandro Onorato, assessore al Turismo, Grandi Eventi e Sport della città di Roma, ha parlato ai media presenti – tra i quali noi di TMW – a margine dell’evento Wembrace Games allo Stadio dei Marmi di Roma, organizzato da Bebe Vio.

L’assessore è stato interrogato sui nuovi stadi che dovrebbero costruire Roma e Lazio: “Lo abbiamo detto più volte anche con il sindaco, gli stadi si fanno senza commentare. Romane e romani delle due sponde si aspettano che vengano fatti: nel caso della Lazio sta alla società andare avanti, il presidente Lotito è stato molto chiaro sulla sua volontà e noi come amministrazione vogliamo portare avanti procedure trasparenti e rapide”.

Si può profilare finalmente un finale diverso? Prosegue e conclude così l’assessore Onorato: “Il passato è passato, per quanto ci riguarda chiunque vuole investire in questa città è fondamentale. Roma non è una città qualunque, è la Capitale d’Italia e compete con le altre internazionali ogni giorno. Benvenuto a chi, rispettando le regole, vuole investire in città. Che si respiri un’aria diversa dal passato è evidente a tutti, la cultura del no non ci appartiene ed è giusto che la città cambi volto. Ci teniamo alla bellezza, anche architettonica, ma per competere abbiamo bisogno di nuove infrastrutture. La metro arriverà al Foro nel 2032, a dimostrare che la città cambia. Facile poi lamentarsi per Sinner e la Coppa Italia, sennò… Roma, con la collaborazione del Governo e delle istituzioni, sta facendo miracoli: per un nuovo salto di livello servono infrastrutture, anche private”.

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PROGETTO STADIO

Flaminio e Conferenza Servizi: la Lazio al lavoro per ultimare la documentazione

Mentre i tifosi della Lazio fremono per il sì di Maurizio Sarri ad esito di una stagione che vedrà i biancocelesti fuori dall’Europa dopo otto anni, il club continua a lavorare per provare a regalarsi un sogno.

Il presidente della Lazio e lo staff designato per definire gli ultimi dettagli, stanno operando per consegnare in Campidoglio la documentazione idonea per proseguire l’iter per la riqualificazione dello Stadio Flaminio.

Come moto, la giunta del Campidoglio ha negato il pubblico interesse al progetto della Roma Nuoto per il Flaminio. Un no che ha comportato il ricorso al tar degli stessi proponenti. Il Senato capitolino ha bocciato la suddetta proposta, ritenendo l’opera di Nervi nata per ospitare gare di calcio.

Come nuoto, il progetto della Roma Nuoto per il Flaminio di fatto abbassava la capienza a sole 7000 unita, facendo diventare il catino ai piedi dei Parioli un altro club sportivo polivalente a Roma Nord.

Il Campidoglio attende quindi che Lotito possa consegnare tutte le carte necessarie ad attivare la Conferenza Servizi Preliminare (CSP). Senza l’avvio di questa fase, nessuno potrebbe permettersi di dire “si farà” o “non si farà”. La CSP del Campidoglio per il progetto Lazio-Flaminio infatti rappresenta un ostacolo da superare, con tante componenti da mettere d’accordo.

Al momento, oltre alla mobilità e ai parcheggi, i primi scoli si chiamano capienza e copertura. Lotito vorrebbe avere almeno 50.000 presenti, ma saggezza vorrebbe che anche 40/42.000 seggiolini dovrebbero bastare a trovare la quadra.

Lazio e Flaminio: i principali ostacoli

La copertura, diversamente, andrebbe ad incidere tanto sul paesaggio, tanto sulla capacità di fare reddito. Poter “chiudere” il Flaminio, magari con un tetto a scomparsa, vorrebbe poter dire realizzare eventi di arte e spettacolo senza incidere sulla vivibilità dell’intero quartiere.

Se in Campidoglio la disponibilità a valutare la fattibilità del Flaminio targato Lazio, in CSP il primo nemico potrebbe avere il volto della Soprintendenza Nazionale. Ente questo che in passato aveva già storto la bocca per progetto molto meno invasivi rispetto a quello ipotizzato dallo studio Casamonti, nome top a cui si è affidato l’azionista di comando della Lazio.

I giorni passano, il gruppo di lavoro scelto da Lotito è di assoluto livello ma bisogna stringere. Il sindaco Gualtieri spera che la CSP per il progetto Lazio possa partire prima dell’estate. Se tuto slittasse a settembre 2025 potremmo parlare di una chance sprecata. Un po’ come fatto dalla Lazio perdendo in casa col Lecce, ko costato l’Europa a Zaccagni e compagni.

GLP

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APPROFONDIMENTI NEWS

Flaminio alla Lazio: ecco cosa serve per avviare la Conferenza Servizi

Dare alla Lazio le risorse economiche per affrancarsi dalla “schiavitù” dei diritti tv. Patrimonializzare le casse di Formello è uno dei refrain che Claudio Lotito ripete più spesso da presidente della Lazio. Lotito sogna il Flaminio.

Proprio per accrescere gli introiti di Piazza della Libertà, il senatore di FI vorrebbe regalare ai tifosi la casa dei loro sogni. Lo stadio Flaminio sarebbe l’optimum per la Lazio. Il Campidoglio ha bocciato il progetto della Roma Nuoto, ma questo non ha accelerato l’iter della proposta della Lazio.

Palazzo Senatorio infatti lo scorso 29 aprile aveva bocciato la suddetta proposta, non ritenendola in grado di soddisfare le esigenze originali per le quali era stato realizzato l’impianto dei Nervi. Già il 3 aprile però, si era capito che le carte della Lazio fossero ancora insufficienti per incardinare la Conferenza Servizi Preliminare.

«Al momento la proposta progettuale della S.S. Lazio non si configura come progetto di fattibilità così come richiesto dalla normativa vigente ai fini dell’iter amministrativo». Così scriveva infatti il dipartimento Sport del Campidoglio alla richiesta di accesso agli atti proveniente dall’avvocato di Federsupporter, Luciano Cucculelli.

Al momento il progetto di fattibilità della Lazio non avrebbe ancora varcato le porte di palazzo Senatorio. Ribadendo come il materiale presentato da Lotito dovrà essere il più inattaccabile possibile, giova ripetere come quella per il sì alla riqualificazione del Flaminio si presenta, per tutti i contendenti, come una montagna da scalare con infiniti curvoni.

Già prima dell’avvio della Conferenza Servizi infatti, sono stati annunciati ricorsi preventivi sia da comitati cittadini, sia soprattutto da Elisabetta Margiotta Nervi, segretaria generale della Pierluigi Nervi Project Foundation.

Foto: flaminio-stadio-PJN-PROJECT-BRUXELLES

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PROGETTO STADIO

Flaminio, il Comune nega l’interesse pubblico al progetto di Roma Nuoto

La questione stadio Flaminio per la Lazio sembra portarsi sempre di più dalla parte della società biancoceleste di Claudio Lotito. Come riporta l’edizione odierna de Il Tempo, dopo il no all’interesse pubblico sul progetto di Roma Nuoto, altra società interessata alla riqualificazione del Flaminio, arrivato dalla giunta comunale guidata dal sindaco Roberto Gualtieri, ora è arrivato anche quello dell’Assemblea capitolina.

L’orientamento della giunta è stato confermato a grande maggioranza con ben 23 consiglieri favorevoli, un solo astenuto e nessun voto contrario. Anche se non sono mancate opposizioni, come quelle arrivate da alcuni appartenenti a Fratelli di Italia: «Bisogna uscire dalle ipocrisie – ha dichiarato il capogruppo, Giovanni Quarzo –. Il progetto di Roma Nuoto ha un equilibrio economico-finanziario ed è completo».

«La vera ragione per cui si vota contro l’interesse pubblico è perché esiste una vaga manifestazione di interesse da parte della Lazio Calcio, ma sarà il solito bluff. Ad oggi non c’è un progetto completo. Tra qualche mese non avremo l’una né l’altra cosa, prendendoci la responsabilità di continuare a lasciare nel degrado il Flaminio», ha concluso Quarzo tirando in ballo la società di Lotito che dopo gli annunci delle scorse settimane non ha ancora presentato un piano dettagliato, con le relative coperture finanziarie, per riqualificare il Flaminio facendolo diventare la nuova casa biancoceleste.

A rincarare la dose ci si è messo il collega Federico Rocca, che è presidente della commissione Trasparenza. Secondo il consigliere la proposta della Lazio «è totalmente campata in aria, non ha iniziato alcun iter procedurale nell’amministrazione e non c’è stata alcuna conferenza dei servizi». Diversa la posizione della Lega, espressa dal capogruppo Fabrizio Santori: «Lo stadio della Lazio deve essere una priorità come quello della Roma. Bisogna ascoltare l’interesse della città, che in questo momento è quello dei tifosi della Lazio che, come quelli della Roma, vogliono uno stadio di proprietà in tempi brevi».

A ribadire però la posizione del Campidoglio, che ha valutato la proposta di Roma Nuoto nel merito, è stato l’assessore allo Sport, Alessandro Onorato. La bocciatura del progetto, ha spiegato, è dovuta a tre motivazioni: «Non restituisce alla città la funzione primaria per la quale la struttura è stata progettata, quella di stadio. Non valorizza la vocazione di grande impianto sportivo in grado di ospitare manifestazioni sportive nazionali e internazionali. Infine, depotenzia le potenzialità MA. ZA. dello stadio quale polo attrattore culturale». Calcioefinanza.it

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PROGETTO STADIO

Flaminio, Roma Nuoto out: non riconosciuto pubblico interesse

Una svolta importante nella corsa al Flaminio. È infatti di pochi minuti fa la notizia che la giunta comunale non ha riconosciuto l’interesse pubblico al progetto della Roma Nuoto. La società aveva fatto ricorso al Tar del Lazio per l’ok del comune, dopo aver ricevuto il parere favorevole della conferenza dei servizi lo scorso dicembre. Sul sito di Roma Capitale di leggono le motivazione di questa scelta: 

«La proposta non restituisce alla città la funzione primaria per la quale la struttura è stata progettata, quella di Stadio; non valorizza la vocazione di ‘grande impianto sportivo’ in grado di ospitare manifestazioni sportive nazionali e internazionali; depotenzia le potenzialità dello stadio quale polo attrattore culturale». 

Inoltre, si legge nel documento: «La proposta depotenzia le funzionalità dello Stadio in virtù della riduzione del numero dei posti, dai 42 mila originari a 7500, e dell’introduzione di funzioni di carattere commerciale” con una rete “costituita da una struttura di vendita di 2.500 metri quadrati ed altre aree di vendita». 

Il Flaminio sarebbe pertanto stato trasformato in “un impianto polifunzionale” con una “pluridisciplinarità delle attività sportive previste, le quali, peraltro non arricchiscono l’offerta sportiva del quadrante territoriale di riferimento»

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PROGETTO STADIO

Flaminio, la Roma Nuoto fa ricorso al Tar per l’ok del Comune

«Alla fine, il ricorso al Tar di Roma Nuoto, annunciato nei giorni scorsi, è arrivato», così recita l’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “Flaminio, Roma Nuoto ricorre al Tar per l’ok finale”. Una battaglia che non accenna a voler terminare quella che riguarda la ristrutturazione dello Stadio Flaminio. La Roma Nuoto, che ha ricevuto il parere favorevole della conferenza dei servizi lo scorso dicembre, è dunque ricorsa al Tar per far sì che il comune decida se dare o meno l’interesse pubblico al progetto. Per l’altro piano, quello della Lazio e del presidente Lotito, si attende l’apertura della conferenza dei servizi, dopo la presentazione del piano economico finanziario, avvenuta a inizio mese. Come si legge nel documento presentato al Tribunale Ammnistrativo, viene contestato un ritardo, «per ragioni altamente sviate e di tipo meramente “politico”», da parte del Comune di Roma.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Rocca (Pres. Regione): “Lazio nostro orgoglio, spero nell’Europa. Flaminio? Ho parlato con il Sindaco, è un dovere…” (AUDIO)

FRANCESCO ROCCA (Pres. Regione Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri in Campidoglio c’era tutto il popolo biancoceleste per celebrare i 125 anni della Polisportiva più grande d’Europa. C’erano tutte le sezioni riunite, sono un orgoglio della nostra regione, è stato un momento emozionante e bello. Ho avuto modo di incontrare anche i genitori di Flavio e Francesco, una famiglia che il popolo laziale ha adottato. La loro presenza mi ha toccato, questi due ragazzi sono diventati testimonial di lazialità ed ambasciatori della sofferenza delle famiglie che vivono lo stesso fardello di alcune tremende patologie. Paolo e Francesca hanno abbracciato una sfida tremenda con passione senza fine. La giornata di ieri, la loro presenza, la nostra vicinanza erano dei doveri per noi.

Laziali si nasce a scuola, respirando l’aria che tira. Essere laziale mi ha arricchito nella vita, l’emozione di Lazio-Vicenza ancora non riesco a togliermela addosso. Ero in Curva Maestrelli quel giorno, ricordo ancora gli abbracci e la gioia. E’ una storia di passione che ci accompagna.

Il momento della squadra è un momento di stanchezza. Quello di Bologna era un risultato già scritto. Non mi spiego il motivo per il quale gli acquisti fatti a gennaio ancora non abbiamo avuto modo di giocare. Tra campionato ed Europa League scelgo la seconda senza dubbio.

Flaminio? Io sostengo il progetto dello stadio della Lazio e quello della Roma. Ho parlato con il sindaco affinché si trovino delle soluzioni sui parcheggi. Non possiamo rassegnarci ad abbandonare questo stadio, è nostro dovere trovare delle soluzioni. Potrebbe diventare la nostra bellissima casa”.